DE ANGELIS: “LA RISPOSTA DI GIORGIA MELONI A PEDRO SANCHEZ SI COMPRENDE SOLO CON LA LENTE DELL’IDEOLOGIA E DEL CALCOLO: LE POLITICHE DELL’IMMIGRAZIONE COME TERRENO IDENTITARIO SU CUI RIBADIRE L’APPARTENENZA AL MONDO MAGA E COME CONTINUAZIONE DELLA POLITICA INTERNA CON ALTRI MEZZI. INSOMMA, TRUMP CUI RIBADIRE FEDELTÀ, VOX CUI DARE SOSTEGNO, VANNACCI CUI TOGLIERE SPAZIO”
“DOMANDA, A CHI CONFONDE LA NAZIONE CON LA FAZIONE: SE CI FOSSERO DEGLI SBARCHI INCONTROLLATI A LAMPEDUSA E GLI ALTRI SOSPENDESSERO SCHENGEN CHE LÌ VALE, CHE SI FA?”
Non c’è dubbio che Pedro Sanchez abbia il suo bel da fare con la destra spagnola. E ha deciso di massimizzare, anche in chiave interna, il fallimento dell’assalto condotto da Giorgia Meloni. Di qui, prima la minaccia di ritorsioni entro 48 ore, poi la decisione di far scattare i controlli per i turisti, dopo il rifiuto del governo italiano di revocare la sospensione di Schengen.
Scelte – non è un dettaglio – già annunciate da contatti informali nei giorni scorsi. Saranno anche muscolari e utili nella campagna elettorale contro Vox di Santiago Abascal ma poggiano su una solida ragione e sull’altrui torto.
Davvero non si comprende, secondo logica e principio di realtà, perché il governo italiano non abbia innescato una dinamica di rientro della crisi tra i due paesi, vedendo franare i due presupposti su cui era stata aperta con una certa fantasia narrativa dal sapore squisitamente trumpiano. La prima è che non c’è stata nessuna invasione. E comunque non si sarebbe risolta con la sospensione di Schengen, essendo Ceuta una exclave spagnola in Marocco.
La seconda è il flop politico registrato nel corso del vertice dei ministri degli Interni Ue, chiesto con urgenza anche dall’Italia. Si è risolto con una piena solidarietà alla Spagna. Né ha avuto un grande successo la proposta italiana di creare dei centri di rimpatrio in paesi terzi, riproducendo quel modello di inefficienza degli hub in Albania.
La risposta di ieri di Giorgia Meloni si comprende, come tutto dall’inizio di questa storia, solo con la lente dell’ideologia e del calcolo: le politiche dell’immigrazione come terreno identitario su cui ribadire l’appartenenza al mondo Maga […] e come continuazione della politica interna con altri mezzi. Insomma, Trump cui ribadire fedeltà, Vox cui dare sostegno, Vannacci cui togliere spazio.
L’approccio viene riproposto con la sospensione di Schengen fino al 15 agosto. Domanda, a chi confonde la nazione con la fazione: se nei prossimi giorni ci fossero degli sbarchi incontrollati a Lampedusa e gli altri sospendessero Schengen che lì vale, che si fa?
Irragionevole sul piano dei principi, la posizione ribadita, come effetto collaterale porta la crisi tra i due paesi nel punto più acuto. C’è un “duello di sovranità”: Sanchez ribadisce un principio europeo, il governo italiano, per come ha condotto sin qui la vicenda, rilancia nel timore di perdere la faccia.
Da ultimo c’è la potenziale “crisi geoeconomica di Ferragosto”. Con milioni di passeggeri annui tra i due paesi, i controlli speculari spagnoli rischiano di paralizzare i flussi turistici nel picco di Ferragosto, tramutando lo scontro migratorio in una guerra economica.
Insomma, siamo di fronte a un caso emblematico di scontro tra due idee di Europa, la cui fragilità è nell’afonia dei vertici comunitari. Una basata sui confini e sulla disgregazione. L’altra sulla solidarietà e sulla libera circolazione, costretta a reagire: a brigante, brigante e mezzo. La crisi italo-spagnola ci parla dell’oggi, ma anche della posta in gioco per l’Europa, quando il prossimo anno si voterà in Spagna, Francia, Italia, oltre che in Grecia e Polonia. Allacciatevi le cinture e preparatevi a una campagna elettorale “globale”, giocata anche fuori dai confini nazionali.
Alessandro De Angelis
per “La Stampa”
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