NEONAZISTI DI AFD AL 44% IN SASSONIA-ANHALT, MA POTREBBE NON BASTARE PER GOVERNARE, DIPENDE DALLE ALLEANZE
HANNO PERMESSO CHE QUESTA FECCIA VIOLASSE LA COSTITUZIONE, QUANDO BASTAVA APPLICARE LA LEGGE E OSPITARLI NELLE PATRIE GALERE… QUANDO CAPIRETE CHE LA DEMOCRAZIA VA DIFESA SENZA PIETA’ PER NESSUNO SARA’ ORMAI TROPPO TARDI
Alternative für Deutschland trionfa in Sassonia-Anhalt, ma potrebbe non riuscire a
conquistare la maggioranza assoluta del Parlamento regionale e insediare il proprio candidato, Ulrich Siegmund, al Governo del Land. Almeno non da sola.
Le prime proiezioni dicono che l’estrema destra ha il 44% dei voti, tre punti in più dei sondaggi della vigilia. La Cdu si ferma a un deludente 18%. La Linke si attesta attorno al 9%, come Spd e Verdi, che quindi entrerebbero nel Landtag, dopo essere stati a lungo in bilico.
L’Alleanza Sahra Wagenknecht, che aveva aperto a una cooperazione con Afd, è sul filo della soglia di sbarramento del 5%. E ribadisce di essere pronta ad aiutare. La candidata di punta, Claudia Wittig, sostiene che il partito «prenderà decisioni basate sui contenuti», per realizzare progetti positivi per il Land «anche con Afd». Propone però un governatore «non di parte» e per ora, il trionfatore della giornata frena: «Bsw non è un partner affidabile», replica Siegmund.
Se i risultati saranno confermati, Afd mancherebbe per pochissimi seggi la maggioranza assoluta in questo Land della ex Germania Est, dove nel 2023 è stata dichiarata dall’Ufficio per la protezione della Costituzione caso «accertato di estremismo di destra». Mai, dalla caduta del Nazismo, un partito di estrema destra ha conquistato il Governo di una delle 16 regioni tedesche.
«Abbiamo già scritto la storia», ha commentato a caldo Siegmund, che tende la mano a possibili collaborazioni per formare un Governo, precisando però che su alcuni temi non si negozia, in particolare su «immigrazione e sicurezza». Alice Weidel, una dei due co-leader del partito, rivendica per Afd un chiaro mandato di Governo.
Punita duramente la Cdu del governatore uscente Sven Schulze. Afd proverà a convincere qualche suo eletto a saltare il muro tagliafuoco (la Brandmauer), con il quale i cristianodemocratici si sono imposti il divieto di cooperare con l’estrema destra. Il cancelliere Friedrich Merz e Schulze hanno promesso che non si presteranno. «Non collaboriamo con gli estremisti e, soprattutto, con quelli di estrema destra», ribadisce la segretaria generale, Franziska Hoppermann. La dirigenza dovrà dimostrare di avere il controllo del partito.
«La Brandmauer è stata definitivamente respinto dagli elettori», proclama l’altro co-leader di Afd, Tino Chrupalla.
I risultati sono un problema in più per Merz: i consensi sono già bassissimi, attorno al 15%. E nel partito molti lo criticano. A livello nazionale, la Cdu è al 20% nei sondaggi, molto lontana da Afd, che sfiora il 30%. Il capo del gruppo parlamentare della Cdu-Csu, Thorsten Frei, deve sottolineare che «il Bundestag viene eletto per un mandato di quattro anni, così come il cancelliere».
Per il vicecancelliere e leader della Spd, Lars Klingbeil, quello che arriva dalla Sassonia-Anhalt è però un segnale importante: bisognerà riflettere sulle politiche del Governo federale.
Il nodo Linke
In Sassonia-Anhalt, Cdu, Spd e Verdi non hanno i numeri per formare un Governo. Servirà anche l’appoggio della Linke a un Esecutivo di minoranza. Ma tra i cristianodemocratici, qui come altrove, ci sono maggiori preclusioni verso la sinistra che non verso Afd.
La Linke si dice disponibile, ma chiede un cambio di rotta. La candidata di punta, Eva von Angern, attribuisce ai cristiano-democratici una parte di responsabilità per il successo di Afd: se la Cdu «riprende i temi dell’estrema destra, allora la gente vota l’originale».
I Liberali della Fdp, alleati della Cdu e della Spd nel Governo uscente, restano fuori dall’assemblea.
Nelle elezioni regionali del 2021, Afd aveva conquistato meno del 21% dei voti, piazzandosi alle spalle della Cdu, che aveva il 37%. La Linke era all’11%, la Spd all’8,4%, la Fdp al 6,4%, i Verdi al 6%.
Nelle elezioni per il Bundestag del 2025, Afd aveva ottenuto il 37%.
Dopo una campagna elettorale così intensa e dopo tanta mobilitazione, in un campo e nell’altro, la partecipazione è stata altissima. Alle 16 era già al 65% e aveva superato il risultato finale delle elezioni del 2021, terminate con un’affluenza del 60,3%, contando anche i voti per corrispondenza. Alla fine, domenica ha votato l’80% degli 1,7 milioni di aventi diritto. Un record per la Sassonia-Anhalt.
Laboratorio politico
A lungo governata dalla Cdu, da sola o in coalizione, la Sassonia-Anhalt si è distinta in passato come laboratorio politico. È qui che prese vita la prima coalizione Kenya della Germania, per i colori dei tre partiti (nero, rosso e verde) che ne facevano parte: cristiano-democratici, Spd e Verdi. Era il 2016.
Prima ancora, dopo le elezioni del 1994, Spd i Verdi avevano formato un Governo di minoranza, con l’appoggio esterno della Pds, il successore della Sed, il partito comunista della Ddr. Nonostante le polemiche, il «modello Magdeburgo» fu portato avanti da Spd e Pds anche dopo che i Verdi, nel 1998, rimasero fuori dal Landtag.
La ripartizione dei seggi
Un elemento di incertezza è il numero dei seggi nel Parlamento regionale. È previsto un minimo di 83 eletti, che possono salire a seconda della ripartizione dei voti. Il Landtag uscente conta 97 membri.
Ciò è dovuto alla combinazione di seggi conquistati direttamente nei collegi uninominali e seggi assegnati in modo proporzionale, in base ai voti ottenuti dalle liste di partito.
Se un partito conquista un numero di seggi circoscrizionali (41 in totale) superiore a quello che sarebbe proporzionale alla sua quota complessiva di voti, li mantiene come cosiddetti «mandati in eccesso», mentre agli altri partiti vengono assegnati mandati di compensazione aggiuntivi, per garantire la proporzionalità.
Nel Bundesrat, la Camera dei Länder, i seggi sono distribuiti in certa misura in base agli abitanti e la Sassonia-Anhalt, con il 2,5% della popolazione tedesca (2,1 milioni di abitanti), ha 4 seggi su 69.
Le prossime tappe
Tra due settimane, il 20 settembre, si voterà in Meclemburgo-Pomerania Anteriore e nella città-stato di Berlino.
In Meclemburgo, Afd è in testa attorno al 35%, con la Spd staccata di pochi punti. A Berlino, la partita è aperta, con la Cdu al primo posto al 20%, poco sopra Linke ed Afd.
(da Il Sole24ore)
Leave a Reply