COME SI CAMBIA, PUR DI NON PERDERE IL POTERE. GIORGIA MELONI, NEL 2017, COMMENTAVA COSÌ L’APPROVAZIONE DEL ROSATELLUM: “È SCANDALOSO CHE LE REGOLE DEL GIOCO VEGANO DECISE CON LA FIDUCIA, CI APPELLIAMO A MATTARELLA. SE QUESTI PARTITI NON SI FIDANO DEI PROPRI PARLAMENTARI, POI CON CHE FACCIA CHIEDONO I VOTI AGLI ITALIANI?”
NOVE ANNI DOPO, È LEI A METTERE LA FIDUCIA SULLA LEGGE ELETTORALE
Sarebbe tecnicamente possibile, a commento della giornata, citare le parole che pronunciò, con tono indignato, proprio Giorgia Meloni qualche anno fa: «È scandaloso che le regole del gioco vegano decise con la fiducia, ci appelliamo a Mattarella».
E, volendo, si potrebbe citare anche il seguito del ragionamento: «Ma se questi partiti non si fidano dei propri parlamentari, poi con che faccia chiedono i voti agli italiani». Ipsa dixit.
Correva l’anno 2017 e, allora, fu il centrosinistra a perdere l’innocenza, imponendo a forza una legge elettorale, per ben due volte, prima il cosiddetto Italicum, poi il cosiddetto Rosatellum.
Il copione si ripete nove anni dopo, a parti invertite. Metodo e logica sono l’opposto di ciò che dovrebbe accadere in un paese normale, dove le regole del gioco si disegnano assieme, sulla base dell’interesse del paese, non come un abito sartoriale, dopo aver visto l’ultimo sondaggio.
La fiducia, su provvedimenti del genere, è al tempo stesso un atto di arroganza verso il Parlamento e, a dispetto al termine, una manifestazione di conclamata sfiducia verso la propria maggioranza, di cui si teme tenuta e fedeltà.
(da La Stampa)
Leave a Reply