“LA PRIMA COSA CHE FAREMO AL GOVERNO È CANCELLARE TUTTI QUESTI DECRETI SICUREZZA”: GIUSEPPE CONTE PROMETTE DI FAR PIAZZA PULITA UNA VOLTA AL GOVERNO DEI DECRETI MELONIANI “CHE LIMITANO IL DIRITTO DI PROTESTARE E DI ESPRIMERE DISSENSO”. PECCATO CHE DIMENTICHI DI CITARE QUELLI IGNOBILI VARATI DAL GOVERNO FORMATO DA M5S E LEGA E DI CUI LUI ERA LA GUIDA
COME FA UNO CHE E’ STATO A CAPO DI UNA DELLE COALIZIONI PIU’ A DESTRA DELLA STORIA REPUBBLICANA A DIVENTARE IL PUNTO DI RIFERIMENTO DEI PROGRESSISTI E’ UNA DOMANDA DA GIRARE SUBITO A GOFFREDO BETTINI, GRANDE SPONSOR DI CONTE
“La prima cosa che faremo quando andremo al Governo è cancellare tutti questi decreti
sicurezza, questi decreti che limitano il diritto di protestare e di esprimere dissenso, che sono il fondamento della democrazia”. Lo ha detto il presidente del M5S Giuseppe Conte parlando con un gruppo di studenti a margine di un evento a Roma.
Peccato che Conte non abbia ricordato i decreti sicurezza varati dal governo con la Lega di cui era premier e che hanno rappresentato la stessa svolta repressiva dii quelli che ora critica.
Gli rinfreschiamo la memoria.
1. Decreto Sicurezza 1 (Decreto-legge n. 113 del 4 ottobre 2018, convertito in Legge n. 132 del 1° dicembre 2018)
• Immigrazione e Protezione Internazionale: Ha abolito la protezione umanitaria (sostituendola con permessi di soggiorno temporanei per casi speciali, come cure mediche o vittime di violenza) e ha limitato i requisiti per il sistema di accoglienza (SPRAR/SIPROIMI), riservandolo solo ai rifugiati e ai minori stranieri non accompagnati.
2. Decreto Sicurezza Bis (Decreto-legge n. 53 del 14 giugno 2019, convertito in Legge n. 77 del 8 agosto 2019)
• Contrasto all’immigrazione irregolare e ONG: Ha attribuito al Ministero dell’Interno il potere di limitare o vietare il transito e la sosta di navi nel mare territoriale italiano per motivi di ordine e sicurezza pubblica (con pesanti sanzioni amministrative e penali per i comandanti delle ONG in caso di violazione).
• Ordine Pubblico e Manifestazioni: Ha inasprito le pene per chi promuove o partecipa a disordini, manifestazioni violente o blocchi stradali, introducendo il cosiddetto “arresto in flagranza differita” basato su documentazione video-fotografica.
Mai una parola di scuse, mai un “ammetto di aver sbagliato”, solo l’ennesimo tentativo di trasformismo senza alcuna autocritica.
Nessuno nega a Conte (e a Renzi) di far parte del campo alternativo ai sovranisti, ma candidato premier mai, c’e’ un limite a tutto.
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