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ANCHE L’EX SINDACO DI MILANO GABRIELE ALBERTINI PASSA CON FINI: “PER SILVIO IL CONFRONTO E’ ERESIA”

Agosto 7th, 2010 Riccardo Fucile

“NEL PDL C’E’ SOLO LA LEADERSHIP CARISMATICA DEL CAPO: UN PARTITO DOVE CIO’ CHE PIACE AL PRINCIPE HA VALORE DI LEGGE E CHI NON E’ D’ACCORDO VIENE MESSO ALLA PORTA NON PUO’ FUNZIONARE”….”FINI VOLEVA SOLO UN CONFRONTO SUI GRANDI TEMI POLITICI, MA NEL PDL E’ VIETATO DISCUTERE, NEANCHE SI FANNO I CONGRESSI”

L’addio al Pdl in questi giorni è prerogativa non soltanto delle truppe finiane in Parlamento: nella periferia del Paese stanno lasciando il partito tanti esponenti che hanno contribuito a fondarlo, ritenendo ormai irrespirabile l’aria di conformismo e di sudditanza in cui è stato ridotto il partito.
Proprio a Milano, città  di cui è stato sindaco, per poi diventare anche parlamentare europeo, Gabriele Albertini, un “berlusconiano di ferro” della prima ora, lascia il Pdl : “Provo una grande difficoltà  a uniformarmi alle ultime decisioni prese dal partito, come la cacciata di Fini. Un partito dove l’impietoso calvario del confronto è considerato un’eresia”.
Continua Albertini: “Quando è nato il Pdl mi sembrava il tentativo di allargare la partecipazione democratica per aggregare nuovi consensi. Silvio ha invece costruito un partito dove ciò che piace al principe ha vigore di legge e chi non è d’accordo viene messo alla porta: un partito così a me non piace e non può funzionare. Se si ipotizza un traguardo un po’ più lontano, diventa necessario costruire i meccanismi di democrazia interna propri di tutti i partiti liberali”. Continua »

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“I VOTI DEI MAFIOSI? LI CERCAVA ANCHE VIALE PER SOSTENERE LA FIGLIA SOTTOSEGRETARIA LEGHISTA”

Agosto 6th, 2010 Riccardo Fucile

IL SINDACO DI BORDIGHERA, GIOVANNI BOSIO, ACCUSA GIULIO VIALE, EX ASSESSORE DELLA CITTA’ E PADRE DI SONIA, NOMINATA DA POCO SOTTOSEGRETARIO ALL’ECONOMIA, DI AVER CHIESTO PER LA FIGLIA I VOTI CHE ORA DEFINISCE “MAFIOSI”… IMBARAZZO NELLE FILE DEL CARROCCIO

La Riviera dei fiori è sempre nell’occhio del ciclone politico-giudiziario per via delle infiltrazioni dell ‘ngrangheta nella vita amministrativa della città , da Sanremo a Bordighera.
In quest’ultima località  il sindaco Bosio, in una intervista al quotidiano indipendente ligure “Secolo XIX”, oggi replica a una precedente intervista in cui l’ex assessore leghista Giulio Viale aveva detto di essersi reso conto che “almeno quattro in giunta avevano rapporti di collaborazione elettorale con la famiglia Pellegrino”.
Mentre gli arresti connessi all’indagine in corso sono arrivati a otto, il sindaco Giovanni Bosio oggi lancia un preciso atto di accusa al padre di Sonia Viale, sottosegretario all’Economia per la Lega.
“Viale? Un ipocrita, che quando è venuto il momento di sponsorizzare sua figlia, candidata alle Europee, ha chiesto i voti che ora definisce mafiosi a tutti gli assessori e i consiglieri del Pdl”.
Giulio Viale in precedenza aveva accusato Bosio e alcuni assessori di essersi dedicati a “una caccia esasperata di preferenze, accettando pacchetti di 50 voti alla volta da persone poi finite sotto custodia cautelare”.
Il riferimento è a quello che la Procura di Sanremo chiama il clan Pellegrino, facente capo agli omonimi fratelli imprenditori del movimento terra.
Tre di loro sono finiti in carcere a giugno, insieme ad altre cinque persone. Bosio nell’intervista attacca Viale definendolo “un opportunista ipocrita, più interessato al suo tornaconto personale che al bene della città “.
E poi l’attacco preciso sulla figlia sottosegretario leghista: “le divergenze con Viale sono iniziate proprio in occasione della candidatura della figlia alle elezioni europee. In quella circostanza, i voti del Pdl che ora definisce mafiosi gli andavano più che bene, dal momento che li ha richiesti a tutti i consiglieri ed assessori dai quali ora si sente in dovere di prendere le distanze”. Continua »

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BOSSI E BERLUSCONI ORMAI PARLANO DA SOLI, MA FORSE SONO I SOSIA DEL BAGAGLINO

Luglio 29th, 2010 Riccardo Fucile

UNO SI INVENTA DI AVER PORTATO A CASA IL FEDERALISMO E 15 MILIARDI PER I COMUNI, L’ALTRO FA LE PROVE DA   RADIOAMATORE COLLEGANDOSI CON LA BRAMBILLA VIA CAVO OGNI SETTIMANA…. UNO LE SPARA SEMPRE PIU’ GROSSE, L’ALTRO HA NOSTALGIA DELLE RETI UNIFICATE

Hanno stili diversi: uno ama farsi immortalare in foto con il dito medio alzato, rivolto padanamente agli interlocutori, l’altro facendo le corna in seconda fila a qualche riunione internazionale.
Il primo ha sempre un occhio di riguardo verso la sua Rosy (Mauro), badante a tutto campo per mission ricevuta, il secondo alla sua Rosi (Bindi) ricorda spesso invece di non avere il fisico da velina per Mediaset.
Il primo è circondato da una corte dei miracoli, il secondo da una corte di miracolati.
Il primo difende una settantina di ladroni padani delle quote latte, il secondo è passato dal garantismo al giustificazionismo sempre e comunque.
Sono impegnati culturalmente entrambi: mitici i lunedi’ letterari che li vedono protagonisti nella villa di Arcore, dove recentemente è stato ammesso anche l’erede al trono Renzino, in versione trota pensante, in cui amano discettare sul futuro culturale del Paese, tra una barzelletta sui carabinieri e il rischio dei carabinieri sotto casa.
Molti i lati B in comune comunque: entrambi amano spararle grosse dal palco di Manicomio Italia.
Qualche giorno fa Bossi ha approfittato di una piazza importante, quella di Soncino (Cremona), per sostenere che “la Lega ha già  portato a casa 15 miliardi per i Comuni”.
In realtà  Bossi a casa non ha portato un bel nulla: i 15 miliardi in meno che i Comuni riceveranno dallo Stato potranno riscuoterli in eguale misura dai loro amministrati.
Col rischio e la possibilità  concreta che ai cittadini poi i Comuni ne chiedano di più e aumenti quindi il prelievo fiscale.
Nell’occasione, riferendosi ai ladri delle quote latte, Bossi ha assicurato che “ho detto a Berlusconi che non può far chiudere le fattorie del Nord, la gente non capirebbe: Galan io non posso cacciarlo, ma chiederò a Zaia di scendere in campo. E’ uno che fa, non come Galan che parla e basta”.
Infatti Zaia ha fatto così tanto e bene, da far pagare all’Italia 4 miliardi di multe Ue per non avere rispettato la legge.
Oltre ad aver permesso a 70 taroccatori di non pagare le multe, mentre 11.000 onesti hanno pagato. Continua »

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OGNI FAMIGLIA ITALIANA PAGA 805 EURO DI TASSE LOCALI

Luglio 25th, 2010 Riccardo Fucile

L’AUMENTO E’ DEL 3,9%       RISPETTO ALL’ANNO SCORSO… LE CITTA’ MAGGIORMENTE COLPITE SONO NAPOLI, ROMA E CAMPOBASSO… LA UIL: “COL FEDERALISMO FISCALE SI STA INIZIANDO A INTRODURRE NUOVE TASSE, PIUTTOSTO CHE A RAZIONALIZZARE LA SPESA PUBBLICA”

Le tasse locali pesano su lavoratori e pensionati mediamente 805 euro l’anno e nel 2010 risultano in aumento del 3,9%.
E’ quanto risulta da una indagine della Uil che ha analizzato l’andamento tra il 2009 e il 2010 delle imposte e delle tasse locali nelle 21 città  capoluogo di Regione e che rappresentano il 13% del totale dei contribuenti italiani.
“L’accelerazione da parte del governo nell’emanare i decreti attuativi del federalismo fiscale, rischia di ottenere risultati opposti a quelli attesi”, sostiene il sindacato.
Agli 805 euro annui si arriva sommando addizionali regionali e comunali Irpef e la tassa sui rifiuti solidi urbani.
In particolare per le addizionali regionali Irpef, l’importo medio è di 420 euro annui, per le addizionali comunali Irpef di 175 euro e per la tassa sui rifiuti di 210 euro annui.
Il campione di riferimento dell’indagine è una famiglia composta da due lavoratori dipendenti con due figli a carico e un reddito imponibile di 36.000 euro.
Nonostante il blocco delle aliquote imposto nel 2009,   l’aumento è del 3,9% rispetto all’anno precedente.
Le città  maggiormente colpite dagli aumenti sono Napoli, dove la famiglia campione versa nelle casse degli enti territoriali 1.154 euro medi annui, Roma con un prelievo di 1.075 euro e Campobasso con un prelievo di 1.037 euro. Continua »

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“ROMA CAPITALE” INIZIA CON 15 POLTRONE IN PIU’, TUTTI D’ACCORDO: ALTRO CHE TAGLI ALLA CASTA

Luglio 23rd, 2010 Riccardo Fucile

DOVEVANO RIDURRE ASSESSORI, CONSIGLIERI, MUNICIPI, INDENNITA’… ALLA FINE GLI ASSESSORI PASSANO DA 12 A 15, I CONSIGLIERI RESTANO 60, I GETTONI DI PRESENZA VENGONO SOSTITUITI DA UNA INDENNITA’ FISSA DI FUNZIONE…AUMENTANO LE RENDITE, ALTRO CHE TAGLI ALLA POLITICA: MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE SI SONO TROVATE D’ACCORDO

Meno consiglieri, meno assessori, meno Municipi e meno soldi di indennità  ai vari rappresentanti: era questo l’impegno iniziale   della bozza del decreto attuativo per la riforma dello status di “Roma capitale”, varato dal governo nelle scorse settimane.
Ma nel passaggio obbligatorio in Campidoglio è avvenuto il miracolo.
I consiglieri comunali all’unanimità  hanno subito cancellato la riduzione del loro numero da 60 a 48.
Hanno poi fatto sparire anche l’articolo che fissava “a un quarto dell’assemblea dei consiglieri”, quindi a 12, il numero degli assessori.
Alla fine nella versione modificata gli assessori salgono a 15, tre in più di quelli che compongono l’attuale giunta Alemanno.
Il numero dei Municipi doveva scendere da 19   a 12: ora si legge genericamente   che “il numero dei Municipi, inferiore a quello attuale, verrà  individuato nello Statuto di Roma Capitale”.
I gettoni di presenza vengono invece sostituiti da un’indennità  di funzione, cioè da un vero e proprio stipendio da determinare.
Questi i fatti e la volontà  politica emersa: la Casta romana ha colpito ancora in modo bipartisan, anche in tempo di crisi.
Con l’arrivo di tre nuovi assessori e lo stipendio al posto del gettone di presenza, la rendita di posizione aumenterà  ancora di più. Continua »

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DOPO TANTE PROMESSE, DA OGGI ALL’AQUILA SI TORNANO A PAGARE LE TASSE

Luglio 1st, 2010 Riccardo Fucile

LA CONFUSIONE E’ TOTALE: GLI EMENDAMENTI DEL GOVERNO SONO ANCORA DA APPROVARE E IL TEMPO E’ SCADUTO…BUSTE PAGA SUBITO RIDOTTE PER DIPENDENTI E PENSIONATI, SOSPENSIONE FINITA PER BOLLO AUTO E CANONE RAI…..E RITORNANO I PEDAGGI SULLE AUTOSTRADE

Nonostante tante promesse e annunci di proroga, di fronte alle proteste che i cittadini aquilani avevano portato fin sotto le finestre di Palazzo Chigi, nonostante gli emendamenti annunciati per un ulteriore congelamento delle tasse fino al 1 gennaio 2011, alla fine i terremotati dell’Aquila si troveranno le buste paga più leggere, a cominciare dai lavoratori dipendenti e dai pensionati.
Il tutto perchè un conto sono le dichiarazioni di intenti, il “vedremo di provvedere”, il “stiamo predisponendo”, altro è approvare realmente gli emendamenti promessi.
Si è così arrivati al 1 luglio e il governo ha rimediato un’altra figura barbina: solo per non essersi mosso a tempo debito, considerando che chi non ha una casa e un lavoro non si capisce come possa permettersi di pagare le tasse.
L’unica cosa certa è che le prime buste paga tassate, col prelievo a monte di Irpef, contributi e addizionali varie, saranno quelle di pensionati e lavoratori dipendenti, le uniche due categorie che non potranno sperare in ulteriori dilazioni.
Il nuovo torneranno a pagarlo, e da subito: non ci saranno miracoli.   .
Non è ancora chiarito poi se la soglia dei 200mila euro di fatturato (volume d’affari del 2008, chi lo supera è considerato, dal governo, in grado di ripagare da subito) resterà  legata solo alle imprese oppure anche alle persone fisiche, cioè al popolo delle partite Iva (commercianti, artigiani, professionisti) su cui il commissario Gianni Chiodi ha garantito sulla proroga dell’esenzione, con conseguente slittamento al 20 dicembre 2011.
Questo elemento non è stato chiarito a sufficienza.
C’è intesa solo sul pagamento delle vecchie tasse.
Si tornerà  a pagarle da gennaio 2011, in 60 rate mensili, al 100%, mentre nei casi dei terremoti dell’Umbria e delle Marche era stato abbuonato il 60%.
Nelle abitazioni stanno tornando le bollette delle utenze domestiche.
In molti casi annunciate da moduli (come nel caso dell’Enel) che chiedono di conoscere lo stato degli immobili per poter usufruire delle tariffe agevolate. Continua »

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LA QUADRA DI TREMONTI E BOSSI: REGIONI SUBITO LIBERE DI IMPORRE NUOVE TASSE

Giugno 29th, 2010 Riccardo Fucile

PER SCONGIURARE CHE LE REGIONI RESTITUISCANO LE DELEGHE PERCHE’ NON POSSONO GARANTIRE I SERVIZI, ALLA FINE SI ANTICIPERA’ A GENNAIO UNA QUOTA DI AUTONOMIA FISCALE….TAGLI OGGI E NUOVE TASSE DOMANI…E VISSERO TUTTI FELICI E CONTENTI (MENO GLI ITALIANI)

Le parole più chiare sulla manovra finanziaria sono state pronunciate dal governatore lombardo Formigoni: “Gli enti locali in questi anni hanno sempre fatto la loro parte. Si pensi agli ammortizzatori sociali: si è deciso che fossero le Regioni a mettere un terzo delle risorse che servivano allo Stato. Lo abbiamo fatto per più di 9 miliardi di euro. Ma ora Tremonti vorrebbe che tagliassimo di un terzo   i contributi per il trasporto pubblico locale, di due terzi i fondi per le piccole e medie imprese, la totalità  di quelli per la famiglia e cosi via. Se il governo vuole farci cancellare un treno pendolare su tre perchè ritiene che si possano far funzionare gli stessi treni con un terzo di risorse in meno, allora diciamo: bene, vi restituiamo le deleghe, provateci pure voi”. Secondo Formigoni i tagli dei trasferimenti avvengono proprio sui capitoli che dovrebbero avviare il federalismo fiscale che, a questo punto, è finito ancor prima di inizare.
Tremonti pare inamovibile sui tagli, continua a parlare che il saldo finale deve rimanere lo stesso, ma poi in concreto non pare disposto a modificare quasi nulla.
Gli unici due punti che saranno soggetti a modifica sono quello relativo
alla assurda norma che portava dal 74% all’85% la soglia per ottenere l’assegno di invalidità  (256 euro almese), lasciando fuori categorie come sordi e persone con sindrome di Down.
L’altra modifica riguarderà  gli scatti di anzianità  degli insegnanti che vengono congelati per tre anni, ma con l’impegno a recuperarli nel 2014, utlizzando il 30% dei risparmi nel comparto scuola.
Tutto fermo invece per ora per forze dell’ordine e magistrati.
Per i Comuni vi sarà  la possibilità    di recuperare le entrate tagliate, attraverso la istituzione dell’Imu, imposta municipale unica, che dovrebbe accorpare più imposte.
Ma se si limitasse solo ad accorpare l’esistente non uscirebbe un euro in più, lo capirebbe anche un bambino, quindi è evidente che ci sarà  un arrotondamento a crescere.
Ora Tremonti e Calderoli ne stanno preparando un’altra, che riguarda le Regioni. Continua »

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NON ARRIVANO I SOLDI PROMESSI, L’AQUILA MUORE: IL GOVERNO E’ LATITANTE , TG1 E TG FININVEST SPENGONO LE TELECAMERE

Giugno 27th, 2010 Riccardo Fucile

PROMESSI PER LA RICOSTRUZIONE 10 MILIARDI IN 10 ANNI, MA NON C’E’ NEANCHE 1 MILIARDO L’ANNO DA SPENDERE… LE AZIENDE ESISTENTI ABBANDONATE SENZA AIUTI… SI FANNO SLITTARE LE IMPOSTE OGNI SEI MESI, MA IN UMBRIA E MARCHE SI PAGO’ SOLO IL 40% DELL’ARRETRATO

L’ultima visita del premier all’Aquila risale ormai al lontano 29 gennaio: da quando tutti hanno cominciato a capire che i soldi per la ricostruzione non ci sarebbero stati, il governo si è dato latitante.
Dall’Aquila le forze politiche bipartisan lanciano un grido disperato: o arrivano i finanziamenti a suo tempo promessi o l’Aquila diventerà  una città  morta. Soldi per la ricostruzione non ce sono: la città  è coperta di puntelli, sembra divenuta una città  di ferro, ma i cantieri dove si lavora si contano sulle dita di una mano.
Vi sono ditte che falliscono perchè hanno fatto dei lavori e non sono state pagate.
Lo Stato paga 16 milioni al mese (per ora) per mantenere migliaia di persone negli alberghi ma, se fossero iniziati a tempo debito i lavori di sistemazione delle loro case classificate B e C , ora potrebbero già  abitarvi.
Il Comune non ha neanche i soldi per tagliare l’erba nei parchi, non ci sono servizi, la frutta la portano gli ambulanti da Napoli.
Qualche giorno fa gli aquilani sono sfilati in 20.000 per protestare: nemmeno un cenno sul Tg1 e sul Tg2.
Quando il sindaco ha invitato tutti i media a verificare la situazione, l’invito è stato declinato da Tg1 e da tutte le reti Fininvest.
Qualcuno ha paura che si conosca la verità , lo diciamo da mesi.
Che è ben diversa, fin dall’inizio, da quella raccontata dal governo.
Persino Bruno Vespa, aquilano onesto e non certo schierato con l’opposizione , ha avuto parole dure di analisi.
Il problema è che il governo, sapendo fin dall’inizio di non avere i soldi per ricostruire in tempi brevi, ha stanziato solo 10 miliardi diluiti in 10 anni, ovvero un miliardo l’anno.
Cifra insufficiente, come ricorda Vespa, in quanto nelle Marche e in Umbria, per terremoti minori, si sono spesi 7 miliardi. Continua »

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DECRETO SUL FEDERALISMO FISCALE: LA TASSA SULLA CASA RIENTRA DALLA FINESTRA

Giugno 24th, 2010 Riccardo Fucile

TREMONTI ANNUNCIA: “AI COMUNI MAGGIORI POTERI FISCALI NEL CAMPO IMMOBILIARE E TERRITORIALE…” NON PIU’ ICI, SI CHIAMERA’ IMU: LA FILOSOFIA DI ACCORPARE LE IMPOSTE, PER AUMENTARLE SENZA FARSENE ACCORGERE…SERVIRA’ AI COMUNI PER TAPPARE I BUCHI DEI TAGLI STATALI, COSI’ IL GOVERNO FA BELLA FIGURA

La vita politica di Berlusconi è contrassegnata dal motto “Meno tasse per tutti”, fin dal momento della sua discesa in campo: purtroppo, per circostanze varie, in quindici anni sono solo aumentate, mai diminuite.
A parte il caso dell’Ici, che è opportuno ricordare nel suo sviluppo: nel 2006 il governo Prodi eliminò l’Ici sulla prima casa per i redditi più bassi, fino a 50.000 euro.
Nel 2008 Berlusconi vinse le elezioni promettendo di abolire completamente l’Ici anche per i redditi più alti, superiori ai 50.000 euro.
Veniamo ai nostri giorni.
Nel corso del 236° anniversario della Guardia di Finanza, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha annunciato che il federalismo fiscale arriverà  sul tavolo del governo nei prossimi giorni.
Nella bozza del decreto base, ha precisato Tremonti, ci sarà  “il ritorno ai Comuni del potere fiscale nel loro comparto naturale di competenza: immobiliare e territoriale”.
In poche ore si sparge la voce che in pratica ciò potrebbe dare origine a un ritorno dell’Ici: per il governo cerca di gettare acqua sul fuoco prima Calderoli che parla di “accorpamento di imposte oggi spezzettate” e poi altri esponenti che annunciano un “lavoro di unificazione in un’unica tassa”.
Torna il concetto   del service -tax, annunciato mesi fa, ma con una integrazione sospetta: dietro la cortina fumogena delle parole, Tremonti ha detto due cose importanti. Continua »

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