Agosto 19th, 2010 Riccardo Fucile
DURO AFFONDO DEI FINIANI: “NESSUNO POTRA’ PIU’ CONVINCERCI CHE IL BERLUSCONISMO NON COINCIDA CON IL DOSSIERAGGIO E I RICATTI, CON LA MENZOGNA CHE DIVENTA STRUMENTO PER ATTACCARE L’AVVERSARIO E DISTRUGGERLO”….”ORMAI SI NUTRE DI PROPAGANDA STUPIDA E INTONTITA, DI SIGNORSI’ E DI CANZONCINE EBETI DA SPOT PUBBLICITARIO”
«Nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non coincida con il dossieraggio e con i ricatti, con la menzogna che diventa strumento per attaccare l’avversario e distruggerlo».
È questo l’affondo di FareFuturo. Il duro editoriale di Filippo Rossi, pubblicato sul sito della fondazione vicina a Gianfranco Fini, arriva all’indomani dell’appello a «non tradire il mandato elettorale» lanciato dal presidente del Consiglio ai «finiani moderati» e alla vigilia del vertice del Pdl.
Rossi accusa il berlusconismo di nutrirsi «di propaganda stupida e intontita, di slogan, di signorsì e di canzoncine ebeti da spot pubblicitario».
«Eravamo convinti – scrive il direttore del periodico – che fosse un semplice dibattito politico, il confronto tra due idee di centrodestra, e che tutto potesse scorrere nei canali della democrazia interna a un partito».
Certezze in base alle quali, spiega la fondazione vicina al presidente della Camera, «abbiamo difeso per anni Berlusconi, sperando nella sua capacità di spiccare il volo e diventare un grande politico, uno statista».
Per questo motivo, Rossi ammette: «Il pensiero corre ai sensi di colpa per non aver capito prima, per non aver saputo e voluto alzare la testa. E oggi che gli editti toccano da vicino, è fin troppo facile cambiare idea. Oggi ha ragione chi dice: perchè non ci avete pensato prima? Non c’è una risposta – prosegue l’editoriale – che non contempli un pizzico di vergogna. Un vergogna che, però, non prevede ora il silenzio, il ripetersi di un errore».
Per Farefuturo, dunque, la questione, non è più soltanto politica: «È una questione di civiltà . Di democrazia. E di libertà », si legge sul suo periodico online.
«Questioni forse più grandi di noi – continua l’articolo – che impongono una scelta difficile. Intendiamoci, tutto questo poi non impedisce la “politica”, non impedisce di trovare accordi per governare il paese. Si parla d’altro. Si parla di qualcosa di più. Perchè quello che abbiamo visto in questi ultimi tempi, tra documenti di espulsione e attacchi sguaiati alle istituzioni che sembrano concepite come proprietà privata e non come bene pubblico, relazioni internazionali di dubbio gusto e killeraggi mediatici, per non parlare delle questioni etiche trasformate in propaganda di partito, ecco, tutto questo dimostra che c’è una distanza culturale prima di tutto”.
Dal punto di visto della giornata politica invece emerge tra i finiani la convinzione che non ci sono i margini per una campagna acquisti ad personam. Continua »
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Agosto 19th, 2010 Riccardo Fucile
CON IL LODO MONDADORI PAGHERA’ PER TASSE EVASE SOLO 8,6 MILIONI INVECE CHE 173, CON IL PROCESSO BREVE NON VUOLE NEANCHE ANDARE IN TRIBUNALE: ERANO NEL PROGRAMMA DEL PDL ANCHE QUESTE LEGGI?… LO SCARICANO ANCHE GLI INDUSTRIALI E LA CHIESA: LA PAURA DELLE ELEZIONI LE HA SOLO LUI, NON CERTO UNA DESTRA VERA
La dimostrazione di cosa intenda questo governo per democrazia la si è avuta nelle
ultime settimane: attacchi, ricatti, minacce, killeraggio mediatico. Chiunque non stenda il tappeto rosso all’incedere del sovrano e del suo instabile e arrancante giullare leghista viene sottoposto a pressioni indebite se non ad anatemi e accuse mediatiche.
Abbiamo visto i “pedalini della Libertà ” attaccare il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, in fase preventiva: o Berlusconi forever o elezioni è il grido di battaglia.
Squallidi figuri che un tempo inneggiavano al “boia chi molla” della rivolta popolare di Reggio Calabria hanno mutato negli anni, per un piatto di lenticchie, quel motto in “boia chi molla la poltrona”.
Chi non si adegua finisce oggetto di dossieraggio di servizi presunti deviati, terminologia patetica per nascondere il fatto che tanto deviati non sono, visto che rispondono a un “padrone”.
Se fossero deviati avremmo visto saltare qualche testa, invece vediamo dirigenti inquisiti sedere sempre al proprio posto, come denunciato dal finiano Briguglio in sede di Copasir.
Quei giornali da barbiere vicini al premier dei cui articoli lui “non sapeva mai nulla” e che “aveva dato mandato di cedere” dedicano paginate non solo a Fini, reo di essersi ribellato al sultanato del “ciarpame senza pudore”, ma persino al singolo parlamentare in sospetto di finianesimo.
Hanno persino fatto la tabella dei finiani da impiccare e di quelli da mandare ai campi di rieducazione alle Cayman per recuperarli.
Da mesi parlano di riforma della giustizia, ma le sole leggi che vengono votate sono quelle ad personam per evitare ciò che fa un comune cittadino di fronte a un’accusa: presentarsi in tribunale e difendersi, per dimostrare la propria innocenza.
A maggior ragione un “uomo di destra” che è uso affrontare gli avversari a viso aperto e guardandoli negli occhi, non scappando per vergognose scorciatoie.
Siamo arrivati ad approvare una legge salva-Mondadori che permetterà alla casa editrice di proprietà della famiglia del premier di sanare con 8,6 milioni una multa per evasione fiscale del 1991 pari a 173 milioni, tutt’ora in contestazione.
Siamo giunti al controllo quasi completo dei Tg, con la Rai asservita al potere, notizie censurate o presentate in modo ambiguo.
A tanti servi, moralmente pezzenti, che inneggiano alla fucilazione dei dissidenti chiediamo: a che pagina del programma del Pdl sottoposto al voto elettorale erano queste leggi?
Quello per interderci cui “sta lavorando” in questi giorni il duo comico per predisporre i 4 quattro punti su cui chiedere la fiducia a metà settembre.
La realtà è un’altra: il programma elettorale è stato tradito da Berlusconi e la scissione dei finiani è stato solo un tardivo, ma apprezzabile atto di dignità per chi si richiama ancora a valori ed etica di destra.
Un governo forzaleghista, una coalizione aziendal-razzista, non ha nulla, ripetiamo nulla, a cui vedere con la tradizione, la cultura, le radici morali, sociali e politiche della destra europea.
Un governo con ministri e sottosegretari inquisiti per gravi reati corruttivi e contiguità con associazioni segrete o mafiosi nulla ha a che spartire con una destra che rispetta le istituzioni, la magistratura e le forze dell’ordine.
Un governo dove siedono ministri che insultano una parte del Paese, la bandiera italiana e l’unità dello Stato non esiste in alcuna parte del mondo. Continua »
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Agosto 8th, 2010 Riccardo Fucile
UNA LUCIDA E SPIETATA ANALISI DEL BERLUSCONISMO DELL’EX DEPUTATO DEL MSI… “NELLA PRIMA REPUBBLICA C’ERANO ALMENO STORIE POLITICHE E PERSONALI DEGNE DI RISPETTO”…UNA VISITA A MONTECITORIO TRA EX VELINE IN TACCO 12 E LEGULEI
Davanti a un macellaio toscano con la faccia di Verdini, sareste certi che il chilo di
bistecche che chiedete, pesi davvero un chilo?
Comprereste del vino da un oste con la faccia di Brancher, convinti che sia veramente fatto con l’uva?
Prendereste una vettura usata da un tipo con la faccia di Cosentino, senza sospettare che il contachilometri sia taroccato?
Vi consegnereste a un giudice con la faccia di Caliendo sicuri che sareste giudicati secondo legge e coscienza?
Affidereste una notevole somma di denaro a uno con la faccia di Scajola?
Mandereste vostra figlia sedicenne in vacanza da sola con uno con la faccia di Larussa?
Vi confessereste tranquillamente ad un prete con la faccia di dell’Utri?
Confidereste un segreto imbarazzante a uno con la faccia di Gasparri senza il dubbio che non vada subito ad informare i carabinieri?
Potremmo proseguire quasi all’infinito. Matteoli, De Gregorio, Ghedini, la Brambilla, etc. etc.
Unica eccezione Carlo Giovanardi. Lui e’ un cretino con la faccia da cretino. E’ pettinato come un cretino. Il solo rimasto in Italia a sostenere la tesi della bomba nella toilette dell’aereo di Ustica.
Una volta si diceva che ciascuno ha la faccia che si merita, e, loro, le facce che hanno se le meritano proprio tutte.
All’ingresso della sede romana del Pdl, campeggia, grande grande, una scritta: “donne e uomini liberi che vogliono rimanere liberi”.
Ci vorrebbe una piccola aggiunta: “o almeno latitanti”.
Nello sfascio nauseabondo della cosidetta seconda Repubblica, assai peggiore della prima, dove, almeno apparentemente, c’erano storie politiche e personali degne di rispetto, emerge in modo prepotente, tutto il disastro della societa’ italiana, dello Stato, della nazione, di un intero popolo.
Un popolo avvilito, rassegnato, molto spesso complice.
Ubriacato dagli idoli televisivi, dalle mode che gli vengono imposte, dai simboli materiali dei quali non riesce piu’ a fare a meno, dagli esempi di straccionismo morale e materiale che gli vengono ogni giorno offerti come modelli, dal progressivo abbattimento di tutti gli argini morali collettivi, ancor piu’ importanti di quelli personali (per i quali almeno c’e’ il codice penale, mentre per quelli che riguardano l’intera societa’, c’e’ soltanto l’assuefazione), dallo smantellamento di ogni forma di tutela sociale imposto dalla globalizzazione, che e’ solo il lato economico di una politica di respiro mondiale.
Vi imponiamo la “nostra” liberta’, la “nostra” democrazia, le “nostre” leggi e, se non siete d’accordo, vi bombardiamo, vi invadiamo, vi facciamo governare da politici corrotti, nostri servi.
Se reagite, vi trattiamo da terroristi.
Trenta o quarant’anni fa’, se fossero accadute meta’ delle cose che oggi stanno capitando, con la Fiat e tutte le altre “imprese” (ma ormai sono quasi tutte divenute delle finanziarie nelle quali l’aspetto industriale e’ secondario), le strade si sarebbero trasformate in campi di battaglia.
C’e’ quasi da rimpiangerli quei tempi!
C’era vita nel paese, il sangue scorreva ancora nelle vene degli italiani, le passioni erano ancora vive e pulsanti.
Oggi ci si limita a qualche “civile protesta”, si sale sui tetti, ci si rifugia in qualche isola.
E se qualcuno tenta di incazzarsi sul serio, come e’ accaduto per i terremotati dell’Aquila, resisi finalmente conto di aver fatto da comparse negli spot televisivi del “caimano sdentato”, ecco il manganello.
Volete addirittura passare davanti al “palazzo delle mignotte” del cabarettista di Arcore?
Il potere sa che ci saranno poche reazioni.
Persino i “centri sociali” se ne stanno buoni; i “fascisti sociali” sono ormai sistemati: chi con Alemanno, chi con Romagnoli, chi con Storace, chi con “Forza Nuova” che pensa solo alle guerriglie di quartiere, con gli omologhi dell’ultra sinistra, o agli immigrati che puzzano e danno fastidio e, il piu’ delle volte, non reagiscono.
Ah! Se potessero tornare indietro i vecchi dirigenti (quasi tutti defunti) della sinistra, i “comunisti” come li chiama l’impasticchato di Palazzo Chigi. Continua »
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Agosto 5th, 2010 Riccardo Fucile
MORONI: “LA BATTAGLIA GARANTISTA NON PUO’ ESSERE CONFUSA CON L’IMPUNITA'”….CONTINI: “MI HANNO OFFERTO DI TUTTO PUR DI NON LASCIARE IL PDL”…. MUSSO: “SERVE UN PARTITO SERIO SENZA SCANDALI E SENZA ZOCCOLE”…. TRE PERSONE PERBENE DICONO ADDIO AL PDL
Per molti parlamentari del Pdl è arrivato il momento delle scelte, talvolta anche dolorose: schierarsi contro il premier è comunque un atto di coraggio, soprattutto perchè non c’è nulla da guadagnare, solo da perdere.
Anche in termini di immagine personale, killerati anche nel personale dalle trippe (truppe presuppone già una nobiltà di cui sono privi) scelte del feudatario.
Dalla Perina a Bocchino, da Menia a Granata, da Barbareschi alla Contini e via diffamando: come uno si schiera con Fini, dai giornali di centrodestra inizia la campagna di sputtanamento personale, una cosa vergognosa per un Paese civile.
Incapaci di contrastare le tesi politiche di Fini sul terreno socioculturale, dove sarebbe legittimo criticarle, avviluppati alla “banda del buco” bossiana cui cedono pagine intere dei giornali di regime per spacciare il nulla prodotto dalla Lega per grandi contributi alla causa, i killer dalla mira sbagliata fanno persino titoli acchiappagonzi che non trovano poi riscontro nel testo dell’articolo.
Diffamate, diffamate che qualcosa resterà , è la parola d’ordine: anche senza riscontri, anche senza prove, anche senza testimoni, tutto è consentito quando il mandante paga profumatamente.
Persino i sondaggi sono diventati ad personam in un delirio di onnipotenza . Se un finiano viene fotografo con la spesa fuori da un supermercato, sicuramente sarà scappato senza pagare il conto, se invece è in prossimità di una banca certamente starà preparando una rapina.
E il tutto a difesa non di persone oneste, ma di corrotti, condannati per mafia, di una marea di inquisiti, collusi, concussi, di condannati per reati comuni (una trentina siedono in Parlamento nelle file del Pdl), di puttanieri e cortigiani-.
Ieri abbiamo assistito a un fatto che sarebbe inaudito in qualsiasi governo di destra europeo: un ministro della Giustizia che difende un inquisito attaccando la magistratura, proprio lui che la dovrebbe rappresentare.
Ben ha detto Chiara Moroni, lasciando il Pdl per Fini: “la battaglia garantista non piò essere confusa con l’impunità , certe frequentazioni sono inammissibili, Caliendo doveva dimettersi”. Continua »
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Agosto 4th, 2010 Riccardo Fucile
LA RIUNIONE DI 88 DEPUTATI TRA FUTURO E LIBERTA’, UDC, API E MPA SEGNA UNA SVOLTA IN PARLAMENTO…. SBAGLIATO PARLARE DI UN TERZO POLO CENTRISTA PERCHE’ NON C’E’ UNA DESTRA AL GOVERNO, SOLO UN PARTITO DEGLI AFFARI… FINI SI ASTIENE SU CALIENDO PERCHE’ IL CAMPIONATO NON SI VINCE IN UNA PARTITA, SOLO DI PIETRO FA FINTA DI NON CAPIRLO
Sul caso Caliendo ha detto parole intelligenti Eugenio Scalfari nell’editoriale di domenica su “Repubblica”: in sintesi il “vecchio saggio” della sinistra italiana ha rimbrottato Di Pietro e Vendola che non sanno far altro che chiedere elezioni anticipate per “interessi di bottega”.
Scalfari fa notare che se si andasse a votare ora, con le divisioni che permangono nella sinistra, si farebbe solo un favore a Berlusconi.
Reclamare tafazzianamente il mito del voto vuol dire non comprendere che l’elettore da un lato non vede a sinistra ancora un’alternativa credibile al premier, dall’altro subire le conseguenze di un monopolio dei media tv in atto da mesi.
Scalfari quindi ritiene che al voto si debba andare dopo un periodo di governo tecnico e istituzionale che faccia decantare i miti berlusconiani e la sua longa manus su quasi tutti i Tg nazionali.
Non a caso i falchi del Pdl e Lega ogni giorno minacciano elezioni anticipate, un po’ per farsi coraggio, un po’ per intimidire i peones trasversali che temono per la loro pensione, un po’ perchè si illudono che Napolitano le conceda senza battere ciglio.
Speravano in fondo che i finiani votassero la sfiducia a Caliendo, ma il Gianfri non è fesso, sa di avere la golden share sul futuro del governo, ma non ha certo fretta, il tempo gioca a suo favore.
La si pensi come si vuole sul presidente della Camera, ma è indubbio che quanto ad abilità nel muoversi sembra la cavalleria contro un fante sfiatato. Ha già assestato i colpi necessari, non si gioca la crisi su Caliendo quando a ottobre può giocarsela sul processo breve, magari unito a qualche nuovo scandalo che potrà colpire quel Pdl che sembra sempre più un “partito della libertà vigilata”.
Ma Fini non ha rinunciato comunque a una mossa strategica: poteva astenersi coi suoi 33 deputati che Berlusconi non è riuscito a comprare, invece ha preferito coinvolgere Casini coi suoi 39, l’Mpa con 5, l’Api con 8 e i repubblicani con 2..
Totale: uno schieramento di 87 deputati definita “area di responsabilità ” e che promette di creare altri problemi al governo.
Con uno schieramento più ampio alle spalle, cresce la credibilità di Fini e diventa più facile aggregare altri transfughi del Pdl in un contenitore nuovo che garantisce più possibilità .
Più diminuisce il consenso al governo (e ciò accade nonostante i sondaggi taroccati che ci elargisce il premier), più l’elettorato moderato, di destra ma anche di sinistra, troverà uno sfogo elettorale credibile in un terzo polo “antagonista”, più il premier si vende alla Lega più aumenterà il consenso per Fini al centro sud, più il Pdl dimostrerà di proteggere gli inquisiti più si comprometterà .
Immagino già che qualcuno potrebbe obiettare: ma della destra cosa rimane? Provocatoriamente verrebbe da rispondere: sempre più di quello che attualmente esprime il governo attuale che di destra non ha nulla. Continua »
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Agosto 3rd, 2010 Riccardo Fucile
I DUE MAGGIORI SONDAGGISTI PARLANO DI “FUTURO E LIBERTA” COME DI UNA REALTA’ CON CUI FARE I CONTI… SE SI RADICA SUL TERRITORIO CON LE SUE STRUTTURE, E’ DESTINATO A CRESCERE ANCORA… IL PDL SCENDE AL 28,5%… L’ELETTORE DI FINI PROVIENE PER IL 55% DAL PDL, PER IL 22% DALL’ASTENSIONISMO, PER IL 15% DALLA SINISTRA
Quanto vale Gianfranco Fini in percentuale?
Ora che la divisione da Berlusconi è visibile a tutti, quanti voti prenderebbe alle elezioni
politiche la sua nuova formazione politica?
Nessuno può rispondere con precisione, perchè sono troppe le variabili da valutare all’interno di una situazione politica in costante evoluzione e in periodo vacanziero.
Ma se valutiamo i rilievi fatti da Renato Mannheimer e da Crespi Ricerche emerge un dato comune: Fini è intorno al 10% per entrambi.
L’Ispo di Renato Mannheimer vede un Fini che può arrivare al 10% se decide di correre da solo: se poi mettesse a punto una coalizione più ampia e aggregasse altre forse centriste, potrebbe tranquillamente sfondare il muro del 20%.
Crespi Ricerche è andato più a fondo, indicando anche le percentuali degli altri partiti, in caso si presentasse un partito di Fini.
Al presidente della Camera viene dato un prudente 9,5% sicuro, con forbice fino al 12%, mentre il Pdl scenderebbe al 28,5%, la Lega ferma al 12%, il Pd al 25%, Idv al 6,5%, Udc al 6%, sale Vendola al 5,5%, intorno all’1% i partiti minori.
Crespi ha poi sondato l’elettorato che nel 2006 votò per l’ultima volta per Alleanza Nazionale: il 48% sceglie ancora Fini, il 26% Berlusconi, il 17% la Destra di Storace che però oggi sta con il premier (e questo non gli giova al momento del voto), il 5% vota Udc e solo il 2% la Lega.
Dimostrazione quest’ultimo dato di quanto fosse fasullo il “teorema La Russa”, in base al quale i voti di An al nord sarebbero andati alla Lega.
Ma Crespi risponde a un’altra domanda: da dove vengono gli elettori di Fini? Per il 55% dal Pdl (quindi Fini non recupera solo gli ex An, ma pesca anche negli ambienti di Forza Italia), per il 22% dal mondo dell’astensione (dato molto rilevante) per il 15% dalla sinistra, per un altro 8% da Udc e Lega.
Vi sono poi molte variabili che giocano a favore di Fini: Continua »
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Agosto 2nd, 2010 Riccardo Fucile
UN’INCHIESTA DEL “SECOLO XIX” RIVELA CHE LA SCHEDA PERSONALE DEL TESORIERE DELLA LEGA, SEDICENTE LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE, INDICA ALL’UNIVERSITA’ DI GENOVA LA DICITURA “CARRIERA ANNULLATA” … LUI ALLORA SOSTIENE DI ESSERSI LAUREATO ALL’ESTERO, MA NON DICE DOVE… DUBBI PERSINO SUL SUO DIPLOMA
Sul sito web ufficiale del governo, Francesco Belsito, nominato recentemente
sottosegretario alla Semplificazione normativa, dopo la scomparsa di Maurizio Balocchi, ha fatto scrivere “laureato in Scienze politiche”.
Belsito è l’uomo nuovo della Lega in Liguria: 39 anni, da ragazzo animatore, buttafuori e organizzatore in discoteca, in politica debutta come autista e portaborse di Alfredo Biondi, in Forza Italia.
Poi diventa collaboratore di Balocchi, fino a subentrargli ora come segretario amministrativo vicario della Lega.
Oggi il quotidiano indipendente ligure “il Secolo XIX”, a firma Giovanni Mari, gli dedica un articolo non certo per le sue dichiarazioni politiche (per fortuna rare, visto che quando parla spesso commette autogol, come quando ha rivendicato posti per la Lega nelle fondazioni bancarie) e neanche per i gettoni che percepisce nel consiglio di amministrazione di Fincantieri.
Il quotidiano titola ” La laurea fantasma del sottosegretario Belsito”, raccogliendo e soprattutto verificando voci che provengono peraltro dall’interno della Lega stessa.
Fino ad ora c’era stato un tiro al bersaglio velenoso, ma sotterraneo, circa la sua laurea: diversi militanti leghisti, dice il Secolo XIX, la bollavano come una laurea fasulla, presa forse a Malta.
Ma Belsito ai suoi aveva detto che non era vero, l’avrebbe conseguita a Londra, dopo essersi iscritto all’Università di Genova.
Il giornalista è andato allora a verificare la sua scheda personale conservata nel cervellone dell’Ateneo genovese dove è apparsa la poco nobile dicitura: “Belsito Francesco, carriera annullata”.
Sempre secondo altre voci, il suo diploma di scuola superiore non sarebbe stato riconosciuto dalle leggi universitarie italiane e prtanto Belsito in realtà avrebbe solo la terza media.
A questo punto il giornalista ha chiesto direttamente all’esponente leghista una spiegazione, sentendosi rispndere: “E’ una storia vecchia, non era il diploma non riconosciuto, ma un timbro”(sic). Continua »
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Luglio 31st, 2010 Riccardo Fucile
SI ALLARGA IL CONSENSO POPOLARE DEL PRESIDENTE DELLA CAMERA… SILVIO FURIOSO CON I SUOI “AVETE SBAGLIATO TUTTI I CONTI”: I FINIANI SONO PIU’ DEL DOPPIO DI QUELLI PREVISTI… FINI: “ALLA CAMERA SARA’ UN VIETNAM, NON PASSERA’ UNO SPILLO: LE LEGGI AD PERSONAM SE LE SCORDA”…BOSSI E TREMONTI SI DEFILANO
Mentre i berlusconiani festeggiavano, nella lussuosa cornice di Villa Aurelia, i
cinquanta anni del ministro Rotondi, tra tartufi giganti, abiti da sera, capezzoli della Brambilla fuoriusciti dall’abito da sera nero, Gasparri che si strafogava di tartine, in una visione da “gli ultimi giorni di Pompei”, Gianfranco Fini, al termine della “giornata della sua vita” aveva voluto partecipare ai funerali dei nostri soldati uccisi in Afghanistan, ricevendo un “fuori programma” inatteso che denota il clima nel Paese reale.
Al termine della cerimonia funebre, mentre si stava dirigendo verso l’auto, è stato circondato da decine di persone: applausi fragorosi, urla di “bravo”, “viva la democrazia”, “mandalo a casa”, un muro umano di popolo che voleva fargli sentire la propria vicinanza.
“Futuro e Libertà ” ha appena iniziato i suoi primi passi e il consenso cresce, diventa sostegno degli italiani onesti e liberi, di uomini e donne che non sono in vendita perchè la dignità non ha prezzo.
Il premier era invece furioso coi suoi, cazziati La Russa, Matteoli, Gasparri e Alemanno che gli avevano giurato che Fini avrebbe raccolto al massimo 20 parlamentari: “Avete sbagliato i conti, mi avete nascosto la verità , ora la situazione è difficile”.
Il premier cerca disperatamente di mettere in atto una campagna acquisti nelle file dei diniani (alla Melchiorre ha promesso un posto da viceministro), ci ha provato con Lusetti e Dorina Bianchi dell’Udc ricevendo un rifiuto, ci proverà con Rutelli e persino con 4 deputati dell’Idv.
Una cosa sconcia, ricostruita dai finiani: “Funziona così: Silvio telefona, dice che ti vuole incontrare, ti offre l’universo, per lo più incarichi di governo. Ha avvicinato l’80% di noi finiani, quelli che sono qua sono quelli che hanno resistito e siamo tanti”. Continua »
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Luglio 30th, 2010 Riccardo Fucile
LA SINTESI DELLA CONFERENZA STAMPA DI GIANFRANCO FINI… COSTITUITO ALLA CAMERA CON 34 ADESIONI E AL SENATO CON 10 ISCRITTI IL GRUPPO “FUTURO E LIBERTA’ PER L’ITALIA”
Accolto da applausi, alle ore 15 di oggi è iniziata l’attesa conferenza stampa di Gianfranco Fini, di cui pubblichiamo un sunto.
“Ieri sera in due ore senza possibilità di difendermi sono stato espulso dal partito”, ha
detto il presidente della Camera che ha sottolineato come Berlusconi abbia dimostrato ancora una volta un’idea illiberale di democrazia”.
Ieri, ha aggiunto Fini – “è stata scritta una brutta pagina del Centrodestra”.
Il gruppo che nascerà dai deputati e senatori che hanno lasciato il Pdl ”è formato di uomini e donne liberi che sosterranno lealmente il governo ogni qual volta saranno prese scelte nel solco del programma elettorale e lo contrasteranno se le scelte saranno ingiustamente lesive dell’interesse generale”, ha detto il presidente della Camera.
“Sostenere che devo lasciare la Presidenza della Camera dimostra una logica aziendale, modello amministratore delegato di un consiglio di amministrazione, che non ha nulla a che vedere con le istituzioni democratiche”, ha aggiuntro Fini.
“Ringrazio i tantissimi cittadini che mi hanno mostrato solidarietà e invitato a continuare per amore di patria, per la coesione nazionale, la legalità e la giustizia sociale, l’etica pubblica, il senso dello Stato, il rispetto delle regole». sottolinea.
Gianfranco Fini intende continuare la sua battaglia per la legalità : “È un impegno che avverto per onorare il patto con i nostri milioni di elettori onesti, grati alla magistratura e alle forze dell’ordine, che non capiscono perchè nel nostro partito il garantismo significhi troppo spesso pretesa di immunità “.
“Continueremo – ha detto Fini – a preservare i valori autenticamente liberali e riformisti del Pdl e a costruire un futuro di libertà per l’italia”
”Ovviamente non darò le dimissioni perchè -ha detto Fini- è a tutti noto che il presidente deve garantire il rispetto del regolamento e la imparziale conduzione dell’attività della Camera: non deve certo garantire la maggioranza che lo ha eletto”.
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