Luglio 30th, 2010 Riccardo Fucile
CON 34 DEPUTATI E 14 SENATORI NULLA SARA’ PIU’ COME PRIMA: SALTA GIA’ LA LEGGE SULLE INTERCETTAZIONI… BOSSI CONTRARIATO: “MEGLIO CHE SILVIO VADA IN VACANZA”….I RETROSCENA DELLA MANCATA ESPULSIONE: FINI AVREBBE FATTO RICORSO ALLA MAGISTRATURA CHE AVREBBE CONTROLLATO BILANCI E TESSERAMENTO… ORA I FINIANI FANNO ANCHE PROSELITI TRA GLI EX FORZA ITALIA
Dovevano espellere tutti, come nella tradizione delle migliori purghe staliniste, hanno
finito con un invito a Fini a dimettersi dalla presidenza della Camera, come se le istituzioni fossero cosa loro, e con il deferimento ai probiviri di Bocchino, Granata e Briguglio senza alcuna precisa imputazione (e con la proposta minima di una sospensione dai 3 ai 6 mesi).
Partiti lancia in resta, sono già caduti dal predellino.
Per una semplice ragione: Fini si era già attrezzato con la Bongiorno per fare ricorso alla magistratura, in quanto sono evidenti le mancanza di motivazioni per un provvedimento del genere.
I consiglieri giuridici del premier gli hanno fatto presente che la Bongiorno lo avrebbe “asfaltato” e gli espulsi se li sarebbe ritrovati di nuovo in casa, con un effetto d’immagine disastroso per il premier.
Non solo, Fini aveva aggiunto: “Lo porto davanti ai giudici, indagherà la magistratura, verranno controllati i bilanci, gli elenchi di chi aderisce, ne vedremo delle belle…L’art. 700 del codice di procedura civile è palese. Silvio non ha capito che la pagherà cara”.
Nel frattempo i finiani sono una macchina da guerra, oggi conferenza stampa di Fini e costituzione di gruppi autonomi (ieri hanno già consegnato le dimissioni a Cicchitto): 34 deputati alla Camera e 14 senatori (ne sarebbero bastati rispettativamente 20 e 10).
Primo risultato politico raggiunto: fatta saltare la legge sulle intercettazioni. Quando il premier ha capito che i finiani avrebbero potuto votare l’eccezione di incostituzionalità , ha preferito far rinviare formalmente la discussione a settembre, in realtà finirà in un binario morto.
I risultati politici sono tutti a favore di Fini: Silvio parlava di non più di 10 finiani tra deputati e senatori, se ne ritrova 48, uno smacco tremendo anche per l’arroganza degli ex An che ora annaspano, accusati dalla base di stare coi mafiosi e con i corrotti.
L’irruzione della legalità ha fatto saltare il banco del Pdl: chi distribuiva le carte taroccate non sa più come uscirne e i giocatori-elettori hanno scoperto il bluff. Continua »
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Luglio 30th, 2010 Riccardo Fucile
FINI CENSURATO, BOCCHINO, GRANATA E BRIGUGLIO DEFERITI PERCHE’ NON SONO PIU’ “POLITICAMENTE VICINI” AD INQUISITI, COLLUSI, CONDANNATI PER MAFIA E CORROTTI…. IL PARADOSSO DI UOMINI DI DESTRA “GIUDICATI” DA EX COMUNISTI, FINANZIATORI OCCULTI DI PARTITI, CORTIGIANI DI PALAZZO… IL PDL IN MANO A CHI HA TRADITO I VALORI DELLA DESTRA SOCIALE E POPOLARE… MA NE AVRANNO PER POCO PIU’
Comunque vada a finire, la Destra italiana non potrà che essere riconoscente al gruppo raccolto intorno al presidente della Camera, Gianfranco Fini, per aver evitato il tracollo degli ideali di riferimento: legalità , unità d’Italia, socialità , solidarietà , giustizia.
Il tradimento del mandato elettorale portato avanti da tempo da una corte di miracolati al servizio di un capo incapace di fare politica, ma solo di tutelare se stesso con leggi ad personam, attraverso provvedimenti inadeguati di fronte alla crisi economica, derive razziste censurate a livello internazionale e tagli spacciati per riforme, è ormai evidente all’elettore di destra.
Quattro milioni di voti perduti in due anni, oltre il 5% di calo in percentuale, ministri e sottosegretari sotto processo e anche già condannati, un partito allo sfascio anche a livello locale, i continui cedimenti ai razzisti della padagna del magna magna, un premier sputtanato a livello internazionale per le sue frequentazioni private.
Il “ciarpame senza pudore” ormai è dilagato, ha oltrepassato gli argini, ha deluso milioni di italiani.
Fini, per la prima volta in vita sua, ha dimostrato carattere, lungimiranza e ha bloccato leggi liberticide e illiberali, ha cercato di far comprendere il cammino di una destra “normale”, moderna, legalitaria, sociale.
Quella destra che esiste in tanti altri Paesi, ma non nel nostro.
Quella destra che potrebbe governare per anni se fosse rappresentata da persone credibili e non inquinate da conflitti di interessi e da cronica mancanza di cultura politica. Continua »
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Luglio 29th, 2010 Riccardo Fucile
BRUTTA FIGURA DI BERLUSCONI CHE PARLAVA DI APPENA 10 SEGUACI DI FINI TRA CAMERA E SENATO…. IN ATTESA DELLE DECISIONI DEL VERTICE PDL DI STASERA, I FINIANI SI SONO GIA’ ORGANIZZATI …IL GOVERNO AL COMPLETO AVREBBE SOLO 25 VOTI IN PIU’, A QUESTO PUNTO NON PASSERA’ PIU’ NULLA SENZA IL VOTO DEI FINIANI….E ORA SCATENERANNO LA BATTAGLIA IN TUTTA ITALIA
I “finiani” alla Camera si stanno organizzando per formare un nuovo gruppo
parlamentare, fuori dal Pdl, se dall’Ufficio di presidenza di questa sera a Palazzo Grazioli scatterà qualche espulsione.
A quanto si apprende, stamane i deputati vicini al presidente della Camera, hanno avuto una riunione nell’ufficio di Italo Bocchino per sottoscrivere la richiesta al presidente di Montecitorio per costituirsi in un gruppo autonomo. Uno dei sottoscrittori, dice che le firme raccolte, al momento, dovrebbero essere oltre una trentina.
Ma il documento è in ‘stand-by’ in attesa di capire le decisioni della maggioranza del partito.
Stamane Bocchino ha avuto un colloquio con Gianfranco Fini nel suo studio, probabilmente per aggiornarlo dell’iniziativa.
Sarebbe infatti Fini, in qualità di presidente della Camera, a dover dare l’autorizzazione per il nuovo gruppo.
Da regolamento, a Montecitorio, bastano almeno venti firme per formare un gruppo autonomo.
Secondo quanto si apprende dalle stesse fonti, gli aderenti sarebbero: Bocchino, Briguglio, Granata, Raisi, Barbareschi, Proietti, Divella, Buonfiglio, Barbaro, Siliquini, Perina, Angela Napoli, Bellotti, Di Biagio, Lo Presti, Scalia, Conte, Della Vedova, Urso e Tremaglia.
Secondo quanto riferiscono le fonti parlamentari, ci sarebbero poi altri deputati finiani, che non aderiscono a Generazione Italia, che stanno per firmare il modulo. Fra questi, Bongiorno, Paglia, Lamorte, Rubens, Menia, Angeli, Ronchi, Moffa, Cosenza, Patarino.
«Questi numeri mettono la golden share del governo nelle mani di Fini», ha detto convinto una fonte parlamentare che partecipa al progetto.
Questa è una prima risposta a chi, come il premier, sosteneva che “i finiani saranno al massimo una decina tra Camera e Senato” e che “non ci sarà alcuna ripercussione sul Governo”. Continua »
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Luglio 29th, 2010 Riccardo Fucile
CHIEDIAMO L’ESPULSIONE DAL PDL DI CHI HA DETTO UNA FRASE DEL GENERE, OFFENDENDO GLI ISCRITTI E LA STORIA POLITICA DEL MOVIMENTO… BRANCHER CONDANNATO, VERDINI, DELL’UTRI, CALIENDO, COSENTINO INQUISITI, MA QUALCUNO HA LA FACCIA DI TOLLA DI CHIEDERE L’ESPULSIONE DI CHI DIFENDE LA LEGALITA’
Due anni di galera per ricettazione e appropriazione indebita a un sottosegretario che qualcuno voleva proteggere dalla giustizia, promuovendolo ministro.
Espulsione dal Pdl per chi si era opposto alla nomina, facendola cadere.
Inquisiti per associazione a delinquere e associazione segreta due sottosegretari, un coordinatore del Pdl, un condannato a sette anni per collusioni con la mafia.
Espulsione per chi ha chiesto le loro dimissioni dagli incarichi.
Una legge sulle intercettazioni che avrebbe favorito, nella stesura originale, la criminalità mafiosa, impedendo il lavoro dei giudici e della polizia, oltre che a limitare la libertà di stampa.
Espulsione per chi ha criticato il favore alla criminalità .
Al grido “il Pdl è cosa nostra” le schiere berlusconiane cercano ora di espellere chi ha difeso la legalità e il decoro del Pdl, senza neanche immaginare a cosa andranno incontro, ovvero alla loro fine.
Si è consumato ieri sera il suidicio politico di Silvio Berlusconi e del suo delirio di onnipotenza, circondato dalla corte dei miracolati.
Con senso di responsabilità verso gli elettori di centrodestra, Fini ha cercato di offrire al premier una tragua basata su 5 condizioni:
1) definire un “codice etico” interno
2) convocazione degli stati generali dell’economia per affrontare i problemi degli italiani
3) azzeramento delle cariche di partito
4) aggiornamento del programma di governo
5) commissione interna per valutare i costi del federalismo
Berlusconi ha respinto ogni proposta assumendosi l’intera responsabilità di aver tradito il mandato degli elettori.
Ora il Pdl sarà il partito degli indagati che espelle chi chiede legalità e gli italiani sapranno come regolarsi.
Espulsioni farsa a parte. Continua »
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Luglio 27th, 2010 Riccardo Fucile
SI PARLA DI UN IMMINENTE MANDATO DI ARRESTO PER VERDINI: LA BANCA D’ITALIA HA CHIESTO IL COMMISSARIAMENTO DEL SUO ISTITUTO PER IRREGOLARITA’
Abbiamo un coordinatore del Pdl indagato per associazione a delinquere, associazione segreta e corruzione nell’inchiesta sull’eolico dalla procura di Roma, per corruzione negli appalti per la ricostruzione dalla procura dell’Aquila, ancora per corruzione per la Scuola Marescialli dalla procura di Firenze.
Per evitare un mandato di arresto che molti comunque ritengono imminente, Denis Verdini ieri ha cercato di separare le sue sorti da quelle della banca di cui era presidente.
Al contempo la Banca d’Italia ha chiesto il commissariamento del Credito cooperativo fiorentino per garantire i correntisti e i risparmiatori, tra sviste sugli affidamenti, mancate segnalazioni di operazioni sospette e prelievi in contante agli sportelli.
Mentre Verdini subiva un interrogatorio fiume a Roma, la procura di Firenze gli ha contestato l’ultimo reato: mendacio bancaria per aver registrato dati falsi per i fidi agli amici.
In questa situazione, i vertici del Pdl, invece che preoccuparsi degli sviluppi della vicenda personale e politica di Verdini, dedicano il loro tempo ad attaccare Fini che ieri ha espresso alcune considerazioni “scandalose”.
Che qua riassumiamo.
“La questione dell’etica deve essere la nostra bandiera, la difesa della legalità è anche non prestare il fianco alle polemiche. C’è da chiedersi se mantenere incarichi di partito per chi è indagato è una questione di opportunità politica, non capisco per quale motivo Cosentino si sia dimesso dal governo ma non dall’incarico di coordinatore campano”.
Precisa poi Fini: “Quando si pone la questione morale non si può essere considerati provocatori e non si può reagire con anatemi o minacciando espulsioni che nulla hanno a che vedere con un grande partito liberale di massa”.
E conclude: “Le leggi non possono servire per tutelare i furbi e garantire loro un salvacondotto. Devono servire ai cittadini. Per compiacere la Lega e qualche allevatore leghista in stato di illegalità da anni, si è messo un emendamento in Finanziaria che comporterà sanzioni europee che dovreno pagare tutti”.
I giornali parlano di un Berlusconi furibondo: “Non voglio più incontrarlo nella mia vita, nessuno dovrà più parlarmi di lui (questo sembra difficile n.d.r.), per me è morto”.
Nulla di nuovo: le solite reazioni a ogni critica, le solite minacce di “cacciare tutti”, la solita incapacità di capire che i problemi sollevati da Fini sono politici e la consueta abitudine a pensare di essere “dio sceso in terra” e tutti gli altri dei coglioni. Continua »
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Luglio 26th, 2010 Riccardo Fucile
FINI E’ TRANQUILLO: “CLIMA DA INQUISIZIONE, NON CADRO’ NELLA TRAPPOLA”: HA IN MANO SONDAGGI CHE LO DANNO AL 15% … IL PREMIER “NON POSSO ROMPERE, LA GENTE NON CAPIREBBE, NEANCHE FARE UN NUOVO PARTITO, COME FACCIO POI A SPIEGARLO?” … FINI : “E ORA ANDIAMO ALL’ASSALTO DELLA LEGA: PONIAMO IL PROBLEMA DEL MEZZOGIORNO, SILVIO SARA’ COSTRETTO A VENIRMI DIETRO”
Pochi contro tutti o più di quelli che voci interessate tendono ad accreditare? Per chi
conosce bene Fini, come gli ex colonnelli “buttiglione”, non resta molto tempo e non a caso il loro nervosismo cresce di giorno in giorno.
O riescono a far fuori Fini a breve, o per loro sarà la fine.
Il sentore non è tanto in parlamento, dicono, ma sul territorio, dove non riescono più a tenere le truppe ex An.
Uno di loro ha dichiarato alla stampa che “nelle province i rapporti di forza stanno mutando, non avremmo mai immaginato una cosa del genere: pidiellini delusi e incazzati, gente che era stata emarginata, ex An, hanno trovato un riferimento nazionale per le loro battaglie. Il fenomeno si sta diffondendo a macchia d’olio e Fini sta guadagnando spazi impensabili”.
Ecco perchè premono sul premier per regolare i conti ed escono con frasi sconnesse.
La Russa che propone a Fini il ministero di Scajola, per sentirsi rispondere con ironia da Bocchino: “Fini semmai potrebbe prendere un ministrero della legalità , magari la “Difesa”, quello che Ignazio è riuscito ad avere solo grazie a lui”.
Matteoli ricorda che i partiti hanno bisogno di leadership e a chi non l’aveva (riferimento a Fini in An) “l’abbiamo costruita noi”: chissà quando Altero ci spiegherà quali interessi avrà avuto per costruire una leadership a Fini, a che scopo l’ha fatto, invece di pensare in grande in proprio.
Alemanno ha attaccato Granata consigliandogli di “farsi un giro fuori”: ma come, se quando era tuo vice i giri li facevi insieme a lui, non ricordi quando eri rautiano, poi sociale, poi finiano per poi passare ora al viale del “tremonti”? Continua »
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Luglio 26th, 2010 Riccardo Fucile
LA MAFIA MINACCIA FABIO PER LA SUA DENUNCIA CIVILE CONTRO LA CRIMINALITA’ E LE COLLUSIONI CON IL POTERE POLITICO, MA NEL PDL I QUAQUARAQUA’ SI PREPARANO PER L’ESECUZIONE A CURA PROBIVIRI… SI PERSEGUE CHI DIFENDE LA LEGALITA’, NON CHI GIUDICA MANGANO EROE
Qualcuno non ha digerito il fatto che Fabio Granata, deputato finiano siciliano e vicepresidente della Commissione antimafia, sia riuscito a ottenere sostanziali modifiche al decreto contro le intercettazioni, inizialmente proposto dal governo, ristabilendo norme a tutela dell’azione dei magistrati antimafia.
Qualcuno non perdona a Fabio di aver sostenuto che “all’interno del governo, alcuni atteggiamenti hanno oggettivamente ostacolato l’attività della magistratura”.
E come in un film già visto, ecco convergere due operazioni stranamente coincidenti: da un lato in Sicilia qualche “avvertimento” ha portato a dover raddoppiare in questi giorni la scorta a Granata, circostanza non resa pubblica, dall’altro si leva a Roma, nel Pdl, un concerto di voci coordinate tra loro contro il giovane deputato siciliano all’insegna della presunta pidiellina indignazione per aver sostenuto fatti peraltro noti a tutti.
Ecco La Russa, uno dei tre coordinatori nazionali, intimargli: “Chieda scusa oppure lasci il partito”.
Ecco le sue parole: “Dico all’amico Fabio Granata: o dici nomi, cognomi o almeno dai indizi forti sui pezzi del governo che starebbero ostacolando la lotta alla mafia, e in quel caso io non potrei stare un minuto di più nel governo se una cosa del genere fosse vera, oppure tu chiedi scusa o lasci il partito”.
Frattini si dice indignato, Lupi parla di probiviri, si sveglia persino l’ex sociale Alemanno che una volta si buttava contro l’auto di Bush padre ora preferisce quella di Tremonti: “ho sentito quanto ha detto Granata contro Mantovano, un membro della nostra comunità . Io credo che siano necessarie due cose: primo che Fini e tutti coloro che hanno intenti costruttivi prendano le distanze da Granata ma credo anche, e mi duole dirlo, che sia tempo che Granata vada a farsi un giro fuori”.
Ma Fabio non sta zitto e replica.
“Non ho davvero nulla di cui scusarmi – dice – perchè le verità che ho detto sono oggettive e sostenibili in qualsiasi sede, anche in quella (se esiste) dei probiviri del Pdl, dove La Russa e gli ex amici di An potranno chiedere con forza la mia espulsione e ribadire la loro fraterna solidarietà a Verdini e Cosentino”.
Poi, nel merito, aggiunge: “La Russa continua a strumentalizzare affermazioni serie ed equilibrate da me portate avanti nel contesto della Commissione Antimafia e che erano riferite all’inopinata negazione da parte della Commissione ministeriale presieduta da Alfredo Mantovano del regime di protezione per Spatuzza, considerato attendibile da ben tre Procure sulla questione delle stragi del ’92”.
E ancora: “Visto che La Russa mi chiede spiegazioni sulle mie affermazioni gli dico anche che io mi riferivo alle decine di esternazioni contro le Procure di Caltanissetta e Palermo, colpevoli di cercare irriducibilmente la verità sulle stragi. E, per avere i nomi, La Russa può semplicemente consultare le agenzie di stampa degli ultimi due mesi”.
“Poi – conclude – mi riferisco anche ad un ddl sulle intercettazioni, difeso con forza dal governo in una stesura originale che, per quanto riguarda le intercettazioni telefoniche ambientali, avrebbe indebolito lo strumento più importante per le indagini di mafia, se non fosse intervenuta la nostra volontà radicale di modificarlo. E alle decine di attestazioni di stima e solidarietà , anche da parte di esponenti del governo, dopo una condanna a sette anni a Marcello Dell’Utri per associazione mafiosa e dopo la sua ennesima proclamazione ad ‘eroe’ di un mafioso conclamato come Mangano”.
E’ evidente che si cerca di colpire Granata per colpire Fini, ma di questo parleremo in altro articolo, restiamo nel merito: per quale motivo Granata dovrebbe essere deferito ai probiviri?
Già il termine fa sorridere: chi sono in realtà gli uomini probi, in questa vicenda? Continua »
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Luglio 23rd, 2010 Riccardo Fucile
DOVEVANO RIDURRE ASSESSORI, CONSIGLIERI, MUNICIPI, INDENNITA’… ALLA FINE GLI ASSESSORI PASSANO DA 12 A 15, I CONSIGLIERI RESTANO 60, I GETTONI DI PRESENZA VENGONO SOSTITUITI DA UNA INDENNITA’ FISSA DI FUNZIONE…AUMENTANO LE RENDITE, ALTRO CHE TAGLI ALLA POLITICA: MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE SI SONO TROVATE D’ACCORDO
Meno consiglieri, meno assessori, meno Municipi e meno soldi di indennità ai vari
rappresentanti: era questo l’impegno iniziale della bozza del decreto attuativo per la riforma dello status di “Roma capitale”, varato dal governo nelle scorse settimane.
Ma nel passaggio obbligatorio in Campidoglio è avvenuto il miracolo.
I consiglieri comunali all’unanimità hanno subito cancellato la riduzione del loro numero da 60 a 48.
Hanno poi fatto sparire anche l’articolo che fissava “a un quarto dell’assemblea dei consiglieri”, quindi a 12, il numero degli assessori.
Alla fine nella versione modificata gli assessori salgono a 15, tre in più di quelli che compongono l’attuale giunta Alemanno.
Il numero dei Municipi doveva scendere da 19 a 12: ora si legge genericamente che “il numero dei Municipi, inferiore a quello attuale, verrà individuato nello Statuto di Roma Capitale”.
I gettoni di presenza vengono invece sostituiti da un’indennità di funzione, cioè da un vero e proprio stipendio da determinare.
Questi i fatti e la volontà politica emersa: la Casta romana ha colpito ancora in modo bipartisan, anche in tempo di crisi.
Con l’arrivo di tre nuovi assessori e lo stipendio al posto del gettone di presenza, la rendita di posizione aumenterà ancora di più. Continua »
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Luglio 22nd, 2010 Riccardo Fucile
“SOLO FINI CI E’ VICINO”: A ROMA IN PIAZZA TRENTA SIGLE SINDACALI DI DESTRA E DI SINISTRA PER PROTESTARE CONTRO I TAGLI ALLA SICUREZZA… “SIAMO BUONI SOLO QUANDO DEVONO VENIRE AI NOSTRI FUNERALI”… ASSURDO IL TAGLIO DELL’11%: NOTTURNI, FESTIVI E STRAORDINARI SONO ESSENZIALI PER LA LOTTA AL CRIMINE
Rabbia e parole forti in piazza durante la protesta dei poliziotti contro la manovra economica del governo che prevede tagli ai comparti di Polizia, Vigili del Fuoco, Corpo forestale, Cocer, Guardia di Finanza e Aeronautica.
Più di mille i manifestanti, tra poliziotti e rappresentanti sindacali, che si sono presentati con epitaffi e nastri neri al braccio: “Oggi il Paese è in lutto, perchè è morta la sicurezza”, invitando alle dimissioni Maroni.
E poi ancora con le sagome dei poliziotti pugnalati alle spalle: “Il governo, anzichè combattere il crimine, sembra avere cambiato schieramento: ha girato i cannoni e si è messo a sparare contro le Forze dell’ordine”.
A un certo punto alcuni rappresentanti sindacali hanno attraversato la piazza per arrivare a due passi dal portone di ingresso della Camera dei Deputati urlando «vergogna! vergogna!» e protestato contro l’autorizzazione al sit-in che li ha relegati in un piccolo quadrato delimitato dalle transenne.
A quel punto il paradosso: poliziotti in protesta contro poliziotti a far rispettare l’ordine.
Tra le urla e i fischietti i manifestanti hanno acceso un fumogeno tricolore e intonato lo slogan: “Non ci piegheremo alla criminalità organizzata”. Particolarmente delusi i finanzieri: “Sono un gabelliere gabbato”, recita la maglietta di un sottufficiale.
“Il governo aumenta la sicurezza: ai semafori vanno via gli extracomunitari arrivano i poliziotti lavavetri”, gli fa eco la t-shirt di un collega.
Passa un poliziotto con un cartello al petto. “Stipendi bassi come Brunetta”
“Il Governo è pregato per il futuro di non giocare con le parole, non è affatto vero che nella manovra la specificità delle forze di polizia ed armate è stata salvaguardata”: lo afferma il segretario generale dell’Associazione nazionale funzionari di polizia, Enzo Letizia.
«Infatti – ricorda Letizia – ai poliziotti ed ai militari non potrà essere rinnovato il contratto nel quadriennio 2010-2013 e verranno così loro negati non meno di 6.000 euro a ciascun dipendente. Inoltre – aggiunge – il beffardo blocco dell’art.9, comma 1, decurterà gli emolumenti stipendiali nel triennio di 9.000 euro per l’assegno di funzione ai quadri e di14.000 euro per i trattamenti dirigenziali a funzionari ed ufficiali”.
Una delegazione del sindacato dei poliziotti è stata ricevuta dal vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini.
“Apprezziamo la vicinanza espressa dal presidente Fini che ci ha ricevuti. Siamo invece delusi da questo governo che sventolava come vessillo la politica della sicurezza. Cosa ne sarà della lotta al crimine con il blocco delle indennità accessorie? Per noi notturni, festivi e straordinari sono essenziali. Senza non potremo garantire la sicurezza di tutti.” Continua »
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