Destra di Popolo.net

BELPIETRO:”CI TOCCHERA’ MORIRE FINIANI”…LA DESTRA AVANZA, FINI AL 12% : GIA’ RECUPERATI I VOTI DI AN

Luglio 21st, 2010 Riccardo Fucile

IL SONDAGGIO DI CRESPI MOSTRA UN AUMENTO DI UN “PARTITO DI FINI” DEL 2% IN UNA SOLA SETTIMANA…BELPIETRO: “INUTILE GIRARCI INTORNO: SULLE INTERCETTAZIONI HA VINTO FINI, ORMAI E’ IN GRADO DI MODIFICARE OGNI PROVVEDIMENTO DEL GOVERNO”… CALA IL PDL (33,5%) MENTRE SINISTRA E LIBERTA’ DI VENDOLA SALE AL 5%

Il clima che si respira nel centrodestra, dopo le modifiche apportate alla “legge bavaglio” sulle intercettazioni, è simboleggiato non solo dalla delusione manifesta del premier, ma anche da quanto scrive stamane su “Libero” il direttore Maurizio Belpietro: “Inutile girarci intorno: ha vinto Fini. Al di là  del naufragio della legge, appare evidente che d’ora in poi la corrente che fa capo all’ex presidente di An è in grado di fermare o modificare ogni provvedimento del governo: tutte le ritorsioni minacciate contro i finiani si sono rivelate cartucce con le polveri bagnate. Se Berlusconi non fa qualcosa in fretta siamo spacciati, Ci tocca morire finiani”.
Per la prima volta ieri Berlusconi ha certificato la sua sconfitta su un tema che gli stava a cuore, ribadendo la sua ossessione: “non si può stare al telefono senza il timore di essere intercettati”.
Poco importa che in Italia gli intercettati siano solo 6.000, l’unica cosa che gli interessa è non essere intercettato lui.
Non ha compreso che basterebbe evitare di fare pressioni al telefono su esponenti di Agcom o parlare con procacciatori di escort, per evitare conseguenze sgradevoli.
Ha voluto insistere su una legge invisa alla maggioranza degli elettori di centrodestra che avrebbe limitato la libertà  di stampa e di indagine, spacciandola per “riforma della giustizia” e ora ne paga le conseguenze, insieme al suo entourage di miracolati di corte.
La retromarcia di ieri è una vittoria di Fini, ma ha trovato ampi consensi anche tra la corrente pidiellina di Liberamente che esulta per la brutta figura dei coordinatori.
I più preoccupati sono ora gli ex An Gasparri e La Russa: avevano garantito al premier che avrebbero isolato Fini, ora si ritrovano con le truppe in subbuglio, pronte a disertare. Continua »

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IL GOVERNO FA RETROMARCIA SULLE INTERCETTAZIONI: FINI VINCE ANCORA

Luglio 20th, 2010 Riccardo Fucile

ARRIVA L’EMENDAMENTO ANTI-BAVAGLIO, OVVERO UN’UDIENZA FILTRO IN CUI IL GIP, D’INTESA CON ACCUSA E DIFESA, DECIDERA’ LE PARTI PUBBLICABILI DI “INTERESSE RILEVANTE” E QUELLE INVECE SECONDARIE, PRIVATE E DA GOSSIP CHE SARANNO SEGRETATE….E’ UNA VITTORIA DI NAPOLITANO, DI FINI E DELLA LIBERTA’ DI ESSERE INFORMATI

Alla fine il governo ha ceduto, allargando le maglie del diritto di cronaca, facendo venir meno la restrizione più odiosa, il bavaglio alla stampa: saranno pubblicabili tutte le intercettazioni di “interesse rilevante”.
E’ un passo indietro clamoroso, in quanto per due anni gli uomini di Berlusconi avevano respinto ogni richiesta dei finiani in tal senso, fino ad arrivare allo scontro.
L’opera congiunta di Napolitano e Fini, unita alla tenacia di Giulia Bongiorno, presidente dela Commissione Giustizia, hanno riportato la legge a norme più ragionevoli.
L’impalcatura che era stata costruita con la legge bavaglio è completamente crollata, sostituita da norme di buon senso.
Meno di un’ora fa il governo ha presentato il suo atteso emendamento al ddl intercettazioni.
Il termine per la presentazione dei subemendamenti è stato fissato per mercoledì mattina alle 9.
Nell’emendamento presentato dal governo si afferma il principio secondo il quale, nel corso delle indagini, l’obbligo del segreto per le intercettazioni “cade” ogni qual volta ne sia stata valutata la “rilevanza”.
La documentazione e gli atti relativi alle intercettazioni sono coperti da segreto fino al momento della cosiddetta «udienza-filtro».
In questo momento del processo, infatti, si selezionano le intercettazioni depositate dal Pm e si escludono quelle relative a fatti, circostanze o persone estranee alle indagini.
Viene soppressa tutta quella parte nella quale si prevedeva il divieto di pubblicazione delle intercettazioni sino alla conclusione delle indagini.
Si sopprime anche la norma che specificava il regime delle intercettazioni allegate all’ordinanza cautelare.
Si disciplinano anche i casi in cui il giudice e il Pm, prima che ci sia l’«udienza-filtro», utilizzino le intercettazioni per emettere, ad esempio, dei provvedimenti cautelari oppure per atti che riguardano la ricerca della prova (ad esempio, un’ordinanza di custodia cautelare oppure un decreto di perquisizione). Continua »

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FINI A PALERMO CI METTE LA FACCIA E RACCOGLIE APPLAUSI, GLI ALTRI STANNO IN CASERMA

Luglio 20th, 2010 Riccardo Fucile

NEL GIORNO DI BORSELLINO, IL PDL SI SPACCA… FINI : “NON FU SOLO STRAGE DI MAFIA E MANGANO NON E’ UN EROE”…GRANATA: “C’E’ CHI OSTACOLA LE INDAGINI”… SCHIFANI STA IN CASERMA, ALFANO A ROMA A MESSA, BERLUSCONI CON LE “BELLE LAUREATE”…FINI AFFRONTA LA CONTESTAZIONE E NE ESCE TRA GLI APPLAUSI

Nel giorno più difficile, quello del 18° anniversario della strage di via D’Amelio, è andata in scena la spaccatura verticale del Pdl sulla questione morale.
Una giornata tesa, tra cortei e contestazioni, autorità  del governo defilate e parenti di Borsellino che avevano invitato le istituzioni a fare un passo indietro.
Mentre il ministro della Giustizia, il siciliano Alfano optava per una messa a Roma in ricordo dei caduti, mentre Schifani se ne stava chiuso in caserma a Palermo nel timore di contestazioni, mentre il premier preferiva raccontare barzellette sui carabinieri alle “belle laureate” di Novedrate, alla fine la faccia ce l’ha messa solo il presidente della Camera, Gianfranco Fini.
Avrebbe potuto limitarsi a raccogliere il consenso dei suoi 500 militanti che sono poi sfilati in corteo nella fiaccolata serale indetta da Azione Giovani in ricordo di Borsellino.
Ha preferito andare in via D’Amelio dove lo attendeva il popolo delle “agende rosse” che reclamano la verità  sulla strage.
Ha incassato i primi fischi di contestazione, con qualche manifestante che gridava “vergogna” alle istituzioni, poi ha rotto ogni cerimoniale e si è avvicinato ai giovani del comitato e ha cominciato a rispondere alle loro domande.
Un dialogo sfociato in un applauso quando il presidente della Camera ha detto che “Mangano non è un eroe”.
I manifestanti hanno ringraziato Fini per la sua presenza, intervallando il colloquio con il Presidente della Camera con slogan come «Fuori la mafia dallo Stato».
A una domanda circa le iniziale contestazioni, Fini ha risposto: “Non mi risulta. Piuttosto – ha aggiunto – mi sono fermato a parlare con dei ragazzi animati da una certa passione e da un grande desiderio di verità . Erano divisi, come è normale, tra chi apprezzava la presenza del presidente della Camera, anche perchè credo di avere un percorso di coerenza contro la criminalità , e coloro che contestavano che all’interno dello Stato possono esserci presenze di tipo mafioso”.
“Sapere che sulle indagini sulle stragi ci sarebbero stati depistaggi mi suscita indignazione”. Così Fini ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano quali sentimenti susciti in lui sapere che pezzi dello Stato potrebbero avere bloccato le inchieste sull’eccidio di via D’Amelio. Continua »

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PAOLO VIVE, OLTRE L’INDIFFERENZA , LE MENZOGNE E GLI OPPORTUNISTI DI SEMPRE

Luglio 19th, 2010 Riccardo Fucile

A 18 ANNI DALL’OMICIDIO DI PAOLO BORSELLINO E DELLA SUA SCORTA, UNA PARTE DI PALERMO ASSISTE INDIFFERENTE, LA POLITICA NASCONDE LA VERITA’, LA LEGALITA’ E’ MESSA IN DISCUSSIONE…. PAOLO RAPPRESENTAVA LA DESTRA VERA, PULITA, CORAGGIOSA CHE NON HA PAURA DI AMARE IL PROPRIO PAESE E DI MORIRE PER DIFENDERNE I VALORI….RAPPRESENTA LA NOSTRA MEMORIA E LA NOSTRA SPERANZA DI CAMBIAMENTO

Molti di quelli che lo avevano simbolicamente votato alla presidenza della Repubblica come “uomo giusto”, oggi ne avrebbero limitato gli strumenti di indagine.
Eppure sfileranno stasera durante la fiaccolata che a Palermo concluderà  il ricordo dell diciottesimo anniversario della strage di via D’Amelio, in cui persero la vita,   per mano mafiosa, Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta.
Al termine di una giornata di tensione, con contestazioni al governo avvenute anche a Milano, con i parlermitani che finora hanno scelto di stare a casa. Disinteresse, disincanto, timore di marciare a fianco di qualcuno che potrebbe essere stato il mandante della mano assassina?
Siamo certi che stasera in piazza ci saranno invece tanti giovani siciliani desiderosi di riscatto sociale.
La mente non può non tornare alla immensa fiaccolata che attraversò Palermo nell’estate del 1993, dopo la strage di Capaci e l’assassinio del giudice Falcone.
A guidare quella fiaccolata era Paolo Borsellino, lo sguardo triste ma determinato di chi sapeva che “era arrivato il tritolo anche per lui”, ma non intendeva disertare l’ultima battaglia: quella della legalità , del servizio alla Comunità , quella della difesa dei valori e degli ideali che avevano caratterizzato la sua vita.
Fino al sacrificio supremo.
Erano i giorni nei quali un potere occulto e criminale, dopo aver eliminato Falcone, doveva abbattere l’ultimo ostacolo a quella ignobile trattativa finalizzata a salvaguardare la vita e il potere di vecchi e nuovi referenti politici ed economici di Cosa Nostra.
Fu proprio al termine di quella straordinaria manifestazione che Paolo Borsellino prese la parola.
Un silenzio surreale sembrava avvolgerlo.
Iniziò a parlare   per “ricordare Giovanni e i Giuda che lo avevano tradito”.
Paolo concluse quella magnifica “orazione civile” con parole fortissime e sprezzanti, tra gli applausi e le lacrime della folla, verso chi “aveva perduto per sempre il diritto alla parola”. Continua »

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DOVE SIETE FINITI VOI DELLA DESTRA “LEGGE E ORDINE”?

Luglio 16th, 2010 Riccardo Fucile

NASCOSTI DIETRO UNA MACCHINA IN ATTESA DI RICOMINCIARE IL COMIZIO O DENTRO UN BAR?

Pubblichiamo l’interessante corsivo di Filippo Rossi su FareFuturoweb Magazine, vicino alle posizioni di Fini, in merito a tanti destrorsi opportunisti che parlano bene e razzolano male, partiti rivoluzionari e finiti pompieri, dopo aver trovato occupazione nella vita come cortigiani.

Dove stanno tutti? Dove diavolo sono finiti?
Nessuno, non c’è più nessuno, tutti nascosti dentro qualche bar o dietro qualche macchina ad aspettare che arrivino momenti migliori…
Dove sono finiti quelli che sparlavano di valori di destra?
E quelli che gonfiavano il petto gridando “traditori”?
Dove sono finiti quelli che ogni anno mettono il loro simbolo sotto le facce di Falcone e Borsellino?
E dove sono finiti, anche, quelli della destra “legge e ordine”?
E quelli della tolleranza zero? Dove sono finiti?
Dove diavolo sono finiti quelli che stanno sempre dalla parte delle forze dell’ordine, quelli che la sicurezza è tutto, quelli che la lotta alla mafia… Nessuno: tutti zitti, tutti in silenzio.
Ma come? E i vostri sacri e inviolabili valori dove sono finiti? Ve li siete persi per strada?
La parole roboanti, i discorsi duri e puri.
Dove è finita la vostra destra?
Dove sono finiti “dio patria e famiglia”? E la moralità ? E il rispetto delle regole? E la tradizione? E l’eroismo?
Dove è finita la vostra intransigenza? La vostra severità ? Era solo retorica? Era solo una parola per riempire qualche manifesto e qualche striscione?
Cosa direbbero i vostri eroi di questo silenzio? Ve lo siete chiesto?
Cosa direbbero oggi Falcone e Borsellino sulle intercettazioni?
O sulle varie cricche che stanno infestando la politica italiana?
E di “Mangano eroe”, cosa direbbero “Giovanni e Paolo”?
Chiedetevelo prima di mettere ancora le loro facce sui vostri manifesti.
E chiedetevi anche chi sono i veri traditori: se sono quelli che guardano al futuro e alla società  senza fare comizi, ma al momento giusto sanno da che parte stare, sanno capire le differenze essenziali.
O se sono quelli che per tutta la vita si riempiono la bocca di valori che poi, quando i nodi vengono al pettine, fanno finta di non sapere più cosa siano… Fanno finta di non essere coinvolti: e si nascondono dentro un bar o dietro una macchina…
Magari per fare capolino subito dopo e ricominciare a fare le stesse prediche di prima.
Quando le parole non servono più…
Filippo Rossi

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BERLUSCONI: ” IL PARTITO VA A PEZZI, STA IMPLODENDO” E RITORNA SULLA TESI DEL COMPLOTTO CONTRO DI LUI

Luglio 15th, 2010 Riccardo Fucile

“FINI E’ UN INCUBO, VERDINI VA SALVATO ALTRIMENTI CADE IL GOVERNO”… IL PREMIER NON RISPARMIA CRITICHE ALLE CORRENTI INTERNE…GASPARRI E LA RUSSA IN DIFFICOLTA’, TEMONO RECUPERI DI FINI TRA GLI EX AN…IL COORDINATORE UNICO NON SI PUO’ FARE: SI SONO LETTI FINALMENTE LO STATUTO

Se Cosentino fosse andato alla conta mercoledi prossimo, in occasione della mozione di sfiducia nei suoi confronti, sarebbe andato al massacro: questa la sensazione che il giorno dopo le sue dimissioni trapela negli ambienti di centrodestra.
Perchè ai voti dei finiani che ne avrebbero in ogni caso segnato la sorte, Berlusconi ieri ha compreso che se ne sarebbero aggiunti molti altri, nel segreto dell’urna.
Segno di un disagio profondo tra i deputati forzisti nel difendere una situazione e un personaggio indifendibili.
Nelle ultime ore sono stati La Russa e Gasparri a lanciare l’allarme a Silvio: “Se accettiamo uno scontro sulla legalità , Fini ci massacra, anche per noi è difficile tenere i nostri alla Camera”.
L’accellerazione imposta da Fini in mattinata, con la votazione non a settembre, ma entro pochi giorni, ha spiazzato il governo sul caso Cosentino e si è scelta la resa, piuttosto che rischiare di perdere con 50 voti di scarto. Non dimentichiamo che il gruppo Carfagna, Gelmini, Frattini aveva già  fatto capire che erano meglio le preventive dimissioni del chiacchierato sottosegretario.
Berlusconi parla ormai apertamente di Fini come di un “suo incubo”, vorrebbe cacciarlo, ma non lo prevede lo Statuto senza un nuovo congresso.
Mentre però Fini non sbaglia un colpo e riesce anche a bloccare per “approfondimenti” la legge sulle intercettazioni, Silvio si muove troppo e male, non ne azzecca una.
Ieri è tornato sulla tesi del complotto mondialista contro di lui: Fini sarebbe non solo lo strumento dei “poteri forti” nazionali, della stampa e dei magistrati, ma persino del governo americano che avrebbe mal digerito le scelte energetiche, del gasdotto russo e di Gazprom, compiute dall’Italia. Continua »

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PER TREMONTI CAMMINARE FA BENE: COI TAGLI AI BUS O SI ANDRA’ TUTTI A PIEDI O AUMENTI DEL 36% DEI BIGLIETTI

Luglio 15th, 2010 Riccardo Fucile

I TAGLI ALLE REGIONI   FARANNO PERDERE ALLE AZIENDE DI TRASPORTO PUBBLICO 740.000 PASSEGGERI AL GIORNO: PENALIZZATI PENDOLARI E STUDENTI… LA SOLUZIONE SARA’ L’AUMENTO DEL BIGLIETTO E LA PERDITA DI 20.000 POSTI DI LAVORO.. MA TREMONTI FA PAGARE 25 MILIONI DI EURO AGLI ITALIANI PER LE QUOTE LATTE DI 65 TAROCCATORI LEGHISTI

Oggi al Senato passerà  la manovra fiscale organizzata a casa di Tremonti e Bossi, invisa persino a Berlusconi e a molti parlamentari della stessa maggioranza.
Se nessuno mette in dubbio l’entità  della cifra necessaria per restare al passo con l’Europa, altra cosa è la ripartizione dei tagli previsti.
La manovra vale 24,9 miliardi, di cui 15 di tagli e 10 di entrate presunte (9 dovrebbero arrivare dalla lotta all’evasione fiscale, ma lo stesso Cer ha parlato di “rischi concreti” sulla tenuta di questo gettito ipotetico).
Il peso maggiore della manovra cadrà  sugli enti locali e sul pubblico impiego che si vedrà  congelare gli stipendi.
Qualche modifica è stata apposta nel maxiemendamento rispetto alla formulazione iniziale, come qualche spicciolo agli agenti per pagar loro gli straordinari (un diritto, quasi fatto passare per chissà  quale regalia).
Resta il fatto che in Italia i tagli alle spese sono appena del 60% e soprattutto a carico degli enti locali (che poi aumenteranno le imposte o taglieranno i servizi), mentre in altri Paesi raggiungono l’80% e sono concentrati sui ministeri.
Tagliare dal 10% al 20% i trasporti pubblici locali vuol dire condannare a morte il sistema e lasciare solo due alternative alle aziende: la riduzione del servizio o un aumento record delle tariffe.
Secondo l’Asstra, l’associazione che riunisce le aziende del trasporto pubblico, scenderanno di fatto dagli autobus, dai metro e dalle ferrovie locali oltre 270 milioni di passeggeri l’anno, pari a circa 740.000 al giorno.
In gran parte pendolari e studenti che, di fronte a tagli e rincari, abbandonerà  il mezzo pubblico scegliendo quello privato o andando, ove possibile, a piedi. Il percorso chilometrico dei bus registrerà  un calo di 196 milioni di chilometri nell’arco dell’anno.
Se verrà  invece percorsa la strada alternativa, overo l’aumento delle tariffe, i biglietti dovranno necessariamente aumentare del 36%, con passaggio del ticket, ad es, da 1 euro a 1,4 euro o di un abbonamento da 32 a 44 euro e cosi via. Continua »

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COSENTINO SI DIMETTE, FINI HA FATTO VINCERE LA LEGALITA’

Luglio 14th, 2010 Riccardo Fucile

STAMANE FINI AVEVA MESSO IN CALENDARIO PER MERCOLEDI IL VOTO SULLA MOZIONE DI SFIDUCIA AL SOTTOSEGRETARIO INQUISITO PER COLLUSIONI MAFIOSI, ACCUSATO DI AVER ANCHE TRAMATO CONTRO CALDORO….I FINIANI VINCONO LA BATTAGLIA INTERNA IN NOME DELLA LEGALITA’: I TAGLIATORI DI TESTE COSTRETTI A RIPORRE LA SCIMITARRA

La notizia è di agenzia e di pochi minuti fa: ci limitiamo a prendere atto positivamente della svolta che il governo pare deciso a imboccare, quello di aver indotto Nicola Cosentino, sottosegretario all’Economia, inquisito sia per collusioni mafiose che per altri reati emersi nel corso delle ultime indagine sull’associazione segreta che avrebbe costruito prove false contro il candidato del Pdl Caldoro alla presidenza della Regione Campania, a rassegnare a breve le dimissioni.
Pronto a lasciare, per non danneggiare l’immagine del governo e del suo leader, Silvio Berlusconi.
Questa le versione ufficiale.
Come avvenuto in precedenza, seppure con sfumature diverse, quando a finire sotto l’occhio del ciclone erano stati Claudio Scajola e Aldo Brancher. Insomma, pure per Nicola Cosentino, sottosegretario all’Economia, il futuro sembra segnato.
”Tranne soprese dell’ultima ora – premette un autorevole esponente del Pdl – alla luce della spaccatura in capigruppo tra Fini e Cicchitto, con il presidente della Camera che, nonostante la posizione contraria della maggioranza, fissa, regolamento alla mano, per mercoledi’ prossimo, al massimo giovedi’, la votazione sulla mozione di sfiducia presentata dall’opposizione, Cosentino non si fara’ rosolare in Aula e accettera’ di fare un passo indietro”.
La decisione sarebbe stata presa gia’ ieri sera – racconta un esponente di governo – e potrebbe concretizzarsi nelle prossime ore.
Se fino a ieri chi avesse votato contro Cosentino sarebbe stato espulso dal Pdl, oggi il sottosegretario non è più un uomo per cui valga la pena immolarsi o contarsi.
I tagliatori di teste e i cortigiani di palazzo hanno dovuto riporre le scimitarre per manifesta inferiorità  nel maneggiare lo strumento.
Rimaneva il nobile rito del harakiri, ma ciò presupporrebbe dei valori ideali per cui sacrificare la propria vita e in giro tanti possessori non ne vediamo.
Più facile trovare acchiappapoltrone.
Gled aria nuova: un altro ha tolto il disturbo.

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FINI LANCIA LA SFIDA: “TOCCHERA’ A SILVIO SPIEGARE AGLI ITALIANI PERCHE’ PROTEGGE COSENTINO E VERDINI”

Luglio 14th, 2010 Riccardo Fucile

FINI STAVOLTA VA FINO IN FONDO: “SE SILVIO VUOLE ROMPERE DIFENDENDO CHI NELLA POLITICA CERCA SOLO L’ARRICCHIMENTO PERSONALE FACCIA PURE. IO SARO’ IL PRIMO A GODERNE”… “E NON MI ACCONTENTO DELLE DIMISSIONI DI COSENTINO, VOGLIO L’AZZERAMENTO DEI VERTICI DEL PARTITO”…. IL 61,6% DEGLI ELETTORI DEL PDL E’ CON FINI E VUOLE LE DIMISSIONI DI VERDINI

Questa volta Fini è deciso: la sua battaglia per la legalità , fuori e dentro il Pdl, la condurrà  fino in fondo.
E’ quanto emerso ieri dalla riunione dei fedelissimi del presidente della Camera, convinto di aver messo Berlusconi alle corde.
Fini lancia la sfida: “Berlusconi si assuma la responsabilità  di andare davanti al Paese a dire che vuole proteggere queste persone”.
Nessun passo indietro quindi, attacco a tutto campo, sia sulle dimissioni di Cosentino e Verdini che sulla legge bavaglio delle intercettazioni.
Il clima nel Pdl non era mai arrivato a tale tensione, ma Fini è forte di un sondaggio di Crespi che inchioda al muro i berlusconiani: il 61,6% degli elettori del Pdl sta con Fini e vuole le dimissioni di Verdini, solo il 30,2% sta con Silvio e preferirebbe che il coordinatore restasse al suo posto.
Ma ci sono altri segnali favorevoli a Fini: ieri anche la Carfagna ha chiesto le dimissioni di Cosentino e la corrente di Frattini e della Gelmini non ha speso una parola per difendere Verdini che nel Pdl ha molti nemici.
Tutti aspettano l’azzeramento del triumvirato per prendere quel posto che conta, in caso di coordinatore unico.
Fini è riuscito a portare lo scontro con il premier sul terreno da lui scelto, quello della legalità , tema tipicamente di destra, Silvio ha dimostrato di avere truppe troppo compromesse e di non avere la mentalità  politica per uscire dall’angolo.
Non si può vivere solo di slogan, di nemici immaginari, di richiami a concetti frustri per tutta la vita.
Come si fa a chiamare gli altri “politicanti”, quando lui per primo è da 20 anni sulla scena politica?
Come si fa ad ergersi a garantista quando si hanno troppi scheletri nell’armadio?
Il premier, invece di mostrare autonomia e capacità  di volare alto, si è sempre più appiattito sulla Lega, col risultato di trovarsi isolato persino tra i suoi fedelissimi (a parole), prigioniero dell’asse Tremonti-Bossi e in balia di oltre dieci correnti interne.
Fini ha posto problemi politici reali e lui continua a dire che sono questione di carattere, incapace di “fare politica” vera, di operare scelte profonde e radicali, di guardare oltre le sue vicende processuali, le uniche che gli stanno a cuore.
Non si può continuare a governare senza un progetto, una visione globale, una speranza da indicare al paese.
Che filosofia è quella di sostenere che “tutto va bene”, quando gli italiani riscontrano ogni giorno che così non è? Continua »

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