Marzo 26th, 2010 Riccardo Fucile
PERCHE’ IL PDL DEI “CACASOTTO” PERDERA’ IN LIGURIA: SI RISCOPRE L’OPPOSIZIONE SOTTO ELEZIONI, OGNUNO PENSA PER SE’, MANCANO LE IDEE, APPIATTITI SULLA LEGA….UN LEGHISTA CHE SI PRESENTA GIA’ COME VICEPRESIDENTE, UN ALTRO CHE PIANGE PERCHE’ HA TROVATO I SUOI SANTINI NEL CASSONETTO, SALVO BECCARSI UNA DENUNCIA PER ISTIGAZIONE ALL’ODIO RAZZIALE…E LA SINISTRA RINGRAZIA
Quando sono iniziate le “grandi manovre” in vista delle regionali, i cittadini più informati avevano chiara l’alternativa: o votavano per Claudio Burlando, governatore Pd uscente, un passato da ministro, bersaniano di ferro, o optavano per Sandro Biasotti, deputato del Pdl, già presidente della Regione.
I due erano dati dai sondaggi sostanzialmente alla pari, con ottime possibilità per il centrodestra di ritornare a governare la Liguria, nonostante le iniziali incertezze del partito su chi candidare e un’attività politica di opposizione reale prossima quasi allo zero.
Ricordiamo a tal fine l’epiteto che Scajola rivolse qualche mese fa ai consiglieri pidiellini degli enti locali, definiti “cacasotto” proprio per la loro invisibilità .
Salvo qualche piccola eccezione “movimentista”, la più nota e qualificante attività dei consiglieri del Pdl è infatti quella di scaldare la sedia.
Ciò non ha impedito loro di ringalluzzirsi in vista della nuova candidatura, foriera di altri 5 anni di prebende, soprattutto in caso di vittoria di Biasotti.
Il quale ha inanellato una serie di errori: in primo luogo ha permesso che nelle liste ricomparisse qualche nome sotto inchiesta da parte della magistratura, rinunciando così a usare tale arma contro gli avversari (che hanno personaggi discussi anche loro).
Poi ha spostato la sua linea su posizioni prone alla Lega che in Liguria prende solo il 9,9%, arrivando a vendersi pure la vicepresidenza al capolista padano, Francesco Bruzzone.
Se avesse resa nota anche la lista degli assessori, Biasotti avrebbe al limite compiuto un atto politico giustificabile, in nome della trasparenza.
Ma limitarsi a indicare un leghista come vice è stato solo un atto di debolezza.
In passato la vicepresidenza era stata assegnata al consigliere che aveva ottenuto più preferenze, un criterio senz’altro più rispettoso della volontà popolare.
Siamo arrivati al punto che il leghista Bruzzone, caso unico nella padagna del magna magna, pur essendo stato di fatto commissariato nella segreteria della Lega ligure con la Rosy Mauro, per questioni relative a bilanci, pur essendo finito penosamente sui giornali per essere stato beccato a inviare lettere di raccomandazione usando la carta intestata della Regione, nel suo santino elettorale si proclama “Francesco Bruzzone, Vice Presidente” (oddio, intanto il vice andava minuscolo e presidente “di cosa” andava precisato, ma lui le aule scolastiche le frequentava quando ormai i professori le lasciavano libere per le pulizie, non si può pretendere troppo).
Poi Biasotti ha accettato che fossero inseriti in lista soggetti più facili a fare politica nei corridoi degli enti locali che nelle aule, più a chiedere favori alla stampa amica che a gestire il malcontento diffuso tra i cittadini. Continua »
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Marzo 26th, 2010 Riccardo Fucile
SANZIONE DA 100.000 EURO PRESA ALL’UNANIMITA’ DALL’AGCOM: TROPPA DIFFERENZA DI SPAZI INFORMATIVI TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE, PENALIZZATE ANCHE LE NUOVE LISTE…IL PDL LA FINISCA DI FARE SEMPRE LA VITTIMA: PENSI A FARE POLITICA INVECE CHE OCCUPARE LE POLTRONE E GRIDARE AL COMPLOTTO
Non ci voleva molto a capirlo: basta seguire ogni sera il Tg1 e il Tg5 per essere sommersi
dalla presenza delle dichiarazioni del premier, in cui principalmente accusa la stampa e i magistrati di ordire complotti contro di lui.
Ampio spazio alle sue affermazioni e manifestazioni, replica minima della opposizione e poi ancora il Bonaiuti di turno a contestare quello che ha detto la minoranza.
Amen, e così ogni giorno da tempo.
Prima o poi il bubbone doveva scoppiare: è una prassi che non fa parte dello stile di una destra (o di una sinistra) seria.
Chi gode già del vantaggio di far passare le notizie sull’attività di governo, non può prevaricare il legittimo diritto delle minoranze di far sentire la propria voce in misura adeguata.
Anche perchè una destra seria, lo ripeteremo fino alla nausea, non vive celando le notizie, le critiche o il dissenso, ma semmai lo affronta, dà spiegazioni, ama il confronto delle idee.
Se le idee uno le ha. Se ne è privo, cerca di censurare o di prevaricare.
Ma non è questo il nostro senso della democrazia.
Ora si è arrivati al punto che l’Agcom, l’organismo di controllo sulle Tv , composto da 4 rappresentanti della maggioranza e da 4 dell’opposizione, ha approvato all’unanimità , ripetiamo all’unanimità , una multa di 100.000 euro a testa a Tg1 e TG5 per “lo squilibrio tra Pdl e Pd” e “la marginale presenza delle nuove liste”.
Oltre a un richiamo a tutte le emittenti ad “attuare un immediato riequilibrio” tra le forze politiche in vista delle Regionali.
Questo è quanto ha deciso la commissione Servizi dell’Autortà garante delle Comunicazioni.
Più precisamente ha scritto che “alla luce dei dati di monitoraggio del periodo 14-20 marzo, si rileva il perdurare di un forte squilibrio informativo tra le forze politiche, in particolare tra Pdl e Pd, e una marginale presenza delle nuove liste che si sono presentate alle elezioni, in violazione del richiamo già rivolto alle emittenti ad attuare un riequilibrio dell’informazione dei notiziari”. Continua »
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Marzo 25th, 2010 Riccardo Fucile
SILVIO PREPARA L’ALIBI PER LA SCONFITTA E DAL CILINDRO POTREBBE USCIRE IL BONUS BEBE’ E LA CARTA FISCALE…FINI: “DOPO LA SOLITA LITANIA SUI GIUDICI, ORA PURE LE RIFORME COI GAZEBO: COSI’ SI PRENDONO IN GIRO GLI ITALIANI”
Fini, dietro l’algida espressione “uso media”, è furente per il modo in cui Silvio Berlusconi sta
conducendo questa campagna elettorale: “Ancora questa litania sui giudici che hanno la sovranità popolare ed ora anche le riforme col gazebo. Qui si prende in giro non solo il Parlamento, ma anche gli italiani”. Dall’altro capo della contesa il premier insiste: “E’ solo un politicante, un autolesionista, mette sempre il bastone tra le ruote e fa perdere voti, il suo tempo è scaduto”.
Si scontrano non solo due personalità , ma anche due modi di concepore il partito.
Per Fini le decisioni devono maturare all’interno del partito, dopo un dibattito. Per il premier basta che lo decida lui e gli altri si devo adeguare agli ordini.
Il problema è che questa prassi andrebbe in teoria bene di fronte a una “mente illuminata, moderata e colta”, ma quando ci si trova di fronte solo alla presunzione di un politico che non ne azzecca una da tempo e che dà l’immagine di pensare solo ai suoi processi, la via della sconfitta si avvicina.
E come tutti coloro che non hanno l’umiltà di ammettere i propri errori, pensa che la radicalizzazione dello scontro con tutto il mondo che lo perseguiterebbe sia la strada verso la vittoria, magari condita da qualche bonus bebè o carta fiscale, cui pare stia pensando per le ultime ore prima del voto.
Fino all’appello finale del “giudizio del popolo” che ormai però si è accorto del bluff.
Fino alla ricerca del capro espiatorio cui addebitare la sconfitta.
Qualche forzaitaliota ogni tanto ci pone la domanda: “se Fini non era d’accordo, perchè è entrato nel Pdl?”, senza però porsi mai la domanda opposta: “Perchè Berlusconi ha voluto fare il Pdl?”.
Perchè i due, non dimentichiamolo, sono co-fondatori del partito, non esistono soci di maggioranza e di minoranza.
Se Forza Italia fosse rimasta da sola, navigherebbe al 26-27% e sarebbe solo il secondo partito italiano.
Che poi Fini abbia fatto bene o male a fondersi con Forza Italia è altro discorso, su cui non abbiamo mai nascosto la nostra posizione.
Secondo aspetto: nessun organo statutario del Pdl ha mai messo a verbale che il partito dovesse diventare la copia dellla Lega.
Quando il Pdl è nato, le differenze erano chiare ed evidenti, ora non lo sono più. Continua »
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Marzo 24th, 2010 Riccardo Fucile
LA COSTITUZIONE SI CAMBIA NEI GAZEBO, INSULTI ALLA BRESSO, AI MAGISTRATI, ALLA STAMPA…INTERE REGIONI ABBANDONATE AL PROPRIO DESTINO, ERRORI GROSSOLANI FATTI PASSARE PER COMPLOTTI, PRESUNZIONE…SE LA BRESSO SI DEVE GUARDARE ALLO SPECCHIO, SILVIO SI GUARDI IL CIARPAME LEGHISTA CUI HA VENDUTO L’ITALIA….LA DESTRA E’ ALTRA COSA
Il centrodestra, tenendo i toni bassi e concilianti, avrebbe stravinto le elezioni regionali di
domenica: sulla base dei sondaggi di alcuni mesi fa, avrebbe confermato l’indicazione arrivata dalle elezioni europee di un anno fa, anche se i dati già erano in flessione rispetto alle politiche del 2008.
Era prevedibile se non un 10 a 3, sicuramente una vittoria in 9 regioni contro 4 al centrosinistra.
In poche settimane il comandante del Titanic, centrando tutti gli scogli possibili, ha condotto il bastimento del Pdl al naufragio: ora sarebbe un successo vincere in 4-5 regioni e perdere in 8-9.
Tutto è iniziato con la raffica di leggi ad personam, quando sarebbe bastato fare quello che fa il comune cittadino: presentarsi in tribunale e difendersi.
Poi l’immobilismo del governo di fronte alla crisi economica e occupazionale. Quindi le eterne promesse mai mantenute, gli spot quotidiani, le accuse a tutto il mondo, dalla stampa italiana a quella estera, dai magistrati talebani alle Tv (che in gran parte peraltro controlla).
Un’immagine sempre più irosa, velleitaria e narcistista che viene ormai recepita come un delirio di onnipotenza.
I grossolani errori nella presentazione della lista in Lazio fatti passare per complotto, gli otto pronunciamenti negativi di Tar e Consiglio di Stato definiti come torbide manovre per togliere il diritto di voto all’elettore ( quando chi l’ha tolto è invece è la stupidità di certi dirigenti di partito).
Escono frasi sconvenienti a Trani e si arriva alla rivendicazione di “non aver detto nulla di male”, come se in un altro Paese fosse una prassi normale che un presidente del Consiglio minacci il dirigente di un’Authority per far cessare un programma giornalistico sulla Tv di Stato.
Lo ribadiamo: negli Usa un presidente sarebbe stato costretto a dimettersi. Ieri siamo arrivati alla rivendicazione di voler cambiare la Costituzione in senso presidenzialista: cosa possibilissima, basta avere il voto dei due terzi del Parlamento.
No, secondo il premier, sono sufficienti i gazebo, i suoi ovviamente.
Anche se ci andasse il 10% degli italiani sarebbe sufficiente.
Non contento va a Torino a sostenere il leghista Cota e insulta l’avversaria Bresso: “Se al mattino si guarda allo specchio, la Bresso si è già rovinata la giornata”.
Ma non era lui che aveva detto “nulla di inelegante può essere successo a Palazzo Grazioli alle mie feste, perchè io sono una persona elegante”?
E così che si vincono le elezioni?
E’ questo lo stile di un uomo di destra?
E ancora: il Veneto non solo è stato regalato all’esperto in marchette Zaia, ma pure abbandonato.
Dov’è finito La Russa che aveva detto: “Mi impegnerò personalmente in Veneto e il Pdl prenderà più voti dellaLega”?
Se la Lega vincerà forse si dimetterà anche Nosferatu? Continua »
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Marzo 23rd, 2010 Riccardo Fucile
ANCHE BELPIETRO ORA AMMETTE ERRORI E I FINIANI NON NE POSSONO PIU’…I NUOVI SLOGAN SONO BATTERE IL CANCRO, 100 MILIONI DI ALBERI E LE PISTE CICLABILI ? ….SI DOVEVA DARE UNA CASA AI GIOVANI, DOPO UN ANNO NON SI E’ NEANCHE RIUSCITI A FAR AMPLIARE QUELLE DI CHI GIA’ L’HA….E LE TASSE SONO SEMPRE PIU’ ALTE
Per una volta iniziamo con una nota interna che riteniamo giusto rendere pubblica: il
nostro/vostro sito sta aumentando sempre di più la sua visibilità e la propria fascia di lettori.
Attraverso la pubblicazione dei nostri articoli su vari forum, siamo arrivati a punte di oltre 5.000 visitatori giornalieri, segno che una “destra sociale” anticonformista e che non guarda in faccia nessuno suscita interesse e simpatia, a prescindere dalle appartenenze.
Segno evidente che esiste un elettorato che vuole essere informato e non si accontenta più delle verità ufficiali: i numeri reali (non come quelli di piazza San Giovanni) ci portano a essere ormai classificati tra i primissimi siti italiani di area, addirittura oltre alcuni tra i più celebrati.
Sentiamo quindi ancora una maggiore responsabilità , sapendo di rivolgerci a tanti amici “di destra” delusi da questa maggioranza.
Ricordiamo gli improperi e le accuse di lesa maestà che hanno accompagnato i nostri primi passi, rivolteci dai “guardiani della rivoluzione” del Pdl, coloro che non avendone mai fatta una, se non nei salotti buoni, ci accusavano di essere “prevenuti” verso il governo.
Ora leggiamo, sulle colonne di Libero, Maurizio Belpietro scrivere: “In questi mesi molte cose non sono andate per il verso giusto e la delusione è forte, ma se non si vuole dare il proprio consenso alla sinistra astenendosi, questo centrodestra rimane l’unica possibilità . Pazienza: anche se in quella casa c’è molto che non va, bisogna farsene una ragione”.
Quello che da mesi andiamo scrivendo, ora, bontà loro, diventa fonte di preoccupazione anche per gli uomini del premier.
Peccato che essa sia finalizzata solo alla scadenza elettorale: manca infatti totalmente di uno sforzo di analisi.
“Dateci il voto che poi qualcosa faremo”.
Già cosa?
Sulla base del giuramento dei governatori in Piazza San Giovanni e di quanto sostenuto sul palco, il centrodestra si impegna “a sconfiggere il cancro, a piantare 100 milioni di alberi, a costruire piste ciclabili, ad attuare il piano casa approvato da un anno e a dimezzare le liste di attesa nella Sanità “.
Contro una sinistra che “vi tasserebbe nuovamente con l’Ici, farebbe entrare milioni di immigrati e vi spierebbe mentre parlate al telefono”.
Questa sarebbe la profondità di analisi e le proposte per cambiare il Paese. Peccato che in due anni l’Italia sia riuscita a farsi conoscere in Europa per aver osteggiato ogni proposta che limitasse l’inquinamento e che tutelasse il verde, schierandosi sempre dalla parte degli inquinatori, magari attraverso richieste continue di deroghe e proroghe, e che quindi questa anima ecologista non sia mai emersa. Continua »
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Marzo 22nd, 2010 Riccardo Fucile
IL SINDACATO DI DESTRA COISP : “UN GOVERNO FARSA CHE ATTACCA LA POLIZIA PER MASCHERARE IL PROPRIO FALLIMENTO E CHE SBEFFEGGIA, IN NOME DELL’IMPUNITA’, IL LAVORO DEGLI AGENTI”…”NON UNA PAROLA DA QUEL PALCO A FAVORE DELLE FORZE DELL’ORDINE, NON UN PROVVEDIMENTO”… “IL VERO COMA ETILICO E’ QUELLO IN CUI LEI PRESIDENTE TENTA DI MANDARE QUESTO PAESE”
Era prevedibile, lo avevamo scritto nel precedente articolo: non contenti di aver annunciato
la presenza di una cifra inverosimile di simpatizzanti alla manifestazione di Piazza Sa Giovanni, i vertici del Pdl hanno pensato bene, attraverso due dei migliori intellettuali di cui dispongono, Cicchitto e Gasparri, di attaccare la Polizia di Stato e il Questore di Roma, rei di aver reso noti dati peraltro fin in eccesso, che parlano di 150.000 partecipanti.
Come zitelle isteriche i due, vedendosi contestare la “palla mediatica” del milione di militanti presenti, hanno cominciato a inveire contro la Questura “poco credibile” e il il suo massimo dirigente “in preda a crisi etilica”, salvo essere sputtanati da foto e raffronti inequivocabili.
Ma avevamo sottolineato il grave errore politico di coloro che dovrebbero guidare i gruppi parlamentari del Pdl: prendersela con una categoria, gli agenti di polizia e i carabinieri, notoriamente non certo di sinistra estrema, inimicandosi definitivamente una delle poche che ancora sopportavano le balle maroniane sulla maggiore percezione di sicurezza nelle città .
Ora il Pdl c’è brillatemente riuscito, se è vero come è vero che tutte le organizzazioni sindacali hanno avuto severe parole di critica verso il governo. Ma quello che è significativo è che parole più pesanti non vengano dal Siulp, vicino alla Cgil, ma da un sindacato indipendente di destra, il Coisp,il cui segretario generale, Franco Maccari non ha peli sulla lingua: “Un governo che sfila contro un altro potere dello Stato (gli slogan contro la magistratura) e che smentisce i propri organismi (i dati della Questura, composta da uomini della polizia che si chiama non a caso di Stato) è un paradosso kafkiano., il festival dell’assurdo”. Continua »
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Marzo 22nd, 2010 Riccardo Fucile
I DUE ESPONENTI DEL PDL INFEROCITI CONTRO IL QUESTORE DI ROMA, REO DI AVER VALUTATO IN 150.000 LE PRESENZE IN PIAZZA SAN GIOVANNI… GASPARRI GLI DA’ DELL’UBRIACO… DURA REPLICA DEI SINDACATI DI POLIZIA: “CHE SENSO DELLO STATO E CHE COERENZA: SEMMAI ERANO DI MENO, NON CERTO DI PIU’ “
Il numero dei partecipanti alla manifestazione del Pdl in piazza San Giovanni era già stato fissato il giorno prima: un milione di persone era stato deciso, e un milione doveva ufficialmente essere.
E infatti Verdini in tal senso si era subito espresso con i media, così le trombe dei Tg avevano tuonato in prima serata, tra fanfare e squilli di clarine.
Pazienza che il flop fosse invece già annunciato il giorno prima, quando era risultato evidente che solo 4 regioni avevano raggiunto il numero minimo di pullman indicati dal partito, mentre troppe regioni arrancavano.
L’operazione “truppe cammellate” non ha dato l’esito sperato, per una semplice ragione: il popolo di centrodestra è deluso dal governo e dal partito, si sta dissolvendo il clima di fiducia che ne aveva contrassegnato i primi mesi di vita, pochi continuano acriticamente a credere negli spot cui non seguono fatti concreti.
Insomma, occorreva che un milione di persone desse “la percezione” che la luna di miele continuasse.
In fondo bastava “istruire” i media amici e il messaggio sarebbe passato.
A noi invece preme che si dica la verità sempre, se i partecipanti sono stati meno di 150.000 occorre semmai fare autocritica e analizzare a fondo dove si è sbagliato: una forza politica ha il dovere di cambiare la rotta se il proprio elettorato diventa critico, non si deve continuare a fare finta di nulla, falsificando le carte. 
Questo chiede il popolo di centrodestra a coloro cui ha dato l’onore, non solo l’onere, di rappresentarlo.
E le fotografie che pubblichiamo dimostrano che i dati della Questura sono reali: entrambe sono state scattate dalla stessa posizione.
La prima è relativa alla manifestazione del Pdl, la seconda alla festa del 1 maggio dell’anno scorso, accreditata di 500.000 presenze.
Già ad occhio si vede la differenza, in più si aggiunga che per la manifestazione del Pdl, tutta la parte destra della piazza è stata transennata, a differenza dei quella del 1 maggio.
Inoltre sono stati messi dei gazebo apposta per ridurre la piazza calpestabile.
Bastava dare i dati reali in tutta onestà , non vediamo il problema, sempre una buona manifestazione sarebbe stata.
Invece si deve sempre strafare e sparare fumogeni per i gonzi.
Già era sospetto il fatto che la Questura avesse solo in serata espresso la propria valutazione, segno evidente di pressioni e di contrattazioni in corso.
Alla fine ha detto quasi la verità : 150.000 presenti (in realtà erano meno).
Ma Cicchitto ha una crisi isterica, vede rompersi il giocattolo costruito e dice: “la cifra indicata dalla Questura è falsa, dando una cifra del genere la questura di Roma ha perso credibilità ” e quasi fa aleggiare una minaccia: “pur sapendo come siamo vicini alle forze dell’ordine, qualcosa (e non è la prima volta) nella questura di Roma non funziona”. Continua »
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Marzo 20th, 2010 Riccardo Fucile
IN PIAZZA MENO DI 150.000 PERSONE, LE TRUPPE CAMMELLATE SENZA MOTIVAZIONI NON RIEMPIONO I VUOTI POLITICI… UN PARTITO SERIO PENSEREBBE AL FUTURO E AL RINNOVAMENTO: QUA MENTRE IL TITANIC AFFONDA CONTINUANO A BALLARE.. INUTILE CERCARE NEMICI OVUNQUE, I PEGGIORI SONO I CORTIGIANI AI VERTICI
Lo sosteniamo da tempo, all’inizio da soli, ora la compagnia è divenuta un poco più
numerosa: il centrodestra, al governo del Paese da quasi due anni, sta deludendo il proprio elettorato.
Se non fosse per il controllo che ha sulle Tv, dove vengono fatti passare per successi anche fatti di ordinaria amministrazione o celati errori clamorosi, il “redde rationem” sarebbe arrivato da tempo.
Non è servito il campanello di allarme delle scorse elezioni europee, dove il Pdl calò dal 37,2% al 35,2%. Di fronte alle critiche, il vasto mondo dei miracolati di corte, invece di fare autocritica, ha reagito con maggiore arroganza e presunzione.
Abituati ai consigli di amministrazione dove contestare le scelte del presidente della società può costare il licenziamento, i vertici del Pdl hanno preferito le laute prebende dei vassalli, rispetto al coraggio delle proprie idee, ammesso che qualcuno ne sia portatore.
Ieri è andato in scena, proprio alla vigilia delle regionali, il corteo-manifestazione che avrebbe dovuto costituire il colpo d’ala del Pdl, la reazione di piazza a tutte “le nefandezze” degli avversari (ormai tutto il mondo).
Già il giorno prima Berlusconi aveva dato l’ordine: “diremo che in piazza c’era un milione di persone”.
Ma la verità si sapeva già negli ambienti di destra: le cose andavano male.
Soltanto i coordinamenti di quattro regioni avevano raggiunto l’obiettivo di pulmann richiesti dal partito: Campania, Sicilia, Puglia e Toscana.
Solo se tutte le regioni avessero tagliato il traguardo prefissato, si sarebbe arrivati ai 3.000 pulmann annunciati, pari a circa 150.000 manifestanti.
Ma in quasi tutte, nonostante il viaggio gratuito, la precettazione incontrava enormi difficoltà , di fronte a gente demotivata e delusa.
Un esempio certo: dalla nostra Liguria sono partite solo 1.500 persone con 30 pulmann.
Un altro ancor più triste esempio: la squallida lettera che Verdini ha inviato ai dirigenti abruzzesi del Pdl, in cui si lamenta perchè sono ancora lontani dall’obiettivo fissato di 50 pulmann. “Gli abbiamo dato le case, che ora i terremotati vengano a Roma per ringraziarci”.
Non a caso erano stati adottati degli accorgimenti per “ridurre” lo spazio di Piazza San Giovanni, con transennamenti e gazebo, per evitare il pericolo di troppi spazi vuoti.
Alla fine la compiacente Questura ha, con molto ritardo, quantificato in 150.000 le presenze in piazza, smentendo il milione annunciato da Verdini.
In realtà erano anche meno: la piazza era stata ridotta e non era piena.
Dato che misura 39.100 mq, concedendo 4 persone ogni metro quadro (cosa ritenuta impossibile peraltro), se tutti fossero stipati da soffocamento, al massimo si arriverebbe a 150.000 presenze.
Chi ha superato in passato tale numero è perchè ha riempito tutte le strade collegate laterali, cosa che ieri assolutamente non è accaduto.
Ma non ci interessano in questo contesto le bugie sui numeri. E non facciamo neanche paragoni con il milione di persone radunate per protestare contro Prodi. Continua »
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Marzo 18th, 2010 Riccardo Fucile
LA PROTEZIONE CIVILE VOLEVA PREMIARLI PER GLI INTERVENTI ALL’AQUILA, PURCHE’ SI PAGASSERO LA MEDAGLIA: 130 EURO A TESTA…I TERREMOTATI INDIGNATI FANNO UNA COLLETTA E SI OFFRONO DI DONARLE LORO (COSTO 18 EURO)…. I VIGILI: “SIAMO ONORATI, MA I SOLDI RACCOLTI DESTINATELI AD AIUTARE LA POPOLAZIONE”
Tutti li abbiamo visti scavare a mani nude tra le macerie, per cercare di salvare i vivi e
recuperare i morti: all’Aquila e dintorni hanno fatto 26.000 sopralluoghi e un totale di 203.352 interventi.
Li hanno chiamati “gli angeli del terremoto” per la loro opera instancabile: parliamo dei Vigili del Fuoco che sono intervenuti in Abruzzo fin dalle prime ore del terremoto per cercare di prestare aiuto alla popolazione.
Come avevamo già scritto, a distanza di un anno, il governo, attraverso la Protezione civile, ha pensato bene di premiarli con una medaglia di benemerenza, ma ad una condizione: che se la pagassero.
Esattamente 130 euro per il kit intero, preparato e venduto da una società collegata alla Protezione civile.
Da qui la denuncia del sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco, il Conaco: “Molti hanno ricevuto una lettera della protezione civile con le indicazioni per ritirare il kit “insegne e benemerenze”, seguendo le quali e rivolgendosi alla System Data Center Spa, si sarebbero potute acquistare le onoreficenze pagando 130 euro”.
I Vigili sono inferociti: “O lo Stato ritiene che ce le meritiamo, e quindi non ce le fa pagare, oppure non ci dia nulla, se le tenga”.
La notizia delle medaglie a pagamento a 130 euro ha creato indignazione tra gli aquilani che si sono così offerti di pagare di tasca propria le onoreficenze. “Saremo noi aquilani a dare le medaglie ai nostri angeli, ognuna costa 18 euro e abbiamo già attivato un punto di raccolta fondi per realizzare quante più medaglie possibile”. Continua »
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