Marzo 2nd, 2010 Riccardo Fucile
SCONFITTA LA LINEA DEL “CODICE ETICO” PROMOSSA DA BOCCHINO E DALLA CARFAGNA: ENTRA QUALCHE AMICO DI COSENTINO… DENTRO GAMBINO, CONDANNATO PER PECULATO E ZARA, PER CORRUZIONE… NELLE LISTE DI SOSTEGNO A CALDORO SPICCA CONTE, ACCUSATO DI CAMORRA
Addio codice etico e candidati con la fedina penale immacolata, tra le file del centrodestra: nell’ultima notte in cui si decidevano le liste, Nicola Cosentino, coordinatore regionale campano del Pdl, è riuscito a imporre le sue scelte, vincendo il braccio di ferro con Italo Bocchino e Mara Carfagna.
Il ministro e il capogruppo alla Camera da tempo si erano battuti per la limpidezza dei candidati, ma non sono riusciti a evitare qualche sconfitta.
E’ in lista Alberico Gambino, sindaco più votato d’Italia (a Pagani, in provincia di Salerno), sospeso dal prefetto lo scorso anno per una condanna a un anno e mezzo per peculato, fortemente appoggiato anche dal presidente della Commissione Difesa di Montecitorio, nonchè presidente della provincia di Salerno, Edmondo Cirielli.
Proprio venerdi era atteso il verdetto dei giudici d’Appello: se fosse stato assolto non ci sarebbero stati problemi, così erano gli accordi.
Il verdetto dei giudici ha però confermato la condanna di primo grado e dunque sarebbe stato fuorigioco.
A questo punto qualcuno ha sbarrato la strada al consigliere regionale uscente Pietro Diodato, voluto dalla Carfagna, nonostante la sede regionale del partito fosse stata occupata dai suoi sostenitori per tutto il giorno. Continua »
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Febbraio 26th, 2010 Riccardo Fucile
E’ CAMPANA, MA SENZA LISTINO NON SI PRESENTA: LE HANNO PROPOSTO IL LAZIO, ALLA FINE HA RINUNCIATO : “MI HA CONVINTA BERLUSCONI: MA SE NELLA MIA TERRA CI FOSSE STATO IL LISTINO BLOCCATO AVREI ACCETTATO SUBITO… CHE GRANDE ESEMPIO DI MILITANZA SI FA STRADA NEL PDL
O elezioni sicura o nulla: questa la filosofia che si sta facendo strada nel Pdl e forse è anche una delle ragioni per cui si assiste a un declino del partito. Che poi tali richieste vengano avanzate proprio dalle nuove generazioni, la dice lunga sul percorso etico-politico con cui ci si dovrà confrontare nei prossimi anni.
Nella fattispecie il riferimento è per Francesca Pascale, 25 anni, tra le fondatrici del comitato “Silvio ci manchi”, avviata alla politica da Antonio Martusciello, ex coordinatore di Forza Italia a Napoli, eletta con 7.000 preferenze al consiglio provinciale e ora aspirante consigliera regionale.
Nel suo curriculum una sola nota di rilievo: era valletta nel programma trash Telecafone, in onda su canali locali campani.
Per chi volesse approndire l’analisi delle qualità artistiche della Pascale sono a disposizione su Youtube spezzoni degli spettacolini in cui si prodigava, ma lo sconsigliamo ai deboli di stomaco.
In ogni caso la Pascale ha avuto una carriera sicuramente più fortunata in politica, è stata invitata a suo tempo in Sardegna per “corsi politici”, ha una delega ai grandi eventi a Napoli, è collaboratrice di un ministro, è stata a un passo da essere inserita nelle liste per il parlamento europeo lo scorso anno. Poi le dichiarazioni di Veronica Lario sul “ciarpame senza pudore” bloccarono diverse candidature e non se ne fece nulla.
Ora la Pascale era inizialmente candidata potenziale in Campania, in un secondo momento si parlava di lei come sicura presenza nel listino bloccato della Polverini nel Lazio.
Fino alle dichiarazioni di ieri della Pascale: “Io nel listino del Lazio? Me lo avevano proposto sia il sottosegretario Giro, per il quale lavoro ai Beni culturali, sia Bondi che Cicchitto, dopo che avevo rifiutato la candidatura in Campania, dove il listino non è previsto”. Continua »
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Febbraio 25th, 2010 Riccardo Fucile
PIU’ CHE DI PALADINI, IL PDL AVREBBE BISOGNO DI IDEE , NON DI SERVI DI CORTE…SE SI CONTINUA A SPARARE CONTRO LE INTERCETTAZIONI, A NON FARE PULIZIA NELLE LISTE E A INVENTARSI “INVASIONI DI STRANIERI” ALLE PORTE, NON CI SARA’ UN “PREDELLINO 2”, MA SOLO LA DISCESA DAL TRONO SANCITA DEGLI ELETTORI
Toni, slogan, interlocutori, luoghi comuni, accuse, chiamate alle armi: ieri il Pdl è riuscito a dare il peggio di sè, in occasione della conferenza stampa del premier, accompagnato da Michela Brambilla.
Intanto ha fornito l’immagine di un partito boccheggiante che deve aggrapparsi a slogan vetusti che, come tali, possono farti vincere una competizione elettorale “una tantum”, ma poi diventano come i racconti ai nipoti di qualche nonno arteriosclerotico che ripete sempre le stesse cose tra gli sbuffi del ragazzino.
“Siamo tutti intercettati da uno stato di polizia, non emergono reati, solo fango” ha sostenuto il premier.
A parte che uno “stato di polizia” prevede di solito come mandanti almeno il Primo ministro e quello degli Interni, si dà il caso che uno sia proprio colui che ha sostenuto tale tesi e che quindi guidi lui il governo.
Prevede altresì un monopolio completo dell’infomazione, ma anche qui emerge che il governo controlla almeno 5 dei 6 principali telegiornali pubblici e privati.
Frase quindi controproducente agli occhi dell’opinione pubblica.
Quanto alle intercettazioni, non solo permettono ai magistrati di approfondire indagini che altrimenti si arenerebbero, ma consentono ai cittadini di conoscere fatti di cui sarebbero certamente tenuti all’oscuro dai “poteri forti”. Se ci sono eccessi vanno eliminati, certo, ma è altra cosa dal sostenere che da esse “non emergono reati, ma solo fango”.
Si mai vista una “destra” seria che non tuteli la legalità , la giustizia e il rispetto delle istituzioni?
Ma veniamo alle parole che Berlusconi ha dedicato all’organizzazione interna, lanciando i “promotori della libertà ” e affidandoli alla Brambilla, l’esperta dei Circoli della Libertà .
In cosa consisterebbero?
Quello di permettere “agli iscritti del Pdl di avere un ruolo attivo nel partito: sostenere il governo, organizzare incontri per diffondere le idee del Pdl, sostenere le campagne elettorali, promuovere il tesseramento, organizzare banchetti e gazebo”. Continua »
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Febbraio 19th, 2010 Riccardo Fucile
AL TEST-GIOVANARDI SI SONO SOTTOPOSTI SOLO IN 232, UNO E’ STATO TROVATO POSITIVO… GLI ALTRI 3/4 DEI PARLAMENTARI HANNO RIFIUTATO IL TEST, QUALCUNO HA PAURA ?…..MA I MINISTRI HANNO ESEGUITO IL CONTROLLO O HANNO FATTO VALERE IL LEGITTIMO IMPEDIMENTO?
Un parlamentare è risultato positivo alla cocaina nel test antidroga promosso dal sottosegretario Carlo Giovanardi.
Ovviamente non si conosce il suo nome e ciò in ogni caso avrebbe una importanza relativa, visto che al test si sono volontariamente sottoposti solo 232 parlamentari su 945 (630 sono i deputati e 315 i senatori).
Giovanardi ha fornito i dati sui test eseguiti: la positività alla cocaina è emersa dall’esame del capello con due campioni ripetuti in due diversi laboratori.
Gli accertamenti, come segnala il dipartimento per le politiche antidroga diretto dal sottosegretario, sono stati effettuati in laboratori di alto livello su reperti prelevati, urina e capelli, dai 232 parlamentari che hanno partecipato volontariamente al test antidroga svolto dal 9 al 13 novembre.
Da segnalare che dei 232 parlamentari, 147 hanno dato il proprio consenso a rendere noti i risultati e il proprio nome, mentre 29 non l’hanno dato.
Inoltre 176 hanno anche ritirato il referto, mentre 56 non l’hanno ritirato. Come ricorderete, dopo un servizio delle Iene in cui emergeva una percentuale di consumatori in parlamento tutt’altro che rassicurante, Carlo Giovanardi aveva lanciato la proposta affinchè tutti i deputati e i senatori si sottoponessero a un qualificato esame per smentire le voci popolari di una classe politica dedita a sniffare appena possibile, con percentuali intorno al 20%. Continua »
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Febbraio 18th, 2010 Riccardo Fucile
ALL’INCONTRO CON LE CANDIDATE DEL PDL, IL PREMIER SI RACCOMANDA DI PARLARE DEI GUASTI DELLA SINISTRA PIU’ CHE DI “VALORI” E DI RACCONTARE QUALCHE BARZELLETTA… MA SENZA IDEE SI SCRIVONO SOLO MATTINALI DI CRONACA, NON PAGINE DI STORIA
Siamo tra coloro, ovvero la maggioranza degli italiani, che se dai testi certi di
varie intercettazioni, vediamo emergere scandali che coinvolgono uomini di potere e funzionari dello Stato, reclamiamo una rapida giustizia e un accertamento dei fatti.
Nell’interesse degli inquisiti e del popolo italiano che ha diritto a conoscere la verità .
Non siamo tra quelli cui la prima cosa che viene in mente è definire “vergognosi” i magistrati e i carabinieri che hanno registrato le conversazioni e agito di conseguenza, facendo solo il proprio dovere a tutela dello Stato.
E non siamo collocati neanche tra i politici di governo, premier in prima fila, che, a fronte dei fatti di cui sopra, invocano ora l’approvazione urgente della legge che impedisce le intercettazioni telefoniche.
Uno strano concetto di libertà quello di un “popolo della libertà ” che preferirebbe non far conoscere ai cittadini i dialoghi tra inquisiti e vietarne l’uso per non appurare la verità .
Giusto nei regimi militari il popolo non deve sapere, la democrazia moderna è altra cosa.
A parte i casi di evidenti abusi, perchè impedire le intercettazioni come strumento di prova?
Quanti reati rimarrebbero impuniti, quanti criminali non sarebbero più assicurati alla giustizia, quanto malaffare politico e della pubblica amministrazione resterebbero come polvere nascosta sotto il tappeto?
E’ questo il compito delle forze politiche di centrdestra quando sono delegate a governare il Paese in nome e per conto del popolo italiano?
Abbiamo forse votato per tanti “aspiranti folletto”, intenti a risucchiare e a far sparire dialoghi compromettenti o per severi aspiratori industriali capaci di eliminare il marcio esistente nella società politica e civile del nostro Paese, eliminando corrotti e concussi?
Assistiamo ormai troppo spesso ad affermazioni del premier che lasciano basiti non solo noi che abbiamo il coraggio di scriverlo, ma anche tanti “adulatori striscianti di corte” che non hanno interesse a manifestarsi, ma solo a rilasciare confidenze nei corridoi.
In occasione della presentazione delle candidate donne alla presidenza delle regioni, Berlusconi ha loro consigliato di non perdersi a parlare, negli incontri con gli elettori, di “valori”: meglio parlare dei buchi nella Sanità lasciati dalla sinistra e raccontare qualche barzelletta che fa conquistare simpatie e consensi. Continua »
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Febbraio 2nd, 2010 Riccardo Fucile
RENATA DIFENDE GLI IMMIGRATI, PROPONE NORME A TUTELA DEI DIRITTI DELLE COPPIE NON SPOSATE, PARLA DI EDILIZIA POPOLARE: NEL PDL E’ PSICODRAMMA…”SI ATTENGA AL PROGRAMMA” DICONO GLI EX SOCIALI ALEMANNO E STORACE… “NEI MANIFESTI NON HA MESSO IL SIMBOLO DEL PDL E NEMMENO IL NOME DI BERLUSCONI”: MEGLIO, FORSE COSI’ PRENDE QUALCHE VOTO IN PIU’
Sinistra spiazzata, centrodestra in pieno psicodramma: “meno male che Renata c’è”, verrebbe da cantare, mutuando i salmodianti cori forzaitalioti.
E’ bastato che la candidata del Pdl alla presidenza della Regione Lazio parlasse di “edilizia popolare e riforma della sanità al fine di dare una casa decente e un servizio ospedaliero adeguato al popolo laziale” e già i notabili del partito hanno avuto una crisetta, pressati dalle telefonate di qualche loro amico costruttore e di qualche proprietario di cliniche private.
Quando poi ha contestato giustamente (dati alla mano) l’improvvida frase del premier “meno immigrati=meno criminalità “, sostenendo che “immigrazione non è assolutamente sinonimo di violenza”, la Polverini ha suscitato i latrati dei leghisti della padagna del magna magna e dei suonatori di corte di Palazzo Grazioli.
Ora è uscita con un concetto semplice sulle coppie di fatto, ovvero quelle che convivono senza essere unite in matrimonio.
Ecco il testo: ” Al centro della mia politica c’è e ci sarà sempre la famiglia, istituzione cardine della nostra società .
Sono nettamente contraria a qualsiasi forma di unione che possa apparire come un’altra forma di matrimonio o come un surrogato della famiglia tradizionale. Ma credo che chi compie scelte differenti debba poter trovare delle forme di tutela per diritti fondamentali, che sono del resto previste dalla Costituzione e dal codice civile.
Non si tratta di una scelta ideologica, ma di una semplice questione di buon senso. Chi sceglie di non contrarre matrimonio, religioso o civile che sia, oggi è costretto a seguire strade tortuose per veder concretizzati diritti e doveri reciproci”.
Se questi concetti, che valgono in tutti i Paesi civili, di dare norme che regolino anche le unioni di fatto, ha scatenato le fobie di qualcuno nel centrodestra, sono problemi loro.
Fa specie che tra i primi a lagnarsi sia stata una delle ex coppie di fatto più note della Capitale, ovvero il sindaco Gianni Alemanno e l’ex presidente della Regione, Francesco Storace. Continua »
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Gennaio 28th, 2010 Riccardo Fucile
“BASTA SPECULAZIONI DEI COLOSSI DEL CREDITO, NON E’ VERO CHE IL MERCATO HA SEMPRE RAGIONE, E’ FALLITA UN’IDEA DEL MONDO”… “VI SONO REMUNERAZIONI CHE NON HANNO ALCUN LEGAME CON IL MERITO”….”IL BANCHIERE DEVE FINANZIARE L’ECONOMIA REALE, NON LE SPECULAZIONI”…AL WEF IN CORSO A DAVOS, SARKO ATTACCA LE BANCHE E SI SCHIERA CON OBAMA
In Italia probabilmente certe affermazioni non le sentiremo mai da un nostro presidente del
consiglio, magari qualche concetto di questo tipo un nostro ministro dell’economia lo scriverebbe in un libro, salvo poi contraddirsi nei fatti, finanziando le banche.
Siamo notoriamente un “Paese di prudenti”, che agisce sottotraccia, senza mai esporsi troppo.
Sarà anche per questo che, sia che vinca la sinistra che la destra, il popolo italiano poi di cose di sinistra o di destra ne vede e ne sente ben poche.
Per ascoltare qualcosa “di destra”, trasferiamoci allora a Davos dove, aprendo i lavori del World Economic Forum, il presidente francese Nicolas Sarkozy ha sparato a zero contro le speculazioni dei colossi del credito, appoggiando la linea di Obama.
Di fronte al Ghota della finanza mondiale, Sarko non ha avuto peli sulla lingua, arrivando anche ad accusare la Cina di manipolazione valutaria e di concorenza sleale.
Il presidente francese ha esordito dicendo: “senza l’intervento degli Stati sarebbe crollato tutto, un’intera visione del mondo è fallita: dal momento in cui passò l’idea che il mercato ha sempre ragione, la globalizzazione è impazzita. Le statistiche che hanno guidato le nostre decisioni sono distorte, il Pil cresceva, ma aumentava il disagio sociale”.
Ed ecco l’affondo contro i banchieri: “I comportamenti indecenti non saranno più accettati, vi sono remunerazioni che non saranno più tollerate perchè non hanno alcun legame con il merito” . Continua »
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Gennaio 15th, 2010 Riccardo Fucile
UN GIORNO DI ASTENSIONE DAL LAVORO PER FAR CAPIRE CHE ANCHE LORO SONO ESSERI UMANI, CON DOVERI, MA ANCHE DIRITTI…. OLTRE 4 MILIONI DI IMMIGRATI REGOLARI CHE FINANZIANO LO STATO ITALIANO, PAGANDO LE TASSE E SVOLGENDO I LAVORI PIU’ UMILI…. LA DESTRA SI SVEGLI E ADERISCA ALL’INIZIATIVA: LA DESTRA E’ SOLIDARIETA’ E CIVILTA’, NON BECERUME DA OSTERIA
Fate un piccolo sforzo di immaginazione: provate a visualizzare nella vostra mente una
giornata senza badanti, senza inservienti nelle case di riposo, infermiere negli ospedali, camerieri nelle pizzerie, operai nelle fabbriche, muratori nelle case, ponteggiatori sulle pareti degli immobili da ristrutturare, medici e collaboratrici domestiche, magari calciatori e attrici.
Una giornata dove milioni di persone non consumano, non fanno acquisti, non comprano il biglietto del bus perchè non vi salgono nemmeno, non telefonano al loro Paese, non spediscono denaro.
Ora avete ben chiaro cosa potrebbe significare lo sciopero degli stranieri in Italia, indetto per il 1 marzo, sulla scia di una analoga iniziativa che paralizzerà la Francia.
Braccia incrociate per 4,5 milioni di lavoratori stranieri regolari in Italia e per tutti gli italiani che vorranno solidarizzare con loro.
Una miriade di iniziative locali, sparse in tutta la penisola, per affermare il “diritto ad esistere”, ad avere riconosciuta una dignità , ad essere trattati da essere umani.
Perchè stiamo parlando di soggetti che assolvono ai doveri della nostra comunità civile, ma a cui spesso vengono ancora negati diritti elementari.
Per uno straniero in Italia è tutto sempre più complicato, rispetto ad un italiano, anche un semplice certificato o il diritto alla salute, figuriamoci quello alla cittadinanza o a votare alle amministrative.
Per una esigua minoranza politica di beceri padani, l’immigrato è accettato solo dalle 8 alle 18, quando si spacca la schiena per far ricco il datore di lavoro, poi non deve esistere, deve scomparire e restare chiuso in casa, perchè la sua presenza è fastidiosa, come il colore della sua pelle.
A noi sinceramente dà più fastidio il lezzo che emana un razzista padano, con quel lurido fazzoletto verde impregnato di sudiciume che porta al collo nelle carnevalate pontidiane e con la sua filosofia del denaro da accumulare, il Mercedes da ostentare e la villetta abusiva al Sud da celare. Continua »
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Dicembre 24th, 2009 Riccardo Fucile
IL PREMIO ELETTORALE A VOTO E’ PASSATO DA 1 A 4 EURO….IN PIEMONTE I CONSIGLIERI REGIONALI ALL’UNANIMITA’ SI ASSEGNANO UNA SUPERLIQUIDAZIONE DI 100.000 EURO, RADDOPPIANDOLA, MENTRE IN ITALIA ABBIAMO 500.000 NUOVI DISOCCUPATI …. DOV’E’ FINITA LA DESTRA ANTICASTA, LA DESTRA DELLA LEGALITA’ E DELLA MORALIZZAZIONE?
Siamo alla vigilia di Natale, ma non ci sentiamo più buoni verso una classe politica deludente ed ipocrita.
Sappiamo di essere scomodi, viviamo in un clima di coprifuoco dove esercitare il diritto di critica è diventato quasi un reato di lesa maestà .
Vanno di moda, come sempre, sotto qualsiasi vessillo, i conformisti, i lecchini, gli stipendiati.
Coloro a cui è sufficiente che “non siano al governo gli altri”, poco importa quello che si fa, già non lo sapevano prima, figuriamoci ora.
Non ci piacciono i Tg taroccati, non ci piace la stampa di regime, di qualsiasi colore sia.
Siamo tra i pochi che ritengono che il cittadino abbia diritto di sentire su un fatto più di una versione, mai la sintesi del pensiero unico.
In fondo siamo una destra atipica, ma pIù ben radicata di quello che sembri. Oggi che tanti si spacciano per uomini di destra, appare in tutta evidenza che la destra è altro, che la vera destra è quella che sa andare oltre il contingente, la squalliduccia gestione del potere, la sistemazione di parenti, amici e portaborse.
Diciamolo: la percentuale di “militanti per l’idea” è ormai ridotta ai minimi termini in tutti i partiti.
Le federazioni e le sezioni ormai sono gestite quasi sempre da stipendiati: una volta aprire la porta di una sede era testimonianza di fiducia del vertice, di un senso di appartenenza a un mondo ideale, spesso un rischio che si affrontava a testa alta.
Oggi è divenuta la mera esecuzione di un rapporto di lavoro subordinato, con un orario flessibile.
Si riceve e si smista chi cerca favori, talvolta si fissano appuntamento per i notabili locali o nazionali, ci si da il tono di chi sta “lavorando per il partito” e poi a fine mese arriva il bonifico che giustifica il “militante presunto”.
E passa inosservata la notizia dell’aumento del premio elettorale dei parlamentari: prima il partito di riferimento incassava 1 euro a voto, ora ne prende 4, tanto per gradire.
Come quasi nessuno ha rimarcato che, in vista del rinnovo dei consigli regionali, la Regione Piemonte, anche qui all’unanimità , ha raddoppiato il premio di liquidazione dei consiglieri, portandolo addirittura a 100.000 euro. Un premio di consolazioni quando non si sarà più eletti.
Non è forse una contraddizione predicare che mancano risorse, che occorre fare sacrifici e poi quadruplicare i rimborsi elettorali ai partiti o raddoppiare le indennità di fine mandato?
Magari proprio in Piemonte dove vi sono 50.000 lavoratori in cassa integrazione e 20.000 in mobilità ?
Magari proprio in Italia dove i neo-disoccupati quest’anno hanno raggiunto le 500.000 unità ?
Dov’è finita la battaglia anticasta della destra, tanto sbandierata quando governava Prodi?
Non dovevano abolire le Province? Non dovevamo ridurre i costi della Casta? E siamo finiti a votare a favore per raddoppiare o quadruplicare i costi della politica? Continua »
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