Destra di Popolo.net

ORA BERLUSCONI SFIDUCIA TREMONTI: “PRIMA SI DIMETTE E MEGLIO E’ “

Settembre 23rd, 2011 Riccardo Fucile

GELIDA TELEFONATA TRA IL PREMIER E IL SUO MINISTRO…IL CAVALIERE: “VUOLE SPUTTANARMI, VA DICENDO IN GIRO CHE HO PEGGIORATO LA MANOVRA E CHE HO MINATO LA CREDIBILITA’ DELL’ITALIA”

Nel giorno in cui il Pdl e la Lega salvano dalla galera il suo ex braccio destro, è Silvio Berlusconi in persona a sfiduciare Giulio Tremonti.
Non un atto formale, non ancora almeno, ma un giudizio durissimo contro il ministro dell’Economia, accusato senza mezzi termini di aver tradito la causa comune.
“È andato in giro in Europa a dire che ero stato io a peggiorare la manovra”, si è sfogato il premier con i suoi ministri, “e, se non ci fosse questa bufera sui mercati, avrei già  fatto l’unica cosa da fare: chiedergli di andarsene”.
La rabbia esplode alle nove del mattino, prima che a Montecitorio inizi la seduta dedicata a salvare il soldato Milanese.
I ministri si trovano sul tavolo della sala verde di palazzo Chigi tante cartelline già  pronte con dentro la nota di Aggiornamento del Def, il documento che certifica le nuove stime al ribasso sulla crescita.
Ma Tremonti non c’è.
“È dovuto volare a Washington – annuncia Gianni Letta – per la riunione del Fondo monetario e del G20”.
La protesta dei ministri monta, non ci stanno a votare a scatola chiusa “il compitino che ci ha preparato quello”. Sono irritati anche perchè il piano per lo sviluppo, ancora una volta, sta prendendo corpo nelle stanze di via XX Settembre, all’insaputa di tutti.
Reclamano “collegialità “. Alzano la voce Galan e Brunetta, Romani e Carfagna.
Ma stavolta il più arrabbiato di tutti è proprio lui, Berlusconi: “Avete ragione, stavolta non ha scuse. Noi siamo qui a lavorare e lui nemmeno si degna di venire. A questo punto come fa a restare al suo posto? Se ne dovrebbe andare via dal governo anche per un’altra ragione: ho saputo che va a dire in giro, erga omnes, che lui c’ha messo tre anni a conquistare una credibilità  per questo governo e io in tre settimane ho sputtanato tutto”.
Il Cavaliere è un fiume in piena.
I ministri, anche i più critici con Tremonti, restano attoniti di fronte a quelle parole. capiscono che davvero sta per accadere qualcosa, che Tremonti ha le ore contate.
Quando poi, all’ora di pranzo, Montecitorio delibera per la salvezza di Milanese senza il voto del ministro dell’Economia, Berlusconi (in una riunione improvvisata nella sala del governo accanto all’aula) rincara la dose.
“Dal punto di vista umano, semplicemente u-ma-no, non essere venuto qui a votare per il suo amico, lasciando ad altri il compito di metterci la faccia, è una cosa indegna. Immorale”.
Ai presenti il Cavaliere racconta un episodio accaduto quella mattina. “Quando Letta mi ha riferito che Tremonti non sarebbe venuto in aula a votare, l’ho fatto subito chiamare a casa. Mi ha detto che aveva prenotato un volo della “United” per le undici. Allora gli ho risposto: ma scusa Giulio, perchè prendi un aereo di linea? Ti faccio preparare l’aereo di Stato, così vieni a votare e poi parti a mezzogiorno. Sapete cosa mi ha risposto? Mi ha mandato a quel paese!”.
In serata si diffondono da Washington voci di dimissioni di Tremonti, ma l’entourage del ministro dell’Economia smentisce seccamente.
E tuttavia il processo politico dentro al Pdl prosegue a Roma, a palazzo Grazioli, dove il premier convoca Alfano e lo stato maggiore del partito.
Ci si congratula per il voto su Milanese, anche se pesa quella pattuglia di franchi tiratori.
Ma è di nuovo il “problema” Tremonti a dominare.
Alla fine, con lo spread schizzato oltre quota 400 e la borsa a picco, tutti convengono che cacciare su due piedi il ministro è un’impresa molto rischiosa.
Intanto verrà  commissariato, spostando a palazzo Chigi, sotto la direzione del premier e di Gianni Letta, la “cabina di regia” che dovrà  mettere a punto le misure per rilanciare la crescita. Si accenna anche alle pensioni e torna in primo piano la questione dell’abolizione di quella d’anzianità , nonostante la contrarietà  della Lega.
Ma è l’enorme stock di debito pubblico la montagna da aggredire.
Così, per la prima volta, fa capolino una parola finora mai pronunciata, “patrimoniale”.
Quasi un’eresia tra le mura di palazzo Grazioli. Ma forse necessaria, anche perchè con gli attuali livelli di mercato, spiega uno dei partecipanti al vertice, “privatizzare le aziende di Stato oggi vorrebbe dire darle via in saldo”. Berlusconi è comunque determinato ad agire, anche Napolitano lo ha messo con le spalle al muro nel colloquio di due giorni fa sul Colle.
“Abbiamo tre mesi, da qui a dicembre, per smuovere tutto, per dare una scossa all’economia”. Si parla anche della legge elettorale, visto che il referendum incombe e se tornasse il Mattarellum per il Pdl sarebbe la fine.
Così viene dato mandato a Denis Verdini si buttare giù una proposta sul modello spagnolo, un proporzionale con indicazione del premier e circoscrizioni piccole.
Un sistema che dovrebbe andare bene anche all’Udc, almeno così sperano a via del Plebiscito. Verdini dovrà  poi mescolare questa proposta con quella già  elaborata dal ministro Calderoli, per farne uscire qualcosa di coerente.
Infine le intercettazioni.
Il Cavaliere si lamenta di essere in “uno Stato di polizia”, protesta perchè “queste cose vengono diffuse anche all’estero e alla fine non fanno solo un danno personale a me ma a tutto il paese. Un altro al posto mio sarebbe morto”.
Alla fine si decide di procedere in fretta con la legge-bavaglio alla Camera, anche sfrondandola se servirà  ad andare più veloci.

Francesco Bei
(da “La Repubblica“)

argomento: Berlusconi, Bossi, Costume, economia, PdL, Politica | Commenta »

PREMIER BOLLITO, MA BOSSI STA PEGGIO: IL CARROCCIO SI E’ VENDUTO IL NORD

Settembre 22nd, 2011 Riccardo Fucile

LA LEGA COSTRETTA A SALVARE MILANESE PER NON PERDERE LE POLTRONE DI ROMA LADRONA E PUNTELLARE IL GOVERNO… E IL PAVIDO MARONI SI ALLINEA

“Voteremo a favore della richiesta della Giunta per le Autorizzazioni e diremo no all’arresto senza se e senza ma”.
La dichiarazione più attesa della giornata arriva alle 20 e 45, per bocca del capogruppo della Lega alla Camera, Marco Reguzzoni, che così sintetizza la posizione del Carroccio sul voto su Marco Milanese dopo una riunione del gruppo durata solo un quarto d’ora.
Poche parole, ufficiali.
Che significano poche semplici cose: Umberto Bossi ancora una volta non ha intenzione di aggravare la posizione di Berlusconi (“Voto no per non far cadere il governo”) e Roberto Maroni a sua volta non se la sente di spaccare il partito, imponendo una linea diversa o insistendo per “la libertà  di coscienza”.
E infatti il ministro dell’Interno non parla: “Ha detto tutto Bossi”.
A questo punto, il salvataggio di Milanese sembra decisamente vicino.
Anche se poi, nel segreto dell’urna, chissà .
In perfetta linea con la confusione della sua maggioranza, il capogruppo Pdl Fabrizio Cicchitto in mattinata aveva chiesto di andare al voto con le palline, sistema che, secondo lui, avrebbe garantito la segretezza, più di quello elettronico (quando si è votato per Alfonso Papa i deputati che volevano ostentare il loro sì hanno usato solo l’indice).
Cosa che non si può fare per regolamento a meno che non ci sia il malfunzionamento del sistema elettronico.
Che poi la segretezza giovi all’esito sperato dalla maggioranza di cui Cicchitto è esponente, è tutto da dimostrare.
Anche perchè i voti di scarto sono 10-12 e i franchi tiratori sono previsti un po’ da tutte le parti.
E molti dicono che l’ex consigliere di Tremonti ha fatto piaceri a tutti. “Oggi qua non parla nessuno. Difficile capire pure cosa pensino i colleghi”.
Alle 4 del pomeriggio a fotografare l’atmosfera di una vigilia strana, tesissima, in cui si rincorrono le voci non solo su quello che succederà  oggi in Aula, ma anche su quale significato politico assumerà  il voto, è Maria Teresa Armosino, deputata e presidente della Provincia di Asti, che dal 2001 al 2006 è stata Sottosegretario del ministero dell’Economia.
Dunque con Tremonti. Ma è una giornata in cui si moltiplicano le implicazioni, i testi, i sotto-testi, le chiacchiere.
C’è il Pdl che ufficialmente dirà  di no, anche se molti – approfittando della segretezza – sono tentati di votare per l’arresto. E per le scarse simpatie che gode lo stesso Milanese nel partito, e per dare un segnale politico che così non si può continuare. Nessuno ha il coraggio di dirlo in chiaro.
Emblematica la reazione di Santo Versace, che smentisce a brutto muso dichiarazioni fatte il giorno prima al Fatto quotidiano, in un luogo pubblico (la buvette) e riportare in maniera assolutamente fedele (difficile inventare frasi così precise): “Querelo il Fatto Quotidiano per avermi attribuito parole e significati che non mi appartengono. Chiederò un risarcimento da devolvere interamente in beneficienza. Quanto a Milanese avevo deciso, prima della pubblicazione dell’articolo di votare contro il suo arresto”.
Di più: “Alla luce di quanto accaduto ho deciso di fare un invito personale ai deputati della maggioranza perchè votino compattamente contro la richiesta di arresto”.
Viene da chiedersi quanto debbano essere state fatte pesare le dichiarazioni in questione (tra le altre: Su Milanese? Forse neanche ci vengo a votare”).
In una giornata di nervi a fior di pelle arriva a inizio pomeriggio la notizia che Berlusconi andrà  da Napolitano.
A fine giornata si chiarisce che i due hanno parlato soprattutto di economia e che Berlusconi ha ribadito di avere tutte le intenzioni di restare.
Prima dell’incontro al Colle, comunque Milanese si autosospende dal gruppo. Intanto, i deputati fanno avanti e indietro dall’Aula.
A un certo punto esce Maroni, accompagnato da Cota. Va alla buvette. I due parlano prima un po’ con Walter Veltroni. Poi, più a lungo con Pier Luigi Bersani, che dopo rimane in colloquio solitario con il ministro dell’Interno.
Vista da lontano, la scena sembra quella di uno (il segretario Pd) che cerca di convincere l’altro a far qualcosa (evidentemente a portare i suoi sul sì all’arresto), e l’altro che si giustifica.
In serata arriva pure una dichiarazione decisamente algida di Tremonti: “Ho sempre avuto e ho fiducia nella giustizia. Penso che l’accusa e la difesa, i fatti, il diritto e infine il giudizio possano e debbano essere separati dalla politica”.
Mentre lui a lasciare neanche ci pensa, intanto lo molla l’esperto americano di sicurezza Luttwak: “Berlusconi è bollito, già  da tempo, e difeso solo da servitori, come Alfano.”

Wanda Marra
(da “Il Fatto Quotidiano“, vignetta da diksa53a)

argomento: Berlusconi, Bossi, Costume, denuncia, economia, emergenza, governo, LegaNord, Parlamento, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »

SERVIVANO A LAMPEDUSA, MA BERLUSCONI E LAVITOLA HANNO REGALATO SEI NAVI A PANAMA DEL COSTO DI 35 MILIONI DI EURO

Settembre 22nd, 2011 Riccardo Fucile

LA GUARDIA COSTIERA ITALIANA, IN PIENA EMERGENZA LAMPEDUSA, HA MANDATO SEI NAVI A PANAMA…UN OPTIONAL DEL CONTRATTO DI FINMECCANICA PER IL QUALE IL FACCENDIERE E’ STATO LAUTAMENTE RICOMPENSATO

Eccolo il regalo di Valter Lavitola al governo panamense, pagato dai contribuenti italiani: un’intera flotta.
Che viene sottratta alla Capitaneria di porto e girata ai marinai della Repubblica centroamericana.
Sì, la nostra Guardia costiera rinuncia a sei navi, preziose soprattutto per affrontare l’emergenza immigrazione, che stanno salpando verso l’Atlantico.
Un bellissimo omaggio per il quale il presidente panamense Ricardo Martinelli ha pubblicamente ringraziato il suo amico Lavitola, che oggi si gode la latitanza proprio da quelle parti: «E’ stato molto utile per ottenere la donazione da parte dell’Italia».
La lista dei doni di Valterino e Papi comprende due pattugliatori d’altura e quattro motovedette. Difficile calcolare il valore del cadeaux: una stima potrebbe essere di 30/35 milioni.
I due pattugliatori oggi vengono venduti nuovi a un prezzo compreso tra i 17 e i 20 milioni di euro ma anche sul mercato dell’usato hanno quotazioni di rilievo, non inferiori ai dieci milioni.
I mezzi classe Diciotti sono vere navi, lunghe 52 metri, con motori Isotta Fraschini corrono fino a 32 nodi l’ora e dispongono di un sistema di avvistamento radar.
L’armamento è limitato a una mitragliera ma può essere aumentato: quelli comprati dall’Iraq montano cannoni Oto Melara.
Sono tra i migliori prodotti di Fincantieri: la Capitaneria li ha schierati nel 2002 e li impiega senza sosta soprattutto nel Canale di Sicilia per intercettare e soccorrere i barconi dei disperati in fuga dal Maghreb.
In tutto ne aveva sei, inclusa un’unità  più vecchia: adesso ne resteranno solo quattro.
Le motovedette invece vengono dai cantieri Intermarine di Sarzana. Lunghe 25 metri, sono state progettate per navigare in ogni condizione meteo e hanno dimostrato le loro capacità  nautiche negli interventi a Lampedusa, dove riescono ad affiancare i gommoni dei migranti senza capovolgerli e farli naufragare.
La Capitaneria ne ha comprate 28, ma quattro ora isseranno bandiera panamense.
La flotta in omaggio è una sorta di optional gratuito inserito nel contratto firmato da Finmeccanica a Panama, che prevede forniture per 160 milioni.
Un accordo voluto dal premier Silvio Berlusconi e dal presidente Martinelli.
Il colosso pubblico ha piazzato una rete di sorveglianza elettronica delle coste panamensi, che verrà  realizzata dalla Selex, e una squadriglia di elicotteri Agusta, più la mappatura satellitare del paese a cura di Telespazio.
E su questo contratto – stando alle intercettazioni della procura di Napoli – Valterino Lavitola è stato riccamente ricompensato per la sua opera di mediatore.
Quanto? Non è stato reso noto, ma nel settore le provvigioni oscillano tra l’1 e il 5 per cento: ossia tra 1,6 milioni e 8 milioni di euro.
In pratica, ci guadagnano Finmeccanica e Valterino mentre i cittadini italiani subiscono un doppio danno.
Si accollano la spesa per la flotta cadeaux e rinunciano a una parte significativa della nostra Guardia Costiera, proprio nel momento in cui la situazione nell’Africa settentrionale sembra indicare la partenza di una nuova ondata di immigrati diretti verso la Sicilia.
Ci siamo lamentati in tutte le sedi europee, invocando il sostegno delle altre marine, e poi noi regaliamo i mezzi migliori per affrontare i barconi dei migranti?
Un paradosso, pagato a caro prezzo.
L’accordo panamense venne firmato dai due capi di governo e da Pierfrancesco Guarguaglini nel giugno 2010.
In cambio dello shopping di prodotti Finmeccanica l’Italia si è impegnata a sostenere le istituzioni nella lotta al narcotraffico nel Golfo del Messico fornendo una guardia costiera “chiavi in mano”. Ma il trattato è diventato operativo solo a inizio agosto di quest’anno, grazie a un cavillo inserito nel decreto per il finanziamento delle missioni militari all’estero.
Tra i fondi per i soldati in Afghanistan e per la missione aerea sulla Libia, si è infilata anche la flotta di Valterino: solo poche righe per annunciare la cessione delle sei navi.
Nessuno ha comunicato se e quando verranno sostituite.
Anche perchè solo due settimane dopo la ratifica del mini-patto atlantico persino Silvio Berlusconi ha dovuto prendere atto della crisi e varare una manovra che falcia la spesa pubblica.

Gianluca Di Feo
(da “L’Espresso“)

argomento: Berlusconi, denuncia, economia, governo, Politica, sprechi | 1 Commento »

GLI SPRECHI DI STATO: IL MINISTERO DI ROMANI PAGA 2,6 MILIONI DI AFFITTO PER LA SEDE ROMANA QUANDO AVREBBE UNA SEDE DI PROPRIETA’ A POCA DISTANZA

Settembre 22nd, 2011 Riccardo Fucile

SI CONTINUA A PAGARE LA LOCAZIONE   DI UN PALAZZO FATISCENTE ALLE ASSICURAZIONI GENERALI QUANDO ALMENO DUE PIANI DELLA NUOVA SEDE SONO PRONTI DA TEMPO…IL MOTIVO? QUALCUNO SI DIMENTICA DA TRE ANNI DI METTERE A BILANCIO LE SPESE DI TRASLOCO

Il ministero dello Sviluppo economico paga un canone di 2 milioni e 600 mila euro l’anno per la sede romana di via del Giorgione.
Eppure dal 2008 l’ex ministro Scajola aveva annunciato il trasferimento nella nuova sede demaniale.
Due milioni e seicento mila euro l’anno di affitto, tutti a carico dei contribuenti.
Per un prezzo del genere ci si aspetterebbe almeno un po’ di decoro. Macchè. L’edificio del ministero dello Sviluppo economico di via Giorgione 2/b a Roma, costa caro e cade anche a pezzi.
L’elenco dei disservizi è lungo: ascensori che non funzionano, grovigli di fili elettrici senza canaline di copertura, rubinetti che perdono, porte tagliafuoco difettose o ostruite da mobili e pc fuori uso.
Così mentre i contribuenti pagano, già  sono stati spesi circa 8 milioni di euro, il governo sembra essersi scordato che esiste da tempo una soluzione alternativa allo spendi e spandi.
Una soluzione meno onerosa, nuova nuova e completamente gratuita. E, per di più, a poche centinaia di metri dalla sede attuale.
In teoria, la dismissione del palazzo di via Giorgione doveva avvenire nel 2008.
“Il personale doveva essere trasferito tutto nella vicinissima sede demaniale di viale America, all’Eur. E, invece, tre anni, una manovra lacrime e sangue e tanti tagli annunciati dopo, lo Stato ha continuato e continua a versare annualmente il canone alle Assicurazioni Generali, proprietari dell’edificio”.
La denuncia arriva da Marco Marzocchi, responsabile Uil del ministero dello Sviluppo economico (Mise) che, oltre a polemizzare sull’atteso (ma mai completato) piano di risparmi enfatizzato “come un grande successo” dall’ex ministro Claudio Scajola, ha presentato un esposto alla Asl “perchè la sede del ministero è indecorosa”.
Il contratto di affitto stipulato tra Mise e Generali è scaduto tre anni fa. Ma i contribuenti continuano a pagare il canone.
“Gli oltre 40mila dipendenti — spiega Marzocchi — sarebbero dovuti passare tutti nell’altra sede, nell’immobile di Stato. Due piani sono già  stati ristrutturati e sono pronti ad accoglierci. Invece paghiamo ancora per via del Giorgione”.
Come mai?
“Il governo si è scordato di includere nel piano di risparmi i soldi del trasloco: ci mancano tra i 300/400mila euro per spostare i nostri archivi da un palazzo all’altro”. Sembra una barzelletta, ma tant’è.
E il ministro Paolo Romani? Che dice?
“Il ministro — continua Marzocchi — più di una volta ha promesso a noi del sindacato che avrebbe preso in mano la situazione, ma oggi siamo ancora qui e chissà  fino a quando”.

Giulia Cerino
(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: Costume, denuncia, economia, governo, Politica, sprechi | Commenta »

LA RUSSA CONTESTATO DAI POLIZIOTTI AL GRIDO DI “VERGOGNA, PARASSITI”

Settembre 21st, 2011 Riccardo Fucile

LA PROTESTA ERA ORGANIZZATA DAVANTI ALLA CAMERA CONTRO LA MANOVRA PER DENUNCIARE “LA MANCATA ATTENZIONE DEL GOVERNO VERSO LE FORZE DELL’ORDINE E LA SICUREZZA DEI CITTADINI”

“Vergogna, vergogna!”. “Parassiti, parassiti!”.
A dare vita alla contestazione, davanti a Montecitorio, non ci sono i lavoratori dei Cobas, precari o studenti ma poliziotti iscritti a diverse organizzazioni sindacali.
Quando è arrivato il ministro della difesa Ignazio La Russa davanti all’ingresso principale del palazzo della Camera, dove erano assiepati un centinaio di agenti, sono partiti gli slogan contro la manovra e il governo Berlusconi.
La protesta era organizzata per “denunciare pubblicamente la mancata attenzione del governo nei confronti dei loro diritti e del diritto alla sicurezza dei cittadini”. A promuoverla vari sindacati di categoria sia confederali che autonomi, per “manifestare il dissenso dei poliziotti nei riguardi di un governo che con quest’ultima manovra finanziaria ha saputo prevedere ulteriori tagli alle risorse destinate alla sicurezza del paese piuttosto che investimenti e che ha oltremodo offeso la specificità  del loro lavoro non prevedendo a tal riguardo alcun sostegno economico ma tutt’altro”.
“Sappiate che non c’è indifferenza, si fa e si farà  tutto ciò che sarà  possibile”, ha detto La Russa ad alcuni manifestanti.
Salvo poi non smentirsi e incautamente avanzare dubbi su chi contestava in prima fila: “Secondo me non erano veri poliziotti”.
Per La Russa ovviamente le forze dell’ordine dovrebbero essere contente di un governo che li fa andare in servizio con le pezze al culo, senza pagare gli straordinari e senza benzina e i pezzi di ricambio per le volanti.
E questo dovrebbe essere un governo di centro-destra…

argomento: Costume, criminalità, denuncia, economia, Giustizia, governo, la casta, LegaNord, PdL, Politica, Sicurezza | Commenta »

LA MERCEGAGLIA ALZA I TONI: “SIAMO STUFI DI ESSERE LO ZIMBELLO INTERNAZIONALE”

Settembre 20th, 2011 Riccardo Fucile

LA PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA DICE SI’ ALLA PATRIMONIALE…”IL GOVERNO FACCIA LE RIFORME O VADA A CASA”

«L’Italia è un paese serio e siamo stufi di essere lo zimbello internazionale».
Salgono i toni di Emma Marcegaglia dopo il taglio al rating dell’Italia.
La presidente di Confindustria chiede ormai con regolarità  quotidiana al governo le riforme che consentano al Paese di evitare il baratro.
« Ci siamo resi disponibili ad accettare nuove tasse sui patrimoni e altre cose purchè si abbassino le tasse su lavoratori e imprese per recuperare competitività  e capacità  di crescita» ha detto Marcegaglia parlando a una platea di imprenditori a Bologna.
Marcegaglia ha raccontato del malessere dell’imprenditori italiani quando vanno all’estero con i loro prodotti «di vederci considerati con il sorrisino perchè siamo gente seria che vuole essere giudicata su quello che fa e sui prodotti» che presenta.
«Non vogliamo essere derisi – ha concluso la presidente di Confindustria – per colpe che non abbiamo. Non va bene per l’orgoglio nazionale e non va bene neanche per le esportazioni e la nostra capacità  di vendita».
O il governo vara «riforme serie e impopolari» nell’immediato «oppure questo governo deve andare a casa: non ho paura di dirlo, è evidente che è così» ha insistito Marcegaglia.

argomento: Berlusconi, Bossi, denuncia, economia, emergenza, governo, la casta, LegaNord, Parlamento, PdL, radici e valori | Commenta »

STANDARD & POOR’S DECLASSA L’ITALIA E TAGLIA IL RATING DEL DEBITO ITALIANO, PER BERLUSCONI E’ SOLO COLPA DEI MEDIA

Settembre 20th, 2011 Riccardo Fucile

CRESCITA DEBOLE E GOVERNO TROPPO FRAGILE, QUESTE LE MOTIVAZIONI DEL DECLASSAMENTO DEL DEFICIT… IL MINISTERO DEL TESORO MINIMIZZA, MA IL PROVVEDIMENTO HA COLTO DI SORPRESA

Il rating italiano viene tagliato e Silvio Berlusconi ha subito la soluzione in tasca: “E’ tutta colpa della stampa italiana”.
Inizia così la mattinata che segue la decisione dell’agenzia americana di declassare il nostro paese.
Inizia con una nota di palazzo Chigi nella quale si legge come il governo ha sempre ottenuto la fiducia dal Parlamento, dimostrando così la solidità  della propria maggioranza”.
Per questo “le valutazioni di Standard & Poor’s sembrano dettate più dai retroscena dei quotidiani che dalla realtà  delle cose e appaiono viziate da considerazioni politiche”.
E quindi “vale la pena di ricordare che l’Italia ha varato interventi che puntano al pareggio di bilancio nel 2013 e il governo sta predisponendo misure a favore della crescita, i cui frutti si vedranno nel breve-medio periodo”.
La scure di Standard and Poor’s così si abbatte sull’Italia.
Mentre tutti gli occhi erano infatti puntati su Moody’s — che giorni fa ha rinviato la sua decisione sul nostro paese — S&P ha deciso a sorpresa di tagliare il rating sulla capacità  dello Stato di far fronte all’elevatissimo debito pubblico.
Motivo: una crescita economica sempre più debole e una situazione di incertezza politica che ostacola la ripresa.
Incertezza che — secondo gli analisti di S&P — rende molto difficile raggiungere gli obiettivi fissati nel programma di austerity.
In particolare il rating di lungo termine viene abbassato da A+ ad A, ma con outlook negativo. Ciò significa che in futuro il rating potrà  ulteriormente essere tagliato.
Anche perchè le previsioni per il debito sono decisamente peggiorate: il picco — spiegano gli analisti dell’agenzia — è atteso più in là  nel tempo e raggiungerà  un livello ancor più elevato del previsto.
Nel rapporto di Standard and Poor’s non si usano mezzi termini: “La fragilità  della coalizione di governo in Italia — si legge — limita la capacità  di risposta dello Stato” nell’affrontare una crisi economica e finanziaria che sta colpendo il nostro Paese come altri dell’Eurozona.
E i vari tentativi che hanno caratterizzato la messa a punto da parte del governo Berlusconi della manovra ‘lacrime e sanguè da 60 miliardi di euro lasciano intravedere come non sarà  per nulla facile attuare in maniera efficace il programma di consolidamento di bilancio.
Anche perchè — evidenzia Standard and Poor’s — le autorità  italiane appaiono “riluttanti” nell’affrontare quelle che vengono considerate le “questioni chiave” della crisi economica italiana: dagli ostacoli strutturali che da sempre rallentano la crescita al basso tasso di partecipazione al lavoro, alla eccessiva rigidità  sia del mercato del lavoro sia di quello dei servizi.
Il dito viene puntato non solo sul governo e sulle lotte intestine alla coalizione di maggioranza, ma anche sulle divisioni all’interno del Parlamento “che — sottolinea S&P — continueranno a limitare la capacità  del governo di rispondere in maniera decisa alle sfide macroeconomiche interne ed esterne”.
Di qui l’outlook, con la possibilità  di abbassare ulteriormente il rating dell’Italia nelle settimane a venire.
Tutto questo, però, non sembra preoccupare il governo (beati loro).
Fonti del Tesoro, infatti, fanno sapere che la decisione di S&P era prevista.
Mentre il presidente del Consiglio chiude (momentaneamente) la partita sostenendo che “L’Italia ha varato interventi che puntano al pareggio di bilancio nel 2013 e il governo sta predisponendo misure a favore della crescita, i cui frutti si vedranno nel breve-medio periodo”.
In realtà  la scelta di Standard & Poor’s – che all’inizio di agosto aveva per la prima volta declassato gli Stati Uniti, negando la «tripla A» al debito americano – è giunta inattesa nel panorama già  molto complicato della finanza internazionale: ci si attendeva, per la verità , un declassamento da parte di Moody’s, un’altra, e più piccola, agenzia di rating.
La decisione è destinata a produrre effetti per nulla leggeri sui mercati del Vecchio continente, già  duramente provati dallo spettro del contagio dell’effetto Grecia, considerata da molti pericolosamente vicina al default, ovvero dalla dichiarazione di insolvenza.
Un quadro fosco, in cui il cancelliere tedesco, Angela Merkel, era stata costretta a uscire allo scoperto in difesa della moneta unica e dello stesso progetto di Unione monetaria europea: «Se crolla l’euro, crolla anche l’Europa».

argomento: Berlusconi, economia, governo, radici e valori | Commenta »

IL FEROCE TRAMONTO DI SILVIO ASSEDIATO: DAI DIOSCURI A CONFINDUSTRIA, IL CONSENSO SI SGRETOLA

Settembre 20th, 2011 Riccardo Fucile

FERRARA E MINZOLINI COME I RISERVISTI MANDATI AL FRONTE QUANDO ORMAI LA BATTAGLIA E’ PERSA… ADESSO NESSUNO PIU’ SOGNA, NEL BUNKER NON SI RESPIRA

Assediato in casa, chiuso nel bunker, braccato: povero Silvio.
Guardi sovrapporsi sullo schermo della serata informativa del Tg1 il faccione solare e tonitruante di Giuliano Ferrara e i tentativi di lettura del gobbo, tentati dal diafano Augusto Minzolini.
Ferrara è pirotecnico, Minzolini sempre accompagnato da un che di vagamente dislessico.
Ferrara chiama alla battaglia per la difesa del voto popolare con la lingua fluente e gli occhiali inforcati per recitare Lincoln; Minzolini è lugubre, con gli occhi in giù, la fronte corrugata, e le parole che si sfarinano in bocca, assieme agli enjambement stentati di una lettura da dettato di scuole elementari.
Guardi Minzolini e Ferrara, nella loro stupefacente complementarità , come i riservisti mandati al fronte a fine battaglia.
Capisci che i due editoriali sono scritti con la carta carbone del mantra rassicurante: “Berlusconi non si deve dimettere”.
Li guardi, in questa fine epoca catodica. E capisci che le due interpretazioni divergenti si annullano al grado zero.
Un tempo gli editoriali sparati dalle corazzate orientavano le masse a difesa del leader, come dei manzoniani squilli di tromba: adesso sembrano accompagnare la sua disfatta con il contrappunto dell’adrenalina e rendere visibile il suo accerchiamento.
Il premier è solo, gli manca l’aria.
Il voto sull’autorizzazione a procedere di Marco Milanese trasformerà  ancora una volta Montecitorio in una roulette russa al cardiopalma, in cui il tamburo gira con un colpo in canna.
Guardi anche quello che nessun tg riesce più a occultare.
C’è un sindaco del nord che dice: “Se passa questa manovra il governo porterà  i comuni al fallimento”.
Non è un primo cittadino del Pd, ma il sindaco di Verona Flavio Tosi.
C’è un altro uomo in fascia tricolore che grida: “Roma è in pericolo, è un errore se Berlusconi si ricandida!”.
Non si tratta di Walter Veltroni o di Francesco Rutelli, ma di Gianni Alemanno.
C’è un presidente di Regione con i capelli brizzolati che si indigna: “Così non va, con queste risorse saremo costretti a tagliare i servizi per giovani e anziani”.
E chi è, Vasco Errani? Macchè, è Roberto Formigoni, un altro che ha già  archiviato l’era del Cavaliere .
C’è un importante banchiere che dice: “Attenzione, non c’è da scherzare: per l’Italia c’è un rischio default”.
Eppure non è il banchiere prediletto della Quercia, Giovanni Consorte, ma l’amministratore delegato del più importante istituto di credito italiano, Corrado Passera (numero uno di Banca Intesa San Paolo).
C’è una donna che grida: “È stata minata la credibilità  dell’Italia!”. E non è mica Susanna Camusso, nè una dama con palloncino rosa del comitato di “Se non ora quando”, ma la confindustriale Emma Marcegaglia.
Poi ci sono i giornali internazionali (tutti), poi ci sono le procure che vogliono processare il premier e quelle che lo vogliono ascoltare come testimone (e lui deve rifuggire da entrambe).
Poi il processo Mills che ritorna incombente perchè il collegio ha accettato di tagliare i testimoni superflui, vanificando la grottesca controriforma de “il processo lungo”. Curiosa beffa: promulgare una legge che compromette mezzo milione di processi, per salvarne uno solo.
E per giunta senza riuscirci.
Ogni giorno che passa, in questo infinito, iridato e feroce tramonto dell’età  azzurra, un frammento del blocco di consenso che costituiva il cuore del berlusconismo si sgretola.
C’è la Banca d’Italia che rifà  i conti con la matita rossa e blu, c’è la Banca centrale europea che detta ultimatum via lettera, ci sono alleati pulviscolari che pongono veti, c’è Umberto Bossi che proclama per l’ennesima volta la fine dello Stato nazione (il fatto che sia una panzana non diminuisce la gravità  e la comicità  dei vaniloqui secessionistici), e ci sono i dioscuri di un tempo, oggi annichiliti.
Il sorriso da faina di Denis Verdini, che fu spacciato per l’emblema di un banchiere mediceo, e per l’orgoglio di un solido capo di partito, è tornato il ghigno un ex macellaio prestato alla politica.
L’eminenza cotonata di Gianni Letta, che fu celebrata come il vessillo di un illuminato di Palazzo, e tornata oggi invisibile; l’eroe dei due mondi Guido Bertolaso si è tolto il maglioncino inutilmente a girocollo, ha finito di dare lezioni agli Usa, e si è accoccolato nel silenzio delle proprie strategie difensive.
L’iracondia dentata di Renato Brunetta prima raccoglieva solo applausi, adesso catalizza solo pernacchie. Il ciuffo bianco di Giulio
Tremonti ieri si era ammantato di carisma profetico, quando il suo best-seller da aspirante sciamano,
La paura e la speranza, scalava le classifiche.
Adesso la speranza si è spenta nel balbettio delle paghette versate a Milanese per pagare appartamenti con soffitti affrescati.
È rimasta solo la paura.
Finire braccato vuol dire correre da Giorgio Napolitano trafelato per annunciare un decreto risolutivo che il capo dello Stato non firmerà  mai.
Significa perdere il sonno per inseguire il segnatempo delle intercettazioni a orologeria, passare ore ad approntare inverosimili ricostruzioni difensive, significa vivere senza leggerezza, senza più sorrisi, senza il conforto delle guasconate che facevano incazzare mezza Italia e sognare l’altra.
Adesso nessuno più sogna, nel bunker non si respira, il tono orgoglioso del ghe-pensi-mi si è virato nello spettro di una sopravvivenza commissariata a Palazzo Chigi. Povero Silvio.
Quando tutto il senso di quello che hai voluto essere si dissolve nel suo contrario, la permanenza senza prospettiva diventa solo un doloroso male di vivere.

Luca Telese blog

argomento: Berlusconi, Costume, economia, emergenza, Ferrara, governo, la casta, Parlamento, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »

NELLA NAPOLI SOMMERSA DALLA MONNEZZA CHI DOVEVA PULIRLA PENSAVA AD AUMENTARSI LO STIPENDIO

Settembre 20th, 2011 Riccardo Fucile

NEL GENNAIO DI QUEST’ANNO, IN PIENA EMERGENZA, LA SOCIETA’ “NAPOLISERIVIZI” HA INCREMENTATO LE RETRIBUZIONI DI 13 MANAGER PER UN COSTO DI 2 MILIONI DI EURO…DE MAGISTRIS PROMETTE: “SCIOGLIEREMO LA SOCIETA”

La meritocrazia in salsa partenopea. Una salsa che puzza di rifiuti e di clientelismo.
Gennaio 2011. Napoli è sommersa di monnezza, siamo nel mezzo di una delle periodiche crisi. Eppure in Napoliservizi, partecipata al 100% del Comune di Napoli, con la mission di preservare il “decoro urbano”, si autoattribuisce aumenti di stipendio di 1,7 milioni di euro all’anno.
I fortunati sono 13 superdirigenti, scelti dalla politica, ovvero dalla giunta della democratica Rosa Russo Iervolino, assessore al ramo il democrato Nicola Oddati.
Tra loro c’è il direttore generale Ferdinando Balzamo, assunto dal Cda presieduto da Ferdinando Balzamo. Non è un’omonimia.
E’ proprio un caso di autoassunzione, denunciato in consiglio comunale dal gruppo di Rifondazione Comunista.
Balzamo, ex assessore al Patrimonio, cognato di un consigliere comunale del Pd, fama di bassoliniano di ferro, ha goduto di un aumento di quasi 11.000 euro annui, che fanno lievitare il suo stipendio a circa 152mila euro annui.
Al secondo posto nella classifica degli aumenti c’è Ciro Turiello, circa 9.400 euro di ‘premio’, per un totale di 134mila euro.
E’ stato manager di Asìa, la municipalizzata della spazzatura, ha fatto parte della task force degli esperti del commissariato per l’emergenza rifiuti nel periodo in cui era retto da Antonio Bassolino.
Seguono, in ordine sparso, aumenti da circa 4mila a 6mila per undici manager retribuiti da un minimo di 56mila fino a 92mila euro annui.
Il meccanismo degli aumenti, ha rivelato Luigi Roano in un dettagliato articolo su Il Mattino, è nel superminimo.
Una voce della retribuzione concordata dal datore di lavoro e dal dipendente al momento dell’assunzione. Una voce che si stabilisce al di fuori del contratto.
E’ un modo col quale le aziende elargiscono aumenti al personale ritenuto di valore e capace di traghettarle verso l’ottenimento di eccellenti risultati.
Non pare però questo il caso di Napoliservizi, con la dirigenza premiata a dispetto dei sacchetti neri sparpagliati per strada, con tanti saluti al decoro urbano.
Nel bilancio di Napoliservizi, scrive Roano, troviamo una consulenza da 87mila euro e 330.000 euro postate alla voce ‘prestazioni di servizi.
Che siccome non possono superare i 5000 euro a prestazione, testimoniano che circa un centinaio di persone, forse di più, hanno collaborato con l’azienda per “migliorare il decoro urbano” di una città  seppellita dalla spazzatura.
Il nuovo sindaco, Luigi de Magistris, e il vice con delega all’Ambiente, Tommaso Sodano, sono letteralmente inferociti.
E promettono tabula rasa di Napoliservizi tramite l’accorpamento con Asìa. Non sarà  facile e ci potrebbero essere ripercussioni serie nei rapporti col Pd.
L’azienda è uno dei pochi fortini democratici sopravvissuti alla rivoluzione arancione e procedere coi tagli potrebbe avvelenare ulteriormente i rapporti con il partito di Bersani, che nei giorni scorsi ha già  dovuto incassare la defenestrazione di Antonio Simeone dalla presidenza di Anm, la municipalizzata dei trasporti.
Intanto, l’assessore al Bilancio Riccardo Realfonzo annuncia l’imminente azzeramento del Cda di Napoliservizi.
“Questa società  — afferma l’assessore — è stata negli anni passati un bubbone clientelare che la giunta de Magistris sta aggredendo con determinazione. Gli aumenti sono scandalosi e dimostrano quanto sia degradato il quadro di quella società . La conduzione aziendale della società  ha determinato una serie innumerevole di sprechi, inefficienze ed anche la formazione di spese irregolari, o comunque operate in violazione della convenzione in essere con il Comune, sulle quali occorrerà  approfondire l’esame. Per di più, i servizi resi dalla società  ai cittadini, in primo luogo la cura del verde, lasciano non poco a desiderare”.
Realfonzo ricorda che il bilancio di previsione della nuova giunta ha tagliato 10 milioni di trasferimenti a NapoliServizi e rende noto che giovedì scorso la giunta comunale ha approvato una sua proposta di delibera che definisce una serie di modifiche dello statuto della società  ”che porteranno all’azzeramento del consiglio di amministrazione”.
”Va sottolineato, peraltro, che l’attuale Cda era stato prorogato per un anno dalla giunta Iervolino, con una procedura non prevista dallo statuto societario” conclude l’assessore.

argomento: Comune, Costume, denuncia, economia, Napoli, Politica, Rifiuti, sprechi | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.583)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.530)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.786)
    • governo (5.801)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (39.195)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.684)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Maggio 2026 (55)
    • Aprile 2026 (591)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Maggio 2026
    L M M G V S D
     123
    45678910
    11121314151617
    18192021222324
    25262728293031
    « Apr    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • VANNACCI CONVOCA A GIUGNO A ROMA LA PRIMA ASSEMBLEA DEI “FUTURO NAZIONALE” E PROVA A PLACARE LE FRONDE INTERNE AL MOVIMENTO: DIETRO AL GENERALE IN CONGEDO CI SONO GELOSIE INTERNE, PARECCHI COLONNELLI CHE SGOMITANO E COMITATI LOCALI CHE SI MUOVONO IN AUTONOMIA
    • “BEATRICE VENEZI NON AVREBBE DIRETTO NEANCHE IL CONCERTO DI CAPODANNO. AVEVA ALTRI IMPEGNI. UN VEGLIONE?”
    • “NICOLE MINETTI, CON QUEI PRECEDENTI, NON MERITAVA L’AFFIDO”: LE PAROLE DEL DIRIGENTE DELLA DIVISIONE ADOZIONI DELL’ISTITUTO URUGUAGIO (INAU) CHE SI OCCUPO’ DELLA RICHIESTA DI NICOLE MINETTI E GIUSEPPE CIPRIANI. L’UOMO, CON UNA STRANA COINCIDENZA, DOPO UNA SETTIMANA DALLA NOTIZIA DELLA GRAZIA CONCESSA A NICOLE MINETTI, E’ STATO TRASFERITO
    • È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 .AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA
    • “SI PUÒ PERDERE TUTTO A 300 ALL’ORA E DECIDERE COMUNQUE DI CONQUISTARE IL MONDO?”, L’OMAGGIO DE “L’EQUIPE” A ALEX ZANARDI, IL PILOTA DELL’IMPOSSIBILE CHE “AVEVA SCONFITTO LA MORTE SETTE VOLTE”
    • “SCHLEIN, VAI A SCHIACCIARE I RICCI DI MARE COL CULO” – “L’ELEGANTE” INVITO ALLA SEGRETARIA DEM È ARRIVATO DA PASQUALE NATUZZI JUNIOR, FIGLIO DEL FONDATORE DELL’AZIENDA DI DIVANI
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA