Giugno 16th, 2010 Riccardo Fucile
DA UN LATO GLI ALPINI CHE HANNO SUBITO 40 ATTACCHI IN 50 GIORNI… DALL’ALTRO LE CONTRADDIZIONI DI 4 JET AMX CHE NON POSSONO LANCIARE BOMBE E CONSUMANO SOLO CARBURANTE, DI ELICOTTERI AB-212 DA SCARSE PRESTAZIONI IN LOCO, DEI BLINDATI “FRECCIA” CHE SERVONO MENO DEI “LINCE”, MA SONO UTILI PER IL BUSSINES DELLA IVECO-OTOMELARA
Quaranta scontri a fuoco in cinquanta giorni: questo è il bilancio bellico del contingente italiano da quando gli alpini della “Brigata Taurinense” hanno assunto il controllo della regione occidentale afghana.
Secondo PeaceReporter, il sito vicino ad Emergency, a molti combattimenti avrebbero partecipato anche militari italiani, ma dal comando di Herat si smentisce: i dubbi sono comunque più che leciti, visto che su 40 scontri confermati dal comando, solo 4 erano stati comunicati dai media, appena il 10%.
Questa missione di pace sta assumendo risvolti sempre più inquietanti e indecifrabili: in Italia se ne parla solo quando qualche nostro soldato viene ferito o ucciso, ma le contraddizioni sono tante.
Non solo sul fatto se e come ancora si giustifica, dopo anni, la presenza di ben 3.300 nostri militari a Kabul, ma su diversi aspetti poco noti e di cui in Italia si preferisce tacere: intanto i costi che sono passati da 600 milioni di euro del 2009 a 750 milioni di euro del 2010, di cui 327 già stanziati.
Secondo molti esperti, una cifra su cui si potrebbe risparmiare, con scelte oculate.
Abbiamo ad es. 4 jet Amx dell’Aeronautica di base ad Herat che sarebbero utilissimi se potessero lanciare bombe: dato che il governo lo vieta, si limitano a fare voli a bassa quota, nella speranza di intimorire gli insorti: in pratica si consuma carburante per nulla, mentre in Italia l’Aeronautica non ha il carburante per far volare jet e addestrare piloti.
Esiste poi una lottizzazione tra le forze armate, non solo per motivi di prestigio, ma per usufruire dei fondi necessari.
Aeronautica e Marina alternano elicotteri AB-212 che non sono adatti alle alte quote afghane, dove andrebbero meglio quelli dell’esercito, ma non si capisce perchè continuino a essere impiegati. Continua »
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Giugno 13th, 2010 Riccardo Fucile
DOPO NATUZZI, ANCHE INDESIT BLOCCA LA PRODUZIONE A BERGAMO E A TREVISO, SENZA SPOSTARSI ALL’ESTERO… SI FERMANO ANCHE LA LAMET, LA BIZTILES E LA OLIMPIAS… IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE E’ ALL’ 8,9%, QUELLO GIOVANILE AL 29,5%, MENTRE 2,2 MILIONI DI PERSONE SONO IN CERCA DI OCCUPAZIONE
Una delle ultime notizie sul fronte crisi economica e occupazionale arriva dalla Indesit che lascia a casa 500 dipendenti: la domanda di frigoriferi, cucine e lavastoviglie non tira.
L’anno scorso era toccato allo storico impianto di None, in Piemonte, subire una ristrutturazione, ora tocca a Brembate (Bg) e Refrontolo (Treviso). Contestualmente, la Indesit annuncia un piano di investimenti per 120 milioni di euro in tre anni per rafforzare la presenza a Fabriano, culla della dinastia Merloni, e a Caserta.
La produzione sarà tagliata e l’occupazione ridotta, ma non è prevista alcuna delocalizzazione.
L’azienda è leader in Italia, Gran Bretagna e Russia, con un fatturato 2009 di 2,6 miliardi di euro, ha 16 stabilimenti divisi tra Italia, Polonia, Regno Unito, Russia e Turchia e occupa 16 mila persone.
La crisi dell’azienda si inquadra in un contesto difficile, in cui si moltiplicano gli annunci di chiusure e tagli di personale.
Si va dalla Streglio che interrompe la produzione di gianduiotti alla Nuova Pansac che annuncia esuberi di 440 persone su un organico di 856: chiuderanno gli stabilimenti di Portogruaro, Zingonia e Ravenna.
La Natuzzi metterà in cassa integrazione i suoi 1.400 dipendenti per un anno a rotazione.
Si fermano pure la Lamet in Trentino, la mantovana Biztiles, la vicentina Olimpias mentre la Ferrania in Liguria taglia 225 posti. Continua »
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Giugno 12th, 2010 Riccardo Fucile
PROGETTO “NIRVA” PER IL RIMPATRIO VOLONTARIO ASSISTITO, COORDINATO DAI COMUNI ITALIANI E DA ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI…SETTEMILA FINO AD OGGI: DEVONO ESSERE PERSONE CON REGOLARE PERMESSO DI SOGGIORNO E NON COMUNITARI…POSSONO IN FUTURO RIENTRARE IN ITALIA
Il rientro in patria deve essere visto come una fase del processo migratorio: su queste
basi è nato il progetto Nirva, Networking Italiano per il Rimpatrio Volontario Assistito, che viene presentato in varie città italiane, nell’ambito di una campagna informativa coordinata dall’Aiccre (Associazione italiana per il Consiglio dei Comuni e Regioni d’Europa) e rivolto alle organizzazioni pubbliche e private, nel contesto del Consiglio Territoriale per l’Immigrazione. In pratica si tratta di un progetto co-finanziato dal Fondo Europeo per il rimpatrio e consiste nella possibilità del migrante di ritornare in maniera volontaria nel Paese di origine, attraverso un aiuto logistico e finanziario per il viaggio e la reintegrazione.
Alla partenza vengono consegnati 400 euro come indennità di prima sistemazione, più il biglietto pagato e un ulteriore supporto finanziario di 1.110 euro da erogare in patria.
Il nostro Paese attua questi programmi già dal 1991: gli immigrati che ne hanno beneficiato finora sono circa settemila, con il nuovo finanziamento si conta di portare i rientri a 200 l’anno.
Vengono privilegiate solitamente le richieste delle vittime di tratta e grave sfruttamento, ma nell’ultimo periodo sono aumentati i casi di migranti con altre difficoltà : donne sole, in stato di gravidanza, nuclei con minori in difficoltà , persone anziane.
Chi può aderire al progetto?
Non tutti: devono essere persone con regolare permesso di soggiorno ed essere cittadini non comunitari. Continua »
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Giugno 3rd, 2010 Riccardo Fucile
DAL 1 GIUGNO E’ SCATTATO UN AUMENTO DI 1.500 EURO, MENTRE IN EUROPA AUMENTANO I DISOCCUPATI…. A OTTOBRE PREVISTO UN ALTRO SCATTO DI 1.500 EURO….733 ONOREVOLI CHE COSTANO 9,4 MILIONI L’ANNO: + 5,5% IN UN ANNO, +65% IN DIECI ANNI
Mentre le stangate si susseguono a raffica in Eurolandia, mentre da Londra a Madrid, da Parigi a Roma, l’ultima ondata della crisi globale ha costretto i governi a imporre sacrifici ai cittadini e la parola d’ordine nel Vecchio Continente è austerità , mentre i politici si sgolano negli appelli a risparmiare e a tagliare i conti pubblici, vi è ancora, in mezzo alla tempesta, un’isola felice. Tra Lussemburgo, Bruxelles e Strasburgo galleggia infatti il Parlamento Europeo che viaggia in controtendenza, incurante delle critiche per le sue spese senza freni.
Il quotidiano tedesco Bild ha calcolato che è già stato programmato per l’anno prossimo un aumento delle spese del 5,5% rispetto al 2010, con espansione del livello di spesa a 1,7 miliardi di euro.
Per la cronaca, negli ultimi 10 anni i costi del Parlamento europeo sono aumentati del 65% .
Il Bild ci informa che da martedi scorso ciascuno dei 733 parlamentari europei incasserà un aumento di 1.500 euro, passando così da quota 17.864 a 19.364 euro.
La somma comprende il rimborso spese forfettario esentasse di 4.200 euro mensili, la diaria quotidiana di 298 euro per ciascuna seduta, sia plenaria che di commissione.
Per informazione, gli onorevoli parlamentari lavorano dal lunedi al venerdi mattina e secondo un’indagine condotta da VoteWatch.eu, gli italiani sono i meno presenti alle assemble plenarie, in media sette su dieci, oltre il 20% in meno di austriaci e finlandesi. Continua »
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Giugno 1st, 2010 Riccardo Fucile
STUDIO CONFARTIGIANATO: TRASPORTO AEREO AUMENTO DEL 13,4% (EUROPA -0,2%), FERROVIE +11,3% (EUROPA +3,7%), POSTE +11,2% (EUROPA +2,8%)…. ASSICURAZIONI + 7,1% ( +3,6%), ACQUA POTABILE + 8% (+3,3%), RACCOLTA RIFIUTI +6% (+3,1%)
Trasporto aereo, ferroviario, servizi postali e assicurativi, acqua potabile e raccolta rifiuti: chi è nato o vive in Italia per questi servizi sborsa mediamente di più rispetto ai coinquilini della zona euro.
Da noi latita la concorrenza e i prezzi salgono.
E’ quanto emerge da uno studio di Confartigianato: a fronte di un tasso di inflazione sostanzialmente analogo (+1,6% per l’Italia, contro l’1,5% per l’area euro ad aprile 2010), il dossier registra una sensibile crescita dei prezzi di diversi servizi, con differenze notevoli rispetto all’area euro.
Per tutti valga il settore trasporti: quello aereo in Italia vede i prezzi aumentati del 13,4%, mentre nell’Eurozona sono diminuiti dello 0,2%.
Il trasporto ferroviario è cresciuto dell’11,1% contro un 3,7% europeo.
E non parliamo del servizio.
Spostandoci alle poste, qua la concorrenza proprio non esiste e pesa sul prezzo: +11,2% in Italia, contro una media europea del 2,8%, idem per le assicurazioni (+7,1% contro il +3,6%).
Vediamo gli altri servizi di pubblica utilità : per l’acqua potabile un +8% contro il +3,3%, per la raccolta dei rifiuti solidi urbani un +6% rispetto al dato europeo del +3,1%.
Per assurdo l’unico settore dove il nostro Paese registra un dato migliore rispetto alla media europea è quello dei carburanti (+15,8% contro un +19,5% di Eurolandia). Continua »
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Maggio 26th, 2010 Riccardo Fucile
LA MANOVRA TEDESCA SARA’ DI 10 MILIARDI DI EURO, QUELLA INGLESE DI 12, QUELLA SPAGNOLA DI 15, NIENTE AUSTERITY PER LA FRANCIA….ECCO I DETTAGLI DELLE LORO SCELTE
Dopo il doloroso via libera ai 750 miliardi destinati al salvataggio dei Paesi ad alto debito
di Eurolandia e mentre a Bruxelles si continua a discutere una riforma della Ue che vincoli i bilanci, nei vari Paesi europei si mettono a punto le manovre correttive per il risanamento dei conti.
Una prima cosa risulta evidente: se l’Italia predispone una manovra da 30 miliardi in due anni, in altri Paesi si lavora su cifre leggermente inferiori. Vediamo che accade altrove, esaminando caso per caso.
Germania Tagli ai trasferimenti ai Laender, abolizione delle esenzioni fiscali, riduzione di spesa per tutti i ministeri, tassa sulle transazioni finanziarie, tagli a sovvenzioni, probabilmente un leggero aumento delle tasse, ancora da valutare: sono questi i pilastri della manovra finanziaria che dovrebbe portare a un risparmio di 10 miliardi annui.
Un piano drastico di austerity che fa tremare alcuni elementi cardine del modello tedesco di welfare e che sta creando non poche polemiche.
Va in ogni caso considerato che le tutele sociali in Germania sono molto più estese delle nostre, quindi l’impatto di una contrazione delle stesse non è paragonabile ai riflessi che potrebbero avere nel nostro Paese.
Gran Bretagna Qui si lavora solo a sostanziosi tagli alla spesa pubblica per 6 miliardi di sterline per ridurre il deficit.
Sia la Banca d’Inghilterra che i tecnici del Tesoro hanno concordato che c’è bisogno di azioni immediate per tagliare gli sprechi del settore pubblico. Nessuno toccherà invece l’Nhs, la sanità pubblica e la scuola.
Nessun impatto sull’occupazione, solo un blocco delle assunzioni. Continua »
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Aprile 22nd, 2010 Riccardo Fucile
E’ QUASI ROTTURA: “NON SONO UN TRADITORE E NON TACCIO, SIAMO DIVENTATI LA FOTOCOPIA DELLA LEGA, SULL’IMMIGRAZIONE DICO LE COSE CHE DICE IL PPE IN TUTTA EUROPA”… “ATTENTI AL CENTRALISMO CARISMATICO, AVERE IDEE DIVERSE E’ LECITO, LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA NON E’ CREARE SACCHE DI PRIVILEGIO PER QUALCUNO”…. “SULLE CELEBRAZIONI DELL’UNITA’ D’ITALIA IL PDL NON HA UNA PROPOSTA PERCHE’ ALLA LEGA DA’ FASTIDIO, QUANTO COSTERA’ IL FEDERALISMO FISCALE?”
Alla fine del “discorso della sua vita”, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, è
conscio di aver fatto il proprio dovere.
Ha parlato per oltre un’ora di politica a un partito che per la prima volta ha dovuto ascoltare non spot o barzellette, ma questioni reali e persino ideali.
Un terreno su cui il premier non è abituato a scendere, avvezzo più ai predellini da imbonitore mediatico.
Per non parlare della corte dei miracolati che lo circonda, novelli caporali di giornata e di maggiordomi in livrea, per cui la politica si traduce solo in occupazione di poltrone, in piena sintonia con le truppe padane.
Per Berlusconi qualsiasi critica sono un oltraggio alla sua presunzione, qualsiasi osservazione un fastidio, qualsiasi rilievo un delitto di lesa maestà : livido e contratto, insofferente e nervoso, mentre Fini lo stringeva all’angolo semplicemente con le osservazioni che gli avrebbe fatto l’elettore medio di centrodestra in buona fede.
Sintetizziamo l’intervento di Fini che esordisce dicendo che si tratta di “una riunione indispensabile per fare chiarezza, mentre c’è chi tenta di nascondere la polvere sotto il tappeto”.
E continua: “E’ possibile avere opinioni diverse, io dico quello che penso e lo faccio da mesi: per questo sono stato oggetto di campagne giornalistiche vergognose da parte di giornalisti pagati da familiari del premier. Non è alto tradimento uscire dal coro e dire che non va tutto bene, occorre stare attenti al centralismo carismatico, se si critica qua si passa per sleali, ma io le cose te le dico in faccia”.
Poi un affondo: “Non siamo in cerca di potere, anzi chi è con me ha messo in conto di perdere qualcosa, ma oggi è la giornata della svolta, da oggi le cose cambiano: c’è una maggioranza che condivide tutte le cose fatte da Berlusconi e una minoranza che non le condivide”.
Fini inizia a entrare nei dettagli: “Il Pdl al nord non è andato affatto bene, inutile nasconderlo”.
“Sull’immigrazione dico le cose che dicono tutti i partiti popolari europei, dire altro significa solo compiacere la Lega. Al nord siamo diventati la fotocopia della Lega, non abbiamo identità . Appiattirsi sulle posizioni di Bossi è pericoloso e il centro sud è preoccupato”. Continua »
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Aprile 14th, 2010 Riccardo Fucile
DATI IMPRESSIONANTI: 420 MILIARDI DI FATTURATO, EVASIONE TRA 150 E 200 MILIARDI DI EURO, PARI AL 20% DEL PIL… LA PRESSIONE FISCALE REALE NON E’ DEL 43%, MA SI ALZA COSI’ DI 10 PUNTI… IL SOMMERSO E’ DIVENUTO AMMORTIZZATORE SOCIALE E SERBATOIO DI VOTI PER I PARTITI
La riforma fiscale che Tremonti ha annunciato fra 3 anni, ovvero quando ormai il governo
in carica non ci sarà più, “non sarà platonica, ma ad alta intensità politica, non sarà facile, ma necessaria”.
Ma il ministro si è ben guardato da annunciare misure che pongano argine al problema più grave: quello dell’economia sommersa, sia nera che criminale, sottratta al controllo dello Stato.
Si calcola che siano tre milioni i lavoratori irregolari che alimentano questi canali.
A parere del “Sole 24 ore” e di Confindustria, il sommerso complessivo in Italia equivale a ben 420 miliardi di fatturato, con una evasione fiscale e contributiva pari a circa 200 miliardi di euro.
Secondo invece l’Eurispes, i due comparti, quello nero-sommerso e quello nero-criminale, sono valutabili in ben 540 miliardi di euro e il solo sommerso economico rappresenta il 27% del Pil.
Una valutazione confermata anche dal Fondo monetario internazionale: il fatturato delle mafie italiane è uguale alla somma del Pil di Estonia (25 miliardi), Romania (97), Slovenia (30) e Croazia (34).
La stima più contenuta dell’economia in nero la fornisce l’Istat che la valuta pari al 18% del Pil, con una evasione fiscale di oltre 100 miliardi e contributiva di oltre 50.
A cui va aggiunta poi la quota di economia criminale.
Ne deriva un dato certo: l’economia sommersa italiana, esclusa quella criminale, è in media più alta di quella europea del 60%.
Che senso ha quindi parlare di abbassare (solo in teoria peraltro) le tasse come se fossero una variabile indipendente dalla voragine di ricchezza illegale che è pari a un terzo di quella prodotta legalmente?
Come si fa a fare un riforma senza tenere conto di questa situazione unica in Europa?
Sarebbe più doveroso dire che la pressione fiscale ufficiale del 42/43% in realtà diventa di almeno 10/11 punti in percentuale in più. Continua »
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Aprile 13th, 2010 Riccardo Fucile
PRESIDENZIALISMO, SEMIPRESIDENZIALISMO, PREMIERATO, CANCELLIERATO, MAGGIORITARIO… COME DISTRICARSI NELLA BABELE COSTITUZIONALE E FARSI UN’OPINIONE, AL DI LA’ DELLE INDICAZIONI DEI PARTITI
Anche se riteniamo siano altri i problemi del Paese, il dibattito politico in questi giorni verte sulle riforme costituzionali e quindi cerchiamo di occuparcene, scevri da posizioni preconcette, giusto perchè ciascuno possa farsi un’opinione sulla base dei pregi e dei difetti delle varie formule che ci vengono sottoposte ogni giorno sui media, come se, insieme al federalismo, fossero la panacea di tutti i mali di cui soffre il sistema Italia.
Si parla ad esempio di presidenzialismo, in realtà esistono i presidenzialismi. Riferiamoci al modello degli Stati Uniti: il presidente è eletto direttamente dal popolo ed è capo dello Stato e capo del governo.
Anche il congresso, bicamerale, viene eletto direttamente dai cittadini.
Nel sistema statunitense, il presidente non può sciogliere il congresso che a sua volta non può sfiduciare il presidente, in pratica sono costretti a convivere.
Veniamo al semipresidenzialismo: nel modello francese, il presidente della Repubblica è eletto dai cittadini, così come l’Assemblea nazionale, che è bicamerale.
In Francia esiste il sistema elettorale maggioritario a doppio turno, con collegi uninominali.
Che differenza c’è con il modello americano?
Il presidente francese nomina il primo ministro, capo del governo, il quale deve avere la maggioranza dell’assemblea.
Se questa ha una maggioranza opposta al presidente, allora l’assemblea sceglie il primo ministro e si determina una coabitazione.
Rispetto agli Usa, il presidente francese può sciogliere il parlamento, ma non più di una volta l’anno.
Qualcuno poi parla di premierato, ma si tratta di una invenzione tutta italiana.
Il primo ministro inglese infatti non è eletto direttamente dai cittadini come premier, ma viene eletto come parlamentare.
Poi, essendo il capo del suo partito, se ha vinto le elezioni, diventa primo ministro.
In pratica il sistema inglese è inimitabile: ha bisogno di un bipartitismo e di un sovrano.
Passiamo al cancellierato tedesco: richiede l’elezione del cancelliere da parte del Bundestag, la camera dei deputati, che deve dare la fiducia al cancelliere, non al governo.
Il cancelliere non è eletto direttamente dai cittadini ed è di solito il capo del partito più grande. Continua »
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