Luglio 1st, 2010 Riccardo Fucile
DA UNA VITA IL SENATUR GOVERNA LA LEGA CON IL “DIVIDE ET IMPERA”, CIRCONDANDOSI DI CORTIGIANI DI POCO VALORE…IL CASO BRANCHER HA SEGNATO UNA SVOLTA: ORMAI LE CORRENTI TRAMANO PER LA SUA SUCCESSIONE…SI LITIGA TRA COMPONENTI ETNICHE: SOLO BOSSI GARANTISCE GLI EQUILIBRI INTERNI
Quanto sta accadendo nelle file leghiste presenta due caratteristiche: per la prima volta
la gestione del caso Brancher ha mostrato non solo una base leghista disorientata, di fronte alla nomina del discusso personaggio sotto processo, ma anche la prima trama contro il “capo indiscusso” che non era stato informato da Calderoli di quanto concordato con Tremonti e il premier.
La reazione furibonda di Bossi ha confermato la profonda irritazione nell’essere stato “scavalcato” dal ministro della Semplificazione: a Pontida ha voluto subito precisare che “l’unico ministro al federalismo” è lui, tacitando una base fedele, ma non così sciocca da non capire che in via Bellerio si sono aperti i giochi per la successione.
Bossi paga il fatto di aver cercato sempre di gestire il partito attraverso il romano “divide et impera”, alternando carezze e schiaffoni, facendo salire oggi sull’altare e domani precipitare nella polvere.
Umberto ha avuto sempre pochi amici veri, quelli che apparivano di meno e che stavano dietro le quinte.
Dei colonnelli che amano contendersi il palcoscenico è sempre stato diffidente, li usa, ma non li ama.
Li manda talvolta avanti, magari per sostenere tesi assurde, salvo poi smentirli e riconquistare lui il proscenio: un giorno sopra le righe, un altro equilibratore. Questo gioco va avanti da anni e gli altri si sono sempre adeguati, ma le correnti interne, le amicizie, i fili tagliati e ricuciti, le alleanze ormai non si contano.
Calderoli ha il coordinamento delle segreterie regionali e gioca sull’asse privlegiato Brancher- Tremonti, lavora 365 giorni l’anno, ha in mano la riforma federalista, conosce i regolamenti parlamentari a memoria, è presente in Tv, giornali, media in modo pressante, si è creato una rete di alleanze pesanti in tutte le regioni del Nord.
In quel consiglio dei ministri in cui Letta, per conto del premeir, aveva annunciato la nomina di Brancher a ministro, lasciando allibiti tutti, guarda caso c’era un assente di riguardo, il ministro Maroni, ufficialmente per un impegno.
Avversario di Calderoli da sempre e aspirante successore del senatur anche lui, forse aveva saputo della novità a cose fatte e ha preferito non esserci. Continua »
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Giugno 29th, 2010 Riccardo Fucile
I TAGLI ALLE FORZE DELL’ORDINE IMPEDIRANNO L’ACQUISTO E L’ADDESTRAMENTO DI NUOVI CUCCIOLI….DENUNCIA DEL SINDACATO UGL: SICUREZZA DEI VOLI E ANTITERRORISMO A RISCHIO…ANCHE I CANI SONO ORMAI “RIDOTTI ALL’OSSO”: LE QUESTURE NON PAGANO I FORNITORI… APPELLO AI CITTADINI PER LE DONAZIONI: ECCO LA SICUREZZA DI MARONI
Per molti è una manovra pessima, per altri necessaria, per quasi tutti migliorabile.
Ma che fosse anche una “manovra da cani”, fino ad oggi nessuno l’aveva ipotizzato.
Ce lo induce invece a pensare un sindacato non certo di sinistra, la Ugl settore agenti di polizia, da cui è partita la denuncia: i tagli della manovra di Tremonti impediranno di acquistare e allevare nuovi cuccioli, con grave rischio per la sopravvivenza delle “unità cinofile”.
Siamo arrivati al punto che il sindacato lancia un appello a tutti i cittadini e agli enti locali perchè comprino un cane e lo regalino alla polizia, ricordando che “la squadra cinofila è essenziale per la sicurezza dei voli e la lotta al terrorismo”.
Dalle caserme italiane si alza lo stesso coro di critiche feroci: scarsi gli uomini e scassati i mezzi.
Se ormai si era fatta l’abitudine alle Volanti che si erano “bevute” da tempo la benzina di riserva, che si arrivasse al “blocco delle assunzioni” e al razionamento dei croccantini per i cuccioli antidroga rappresenta una novità che ci qualifica certamente in Europa.
Se allarghiamo un attimo il quadro generale e lasciamo parlare le cifre, balza agli occhi di tutti che i veicoli in dotazione alle forze dell’ordine sono vecchi, molti hanno sette anni e sono spesso in officina.
Nel 1996 la polizia a Roma disponeva di 35 Volanti, oggi sono 15.
A Torino si è passati da 40 a 15, a Milano da 20 a 15, a Cremona da 4 a 1, a Venezia da 7 a 4, a Napoli in tutto sono 12 le auto disponibili. Continua »
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Giugno 29th, 2010 Riccardo Fucile
ANGELO ALESSANDRI COLLEZIONA IN DUE ANNI 70 MULTE, 52 IN AUTO BLU LE CONTESTA, 18 PRIVATE SE LE FA PAGARE DAL PARTITO PER 2.855,83 EURO… IL SEGRETARIO DELLA LEGA IN ROMAGNA: “IL PARTITO FACCIA CHIAREZZA, IO LE MULTE LE PAGO DI TASCA MIA”… ALESSANDRI NON HA VERSATO NEANCHE I 500 EURO MENSILI DI QUOTA DI COMPETENZA ALLA SUA FEDERAZIONE
Angelo Alessandri, deputato della Lega Nord, eletto a Reggio Emilia, è presidente della
Commissione Ambiente della Camera.
Ma ormai in Emilia è più noto per le sue scorribande in auto che per la sua opera in Parlamento: è riuscito tra il 2008 e il 2009 a collezionare ben settanta multe in 15 città diverse.
La fretta istituzionale ha portato Alessandri, che è anche consigliere comunale a Reggio Emilia, nonchè presidente della Lega Nord Emilia, a mettere insieme 52 multe in auto blu che ha pensato bene di impugnare davanti ai prefetti di mezza Italia, facendo leva sulla norma per cui le auto blu e le scorte non sono soggette per legge ai limiti di velocità , “quando la personalità da scortare dichiari per iscritto giorno e ora in cui tale limite è stato superato per ragioni di sicurezza o di istituto”.
Dove debba sempre correre il deputato leghista non è chiaro: anche la sua presenza istituzionale in verità potrebbe essere garantita ugualmente partendo magari mezzora prima.
La maggior parte delle sanzioni riguardano infatti eccessi di velocità , ma nel caso di altre 18 multe che Alessandri ha pensato bene di far pagare alla Lega nazionale si spazia dal transito in zone a traffico limitato (per cui non è possibile chiedere l’annullamento) a quello sulle corsie riservate agli autobus.
Il tutto in una apoteosi di verbali anche di 778 euro, alcuni saldati pure in ritardo con relativa maggiorazione, tanto pagava il partito.
A parte il discorso sulle 52 multe e i relativi ricorsi, sono le 18 multe fatte pagare al partito ad aver innescato una grossa polemica all’interno della Lega, sfociata in pesanti dichiarazioni sul “Resto del Carlino” da parte di Gianluca Pini, segretario della Lega Nord della Romagna: “Mi auguro che i vertici nazionali del partito facciano chiarezza sulla vicenda. Io le multe me le pago di tasca mia: è l’ennesima differenza tra emiliani e romagnoli”.
Siamo già alla secessione anche in Emilia-Romagna, insomma. Continua »
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Giugno 29th, 2010 Riccardo Fucile
PER SCONGIURARE CHE LE REGIONI RESTITUISCANO LE DELEGHE PERCHE’ NON POSSONO GARANTIRE I SERVIZI, ALLA FINE SI ANTICIPERA’ A GENNAIO UNA QUOTA DI AUTONOMIA FISCALE….TAGLI OGGI E NUOVE TASSE DOMANI…E VISSERO TUTTI FELICI E CONTENTI (MENO GLI ITALIANI)
Le parole più chiare sulla manovra finanziaria sono state pronunciate dal governatore lombardo Formigoni: “Gli enti locali in questi anni hanno sempre fatto la loro parte. Si pensi agli ammortizzatori sociali: si è deciso che fossero le Regioni a mettere un terzo delle risorse che servivano allo Stato. Lo abbiamo fatto per più di 9 miliardi di euro. Ma ora Tremonti vorrebbe che tagliassimo di un terzo i contributi per il trasporto pubblico locale, di due terzi i fondi per le piccole e medie imprese, la totalità di quelli per la famiglia e cosi via. Se il governo vuole farci cancellare un treno pendolare su tre perchè ritiene che si possano far funzionare gli stessi treni con un terzo di risorse in meno, allora diciamo: bene, vi restituiamo le deleghe, provateci pure voi”. Secondo Formigoni i tagli dei trasferimenti avvengono proprio sui capitoli che dovrebbero avviare il federalismo fiscale che, a questo punto, è finito ancor prima di inizare.
Tremonti pare inamovibile sui tagli, continua a parlare che il saldo finale deve rimanere lo stesso, ma poi in concreto non pare disposto a modificare quasi nulla.
Gli unici due punti che saranno soggetti a modifica sono quello relativo
alla assurda norma che portava dal 74% all’85% la soglia per ottenere l’assegno di invalidità (256 euro almese), lasciando fuori categorie come sordi e persone con sindrome di Down.
L’altra modifica riguarderà gli scatti di anzianità degli insegnanti che vengono congelati per tre anni, ma con l’impegno a recuperarli nel 2014, utlizzando il 30% dei risparmi nel comparto scuola.
Tutto fermo invece per ora per forze dell’ordine e magistrati.
Per i Comuni vi sarà la possibilità di recuperare le entrate tagliate, attraverso la istituzione dell’Imu, imposta municipale unica, che dovrebbe accorpare più imposte.
Ma se si limitasse solo ad accorpare l’esistente non uscirebbe un euro in più, lo capirebbe anche un bambino, quindi è evidente che ci sarà un arrotondamento a crescere.
Ora Tremonti e Calderoli ne stanno preparando un’altra, che riguarda le Regioni. Continua »
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Giugno 25th, 2010 Riccardo Fucile
ACCUSATO DI APPROPRIAZIONE INDEBITA, EVITERA’ COSI’ DI PRESENTARSI IN TRIBUNALE: LE CENTO VITE DELL’EX SEMINARISTA… NON SI SA DI COSA DOVRA’ OCCUPARSI, CERTAMENTE NON DI DIFENDERSI IN AULA…E BOSSI NON SI FIDA PIU’ DEI SUOI
Un politico Pdl di Belluno, Dario Bond, come il nome dell’agente segreto, è stato l’unico a
gioire alla notizia che Aldo Brancher era stato nominato in gran segreto ministro per l’Attuazione del federalismo: “finalmente possiamo ritenere di avere anche noi il nostro De Gasperi”.
Il paragone tra uno dei padri della Repubblica (sicuramente uomo probo) e Aldo Brancher, noto finora soprattutto per le disavventure che lo portarono in carcere ai tempi di Tangentopoli e anche in questi tempi sotto processo per appropriazione indebita, forse dimostra solo la pochezza di certa classe dirigente piediellina.
Ma sono stati in molti a storcere il naso, all’interno del partito, sia per il modo in cui è stato nominato, sia per la mancanza di un motivo politico apparente.
Al federalismo si dedicano già tre ministri (Bossi, Calderoli e Fitto), semmai era necessario nominare quello allo Sviluppo economico, vedovo di Scajola.
E poi nessuno ne sapeva nulla, cosa abbastanza atipica: quando il premier in Consiglio dei ministri lo ha annunciato, tutti si sono guardati in viso, temendo uno scherzo.
Il più seccato era Bossi che si è visto apparentemente commissariato dalla nomina, anche se Brancher è metà leghista e metà pidiellino.
Per diversi giorni il senatur ha dovuto ribadire alle sue truppe che il ministro al federalismo rimane lui, ma il sospetto che cova che è la trappola sia stata concordata tra il premier e un leghista che sapeva e non ha detto nulla al capo (un nome a caso, Calderoli).
Ma vediamo il curriculum dell’erede di De Gasperi.
Una gioventù da seminarista, nel 1993 Brancher passa alle cronache come il primo uomo Fininvest a finire a San Vittore.
Ex manager di Publitalia, divenuto assistente personale di Fedele Confalonieri, si occupa dei rapporti istituzionali con i partiti.
I giudici di MIlano, durante l’interrogatorio del ministro alla salute De Lorenzo raccolgono testimonianze sugli spot anti-Aids.
Realizzato dallo Stato, durava 40 secondi e venne trasmesso a profusione dal Biscione, ovviamente a pagamento.
Per ringraziare ilministro dei tanti spazi pubblicitari acquistati, Brancher, secondo l’accusa, allunga al ministro due bustarelle di 150 milioni l’una. Continua »
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Giugno 24th, 2010 Riccardo Fucile
TREMONTI ANNUNCIA: “AI COMUNI MAGGIORI POTERI FISCALI NEL CAMPO IMMOBILIARE E TERRITORIALE…” NON PIU’ ICI, SI CHIAMERA’ IMU: LA FILOSOFIA DI ACCORPARE LE IMPOSTE, PER AUMENTARLE SENZA FARSENE ACCORGERE…SERVIRA’ AI COMUNI PER TAPPARE I BUCHI DEI TAGLI STATALI, COSI’ IL GOVERNO FA BELLA FIGURA
La vita politica di Berlusconi è contrassegnata dal motto “Meno tasse per tutti”, fin dal momento della sua discesa in campo: purtroppo, per circostanze varie, in quindici anni sono solo aumentate, mai diminuite.
A parte il caso dell’Ici, che è opportuno ricordare nel suo sviluppo: nel 2006 il governo Prodi eliminò l’Ici sulla prima casa per i redditi più bassi, fino a 50.000 euro.
Nel 2008 Berlusconi vinse le elezioni promettendo di abolire completamente l’Ici anche per i redditi più alti, superiori ai 50.000 euro.
Veniamo ai nostri giorni.
Nel corso del 236° anniversario della Guardia di Finanza, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha annunciato che il federalismo fiscale arriverà sul tavolo del governo nei prossimi giorni.
Nella bozza del decreto base, ha precisato Tremonti, ci sarà “il ritorno ai Comuni del potere fiscale nel loro comparto naturale di competenza: immobiliare e territoriale”.
In poche ore si sparge la voce che in pratica ciò potrebbe dare origine a un ritorno dell’Ici: per il governo cerca di gettare acqua sul fuoco prima Calderoli che parla di “accorpamento di imposte oggi spezzettate” e poi altri esponenti che annunciano un “lavoro di unificazione in un’unica tassa”.
Torna il concetto del service -tax, annunciato mesi fa, ma con una integrazione sospetta: dietro la cortina fumogena delle parole, Tremonti ha detto due cose importanti. Continua »
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Giugno 23rd, 2010 Riccardo Fucile
ATTACCATO DA FINI, PRIMA STRAPARLA DI 10 MILIONI DI PADANI IN LOTTA, QUANDO LA LEGA DI VOTI NE PRENDE AL MASSIMO 3 MILIONI… POI CHE LA NAZIONALE DI CALCIO SI COMPRERA’ LA PARTITA CON LA SLOVACCHIA: FORSE PENSAVA AI 200 MILIONI DA LUI INCASSATI AI TEMPI DI TANGENTOPOLI CHE GLI SONO COSTATI UNA CONDANNA A OTTO MESI DI CARCERE?
E’ bastato che dopo anni in cui nessuno osava attaccarlo, nè una destra vile e meschina, nè una sinistra opportunista e complice, qualcuno dicesse quello che peraltro pensa il 90% degli italiani del Nord, ovvero che la padania non esiste ed è solo una invenzione dei pataccari da spiaggia leghisti, quelli che importunano i bagnanti con i palloncini gonfiati della secessione, del federalismo, dei “pirloni a casa nostra”, e a Bossi sono saltati i nervi.
Abituato ai signorsì di cui si circonda, selezionati per conto terzi dalla badante Rosi Mauro, seccato dalle lotte interne tra l’asse Cota, Bricolo, Mauro e quello Calderoli, Maroni, Giorgetti, avvezzo ormai alle carezze interessate di Silvio durante i lunedi letterari di Arcore, tra risottini e tirate di sigaro, sentirsi messo alle corde da “centralista” Fini lo ha fatto andare in tilt.
Invece che usare il fioretto e magari anche degli argomenti (cosa di cui in effetti la Lega è priva) per ribattere al presidente della Camera, ha tirato fuori dalla cantina il vecchio armamentario bolso-padano : “ci sono grosso modo 10 milioni di persone pronte a battersi per la padania”.
A parte che già il “grosso modo” rivela una incertezza persino sulla reale consistenza delle truppe ( che il senatur abbia già messo in conto delle defezioni?), è opportuno sommare i voti che la Lega prende al Nord: non superano i 3 milioni.
Se poi Bossi pensasse di arruolare anche 2 milioni di albanesi, 3 milioni di marocchini e 2 milioni di romeni per raggiungere la padana meta agognata non ci è dato sapere.
Stavolta non ha parlato di fucili, solo di gente pronta a battersi.
Dato il noto radicamento sul territorio che la Lega cita spesso, forse si tratterà di soggetti abituati a battere le strade, forse di tiro alla fune tra le sponde del Po, forse di lotta per essere elette miss Padania?
O più probabilmente , invece che di dieci milioni di baionette, qua si tratta di trovare 10 milioni di pistole ad acqua. Continua »
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Giugno 22nd, 2010 Riccardo Fucile
CHE LA PADANIA NON ESISTA LO CONFERMA ANCHE LA SOCIETA’ GEOGRAFICA ITALIANA: QUINDICI NORD DIVERSI SENZA UN CONFINE CHIARO, DOMINA IL LOCALISMO…BASTA UN PO’ DI PIOGGIA A PONTIDA E LE TRUPPE SECESSIONISTE STANNO A CASA O APRONO GLI OMBRELLI: I RIVOLUZIONARI DELLA DOMENICA SONO PIU’ ABITUATI AGLI OMBRELLONI DA SPIAGGIA E AD ENTRARE NELLE FONDAZIONI BANCARIE
Fini parla al convegno “Patriottismo repubblicano e Unità d’Italia” e coglie l’occasione per
togliersi apparentemente qualche sassolino dalla scarpa: “La Padania? Non esiste, non è mai esistita, è solo un’invenzione propagandistica-lessicale, le differenze sono enormi, anche per quanto riguarda il dialetto. Non è in discussione l’unità del Paese, ma rischia di affievolirsi la coesione nazionale. Non si può continuare a leggere queste sortite goliardiche come fini a se stesse, occorre contrastarle in modo netto”. Il presidente della Camera cita il filosofo francese Ernest Renan: “la nazione è un plebiscito che si rinnova ogni giorno” e conclude: “L’italianità non può diventare una semplice operazione museale”.
Quanto al federalismo dice che ” il titolo V va riscritto in modo da stabilire con chiarezza di chi sono le competenze, tra Stato e Regione, ed eliminare quelle condivise”.
Conclude sostenendo che “il bipolarismo è fallito perchè non è stato in grado di fare le riforme e la gente non ci crede più”.
Fini da tempo detta i temi di discussioni politica e di fatto ha posto il freno allo strapotere leghista al governo, non solo alle leggi ad personam care al premier.
I suoi interventi sono sempre studiati a tavolino e incidono in maniera chirurgica nella maggioranza.
In fondo fa quello che avrebbe dovuto fare il Pdl per contenere la Lega e che Berlusconi non ha mai fatto per salvarsi da due processi, prossimi pure alla prescrizione.
Che la Padania non esista e non sia mai esistita, lo dice anche una fonte scientifica insospettabile, la Società geografica italiana che, nel suo ultimo rapporto, ha bocciato l’esistenza di una identità padana.
Secondo i ricercatori “di Nord ne abbiamo contati una quindicina: aree, territori, sistemi quanto mai diversi tra loro, figurarsi parlare di Stato padano, non potrebbe mai esistere. Il Nord è solo un insieme di sottosistemi, ma la Padania come spazio culturale, economico, etnico non esiste proprio.
Nel Paese dei 1000 campanili e delle 100 città , domina semmai il localismo che provoca spesso guasti.
La Baviera e la Catalogna sono grandi regioni con una pluralità di sistemi e di funzioni, il Nord dell’Italia invece ha una innata pluralità , non una unica identità , diviso com’è in sottosistemi”.
Ma Fini ha affondato il colpo proprio nel momento in cui la Lega è in palese difficoltà : in periferia invoca il federalismo fiscale e a Roma soffoca le Regioni e i Comuni con la manovra più centralista mai adottata da un governo di centrodestra, suscitando la rivolta della base sul territorio. Continua »
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Giugno 21st, 2010 Riccardo Fucile
PER RISANARE IL DEBITO DELLA CAPITALE SI COLPIRANNO TRASPORTI, ASILI, RIFIUTI, BAR, RISTORANTI, AEREI…TREMONTI TAGLIA DI 200 MILIONI I FONDI STANZIATI PER ROMA E L’EX SOCIALE ALEMANNO AUMENTA LE TARIFFE DEGLI ASILI NIDO DAL 15,6% AL 48%, LE MENSE SCOLASTICHE FINO AL 93,6%, L’IRPEF E IL PREZZO DEL BUS
La colpa non è certo solo di Alemanno: quando l’ex ministro ha salito le scale del Campidoglio, i conti della Capitale già non tornavano da tempo, ma ciò è di magra consolazione per i contribuenti romani che da anni sentono ripetere dagli esponenti del centrodestra che “non metteremo le mani nelle tasche degli italiani”.
Decenni di guasti e gestioni finanziarie dissennate hanno prodotto la bellezza di 9,8 miliardi di debito che ora va risanato, dopo anni di silenzi sia da parte dei governi di destra che di sinistra.
Berlusconi si era impegnato ad aiutare il neosindaco per consentire alla nuova giunta di rimettersi gradualmente in carreggiata, ma Tremonti ha ridotto di 200 milioni i fondi che aveva promesso.
Il ministro ha concesso (bontà sua) la possibilità per il Campidoglio di aumentare la addizionale Irpef comunale di un ulteriore 0,4% (Roma è già al tetto massimo dello 0,5%) e di fissare il balzello di 1 euro sui diritti d’imbarco per tutti i passaggeri in transito negli aeroporti romani.
Ma la vera stangata è quella prevista per ripianare il bilancio ordinario in rosso di ben 160 milioni.
Da qui una serie di soluzioni molto onerose.
Il canone per l’occupazione del suolo pubblico salirà dal 12% al 125% in base alle zone.
E’ evidente che il costo dei tavolini all’aperto di bar e ristoranti saranno rapidamente scaricati sui clienti, con buona pace di tutti.
La tassa sui rifiuti per le utenze non domestiche salirà del 12,5%.
Per gli asili nido le tariffe aumenteranno da un minimo del 15,6% a un massimo del 48%.
Per avere un’idea del peso di questa misura, basti sapere che può arrivare a 150 euro di incremento della rata mesile. Continua »
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