Luglio 8th, 2010 Riccardo Fucile
RISCHIANO DI SPARIRE MOLTI DEI 24 PARCHI ITALIANI, DIMEZZATI I FONDI: NON BASTERANNO NEANCHE PER STIPENDI E BOLLETTE, A RISCHIO I PIANI ANTINCENDIO…I PARCHI RICHIAMANO 34 MILIONI DI VISITATORI, CON UN GIRO D’AFFARI DI 2 MILIARDI DI EURO E 86.000 OCCUPATI…TUTELANO 57.000 SPECIE ANIMALI E IL 50% DELLA FLORA EUROPEA
Ora rischiano di sparire molti dei 24 parchi nazionali italiani: l’allarme è stato lanciato dal presidente di Federparchi, Giampiero Sammuri, dopo aver scoperto che all’art. 7 della manovra economica tuttora in fase di gestazione, è previsto il taglio del 50% dei fondi destinati alle aree protette.
In un colpo solo, i 50 milioni di euro che ogni anno servono per mantenere in funzione le aree, potrebbero scendere a 25 milioni.
“C’è il concreto pericolo di non avere i soldi per pagare le bollette e gli stipendi dei dipendenti” denuncia Sammuri.
Infatti solo queste spese assorbono il 50% del badget dei Parchi nazionali.
Per Domenico Pappaterra, presidente del Parco nazionale del Pollino, gli effetti di questi tagli metterebbero a rischio anche il Piano antincendio per il quale lo Stato impega ogni anno 300 milioni.
Il rischio è che l’intero sistema collassi, facilitando l’arrivo di privati che hanno tutto l’interesse a gestire l’indotto che ruota intorno alle aree protette.
Il mondo dei Parchi nazionali rappresenta infatti un forte richiamo turistico, con un giro di affari di circa 2 miliardi di euro: nel settore vi sono 86.000 occupati (4.000 diretti, 17.000 nell’indotto dei servizi, 65.000 nell’indotto del turismo, agricoltura, artigianato e commercio).
Le aree attrezzate sono 2.450 e ogni anno in Italia sono 34 milioni i turisti che preferiscono trascorrere le vacanze nelle 24 aree protette.
Per quanto riguarda la salvaguardia di animali e piante, nel nostro Paese i parchi tutelano oltre 57.000 specie animali, 6.000 specie vegetali, ovvero il 50% dell’intera flora europea. Continua »
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Luglio 8th, 2010 Riccardo Fucile
PERCHE’ IL LEGHISTA TREMONTI NON HA CITATO TUTTI I DATI UFFICIALI? … PERCHE’ NON HA DETTO CHE LA BASILICATA HA SPESO IL 12,8% DEL FONDO SOCIALE EUROPEO CONTRO IL 6,8% DELLA LOMBARDIA?…. PERCHE’ NON HA RICORDATO CHE IL GOVERNO HA DIROTTATO 9 MILIARDI DI FONDI FAS PER PAGARE LA CASSA INTEGRAZIONE DELLE AZIENDE DEL NORD?
Ormai neanche Berlusconi lo sopporta più: tra due soggetti che non ammettono obiezioni e dissensi la lotta è dura.
Tremonti ha preparato la Finanziaria come se fosse solo affar suo, nascondendo gli incartamenti come i docenti universitari fanno con gli assistenti, nel timore che possano portargli via la cattedra.
Poi magari ha ragione sui conti da tenere in ordine, mentre il premier non ammetterebbe mai che siamo nella bratta, ma questo è un altro discorso.
Un Tremonti sempre più leghista e spocchioso non aiuta certo il Pdl ad uscire dalle secche del calo dei consensi in cui si è arenato.
Un Tremonti antimeridionalista poi allontana anche il voto del Sud, dopo aver perso quello del Nord: insommma siamo nella confusione totale.
Il ministro dell’Economia, sempre più politico, ormai sbulacca spesso con toni inconsueti per il suo passato riconosciuto aplomb.
Non solo minaccia di dimettersi ogni mezzora se non si fa come vuole lui, ma qualche giorno fa ha esagerato dando dei “cialtroni e degli irresponsabili a chi al Sud pensa solo a protestare contro i tagli del Governo e poi “prende soldi dall’Ue e non li spende”.
A parte che contro i tagli ha protestato più Formigoni che Vendola, veniamo alle cifre.
E’ esatto dire che, nel periodo 2007-2013, ovvero in sette anni, sono stati stanziati fondi europei per 44 miliardi e ne sono stati spesi solo 3,6.
Ma vediamo come stanno realmente le cose.
Il problema dell’utilizzo dei fondi europei, finanziati attraverso l’Iva degli Stati
membri, è che sono erogati intanto in cofinanziamento.
Cosa vuol dire? Che li prende solo la Regione in grado di finanziare e portare avanti la metà del progetto: quindi se una Regione non ha la possibilità di metterci la metà dei quattrini non se ne fa nulla. Continua »
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Luglio 6th, 2010 Riccardo Fucile
MENTRE OGNI ITALIANO PAGA 360 EURO L’ANNO PER MANTENERE UN’AUTO BLU, IL FONDO PER ACQUISTARE GIUBBOTTI ANTIPROIETTILE E’ STATO RIDOTTO DELL’80%…LA QUESTURA DI FOGGIA AL BUIO, IL 60% DI IMBARCAZIONI, AEREI, ELICOTTERI A TERRA PER MANCANZA DI BENZINA E PEZZI DI RICAMBIO…STIPENDI BLOCCATI DA ANNI, STRAORDINARI NON PAGATI, 3.000 AGENTI USATI COME PORTIERI E NEGLI UFFICI, DIMEZZATE LE VOLANTI
La denuncia viene da un sindacato di polizia “di destra”: ogni cittadino italiano paga in
media 360 euro l’anno per mantenere un’auto blu, scorta compresa.
Mentre i poliziotti della squadra mobile di Napoli hanno una sola divisa estiva per tutta l’estate, senza ricambi.
Ma non è certo questa la sola contraddizione dela presunta “politica della sicurezza” del governo di sedicente “centrodestra” che guida il Paese.
Non si è mai visto un governo di destra in Europa che da un lato sfrutti i successi di agenti e carabinieri nella lotta alla criminalità , cercando di farsene uno spot perpetuo, come se il merito fosse di Maroni, e che dall’altro li mette nelle peggiori condizioni per operare, sia in termini di mezzi che di trattamento economico.
La considerazione che Tremonti e Maroni hanno degli operatori della sicurezza lo si è visto nei giorni scorsi, quando hanno pure cercato di tagliar loro le tredicesime, salvo poi dover fare retromarcia sotto la pressione dell’indignazione popolare.
Ma ormai il rapporto si è rotto: protestano i funzionari di polizia, comprando intere pagine di quotidiani e denunciando una “sicurezza a rischio”, scendono in piazza i sindacati di polizia che hanno raccolto già 100.000 firme di solidarietà , cresce il malumore dei prefetti per il mancato adeguamento del contratto.
Come denuncia il sindacato autonomo Siap, i tagli di Tremonti, uniti alla legge 133 di Brunetta, hanno di fatto tagliato il 35% del bilancio del 2011: 1,67 miliardi di euro, di cui 557 milioni per la polizia. Continua »
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Luglio 5th, 2010 Riccardo Fucile
DALLE PENSIONI ALLA PEDOFILIA, DAL CONDONO AL TFR, DAGLI SCATTI ALLA PREVIDENZA, DA BRANCHER ALLE TREDICESIME: IL GOVERNO SEMPRE COSTRETTO A RIMANGIARSI L’ANNUNCIO… “GHE PENSI MI”: A FAR BRUTTE FIGURE?
L’ultimo esempio è stata quella norma che avrebbe dovuto tagliare una parte delle
tredicesime dei lavoratori del comparto sicurezza, dalle forze dell’ordine alle forze armate: inserita dal governo nella finanziaria, con relativo emendamento del relatore Azzolini, ha suscitato una tale insurrezione bipartisan e una tale giustificata furibonda reazione dei sindacati di polizia, che Berlusconi è dovuto correre in Tv ad annunciare la retromarcia sul provvedimento.
Per la prima volta i nodi del settore sicurezza sono venuti al pettine, con un attacco durissimo delle forze dell’ordine a Maroni accusato di “disinteresse e lontananza”.
Patetico il tentativo successivo della Lega di rivendicare il merito dell’annullamento dei tagli alla tredicesima, dopo essere stati proprio loro i padrini con Tremonti della iniqua proposta: è finito il bluff del “partito di lotta e di governo”.
Ma ormai il governo “dei refusi” ci ha abituati a questa strategia: si fa andare avanti un singolo parlamentare con un emendamento che prevede un taglio: se nessuno se ne accorge, il colpo è fatto.
Se se scatena la protesta, è stata solo l’iniziativa di un povero cristo, il governo dice di non saperne nulla e prende le distanze.
Giochetti noti da Prima Repubblica.
Affidati in questo caso al senatore Azzollini, da Molfetta, Pdl, presidente della Commissione Bilancio.
Politico coerente soprattutto: trascorsi nel Pdup ( estrema sinistra), poi nei Verdi, quindi nel Ppi, espulso dal Pci-Pds nel 1992, approdato infine in Forza Italia.
Un altro rappresentante della Corte dei miracolati di cui si circonda il premier.
Negli ultimi mesi sono ormai più le retromarcie che il governo ha innestato che i passi in avanti: ne ricordiamo qualcuna.
Lo stop all’innalzamento dei 40 anni di contributi per andare in pensione con relativa correzione: “è un refuso”. Continua »
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Luglio 4th, 2010 Riccardo Fucile
SVOLGONO SERVIZI PUBBLICI AL POSTO DELLO STATO, FORNISCONO PRESTAZIONI TECNICHE E DANNO INFORMAZIONI LEGISLATIVE E PROCEDURALI…OFFRONO UN SERVIZIO SOCIALE A BASSO COSTO, MA DANNO FASTIDIO A QUALCUNO: LA FOBIA ANTISINDACALE DI CERTA PSEUDO-DESTRA ANNEBBIA LA VISTA
Se esiste un terreno dove non dovrebbero esistere distinzioni tra destra e sinistra è quello della tutela dei lavoratori, anche perchè la categoria si divide equamente tra chi vota a destra e chi a sinistra.
Come in una certa sinistra vige ancor oggi il concetto che la colpa è sempre dei “padroni”, in certa destra si mantiene il pensiero che essa sia sempre da ricercare nei sindacati, causa di ogni italica disgrazia.
Forse costoro hanno come modello certi regimi militari o prendono ad esempio certe “repubbliche popolari” dove l’operaio deve lavorare dodici ore al giorno, non profferire parola e inchinarsi davanti alla catena di montaggio, senza diritti, senza dignità , senza futuro.
Non essendo consono al nostro ideale sociale questo modello industriale stile “padrone delle ferriere” e ritenendo invece che dovrebbero essere ancora più determinati nelle lotte sindacali proprio i sindacati di destra o autonomi, in quanto slegati dal potere politico che spesso condiziona le scelte di quelli di sinistra, ci fa riflettere un piccolo emendamento inserito in Finanziaria su imput del vertice Pdl, con il quale si stabilisce una riduzione dell’aliquota di prelevamento sul gettito contributivo per finanziare gli istituti di patronato dall’attuale 0,226% allo 0,178%.
Il taglio non si ferma qua: l’emendamento prevede che nel 2011 siano ridotti del 22% anche gli stanziamenti per i patronati previsti nella tabella del Ministero del lavoro.
La proposta del relatore alla finanziaria Azzolini taglia così ai patronati la bellezza di 87 milioni di euro in un colpo solo, ovvero quasi un quarto della somma che viene loro distribuita ogni anno sulla base delle convenzioni stipulate con il ministero. Continua »
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Luglio 1st, 2010 Riccardo Fucile
SI PAGHERA’ DA 1 A 2 EURO IN PIU’ SU 11 AUTOSTRADE E 11 RACCORDI ANAS: IN ASSENZA DI CASELLO SI PAGHERA’ ALL’USCITA… L’ANAS INCASSERA’ 598 MILIONI DI EURO IN TRE ANNI…AUMENTA DEL 5% ANCHE IL CANONE DEI CONCESSIONARI PRIVATI…SI TEME ORA UN CONSEGUENTE RINCARO DEI PRODOTTI ALIMENTARI
Per chi sta per partire in auto per le vacanze estive, da oggi la strada delle ferie sarà più cara.
Crescono i pedaggi autostradali fino al 5% e ne vengono introdotti di nuovi su 22 tratte gestite dal’Anas, ben 1.270 km finora gratuiti.
Tra questi il Raccordo anulare di Roma, la Salerno-Reggio Calabria, la Roma- Fiumicino, la Palermo-Catania, il raccordo Torino-Caselle, la superstrada Firenze-Siena, il raccordo Salerno-Avellino.
Tutto previsto dalla manovra di Tremonti, quella che non avrebbe messo “le mani nella tasca degli italiani”, per capirci.
Il nuovo pedaggio sarà forfettario: auto e camion verseranno rispettivamente 1 e 2 euro se decideranno di percorrere 11 autostrade e 11 raccordi autostradali dell’Anas.
A chi obiettasse “ma dove sono i caselli?” ecco la soluzione prevista: l’esborso si pagherà alle 26 uscite interessate delle autostrade che mettono in comunicazione con le strade gestite dall’Anas.
Un esempio: chi percorre il Grande Raccordo Anulare di Roma non paga se entra ed esce rimanendo in città .
Ma se prende l’A1 verso Firenze o Napoli, la A24 verso l’Aquila, la A12 verso Civitavecchia, paga 1 o 2 euro oltre il ticket normale.
In pratica a Roma gli aumenti del pedaggio autostradale scatteranno subito ai seguenti caselli: Roma Nord A1, Fiano Romano A1, Roma Est A24-Strada dei Parchi, Lunghezza A24-Strada dei Parchi, Settecamini A24-Strada dei Parchi, Ponte di Nona A24-Strada dei Parchi, Roma Sud A1, Roma Ovest A12, Maccarese Fregene A12.
Sarà un salasso per chi abita a Roma e nella provincia. Continua »
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Giugno 29th, 2010 Riccardo Fucile
I TAGLI ALLE FORZE DELL’ORDINE IMPEDIRANNO L’ACQUISTO E L’ADDESTRAMENTO DI NUOVI CUCCIOLI….DENUNCIA DEL SINDACATO UGL: SICUREZZA DEI VOLI E ANTITERRORISMO A RISCHIO…ANCHE I CANI SONO ORMAI “RIDOTTI ALL’OSSO”: LE QUESTURE NON PAGANO I FORNITORI… APPELLO AI CITTADINI PER LE DONAZIONI: ECCO LA SICUREZZA DI MARONI
Per molti è una manovra pessima, per altri necessaria, per quasi tutti migliorabile.
Ma che fosse anche una “manovra da cani”, fino ad oggi nessuno l’aveva ipotizzato.
Ce lo induce invece a pensare un sindacato non certo di sinistra, la Ugl settore agenti di polizia, da cui è partita la denuncia: i tagli della manovra di Tremonti impediranno di acquistare e allevare nuovi cuccioli, con grave rischio per la sopravvivenza delle “unità cinofile”.
Siamo arrivati al punto che il sindacato lancia un appello a tutti i cittadini e agli enti locali perchè comprino un cane e lo regalino alla polizia, ricordando che “la squadra cinofila è essenziale per la sicurezza dei voli e la lotta al terrorismo”.
Dalle caserme italiane si alza lo stesso coro di critiche feroci: scarsi gli uomini e scassati i mezzi.
Se ormai si era fatta l’abitudine alle Volanti che si erano “bevute” da tempo la benzina di riserva, che si arrivasse al “blocco delle assunzioni” e al razionamento dei croccantini per i cuccioli antidroga rappresenta una novità che ci qualifica certamente in Europa.
Se allarghiamo un attimo il quadro generale e lasciamo parlare le cifre, balza agli occhi di tutti che i veicoli in dotazione alle forze dell’ordine sono vecchi, molti hanno sette anni e sono spesso in officina.
Nel 1996 la polizia a Roma disponeva di 35 Volanti, oggi sono 15.
A Torino si è passati da 40 a 15, a Milano da 20 a 15, a Cremona da 4 a 1, a Venezia da 7 a 4, a Napoli in tutto sono 12 le auto disponibili. Continua »
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Giugno 29th, 2010 Riccardo Fucile
PER SCONGIURARE CHE LE REGIONI RESTITUISCANO LE DELEGHE PERCHE’ NON POSSONO GARANTIRE I SERVIZI, ALLA FINE SI ANTICIPERA’ A GENNAIO UNA QUOTA DI AUTONOMIA FISCALE….TAGLI OGGI E NUOVE TASSE DOMANI…E VISSERO TUTTI FELICI E CONTENTI (MENO GLI ITALIANI)
Le parole più chiare sulla manovra finanziaria sono state pronunciate dal governatore lombardo Formigoni: “Gli enti locali in questi anni hanno sempre fatto la loro parte. Si pensi agli ammortizzatori sociali: si è deciso che fossero le Regioni a mettere un terzo delle risorse che servivano allo Stato. Lo abbiamo fatto per più di 9 miliardi di euro. Ma ora Tremonti vorrebbe che tagliassimo di un terzo i contributi per il trasporto pubblico locale, di due terzi i fondi per le piccole e medie imprese, la totalità di quelli per la famiglia e cosi via. Se il governo vuole farci cancellare un treno pendolare su tre perchè ritiene che si possano far funzionare gli stessi treni con un terzo di risorse in meno, allora diciamo: bene, vi restituiamo le deleghe, provateci pure voi”. Secondo Formigoni i tagli dei trasferimenti avvengono proprio sui capitoli che dovrebbero avviare il federalismo fiscale che, a questo punto, è finito ancor prima di inizare.
Tremonti pare inamovibile sui tagli, continua a parlare che il saldo finale deve rimanere lo stesso, ma poi in concreto non pare disposto a modificare quasi nulla.
Gli unici due punti che saranno soggetti a modifica sono quello relativo
alla assurda norma che portava dal 74% all’85% la soglia per ottenere l’assegno di invalidità (256 euro almese), lasciando fuori categorie come sordi e persone con sindrome di Down.
L’altra modifica riguarderà gli scatti di anzianità degli insegnanti che vengono congelati per tre anni, ma con l’impegno a recuperarli nel 2014, utlizzando il 30% dei risparmi nel comparto scuola.
Tutto fermo invece per ora per forze dell’ordine e magistrati.
Per i Comuni vi sarà la possibilità di recuperare le entrate tagliate, attraverso la istituzione dell’Imu, imposta municipale unica, che dovrebbe accorpare più imposte.
Ma se si limitasse solo ad accorpare l’esistente non uscirebbe un euro in più, lo capirebbe anche un bambino, quindi è evidente che ci sarà un arrotondamento a crescere.
Ora Tremonti e Calderoli ne stanno preparando un’altra, che riguarda le Regioni. Continua »
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Giugno 24th, 2010 Riccardo Fucile
TREMONTI ANNUNCIA: “AI COMUNI MAGGIORI POTERI FISCALI NEL CAMPO IMMOBILIARE E TERRITORIALE…” NON PIU’ ICI, SI CHIAMERA’ IMU: LA FILOSOFIA DI ACCORPARE LE IMPOSTE, PER AUMENTARLE SENZA FARSENE ACCORGERE…SERVIRA’ AI COMUNI PER TAPPARE I BUCHI DEI TAGLI STATALI, COSI’ IL GOVERNO FA BELLA FIGURA
La vita politica di Berlusconi è contrassegnata dal motto “Meno tasse per tutti”, fin dal momento della sua discesa in campo: purtroppo, per circostanze varie, in quindici anni sono solo aumentate, mai diminuite.
A parte il caso dell’Ici, che è opportuno ricordare nel suo sviluppo: nel 2006 il governo Prodi eliminò l’Ici sulla prima casa per i redditi più bassi, fino a 50.000 euro.
Nel 2008 Berlusconi vinse le elezioni promettendo di abolire completamente l’Ici anche per i redditi più alti, superiori ai 50.000 euro.
Veniamo ai nostri giorni.
Nel corso del 236° anniversario della Guardia di Finanza, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha annunciato che il federalismo fiscale arriverà sul tavolo del governo nei prossimi giorni.
Nella bozza del decreto base, ha precisato Tremonti, ci sarà “il ritorno ai Comuni del potere fiscale nel loro comparto naturale di competenza: immobiliare e territoriale”.
In poche ore si sparge la voce che in pratica ciò potrebbe dare origine a un ritorno dell’Ici: per il governo cerca di gettare acqua sul fuoco prima Calderoli che parla di “accorpamento di imposte oggi spezzettate” e poi altri esponenti che annunciano un “lavoro di unificazione in un’unica tassa”.
Torna il concetto del service -tax, annunciato mesi fa, ma con una integrazione sospetta: dietro la cortina fumogena delle parole, Tremonti ha detto due cose importanti. Continua »
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