Destra di Popolo.net

LE MANI NELLE TASCHE DEGLI ITALIANI: ALEMANNO AUMENTERA’ DEL 50% IL BIGLIETTO DEL BUS E LE QUOTE ASILI NIDO E MENSE

Giugno 21st, 2010 Riccardo Fucile

PER RISANARE IL DEBITO DELLA CAPITALE SI COLPIRANNO TRASPORTI, ASILI, RIFIUTI, BAR, RISTORANTI, AEREI…TREMONTI TAGLIA DI 200 MILIONI I FONDI STANZIATI PER ROMA E L’EX SOCIALE ALEMANNO AUMENTA LE TARIFFE DEGLI ASILI NIDO DAL 15,6% AL 48%, LE MENSE SCOLASTICHE FINO AL 93,6%, L’IRPEF E IL PREZZO DEL BUS

La colpa non è certo solo di Alemanno: quando l’ex ministro ha salito le scale del Campidoglio, i conti della Capitale già  non tornavano da tempo, ma ciò è di magra consolazione per i contribuenti romani che da anni sentono ripetere dagli esponenti del centrodestra che “non metteremo le mani nelle tasche degli italiani”.
Decenni di guasti e gestioni finanziarie dissennate hanno prodotto la bellezza di 9,8 miliardi di debito che ora va risanato, dopo anni di silenzi sia da parte dei governi di destra che di sinistra.
Berlusconi si era impegnato ad aiutare il neosindaco per consentire alla nuova giunta di rimettersi gradualmente in carreggiata, ma Tremonti ha ridotto di 200 milioni   i fondi che aveva promesso.
Il ministro ha concesso (bontà  sua) la possibilità  per il Campidoglio di aumentare la addizionale Irpef comunale di un ulteriore 0,4% (Roma è già  al tetto massimo dello 0,5%) e di fissare il balzello di 1 euro sui diritti d’imbarco per tutti i passaggeri in transito negli aeroporti romani.
Ma la vera stangata è quella prevista per ripianare il bilancio ordinario in rosso di ben 160 milioni.
Da qui una serie di soluzioni molto onerose.
Il canone per l’occupazione del suolo pubblico salirà  dal 12% al 125% in base alle zone.
E’ evidente   che il costo dei tavolini all’aperto di bar e ristoranti saranno rapidamente scaricati sui clienti, con buona pace di tutti.
La tassa sui rifiuti per le utenze non domestiche salirà  del 12,5%.
Per gli asili nido le tariffe aumenteranno da un minimo del 15,6% a un massimo del 48%.
Per avere un’idea del peso di questa misura, basti sapere che può arrivare a 150 euro   di incremento della rata mesile.   Continua »

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ALLA FACCIA DELLA SICUREZZA: IL GOVERNO TAGLIA ALTRI 600 MILIONI ALLE FORZE DELL’ORDINE

Giugno 18th, 2010 Riccardo Fucile

STRAORDINARI BLOCCATI PER TRE ANNI: LAVORERANNO GRATIS…A MILANO SU 60 VOLANTI NE CIRCOLANO SOLO 15, IN LOMBARDIA LA STRADALE DISPONE DI SOLE 96 AUTO SULLE 270 IN DOTAZIONE… ABOLITI I RIMBORSI CHILOMETRICI PER CHI ERA COSTRETTO A USARE PER SERVIZIO LA PROPRIA AUTO…A PALERMO SONO FINITE PURE LE CIMICI PER LE INTERCETTAZIONI

La manovra del governo che ha imposto tagli lineari e indistinti del 10% alle spese per la sicurezza, sta determinando l’ennesimo protesta delle forze dell’ordine, colpite dal presunto “fuoco amico”.
Un governo di centrodestra che aveva posto in primo piano, nel suo programma, un adeguato riconoscimento e impulso alla politica della sicurezza, si sta di fatto contraddistinguendo per misure opposte.
Prima i tagli ai 3 miliardi previsti di investimenti nel setttore, poi il mancato rinnovo di un contratto scaduto da tempo, ora un ulteriore taglio di 600 milioni in 3 anni che colpirà  polizia, carabinieri, Gdf, polizia ferroviaria e forestali.
Uno strano modo di coniugare il concetto di legalità , se poi si considerano le proteste degli uomini in divisa nei confronti del decreto sulle intercettazioni, all’esame del Parlamento.
Cornuti e mazziati, come dicono al sud.
Da un lato il governo parla di lotta ai clandestini, dall’altro taglia i soldi per le missioni all’estero delle forze di polizia che di fatto renderà  impossibili i viaggi per riaccompagnare in patria gli immigrati irregolari.
Le intercettazioni ambientali non piacciono al governo? Tranquilli, tra poco non se ne faranno più: alla questura di Palermo sono rimaste solo dieci cimici: finite quelle, via libera ai delinquenti.   Continua »

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FINI VINCE SU TUTTA LA LINEA: ADDIO INTERCETTAZIONI, SE NE RIPARLA A SETTEMBRE, RIVEDUTE E CORRETTE

Giugno 17th, 2010 Riccardo Fucile

LE NORME SAREBBERO STATE INCOSTITUZIONALI, FINI HA SALVATO IL GOVERNO DA UNA BRUTTA FIGURA, IL RINVIO A SETTEMBRE PERMETTERA’ LE MODIFICHE NECESSARIE…. BATTUTI I FALCHI DEL PDL, ORA FINI PUNTA ALLA DEMOCRATIZZAZIONE INTERNA DEL PARTITO… LA LEGA IN DIFFICOLTA’

Alla fine Berlusconi ha ceduto al pressing finiano: fino al giorno prima aveva minacciato persino le elezioni anticipate, nel caso che “Gianfranco non si mettesse un riga”, facendo approvare con urgenza il decreto intercettazioni senza alcuna modifica alla Camera.
In 24 ore la situazione è mutata, dopo una serie di incontri informali di Gianni Letta che ha dovuto riferire al premier quanto segue: in primo luogo Napolitano non avrebbe firmato quel testo, in secondo luogo la Consulta lo avrebbe bocciato, in terzo luogo in Commissione Giustizia alla Camera i finiano son ben 5 e avrebbero potuto stravolgere completamente la legge. Dulcis in fundo, in un colloquio personale con Fini, Letta aveva capito che il presidente della Camera questa volta non avrebbe fatto alcun passo indietro.
A questo punto a Berlusconi non rimaneva che la ritirata e prendere atto che se ne riparlerà  a settembre.
Non solo: i finiani hanno fissato quattro paletti per la modifica del decreto. Concedere proroghe con lassi di tempo più ampi, dare la possibilità  di utilizzare microspie in spazi interni, abbassare la multa agli editori e inserire tra i reati per cui è possibile intercettare anche il traffico di rifiuti, l’usura, l’estorsione e il riciclaggio.
Parole di Bocchino: “L’unico modo per evitare il rischio di una bocciatura da parte della Consulta, è migliorare il testo”.
Fini ha poi posto precise condizioni per arrivare alla fine della legislatura: un comitato di garanzia che affianchi la dirigenza del partito, in pratica un commissariamento dell’attuale triumvirato, fino al congresso, preceduto da assise provinciali e regionali, che porti a una reale democratizzazione interna e a un riequilibrio dei rapporti di forza.
Un accordo che se andasse in porto farebbe saltare molte teste, in primis quelle dei colonnelli ex An che infatti sono i più falchi tra i cortigiani. Continua »

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IN EUROPA SI TASSANO BANCHE, RICCHI E REDDITI DA CAPITALE, IN ITALIA SOLO I POVERACCI

Giugno 16th, 2010 Riccardo Fucile

SUI REDDITI ALTI AUMENTA IL PRELIEVO IN FRANCIA, REGNO UNITO E GERMANIA…GLI STESSI PAESI TASSANO BANCHE, SOCIETA’ ENERGETICHE   E RENDITE FINANZIARIE…. IN ITALIA SACRIFICI SOLO PER GLI STATALI E TAGLI AI SERVIZI LOCALI

L’austerity un Eurolandia non è fatta solo di tagli alla spesa pubblica e sacrifici per gli statali.
La nuova tendenza continentale, a differenza della manovra di Tremonti, per recuperare risorse e dare un senso di equità  agli aggiustamenti di bilancio, è quella di ritoccare in vario modo le aliquote per i redditi alti e di elevare il prelievo su rendite finanziarie, stock option e superstipendi.
Questa tendenza è trasversale ai governi di destra e di sinistra, a parte il nostro, dove chi è ricco non viene minimamente sfiorato da questa manovra, mentre i dipendenti pubblici per 4 anni si vedranno congelata la retribuzione e gli enti locali ridotti i trasferimenti per i servizi anche del 30%.
La Merkel in Germania, ad es., non ha escluso un imminente aumento dell’aliquota Irpef più alta, oggi ferma al 42%.
In Francia è previsto un prelievo straordinario sui redditi oltre gli 11.000 euro mensili, in Portogallo è stata fissata una nuova aliquota del 45% per i redditi sopra i 150 euro, in Gran Bretagna del 50% sui redditi oltre le 150.000 sterline e anche in Spagna è stato annunciato un aumento fiscale.
Solo in Italia l’aliquota sopra i 75.000 euro resta inchiodata aal 43%.
Per quanto riguarda la tassa sui redditi da capitale, mentre il nostro Paese non ha adottato nessuna nuova misura, in Spagna l’aliquota è aumentata dal 18% al 19-21%, in Portogallo hanno messo una tassa del 20% sulle plusvalenze azionarie, in Francia una ritenuta alla fonte del 50% nei paradisi fiscali, nel Regno Unito un prelievo sui capital gain.
Vediamo le banche: in Italia nessun intervento, in Portogallo una tassa del 2,5% sugli utili degli istituti di credito, in Francia e Gran Bretagna è prevista una nuova tassa nel 2011, in Germania hanno messo un prelievo sulle società  energetiche. Continua »

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CON API SI VOLA? ORA BERLUSCONI SI ATTACCA ALLA HAWAIANA RUTELLI

Giugno 16th, 2010 Riccardo Fucile

LA REPUBBLICA DELLE BANANE: L’OSCE CHIEDE DI RITIRARE IL DECRETO INTERCETTAZIONI, FINI VUOLE MODIFICARLO, NAPOLITANO VALUTARLO… BERTOLASO DAL SEMINARIO AL PIEDATERRE… FORMIGONI GUIDA LA RIVOLTA CONTRO TREMONTI…A SILVIO NON RESTA CHE FARE LA CORTE A 7 DEPUTATI E 4 SENATORI DELL’API DI RUTELLI

Un’altra giornata da Repubblica delle banane.
Non era mai successo che la Commissione centrale del Viminale bocciasse una proposta unanime di tre procure e che decidesse di non concedere il programma di protezione a un pentito che pur ha collaborato con i pm di Firenze e Caltanissetta sulle stragi del 1992-1993.
E’ capitato per Gaspare Spatuzza, lo stragista della cosca di Brancaccio pentitosi nel 2008, definito dalla Dna “collaboratore fondamentale che ha consentito una lettura reale della strage di via d’Amelio”.
Spatuzza tirò in ballo anche Berlusconi e Dell’Utri e forse per questo si è arrivati a questa decisione politica che fa ora di Spatuzza “un morto che cammina”.
Era invece già  successo che un organismo internazionale criticasse il nostro Paese perchè non rispetta le convenzioni internazionali: ora è toccato all’Osce, l’Organizzazione per la Cooperazione e la Sicurezza in Europa, che ha invitato il governo italiano “a rinunciare alla legge sulle intercettazioni o a modificarla secondo gli standard internazionali sulla libertà  di espressione”.
L’ennesima figura da cioccolatai per una legge bavaglio che qualcuno vorrebbe pure blindare e che è stata criticata da un organismo che raccoglie 56 Stati.
Tutti prevenuti o imbecilli?
Frattini ha protestato (non contro le intercettazioni, contro la responsabile Ocse, Dunja Mijatovic) per lesa maestà , la Lega ha addirittura chiesto le dimissioni della “bosniaca”.
Come se essere bosniaci fosse un insulto equiparabile a quello di emettere rutti leghisti.
Nel frattempo il governo vuole ad ogni costo approvare il decreto intercettazioni entro luglio e senza modifiche.
Cosa difficile perchè alla Camera, in Commissione Giustizia, i finiani sono ben 5, compresa la presidente Giulia Bongiorno, e non intendono andare di corsa.
Anzi chiedono ulteriori, motivate modifiche.
Berlusconi minaccia elezioni “se non si fa come vuole lui”, ma Farefuturo replica ironicamente “Ma ci facci il piacere…”. Continua »

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A KABUL SI SPENDE TROPPO: STRANI INTERESSI CONTRAPPOSTI E UN COSTO DI 750 MILIONI L’ANNO

Giugno 16th, 2010 Riccardo Fucile

DA UN LATO GLI ALPINI CHE HANNO SUBITO 40 ATTACCHI IN 50 GIORNI… DALL’ALTRO LE CONTRADDIZIONI DI 4 JET AMX CHE NON POSSONO LANCIARE BOMBE E CONSUMANO SOLO CARBURANTE, DI ELICOTTERI AB-212 DA SCARSE PRESTAZIONI IN LOCO, DEI BLINDATI “FRECCIA” CHE SERVONO MENO DEI “LINCE”, MA SONO UTILI PER IL BUSSINES DELLA IVECO-OTOMELARA

Quaranta scontri a fuoco in cinquanta giorni: questo è il bilancio bellico del contingente italiano da quando gli alpini della “Brigata Taurinense” hanno assunto il controllo della regione occidentale afghana.
Secondo PeaceReporter, il sito vicino ad Emergency,   a molti combattimenti avrebbero partecipato anche militari italiani, ma dal comando di Herat si smentisce: i dubbi sono comunque più che leciti, visto che su 40 scontri confermati dal comando, solo 4 erano stati comunicati dai media, appena il 10%.
Questa missione di pace sta assumendo risvolti sempre più inquietanti e indecifrabili: in Italia se ne parla solo quando qualche nostro soldato viene ferito o ucciso, ma le contraddizioni sono tante.
Non solo sul fatto se e come ancora si giustifica, dopo anni, la presenza di ben 3.300 nostri militari a Kabul, ma su diversi aspetti poco noti e di cui in Italia si preferisce tacere: intanto i costi che sono passati da 600 milioni di euro del 2009 a 750 milioni di euro del 2010, di cui 327 già  stanziati.
Secondo molti esperti, una cifra su cui si potrebbe risparmiare, con scelte oculate.
Abbiamo ad es. 4 jet Amx dell’Aeronautica di base ad Herat che sarebbero utilissimi se potessero lanciare bombe: dato che il governo lo vieta, si limitano a fare voli a bassa quota, nella speranza di intimorire gli insorti: in pratica si consuma carburante per nulla, mentre in Italia l’Aeronautica non ha il carburante per far volare jet e addestrare piloti.
Esiste poi una lottizzazione tra le forze armate, non solo per motivi di prestigio, ma per usufruire dei fondi necessari.
Aeronautica e Marina alternano elicotteri AB-212 che non sono adatti alle alte quote afghane, dove andrebbero meglio quelli dell’esercito, ma non si capisce perchè continuino a essere impiegati. Continua »

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L’ITALIA E’ NEI GUAI, MA I LEGHISTI PENSANO A TIFARE PARAGUAY (E SILVIO ALLE INTERCETTAZIONI)

Giugno 15th, 2010 Riccardo Fucile

DEBITO ALLE STELLE, IN AUTUNNO ALTRI 5 MILIARDI DI TAGLI…. MENTRE RADIO PADAGNA ESULTA PER IL GOOL DEL PARAGUAY E IL PREMIER PENSA SOLO A COME EVITARE CHE POSSANO USCIRE INTERCETTAZIONI COMPROMETTENTI PER IL GOVERNO, IN SARDEGNA IL PDL PERDE LE ENNESIME ELEZIONI

Il debito pubblico italiano ha raggiunto il record di 1.812 miliardi di euro: l’allarme è stato lanciato ieri dalla Banca d’Italia che ha diffuso il dato di aprile del debito, in crescita di quasi il 3% rispetto alla fine del 2009.
La manovra economica di 25 miliardi, prevista da Tremonti, potrebbe quindi non essere sufficiente: a breve si porrà  il problema di aggiungere altri sacchetti di sabbia a protezione dei conti pubblici perchè il debito è salito alle stelle e gli incassi del fisco segnano il passo.
Nei primi quattro mesi del 2010, infatti, le entrate sono diminuite dell’1,8% rispetto all’anno precedente: il prelievo sui lavoratori dipendenti è al solito l’unica certezza, cresciuto del 2,7%.
Negli ultimi tempi il debito cresce al ritmo di 7,1 miliardi al mese e pesa ormai per oltre 82.000 euro sulle spalle di ogni famiglia italiana: Bankitalia non esclude per settembre un nuovo intervento correttivo.
Se le cose non cambieranno si parla di altri 5 miliardi (lo 0,3% del Pil) per riportare il deficit 2012 al 3%: in pratica la manovra finirà  per arrivare a 30 miliardi di euro di tagli.
Alla luce di tale situazione, è evidente a tutti la priorità  che la manovra e i suoi eventuali e auspicabili aggiustamenti costituiscano la priorità  dei lavori parlamentari.
Il fatto che Fini abbia ritenuto ieri secondaria la legge sulle intercettazioni rispetto alla manovra ha però suscitato le ire e le preoccupazioni dei notabili del Pdl.
Per i quali senza la “legge bavaglio” gli italiani non potrebbero vivere, quando è invece evidente che non solo al popolo italiano di tale legge non frega nulla, ma che la ritiene a stragrande maggioranza una legge fatta apposta per tutelare gli intrallazzi dei potenti.
Che un premier abbia una urgenza pazzesca per far passare una legge del genere si spiega solo col timore che dall’inchiesta sula cricca dei lavori del G8 stiano per uscire altre intercettazioni compromettenti.
Ma non ci risulta che gli elettori del centrodestra abbiano dato mandato al governo di Silvio Berlsconi di impedire che i cittadini conoscano la verità  sugli intrallazzi della Casta.
Altrimenti sarebbe stato scritto sul programma, vero Gasparri?
E l’ennesima minaccia rivolta ieri contro Fini, reo di chiedere un ulteriore approfondimento sulla decreto intercettazioni, così come lo chiedono i cittadini, la magistratura e le forze dell’ordine, in modo da non rischiare che in seguito venga dichiarato incostituzionale, e di voler “allungare i tempi” dell’esame alla Camera, fa riflettere. Continua »

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I CANDIDATI GOVERNATORI AVEVANO GIURATO SUL PALCO: “TAGLIEREMO LE TASSE”. ORA DEVONO AUMENTARLE

Giugno 15th, 2010 Riccardo Fucile

“GIURO CHE FARO’ IL PIANO CASA, CHE RENDERO’ EFFICIENTE LA SANITA’, CHE DIMEZZERO’ LE LISTE DI ATTESA, CHE AUMENTERO’   I SERVIZI, CHE DIMINUIRO’ LE TASSE”… DA FORMIGONI ALLA POLVERINI ORA UNA VOCE SOLA: “CON QUESTA MANOVRA METTEREMO LE MANI NELLE TASCHE DEGLI ITALIANI”

Si inasprisce lo scontro tra governo ed Enti locali.
Niente autobus nuovi, stop alle metropolitane, meno soldi per le imprese, cantieri fermi: sono solo talune delle conseguenze della manovra anticrisi che ha portato a 10 miliardi i tagli delle Regioni.
Oggi si riunirà    in via straordinaria la Conferenza delle Regioni per dimostrare, dati alla mano, come il giro di vite imposto da Tremonti si tradurrà  per il cittadino in meno servizi, meno trasporto pubblico, meno strade, meno edilizia residenziale, meno personale.
Con conseguenze anche per le imprese che dovranno fare i conti con la stretta, perchè incentivi e lavori saranno erogati col contagocce.
Nella Sanità    la riduzione drastica del 50% dei lavoratori precari pubblici farà  saltare gli equilibri dei Pronto Soccorsi   e avrà  anche conseguenze sulla spesa sanitaria: o si tagliano i posti letto o si aumentano le tasse.
Altri 3 miliardi sono i tagli ai Comuni che non possono neanche aprire un cantiere per il Patto di stabilità  interno.
Anche i sindaci protesteranno giovedi a Roma e l’impressione è che si vada allo scontro, difficili le mediazioni in corso.
Le stesse Regioni accusano il governo di aver tagliato la metà  dei loro fondi, ma di aver ridotto le spese ministeriali del solo 10%.
Regioni come Lombardia, Lazio e Piemonte rischiano di perdere molti soldi:   Formigoni dovrà  rinunciare a 600 milioni di euro solo di trasporto pubblico, tanto che il governatore è sbottato: “questa manovra è squilibrata e spazza via il federalismo fiscale”. Continua »

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LE GRANDI AZIENDE NON DELOCALIZZANO PIU’, FERMANO PROPRIO LA PRODUZIONE

Giugno 13th, 2010 Riccardo Fucile

DOPO NATUZZI, ANCHE INDESIT BLOCCA LA PRODUZIONE A BERGAMO E A TREVISO, SENZA SPOSTARSI ALL’ESTERO… SI FERMANO ANCHE LA LAMET, LA BIZTILES E LA OLIMPIAS… IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE E’ ALL’ 8,9%, QUELLO GIOVANILE AL 29,5%, MENTRE 2,2 MILIONI DI PERSONE SONO IN CERCA DI OCCUPAZIONE

Una delle ultime notizie sul fronte crisi economica e occupazionale arriva dalla Indesit che lascia a casa 500 dipendenti: la domanda di frigoriferi, cucine e lavastoviglie non tira.
L’anno scorso era toccato allo storico impianto di None, in Piemonte, subire una ristrutturazione, ora tocca a Brembate (Bg) e Refrontolo (Treviso). Contestualmente, la Indesit annuncia un piano di investimenti per 120 milioni di euro in tre anni per rafforzare la presenza a Fabriano, culla della dinastia Merloni, e a Caserta.
La produzione sarà  tagliata e l’occupazione ridotta, ma non è prevista alcuna delocalizzazione.
L’azienda è leader in Italia, Gran Bretagna e Russia, con un fatturato 2009 di 2,6 miliardi di euro, ha 16 stabilimenti divisi tra Italia, Polonia, Regno Unito, Russia e Turchia e occupa 16 mila persone.
La crisi dell’azienda si inquadra in un contesto difficile, in cui si moltiplicano gli annunci di chiusure e tagli di personale.
Si va dalla Streglio che interrompe la produzione di gianduiotti alla Nuova Pansac che annuncia esuberi di 440 persone su un organico di 856: chiuderanno gli stabilimenti di Portogruaro, Zingonia e Ravenna.
La Natuzzi metterà  in cassa integrazione i suoi 1.400 dipendenti per un anno a rotazione.
Si fermano pure la Lamet in Trentino, la mantovana Biztiles, la vicentina Olimpias mentre la Ferrania in Liguria taglia 225 posti. Continua »

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