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CONTRO IL CAPORALATO

Agosto 24th, 2011 Riccardo Fucile

DALLO SCIOPERO DEI BRACCIANTI AFRICANI DEL SALENTO CONTRO L’ARROGANZA DEL CAPORALATO, UNA DESTRA VALORIALE E SOCIALE DOVREBBE TRARRE SPUNTO PER LE SUE SCELTE POLITICHE E UMANE… CONTRO LO SFRUTTAMENTO DEI LAVORATORI IN NERO PER RIAFFERMARE LA PRESENZA DI UNO STATO OGGI LATITANTE

Le cronache di questi giorni parlano di uno sciopero di braccianti africani nelle campagne del Salento contro l’arroganza di una istituzione che da anni prospera nel mondo agricolo meridionale: il caporalato.
La masseria Boncuri nel comune di Nardò è una struttura di accoglienza per braccianti immigrati impegnati nella raccolta del pomodoro.
Le condizioni di vita di questa comunità  sono disumane.
Ammassati sotto tende questi lavoratori subiscono la selezione dei caporali che impongono carichi di lavoro sempre più gravosi per una misera paga.
I caporali speculano sul lavoro di queste persone con vessazioni e taglieggiamenti.
Stipati come bestie su pulmini senza sedili i braccianti sono trasportati nei campi, costretti a pagare questo trasporto indegno.
L’assenza dello Stato è totale.
Non si vedono forze dell’ordine, finanzieri, ispettori del lavoro; il campo è libero per un caporalato violento, retaggio di un mondo di antica miseria.
Ora che la misura è colma, la rabbia dei migranti è divenuta lotta contro l’ingiustizia. Incrociano le braccia per far valere i loro diritti e la dignità  di esseri umani.
Leader di questa battaglia, è un giovane studente camerounense.
Dal politecnico di Torino dove studia ingegneria, Yvan Sagnè si è trasferito nel Salento per pagarsi gli studi con il lavoro stagionale della raccolta di pomodori.
Quakhe notte fa   è stato picchiato a sangue e, invece di tutelare il suo diritto di protestare, è stato rispedito a Torino per garantire la sua incolumità .
Mi viene da chiedere se Yvan Sagnè conosce la vita di Giuseppe Di Vittorio che esattamente un secolo fa organizzava le lotte contadine in Puglia.
Figlio di braccianti che lavoravano la terra dei marchesi Rubino-Rossi di Cerignola, il giovane Di Vitttorio, pur faticando nei campi, imparò da autodidatta a leggere e scrivere e maturò una coscienza politica e sindacale che mise al servizio delle lotte bracciantili. Divenne la più autorevole figura del sindacato.
Oggi il nuovo Di Vittorio nelle campagne salentine ha la pelle nera.
Sono passati cento anni e il proletariato agricolo viene da paesi dove si vive di stenti. Come è possibile che in questa nostra Italia possa prosperare una nuova forma di schiavismo?
A pochi chilometri da questi campi, sulle spiagge assolate di questo angolo di Mediterraneo, migliaia di giovani vivono le vacanze agostane; molti non conoscono il dramma dei loro coetanei africani.
È giunto il momento di indignarsi rispondendo all’appello e alla mobilitazione contro il caporalato che sindacati,   Comune di Nardò, asscoiazioni e artisti pugliesi realizzeranno oggi nella città  salentina.
Un modo concreto per aiutare questi ragazzi che da quindici giorni sono senza salario e farli vivere in maniera più decorosa.
Assistiamo a queste forme di sfruttamento e al contempo al disastro dei prezzi.
In molte regioni la frutta viene lasciata marcire perchè i prezzi pagati ai contadini sono così irrisori che non conviene raccoglierla.
È giusto ricordare il monito di Pier Paolo Pasolini: «Quando contadini e artigiani spariranno, sarà  la fine della nostra storia».
Oggi i nostri contadini sono anche gli africani che raccolgono i pomodori, i macedoni nelle vigne del barolo, gli indiani che accudiscono le vacche in pianura padana, i magrebini e i polacchi negli alpeggi.
Questa umanità  va difesa e tutelata.
Questo dovrebbe essere il compito di una destra valoriale, sociale e solidale che voglia e sappia passare dalla enunciazione teorica ai fatti concreti.
Oggi avremmo voluto la classe dirigente di Fli in prima linea, a fianco dei nuovi poveri.

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ANGELA NAPOLI (FLI): “DOPO LO SCIOGLIMENTO DEI COMUNI PER MAFIA, OCCORRE STABILIRE IL DIVIETO DI CANDIDATURA”

Agosto 22nd, 2011 Riccardo Fucile

SECONDO LA RESPONSABILE   FINIANA DEL SETTORE LEGALITA’ I PARTITI DOVREBBERO SOTTOSCRIVERE UN CODICE ETICO CHE LI IMPEGNI A NON RIPRESENTARE GLI AMMINISTRATORI RIMOSSI PERCHE’ SOSPETTATI DI ESSERE COLLUSI CON I POTERI CRIMINALI

“L’ atto amministrativo che decreta lo scioglimento dei consigli comunali per infiltrazione mafiosa dovrebbe far acquisire ai partiti politici l’etica per il divieto alla candidatura, almeno per la tornata successiva allo scioglimento, degli amministratori rimossi perchè o sospettati di essere collusi o comunque condizionabili dai poteri criminali, anche se non intaccati giudiziariamente”: questa la proposta   dell’on. Angela Napoli, responsabile del settore Legalità  di Futuro e Libertà , nonchè   coordinatrice regionale della Calabria.
“Il periodo di commissariamento di questi Comuni dovrebbe, infatti, portare ad una rigenerazione della politica che spazzi via qualsiasi tipo di compromesso e che sia in grado poi di proseguire l’attività  legalitaria della terna commissariale. Purtroppo nell’ultima competizione elettorale, che ha fatto seguito al secondo scioglimento del consiglio comunale di Taurianova per infiltrazione mafiosa, è stato rieletto proprio il sindaco dell’ amministrazione sciolta” denuncia l’esponente finiana.
La città  ha dovuto prendere atto che, con deliberazione n. 15 del 28.07.2011, immediatamente eseguibile, la nuova Giunta municipale di Taurianova si è affrettata a revocare le deliberazioni del Commissario Prefettizio n. 09/2007 e della Commissione Straordinaria n. 55/2009 e n. 44/2010, con le quali era stata stabilita la costituzione di parte civile dell’Ente, quale persona offesa, in presenza dei reati: associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso, peculato, peculato mediante profitto dell’errore altrui, malversazione a danno dello Stato, concussione, corruzione per un atto d’ufficio, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione di persona incaricata in pubblico servizio e per tutti i procedimenti penali aperti per fatti connessi in violazione alle norme di cui al D.P.R. n. 380/2001, all’art. 624 c.p. eventualmente aggravato ai sensi dell’art. 625 c.p. n. 7, nonchè D. L.vo n. 152/2006.
Motivazione delle citate revoche?
Norma statutaria comunale ritenuta dalla Giunta municipale di superamento alle citate delibere revocate. Statuto, tuttavia, inapplicabile in assenza di apposito regolamento.
E nelle more?
L’Ente valuterà  l’opportunità  di costituirsi parte civile nei procedimenti per reati contro l’ambiente, contro il territorio e per l’abusivismo edilizio nel centro storico e nel centro della città !
Conclude la Napoli: “Chiedo alle Autorità  preposte alla vigilanza sugli atti, se nelle more dell’approvazione del regolamento dovessero emergere reati quali quelli previsti nelle delibere revocate dall’attuale Giunta municipale di Taurianova, ossia, ad esempio, associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso, peculato, corruzione,che farà  l’Amministrazione? Fermo restando che in un Ente sciolto per infiltrazioni mafiose non mi sembra si possa ravvisare una obiettività  di valutazione anche sui reati contro l’ambiente, ecc., dove la ‘ndrangheta ha grossi interessi”

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BOCCHINO, FOTOGRAFATO A RAVELLO CON L’APE REGINA DI BERLUSCONI, L’ATTRICE SABINA BEGAN, PARLA DI “TRAPPOLA”

Agosto 17th, 2011 Riccardo Fucile

COME DISSE UNA VOLTA LUI DEL PREMIER: “MA POSSIBILE CHE DI GENTE NORMALE NON NE CONOSCA?”… LEI SOSTIENE: “VOLEVO FARLI RICONCILIARE”, MA LE FOTO FINISCONO SU “CHI” E “OGGI”… NON SAREBBE MEGLIO FREQUENTARE MENO I SALOTTI BUONI E MAGGIORMENTE I MERCATI RIONALI?

Di cosa parliamo quando parliamo di politica?
Perfino di questo (brandelli d’Italia): il capogruppo degli scissionisti di Futuro e libertà  a Montecitorio, Italo Bocchino, viene fotografato (su Chi e Oggi) in Costiera con Sabina Began, l’ape regina del raffinato bunga bunga a casa del premier, intrattenimento serale che a breve verrà  spacciato per un gioco a carte stile canasta.
Naturalmente dei fatti loro chissenefrega, ma la questione viene ripresa dai giornali per un ipotetico risvolto politico non smentito dalla signora.
La quale viene da questo giornale interpellata perchè accusata su Libero dal disinvolto onorevole Fli di “avergli teso una trappola”, in favore di paparazzi.
E soprattutto perchè si è parlato di lei come possibile ambasciatrice di pace (ma che ci tocca scrivere) tra i finiani e il Pdl.
La replica dell’ape regina è di seguito trascritta senza aggiunta di coloranti.
“Ma quale trappola? Io non sono quel genere di persona. Trappola vuol dire una cosa non carina. E io nella mia vita faccio solo cose buone. Mi dispiace se Bocchino pensa questo. Io sono una persona positiva, penso alle cose belle della vita. Se faccio qualcosa è a fin di bene”.
Ha davvero cercato di ricucire lo strappo tra il premier e Fli?
Risposta (meglio sedersi prima di leggere): “Io vedo tanta tristezza nel mondo, c’è guerra ovunque. Ora abbiamo bisogno di pace, è quello che tutti si augurano. Sarebbe bello che ci fosse anche una pace politica nel governo e nel parlamento italiani. Se ci fosse la pace si affronterebbero meglio anche le questioni gravi dell’economia, con la mente più serena. Quando c’è odio e cattiveria, le cose sono più difficili”.
Sembra di capire che il premier sarebbe disposto a una tregua con Fini.
“Io credo che Silvio Berlusconi desideri solo avere pace tutto intorno a sè”.
Per questo le ha chiesto di mediare? “No, l’ho fatto io di mia spontanea volontà ”.
A che titolo non si capisce: la Began non è (almeno per ora) un consigliere di Palazzo Chigi. A beneficio di chi volesse fare le valigie e cambiare Paese, lei precisa: “Io non faccio politica, non m’interessa. Ho altri pensieri: mi piace la meditazione, mi piace la spiritualità ”.
E dulcis in fundo: “Se ci fosse la politica dell’amore la farei. Siccome non esiste, la politica non è un posto che fa per me”.
Ma perchè l’onorevole Bocchino dovrebbe accettare l’intermediazione di un’“attrice” con le iniziali di Berlusconi tatuate sulla pelle con la scritta “L’incontro che mi ha cambiato la vita”?. “Non sopravvalutiamo la signora Began”, dice il deputato Fli. “E poi tutti sanno quel che penso di Berlusconi. È stata solo una gita tra amici. Eravamo in tanti, ma “Chi” ha tagliato le foto in modo da far apparire qualcosa di intimo che non c’è. Per questo ho detto che mi è stata tesa una trappola. La macchina del fango funziona così”.
A parte che sarebbe ora di abolire l’espressione “macchina del fango” (vale anche per Saviano), se si attaccano i giornali di Berlusconi sarebbe comunque meglio non intervenire in abiti carnevaleschi alle trasmissioni di Alfonso Signorini come ha fatto qualche tempo fa Bocchino vestito da chef (sic).
“È vero: con il direttore di Chi ho un buon rapporto personale, ma loro fanno gli interessi dell’editore”.
Il settimanale Oggi però non è di Berlusconi. E allora?
Il direttore Umberto Brindani spiega: “Quelle foto sono arrivate in redazione con una didascalia che diceva: Italo Bocchino a pranzo con una ragazza. Il fotografo non aveva riconosciuto la Began, è stata una mia brava redattrice ad accorgersi che era lei. Le abbiamo pagate poco e niente anche per questo. Ma noi siamo usciti prima di Signorini. Come siano state fatte le altre foto, quelle pubblicate da “Chi”, non so. Ma non credo sia lo stesso paparazzo”.
Ricordiamo che una volta, dagli schermi Tv, Bocchino ebbe una felice battuta sulle frequentazioni del premier: “Possibile che voglia aiutare sempre e solo splendide e giovani modelle e mai una vecchietta?”.
Una battuta che ora rischia di valere anche per lui: tra telefonate con Bisignani, pranzi con ape regine e discutibili amicizie locali che ogni tanto gli sono valse anche convocazioni dai magistrati, viene da chiedersi se l’esponente più in vista di Fli non conosca anche persone normali, senza collegamenti con Berlusconi o con presunti neopiduisti o con intrattenitori di rapporti con uomini della ‘ndrangheta.
Forse sarebbe meglio frequentasse meno salotti e più mercati rionali: sarebbe certamente più in sintonia con la base del partito.

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FABIO GRANATA: “MACCHE’ DIALOGO, VADE RETRO PDL”

Agosto 9th, 2011 Riccardo Fucile

FINIANI TRA FALCHI E COLOMBE… DOPO L’APERTURA DI BOCCHINO, LA RISPOSTA DELLA BASE FUTURISTA, BEN RAPPRESENTATA DAL VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE ANTIMAFIA

Domenica ha provato a fare la pace, e a una battagliera come Daniela Santanchè succede raramente.
Su Libero, il sottosegretario ha fatto sapere che con Fini e i suoi si potrebbe tornare a parlare, perchè “c’è un tempo per essere falchi e un tempo per essere colombe”.
Dal “falco” Italo Bocchino, sul Corriere della Sera, è arrivata una risposta inimmaginabile per un deputato Fli : “Non è il caso di litigare ora”.
Che è successo?
Lo abbiamo chiesto a un altro dei “falchi” che ha lasciato la maggioranza per seguire Gianfranco Fini, Fabio Granata.
E a quanto pare, lui di litigare ha ancora parecchia voglia.
Sostiene che in Futuro e Libertà  sono “responsabili”, ma solo “nei confronti del Paese”.
Bocchino sembra più conciliante
Bocchino la linea sua e di Fli l’ha espressa chiaramente nel discorso di mercoledì alla Camera. Non daremo nessun supporto a questo governo, che con la crisi ha un rapporto di causa-effetto.
Non tornerete a parlare con gli ex colleghi di maggioranza?
È normale che il Pdl cerchi sponde. L’introduzione del pareggio di bilancio, gli stati generali dell’Economia e la riapertura delle Camere, tra l’altro, sono proposte che abbiamo lanciato noi. Prendiamo atto che sono condivise, ma da qui alla riapertura del dialogo ce ne passa.
È una questione di principio o ci sono divergenze concrete tra voi e loro?
Intanto il berlusconismo è al crepuscolo, non saremo noi a rianimarlo. E poi noi siamo interessati a dare una direzione alla manovra, non siamo disposti a votare a occhi chiusi: ci sono fasce di privilegi e di enorme ricchezza, non può essere che alla fine paghino sempre dipendenti e pensionati.
Eppure, dice Bocchino, il Pdl ha accolto alcune delle vostre richieste di un tempo, come il coordinatore unico…
Parliamo del coordinatore unico di un partito che non è il nostro: e noi siamo impegnati a costruirne un altro. E poi parliamo di Alfano…
Ovvero?
Uno che anche da ministro della Giustizia non ha brillato per autonomia. È uno dei più fedeli che si potevano trovare.
Anche la Santanchè è una fidatissima del premier, eppure dice che “bisogna pensare al futuro”
Le cose che dice la Santanchè non appartengono al novero delle cose serie. La Santanchè è una categoria antropologica, non può cambiare. Quindi, quello che dice non ci riguarda.
Mi par di capire che non sarà  una degli invitati a Mirabello, a settembre.
Non ci sarà  nessuno del Popolo della libertà . Avremo ospiti esponenti del Pd e dell’Italia dei Valori. E abbiamo invitato il ministro Maroni.
Di cosa parlerete?
Ribadiremo la nostra linea, sempre la stessa: Berlusconi deve fare un passo indietro e lasciare posto a un governo di unità  nazionale.

Paola Zanca
(da Il Fatto Quotidiano)

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BOCCHINO VUOLE LA PACE CON SILVIO? MAI VISTO QUALCUNO SALIRE SU UNA NAVE CHE AFFONDA

Agosto 8th, 2011 Riccardo Fucile

MENTRE DAL PDL ARRIVANO INVITI AD ABBANDONARE FINI PER RITORNARE NELLA CASAMATTA, BOCCHINO NON TROVA DI MEGLIO CHE FARE UN’APERTURA DI CREDITO AL PDL… MA CHE RICOMPOSIZIONE DEL CENTRODESTRA, AFFONDINO NEL LERCIUME IN CUI HANNO RIDOTTO IL CENTRODESTRA ITALIANO

‘Noi di Fli su Berlusconi abbiamo gia’ espresso il nostro giudizio, auspicando un suo passo indietro. Ma visto che non ha alcuna intenzione di procedere in tale direzione, e considerato pero’ che la nazione vive ore drammatiche, francamente non ci sembra il caso di continuare a litigare’.
A dirlo è il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino, in un’ intervista al Corriere della Sera.
‘Dal centrodestra non mi sono mai allontanato. Se intuisco che sull’orizzonte politico di questo paese puo’ esserci una ricomposizione del centrodestra, e’ chiaro che sono interessato’, afferma Bocchino.
Parole che fino a un mese fa, leggendole, avremmo attribuito a Urso o Ronchi, ora vengono pronunciate da un Italo Bocchino che ci auguriamo parli a titolo personale. Comprendiamo il gioco delle parti, ma qua siamo davanti a prese di posizione da bassa cucina politica.
Qualcuno non si rende neanche conto dell’effetto destabilizzante che certe affrettate dichiarazioni possono generare sulla base.
I militanti e gli elettori, se avessero voluto votare o rimanere nel Pdl, non avrebbero indirizzato le proprie simpatie verso Fli: già  era insopportabile leggere che “con un passo indietro di Berlusconi” sarebbe stato fattibile un appoggio a un governo Maroni (soggetto che rappresenta l’antitesi delle tesi politiche di Fli), ora che “anche se non si dimettesse il premier” una ricomposizione sarebbe quasi auspicabile.
Ma qua siamo fuori dal seminato, si parla senza interpretare nemmeno il sentimento della base che mai e poi mai accetterebbe un pateracchio vergognoso di questo genere. Allearsi di nuovo con soggetti che hanno passato mesi a costruire dossier taroccati contro esponenti di Fli, che hanno usato la macchina del fango per screditare chiunque si opponesse al regime berlusconiano, individui firmatari di legge devastanti, difensori di deliquenti e condannati, corrotti e corruttori.
Un partito-azienda dove o si obbedisce e si fa carriera o si dissente e si è cacciati fuori (purtroppo come sta accadendo ora anche in Fli, vedi caso genovese).
E’ questo regime che piace a Bocchino?
Il tutto poi nel momento più sbagliato, quando il Pdl è ormai crollato ai minimi storici (il 26%) e tanti cercano una scialuppa per salvarsi dalla nave che affonda.
Si è mai visto gente così cretina che cerca di salire a bordo di un piroscavo che imbarca acqua da tutte le parti e che è destinato a scomparire tra le onde?
Secondo Bocchino   “in questo momento cosi’ delicato per il paese credo sia opportuno sederci al tavolo del governo e ragionare insieme. Ci confronteremo in Parlamento, nelle commissioni, gia’ da giovedi’ prossimo”.
Bocchino bolla come ‘fantasie’ l’ipotesi che il suo partito si sia pentito della rottura con Berlusconi.
“Rompemmo per tre motivi. Uno: chiedevamo un coordinatore unico, e con Alfano ci siamo arrivati, sia pure in ritardo. Due: chiedevamo che in politica economica non fosse dispensato un ottuso ottimismo ma si raccontasse la verita’, come alla fine – osserva – sta accadendo. Tre: segnalavamo un appiattimento sulla Lega, problema che anche nel Pdl comincia ad emergere’.
In conclusione, spiega Bocchino, ‘Fini chiedeva tre cose, e tre cose, mi sembra, sono politicamente accadute”.
Ovvero dovremmo fare salti di gioia perchè Angelino Jolie, ovvero il nulla, è diventato segretario di un (altro) partito.
Dovremmo gioire che sui conti pubblici il Pdl ha trascinato il Paese nella bratta, ma dato che ora lo riconosce (e non è vero nemmeno questo, tra l’altro), il problema sarebbe risolto.
Il Pdl era appiattito sulla Lega e solo ora il concetto emerge?
Ma se ancora pochi giorni fa hanno permesso ai cialtroni padani persino di farsi le sedi ministeriali patacca a Monza, se hanno fatto passare una norma della Lega sui rimpatri che grida vergogna e sarà  bocciata dalla Ue, se ogni giorno continuano a subire i ricatti di Bossi: semmai è evidente che sta emergendo il contrario di quanto sostenuto da Bocchino.
Ma che film sta vedendo?
Dove è finita la costruzione di un Terzo polo alternativo al Pdl che ridia credibilità  al centrodestra italiano?
O qualcuno vorrebbe forse ripercorrere la penosa strada della tanto criticata Santanchè che quando stava con Storace parlava del premier in termini spregiativi e poi è tornata nel Pdl con il suono delle fanfare?
E ancora: come si fa a ridurre il progetto politico di Fini illustrato nel programma all’ottenimento di quei “tre grandi risultati” indicati da Bocchino?
Ma esiste in Fli qualcuno, politicamente e ideologicamente fermo sui principi,   in grado di andare avanti per la strada indicata senza sbandare ogni   momento per scopi non chiari a nessuno?
Altro che salire a bordo del Titanic, sparategli tre cannonate per allargare le falle: solo così potrà  rinascere la destra italiana.

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SEI UN POLITICO CORROTTO? TI CONFISCHIAMO TUTTO

Agosto 6th, 2011 Riccardo Fucile

FABIO GRANATA: “LA CORRUZIONE E’ UNA METASTASI SOCIALE, DETERMINA DISGUSTO VERSO LA POLITICA E GENERA UNA VORAGINE NEI CONTI PUBBLICI”

La corruzione: il male, la metastasi sociale che attanaglia l’Italia.
Di oggi e, si spera, non di domani.
Quella cosa brutta e pelosa che come rileva il deputato finiano Fabio Granata «oltre a determinare il disgusto verso la politica genera una voragine nei conti pubblici».
Per questo un segnale importante da parte della politica che si dice alta verrebbe proprio da un decreto rigorosissimo nei contenuti, con la previsione della totale confisca dei patrimoni e della ineleggibilità  definitiva e immediata per quei politici corrotti.
Il vicepresidente della commissione antimafia ritiene che sbloccare e approvare il decreto anticorruzione entro settembre sarebbe il modo migliore per riprendere l’attività  parlamentare.
Per urlare al paese che in quel palazzo vi sono impulsi puliti, idee non di salvaguardia coatta di una categoria, azioni concrete (non slogan o pieghevoli) che diano pedagogicamente un esempio.
E che non si facciano trascinare dal “salviamoli tutti”.
Una sorta di certificato di garanzia che indichi il pedigree del politico, con il principio sacrosanto che dinanzi alla legge tutti sono uguali, e nessuno lo è più di altri.
Chi vuole intendere, insomma, intenda.
Da parte nostra auspichiamo la massima vigilanza verso ogni tentativo di infiltrazione e corruzione.
E’ ora di fare piazza pulita.

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I GOLPISTI LIGURI DI FLI APRONO UNA SETTA “AS-SATANICA”: SULLA PAGINA DI FACEBOOK, DIVENTATA “SEGRETA”, ELIMINATI TUTTI COLORO CHE RECLAMAVANO LEGALITA’

Agosto 5th, 2011 Riccardo Fucile

SULLA PAGINA DI “FUTURO E LIBERTA’ PROVINCIA DI GENOVA” I SEGUACI DEL COORDINATORE REGIONALE NAN AVEVANO PAURA CHE GLI ISCRITTI LEGGESSERO I NOSTRI ARTICOLI DI DENUNCIA….PRIMA GLI INSULTI, POI LE MINACCE E ALLA FINE IL GOLPE: CACCIATI GLI AMMINISTRATORI CHE AVEVANO CREATO LA PAGINA E DIVERSI ISCRITTI…IL GRUPPO DIVENTA “SEGRETO” COME LA LOGGIA DI MAMONE? ORA COSI’ GLI ASSATANATI SI PARLANO TRA DI LORO

Se le vie del Signore sono infinite, quelle del coordinatore regionale per la Liguria, Enrico Nan e corte al seguito, sia nella versione bulletti da spiaggia che in quella di attempate aspirante miss Muretto, sono più circoscritte: farci tacere.
Essendo a pieno titolo partecipi del dibattito politico interno a Fli e rappresentando la vera anima del partito, quella della legalità  e della meritocrazia, della libertà  di denunciare i “fatti provati” e di pretendere coerenza comportamentale, molti di coloro che hanno rassegnato le dimissioni da Fli Liguria non hanno certo abbandonato le pagine di Facebook che fanno riferimento al partito.
Per un motivo evidente: sono altri che dovrebbero fare le valigie.
Ciò ha creato ulteriori problemi al sistema nervoso di qualche cagnaccio da guardia, impossibilitato a difendere l’indifendibile e a sostenere un confronto sui fatti.
Incapaci e indifferenti per mesi a propagandare le tesi di Fli all’esterno, presi solo da interesse alla spartizione di cariche interne, qualcuno di loro ha pensato bene di seguire una doppia strategia sulle pagine di Facebook: da una parte la santificazione di Mamone, Nucera e Nan senza passare neanche dalla fase di beatificazione, dall’altra diffamare, insultare e minacciare fisicamente chi poneva la questione etica all’interno di Fli Liguria ( di cui risponderanno in tutte le sedi competenti).
Essendo notoriamente maldestri, ieri sera ne hanno fatta una delle loro: per evitare il confronto, i golpisti hanno pensato bene, nella pagina di “Futuro e Libertà  della Provincia di Genova” di impossessarsi dell’amministrazione della stessa e cancellare gli iscritti che non appartengono alla loro “setta assatanica”, in modo da garantirsi un monologo a vita.
Non solo: hanno trasformato un “gruppo chiuso” in un “gruppo segreto”, seguendo forse le orme tracciate dal quel Mamone, attenzionato dalla Dia, che qualcuno ha ricevuto nella sede di Fli (e alla presenza di altre quattro persone, oltre a Nan).
Mamone è esperto in logge massoniche segrete?
Per non sfigurare qualcuno risponde con il gruppo segreto, così se la cantano e se la suonano come vogliono.
Ai poveri golpisti dalla penna rossa è andata male: i veri portatori delle tesi di Futuro e Libertà  hanno subito creato un nuovo gruppo, “Futuro e Libertà  contro la mafia” e in poche ore hanno raccolto 100 adesioni.
E non hanno segretato il gruppo, non avendo nulla da nascondere.

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QUANDO I GIOVANI DI FLI CHIESERO AL COORDINATORE REGIONALE UN CONTRIBUTO DI 90 EURO PER UN CORSO DI ITALIANO PER STRANIERI E NAN RISPOSE: “NON POSSO, DEVO GIA’ PAGARE L’AFFITTO DELLA SEDE”

Agosto 3rd, 2011 Riccardo Fucile

MISERIA E NOBILTA’: LA SPLENDIDA MOBILITAZIONE DEI RAGAZZI DI FLI PER REALIZZARE UN PROGETTO CHE HA QUALIFICATO IL PARTITO, IN LINEA CON LE IDEE DI FINI, E IL FALSO ALIBI DI CHI FACEVA CREDERE DI SPENDERE GIA’ 3.000 EURO AL MESE PER L’AFFITTO DELLA SEDE, CONCESSA INVECE GRATUITAMENTE DA UN AFFARISTA INDAGATO

Come ex coordinatrice provinciale di Genova di Generazione Futuro ho letto con amarezza la notizia e la relativa ammissione del coordinatore regionale Enrico Nan che la sede di Futuro e Libertà  di Genova era stata concessa gratuitamente (per non parlare da chi).
Mi era sempre stato detto in questi mesi che i costi dell’affitto (a me avevano parlato di 70.000 euro l’anno, quasi 6.000 euro al mese) erano tali da non poter far fronte ad una ulteriore spesa, da me richiesta, di “ben” 90 euro, una tantum, per l’organizzazione del corso di italiano rivolto a cittadini stranieri, da me organizzato a marzo con ampia partecipazione.
Leggendo oggi che la sede di Fli era a costo zero non so se piangere o se ridere.
Ricostruendo i carteggi con la segreteria del coordinatore Enrico Nan vediamo di chiarire la vicenda dei 90 euro.
La mia prima telefonata a Nan risale a dicembre 2010.
Dopo avergli spiegato il progetto del corso, fu mia cura esporgli quali potevano essere le spese da affrontare: 60-70 euro per una lavagna magnetica e circa 20 euro per fotocopiare il materiale da me elaborato (evitando così costi Siae su riproduzione libri di testo).
La risposta che ricevetti da Nan fu la seguente: “Non se ne parla nemmeno, io mi sto già  accollando i costi dell’affitto della sede della Fiumara”.
Confesso che ci rimasi male: gli dissi che si trattava di una cifra minima e che la lavagna sarebbe poi rimasta in sede.
In fondo le lezioni le tenevo io gratis, impegnandomi tante serate per dare una bella immagine del partito.
Niente da fare.
Provo allora alcuni giorni dopo (23 gennaio 2011)   con una mail di cui riporto il testo:

Ti scrivo per definire l’organizzazione del corso di italiano per stranieri.
Per lo svolgimento del corso sarebbero necessari: 1 lavagna magnetica o flip chart + pennarelli e   2 risme di carta bianca fornato normale (A4) .
Inoltre ho una dispensa didattica preparata da me che si dovrebbe riprodurre in più copie.
Ieri ti ho proposto di provvedere eventualmente all’acquisto di una cartuccia per la mia stampante, ma se preferite vi posso passare il file da stampare o il materiale cartaceo da fotocopiare.

Niente da fare, risposta negativa: pare che 90 euro fosse una cifra inarrivabile.
Inizio a quel punto, coi ragazzi di Fli, la caccia alla stampante, messa poi gentilmente a disposizione da un iscritto.
E la tanto sospirata lavagna magnetica?
Anche questa ci   è stata messa a disposizione da un giovane del circolo genovese La Superba.
E le fotocopie?
Per quello ci ha pensato l’insegnante (cioè io), tanto il suo precario “stipendio da capogiro” le consente anche questo.
Per le fotocopie, in totale 47 euro: tutti soldi che sono stati anticipati dalla sottoscritta e poi recuperati con una serata-aperitivo dei giovani di Fli, che avevamo organizzato proprio al fine di finanziare l’iniziativa.
Dal generoso affittuario della sala nemmeno un “grazie per l’organizzazione” o un “complimenti per esservi adoperati per il recupero del materiale”.
Però   la bella faccia sugli articoli che elogiavano l’evento ovviamente ce l’ha messa!
Dulcis in fundo, le parole che mi furono dette da Nan prima delle mie dimissioni: “Tutte le attività  che avete fatto voi giovani le ho sostenute sulle mie spalle”.
Incredibile.
Voglio approfittare dell’ospitalità  di questo sito per ringraziare ancora chi ha contribuito nei fatti e non a parole alla realizzazione del corso in questione: è stata un’esperienza bellissima, in linea con il programma del partito.
Un’esperienza di grande valore culturale, etico e civile.
Peccato che in aula si sarebbe dovuto sedere qualcun altro…qualcuno che di valori ancora non sa nulla.

Paola Del Giudice
(ex coordinatrice prov. di Genova di Generazione Futuro, dimissionaria per motivi etici)

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CASO FLI GENOVA, UN CASO NAZIONALE: DIECI DOMANDE A ITALO BOCCHINO

Agosto 2nd, 2011 Riccardo Fucile

LA SEDE ERA GRATIS, MA IL SEGRETARIO REGIONALE DI FLI ENRICO NAN SOSTENEVA CON I DIRIGENTI LOCALI DI PAGARE 3.000 EURO AL MESE DI AFFITTO… DOPO LA SCOPERTA CHE ANCHE LA SEDE DI FLI ERA STATA MESSA A DISPOSIZIONE GRATUITAMENTE DA UN AFFARISTA INDAGATO, E’ ORA CHE QUALCUNO SI ASSUMA LE PROPRIE RESPONSABILITA’

Ecco le dieci domande che rivolgiamo a Italo Bocchino, segretario nazionale di Futuro e Libertà , colui che ha designato Enrico Nan quale coordinatore regionale della Liguria.

1) Il 29 luglio del 2010, alle 21.57,   la Casa della Legalità  di Genova aveva segnalato all’on. Angela Napoli di Fli, responsabile Legalità  del partito e da lungo tempo stimata componente della commissione Antimafia, l’intenzione di Enrico Nan di entrare in Generazione Italia con ruoli direttivi e aveva segnalato i legami del Nan stesso con personaggi pluri-indagati. Per quale motivo la segnalazione, girata dall’on Napoli a chi di dovere, non è stata tenuta nella dovuta considerazione?

2) Per quali meriti o appoggi personali, nonostante tale premessa, Enrico Nan è stato nominato segretario regionale della Liguria, consegnandogli di fatto il partito in tutta la Regione, con le tragiche conseguenze a   tutti evidenti?

3) Per quali ragioni, di fronte a circostanziate denunce e segnalazioni, Bocchino per lungo tempo ha risposto ai vertici del partito che in fondo Nan “era solo l’avvocato” di tanti discutibili personaggi, ignorando o sottovalutando i rapporti societari tra il suddetto e personaggi sotto processo?

4) E’ certamente normale che un   avvocato difenda persone con precedenti penali e accuse anche pesanti. Ma è forse una prassi di tanti penalisti entrare pure in società  con loro?

5) E’ da ritenersi un “fatto privato” (come sostenuto da Nan) che un segretario regionale di Fli si faccia dare in comodato gratuito da tale affarista indagato, con diverse società  chiuse o fallite, un ampio locale quale sede di Fli e soprattutto tenga la cosa nascosta agli iscritti? Se non c’era nulla di male, perchè nascondere persino ai dirigenti locali il fatto?

6) E’ normale che un segretario regionale dichiari il falso ad altri dirigenti sostenendo di pagare 3.000 euro di affitto al mese per quei locali, quando invece li ha avuti gratis? Aspettiamo con ansia querela così facciamo sfilare decine di testimoni di tali pubbliche affermazioni.

7) E’ normale che al giornalista del Secolo XIX che gli chiede spiegazioni, risponda definendo un “fatto privato” la locazione dell’immobile del partito, come se si trattasse di una “cosa sua”? Si è mai vista una situazione del genere nell’ambito della gestione politica e quindi pubblica di un partito?

8 ) E’ normale che, nonostante queste premesse, Nan abbia avuto l’incarico nazionale dei rapporti con le banche? E’ normale essersi affidati a lui per la scelta della   sede nazionale di Fli?

9) E’ normale che non si tenga conto dei problemi precedenti creati da personaggi accredidati da Nan anche in Lombardia e che poi sono stati allontanati?

10) E’ normale che il responsabile nazionale giovanile di Generazione Futuro non abbia mai preso una posizione a difesa dei dirigenti giovanili locali che denunciavano tali   fatti,   limitandosi solo a raccomandare un accordo con un suo referente locale over 50? E’ questo il compito di un dirigente giovanile?

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