Destra di Popolo.net

DOVE PASSA TOTI STENDETE IL TAPPETO ROSSO: ORA LO VUOLE ANCHE SUL LUNGOMARE DI NERVI PER CELEBRARE IL SUO PASSAGGIO SULLA TERRA

Giugno 21st, 2017 Riccardo Fucile

MA IL SINDACO DI GENOVA LO STOPPA: “NON SI USA NERVI PER FINI ELETTORALI”

Il sindaco uscente di Genova, Marco Doria, ferma il tappeto rosso del presidente della Regione Giovanni Toti.
Le polemiche, insomma, si spostano verso Ponente, dopo le rivelazioni del Movimento 5 Stelle per quanto avvenuto tra Rapallo e Portofino, dove si è scoperto che, al contrario di quanto dichiarato da Toti, non erano gli sponsor ad aver coperto la spesa del tappeto, ma la consociata della Regione Liguria digitale, diretta da Marco Bucci, candidato proprio alla successione di Doria. Di qui altre polemiche sulla commistione tra amministrazione e propaganda politica.
«Il Presidente della Regione Liguria – scrive Doria – ha rivolto al Comune una richiesta per l’installazione provvisoria di un tappeto rosso su un tratto della passeggiata a mare di Nervi. La motivazione dichiarata è che domani si svolgerà  sul posto una conferenza stampa della giunta regionale. Il tappeto servirebbe dunque a dare risalto di immagine all’incontro con i giornalisti. La richiesta, come è noto, fa seguito ad una polemica politica a proposito di una precedente iniziativa.
Rilevo, innanzi tutto, che in questo delicato periodo le istituzioni dovrebbero, per legge, astenersi da iniziative che possano assumere un significato elettorale.
A questa regola il Comune e il Sindaco in prima persona si sono attenuti. Sarebbe contraddittorio se con il proprio assenso avallassero eventi promossi da altre istituzioni che contrastano tale principio.
E’ inoltre evidente che l’esposizione di un tappeto sulla meravigliosa passeggiata, in funzione di una conferenza stampa, non servirebbe a valorizzare questa inestimabile risorsa della Città , peraltro tutelata come bene paesistico.
Ben vengano contributi da parte della Regione per la passeggiata, i parchi, i musei, il commercio e il turismo del Levante cittadino purchè siano reali e concreti e non disperdano risorse pubbliche.
Le scelte devono essere assunte in un quadro di condivisione tra Comune e Regione che questa richiesta, come già  in altre occasioni, sembra volutamente ignorare.
Il Presidente Toti, che in questo periodo è molto attento alle cose comunali, certamente ricorderà  che l’Amministrazione comunale e il Municipio Levante hanno effettuato interventi di manutenzione sulla passeggiata per 830 mila euro e nei parchi di Nervi per 2,5 milioni, oltre ai costosi interventi (500mila euro) che sono stati realizzati a seguito dell’evento atmosferico dell’ottobre scorso.
I lavori di conservazione della passeggiata hanno coinvolto anche il volontariato, con la partecipazione di richiedenti asilo.
Al contempo, la promozione turistica che il Comune ha sviluppato in questi anni raggiungendo il record di due milioni di visitatori in grande parte stranieri, ha interessato naturalmente anche il patrimonio paesistico e museale del Levante cittadino. Ed è finalmente partito il cantiere per dare nuova vita all’edificio della Marinella».

(da “il Secolo XIX”)

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BUCCI E TOTI SEMPRE PIU’ INGUAIATI: LA REGIONE LIGURIA HA SPESO IN FONDI PER LA COMUNICAZIONE CINQUE VOLTE DI PIU’ DI QUANTO STABILITO DALLA LEGGE BRUNETTA

Giugno 20th, 2017 Riccardo Fucile

IL CASO LIGURIA DIGITALE DIMOSTRA LA   “TRASPARENZA” DEL SEDICENTE CENTRODESTRA

Il “caso” del “Red Carpet” pagato 30.000 euro da Liguria Digitale, l’azienda regionale che si occupa di digitalizzazione, nasconde molto di più.
Le cifre: la legge Brunetta stabilisce che la Regione non possa spendere in comunicazione, ogni anno, più del 50% dell’importo speso nel 2011.
Il massimale pari alle spese sostenute nel 2011 porta a fissare l’asticella a 287.500 euro, questo significa che tutte le azioni mirate alla comunicazione della Regione dovrebbero, complessivamente, stare dentro quella cifra, in un anno. Ma così non è avvenuto perchè le spese di Liguria Digitale hanno presumibilmente sforato ampiamente quel tetto».
Liguria Digitale, infatti, secondo la nota che lo stesso presidente del collegio sindacale ha diramato a proposito della vicenda “Red Carpet” parteciperebbe del “Progetto complessivo di comunicazione integrata”, approvato dalla giunta e dal consiglio regionale: «finalizzato tra l’altro “a richiamare turisti e attrarre investitori per sviluppare opportunità  e creare lavoro di qualità “» ed «è stata affidata a Liguria Digitale spa l’attività  di comunicazione finalizzata al marketing territoriale», spiega la nota.
L’azienda regionale che si occupa di servizi telematici diretta fino a pochissimo tempo fa dall’attuale candidato sindaco del centrodestra, Marco Bucci, ha fatto un’operazione di marketing territoriale o di comunicazione, comprando oltre gli 8 chilometri di tappeto per il “Red Carpet” anche le porzioni di focaccia col formaggio, i fuochi d’artificio, i servizi navetta per le cene di gala e il catering delle cene di gala»,
«Le spese per “relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità  e rappresentanza” non rientrano nel marketing territoriale e anzi vanno considerate come spese di comunicazione: lo indica chiaramente il parere dato dalla Corte dei Conti al Comune di Santa Margherita su una deliberazione assunta nel 2015.
Liguria Digitale dunque gestirebbe, affidata dalla Regione, l’attività  di comunicazione: Un’attività  che rientra, come confermato dalla stessa Liguria Digitale, in un progetto complessivo finanziato dalla Regione con 1,1 milioni di euro, mentre il tetto massimo che secondo la legge, dovrebbe spendere Regione Liguria: 287.000 euro.
«E’ stato sforato il tetto di spesa, imposto dalla legge Brunetta alle Regioni e ribadito anche nell’ultima legge di Bilancio»: denuncia il gruppo Pd in consiglio regionale. «E adesso rischiamo di violare il patto di stabilità », indicano.
«Secondo la Strategia digitale 2016-2018 della Regione Liguria per il turismo, si prevede l’offerta di innovativi servizi digitali a imprese e turisti: cosa c’entra con questi obiettivi l’acquisto da parte di Liguria Digitale di focaccia, generi alimentari, tappeti rossi e fuochi d’artificio?».
Il gruppo Pd solleva un’altra questione: sulla provenienza di quei denari destinati dalla Regione a Liguria Digitale, sulla comunicazione. «Con quali fondi sono stati finanziati questi interventi? Si tratta di risorse nazionali o addirittura comunitarie? Perchè, se fosse così, i problemi a porsi sarebbero serissimi, anche con risvolti erariali».
Infine c’è la modalità  con cui queste spese sono state effettuate: per sfoggiare grandeur a Slow Fish o all’Infiorata a Milano sono stati pagati servizi attraverso affidamenti diretti. Gli importi, sempre tutti sotto i 40.000 euro lo consentono certamente.
«Il ricorso ad affidamento diretto è continuo – sottolineano i consiglieri – ma mancano del tutto procedure comparative, così come spesso mancano le motivazioni che giustificano il mancato ricorso a procedure di evidenza pubblica: è questa la trasparenza di Toti e Bucci?».
La morale: la giunta Toti vende notoriamente fumo, per farlo ha necessità  di clientele locali da accontentare e spot di propaganda. Quindi ha bisogno di investire in “immagine” per   far passare messaggi propagandistici che non hanno riscontro nella realtà  dei fatti.
Il bluff del Gabibbo bianco e del leghista amico dei poteri forti continua.

(da agenzie)

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LOTTA TRA FRATELLI D’ITALIA DIETRO LA NUOVA VOCAZIONE “TURISTICA” DI LIGURIA DIGITALE, UNA VICENDA CHE PUO’ COSTARE CARA A BUCCI

Giugno 18th, 2017 Riccardo Fucile

L’AGENZIA REGIONALE PREPOSTA AL TURISMO E’ DIRETTA DA CARLO FIDANZA CHE NON VA D’ACCORDO CON L’ALTRO FDI BERRINO… DA QUI LA DECISIONE DI TOTI E BUCCI DI DIROTTARE I CONTRIBUTI TURISTICI ATTRAVERSO UNA SOCIETA’ CHE NON C’ENTRA UNA MAZZA… IL PRESIDENTE DEL COLLEGIO SINDACALE CHE AFFERMA “TUTTO IN REGOLA” E’ CASUALMENTE IL COORD. PROV. DI SAVONA DI FORZA ITALIA: LA FARSA CONTINUA

È destino che la società  informatica della Regione Liguria provochi sempre qualche imbarazzo ai presidenti di piazza De Ferrari.
Era accaduto per Claudio Burlando quando si chiamava Datasiel e succede oggi per Giovanni Toti con la società  diventata Liguria Digitale.
Situazioni diverse ma che, comunque, generano polemiche e, anche per chi non li vuol vedere, qualche problema di opportunità .
All’epoca del centro sinistra nel mirino era finita la convenzione siglata tra Datasiel e le Asl, prevista da una legge regionale, che fissava anche per Datasiel una percentuale del 4 o 7% del valore di aggiudicazione da parte di società  esterne, di gare finalizzate all’acquisto di servizi.
In sostanza Datasiel svolgeva, retribuita, la funzione di centro acquisti per conto delle Asl.
Un po’ come oggi fa Liguria Digitale nella versione di Toti e di Marco Bucci, che della società  informatica è stato amministratore unico fino a pochi mesi fa, quando è diventato il candidato, in quota Lega, del centro destra per la corsa a sindaco di Genova.
Solo che oltre che occuparsi di high tech, app, programmi, hardware, software, la Regione le fa svolgere compiti sicuramente più divertenti ma forse meno specialistici: comprare otto chilometri di moquette rossa per il red carpet da guinness tra Portofino e Rapallo, ordinare la focaccia al formaggio al consorzio di Recco, le bibite per l’infiorata e comprare un po’ di pubblicità  sulla rivista dei vigili del fuoco diretta dal giornalista Mediaset Andrea Pamparana.
Nonostante sia difficile rintracciare questa mission   sul sito della società , la comunicazione a fini turistici sarebbe uno dei compiti affidati a Liguria Digitale che gestirà  addirittura una vera e propria campagna da oltre un milione di euro.
“Tutto assolutamente regolare e trasparente” ha spiegato due giorni fa un comunicato della società  firmato non dal direttore generale Enrico Castanini, bensì dal presidente del collegio sindacale Santiago Vacca, il quale è, tra le altre cose, il coordinatore provinciale savonese di Forza Italia, il partito di Toti.
Non si capisce se per questa funzione di centro acquisti Liguria Digitale incassi una percentuale come ai tempi di Burlando (uno scambio di mail con Carlo Brozzo e Sara Bozzo dell’ufficio stampa e relazioni esterne, e due telefonate con la segreteria del direttore generale Enrico Castanini, non sono bastate ad ottenere una risposta) ma è certo che le sue “azioni” in Regione contino di più dell’Agenzia in Liguria, la struttura che si occupa di promozione turistica e che, apparentemente, avrebbe dovuto occuparsi della mission promozionale invece affidata agli informatici degli Erzelli.
Ma forse una spiegazione è possibile trovarla nelle dinamiche interne alla maggioranza di centro destra.
A capo di In Liguria c’è infatti Carlo Fidanza, politico lombardo (eurodeputato), esponente di Fratelli d’Italia vicinissimo a Giorgia Meloni.
Fidanza non va molto d’accordo con l’altro “fratello”, l’assessore al turismo Gianni Berrino.
Lo scarso feeling con la giunta e l’indipendenza di Fidanza avrebbero così fatto convergere le scelte su Liguria Digitale e Bucci.
Tra l’altro, la società  informatica pare stia realizzando il nuovo sito di In Liguria che era stato rinnovato appena un anno e mezzo fa.

(da “La Repubblica”)

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BUFERA SU BUCCI: FUOCHI ARTIFICIALI, FOCACCIA, VINO, GAROFANI E PUBBLICITA’ SU PERIODICO DIRETTO DA EX COLLEGA MEDIASET DI TOTI, TUTTO PAGATO DA LIGURIA DIGITALE

Giugno 17th, 2017 Riccardo Fucile

“LIGURIA DIGITALE”, SOCIETA’ CHE PROMUOVEVA IL DIGITALE E LA TECNOLOGIA INFORMATICA, HA SOSTITUITO FORSE L’AGENZIA REGIONALE DI PROMOZIONE TURISTICA? … 1,1 MILIONE DI EURO DALLA REGIONE PER PROMUOVERE CHE GENERE DI EVENTI? … SUI 30.000 AL RED CARPET, BUCCI ORA DICE “CONTRIBUTO A MIA INSAPUTA”

Ritorniamo su un argomento che ogni giorno si arricchisce di nuovi dettagli e sta creando non pochi problemi alla Giunta regionale della Liguria.
Occorre una premessa: cos’è esattamente “Liguria digitale” l’azienda dove il centrodestra un anno fa ha piazzato Marco Bucci come amministratore delegato?
Lo stesso Bucci che ora è stato candidato dalla Lega a sindaco di Genova.

Per rispondere lasciamo parlare il sito di Liguria Digitale che recita, alla voce “chi siamo”:
Sviluppiamo la strategia digitale della Regione Liguria. Realizziamo progetti innovativi e tecnologicamente all’avanguardia, per fornire a tutti servizi digitali e informazioni facilmente accessibili. Per garantire un accesso semplice e veloce ai servizi, assieme a Regione Liguria e gli enti soci, siamo impegnati per rafforzare le infrastrutture digitali ed estendere la banda larga e il wi-fi su tutto il territorio ligure.
Assicuriamo sicurezza informatica e continuità  operativa di sistema, attraverso il data center al WTC (World Trade Center) e architetture cloud orientate ai servizi.
Siamo lo strumento operativo del SIIR, il Sistema Informativo Regionale Integrato, che consente di operare organicamente sul territorio, con qualità  e riduzione dei costi, attraverso un uso condiviso delle tecnologie più avanzate, la razionalizzazione nell’acquisizione delle risorse e il contenimento della spesa pubblica. Svolgiamo funzioni di centrale di committenza, secondo la normativa nazionale e regionale vigente, operiamo senza scopo di lucro e realizziamo soluzioni informatiche di qualità  e servizi di interesse generale, per la collettività  e la pubblica amministrazione ligure.
Siamo una Società  per Azioni e operiamo secondo il modello dell’in house providing.”
Benissimo, compiti chiari nel campo dell’innovazione tecnologica e informatica.
Lasciamo alla valutazione del lettore cosa c’entri quanto sopra con quanto sta emergendo dallle carte come anticipato da un quotidiano locale:
Focaccia, vino, garofani, bufera in Regione sulla mission di Liguria Digitale
C’ è lo spettacolo piro-musicale per i festeggiamenti del 2 giugno in piazza De Ferrari, per 15.000 euro.
La “produzione “a vista e la distribuzione” della focaccia con il formaggio di Recco, sempre in piazza De Ferrari, per 3750 euro.
Ma anche la somministrazione di vino e focaccia per l’evento infiorata di Milano: 1000 euro. Per cui vengono acquistati anche “fiori, garofani e crisantemi” per 7500 euro.
E poi c’è l’acquisto di spazio pubblicitario per la rivista “Noi Vigili del Fuoco”, per 5000 euro. Che è la rivista ufficiale del corpo, ma è pure diretta da Andrea Pamparana, vicedirettore del Tg5 Mediaset e collega del governatore della Liguria, Giovanni Toti.
È lungo l’elenco degli “ordini” fatti da Liguria Digitale, tra il 2016 e il 2017.

Toti sostiene che sono tutte spese che rientrano nei “compiti di marketing territoriale” di Liguria digitale, peccato che non siano indicati nemmeno sul sito dell’azienda.
Ma , se fosse così, perchè Marco Bucci non ha sostenuto la stessa tesi sui 30.000 euro per il Red Carpet di Rapallo, invece che rispondere imbarazzato “è stato concesso a mia insaputa”?
Ora si scopre che la Regione Liguria ha fatto un accordo da 1,1 milione di euro con Liguria Digitale in due anni: forse per pagare la pubblicità  a qualche testata “meritevole” o per festeggiare con fuochi artificiali il 2 giugno sotto le finestre di Toti in Regione?
“Marketing turistico” affidato a una società  specializzata in sistemi informatici, banda larga e ricetta elettronica?
Perchè Toti ha mentito quando ha detto che l’installazione del tappeto rosso era coperta degli sponsor privati, mentre era stata pagata con 30 mila euro (praticamente l’intera somma necessaria) da Liguria Digitale?
Perchè nel documento strategico di Liguria Digitale non c’è scritto che oltre ai servizi per la comunicazione (che si riferiscono al sito della Regione e ai sistemi informatici dell’Ente, non al marketing turistico), doveva anche organizzare e gestire eventi, che vanno al di là  dei suoi compiti statutari in quanto società  informatica?
Perchè quest’attività  di comunicazione è stata affidata a Liguria Digitale amministrata dal candidato sindaco Bucci e non all’agenzia di promozione turistica In Liguria che ha invece il compito specifico di organizzare questo tipo di eventi?
Che fine ha fatto l’agenzia di promozione turistica della Regione Liguria?
Bucci è stato forse nominato ad di Liguria Digitale per gestire questo nuovo corso?
Bucci non ha nulla da dire su quanto sta emergendo?
Gli sembra normale che un candidato sindaco che dovrebbe rappresentare tutti i cittadini della regione, sponsorizzi eventi di una giunta composta da Lega e Forza Italia che poi, caso strano, lo gratificano con la candidatura a sindaco?
E’ questa la ventata di rinnovamento e di trasparenza che vuole portare a Genova?

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LA SANITA’ PUBBLICA IN LIGURIA SUL “VIALE” DEL TRAMONTO: IL TAR ANNULLA UN APPALTO DELLA PREMIATA DITTA LEGHISTA

Giugno 15th, 2017 Riccardo Fucile

“VIOLATI PRINCIPI IMPARZIALITA’, PARITA’ TRATTAMENTO E TRASPARENZA”… MA CHE BRAVA SONIA VIALE, ASSESSORE DEL GABIBBO BIANCO

Schiaffone del Tar alla giunta Toti e alla assessore alla Sanità  ligure la leghista Sonia Viale.
Il Tar della Liguria ha infatti annullato l’aggiudicazione disposta da Alisa (Azienda regionale ligure sanitaria) per l’appalto pubblico riguardante la fornitura di letti sanitari a movimentazione elettrica.
Il tribunale amministrativo ha accolto il ricorso di una società  che aveva impugnato gli atti della gara.
Ma solo le motivazioni a pesare come un macigno sul “metodo Toti” nella sanità  ligure.
Il Tar ha contestato “violazione palese dei principi di imparzialità , parità  di trattamento e trasparenza, che costituisce sicura spia dell’eccesso di potere”.
Alisa è stata pure condannata al pagamento di 2000 euro di spese di giudizio.
Cosa si cela dietro questo appalto?
Chi si è voluto favorire?

(da agenzie)

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BUCCI INCIAMPA NEL TAPPETO ROSSO: A CHE TITOLO “LIGURIA DIGITALE”, CON LUI AD, HA SCUCITO 30.000 EURO AL SINDACO FORZISTA DI RAPALLO PER LA MARCHETTA DEL RED CARPET?

Giugno 14th, 2017 Riccardo Fucile

TOTI PRIMA NEGA POI AMMETTE IL CONTRIBUTO… UNA SOCIETA’ PUBBLICA AMMINISTRATA   DAL CANDIDATO SINDACO LEGHISTA DI GENOVA CHE FINANZIA UNA INIZIATIVA CHE NON C’ENTRA UNA MAZZA CON LE FINALITA STATUTARIE… UN ELETTORE DI DESTRA DOVREBBE VOTARE UN PERSONAGGIO DEL GENERE?

L’ultima perla della corte dei miracoli forza-leghista del Gabibbo Bianco Toti, dell’efebico modello sotto processo per peculato e del neoacquisto candidato sindaco di Genova Mario Bucci, espressione della Lega di potere, è stata portata alla luce dal consigliere regionale Fabio Tosi del M5S, grazie a qualche soffiata locale (Fabio è di Rapallo) e alla sua richiesta di accesso agli atti.
Nel mirino un finanziamento al Comune di Rapallo (sindaco di Forza Italia) destinato al Red carpet, e partito dalla società  pubblica Liguria Digitale: «Quasi 30mila euro da parte di Regione Liguria. Quello che due settimane fa Toti non ha confermato in Commissione Bilancio, ora è scritto nero su bianco su due fatture pagate da Liguria Digitale, di cui la Regione è azionista di maggioranza. È quanto risulta da un accesso agli atti” scrive il consigliere regionale Fabio Tosi del M5S .
Continua Tosi: «Per settimane Toti e la grancassa dei suoi giornali al seguito ci hanno ripetuto alla nausea che il Red carpet era una straordinaria operazione di marketing territoriale a costo zero, finanziata interamente da Carispezia. Ora scopriamo — fatture alla mano — che in realtà  a pagare la scenografica passeggiata eravamo noi, e per giunta profumatamente. Ora è chiaro perchè Toti in Commissione era stato così vago. Ma cosa c’entra Liguria Digitale con il tappeto rosso di Rapallo? Cosa ha a che fare un’azienda informatica con l’iniziativa di propaganda politica di un comune? Stiamo parlando di soldi pubblici utilizzati da Toti, attraverso un gioco di scatole cinesi, per sovvenzionare lo spot all’amico, collega di partito e sindaco di Rapallo, Carlo Bagnasco”
Ma come sottolinea Tosi, il problema è ancora più grave per il candidato sindaco leghista di Genova: “cosa sapeva Marco Bucci, che fino a poche settimane fa era amministratore delegato proprio di Liguria Digitale e ora è in piena corsa per Palazzo Tursi? È questa l’idea di trasparenza e limpidezza che il centrodestra targato Toti e Salvini ha in mente per la Liguria e per Genova?»
A metà  pomeriggio il governatore della Liguria ha ammesso che «il Red Carpet complessivamente è costato 30mila euro.
Questo “Red Carpet” consiste nello stendere un tappeto rosso per qualche chilometro sul lungomare fino a Santa Margherita: per capirci, Paolo Villaggio l’avrebbe definita in altro modo…
Le domande a Toti
1) Perchè, se non aveva nulla da nascondere, in Commissione Bilancio non ha ammesso che la Regione ha sovvenzionato di tasca propria il Red carpet di Rapallo?
2) Ritiene opportuno che un’azienda informatica come Liguria Digitale paghi due diverse fatture, per un totale di 30mila euro, per finanziare un’iniziativa turistica del Comune di Rapallo, guidata dal suo collega di partito e amico Carlo Bagnasco?
3) Marco Bucci, amministratore delegato uscente di Liguria Digitale e candidato sindaco a Genova per il centrodestra da lei sostenuto, al momento delle due fatture (19 e 26 aprile 2017) era ancora a tutti gli effetti al timone dell’azienda informatica.
Cosa sapeva, il candidato Bucci, di quell’operazione?
Quali rapporti intercorrevano tra lei e Bucci? Non ritiene che si possa configurare un conflitto di interessi?   È questa l’idea di trasparenza che il centrodestra ha in mente per la Liguria e per Genova?
Documenti alla mano, Liguria Digitale ha finanziato il Red carpet con due distinte fatture: la prima, datata 19 aprile 2017, per una cifra di 6175,31 euro a titolo di acconto del 20% alla ditta incaricata della fornitura e della posa del tappeto rosso; la seconda, in data 26 aprile 2017, da 24801,28 euro. Se la matematica non è un’opinione, fanno un totale di 30976,59 euro di soldi pubblici.
E’ per porre in essere marchette di questo genere che un anno fa la Lega volle piazzare un uomo legato alle multinazionali farmaceutiche alla guida di Liguria digitale?
E quante altre marchette ha “garantito” Bucci in caso di sua elezione a sindaco di Genova?
Quante poltrone ai grandi rivoluzionari da salotto della destra genovese?
Cosa hanno da dire i tanti destrorsi genovesi (che evitiamo di chiamare per nome e cognome, visto che li conosciamo tutti), che spaccano i marroni in nome di “legalità  e trasparenza” per poi far votare un personaggio del genere?
Quei destrorsi che per una vita attaccavano “il clientelismo della sinistra”, salvo ora tacere sulle analoghe marchette della loro pseudodestra sovranista.
Orgogliosi di non far parte del coro dei venduti ai poteri forti che rappresentate.

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COME SARA’ IL NUOVO CONSIGLIO COMUNALE DI GENOVA: LE DUE IPOTESI

Giugno 12th, 2017 Riccardo Fucile

DIPENDERA’ DA CHI SI AFFERMERA’ NEL BALLOTTAGGIO

Dopo il voto di domenica, si aprono due scenari per il nuovo consiglio comunale, con la Lega e il Pd che dominerebbero la scena in consiglio, la prima in caso di vittoria di Bucci, il secondo se il vincitore fosse Crivello.
Ecco le due ipotesi di consiglio Comunale

Vittoria di Marco Bucci:
Coalizione di centrodestra 24 seggi + Bucci, così ripartiti:

9 Lega nord
6 Lista Bucci
5 Forza Italia
3 Fratelli d’Italia
1 Direzione Italia – Lista Musso
Coalizione di centrosinistra: 10 seggi, così ripartiti:
6 Pd
3 Lista Crivello
1 Crivello (se Crivello rinunciasse entrerebbe 1 consigliere di “A Sinistra”)
5 M5S
1 Chiamami Genova

Vittoria di Gianni Crivello:
Coalizione di centrosinistra 24 seggi + Crivello, così ripartiti:

14 Pd
7 Lista Crivello
2 A Sinistra
1 Genova Cambia
Coalizione di centrodestra 10 seggi, così ripartiti:
3 Lega nord
3 Lista Bucci
2 Forza Italia
1 Fratelli d’Italia
1 Bucci (se Bucci rinunciasse, entrerebbe il primo non eletto della Lega Nord)
5 M5S
1 Chiamami Genova

(da “il Secolo XIX”)

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DI MAIO DIVENTA EUROPEISTA: “I PARTITI ANTIEUROPEI? MALATI DI IDEOLOGIA”

Giugno 10th, 2017 Riccardo Fucile

“APPREZZO LE BUONA PRATICHE DEI GOVERNI FRANCESI E TEDESCHI”

A due giorni dalla fine del patto a 4 che avrebbe dovuto far approvare una nuova legge elettorale, Luigi Di Maio consegna al Corriere alcune sue considerazioni.
Su ciò che è successo in Parlamento scarica la colpa sul Pd: “Giusto trattare ma loro non hanno retto”, respinge ogni possibile crisi all’interno del Movimento: “Non siamo divisi, il 95% dei nostri iscritti ci ha chiesto di sederci al tavolo con il Pd e Forza Italia”, ammette che non ci sono più le condizioni per un nuovo patto e allarga gli orizzonti al dopo le elezioni, soprattutto in tema europeo.
Mostrando un lato moderato tutt’altro che legato ai partiti antieuropei: “Noi – dice – non abbiamo fondato la nostra storia sull’ antieuropeismo, ma sul reddito di cittadinanza. Abbiamo fatto bene a non sottometterci mai alla famiglia dei partiti antieuropei, che sembra nuova ma in realtà  è malata di ideologia. Non a caso è composta da forze emergenti che non hanno i nostri livelli di consenso. E poi – confessa- personalmente apprezzo le buone pratiche di governi europei come quello francese e tedesco, composti da partiti tradizionali. Sono pratiche che vorrei importare in Italia”.
E sul referendum sull’Euro aggiunge: “Prima di pensare a una consultazione cercheremo di avere sui nostri temi risposte chiare in Europa”.

(da agenzie)

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GENOVA NON E’ IL BRONX, REATI IN CALO, AUMENTANO SOLO LE BALLE DEL CENTRODESTRA

Giugno 5th, 2017 Riccardo Fucile

UNA CAMPAGNA ELETTORALE PIENA DI MENZOGNE SMENTITE DAI DATI DI POLIZIA E CARABINIERI… REATI IN CALO DELL’8,45%, FURTI – 13,3%, SCIPPI -18,24%… SMENTITE LE BUFALE SULL’AUMENTO DELLA CRIMINALITA’ LEGATO ALLA PRESENZA DI MIGRANTI… CERTA SEDICENTE DESTRA A GENOVA FAREBBE MEGLIO A PENSARE AI PROPRI ESPONENTI IN REGIONE SOTTO PROCESSO PER PECULATO

C’è chi la dipinge come il Bronx o come una giungla abbandonata a   sè stessa, ma a Genova i reati sono in calo.
Il tema sicurezza, sbandierato e sfruttato da molti a fimi elettorali, trova un punto fermo nei dati forniti sia dalla Prefettura che dai carabinieri di Genova .
Nel 2016 si è registrata una riduzione del 8,45% dei reati rispetto al 2015.
In particolare i furti hanno registrato un decremento del 13,3% e gli scippi sono scesi del 18,24%”.
Dati che dimostrano l’infondatezza e le bufale sull’aumento della criminalità  legato alla presenza di migranti e profughi nel nostro territorio.
Questi risultati sono stati raggiunti nonostante la riduzione degli organici.
Dati diffusi in due occasioni distinte, in cui erano presenti, muti e in silenzio, anche i rappresentanti del sedicente centrodestra genovese.
Ovvero di coloro che, per mera speculazione politica, continuano a diffondere parole d’ordine farlocche per aumentare la percezione di insicurezza dei cittadini.
Incapaci di costruire un “progetto alternativo” di società  e di modello di sviluppo, se non quello di farsi rappresentare da un candidato sindaco leghista, espressione di quei poteri forti che solo a parole dicono di voler combattere, a Genova il centrodestra si (s)qualifica da solo.
Anche falsificando i dati reali della criminalità  che è in diminuzione, non in aumento.
Grazie non certo a loro che quando hanno governato, hanno ridotto gli organici con Maroni, ma solo grazie a polizia e carabinieri.
Farebbero meglio a pensare ai loro tre esponenti in Regione sotto processo per peculato più che al mercatino “abusivo” di via Quadrio: lì ci sono dei poveretti che cercano di comprarsi un panino vendendo abiti usati, non pasteggiano a ostriche all’hotel de Turin di Nizza mettendole in conto alle Regione come qualcun altro.
Mai con soggetti impresentabili del genere.

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