Destra di Popolo.net

BOOM COPPIE DI FATTO, RIPARTE LA CORSA PER ARRIVARE AL RICONOSCIMENTO: SONO ORMAI 897.000, PARI AL 5,9% DELLE COPPIE

Aprile 26th, 2012 Riccardo Fucile

TORNA IN PARLAMENTO LA DISCUSSIONE SULLA PROPOSTA DI LEGGE 1065 SULLE UNIONI DI FATTO….RELATRICE GIULIA BONGIORNO, PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA

La relatrice, e presidente della Commissione Giustizia, Giulia Bongiorno ha rilevato che il fenomeno della convivenza more uxorio è enormemente cresciuto passando dalle 127.000 libere unioni degli anni 1993-94 alle 897.000 quantificate dall’Istat nel 2009, cioè il 5.9% delle coppie.
La presenza di figli riguarda il 49,7% delle coppie non coniugate, una quota in netta crescita rispetto al 40% del 1998.
La Bongiorno ha fatto anche un quadro dettagliato della normativa esistente in molti altri paesi sui Pacs e sulle unioni non eterosessuali e ha posto l’accento sulle recenti valutazioni in merito della Corte Costituzionale.
Ha successivamente illustrato nei particolari i contenuti delle varie proposte in esame.
Ora deve essere avviato il confronto di merito che impegnerà  la Commissione per numerose sedute.
Intanto l’Inghilterra potrebbe diventare la settima nazione europea ad avallare il matrimonio omosessuale dopo Paesi Bassi, Belgio, Spagna, Norvegia, Portogallo e Islanda.
Perlomeno questo e’ l’obiettivo del primo ministro David Cameron che auspica di portare a casa il risultato entro il 2015, a dieci anni dal via libera del ”Civil Partnership Act” che offre alle coppie omosessuali gli stessi diritti delle coppie sposate.
Insomma, si tratterebbe di ”formalizzare” ulteriormente un passo già  fatto dal governo laburista di Tony Blair che, con le unioni civili, ”porto’ all’altare”, all’indomani del via libera, 687 coppie gay, tra cui il celeberrimo Reginald Kenneth Dwight, in arte Elton John, che con il canadese David Furnish convolò a nozze a Windsor Guildhall, l’ufficio del registro dove qualche mese prima si erano sposati il principe Carlo e Camilla Parker Bowles.
Nel giro di sette anni, intanto, in Inghilterra, una coppia gay ha fatto in tempo anche a separarsi (dopo l’unione civile) e a fine marzo un tribunale di Londra ha emesso un giudizio su quello che viene ritenuto il primo caso legale di divorzio tra gay in Gran Bretagna.
Dunque, unioni civili e divorzi civili.
Cosa cambierebbe allora? Cambierebbe che dalle unioni si passerebbe a veri e propri matrimoni civili e la questione non e’ semplicissima soprattutto perchè le gerarchie ecclesiastiche, dagli anglicani ai cattolici, si sono ampiamente schierate contro la proposta. La Chiesa d’Inghilterra il 15 marzo, giorno dell’inizio della consultazione, ha pubblicato una nota sul proprio sito, nella quale esprime tutta la sua contrarietà : «La Chiesa d’Inghilterra è impegnata nella concezione tradizionale dell’istituzione del matrimonio come tra un uomo e una donna» e «sostiene il modo in cui le unioni civili offrono a coppie dello stesso sesso una parità  di diritti e responsabilità  rispetto alle coppie eterosessuali sposate. Un’apertura del matrimonio alle coppie dello stesso sesso conferirebbe poco o nessun nuovo diritto legale a coloro che già  sono legati da un’unione civile, ma richiederebbe molte modifiche alla legge, con il cambiamento della definizione di matrimonio che varrebbe per tutti».
Anche i cattolici non hanno espresso simpatia per la ”battaglia” di Cameron tanto che il presidente e il vicepresidente della Conferenza dei Vescovi d’Inghilterra e Galles, mons. Vincent Nichols e mons.Peter Smith, arcivescovo di Southwark, hanno mandato una lettera firmata che e’ stata letta in 2.500 parrocchie del paese in cui hanno evidenziato che i cattolici «hanno l’obbligo di fare tutto il possibile per assicurare che il vero significato del matrimonio non si perda per le generazioni future».
Il fulcro della discussione risiede nel fatto che se con la “partnership civile” le coppie dello stesso sesso hanno la possibilita’ di vincolarsi in una unione registrata, questa non e’ comunque un matrimonio dal punto di vista giuridico.
Aspetto che cambierebbe con la legge per cui Cameron ha avviato una consultazione pubblica. Novanta giorni dal 15 marzo.
Entro metà  giugno, insomma, l’opinione pubblica britannica potrà  far sapere al governo quali sono i propri orientamenti in materia.
Nella consultazione si specifica comunque che i matrimoni saranno solo ed esclusivamente civili ma si tratta di una ”rassicurazione” che non e’ bastato a chi non e’ d’accordo con la scelta.
Anche la stampa ha espresso piu’ o meno velatamente la propria posizione: non propriamente d’accordo i conservatori Daily Mail e Daily Telegraph e non del tutto in disaccordo il Guardian e l’Indipendent che, nei giorni scorsi, ha tracciato il punto della situazione.
Da una parte, la ”Coalizione per il matrimonio” che riunisce diverse organizzazioni che si rifiutano di ”ridefinire” il matrimonio tradizionale, con alcuni quotidiani, come il ”Country Life magazine” che sono riusciti a raccogliere oltre 400 mila firme contro la proposta di Cameron. Dall’altra parte, la ”Coalition for Equal Marriage”, condotta da una coppia gay di Newcastle, sostenuta da organizzazioni omosessuali come ”Humanistic Society”, ”Gay Times” e ”the National Secular Society”: la loro campagna ha finora portato 40 mila firmatari alla petizione per l’uguaglianza ma sanno che la battaglia, nonostante il sostegno del governo, sara’ tutt’altro che facile.
Soprattutto dopo il ”se” usato da Cameron durante il suo discorso ai leader religiosi per il giorno di Pasqua.
Un ”se” che non e’ passato inosservato, da nessuna delle due parti. («Se la questione andrà  avanti – ha detto il primo ministro – cambierà  quello che accade in un’anagrafe; non cambierà  quello che accade in una chiesa»).

Giacomo Galeazzi
(da “La Repubblica”)

argomento: Costume, Parlamento | Commenta »

CALEARO CAMBIA IDEA, NON SI DIMETTE PIU’

Aprile 25th, 2012 Riccardo Fucile

IL DEPUTATO CHE RITIRA LO STIPENDIO PER PAGARSI IL MUTUO NON PRESENTA PIU’ LE DIMISSIONI… FA IL SALVATORE DEI RESPONSABILI

Classificato da Openparlamento al 589esimo posto su 630 deputati nell’indice di produttività , aveva difeso il suo assenteismo in Aula.
Caduta nel vuoto la promessa di ritornare a tempo pieno a fare l’imprenditore
Niente dimissioni per Massimo Calearo, il deputato trasformista passato prima dal Pd all’Api, poi al gruppo Misto e finito nei Responsabili, oggi rinominato Popolo e Territorio.
Lo ha rivelato l’Espresso che ha smascherato il bluff del passo indietro, prima annunciato e poi caduto nel nulla.
A convincere il parlamentare è stato il capogruppo Silvano Moffa, che temeva lo scioglimento del movimento in cui è confluito l’ex esponente pd.
Classificato da Openparlamento al 589esimo posto su 630 deputati nell’indice di produttività , lo scorso 30 marzo, durante un’intervista a La Zanzara, Calearo aveva dichiarato apertamente il suo assenteismo dai lavori parlamentari.
”Dall’inizio dell’anno — aveva spiegato — alla Camera sono andato solo tre volte, anche per motivi familiari. Rimango a casa a fare l’imprenditore, invece che andare a premere un pulsante.
Non serve a niente. Anzi, credo che da questo momento fino alla fine della legislatura non ci andrò più”.
E sullo stipendio percepito a Montecitorio aveva aggiunto che gli serviva “per pagare il mutuo”.
Parole che avevano suscitato molte polemiche e a cui il deputato aveva reagito annunciando le dimissioni: “La settimana prossima — aveva detto — vado a Roma dal mio capogruppo e poi me ne torno a casa a fare l’imprenditore”.
Nei giorni successivi, però, aveva deciso di tornare a presenziare alle sedute alla Camera e del ritiro a vita privata non ha più parlato.
Ma il capogruppo Silvano Moffa lo difende: “Calearo è una persona molto seria e sa da solo come comportarsi. Ci siamo sentiti per telefono e gli ho solo detto di riflettere, invitandolo a continuare a svolgere la sua funzione di parlamentare”.
Moffa spiega che la sua levata di scudi è “tutt’altro che disinteressata, visto che con la defezione dell’imprenditore il gruppo di Popolo e Territorio sarebbe sceso a quota 22 deputati, a rischio scioglimento”.

argomento: la casta, Parlamento, Politica | Commenta »

FINANZIAMENTO AI PARTITI: 2,3 MILIARDI DAL 1994 AD OGGI, MA LE CASSE SONO SEMPRE VUOTE

Aprile 16th, 2012 Riccardo Fucile

LE CIFRE UFFICIALI SULLA SPARTIZIONE: IL CENTRODESTRA PRENDE 916 MILIONI, IL CENTROSINISTRA 759 MILIONI… TRA I MINORI L’MPA DI LOMBARDO PERCEPISCE 4,7 MILIONI… SOLDI ANCHE AI GRUPPI FANTASMA

120 milioni di euro la Lega, declinata in tutte le sue forme. Oltre 750 la galassia che oggi è incarnata nel Pd, ma che è stata Pds, Ds, Margherita, Ulivo, Unione. 900 milioni e passa il Pdl, sommando le sue quote a quelle di Forza Italia, An e precedenti vari.
Sono i soldi che i partiti hanno incassato dallo Stato dal 1994 a oggi.
Sapevamo che si trattava in totale di 2,3 miliardi di euro.
Adesso – grazie a un lavoro certosino fatto dai Radicali sulle Gazzette Ufficiali fornite dal Parlamento – sappiamo come sono stati divisi quei fondi negli ultimi 18 anni.
In base ai voti e al consenso ottenuti.
Consentendo l’ingigantirsi di alcune macchine partito che oggi, senza i soldi pubblici, non saprebbero come andare avanti.
Dovrebbero dismettere sedi, licenziare persone.
Andrebbero in bancarotta, dicono Pd e Udc. Del Pdl, sappiamo che già  nel 2010 aveva un passivo di 6 milioni.
Antonio Di Pietro continua dire che vuole abolire il finanziamento pubblico via referendum e devolvere la quota di luglio al ministro Fornero.
La sua tesoriera, l’onorevole Silvana Mura, ha però ammesso con Repubblica che i soldi cui intende rinunciare sono 4 milioni sugli 11 in arrivo, quelli che riguardano le elezioni politiche.
E che lei pensa che il finanziamento vada abolito, certo, ma andrebbe già  bene ridurlo di un quinto: “Perchè io nel mio bilancio 2011 ho un milione e duecentomila euro solo di stipendi”.
E quindi, anche l’Idv si è ben nutrita di soldi pubblici. Non dal ’94, non c’era.
Dal 2001 però ha incassato nelle sue diverse forme (è stata anche solo lista Di Pietro) 53,3 milioni di euro.
Che dire della Lega? Ieri il governatore del Veneto Luca Zaia invocava l’abolizione dei fondi pubblici, il capogruppo alla Camera – il maroniano Gianpaolo Dozzo – ha annunciato che il Carroccio devolverà  al sociale i milioni in arrivo a luglio (sarebbe interessante capire se si riferisce a tutta la quota, 11 milioni, o anche lui solo ai rimborsi delle politiche).
Nel frattempo ha preso (con l’apporto regionale di Liga veneta Padania, lega nord Liguria padania e via dicendo) un totale di 120,2 milioni di euro.
Per tutti, si parla di soldi già  incassati. Altri sono da venire per le rate mancanti delle elezioni di Camera e Senato, delle regionali, delle europee.
E ancora, l’Udc: se guardiamo agli anni passati, e riteniamo suo diretto antenato il Ccd e i cristiano democratici di Pier Ferdinando Casini, il partito ha ottenuto negli anni 121,4 milioni di euro.
Se restringiamo il campo al partito attuale, sono 99 milioni.
Così come restringendo all’attualità  il giovane Pd ne ha presi 194 e il Pdl 230.
Il passato però conta.
All’interno dei partiti che hanno cambiato nomi e volti ci sono le stesse persone che hanno gestito un fiume incontrollato di denaro pubblico senza sentire l’esigenza di invocare certificazioni e stringere le verifiche prima del caso Lusi.
Prima che arrivassero le inchieste a far capire che in un sistema come questo, che consente di prendere soldi – e tanti – anche ai partiti morti, il cancro è dietro l’angolo.
Ha ragione il segretario pd Pier Luigi Bersani quando dice che i fondi sono già  stati diminuiti: erano di 289,8 milioni nel 2010, sono stati 189,2 nel 2011, saranno 165 nel 2013 e andranno a regime diventando 143 nel 2015.
I radicali credono non basti, e soprattutto, che si debba conoscere come sono stati spesi i soldi che non sono serviti alle campagne elettorali.
Non devono dirlo solo Margherita e Lega. Devono dirlo tutti.
Anche i partiti scomparsi che sopravvivono in fondazioni.
Anche i piccoli: solo per le politiche del 2008 – stando alla Corte dei Conti – La Destra di Storace ha diritto a 6,2 milioni di euro, la Sinistra l’Arcobaleno a 9,3 milioni, Associazioni italiane in Sudamerica a 383mila euro, Autonomie Libertè democratie a 605mila, il Movimento associativo italiani all’estero a 487mila, il Movimento per l’Autonomia Alleanza per il Sud – quello del governatore siciliano Raffaele Lombardo – a 4,7 milioni di euro.
Prende i soldi chi ottiene l’1 per cento, anche se non entra in Parlamento.
Le cose da cambiare sono molte. Il Parlamento vuole cominciare dai controlli.
Chissà  se basterà .

Annalisa Cuzzocrea
(da “La Repubblica“)

argomento: Parlamento, Politica | Commenta »

GREEN HILL, ANIMALISTI INCATENATI AL CANILE LAGER PER CHIEDERE LA CHIUSURA DELL’ALLEVAMENTO CON 2.500 CANI DESTINATI ALLA VIVISEZIONE

Marzo 20th, 2012 Riccardo Fucile

TEMONO UN COLPO DI MANO DELLE LOBBY FARMACEUTICHE AL SENATO DOVE SI DISCUTONO GLI EMENDAMENTI ALLA LEGGE COMUNITARIA… BISOGNEREBBE VIETARE NON SOLO L’ALLEVAMENTO, MA ANCHE LA COMMERCIALIZZAZIONE DEGLI ANIMALI

«Chiudere Green Hill. Altrimenti ci arrabbiamo».
L’hanno scritto su uno striscione gli attivisti che questa mattina all’alba hanno superato le barriere dell’azienda di Montichiari e si sono incatenati agli uffici dell’allevamento con lucchetti e tubi di ferro.
Il coordinamento Fermare Green Hill vuole riportare l’attenzione sull’azienda che alleva cani beagle destinati alla vivisezione.
Il futuro di questi animali e di tanti altri dipende dal Senato dove si discutono gli emendamenti alla legge comunitaria sulla sperimentazione animale.
Il cosiddetto emendamento Brambilla, se sarà  confermato, porterà  alla chiusura degli allevamenti di cani, gatti e primati destinati alla vivisezione.
Dopo l’approvazione alla Camera, gli attivisti temono che ci possa essere un colpo di coda delle lobby farmaceutiche in Senato.
Per questo hanno lanciato l’«Operazione altrimenti ci arrabbiamo» invitando tutti a tempestare di e-mail gli indirizzi di posta elettronica di ogni senatore.
«Vista la crescente e ampia sensibilità  pubblica sull’argomento — spiegano gli attivisti — crediamo che i legislatori non possa non tenere conto della volontà  delle persone, non solo di quella delle aziende chimico-farmaceutiche».
Per mantenere alta l’attenzione, gli attivisti si recheranno a Roma martedì 27 marzo con una protesta davanti al Senato, organizzata in collaborazione con il Comitato Montichiari Contro Green Hill, che presenterà  le decine di migliaia di firme raccolte negli ultimi mesi per la chiusura dell’allevamento-lager di Montichiari.
Gli attivisti sanno che anche l’emendamento alla legge comunitaria potrebbe non bastare per la chiusura definitiva di Green Hill.
Nella modifica di legge si vieta l’allevamento, ma non la commercializzazione degli animali destinati ai laboratori di vivisezione.
E in tanti temono che Green Hill possa diventare un centro di smistamento e vendita di cani e gatti, come già  succede ad Harlam, l’azienda della Brianza oggetto di forti critiche degli animalisti.
«Quello che vogliamo — ribadiscono gli attivisti — è l’abolizione totale della sperimentazione sugli animali. Chiudere gli allevamenti è un primo passo in questa direzione».

argomento: Animali, emergenza, Parlamento, radici e valori | Commenta »

DECRETO LIBERALIZZAZIONI, IL GOVERNO METTE LA FIDUCIA ALLA CAMERA, NONOSTANTE I DUBBI AVANZATI DALLA RAGIONERIA DELLO STATO. FINI: “GOVERNO INSENSIBILE”

Marzo 20th, 2012 Riccardo Fucile

LA RAGIONERIA DELLO STATO AVEVA AVANZATO DUBBI SULLA COPERTURA FINANZIARIA DI CINQUE NORME… FINI CRITICA IL GOVERNO CHE NON HA DATO CHIARIMENTI IN AULA, SEDUTA SOSPESA E GIOVEDI IL VOTO

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda ha chiesto, nell’Aula della Camera, la fiducia sul decreto legge liberalizzazioni che è in seconda lettura a Montecitorio e deve essere convertito in legge entro il 24 marzo, pena la sua decadenza.
Si tratta della dodicesima questione di fiducia che l’Esecutivo Monti pone.
La fiducia è “sul testo delle commissioni identico a quello approvato in Senato”, ha precisato Giarda.
Intanto, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha stigmatizzato in aula “l’insensibilità  mostrata dall’esecutivo che non ha ritenuto opportuno fornire all’aula ulteriori chiarimenti” in merito alle richieste fatte dall’opposizione, dopo che la Commissione bilancio ha dato al Dl liberalizzazioni parere favorevole nonostante i dubbi di copertura avanzata dalla Ragioneria dello Stato.
Fini è intervenuto subito dopo che l’aula aveva respinto a maggioranza la richiesta di Idv di rinviare il decreto in commissione dopo che la Ragioneria generale dello Stato aveva rilevato la presenza di cinque norme prive di copertura finanziaria, su cui invece la commissione Bilancio aveva sorvolato.
Prima di dare la parola al ministro Giarda, che doveva porre la fiducia, Fini ha parlato brevemente: “sia consentito alla Presidenza – ha detto Fini – di esprimere rammarico per l’insensibilità  mostrata dal Governo nel non fornire all’Assemblea ulteriori elementi di giudizio, anche perchè sono questioni che hanno una loro fondatezza”.
Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha sospeso la seduta in Aula e convocato la conferenza dei capigruppo per fissare il calendario dei lavori delle prossime ore alla luce della questione di fiducia posta dal Governo.
La fiducia al governo sul dl liberalizzazioni sarà  votata domani a partire dalle 15,45, dopo le dichiarazioni di voto fissate per le 14,15.
Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo della Camera.
Il voto finale sul provvedimento è previsto per le 19,30 di giovedì.

argomento: Fini, governo, Parlamento | Commenta »

PARLAMENTO: LA STRETTA SULLO STIPENDIO FA MIRACOLI, BOOM DI PRESENZE IN COMMISSIONE

Marzo 16th, 2012 Riccardo Fucile

DA UN MESE A MONTECITORIO UNA QUOTA DELLA DIARIA, CHE PUO’ ARRIVARE A 500 EURO AL MESE, E’ LEGATA ALLA REALE PARTECIPAZIONE AI LAVORI… LA MEDIA DEI DEPUTATI PRESENTI E’ IMPROVVISAMENTE PASSATA DAL 50% al 70%

Da Guinness sono quei 149 che da un mese a questa parte non perdono un colpo.
Non c’è seduta di commissione Agricoltura piuttosto che Esteri, Attività  produttiva o Cultura alla quale facciano mancare la loro preziosa firma al registro presenze.
Un onorevole su quattro, a Montecitorio, vanta il 100 per cento di partecipazione almeno dal 6 febbraio scorso. Di tutti i gruppi, senza distinzione.
Funzionava così da ottobre – a parole – ma si scopre ora che era solo una “sperimentazione”.
Sul serio si fa appunto da poco più di un mese fa.
Da quella data è entrata a pieno regime la nuova tagliola che alla Camera prevede la riduzione della diaria non solo in proporzione alle assenze in aula, ma anche alle commissioni e alle giunte.
Una tagliola simbolica, se rapportata alle indennità  dei parlamentari.
Cifre tutt’altro che stratosferiche, sia chiaro: parliamo di 300 euro per assenze comprese tra il 50 e l’80 per cento e di 500 euro oltre l’80 per cento.
Ma tant’è, è tempo di crisi per tutti.
Ed è bastato l’annuncio che è subito scattata la corsa alla firma.
“Eccome se si nota   –   racconta il presidente della commissione Lavoro, Silvano Moffa   –   siamo di più, è vero. Lavoriamo sempre tanto. Ma diciamo che le sedute sono più partecipate. Anche se da noi non ci sono stati mai fenomeni di assenteismo diffuso. Però il deterrente aiuta”.
Gianfranco Fini ha imposto che il 6 febbraio si partisse comunque a pieno regime, dopo una sperimentazione protrattasi da ottobre.
Al Senato invece il nuovo meccanismo è entrato in vigore solo lunedì scorso, il 12 marzo.
Ed è il motivo per il quale   –   spiegano dagli uffici di Palazzo Madama   –   i primi dati potranno essere elaborati solo tra un mese.
Ma anche lì sembra che la semplice firma al registro sia stata sufficiente per innescare un incremento delle presenze già  in questa prima settimana.
Corsa al registro, dunque, ma non necessariamente alla presenza effettiva ai lavori, è meglio precisare.
Perchè per dimostrare di esserci stati (e dunque per non entrare nel pallottoliere della penalizzazione) è sufficiente appunto registrarsi a inizio seduta.
Ma poi si possono disertare le successive convocazioni in giornata, come si può andare via di soppiatto poco dopo l’inizio della riunione.
Che poi, raccontano alcuni parlamentari, è quello che spesso succede.
Falle di un sistema ancora tutto da rodare. E che non prevede, per esempio, la registrazione della presenza in commissione mediante le votazioni con impronte digitali, come invece accade in aula da almeno un paio d’anni.
“Troppi fanno i furbi – attacca il dipietrista Antonio Borghesi – Vogliamo parlare dell’ex ministro Renato Brunetta, che da noi in commissione Bilancio firma e spesso dopo cinque minuti va via? E poi, lui come gli altri, per tutto il giorno sono a posto, anche se la commissione si riunisce altre tre volte in giornata”.
L’ex responsabile della Funzione pubblica, proprio lui che della lotta all’assenteismo negli uffici ha fatto la sua bandiera, proprio non ci sta.
E, contattato, taglia corto: “Guardi, io lavoro dalla mattina alla sera. Non mi occupo di queste bassezze”. Clic.
Brunetta non è l’unico ex ministro berlusconiano a essere finito sotto “osservazione” per le presenze ai lavori di commissione. Il 6 dicembre, quando il meccanismo era già  scattato ma in rodaggio, il democratico Andrea Sarubbi aveva accusato su Twitter Mara Carfagna di aver firmato agli Affari sociali “per la diaria” e di essere poi andata via.
Polemica di fuoco sul ring delle 140 battute.
E poco più di un mese dopo, dal 26 gennaio l’ex ministra delle Pari opportunità  risulta aver abbandonato quella commissione per la Giustizia. Sarubbi non torna in rotta con la Carfagna, ma fa notare come sia “l’unico che, se in ritardo, scrive accanto alla firma l’orario di ingresso: mi prendono in giro, ma io ci tengo. Quel che è certo è che in alcune giornate le presenze sono aumentate anche del 50 per cento”.
Poi ci sono quelli che della firma   –   e del taglio   –   se ne infischiano.
È il caso dei 29 deputati, anche questi iscritti a tutti i gruppi, che al “registro” della Segreteria generale risultano aver partecipato a meno del 10 per cento delle sedute di commissione, in questi primi 30 giorni.
Tra loro, quasi tutti i leader politici, per inevitabili “altri impegni”. Per loro il biglietto da 500 euro è già  decurtato dalla busta paga. “Verranno pure a firmare.
Ma alla fine   –   lamenta un deputato di lungo corso come Pino Pisicchio, Api   –   a lavorare siamo sempre una ventina su 40. Non è cambiato molto”.
Tanto meno per quell’unico deputato che vanta il record al contrario: zero per cento, mai presenziato ad una seduta della sua commissione di appartenenza.
Anche se, di contro, ha sempre firmato il registro presenze della bicamerale Antimafia, che dunque predilige.
Tutto sarà  più chiaro quando, tra qualche giorno, la Camera renderà  pubbliche le percentuali di ciascun deputato.

Carmelo Lopapa
(da “La Repubblica“)

argomento: Parlamento, Politica, radici e valori | Commenta »

PREMIER E BICAMERALISMO, SETTIMANA LUNGA E PARLAMENTARI PIU’ GIOVANI: LE BASI DELL’INTESA

Marzo 3rd, 2012 Riccardo Fucile

PRIMO ACCORDO TRA PDL, PD E TERZO POLO SU UN TESTO DI DIECI ARTICOLI… DIVISIONE DI COMPETENZE TRA CAMERA E SENATO… POTERE   DI REVOCA DEI MINISTRI E SFIDUCIA COSTRUTTIVA

L’ultimo punto, discusso fra tramezzini e caffè, riguarda il Senato federale o Camera delle Regioni. È stato lasciato da parte, a decantare.
Ma il documento delle riforme è pronto: dieci articoli, a cui ieri Luciano Violante, Ferdinando Adornato, Gaetano Quagliariello e Italo Bocchino hanno dato il via libera e che consegneranno ai leader di Pdl, Pd e Udc Alfano, Bersani e Casini.
Alcune modifiche rispetto alla bozza precedente (ma non sul numero dei parlamentari che saranno tagliati sempre a 500 deputati e 250 senatori); una road map sui tempi (tra giugno e agosto la prima lettura delle riforme, e a settembre la legge elettorale in Parlamento); e una novità  nel segno del ringiovanimento della politica.
Sarà  possibile essere eletti alla Camera a 21 anni e a 35 anni al Senato (attualmente gli articoli 56 e 58 della Costituzione prevedono a 25 e 40 anni).
Tuttavia sono l’accelerazione delle leggi e l’equilibrio tra i poteri del premier e il Parlamento a rappresentare l’ossatura del documento.
“L’intesa è un miracolo e ora non si può fallire”, commenta Adornato.
Rincara Violante: “Gli strumenti istituzionali sono altrettanto importanti che quelli finanziari perchè danno i mezzi per affrontare i problemi”.
Inoltre, al giro di boa è il regolamento del Senato, una specie di rivoluzione con l’obbligo di settimana lunga (a cui sarà  legata la diaria) e tempi certi anche per le leggi d’iniziativa popolare, tipo quelle di Beppe Grillo.
Superato il bicameralismo.
È prevista una divisione per materia (alla Camera quelle che l’articolo 117 della Carta assegna attualmente allo Stato e al Senato le competenze regionali).
Nei casi dubbi saranno i presidenti dei due rami del Parlamento, d’intesa tra loro, a decidere quale Camera comincia l’iter.
L’altra ha potere di richiamo (chiesto da 1/3 dei componenti), però ha l’obbligo di approvazione entro 15 giorni, altrimenti varrà  come unica la prima lettura.
Sfuggono a questa regola, e quindi prevedono la doppia lettura, le riforme costituzionali, le leggi di bilancio, le leggi comunitarie e i trattati internazionali.
Poteri dei premier
Oltre all’indicazione dei ministri, poi nominati dal capo dello Stato, ha anche il potere di revoca. Con questa riforma, Berlusconi avrebbe potuto dare il benservito a Tremonti.
Sfiducia costruttiva
Non sarà  in seduta comune (idem la fiducia, come era stato precedentemente ipotizzato), però introduce il meccanismo in vigore nel sistema costituzionale tedesco: consente che il governo possa cadere solo se ne nasce un altro. Violante osserva: “È il modo per favorire governi di legislatura”.
Tempi certi
Considerato un deterrente al ricorso alla fiducia e ai decreti sono i tempi certi dei disegni di legge del governo. I “tecnici” preferiscono non chiamarlo “potere d’agenda” dell’esecutivo, però comporta delle dead-line per l’approvazione. Saranno i regolamenti parlamentari ad articolare forme e date.
Senato, nuove regole
Fuorisacco rispetto al documento delle riforme, c’è il nuovo regolamento del Senato messo a punto da Luigi Zanda (Pd) e Quagliariello (Pdl) che il presidente Schifani vuole per giovedì prossimo alla discussione della giunta.
Praticamente la prima riforma istituzionale condivisa che già  a fine mese Palazzo Madama dovrebbe approvare.
In primo luogo, impedirà  che nascano neo gruppi parlamentari che gli elettori non hanno mai votato.
Pur rispettando il “cambio di casacca”, poichè costituzionalmente il parlamentare non ha vincolo di mandato, chi non sta più bene con i suoi, se ne va nel misto.
Stop ai “pianisti”, anche qui come alla Camera è probabile che Schifani decida per il sistema di voto con le impronte digitali.
Così come per la diaria, che potrebbe essere legata non solo alla presenza in aula bensì anche a quelle nelle commissioni e comunque queste saranno convocate in modo che “non siano sovrapponibili” ai lavori dell’aula.
È la “settimana lunga”, non come ora che si lavora da martedì a giovedì.
Nella fase istruttoria si è attinto alla bozza di Enzo Bianco.
Di certo è sulla legge elettorale che lo scontro si fa aspro.
D’accordo gli sherpa hanno deciso che se ne riparla, dopo.

Giovanna Casadio
(da “la Repubblica“)

argomento: Parlamento | Commenta »

IN AULA ARRIVA L’URLO LIBERATORIO: HO IL VITALIZIO

Febbraio 25th, 2012 Riccardo Fucile

CINQUE ANNI DI MANDATO PARLAMENTARE E’ IL MINIMO PER OTTENERE L’INDENNITA’ A VITA….MA I DEPUTATI CHE SONO ENTRATI PER LA PRIMA VOLTA NEL 2006 E CHE SONO CADUTI CON LA FINE DEL GOVERNO PRODI ORA SCOPRONO CHE, SE RIELETTI NEL 2008, HANNO MATURATO I REQUISITI LO STESSO

Lo ha visto aggirarsi tra i banchi della Camera con aria festante.
“È fatta!”, esultava “è fatta!”.
La giovane deputata del Pd ci ha messo un po’ a capire i motivi di tanto giubilo.
Il collega che è entrato in Parlamento prima di lei, quando al governo c’era Romano Prodi, ha capito solo adesso che è arrivato a quota 5.
Cinque anni di mandato, il minimo per ottenere il vitalizio. Forse anche lui, come tanti cittadini, aveva capito che dopo la riforma del 2007 il diritto alla pensione maturava solo dopo due anni sei mesi e un giorno di legislatura (prima bastavano 24 ore, oggi serve un lustro).
Invece ha scoperto che quei due anni che ha passato con il governo di centrosinistra erano un “credito” di cui poter godere, visto che è stato rieletto.
Perchè i cinque anni sono obbligatori sì, ma non necessariamente consecutivi.
Così, nel maggio del 2011, raggiunti i tre anni dall’elezione del 2008, è arrivato ai fatidici cinque anni che gli garantiscono il vitalizio vecchio stile, visto che il passaggio al contributivo è scattato a gennaio 2012.
E come lui la regola vale per decine di altri entrati per la prima volta in Parlamento nel 2006 (Prodi cadde due anni dopo) e tornati a sedere sugli scranni nel 2008: c’è Mara Carfagna, Mariastella Gelmini, Daniele Capezzone, Massimo Donadi, Antonio Borghesi, Manuela Di Centa, Giorgia Meloni.
Tutti con la pensione garantita da maggio scorso.
Per un parlamentare che festeggia a scoppio ritardato, c’è n’è uno, invece, che arriva pronto all’appuntamento.
Pietro Cannella, deputato siciliano 47 enne, porta a casa l’assicurazione per la vita: ha lasciato il suo incarico da assessore al Comune di Palermo a dicembre, per subentrare a Niccolò Cristaldi, che ha optato per la carica di sindaco di Mazara del Vallo.
I due hanno dato vita a un leggendario incrocio di casta: entrando in Parlamento Cannella ha potuto accumulare quei due mesi che gli mancavano per concludere i quattro anni e dieci mesi trascorsi alla Camera nella XIV legislatura, dal 2001 al 2006.
Cristaldi, invece, lasciando la Camera prima del 31 dicembre è riuscito a mantenere il vitalizio vecchio stampo e a sfuggire alla riforma che scattava dal primo gennaio.
Se il caso (anzi, il Pdl) non li avesse messi in lista uno sopra l’altro, si sarebbero meritati un premio all’ingegno.
Ai parlamentari che hanno conquistato “a rate” il vitalizio, comunque, restano altri due anni da accumulare.
Uno è praticamente già  passato, l’altro difficilmente non ci sarà .
In ogni caso, se mai il governo Monti dovesse cadere prima della primavera del 2013, nella riforma di gennaio c’è un’altra clausola dalla loro: gli ultimi sei mesi si possono riscattare e arrivare così a legislatura completa.
Due anni in più in Parlamento, significa prendere il vitalizio con due anni di anticipo rispetto alla soglia dei 65 anni stabilita sempre dalla stessa riforma.

(da “Il Fatto Quotidiano”)

argomento: Parlamento, Politica | Commenta »

LA LOBBY DELLE PROFESSIONI ALL’ASSALTO SULLE LIBERALIZZAZIONI

Febbraio 13th, 2012 Riccardo Fucile

IN COMMISSIONE INDUSTRIA SONO BEN 2.299 GLI EMENDAMENTI PRESENTATI DA PD E PDL… FUOCO DI SBARRAMENETO CONTRO L’ABOLIZIONE DELLE TARIFFE DEGLI ORDINI E L’OBBLIGO DI PREVENTIVO

Sono 2.299 gli emendamenti al decreto liberalizzazioni presentati in Commissione Industria del Senato, prima tappa della discussione sul disegno di legge voluto dal governo Monti per favorire lo sviluppo economico.
Molti sono diretti a cancellare o comunque disinnescare la riforma delle professioni, ma le richieste di modifica sono a tutto campo.
Il Pd rimette sul tavolo l’asta delle frequenze tv. I testi sono raccolti in sette volumi, ma parecchie proposte di modifica dovrebbero essere accorpate, in particolare i cosiddetti “emendamenti-fotocopia” dal contenuto identico, a volte presentati addirittura dal medesimo senatore.
Nei giorni scorsi il governo ha fatto capire di essere pronto a porre la fiducia se i provvedimenti di liberalizzazione delle professioni e dei servizi fossero stati stravolti dalla discussione in aula. Gli emendamenti presentati in Commissione arrivano in gran parte dalle forze che sostengono il governo.
L’opposizione ne avrebbe depositati meno di 300: circa 150 la Lega e 140 l’Idv. Dal Pdl ne arrivano 700, dal Pd 650, il resto da altri gruppi che sostengono l’esecutivo.
Una pioggia di emendamenti colpisce in particolare l’articolo 9 del disegno di legge, quello che riguarda le professioni regolamentate dagli albi.
Le proposte di modifica sono circa 200. Tra queste se ne segnalano sei tra Pdl, Lega e Coesione nazionale, che chiedono l’abrogazione totale dell’articolo.
Una decina di emendamenti dicono no all’abolizione delle tariffe.
Molte le proposte, soprattutto del Pdl, contrarie all’obbligo di preventivo.
Com’è sempre accaduto in occasione di tentativi di riforma, la lobby dei professionisti si fa sentire in Parlamento.
Oltre alla questione delle tariffe, emerge anche una richiesta di intervenire sulle norme relative ai tirocini con uno più stringente coinvolgimento dei Consigli nazionali degli ordini.
Torna alla ribalta la questione dell’asta frequenze tv: tra gli emendamenti figurano due proposte di correzione del Pd (firmate da Perduca, Poretti e Vita) che chiedono “una procedura di assegnazione su base onerosa” di una parte delle frequenze per le quali è invece previsto il meccanismo del ‘beauty contest’.
Negli emendamenti in questione si chiede anche di assegnare una quota delle frequenze “a condizioni agevolate” a imprese a gestione prevalentemente femminile o gestite da soggetti con meno di 35 anni di età .
Decisamente trasversale la richiesta di un limite alle commissioni bancarie, non superiore all’1,5 per cento, a carico degli esercenti nel caso di utilizzo di pagamenti elettronici, contenuta in emendamenti presentati dai senatori del Pd, del Pdl e del terzo Polo.
Ma le richieste di modifica abbracciano ogni settore: la proposta per favorire la diffusione dei mercatini dell’usato (Pdl), i cartelloni davanti ai supermercati con i prezzi medi dei prodotti ortofrutticoli, della carne e del pesce “da aggiornarsi settimanalmente” (Lega).
Sempre in materia di supermercati, tra le proposte di correzione depositate alla Commissione Industria del Senato, ci sono un paio di emendamenti (Pdl) che si occupano dei punti che vengono dati ai clienti con la spesa.

(da “la Repubblica“)

argomento: Costume, denuncia, economia, Parlamento | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.583)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.530)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.786)
    • governo (5.801)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (39.120)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.684)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Aprile 2026 (571)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Aprile 2026
    L M M G V S D
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    27282930  
    « Mar    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • “L’ADOZIONE DEL BAMBINO DI NICOLE MINETTI È ALTAMENTE IRREGOLARE”: I MEDIA URUGUAIANI SI SVEGLIANO E RIVELANO I LEGAMI OPACHI TRA L’EX IGIENISTA DENTALE E IL SUO COMPAGNO, GIUSEPPE CIPRIANI, CON L’ISTITUTO INAU DI MALDONADO: I BAMBINI DELL’ORGANIZZAZIONE AVREBBERO VISITATO PIÙ VOLTE IL RANCH DELLA COPPIA A MALDONADO
    • PER I LAVORATORI LA FREGATURA È SEMPRE DIETRO L’ANGOL:PUR DI NON INTRODURRE IL SALARIO MINIMO CHIESTO DALLE OPPOSIZIONI, NEL DECRETO “PRIMO MAGGIO”, IL GOVERNO INTRODUCE IL CONCETTO DI “SALARIO GIUSTO”, OVVERO QUELLO FISSATO DAI CONTRATTI DI CATEGORIA STIPULATI DA SINDACATI PRINCIPALI
    • “SUL CASO VENEZI LA DESTRA È VITTIMA DELLA SUA STESSA PROPAGANDA”. IL CORTOCIRCUITO DI “ALCUNI COMMENTATORI DELLA DESTRA PRÊT-À-PENSER
    • “SENZA CONSENSO È STUPRO”: L’EUROPARLAMENTO CHIEDE UNA LEGGE UE SULLA VIOLENZA SESSUALE BASATA SULL’ASSENZA DI CONSENSO
    • DOPO LA VENEZI, CONTINUA LA FAIDA IN LAGUNA: IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA INVIA GLI ISPETTORI A VENEZIA PER LE AUTORIZZAZIONI CONCESSE ALLA FEDERAZIONE RUSSA PER LA RIAPERTURA DEL LORO PADIGLIONE ALLA BIENNALE
    • CONTI PUBBLICI ED ECONOMIA SONO IL VERO FALLIMENTO DEL GOVERNO MELONI
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA