Destra di Popolo.net

IMMIGRAZIONE: ECCO COSA DISSE IL BERLUSCONI BUONISTA ALLA SUA NUOVA TV TUNISINA NESSMA

Gennaio 18th, 2010 Riccardo Fucile

IN ITALIA PDL XENOFOBO PER COMPIACERE LA LEGA…DAGLI SCHERMI DI TUNISI INVECE “BISOGNA DONARE AGLI IMMIGRATI LAVORO, CASA E SCUOLA PER I FIGLI”…”APERTURA TOTALE DI CUORE” SOLO QUANDO ASCOLTANO 140 MILIONI DI AFRICANI, RESPINGIMENTI IN MARE QUANDO NON VEDE NESSUNO

Che la politica in Italia non sia la patria della coerenza è cosa risaputa, ma non per questo dovrebbe essere un concetto accettato a priori come valore assoluto.
Vi sono Paesi in cui la “linea politica” di un movimento e di un leader rimane tale anche nel corso del periodo in cui governa: non è quasi mai così in Italia, dove le promesse si dimenticano già  la sera stessa della chiusura delle urne. Che tra il dire e il fare ci sia spesso di mezzo il mare (Mediterraneo in questo caso), lo dimostra la posizione del premier Berlusconi che in Italia si avvita sulle posizioni xenofobe della Lega, di cui non può fare a meno per salvarsi dai processi, mentre quando è all’estero si esprime in termini ben diversi.
O per compiacere al pubblico o perchè probabilmente certe cose le pensa, ma in patria non ha le palle per sostenere certe tesi, ricattato com’è.
E allora è opportuno che gli italiani conoscano che cosa ha detto il 23 agosto il nostro premier nel corso della prima intervista rilasciata alla sua nuova Tv Nessma, in occasione della sua inaugurazione.
Parlando in quella occasione a 140 milioni di africani, ha esordito dicendo: “Cosa serve per un tv di successo? Un buon casting femminile, e su questo ho una competenza incredibile”.
Dopo la sua solita battuta iniziale, ecco che Silvio va più a fondo: “E’ necessario incrementare le possibilità  per la gente che vuole tentare nuove oppurtunità  di vita e di lavoro, occorre aumentare le possibilità  di entrare in Italia e in altri Paesi europei. Questo è ciò che voglio sia fatto, non solo in Italia, ma in tutta Europa”.
E ancora: “Bisogna dire che gli italiani sono stati un popolo che ha lasciato l’Italia e che è emigrato in altri Paesi, soprattutto in quelli americani. Questo ci impone il dovere di guardare a quanti vogliono venire in Italia con una apertura totale di cuore e di donare a coloro che vengono nel nostro Paese la possibilità  di un lavoro, di una casa, di una scuola per i figli”.   Continua »

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LAVORO NERO, AL SUD E’ LA NORMALITA’: IN CALABRIA SONO IRREGOLARI 27 POSTI DI LAVORO SU 100

Gennaio 16th, 2010 Riccardo Fucile

SECONDO L’ISTAT, LA DISOCCUPAZIONE FEMMINILE HA SUPERATO IL 50% E ABBIAMO IL SECONDO INDICE DI VECCHIAIA IN EUROPA: OGNI 100 GIOVANI, SONO 143 GLI ANZIANI…IN CALO I LAVORATORI IRREGOLARI, MA AL SUD SONO ANCORA IL 20%…META’ DEGLI ITALIANI HA SOLO IL DIPLOMA DI TERZA MEDIA, QUART’ULTIMI IN EUROPA

La fotografia scattata dall’Istat nel dossier “Noi Italia, cento statistiche per capire il Paese in cui viviamo”, presentato due giorni fa alla stampa, mette in evidenza alcuni aspetti tipici della nostra penisola, sui cui è opportuna una seria riflessione.
Secondo l’Istat, l’Italia è “come un calabrone che vola sfidando ogni teoria ingegneristica, ma che alla lunga, non investendo, potrebbe avere seri problemi di sostenibilità “.
In questa luce le statistiche sono elemento di conoscenza e anche di democrazia, permettendo a chiunque di trarre le conclusioni che ritiene più opportune sulla base di dati certi.
Dallo studio emerge un’Italia sempre più vecchia, con una crescita a due velocità  tra Nord e Sud, un Mezzogiorno dove il lavoro irregolare dilaga e dove tutte le regioni sono costrette ad importare perchè non producono abbastanza.   Esaminando i dati sul lavoro nero, emerge che i lavoratori irregolari in Italia sono in calo, ma al Sud uno su cinque resta ad operare in nero.
Il record negativo spetta alla Calabria, dove la quota di irregolari tocca il 27,3%. Nel mercato del lavoro permangono notevoli differenze di genere: le donne occupate sono il 47,2% della popolazione di riferimento, mentre gli uomini toccano il 70,3% di occupati.
Se guardiamo l’età  della popolazione, le noti dolenti si accentuano: ogni 100 giovani in Italia ci sono 143 anziani.
Il che colloca il nostro Paese al secondo posto in Europa, preceduti solo dalla Germania per quanto riguarda l’indice di vecchiaia.
La regione più anziana è la Liguria, la più giovane la Campania. Continua »

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SCIOPERO DEGLI STRANIERI IL 1 MARZO: PER UN GIORNO I PADANI DOVRANNO PULIRE IL CULO AI LORO VECCHI DISABILI

Gennaio 15th, 2010 Riccardo Fucile

UN GIORNO DI ASTENSIONE DAL LAVORO PER FAR CAPIRE CHE ANCHE LORO SONO ESSERI UMANI, CON DOVERI, MA ANCHE DIRITTI…. OLTRE 4 MILIONI DI IMMIGRATI REGOLARI CHE FINANZIANO LO STATO ITALIANO, PAGANDO LE TASSE E SVOLGENDO I LAVORI PIU’ UMILI…. LA DESTRA SI SVEGLI E ADERISCA ALL’INIZIATIVA: LA DESTRA E’ SOLIDARIETA’ E CIVILTA’, NON BECERUME DA OSTERIA

Fate un piccolo sforzo di immaginazione: provate a visualizzare nella vostra mente una giornata senza badanti, senza inservienti nelle case di riposo, infermiere negli ospedali, camerieri nelle pizzerie, operai nelle fabbriche, muratori nelle case, ponteggiatori sulle pareti degli immobili da ristrutturare, medici e collaboratrici domestiche, magari calciatori e attrici.
Una giornata dove milioni di persone non consumano, non fanno acquisti, non comprano il biglietto del bus perchè non vi salgono nemmeno, non telefonano al loro Paese, non spediscono denaro.
Ora avete ben chiaro cosa potrebbe significare lo sciopero degli stranieri in Italia, indetto per il 1 marzo, sulla scia di una analoga iniziativa che paralizzerà  la Francia.
Braccia incrociate per 4,5 milioni di lavoratori stranieri regolari in Italia e per tutti gli italiani che vorranno solidarizzare con loro.
Una miriade di iniziative locali, sparse in tutta la penisola, per affermare il “diritto ad esistere”, ad avere riconosciuta una dignità , ad essere trattati da essere umani.
Perchè stiamo parlando di soggetti che assolvono ai doveri della nostra comunità  civile, ma a cui spesso vengono ancora negati diritti elementari.
Per uno straniero in Italia è tutto sempre più complicato, rispetto ad un italiano, anche un semplice certificato o il diritto alla salute, figuriamoci quello alla cittadinanza o a votare alle amministrative.
Per una esigua minoranza politica di beceri padani, l’immigrato è accettato solo dalle 8 alle 18, quando si spacca la schiena per far ricco il datore di lavoro, poi non deve esistere, deve scomparire e restare chiuso in casa, perchè la sua presenza è fastidiosa, come il colore della sua pelle.
A noi sinceramente dà  più fastidio il lezzo che emana un razzista padano, con quel lurido fazzoletto verde impregnato di sudiciume che porta al collo nelle carnevalate pontidiane e con la sua filosofia del denaro da accumulare, il Mercedes da ostentare e la villetta abusiva al Sud da celare. Continua »

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BERLUSCONI CAMBIA LINEA: DAL “LETTONE” PASSA AL “GIACCONE” DI PUTIN

Gennaio 12th, 2010 Riccardo Fucile

L’EGITTO PROTESTA UFFICIALMENTE PER LA CAMPAGNA DI AGGRESSIONE CONTRO GLI IMMIGRATI IN ATTO IN ITALIA…. FINI RICHIAMA IL GOVERNO: “NON DETTI L’AGENDA ALLE CAMERA” … LE TASSE NON SI RIDURRANNO PIU’, AUMENTANO LE AZIENDE IN CRISI E LA DISOCCUPAZIONE….MA LA COSA PIU’ URGENTE DA FARE E’ UNA NORMA CHE EVITI DUE PROCESSI AL PREMIER

Nessuno italiano che non sia in malafede potrà  negarlo: il ritorno del premier da Arcore (dove ovviamente “ha lavorato”)   a Palazzo Grazioli segna una svolta epocale nell’attività  di governo: dopo mesi in cui l’opposizione cattocomunista non ha saputo che seminare odio contro il partito dell’amore, Silvio torna e spiazza tutti, dettando la nuova linea: dal lettone si passa al giaccone, ovviamente sempre di Putin, generoso leader russo che non bada a spese.
Dopo aver preso bene le misure del lettone, sulla base delle esigenze multiple del premier, Putin ha voluto anche il numero della taglia di Silvio, in modo da confezionargli su misura anche il giaccone della Marina militare russa che è diventato il segnale della svolta politica del Pdl.
Ci eravamo lasciati a ottobre, novembre, dicembre con l’unico argomento delle leggi ad personam e ora invece dobbiamo parlare delle leggi ad libertatem.
I maligni aggiungerebbero “vigilatam”, ma sempre di ingiustizia di tratta.
Tutti gli italiani ingiustamente accusati di un reato, penale o civile che sia, usano notariamente lo stesso criterio: evitare lo svolgimento del processo.   Se un’accusa è infondata, inutile aspettare di avere ragione in terzo grado, è tempo perso: solo gli imbecilli fanno così.
Gli altri promulgano una legge “ad libertatem”, e sei innocente da subito. Anzi, più credi nello Stato, nelle istituzioni, nell’ordine e nella legge, come si addice a un “uomo di destra”, è più giustifichi chi, innocente, si sottrae in ogni caso al giudizio di quelle istituzioni che difendi per conto terzi.
Ci pare una “giusta coerenza” comportamentale di cui per anni, ingenuamente, non avevamo attinto e agito di conseguenza.
Oddio, in Italia accadono anche altre cose, ma di scarsa rilevanza in fondo.
A causa della nostra politica sull’immigrazione, era chiaro che prima o poi saremmo arrivati all’incidente diplomatico, dopo essere stati condannati da diversi organismi europei ed internazionali, per violazione delle convenzioni sottoscritte.
Ma per far guadagnare due voti alla Lega e alle palle che racconta, che volete che sia qualche rampogna? Continua »

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LE VERITA’ SCOMODE: NELLE COOPERATIVE DEGLI SFRUTTATORI C’E DENTRO TUTTA ROSARNO

Gennaio 12th, 2010 Riccardo Fucile

GRAN PARTE DEGLI ARANCETI SONO DI PROPRIETA’ DI COOPERATIVE FORMATE DA ROSARNESI… LA MANO D’OPERA ERA ECCEDENTE: SCACCIATI I NERI, ECCO IN ARRIVO I BRACCIANTI DELL’EST…I LOCALI SI FANNO ASSUMERE FITTIZIAMENTE COME BRACCIANTI AGRICOLI, FANNO LAVORARE GLI IMMIGRATI, E DOPO 102 GIORNI PRENDONO L’INDENNITA’ DI DISOCCUPAZIONE DALL’INPS

Ora che hanno fatto il loro bravo corteo con lo striscione anti-razzista “Abbandonati dallo Stato, criminalizzati dai media, venti anni di convivenza non sono razzismo”, con in prima fila cinque immigrati raccattati per far da paravento e defilati i rampolli e gli uomini dei boss che invece erano scesi per le strade la notte della rivolta, i rosarnesi hanno dimostrato che amano la pacifica convivenza.
Poichè mai abbiamo pensato che all’origine della vergognosa caccia all’uomo ci fosse quell’odio razziale, peraltro esistente in Italia e alimentato da ben individuate forze politiche, stigmatizzato anche dall’Osservatore Romano (“In Italia il razzismo non è mai stato superato”), è forse giunto il momento che i rosarnesi diano qualche spiegazione in più.
E non parliamo solo della presenza di esponenti della “ndrangheta” tra coloro che sparavano i pallini flobert nel tiro a segno al nero, non ci riferiamo solo ai filmati che riprendono Antonio Bellocco, uomo dell’omonimo clan, aggredire immigrati e carabinieri, ma a fatti su cui i media non sono ancora andati a fondo. Si è parlato dello sfruttamento della manodopera di colore da parte dei proprietari terrieri e del fatto che nessuno aveva mai denunciato tale “lavoro nero”.
Sapete perchè?
Perchè non siamo di fronte a una manciata di latifondisti milionari: i proprietari degli aranceti che sfruttavano i neri sono la maggior parte dei rosarnesi.
Le cooperative in cui sono riuniti centinaia di fazzoletti di terra sono formate ciascuna da decine di rosarnesi.
Dato che il mercato ortofrutticolo è in calo e le spese per i braccianti, anche se sottopagati, iniziavano a superare i guadagni, considerato che il numero degli immigrati era divenuto troppo alto per le reali esigenze di mercato, qualcuno ha pensato che sarebbe stato meglio sfoltirli.   Continua »

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TAGLI ALLE TASSE: ECCO QUANTO INCIDEREBBERO NELLE BUSTE PAGA LE DUE ALIQUOTE UNICHE AL 23% e al 33%

Gennaio 11th, 2010 Riccardo Fucile

VANTAGGIO SOLO PER I RICCHI: STIPENDI DA 866 EURO NETTI AL MESE, NESSUN CAMBIAMENTO….DA 1.446 EURO NETTI, 60 EURO IN PIU’ AL MESE… DA 2.313 EURO NETTI, 524 EURO DI AUMENTO AL MESE, DA 2.928 EURO, 893 EURO IN PIU’, DA 3.693 EURO, AUMENTO MENSILE DI 1.360 EURO…DA 7.149 EURO AL MESE, AUMENTO DI 1.415 EURO , DA 10.605 EURO AL MESE, AUMENTO DI 2.151 EURO… LA RIFORMA COSTEREBBE 20 MILIARDI: E’ SOLO UN BLUFF

Per un volta che il premier rilascia un’intervista a “Repubblica”, in cui l’ipotesi di una riduzione delle tasse diventa qualcosa più di un “sogno”, ma una questione “su cui lavorare” nei prossimi mesi, ecco scatenarsi i maghi delle previsioni.
Qualcuno ci crede talmente, da farsi pure due conti su quanto costerebbero due aliquote uniche al 23% e al 33%, contro quelle scaglionate attuali che vanno dal 23% al 43% e quanto si ritroverebbe in più il lavoratore in busta paga.
Il commento più divertente è di Casini che sostiene, ricordando che Silvio ne parla da 14 anni senza costrutto, che anche questa volta sarà  tempo perso.
La sinistra invece intravede la solita promessa in vista delle elezioni regionali di marzo: alla fine il governo è costretto a precisare che si tratta di ipotesi a lunga scadenza e in studio.
Facendo due rapidi conti, una riforma del sistema fiscale articolato su due sole aliquote, in sostituzione delle attuali cinque, avrebbe un costo intorno ai venti miliardi di euro, una cifra fuori dalla portata dell’economia italiana, già  azzoppata dall’enorme debito pubblico.
Tremonti precisa subito ai suoi collaboratori che chi pensa di poter ridurre oggi la pressione fiscale in Italia è solo un folle, uno che costruisce castelli di sabbia.
A stretto giro Palazzo Chigi precisa che è un discorso “in prospettiva”. La solita “buona intenzione” che era stata annunciata anche nel disegno di legge delega del 2002 o nel Libro bianco sull’economia fiscale del 1994 di cui non si fece nulla.
Insomma si parla tanto per parlare, il solito spot elettoral-umorale.
Ma sarebbe questa una soluzione per il nostro Paese?
Se anche fosse possibile domani, sarebbe giusto ridurre il prelievo fiscale a due sole aliquote al 23% e al 33%?
Rispondiamo con sicurezza di no, sarebbe un provvedimento che penalizzerebbe i lavoratori con reddito inferiore a 30.000 euro (quasi tutti), a vantaggio dei soli ricchi (pochissimi).
Non lo diciamo ovviamente noi, ma i dati pubblicati su giornali insospettabili di centrodestra.
Cerchiamo di dettagliare in sintesi. Continua »

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PRIMA SFRUTTATI, POI CACCIATI: A ROSARNO C’E’ LA ‘NDRANGHETA DIETRO LA IGNOBILE CACCIA AGLI IMMIGRATI

Gennaio 11th, 2010 Riccardo Fucile

LO STATO E' IL VERO LATITANTE, LE COSCHE IL MANDANTE: DA UN ANNO LA REGIONE AVEVA SOLLECITATO MARONI A INTERVENIRE, MA I 200.000 EURO NON SONO MAI   ARRIVATI... IL COMUNE ERA COMMISSARIATO PER INFILTRAZIONE MAFIOSA E IN MANO ALLE FAMIGLIE BELLOCCO E PESCE... IL FIGLIO DI BELLOCCO ARRESTATO PER AVER GUIDATO I DISORDINI Quanta ipocrisia nell'atteggiamento delle istituzioni in merito ai disordini avvenuti a Rosarno, quante falsità , quanti falsi stupori, quante responsabilità  nell'aver fatto finta per anni di "non vedere". Andiamo per capitoli per cercare di fornire a chi ci legge qualche elemento a giustificazione della nostra tesi. Uno degli agglomerati di baracche in cui dormivano gli immigrati a Rosarno era quello della Rognetta, in pieno centro, a poche centinaia di metri dalla scuola, dagli uffici comunali, dalla chiesa. Era così da almeno 15 anni, non da un giorno, ma tutti hanno sempre fatto finta che ciò fosse normale, che fosse legittimo sfruttarli, giustificato farli vivere in condizioni igieniche da bestie. Lo sapevano tutti che erano sottopagati, in mano alla 'ndrangheta e ai caporali di giornata. Il "grande statista" Maroni, il peggiore ministro degli interni della storia repubblicana, ha parlato di "troppa tolleranza" nei confronti dei clandestini, segnando l'ennesimo autogol della sua patetica permanenza al Viminale. Avrebbe dovuto spiegarci a chi sarebbe da addebitare questa "troppa tolleranza": forse al commissario prefettizio nominato dal governo, dopo lo scioglimento della giunta di Rosarno per infiltrazioni mafiose? O forse ai funzionari di polizia che dipendono, guarda caso, dal ministero degli Interni? Intende forse prendere provvedimenti nei confronti dei suddetti, ammettendo quindi suoi personali errori di valutazione? E ci dica Maroni, in due anni, quante retate di "caporali" ha ordinato, per porre fine a quell'ignobile mercato delle braccia che andava in onda ogni mattina all'alba a Rosarno per reclutare la manodopera giornaliera da accompagnare ai campi. Oppure ci renda edotti di quante denunce avrebbe sollecitato nei confronti dei proprietari di agrumeti che pagavano in nero migliaia di immigrati, "elargendo" loro 15-20 euro al giorno per 14 ore di lavoro. Qualcuno magari pensa che Maroni ne fosse all'oscuro? Eccolo servito: da un anno la Regione Calabria aveva più volte sollecitato un intervento a Maroni e vi era stata la promessa del ministro degli Interni di stanziare 200.000 euro per garantire un minimo di condizioni sanitarie e igieniche accettabili, ma i soldi non sono mai arrivati. Così come nessun intervento di ordine pubblico è stato mai messo in atto. E si è arrivati all'esplosione della rabbia degli immigrati che il procuratore di Palmi, Giuseppe Creazzo, ricostruisce così: "Tutto è cominciato da quegli spari, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, questa gente di colore subisce vessazioni da troppo tempo, è stata la reazione di gente disperata. Ogni reato commesso sarà  perseguito, ma un'analisi di quanto è accaduto non può che essere lucida". Continua »

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A ROSARNO SCOPPIA LA RIVOLTA: TROPPA TOLLERANZA NON CON I DISEREDATI, MA CON CHI LI SFRUTTA

Gennaio 8th, 2010 Riccardo Fucile

I LAVORATORI EXTRACOMUNITARI RACCOLGONO ARANCE LAVORANDO 14 ORE AL GIORNO PER 20 EURO… E NE DEVONO DARE 5 AI CAPORALI CHE LI SFRUTTANO…MARONI PARLA DI TROPPA TOLLERANZA VERSO I CLANDESTINI, MA NON HA FATTO NULLA PER COMBATTERE I CRIMINALI CHE LI SFRUTTANO DA ANNI

Centinaia di auto distrutte, cassonetti divelti, scene di guerriglia urbana, arresti e feriti tra i dimostranti e le le forze dell’ordine: questo il bilancio del clima di tensione che ancora questa mattina sta attraversando la cittadina di Rosario, in Calabria, dopo una notte di fuoco.
Si è scatenata la rivolta di alcune centinaia di lavoratori extracomunitari impegnati in agricoltura e accampati, nella indifferenza delle istituzioni, in condizioni disumane in una vecchia fabbrica in disuso e in altre strutture abbandonate.
A far scoppiare la rivolta è stato il ferimento di due immigrati da parte di alcuni giovani che li hanno presi a bersaglio con le loro pistole, pare per divertimento, e che, ridendo, gridavano: “Oggi non si lavora”.
Nessuno si è fermato per aiutare i due feriti ed è montata una rabbia latente: “non siamo bestie, siamo qua per lavorare”.
La situazione è rapidamente uscita da ogni controllo e ci sono stati scontri e atti di teppismo, mentre gli immigrati chiedevano l’intervento delle autorità  per assicurare loro protezione contro le scorribande dei balordi.
Si è creata una forte tensione anche stamani tra gli immigrati e i cittadini di Rosario che sono circa15.000, contro almeno 3.000 extracomunitari che vivono da diseredati, in condizioni igenico sanitarie devastanti.
Solo ora il commissario prefettizio ha promesso container per dormire e bagni chimici, per migliorare le condizioni di vita dei lavoratori immigrati, invitandoli alla calma.
Maroni da Roma ha ripetuto la solita litania, frutto della povertà  di analisi culturale e sociale della Lega: “Troppa tolleranza verso i clandestini”.
Non sa dire altro purtroppo il centrodestra, incapace di vedere oltre il proprio naso.
In realtà  le responsabilità  di quanto accaduto sono dello Stato e di chi lo rappresenta.
E vi spieghiamo perchè.
Questa massa di 3-4.000 lavoratori immigrati (qualcuno regolare, molti clandestini) viene fatta spostare da una parte all’altra del sud a seconda delle esigenze. Continua »

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SIAMO RIUSCITI AD ARRESTARE UN CLANDESTINO CHE VOLEVA TORNARE IN SENEGAL A SUE SPESE

Gennaio 7th, 2010 Riccardo Fucile

COLPO GROSSO DI MARONI: SENEGALESE BLOCCATO A FIUMICINO MENTRE TORNAVA A CASA, DOPO AVER TRASCORSO OTTO ANNI IN ITALIA DA CLANDESTINO… ORA RESTERA’ IN CARCERE SETTE MESI E POI L’ITALIA GLI DOVRA’ PAGARE ANCHE   IL BIGLIETTO AEREO… EVVIVA IL PACCO SICUREZZA

Questa è una storia assurda, ma purtroppo vera, che vede protagonisti un immigrato clandestino, le forze dell’ordine e le leggi italiane.
Il signor Khadim si era presentato all’aereoporto di Fiumicino per ritornare in Senegal, suo paese di origine, con in tasca un regolare biglietto di sola andata, acquistato con i suoi pochi risparmi e l’aiuto di qualche amico italiano. Khadim era ansioso di riabbracciare la sua famiglia a Dakar, dopo aver trascorso in Italia otto anni da clandestino nella speranza che un datore di lavoro lo mettesse in regola e gli consentisse pertanto di emergere dalla clandestinità .
Invece ha accumulato anni e anni di lavoro in nero, pur non avendo mai commesso reati, tenendosi lontano sempre da giri pericolosi, cambiando tanti lavori, ma tutti svolti onestamente.
Ma ecco che le norme maroniane si abbattono su di lui poco prima di prendere il volo (per Dakar) : adesso potrà  figurare nelle statistiche che Maroni sbandiererà  nei suoi spot televisivi.
Khadim viene infatti arrestato sul posto perchè era rimasto in Italia senza documenti.
In quanto irregolare, era stato colpito da alcuni decreti di espulsione di cui lui non ha mai conosciuto l’esistenza, non essendogli mai stati notificati.   Continua »

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