Marzo 26th, 2010 Riccardo Fucile
PERCHE’ IL PDL DEI “CACASOTTO” PERDERA’ IN LIGURIA: SI RISCOPRE L’OPPOSIZIONE SOTTO ELEZIONI, OGNUNO PENSA PER SE’, MANCANO LE IDEE, APPIATTITI SULLA LEGA….UN LEGHISTA CHE SI PRESENTA GIA’ COME VICEPRESIDENTE, UN ALTRO CHE PIANGE PERCHE’ HA TROVATO I SUOI SANTINI NEL CASSONETTO, SALVO BECCARSI UNA DENUNCIA PER ISTIGAZIONE ALL’ODIO RAZZIALE…E LA SINISTRA RINGRAZIA
Quando sono iniziate le “grandi manovre” in vista delle regionali, i cittadini più informati avevano chiara l’alternativa: o votavano per Claudio Burlando, governatore Pd uscente, un passato da ministro, bersaniano di ferro, o optavano per Sandro Biasotti, deputato del Pdl, già presidente della Regione.
I due erano dati dai sondaggi sostanzialmente alla pari, con ottime possibilità per il centrodestra di ritornare a governare la Liguria, nonostante le iniziali incertezze del partito su chi candidare e un’attività politica di opposizione reale prossima quasi allo zero.
Ricordiamo a tal fine l’epiteto che Scajola rivolse qualche mese fa ai consiglieri pidiellini degli enti locali, definiti “cacasotto” proprio per la loro invisibilità .
Salvo qualche piccola eccezione “movimentista”, la più nota e qualificante attività dei consiglieri del Pdl è infatti quella di scaldare la sedia.
Ciò non ha impedito loro di ringalluzzirsi in vista della nuova candidatura, foriera di altri 5 anni di prebende, soprattutto in caso di vittoria di Biasotti.
Il quale ha inanellato una serie di errori: in primo luogo ha permesso che nelle liste ricomparisse qualche nome sotto inchiesta da parte della magistratura, rinunciando così a usare tale arma contro gli avversari (che hanno personaggi discussi anche loro).
Poi ha spostato la sua linea su posizioni prone alla Lega che in Liguria prende solo il 9,9%, arrivando a vendersi pure la vicepresidenza al capolista padano, Francesco Bruzzone.
Se avesse resa nota anche la lista degli assessori, Biasotti avrebbe al limite compiuto un atto politico giustificabile, in nome della trasparenza.
Ma limitarsi a indicare un leghista come vice è stato solo un atto di debolezza.
In passato la vicepresidenza era stata assegnata al consigliere che aveva ottenuto più preferenze, un criterio senz’altro più rispettoso della volontà popolare.
Siamo arrivati al punto che il leghista Bruzzone, caso unico nella padagna del magna magna, pur essendo stato di fatto commissariato nella segreteria della Lega ligure con la Rosy Mauro, per questioni relative a bilanci, pur essendo finito penosamente sui giornali per essere stato beccato a inviare lettere di raccomandazione usando la carta intestata della Regione, nel suo santino elettorale si proclama “Francesco Bruzzone, Vice Presidente” (oddio, intanto il vice andava minuscolo e presidente “di cosa” andava precisato, ma lui le aule scolastiche le frequentava quando ormai i professori le lasciavano libere per le pulizie, non si può pretendere troppo).
Poi Biasotti ha accettato che fossero inseriti in lista soggetti più facili a fare politica nei corridoi degli enti locali che nelle aule, più a chiedere favori alla stampa amica che a gestire il malcontento diffuso tra i cittadini. Continua »
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Marzo 24th, 2010 Riccardo Fucile
LA COSTITUZIONE SI CAMBIA NEI GAZEBO, INSULTI ALLA BRESSO, AI MAGISTRATI, ALLA STAMPA…INTERE REGIONI ABBANDONATE AL PROPRIO DESTINO, ERRORI GROSSOLANI FATTI PASSARE PER COMPLOTTI, PRESUNZIONE…SE LA BRESSO SI DEVE GUARDARE ALLO SPECCHIO, SILVIO SI GUARDI IL CIARPAME LEGHISTA CUI HA VENDUTO L’ITALIA….LA DESTRA E’ ALTRA COSA
Il centrodestra, tenendo i toni bassi e concilianti, avrebbe stravinto le elezioni regionali di
domenica: sulla base dei sondaggi di alcuni mesi fa, avrebbe confermato l’indicazione arrivata dalle elezioni europee di un anno fa, anche se i dati già erano in flessione rispetto alle politiche del 2008.
Era prevedibile se non un 10 a 3, sicuramente una vittoria in 9 regioni contro 4 al centrosinistra.
In poche settimane il comandante del Titanic, centrando tutti gli scogli possibili, ha condotto il bastimento del Pdl al naufragio: ora sarebbe un successo vincere in 4-5 regioni e perdere in 8-9.
Tutto è iniziato con la raffica di leggi ad personam, quando sarebbe bastato fare quello che fa il comune cittadino: presentarsi in tribunale e difendersi.
Poi l’immobilismo del governo di fronte alla crisi economica e occupazionale. Quindi le eterne promesse mai mantenute, gli spot quotidiani, le accuse a tutto il mondo, dalla stampa italiana a quella estera, dai magistrati talebani alle Tv (che in gran parte peraltro controlla).
Un’immagine sempre più irosa, velleitaria e narcistista che viene ormai recepita come un delirio di onnipotenza.
I grossolani errori nella presentazione della lista in Lazio fatti passare per complotto, gli otto pronunciamenti negativi di Tar e Consiglio di Stato definiti come torbide manovre per togliere il diritto di voto all’elettore ( quando chi l’ha tolto è invece è la stupidità di certi dirigenti di partito).
Escono frasi sconvenienti a Trani e si arriva alla rivendicazione di “non aver detto nulla di male”, come se in un altro Paese fosse una prassi normale che un presidente del Consiglio minacci il dirigente di un’Authority per far cessare un programma giornalistico sulla Tv di Stato.
Lo ribadiamo: negli Usa un presidente sarebbe stato costretto a dimettersi. Ieri siamo arrivati alla rivendicazione di voler cambiare la Costituzione in senso presidenzialista: cosa possibilissima, basta avere il voto dei due terzi del Parlamento.
No, secondo il premier, sono sufficienti i gazebo, i suoi ovviamente.
Anche se ci andasse il 10% degli italiani sarebbe sufficiente.
Non contento va a Torino a sostenere il leghista Cota e insulta l’avversaria Bresso: “Se al mattino si guarda allo specchio, la Bresso si è già rovinata la giornata”.
Ma non era lui che aveva detto “nulla di inelegante può essere successo a Palazzo Grazioli alle mie feste, perchè io sono una persona elegante”?
E così che si vincono le elezioni?
E’ questo lo stile di un uomo di destra?
E ancora: il Veneto non solo è stato regalato all’esperto in marchette Zaia, ma pure abbandonato.
Dov’è finito La Russa che aveva detto: “Mi impegnerò personalmente in Veneto e il Pdl prenderà più voti dellaLega”?
Se la Lega vincerà forse si dimetterà anche Nosferatu? Continua »
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Marzo 23rd, 2010 Riccardo Fucile
ANCHE BELPIETRO ORA AMMETTE ERRORI E I FINIANI NON NE POSSONO PIU’…I NUOVI SLOGAN SONO BATTERE IL CANCRO, 100 MILIONI DI ALBERI E LE PISTE CICLABILI ? ….SI DOVEVA DARE UNA CASA AI GIOVANI, DOPO UN ANNO NON SI E’ NEANCHE RIUSCITI A FAR AMPLIARE QUELLE DI CHI GIA’ L’HA….E LE TASSE SONO SEMPRE PIU’ ALTE
Per una volta iniziamo con una nota interna che riteniamo giusto rendere pubblica: il
nostro/vostro sito sta aumentando sempre di più la sua visibilità e la propria fascia di lettori.
Attraverso la pubblicazione dei nostri articoli su vari forum, siamo arrivati a punte di oltre 5.000 visitatori giornalieri, segno che una “destra sociale” anticonformista e che non guarda in faccia nessuno suscita interesse e simpatia, a prescindere dalle appartenenze.
Segno evidente che esiste un elettorato che vuole essere informato e non si accontenta più delle verità ufficiali: i numeri reali (non come quelli di piazza San Giovanni) ci portano a essere ormai classificati tra i primissimi siti italiani di area, addirittura oltre alcuni tra i più celebrati.
Sentiamo quindi ancora una maggiore responsabilità , sapendo di rivolgerci a tanti amici “di destra” delusi da questa maggioranza.
Ricordiamo gli improperi e le accuse di lesa maestà che hanno accompagnato i nostri primi passi, rivolteci dai “guardiani della rivoluzione” del Pdl, coloro che non avendone mai fatta una, se non nei salotti buoni, ci accusavano di essere “prevenuti” verso il governo.
Ora leggiamo, sulle colonne di Libero, Maurizio Belpietro scrivere: “In questi mesi molte cose non sono andate per il verso giusto e la delusione è forte, ma se non si vuole dare il proprio consenso alla sinistra astenendosi, questo centrodestra rimane l’unica possibilità . Pazienza: anche se in quella casa c’è molto che non va, bisogna farsene una ragione”.
Quello che da mesi andiamo scrivendo, ora, bontà loro, diventa fonte di preoccupazione anche per gli uomini del premier.
Peccato che essa sia finalizzata solo alla scadenza elettorale: manca infatti totalmente di uno sforzo di analisi.
“Dateci il voto che poi qualcosa faremo”.
Già cosa?
Sulla base del giuramento dei governatori in Piazza San Giovanni e di quanto sostenuto sul palco, il centrodestra si impegna “a sconfiggere il cancro, a piantare 100 milioni di alberi, a costruire piste ciclabili, ad attuare il piano casa approvato da un anno e a dimezzare le liste di attesa nella Sanità “.
Contro una sinistra che “vi tasserebbe nuovamente con l’Ici, farebbe entrare milioni di immigrati e vi spierebbe mentre parlate al telefono”.
Questa sarebbe la profondità di analisi e le proposte per cambiare il Paese. Peccato che in due anni l’Italia sia riuscita a farsi conoscere in Europa per aver osteggiato ogni proposta che limitasse l’inquinamento e che tutelasse il verde, schierandosi sempre dalla parte degli inquinatori, magari attraverso richieste continue di deroghe e proroghe, e che quindi questa anima ecologista non sia mai emersa. Continua »
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Marzo 20th, 2010 Riccardo Fucile
IN PIAZZA MENO DI 150.000 PERSONE, LE TRUPPE CAMMELLATE SENZA MOTIVAZIONI NON RIEMPIONO I VUOTI POLITICI… UN PARTITO SERIO PENSEREBBE AL FUTURO E AL RINNOVAMENTO: QUA MENTRE IL TITANIC AFFONDA CONTINUANO A BALLARE.. INUTILE CERCARE NEMICI OVUNQUE, I PEGGIORI SONO I CORTIGIANI AI VERTICI
Lo sosteniamo da tempo, all’inizio da soli, ora la compagnia è divenuta un poco più
numerosa: il centrodestra, al governo del Paese da quasi due anni, sta deludendo il proprio elettorato.
Se non fosse per il controllo che ha sulle Tv, dove vengono fatti passare per successi anche fatti di ordinaria amministrazione o celati errori clamorosi, il “redde rationem” sarebbe arrivato da tempo.
Non è servito il campanello di allarme delle scorse elezioni europee, dove il Pdl calò dal 37,2% al 35,2%. Di fronte alle critiche, il vasto mondo dei miracolati di corte, invece di fare autocritica, ha reagito con maggiore arroganza e presunzione.
Abituati ai consigli di amministrazione dove contestare le scelte del presidente della società può costare il licenziamento, i vertici del Pdl hanno preferito le laute prebende dei vassalli, rispetto al coraggio delle proprie idee, ammesso che qualcuno ne sia portatore.
Ieri è andato in scena, proprio alla vigilia delle regionali, il corteo-manifestazione che avrebbe dovuto costituire il colpo d’ala del Pdl, la reazione di piazza a tutte “le nefandezze” degli avversari (ormai tutto il mondo).
Già il giorno prima Berlusconi aveva dato l’ordine: “diremo che in piazza c’era un milione di persone”.
Ma la verità si sapeva già negli ambienti di destra: le cose andavano male.
Soltanto i coordinamenti di quattro regioni avevano raggiunto l’obiettivo di pulmann richiesti dal partito: Campania, Sicilia, Puglia e Toscana.
Solo se tutte le regioni avessero tagliato il traguardo prefissato, si sarebbe arrivati ai 3.000 pulmann annunciati, pari a circa 150.000 manifestanti.
Ma in quasi tutte, nonostante il viaggio gratuito, la precettazione incontrava enormi difficoltà , di fronte a gente demotivata e delusa.
Un esempio certo: dalla nostra Liguria sono partite solo 1.500 persone con 30 pulmann.
Un altro ancor più triste esempio: la squallida lettera che Verdini ha inviato ai dirigenti abruzzesi del Pdl, in cui si lamenta perchè sono ancora lontani dall’obiettivo fissato di 50 pulmann. “Gli abbiamo dato le case, che ora i terremotati vengano a Roma per ringraziarci”.
Non a caso erano stati adottati degli accorgimenti per “ridurre” lo spazio di Piazza San Giovanni, con transennamenti e gazebo, per evitare il pericolo di troppi spazi vuoti.
Alla fine la compiacente Questura ha, con molto ritardo, quantificato in 150.000 le presenze in piazza, smentendo il milione annunciato da Verdini.
In realtà erano anche meno: la piazza era stata ridotta e non era piena.
Dato che misura 39.100 mq, concedendo 4 persone ogni metro quadro (cosa ritenuta impossibile peraltro), se tutti fossero stipati da soffocamento, al massimo si arriverebbe a 150.000 presenze.
Chi ha superato in passato tale numero è perchè ha riempito tutte le strade collegate laterali, cosa che ieri assolutamente non è accaduto.
Ma non ci interessano in questo contesto le bugie sui numeri. E non facciamo neanche paragoni con il milione di persone radunate per protestare contro Prodi. Continua »
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Marzo 19th, 2010 Riccardo Fucile
ALEMANNO E BERLUSCONI APPOGGIANO IL RINVIO, LA POLVERINI E STORACE VOGLIONO ANDARE A VOTARE SUBITO…. MA SE IL PDL E’ ESCLUSO, A CHE TITOLO CI METTE BOCCA?… LASCINO DECIDERE LA POLVERINI, INVECE CHE METTERLE SEMPRE I BASTONI TRA LE RUOTE
Un pasticcio senza fine, ma non solo. Il caos delle liste nel Lazio rischia di arricchirsi di un nuovo capitolo: il critico d’arte Vittorio Sgarbi, alla guida di Rete Liberal, ha presentato oggi il ricorso per chiedere il rinvio del voto.
La lista di Sgarbi che sostiene la candidata del Centrodestra, Renata Polverini, è stata riammessa due giorni fa dal Tar, dopo che era stata bocciata in un primo momento: quindi Sgarbi può chiedere, in base alla legge, un supplemento di campagna elettorale e far slittare il voto di 15 giorni.
Fino a ieri la Polverini aveva chiesto al premier di convincere Sgarbi a non aggiungere ulteriore confusione a una situazione già difficile da gestire, dopo la esclusione della lista del Pdl dalla provincia di Roma.
“Sono nel pieno della campagna elettorale da tre mesi, voglio andare al voto e vincere” ha dichiarato Renata.
Tra l’altro non si è mai visto che una lista di appoggio decida in contrasto con la candidata governatore: dato che Sgarbi non porta certo milionate di voti, pur avendo ragione in punta di diritto, che interesse avrebbe a rinviare le elezioni di quindici giorni?
E perchè dovrebbe smarcarsi dal suo candidato governatore?
Stranamente ecco che oggi Sgarbi presenta la richiesta di rinvio e a sopresa Berlusconi dichiara: “la lista Sgarbi ha certamente diritto ad altri giorni di campagna elettorale ed è giusto che si rispetti questo diritto”.
E sempre caso strano ecco Alemanno che va oltre: “Penso che 15 giorni di ulteriore campagna elettorale, parlando dei problemi dei cittadini, siano molto utili”.
Replica gelida della Polverini: “Penso che si debba andare a votare alla data indicata”.
Con lei si schiera Storace, che precisa: “La Lista Sgarbi era già stata ammessa in 3 province su 5, al punto che ha partecipato alle tribune regionali Rai. un rinvio non avrebbe alcun fondamento. Alle politiche non si rinviano le elezioni se una lista viene riamessa in una circoscrizione: a noi capitò in Abruzzo, ma non avemmo il diritto a far spostare le elezioni in tutta Italia”.
Il centrodestra insomma si spacca anche su questa questione, tanto per continuare nelle belle figure. Continua »
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Marzo 19th, 2010 Riccardo Fucile
ARRIVANO LE REGALIE AL POPOLINO PER INCENTIVARE A VOTARE CENTRODESTRA: SCONTI PER L’ACQUISTO FINO A ESAURIMENTO FONDI, COME NEI CENTRI COMMERCIALI… LA COPERTURA DI 300 MILIONI DALLA SOLITA TEORICA VOCE DEL RECUPERO EVASIONE FISCALE..DA NON PERDERSI LA SPALLATA AI FALDONI DI CALDERONI IN TV
Al grido di battaglia “Più incentivi per tutti”, a una settimana dal voto, ecco che arriva la
(s)cartina segreta di Berlusconi: per risalire nei sondaggi e salvare il salvabile (anche dopo il flop significativo di ieri a Napoli), oggi il Consiglio dei ministri varerà un minidecreto in cinque articoli, destinato a sostenere alcuni settori in crisi.
Tranquilli che stasera Minzolini dedicherà al’argomento un servizio mega-galattico con luci psichedeliche e saprete (quasi) tutto.
In sintesi: sono previsti incentivi fino a 1.000 euro di sconto per l’acquisto di cucine da incasso (chi non l’ha non si “incassi” però), fino a 700 euro per i vecchi motocicli, fino a 1.000 euro per i motori nautici fuoribordo e rimorchi per le barche, fino a 130 euro per la lavastoviglie e fino a 80 euro per i forni elettrici e i piani di cottura.
Anche se non avete più una gran possibilità di cucinare cibi per la crisi, almeno vi rifarete l’olfatto con la “percezione” che potreste in teoria cucinarvi qualcosa di buono.
Altri incentivi sono previsti per l’acquisto di gru per l’edilizia, per la rottamazione di trattori e macchine agricole e per le eco-case.
Occorrerà affrettarsi: il tutto fino a esaurimento della cifra stanziata.
Il governo prevede la costituzione di un fondo di 300 milioni per coprire questa operazione, di cui 200 si spera arrivino dal recupero dell’evasione fiscale, mentre 100 dai fondi di Scajola.
I tecnici di Tremonti non nascondono le difficoltà di recuperare i 200 milioni di evasione e confidano nel potenziamento dei meccanismi di riscossione, nella più rapida definizione del contenzioso tributario e nell’utilizzo dello strumento dell’accertamento con adesione.
Quanto ai 100 milioni di Scajola, verrebbero recuperati da un fondo che era riservato al settore navale e portuale: si toglie da un parte per dare all’altra, insomma. Continua »
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Marzo 18th, 2010 Riccardo Fucile
IL PREMIER SI INFORMI: CAPRISTO E’ STATO CONSULENTE DELL’ANTIMAFIA SEGNALATO DA FORZA ITALIA, RUGGIERO E’ NOTO “PER ESSERE ALLERGICO ALLA SINISTRA”… SONO SOLO MAGISTRATI CHE FANNO IL PROPRIO DOVERE: CHI FA POLITICA IMPARI A FARE LA STESSA COSA, INVECE CHE CERCARE DI FAR TACERE I GIORNALISTI SCOMODI
Le sagge parole di Napolitano “sono legittime sia le ispezioni disposte dal Guardiasigilli, ovviamente nei limiti del suo potere, sia le inchieste a carico di qualsiasi cittadino: bisogna saper rispettare entrambe, senza pregiudizi”, non hanno sortito effetto.
Per Berlusconi l’intervento del Presidente della Repubblica è “una sconfessione del Csm”, per l’organismo dei magistrati è “una difesa dei giudici”.
La coperta è sempre corta e ognuno la tira dalla propria parte con sempre maggiore vigore.
Tralasciamo le polemiche sulle intercettazioni che non dovrebbero uscire dai Palazzi di giustizia, sulle competenze territoriali, sulla gravità o meno delle pressioni fatte dal premier, sui risvolti penali della vicenda e rimarchiano solo alcuni aspetti politici.
Il premier ha innescato la solita litania: sono le toghe rosse che vogliono impedirmi di parlare dei miei successi.
A parte che sarebbe interessante ci illustrasse quali sarebbero questi successi, spot a parte, qua ci troviamo di fronte a un imbarbarimento della polemica politica.
Il premier non ha di fronte “toghe rosse”, sono palle mediatiche.
I due magistrati sono sicuramente più di destra vera e legalitaria di quanto non lo sia lui.
Documenti alla mano, è l’ora di dire la verità : il capo dei pm, Carlo Maria Capristo, tutto è meno che una toga rossa.
Tra il 2002 e il 2005 è stato consulente della Commissione Antimafia e sapete chi fu a indicarlo?
L’allora presidente Roberto Centaro di Forza Italia, tanto è vero che Capristo fu messo in quota centrodestra.
Il suo sostituto, Michele Ruggiero è conosciuto, tra gli avvocati di Trani e di Andria, per essere “piuttosto allergico alla sinistra”.
E’ talmente una “toga rossa” che non ha avuto remore ad inquisire un locale esponente di Rifondazione comunista per un traffico di rifiuti.
Per fare semplicemente il proprio dovere, ora finiscono vittime del bombardamento da “fuoco amico”. Continua »
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Marzo 17th, 2010 Riccardo Fucile
SI INDICE UNA MANIFESTAZIONE NON SENTITA, INVECE CHE FARE AUTOCRITICA…SI ACCUSA FINI DI VOLER CREARE UNA CORRENTE: MAGARI ARRIVASSE UN REFOLO D’ARIA E DI IDEE…CHI HA REGALATO IL NORD ALLA LEGA? CHI RISCHIA DI PERDERE LA CAMPANIA DOVE IL PDL AVEVA 15 PUNTI DI VANTAGGIO? CHI HA FATTO LA GUERRA ALLA POLVERINI?
Nudi alla meta: da via dell’Umiltà , indirizzo stradale scelto forse per bilanciare la gestione del Pdl ispirata a criteri completamente opposti, arriva l’ordine di mobilitazione delle truppe cammellate.
Si punta a far convergere nella capitale circa 3.000 pullman da tutta la penisola a sostegno di una manifestazione poco sentita dalla base.
La task force composta da Maurizio Lupi, Marco Martinelli, Barbara Saltamarini e Beatrice Lorenzin sta lavorando alacremente con il portafoglio gonfio: il viaggio è tutto a carico del partito.
Dopo aver criticato per anni le truppe cammellate sindacali, ora anche a destra addio militanza e via alla tessera annonoria.
Saranno anche paladini, ma sembrano più dipendenti dei promotori finanziari. Chi si ricorda i bei tempi passati dei lunghi viaggi di notte in treno a proprie spese in seconda classe (giusto perchè non c’era la terza) per arrivare felici a qualche manifestazione di destra, smangiucchiando un panino, è servito dal “nuovo corso” patibolare.
Una manifestazione contro tutto e tutti che deve portare a Roma tra le 100.000 e le 200.000 persone, per cui occorrono tra i 2.000 e i 4.000 pulman.
Due i punti di raccolta da dove partiranno i cortei: il primo si muoverà dal circo Massimo, il secondo dai Colli Albani per confluire in Piazza San Giovanni.
I dirigenti sanno che la piazza è il problema da affrontare: ci vuole tanta gente per riempirla e 200.000 persone non bastano.
Nel 2006 la manifestazione fu un successo strepitoso, ma vi erano ben altre motivazioni: il malore del premier qualche settimana prima, Prodi al governo, la vittoria elettorale sfumata per una manciata di voti.
Un elettorato moderato che allora seppe mobilitarsi per dare un segnale. Stavolta uno dovrebbe farlo in quanto un dirigente del Pdl romano si è assentato al momento di presentare la lista perchè qualcuno l’ha chiamato al telefono ( e ancora non ci è stato detto chi), facendo un danno enorme alla Polverini.
Certo ora si aggiunge come motivazione supplementare il fatto che qualcuno parla troppo al telefono e lo fa senza rendersi conto del ruolo che ricopre. Anzi rivendica il diritto a dire quello che gli pare, segno che non ha ancora compreso che un premier non può fare pressioni per chiudere una trasmissione televisova che non gli garba.
Il modello Usa insegna: là sarebbe considerato un attentato alla libertà di informazione.
Qua ci si lamenta perchè un pm ha aperto un fascicolo. Continua »
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Marzo 17th, 2010 Riccardo Fucile
DOPO LE REGIONALI, FISSATA LA NASCITA DEL NUOVO PARTITO: CONTA GIA’ SU 13 DEPUTATI, 6 SENATORI E 15 CONSIGLIERI REGIONALI…”BASTA CON LA LEGA CHE FA IL BELLO E CATTIVO TEMPO E CON TREMONTI CHE PENALIZZA IL SUD, IL PDL SI E’ DISSOLTO”
“Siamo al crepuscolo del berlusconismo, forse anche per questo siamo in un Paese meno libero di scegliere. C’è un evidente disinteresse del governo a traino leghista nei confronti del Mezzogiorno. Noi siamo un partito autonomista che si era alleato con il Pdl, un partito che sta implodendo. E’ un’esperienza fallita: ci batteremo contro la colonizzazione di un governo a impronta leghista, dando vita al Partito del Sud”: da queste dichiarazioni del governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, leader del Mpa, arriva un altro pesante colpo alla solidità del Pdl.
Proprio in quella Sicilia che aveva visto il partito del premier arrivare a percentuali bulgare e che adesso vede il Pdl estromesso persino dalla giunta regionale.
Gli fa eco Gianfranco Miccichè: “Non fare il partito del Sud sarebbe criminale, per crearlo sono disposto a lasciare il Pdl”.
Si consuma in un affollato convegno dell’Mpa l’ultimo atto del definitivo allontanamento del partito autonomista dalla maggioranza di governo.
I due maggiori azionisti della giunta isolana pongono così le basi per la creazione, dopo le regionali, del nuovo soggetto politico che debutterà alle prossime elezioni politiche.
A breve si pongono l’obiettivo di impedire l’approvazione dei decreti attuativi del federalismo fiscale voluto dalla Lega. Continua »
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