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NEL 44% DELLE SCUOLE MANCA PERSINO LA CARTA IGIENICA, MA LA GELMINI PARLA DEL TETTO DEL 30% PER GLI STRANIERI

Settembre 18th, 2009 Riccardo Fucile

LA GELMINI: “A SCUOLA NON SI FA POLITICA” … I PROBLEMI DI STRUTTURE, DI SICUREZZA, IL SOVRAFFOLLAMENTO DELLE CLASSI, LA MANCANZA DI FONDI SONO ASPETTI SECONDARI   PER LEI… NEL 61% DELLE SCUOLE MANCA IL SAPONE, 3 SCUOLE SU 10 SONO SPORCHE, NELLA META’ DEI WC MANCA LO SCOPINO

Per una volta siamo d’accordo con la Gelmini quando afferma “Chi fa politica deve farla fuori dagli edifici scolastici”, anche perchè, con altrettanta onestà , occorrerebbe far valere la regola che “Chi non sa fare politica deve farla fuori dal Ministero”, dato i gravi danni che potrebbe causare.
E dato che la Gelmini ha pensato bene di aggiungere che chi vuole fare politica deve avere il voto personale del popolo, ci permettiamo ricordarle che, essendo le liste bloccate, neanche lei ha preso uno straccio di voto personale, ma è stata messa in lista per essere sicuramente eletta, come peraltro tutti gli altri.
Quanto poi a passare esami senza sostenerli nella giusta sede, lei è sicuramente un’esperta, visto che l’esame di Stato per avvocato è andato a darlo a Catanzaro e non a Brescia dove ha studiato, per evidenti percentuali maggiori di passarlo.
Fatta questa premessa,   ieri sono ricominciate le scuole e con esse le polemiche.
Un avvio di anno scolastico pieno di incognite. I tagli della finanziaria stanno determinando delle criticità  che, come anche evidenziato dal rapporto Ocse, vanno oltre la lotta dei precari: la mancanza di strutture, la sicurezza, l’incognita dell’influenza, la grave crisi finanziaria e amministrativa degli istituti e il sovraffollamento delle classi che ha spinto il Codacons a denunciare la Gelmini stessa.
Il sovraffollamento, ad es, potrebbe bloccare l’apertura dell’anno scolastico in molte realtà  e la stessa didattica. Continua »

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IN ITALIA I PROFESSORI SONO SOTTOPAGATI E ABBANDONATI A SE STESSI, MA SI PENSA SOLO AI TAGLI

Settembre 13th, 2009 Riccardo Fucile

DAL RAPPORTO OCSE EMERGE UN QUADRO DESOLANTE DELLA SCUOLA ITALIANA… SI INVESTE NELL’ISTRUZIONE   MENO DEGLI ALTRI STATI EUROPEI.….IL LIVELLO DI APPRENDIMENTO E’ TRA I PIU’ BASSI, I CRITERI DI VALUTAZIONE DEI DOCENTI INESISTENTE

Sono pagati una miseria, rispetto agli altri Paesi europei, restano abbandonati a sè stessi, privati di un moderno sistema di valutazione: sono gli insegnanti della scuola italiana, quale emerge dall’impietoso quadro tracciato dal rapporto dell’Ocse.
Risultano eccessive le ore di insegnamento e vi sono troppi docenti rispetto agli studenti: uno ogni 11 rispetto a una media di 1 ogni 16.
L’Italia risulta il Paese che investe meno delle altre nazioni nell’istruzione e nell’Università  e i risultati dei livelli di apprendimento relegano l’Italia nelle parti basse della graduatoria internazionale.
Partiamo dagli stipendi.
Nella scuola primaria in Italia gli stipendi oscillano tra 24.945 euro a inizio carriera e 36.765 alla fine, mentre la media Ocse va da 28.678 a 47.747 euro.
Nella scuola secondaria di primo grado in Italia si passa da 26.877 a inizio carriera a 40.351 alla fine, contro una media europea che oscilla tra i 31.000 euro e i 51.470 euro.
Alle superiori in Italia gli stipendi vanno da 26.877 appena assunti a 42.179 euro finali, mentre la media Ocse oscilla tra i 32.183 e i 54.440.
In pratica i docenti italiani vengono pagati almeno il 20%-25% in meno dei loro colleghi europei. Ma chissà  perchè la Gelmini di questo non parla.
In compenso taglia 42.000 insegnanti per risparmiare 8 miliardi di euro, unica e vera motivazione spacciata per riforma.
Qualcuno potrà  obiettare che gli insegnati in Italia sono troppi rispetto agli alunni, se paragonati ad altri Paesi europei. Continua »

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FARSA GELMINI-FORMIGONI: I PRECARI SI PAGANO LO STESSO MA NON INSEGNANO

Settembre 9th, 2009 Riccardo Fucile

SIAMO AL TEATRINO DELLA POLITICA: PRIMA LA GELMINI   TAGLIA I PRECARI E SI INIMICA IL MONDO DELLA SCUOLA….ORA 60% IL GOVERNO, 40% LE REGIONI, LO STIPENDIO VIENE GARANTITO LO STESSO… TUTTO QUESTO CASINO PER PAGARE LO STIPENDIO INTERO: TANTO VALEVA FARLI INSEGNARE ALMENO, INVECE CHE PAGARLI   PER STARE A CASA

La Gelmini aveva tagliato quest’anno circa 20.000 precari della scuola, più il personale Ata, suscitando ovviamente le proteste dei docenti in tutti Italia.
Professori che insegnano, si badi bene, non da ieri, ma anche da 9-10 anni, improvvisamente si sono trovati a casa, non vedendosi rinnovare il loro contratto annuale che di anno in anno veniva confermato.
Lo abbiamo detto e ripetuto: i tagli non si possono fare all’Istruzione, era un’iniziativa sbagliata che avrebbe messo il governo alle strette, con il rischio di un autunno caldo, attraverso la congiunta mobilitazione degli studenti e dei docenti.
A seguito delle prime avvisaglie di proteste, la Gelmini ha concesso gli ammortizzatori sociali, circa il 60% dello stipendio verrebbe garantito: e qui bleffa perchè l’indennità  di disoccupazione non l’ha certo inventata lei, ma passiamo oltre.
Notizia di due giorni fa: la Regione Lombardia, integrando con il restante 40% lo stipendio del precario, garantisce a circa 2.000 precari disoccupati lombardi il 100%.
Ovvero al 60% della busta paga viene garantito dal sussidio di disoccupazione, la Regione Lombardia aggiunge un contributo per arrivare alla cifra totale.
Idem per i mesi successivi, quando il sussidio statale scenderà  al 50%.
Accordo fatto con la Gelmini che scodinzola e la Regione Lombardia stanzia 15 milioni di euro del contribuente.
Piccolo inciso: a marzo Formigoni deve essere rieletto e dato che, a differenza di altri, fesso non è, non ha certo intenzione di perdere qualche migliaio di voti per errori altrui.
Si precisa che al progetto sono interessati non solo i docenti annuali, ma anche il personale amministrativo e tecnico, titolari di sussidio di disoccupazione che nell’anno   scolastico 2008-2009 hanno lavorato nelle scuole della regione con un contratto a tempo determinato e che quest’anno non hanno avuto conferma nell’incarico. Continua »

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GLI ASPIRANTI PRESIDI DEL SUD RINUNCIANO AI POSTI IN SETTENTRIONE: ORA IL NORD SI ARRANGI

Settembre 4th, 2009 Riccardo Fucile

IN LOMBARDIA 67 POLTRONE VUOTE, IN VENETO 28… DOPO L’ANATEMA DELLA PROVINCIA DI VICENZA CONTRO I PRESIDI DEL SUD CHE OCCUPAVANO I POSTI AL NORD, 240 IDONEI DEL SUD HANNO DECISO DI RIFIUTARE LE SEDI PADANE… QUANDO FARANNO COSI’ ANCHE I DOCENTI E NON CI SARANNO PIU’ PROFESSORI IN AULA, QUALCHE LEGHISTA   RESTERA’ PIU’ IGNORANTE DI QUANTO GIA’ NON SIA

Mentre la Gelmini taglia classi e insegnanti, molti ricorderanno la bella uscita del Consiglio provinciale di Vicenza un mese   e mezzo fa, la mozione Martini ( Pdl), d’intesa con la Lega, divenuto un anatema contro i presidi meridionali che occupavano i posti padani al Nord.
Allora si era puntato il dito contro le commissioni giudicatrici dei concorsi a preside delle regioni meridionali che avevano reso idonei un   numero di candidati in esubero, superiore al 10% dei posti disponibili.
Con la conseguenza che, negli anni successivi, questi idonei hanno percorso l’Italia verso Nord, alla ricerca di sedi libere, contaminando evidentemente l’aria e la terra dei padri padani.
Perchè se tecnicamente possono anche esserci stati errori, porre il problema in quei termini, nei confronti di altri italiani, è stato di uno squallore unico.
Come lo sarebbe stato se al Sud fosse vietato operare a qualche impresa di costruzioni che si servisse di operai veneti.
Ma casi del genere non si sono mai verificati nel Meridione, chissà  perchè, forse perla ragione che al Sud non esiste un partito razzista che discrimina persino tra italiani e fomenta l’odio.
Ma quest’anno i presidi del Meridione hanno snobbato le poltrone del Nord: tantissimi aspiranti meridionali alla dirigenza scolastica, nonostante la disponibilità  dei posti nordisti, hanno preferito continuare a respirare l’aria amica di casa, a costo di rimetterci il posto da dirigente scolastico. Continua »

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PRECARI DELLA SCUOLA IN RIVOLTA: IL GOVERNO ORA TEME L’ONDA

Settembre 3rd, 2009 Riccardo Fucile

GLI STUDENTI POTREBBERO FARE BATTAGLIA COMUNE COI DOCENTI “TAGLIATI” E ALLORA SAREBBE UN AUTUNNO CALDO CON LE SCUOLE BLOCCATE… SONO 20.000 I PRECARI IN RIVOLTA, ALTRI 110.000   CON CONTRATTO SCADUTO… IL GOVERNO   PENSA A “CONTRATTI   DI   DISPONIBILITA”, D’INTESA CON LE REGIONI, MA NON VI E’ NULLA DI CERTO

La rivolta degli oltre 20.000 precari della scuola, rimasti senza lavoro dopo l’assegnazione degli incarichi annuali, si sta estendendo a tutta la penisola: docenti sui tetti, uffici occupati con la forza, supplenti incatenati, professori in mutande.
E’ un crescendo che comincia   a preoccupare, anche per le implicazioni sul fronte dell’ordine pubblico.
In realtà  si tratta dei tagli annunciati da mesi: meno 42.000 cattedre e 15.000 posti in meno per il personale non docente, a fronte di soli 26.000 insegnati che andranno in pensione entro il 2009.
Che fine faranno i precari annuali, quelli con il contratto fino al 31 agosto 2009? In 16.000 dovranno tornare a casa, secondo la legge Gelmini.
Poi ci sono i 110.000 con il contratto scaduto il 30 giugno 2009: per loro il futuro è ancora più nero. Badate bene, non si parla di docenti appena inseriti in graduatoria, ma di professori che insegnano, in stato di precariato, dal 2000-2002.
E dietro a questa situazione “precaria”, è bene ricordarlo ai facili “liquidatori dei problemi altrui”, ci sono vite, speranze, sacrifici, studi, famiglie, mutui da pagare, trasferimenti, viaggi, sofferenza. Sono stare create illusioni dai vari governi che si sono succeduti, speranze di contratti definitivi sulla base dei quali tanti hanno programmato la loro vita, per poi vedersi liquidare senza neanche un “grazie”.
Da qui i giustificati motivi della rivolta, perchè non esiste di peggio che il non avere più nulla da perdere.   Continua »

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ARRIVA LA STANGATA CAROSCUOLA: DIVENTANO PIU’ PESANTI ZAINI E DIARI

Agosto 26th, 2009 Riccardo Fucile

IL 51% DEGLI ISTITUTI SFORERA’   IL TETTO MINISTERIALE, SI SPENDERA’ IL 40% DI UNO STIPENDIO PER I LIBRI DEI FIGLI… DIZIONARI E TESTI CON AUMENTO TRA L’8,3% NELLE MEDIE E IL 14,3% NEI LICEI

Da ieri è iniziata la guerra dei numeri anche sul caro scuola: da un lato le associazioni dei consumatori che lamentano l’inefficacia delle misure assunte l’anno scorso dal governo per calmierare le spese, dall’altro il Ministero dell’Istruzione che annuncia un calo delle stesse del 30% nei prossimi tre anni.
Ormai è indubbio che far studiare i propri figli   pesa molto sui bilanci familiari: soltanto per i libri, la spesa quest’anno si assesterà  intorno ai 450 euro e se si aggiungono i costi da sostenere per i ricambi del materiale didattico (quaderni, album da disegno, penne, matite, accessori vari), si può arrivare a spendere altri 300 euro.
Secondo le associazioni dei consumatori costano di più (tra il 10% e il 16%), rispetto al 2008, soprattutto i prodotti di marca (zaini, astucci e diari), quelli più gettonati dai ragazzi che vogliono sempre stare al passo con le mode e le tendenze del momento.
Gli astucci vanno da 10 a 33 euro,   gli zaini da 22,50 a 80 euro.
Stabili i prezzi dei quadernoni ( tra 1,95 e 2,40 euro), matite colorate ( tra 6,20 e 9,50 euro per un set da 12) che avevano subito un rincaro lo scorso anno.
Una spesa consistente riguarda i libri di testo, più costosi in media del 5%: in tal senso le associazioni sollecitano maggiori controlli rispetto allo sforamento dei tetti di spesa   fissati dal Ministero ( 286 euro per prima media e 320 euro per la 4 ginnasio, ad es.). Continua »

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ECCO LA RIFORMA GELMINI: A CASA 44.000 TRA IMPIEGATI E BIDELLI

Agosto 20th, 2009 Riccardo Fucile

NON SI DOVEVA LICENZIARE NESSUNO, ANZI CI SAREBBERO STATE 16.000 NUOVE ASSUNZIONI… E’ USCITA LA GAZZETTA UFFICIALE COI TAGLI REGIONE PER REGIONE… A CASA IL 4% DEI DOCENTI, SARANNO 87.000 GLI INSEGNANTI TAGLIATI IN TRE ANNI, GIA’ 42.000 NEL 2010…. PIU’ ONESTO STARE ZITTI, INVECE CHE PRENDERE PER I FONDELLI TANTE FAMIGLIE

Venti giorni fa aveva annunciato 16.000 nuove assunzioni per settembre, precisando che la sua non è “la scuola dei tagli”.
Ma le affermazioni del ministro Gelmini stridono con i numeri del Regolamento del personale Ata (quello non docente)   pubblicato due giorni fa sulla Gazzetta Ufficiale e che diventerà  legge tra due settimane.
Un provvedimento da lacrime e sangue, che prevede il taglio di 44.500 precari   nei prossimi tre anni.
Una scure che rischia di lasciare centinaia di istituti senza collaboratori scolastici, ma la Gelmini preferisce parlare di “razionalizzazione dei costi”.
In tre anni verrà  tagliato il 17% del personale Ata, composto da assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici.
Tutti precari in un settore dove un lavoratore su tre ha un contratto a termine che solitamente scade il 30 giugno per poi essere rinnovato a settembre.
Su 250.000 lavoratori Ata, 80.000 sono precari. Una cifra che verrà  più che dimezzata con il taglio di 14.500 lavoratori l’anno.
Un’emorragia che inizierà    a settembre con il nuovo anno scolastico e a cui il ministero conta di supplire   ampliando l’orario del personale di ruolo.
Assistenti e bidelli a tempo indeterminato potranno lavorare di più, venendo però pagati molto meno dei loro colleghi precari nelle ore facoltative. Non più del 50% di quanto sarebbe spettato al personale tagliato, come recita il regolamento. Continua »

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ISTAT: DOPO TRE ANNI DAL DIPLOMA SOLO UNO SU DUE LAVORA

Agosto 18th, 2009 Riccardo Fucile

Il 29,9% DEI DIPLOMATI SCEGLIE L’UNIVERSITA’, IL 52,6% HA TROVATO LAVORO, IL 14,8% LO CERCA ANCORA… IL GUADAGNO MEDIO MENSILE E’ DI 1.045 EURO… LE DONNE TROVANO OCCUPAZIONE MENO DEGLI UOMINI… AL NORD CHI TROVA LAVORO TOCCA IL 62,6%, AL SUD SI FERMA AL 44,6%… TROVA OCCUPAZIONE PIU’ FACILMENTE CHI PROVIENE DA ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI.

L’Istat, dopo l’indagine sullo stato dei diplomati del 2004, è andato a verificare tre anni dopo, nel 2007, che piega avesse preso la vita di questi ragazzi.
Tre anni dopo la maturità , il 29,9% dei diplomati è impegnato ancora negli studi universitari, mentre il 67,4% si è diretto verso il mercato del lavoro.
Oltre la metà  dei diplomati si dichiara occupata (52,6%), e il 14,8% in cerca di un’occupazione. Quelli che hanno un lavoro si dichiarano soddisfatti, con un contratto regolare e un guadagno medio mensile di 1.045 euro.
Ma vi sono parecchie difformità .
Intanto le ragazze risultano meno frequentemente occupate ( 45,3%, contro il 60% dei ragazzi), più sovente alla ricerca di un lavoro ( 16,9%, contro il 12,7%) e maggiormente impegnate negli studi universitari (34,7%, a fronte del 25% dei maschi).
La prosecuzione degli studi universitari vede la prevalenza delle donne anche quando già  lavorano   (14,8%, rispetto all’11,7% dei maschi) o quando sono alla ricerca di un’occupazione ( 9,5%, contro il 6,5%).   Continua »

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LA GELMINI ASSUME 8.000 DOCENTI E 8.000 AMMINISTRATIVI: PECCATO DOVESSERO ESSERE 50.000 E 10.000

Agosto 5th, 2009 Riccardo Fucile

GLI INSEGNANTI PRECARI ISCRITTI NELLE GRADUATORIE SONO 300.000 IN TOTALE… NEL 2007 IL GOVERNO SI ERA IMPEGNATO AD ASSUMERE 50.000 DOCENTI E 10.000 ATA… LA GELMINI ORA SI VANTA DI ASSUMERE, MA IN REALTA’ TAGLIA 50.000 PERSONE E NON RINNOVA 40.000 INCARICHI ANNUALI

Accusata di massacrare l’istruzione a colpi di tagli, la Mariastella Gelmini ha pubblicizzato con grande enfasi l’assunzione di 16.000 addetti e nuovi fondi per la ricerca: nell’anno scolastico 2009-2010 vi sarà  l’immissione in ruolo di 8.000 docenti e l’assunzione di 8.000 unità  per il personale Ata (bidelli, personale amministrativo e tecnici di laboratorio) a cui verranno aggiunti 647 dirigenti scolastici.
Si tratta di numeri importanti, ma inferiori a quelli inizialmente previsti dal ministero.
Da viale Trastevere avevano chiesto fondi per 20.000 nuove assunzioni, ma il Ministero dell’Economia ha imposto di scendere a poco più di 16.000.
Ovviamente la Gelmini è andata in Tv ( luogo ormai consacrato da questo Governo più del Parlamento per gli annunci operativi) e ha decantato queste misure che “dimostrano la volontà  di garantire la continuità  didattica per gli studenti e assicurare stabilità  al personale della scuola”. Sono stati stanziati   anche 1,6 miliardi di euro per la ricerca e l’innovazione nel Mezzogiorno, attraverso accordi di programma: anche qua nessun regalo, si tratta di soldi dovuti con destinazione europea prefissata. Continua »

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