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PERCHE’ ANEMONE AVREBBE PAGATO I 900.000 EURO PER LA CASA DI SCAJOLA? I SUOI APPALTI SONO INIZIATI CON IL SISDE

Maggio 7th, 2010 Riccardo Fucile

ANEMONE NEL 2002 OTTENNE IL NOS (NULLA OSTA SICUREZZA), NECESSARIO PER LAVORARE CON I SERVIZI, LE FORZE ARMATE E LA POLIZIA, QUANDO MINISTRO DEGLI INTERNI ERA SCAJOLA… AVEVA UNA PICCOLA AZIENDA MA OTTENNE I LAVORI ENORMI PER IL CENTRO DEL SISDE DI PIAZZA DAMA…POI ALTRI APPALTI A CASERME DELLA G.D.F., CARABINIERI E FARNESINA, ANCHE COL GOVERNO PRODI

Il 10 febbraio l’imprenditore Diego Anemone è stato arrestato nell’inchiesta Grandi Appalti con l’accusa di corruzione.
Ora è anche sospettato   di aver regalato 900.000 euro all’ex ministro Claudio Scajola per saldare l’acquisto della sua casa romana.
Ciò che si chiedono gli italiani, e per primi gli inquirenti, è che interesse potesse avere, nel luglio 2004, Anemone per ingraziarsi con quel cadeau l’allora ministro per l’Attuazione del Programma.
Forse una forma di sdebitamento per qualche facilitazione ottenuta quando Scajola era ministro degli Interni?
Ripercorrendo a ritroso l’escalation di Anemone, emerge che nel periodo 2006-2008, l’imprenditore ha ottenuto una dozzina di commesse “top secret”, lavorando per Carabinieri, Guardia di Finanza e ministero degli Esteri.
Ma nel giro giusto era entrato nel 2002, con la costruzione di una importante sede del Sisde a Roma.
Per lavorare con i servizi, con le forze armate o di polizia occorre però avere il Nos (nulla osta sicurezza).
Nel 2002, la sua piccolissima ditta di Grottaferrata la ottiene in modo singolare: erano i tempi del secondo governo Berlusconi , ministro degli Interni era Scajola e il generale Mori era stato da poco nominato direttore del Sisde.   Continua »

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MARONI ORA PARLA DI AMNISTIA MASCHERATA, MA IL 13 GENNAIO AVEVA VOTATO IL TESTO IN CONSIGLIO DEI MINISTRI

Maggio 6th, 2010 Riccardo Fucile

MARONI FA LA CAMPAGNA D’EGITTO E FINGE DI ATTACCARE ALFANO PER LA CONCESSIONE DEI DOMICILIARI L’ULTIMO ANNO DI PENA: LA SOLITA FARSA LEGHISTA, PRIMA APPROVANO E POI CAVALCANO I BEONI PADANI…PER CONTROLLARE I DOMICILIARI SERVIREBBERO 33.000 AGENTI? E’ STATO MARONI A TAGLIARE DI 3 MILIARDI I FONDI ALLE FORZE DELL’ORDINE E ORA SI LAMENTA?

L’aria del Cairo ha ispirato al sassofonista Maroni un’altra delle sue stonate composizioni: mentre fa il giro della quattro chiese africane, con la Rai al seguito, per dimostrare che viene ricevuto laddove avrebbe dovuto recarsi già  due anni fa per cercare di trovare intese coi Paesi di origine dei flussi migratori, accompagnato dal fido Manganelli che ha fatto più turismo con Bobo che in tutti gli anni che ha trascorso nella Polizia di Stato, ecco che arriva il solito spottone.
Lo ha girato all’estero per evitarsi uno sputtanamento in diretta.
Che ha detto Maroni dall’Egitto?
Che il disegno di legge “svuotacarceri” predisposto da Alfano e che prevede gli arresti domiciliari per chi deve scontare l’ultimo anno di pena “è peggio di un indulto”.
Per dimostrare l’ipocrisia leghista, basterebbe ricordargli che il 13 gennaio il decreto era stato approvato all’unanimità  dal Consiglio dei Ministri, Maroni compreso.
Ora per dare a bere agli elettori che la Lega è “per la linea dura”,   finge di cavalcare il dissenso, in perfetto stile padano.
Il ministro Alfano si è dimostrato seccato per le osservazioni di Maroni, ricordandogli che a gennaio “nessuno aveva mostrato segni di dissenso”. Tecnicamente il provvedimento cosa comporterebbe?
Che ai 3.500 detenuti attualmente ai domiciliari, se ne aggiungerebbero altri 11.000, ovvero tutti coloro che devono scontare l’ultimo anno di pena, prima di riacquistare la completa libertà .
Il decreto prende origine dal record storico di presenze nelle carceri italiane: ben 67.542 detenuti, oltre 20.000 in più del consentito e persino sopra il tetto massimo tollerabile di 66.905. Continua »

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I BERLUSCONES DI AN SI FANNO LA CORRENTE: MA NON ERANO VIETATE O LE REGOLE VALGONO SOLO PER I FINIANI?

Maggio 3rd, 2010 Riccardo Fucile

LA RUSSA LANCIA LA COMPONENTE DEI “TROMBONI PROSSIMI TROMBATI”, IL GRANDE IDEOLOGO SPIEGA COME ARGINARE LA LEGA AL NORD: DIRE LE STESSE COSE DEI LEGHISTI….OVVERO QUELLO CHE STA FACENDO IL PDL DA ANNI, PERDENDO VOTI A RAFFICA

Le correnti sono un cancro, non è ammissibile la prassi da “prima Repubblica” delle componenti interne, il Pdl non sarà  mai un insieme di gruppi di interessi di potere: per dieci giorni il premier e i suoi uomini più fidati non hanno detto altro, lanciando anatemi contro Fini e i suoi seguaci, rei di voler ufficializzare una minoranza interna al Pdl e discutere su alcuni questioni politiche.
Ma se la corrente la fanno gli ex An fedeli di corte allora è ammessa e gradita. Non a caso oggi i giornali vicini al premier, invece di dedicare le solite sei pagine al killeraggio su Fini, sulla moglie di Bocchino, sulla portinaia della Perina e sul barbiere di Briguglio, hanno convertito le pagine di odio (verso i finiani) in quelle di amore per La Russa che ha ufficializzato la corrente “La nostra destra nel Pdl”, con un battesimo di massa a MIlano.
Si sono riuniti in un albergo milanese tutti i tromboni ex An, futuri trombati lombardi, per fondare una loro corrente che ha, come punto qualificante, quello di “mantenere il rapporto del 30% nel peso politico interno”.
Dopo aver sostenuto in direzione l’opposto, ovvero il superamento della logica spartitoria tra ex An ed ex Forza Italia, in nome del “nuovo che avanza”, ovvero un Pdl coeso e unito dove “vinca la meritocrazia”, devono aver riflettuto che senza il 30% di posti garantiti per la maggior parte di loro sarebbe pensionamento anticipato e hanno allora rivendicato con orgoglio il diritto alle loro poltrone.
Eccoli , tutti in fila con la ciotola in mano e allineati alle direttive anticorrentizie, formare la loro brava corrente, in attesa della distribuzione del rancio.
Ma è dagli interventi degli “ideologhi” che emergono le ragioni della loro esistenza politica.
La Russa è mefistofelico: “Al nord per arginare la Lega, bisogna spingere su sicurezza e immigrazione” spiega alla corte plaudente: in pratica bisogna imitarla e dire le stesse cose.
Peccato che sia proprio quello che il Pdl sta facendo da anni, perdendo consensi a raffica.
Chiedere un “salto di qualità ” a dirigenti abituati a operare sotto le scrivanie in effetti sarebbe troppo, ma se questa è la ricetta, siamo al suicidio da setta satanica. Continua »

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MARONI BRUCIATO DA CALDEROLI: AUSPICA IL DASPO PER I CALCIATORI RISSOSI, NON SA NEANCHE CHE E’ GIA PREVISTO

Aprile 27th, 2010 Riccardo Fucile

ENNESIMA BRUTTA FIGURA DEL MINISTRO: DAL 2007 LA CASSAZIONE AVEVA GIA’ STABILITO LA LEGITTIMITA’ DELLA MISURA CAUTELARE DI ALLONTANAMENTO TEMPORANEO PER I TESSERATI VIOLENTI… E’ STATO INFATTI APPLICATO NELLE CATEGORIE MINORI, AD ADRANO E PONTEDERA… LA DIMENTICANZA DI MARONI CAUSATA DA CALDEROLI CHE HA BRUCIATO LA NORMA PER SBAGLIO?

Nel festival dell’ovvio, un musicista come Maroni trova sempre la sua giusta collocazione sul palcoscenico.
Qualche giorno fa ha gonfiato il petto a un convegno, non per suonare il sax, ma sparare qualche pallonata delle sue.
Questa volta il suo intervento è stato a metà  tra il giuridico (visto il suo passato di avvocato della Avon cosmetici) e il sociologico: l’argomento è stato la “subcultura” del pallone.
La sua proposta è stata di applicare il Daspo ai calciatori rissosi, ovvero di applicare il divieto di accesso allo stadio non solo ai violenti delle curve   (fino ad oggi 1.500 provvedimenti), ma anche ai giocatori che si azzuffano in campo.
Il D.A.SPO. significa “divieto di accedere alle manifestazioni sportive” ed è una misura introdotta con la legge 13 dicembre 1989, n. 401 per contrastare la violenza negli stadi di calcio.
Il Daspo vieta l’accesso in luoghi dove si svolgono determinate manifestazioni sportive, viene emesso dal questore e la sua durata può variare da 1 a 5 anni.
Può anche essere accompagnato dalll’obbligo di presentarsi a un ufficio di polizia in concomitanza temporale della manifestazione vietata.   Comprendiamo che Maroni si sia lasciato trascinare dalla platea del “Memorial Bardelli” di Pistoia, emerita iniziativa volta a promuovere una corretta pratica sportiva, ma auspicare un provvedimento già  esistente forse è un po’ troppo anche per un noto cacciatore di spot.
L’importante è che i Tg abbiano riportata la sua “linea dura” a uso elettorale: che poi abbia fatto la figura del pirla di fronte agli addetti ai lavori è secondario, basta che non si sappia troppo in giro. Continua »

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DISEGNO DI LEGGE SULLE INTERCETTAZIONI: BAVAGLIO AI GIORNALISTI, SARA’ IMPOSSIBILE DARE NOTIZIE SCOMODE

Aprile 27th, 2010 Riccardo Fucile

NON SI SAPRA’ PIU’ NULLA DI UN’INDAGINE E ALL’OPINIONE PUBBLICA SARA’ IMPEDITO OGNI TIPO DI CONTROLLO…LA STAMPA NON POTRA’ SCRIVERE DELL’ARRESTO DI UN PRESUNTO OMICIDA…ANCHE “STRISCIA LA NOTIZIA” E “LE IENE” NON POTRANNO PIU’ UTILIZZARE INTERCETTAZIONI AMBIENTALI CARPITE, PENA LA GALERA….GLI ITALIANI MENO SANNO, MEGLIO E’: MA CHE DESTRA E’ QUESTA?

Va avanti, tra mille polemiche, il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche: cerchiamo di analizzare di cosa si tratta.
L’autorizzazione ad intercettare potrà  essere richiesta qualora sussistano “gravi indizi di reato”, sparisce dal testo il concetto di “gravi indizi di colpevolezza”, inizialmente voluto dal governo.
Non aveva senso, in quanto se si è già  in presenza di elementi per stabilire la colpevolezza di un imputato, non c’è certo bisogno di controllargli il telefono, se invece ci si trova di fronte a meri indizi ha senso farlo.
Ma, dice il disegno di legge, anche in questo caso ciò può avvenire solo per interventi assolutamente necessari.
Poi ci sono limitazioni pesanti per le inchieste giornalistiche: i responsabili di trasmissioni tipo “le Iene” e “Striscia la notizia” rischiano la galera se diffonderanno video o conversazioni carpite.
Inoltre non sparemo più nulla di chi rideva per il terremoto, di chi comprava arbitri, di chi voleva cacciare Santoro dalla Rai.
Non saranno ammesse “registrazioni a strascico”, ovvero su altre persone che vengano in contatto con un indagato.
I giornalisti che pubblicheranno colloqui prima dell’udienza preliminare rischiano il doppio degli anni di pena rispetto a prima.
Si potranno ascoltare le telefonate per un massimo di 75 giorni.
L’utenza da controllare deve appartenere all’indagato o a persona a lui vicina, ma che sia stata individuata come a “conoscenza dei fatti”, altrimenti nulla.
Stesso discorso per eventuali intercettazioni ambientali: i luoghi devono essere riconducibili ai sospettati. Continua »

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IL RESPINGIMENTO DI MARONI ERA ILLEGALE: RINVIATO A GIUDIZIO PER VIOLENZA PRIVATA ALTO FUNZIONARIO DEGLI INTERNI

Aprile 23rd, 2010 Riccardo Fucile

INSIEME A LUI UN GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA, PROSCIOLTI I MILITARI PER AVER SOLO ESEGUITO L’ORDINE…. LA RESPONSABILITA’ MORALE E’ DEL MINISTRO LEGHISTA CHE FECE RIACCOMPAGNARE ILLEGALMENTE IN LIBIA I PROFUGHI SENZA VERIFICARNE IL DIRITTO ALL’ASILO POLITICO

Quello che avevamo sostenuto in quell’occasione, solitari a destra, si è puntualmente verificato: il governo italiano ha commesso un atto illecito e una violazione grave delle convenzioni internazionali, firmate dal nostro Stato, quando, tra il 29 e il 31 agosto 2009, dopo aver intercettato con le unità  navali della Guardia di Finanza una piccola imbarcazione al largo di Portopalo di Capo Passero, senza ottemperare alle norme vigenti, diede ordine alla Guardia di Finanza di operare il respingimento di 75 profughi, riportandoli in maniera coercitiva in Libia su un mezzo navale della G.d.F.
La legge avrebbe invece previsto che fossero presi a bordo, assistiti e accompagnati a Lampedusa o altro centro più vicino, ivi identificati e informati dei loro diritti.
Avrebbero quindi potuto richiedere asilo politico e, qualora sussistessero le condizioni, ottenerlo come in tutti i Paesi civili.
Nel caso contrario, solo dopo aver compiuto i relativi accertamenti, avrebbero dovuto essere riaccompagnati in Libia o altro Paese di origine concordato, limitatamente a coloro che non avessero i requisti per l’asilo politico.
Così funziona la legge, così andava applicata.
Riportare quei 75 disperati in Libia, senza neanche conoscerne identità  e nazionalità , per qualcuno avrebbe potuto significare tortura e morte. Continua »

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MAFIA, LE DUE DESTRE: IL SILENZIO INVOCATO DA BERLUSCONI, IL CORAGGIO E IL PROFUMO DELLA LIBERTA’ DI BORSELLINO

Aprile 19th, 2010 Riccardo Fucile

“CERTI FILM E LIBRI FANNO CATTIVA PUBBLICITA’ AL NOSTRO PAESE” DICE IL PREMIER…LE STESSE COSE CHE AVEVA DETTO IL BOSS MICHELE GRECO: “E’ COLPA DEL “PADRINO” SE IN SICILIA SI FANNO I PROCESSI PER MAFIA”… PAOLO BORSELLINO, DA UOMO DELLO STATO, DISSE INVECE: “PARLATE DELLA MAFIA: ALLA RADIO, IN TV, SUI GIORNALI, PERO’ PARLATENE: NON BASTA LA REPRESSIONE, OCCORRE UN MOVIMENTO CULTURALE   E MORALE CHE COINVOLGA TUTTI”

Pochi giorni fa, al termine di un Consiglio dei ministri, in sala stampa, il premier aveva espresso per la seconda volta il medesimo concetto: “La mafia in Italia? Sono i libri, i film e le fiction a farle promozione. La mafia italiana è la sesta al mondo, ma è la più conosciuta grazie al supporto promozionale che ha ricevuto dalle otto serie tv della Piovra e anche dalla letteratura, come nel caso di Gomorra”.
Parole meditate che già  si scontrerebbero con il fatto che la sua famiglia produce e edita quei film e quei libri.
Ma parole troppo simili a quelle espresse da Michele Greco, boss di Cosa Nostra, morto in carcere, (“è tutta colpa del film ‘il Padrino’   se in Sicilia vengono istruiti i processi per mafia”), per non destare allarme.
E ancora il boss Nicola Schiavone quando afferma che “la camorra esiste solo nella testa di chi scrive”.
Eppure è risaputo che la mafia ha un volume d’affari di 100 miliardi l’anno, superando di gran lunga le più solide aziende italiane.
L’affondo del premier contro scrittori e registi eccheggia da giorni nei Palazzi della politica ed è sintomo di una mentalità  secondo la quale è meglio il silenzio e chi racconta il potere della criminalità  organizzata fa solo cattiva pubblicità  al Paese e peggiora la sua immagine.
A parte che riteniamo che siano altre le vicende che fanno precipitare la considerazione del nostro Paese e delle nostre istituzioni nel mondo, non ultime le dubbie frequentazioni e gi interessi privati di certi esponenti politici, fa specie che certe frasi arrivino proprio in un momento in cui le mafie si stanno infiltrando nei sistemi economici e finanziari occidentali sempre più a fondo e in cui il livello di guardia debba semmai essere alzato.
L’Italia è il Paese che, grazie a tanti magistratie giuristi, ha messo a punto la migliore legislazione antimafia del mondo, da cui attingono i nuclei antimafia di tutti i Paesi.
Certo essere additati come mafiosi quando si varca il confine non fa piacere, ma non è certo con il silenzio che mostriamo di essere diversi. Continua »

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UN DETENUTO SU DUE E’ IN ATTESA DI GIUDIZIO: IN CARCERE DA INDAGATO E NON DA CONDANNATO

Aprile 12th, 2010 Riccardo Fucile

SONO 31.187 SU UN TOTALE DI 64.595, 17.384 ITALIANI E 13.903 STRANIERI…I CONDANNATI INVECE SONO 31.363, DI CUI 21.381 ITALIANI E 9.982 STRANIERI….TRIBUNALI INTASATI E PROCESSI CHE DURANO IN MEDIA OTTO ANNI

Forse è colpevole, ma potrebbe essere anche innocente: in ogni caso resta in cella. La morale è che un detenuto su due è in attesa di giudizio.
La carcerazione preventiva viene avallata dal giudice su richiesta del pm quando sussistono determinate condizioni: gravi indizi di colpevolezza, il pericolo di fuga, il rischio di inquinamento delle prove e la reiterazione del reato.
E quando risultino inadeguate altre misure alternative, come l’obbligo o il divieto di dimora e il divieto di espatrio.
La carcerazione preventiva è indubbio che sia anche diventata un mezzo di pressione per ottenere una confessione o quanto meno la collaborazione dell’imputato.
Attualmente nelle nostre carceri vi sono 31.187 detenuti in attesa di giudizio, su un totale di 64.595: 17.384 sono italiani, 13.803 stranieri.
I detenuti che invece scontano la pena da condannati sono 31.363, di cui 21.381 sono italiani e 9.982 stranieri.
Per la cronaca sono 1.878 gli internati invece in ospedali psichiatrici.
Altra considerazione: non sempre ci sono le condizioni che il codice di procedura penale ritiene indispensabili per la carcerazione preventiva: quando, ad esempio, qualcuno si consegna volontariamente, in quanto ricercato, non si comprende dove possa esistere il pericolo di fuga o di inquinamento delle prove, altrimenti sarebbe rimasto latitante.
Ci sono casi e casi, ovvio.
Chi non ricorda il caso dei fratellini di Gravina?
Filippo Pappalardi, il padre di Ciccio e Tore, venne arrestato il 26 novembre 2007 per sequstro di persona, duplice omicidio volontario e occultamento di cadavere.
In galera ci sarebbe rimasto   a vita   se, per una casualità , il 27 febbraio 2008 un ragazzino non fosse caduto nel pozzo di una casa e i soccorritori non avessero intravisto, in fondo a un cunicolo, i due piccoli corpi. Continua »

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ASSESSORE LEGHISTA METTE TAGLIA SUI RAPINATORI: MA MARONI NON AVEVA GARANTITO LA SICUREZZA?

Aprile 7th, 2010 Riccardo Fucile

A LESMO, IN BRIANZA, UN ASSESSORE DELLA LEGA, DOPO QUATTRO RAPINE, SOSTIENE CHE “LA GENTE VIVE NEL PANICO” E PROPONE UNA TAGLIA SUI BANDITI…”TROPPO SCARSE LE FORZE DELL’ORDINE PER GARANTIRE LA LEGALITA'”: MA NON ERA MARONI CHE AVEVA PROMESSO SICUREZZA, FINENDO INVECE PER TAGLIARE I FONDI AGLI AGENTI?… LEGA DI GOVERNO E DI PRESA PER I FONDELLI

Mentre il centrodestra annaspa nella sua incapacità  di fronteggiare l’arroganza della Lega e mostarne le palesi contraddizioni di avido partito di clientele e di potere, incapace di avere una visione nazionale e solidale del Paese e portato solo a cavalcare gli egoismi della parte più becera della popolazione, mentre Bossi porta in visita alla villa padronale di Arcore anche il figlio a 12.000 euro di stipendio al mese, per mostrargli il pasto della bestia predatrice condiviso con la prole, in quel di Lesmo, paese di 7.000 anime della ricca Brianza,   va in scena un tipico esempio del “buon amministratore leghista”.
L’assessore alla sicurezza della Lega, Flavio Tremolana, dopo l’ennesima rapina in villa, ha proposto ai colleghi di autotassarsi perchè “non possiamo poù tollerare una situazione di terrore come quella in cui siamo costretti a vivere”.
Ecco pronta una bella taglia sui rapinatori che terrorizzano la Brianza delle villette, proposta dall’assessore sceriffo: in meno di 72 ore, due rapine alla farmacia comunale (pare ad opera di italiani, per ulteriore sfregio alla Lega che sperava almeno fossero extracomunitari), giovedi scorso a un bar del paese, un mese fa alla filiale della Bcc.
Rincara la dose il parlamentare leghista Marco Desiderati: “Le forze dell’ordine sono troppo scarse per garantire la legalità , siamo sotto assedio e questa è l’unica strada rimasta”.
Ma come, viene da chiedersi: la Lega non ha forse il ministro degli Interni? Quel Maroni che aveva promesso di garantire sicurezza ai cittadini e pugno duro contro i criminali e che ogni sera in Tv fa il suo spottone, a spese di chi paga il canone, per glorificare il proprio operato?
Non è forse la Lega che ha governato questo Paese per 7 degli ultimi 9 anni? Non è forse la Lega che ha avallato il taglio di 3 miliardi di euro alle forze dell’ordine riducendole ad avere le pezze al culo e privandole persino della benzina per le volanti? Continua »

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