I TURISTI A ROMA SONO POLLI DA SPENNARE: IL CASO DEI DUE GELATI (PERALTRO MODESTI) A 44 EURO ARRIVA SUL QUOTIDIANO BRITANNICO “THE TIMES”
IL CORRISPONDENTE DALL’ITALIA, TOM KINGTON, SI È FATTO RITRARRE DAVANTI ALLA GELATERIA INCRIMINATA, CONFERMANDO IL PREZZO ASTRONOMICO, GRAZIE A PRODOTTI EXTRA NON RICHIESTI AGGIUNTI AL MOMENTO DELL’ORDINAZIONE… E SCRIVE UN VADEMECUM PER I TURISTI CHE SI FANNO FREGARE
Il caso dei due gelati a 44 euro – due coppette standard, arricchite con “troppi” biscotti e altri orpelli – dopo aver scatenato grandi polemiche a Roma arriva anche all’estero, a Londra, raccontato dal quotidiano britannico The Times, che ha inviato sul posto un proprio corrispondente mettendo in guardia dalle truffe.
Già il titolo dell’articolo è eloquente: «44 euro per due gelati? Quando vi trovate a Roma, fate come me per schivare le truffe», scrive il giornalista Tom Kington, che si è fatto ritrarre davanti alla gelateria sotto accusa con un cono gelato che, anche a lui, è effettivamente costato un’enormità: 22 euro.
E pure la foto associata all’articolo – la celebre scena del film «Tototruffa ’62» in cui Totò nel ruolo del Cavalier Antonio Peluffo riesce a vendere la Fontana di Trevi a un ingenuo turista italo-americano – è evocativa di un certo modo di trattare i turisti ospiti in città.
La prima denuncia, una settimana fa, era arrivata via social da Nicole Ann, turista americana che su un gruppo Fb aveva denunciato e documentato quanto accaduto in via di Tor Millina, vicino a piazza Navona: in pratica, la ragazza ha pagato 44 euro per due coppette di gelato standard.
Conto lievitato – è stata la sua denuncia – perché sono stati aggiunti altri prodotti, come macarons e cannoli siciliani, che non sarebbero stati richiesti al momento dell’ordinazione, e dei quali in ogni caso non era stato precisato il costo.
Il caso, alla fine, ha superato i confini nazionali, raccontato da The Times appunto, che ha inviato in gelateria il suo giornalista. Anche per lui un «normale» cono da tre gusti – pistacchio, mango e fragola – è arrivato a costare 22 euro dopo l’aggiunta di extra vari: wafers, macaron, panna montata, un cannolo siciliano. Insomma, lo stesso copione già andato in scena con l’ignara Nicole.
Il giornalista fa allora uno scatto in più, mettendo in guardia chi legge dalle altre possibili truffe [ in cui si rischia di inciampare in città e condividendo costi standard che non dovrebbero essere superati. I gelati a 5 euro esistono, assicura Kington, e la panna montata dovrebbe essere gratuita.
Poi, per un caffè al banco il costo è di 1,50 euro, continua l’articolo, e prezzo doppio al tavolo. Una volta, ricorda il cronista, il conto è risultato di molto superiore: «Mi spiace, pensavo fosse un turista», si sarebbe sentito rispondere.
(da agenzie)
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