LASCIATE PERDERE LA PROPAGANDA TRUMPUTINIANA: L’UNICO TENTATIVO DI GOLPE IN POLONIA RISALE AL 2015. IL PARTITO LEGGE E GIUSTIZIA “PIS”, CHE OGGI ACCUSA IL GOVERNO LIBERALE DI “COLPO DI STATO”, PRESE IL CONTROLLO DEL TRIBUNALE COSTITUZIONALE CON MANOVRE ILLEGALI, CONDANNATE ANCHE DALL’UE
IL PREMIER EUROPEISTA TUSK ADESSO STA TENTANDO DI RIPRISTINARE LO STATO DI DIRITTO, MA È BLOCCATO DAI VETI DEL PRESIDENTE, KAROL NAWROCKI: IL CAPO DI STATO STA IMPEDENDO IL GIURAMENTO DI OTTO GIUDICI COSTITUZIONALE ELETTI DAL PARLAMENTO. È STATA UNA GIUDICE A SOSPENDERE IL PRESIDENTE DELLA CORTE COSTITUZIONALE, NOMINATO DAL PIS, DANDO IL VIA ALLA CRISI ISTITUZIONALE, FOMENTATA DA ESPONENTI MAGA E OSSERVATA CON GROSSO GODIMENTO DA PUTIN
Se c’è stato un “colpo di stato” in Polonia è quello che il partito nazionalista Legge e Giustizia (PiS), oggi all’opposizione, ha realizzato quando è salito al potere nel 2015 usando la sua maggioranza e tattiche coercitive per prendere possesso e occupare le istituzioni.
Quel golpe contro lo stato di diritto – che alcuni giuristi avevano definito “costituzionale” – prosegue anche oggi per mano del presidente Karol Nawrocki, che abusa dei suoi poteri per impedire la restaurazione delle fondamenta di una democrazia funzionante condotta dal primo ministro, Donald Tusk.
Ogni altra interpretazione della crisi politica di ciò che è accaduto nel fine settimana a Varsavia – come quelle diffuse dagli influencer Maga, dagli accoliti di Vladimir Putin e dai loro alleati europei – persegue un obiettivo che non ha nulla a che fare con lo stato di diritto. Ma tende piuttosto a polarizzare, seminare divisioni, destabilizzare e alla fine distruggere la democrazia liberale in Europa
La crisi in Polonia non è costituzionale, nemmeno istituzionale, ma puramente politica. Non è stata innescata dal tentativo da parte di alcuni giudici di sospendere il presidente del Tribunale costituzionale, Bogdan Swieczkowski, e il suo vice.
Le origini del conflitto vanno ricercata delle manovre illegali con cui il PiS aveva preso il controllo del Tribunale costituzionale nel 2015 e 2016. Diverse sentenze della Corte europea dei diritti umani e della Corte di giustizia dell’Ue, nonché i pareri della commissione di Venezia del Consiglio d’Europa, hanno stabilito che il Tribunale costituzionale polacco non può essere considerato un’istituzione giudiziaria legale perché le nomine del suo presidente e dei suoi membri sotto il PiS l’hanno privata dei requisiti di indipendenza e imparzialità.
Nel 2022 anche una sentenza della Corte suprema amministrativa della Polonia ha stabilito che il Tribunale costituzionale, a causa delle nomine illegali del PiS, ha perso la sua capacità di giudicare secondo la legge.
I crimini proseguono ancora oggi, con il tentativo del presidente Nawrocki – eletto come indipendente, ma in realtà esecutore delle volontà del PiS – di non permettere il giuramento di otto giudici costituzionali legittimamente eletti dalla Sejm, la Camera bassa, per sostituire alcuni giudici sul punto di andare in pensione.
Il presidente non ha alcun potere di rifiutare il giuramento. Ma, impendendo ai nuovi giudici di prendere funzione, Nawrocki ha impedito al Tribunale costituzionale di tornare a essere un organo giudiziario che opera secondo i fondamenti dello stato di diritto.
La Commissione di Ursula von der Leyen ieri ha difeso l’operato di Tusk. “Spetta alle autorità polacche garantire che il Tribunale costituzionale possa funzionare in conformità con la Costituzione polacca e nel rispetto della pertinente giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Ue”, ha detto un suo portavoce.
“La nomina di otto nuovi membri del Tribunale costituzionale rientra nel potere costituzionale del Sejm, come confermato dalla Commissione di Venezia nel suo parere del 13 ottobre 2026. Inoltre, il 5 maggio 2026, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha adottato misure provvisorie che impongono alle autorità polacche competenti di astenersi dall’ostacolare l’assunzione e l’esercizio delle funzioni giudiziarie da parte dei giudici nominati dal Sejm nel marzo 2026”, ha aggiunto la Commissione.
Secondo Stefano Ceccanti, professore di Diritto pubblico comparato all’Università sapienza di Roma, “il tema che ci pone il caso polacco è come si smantella una democrazia illiberale, una volta che le forze illiberali abbiano perso le elezioni e quando però esse abbiano ancora un forte insediamento nella società e nelle istituzioni”. In Ungheria era “più semplice”, perché Peter Magyar ha la maggioranza dei due terzi in Parlamento per modificare la costituzione. Nel 2025, l’elezione di Nawrocki alla presidenza ha compromesso i piani di Tusk per restaurare lo stato di diritto.
“E’ vero che le forze liberali non devono comportarsi come i predecessori e devono individuare rimedi strutturali”, ma “occorre anche essere decisi senza esitazione contro chi cerca di tenere in piedi i residui illiberali come il presidente della Repubblica polacco”, spiega Ceccanti.
La leader del Rassemblement National Marine Le Pen ha accusato Tusk di una “presa di controllo forzata di un’istituzione costituzionale” e denunciato “la moltiplicazione dei colpi di forza in seno all’Ue”. “La situazione in Polonia è molto grave. Arresti e un’irruzione nella Corte costituzionale – tutto per difendere l’Ue antidemocratica”, ha scritto su X Nigel Farage. “Tusk è globalista-Ue, di sinistra, Nawrocki è trumpista, di destra. Sono totalmente incompatibili (…) ma il primo è pro Ucraina, il secondo è nazionalista polacco ostile a Kyiv”, ha scritto Alexander Dugin, uno degli ideologhi del Cremlino.
“Da anni esistono in Polonia organizzazioni e politici che vogliono distruggere la democrazia e lo stato di diritto, ha detto sabato Tusk in un discorso televisivo alla nazione. “E’ avidità, stupidità o tradimento? Alla fine, l’effetto è lo stesso e non a caso trovano nel mondo appoggio tra le forze filorusse, e oggi in questo conflitto usufruiscono del sostegno di un’armata di bot russi su internet. Anzi, hanno ricevuto persino pubblici complimenti dal principale ideologo del Cremlino”.
(da agenzie)
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