NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE RACCONTATO DALLA MELONI GLI ITALIANI SI SENTONO PIÙ POVERI. L’INFLAZIONE “PERCEPITA” È SALITA AL 13,3%, QUASI 8 PUNTI PERCENTUALI IN PIÙ RISPETTO AL TASSO REALE, ARRIVATO A OTTOBRE AL 5,4%
SUI BILANCI ECONOMICI DELLE FAMIGLIE PESANO SOPRATTUTTO BOLLETTE, CARBURANTI E SPESE PER LA CASA … IL SONDAGGIO NOTO PUBBLICATO DA “IL SOLE 24 ORE”: IL 72% DEGLI ITALIANI È CONVINTO CHE LA SPIRALE DELL’INFLAZIONE NON CONOSCERÀ UNA FINE
Il carovita e l’emergenza abitativa sono le due scintille che nelle ultime settimane hanno acceso l’opinione pubblica: due priorità su cui si misurano l’azione del Governo e l’efficacia delle politiche. Proprio mentre prendono forma i contenuti della legge di Bilancio.
A mostrare quanto il carovita pesi sugli italiani è un dato, anzi una percezione: l’aumento dei prezzi percepito dagli italiani nell’ultimo anno tocca il 13,3%, quasi otto punti percentuali in più rispetto al dato reale del 5,4% pubblicato venerdì scorso dall’Istat (indice Nic provvisorio a ottobre 2026 su ottobre 2025).
È questo il principale risultato dell’indagine di Noto Sondaggi, realizzata tra il 14 e il 19 ottobre scorso – e condotta periodicamente per Il Sole 24 Ore del Lunedì – che ha misurato l’inflazione percepita negli ultimi 12 mesi, attraverso un questionario somministrato a un campione di 2mila individui.
La distanza tra il tasso di aumento dei prezzi avvertito dai consumatori e quello reale è infatti aumentata notevolmente negli ultimi anni: la stessa rilevazione condotta nel mese di ottobre 2023 – quando l’inflazione reale era al 5,3% dopo le fiammate inflazionistiche e il caro energia post guerra in Ucraina – registrava un’inflazione percepita pari a poco più del doppio, all’11,4 per cento.
L’allargamento della forbice tra i due valori è prima di tutto da imputare al perdurare del trend al rialzo dei prezzi che tra ottobre 2023 e ottobre 2026 (indice Nic, fonte Istat) sono complessivamente aumentati del 7,5%, un rialzo che diventa del 20,1% se confrontato con i prezzi di dicembre 2021. […]
Esemplificativo di questa dinamica è l’andamento dei trasporti, dove pesano le recenti proteste contro il caro-benzina: l’inflazione percepita nel settore è salita al 19,3% quando era al 14,4% nel 2023; oggi l’inflazione reale è al 9,3%, nel 2023 era al 5,1 per cento.
Seguono i beni e servizi per la persona e l’abbigliamento, dove i consumatori avvertono aumenti rispettivamente del 15,6% e del 14,5%, percentuali ben più marcate rispetto a quelle rilevate tre anni fa (8,2% e 11% a ottobre 2023).
Sul carrello della spesa, invece, il rincaro percepito è pari al 14,3%, in linea con il tasso rilevato a ottobre 2023 (quando era del 14,2%), con una forbice molto ampia rispetto all’inflazione reale che però sconta una difficile eredità: la variazione tendenziale dei prezzi misurata da Istat a ottobre è stata del 2,9% (nel 2023 era l’8,5%), ma sul lungo periodo sale al 27,8% se confrontata con i valori di fine 2021.
Un po’ a sorpresa, é in controtendenza la voce che ingloba «abitazione, acqua, elettricità e combustibili», che ha un’inflazione percepita al 18,1 per cento. In questo caso l’aumento avvertito risulta addirittura inferiore rispetto a quello reale, pari al 18,7 per cento.
In pratica un allineamento dei due valori che racconta quanto, dopo circa tre anni di caro-energia e di bollette sempre più salate, oggi i consumatori percepiscano con grande realismo i rincari registrati in questo settore […].
Tanto che “il conto” reale non risulta più così distante da quello avvertito come nell’ottobre del 2023, quando nel comparto l’inflazione percepita era al 15,6% e quella reale all’1,9 per cento.
Le tre principali voci che incidono sui bilanci familiari degli intervistati sono, nell’ordine, l’energia, i carburanti e la casa: in pratica i tre capitoli su cui pesa di più la dinamica inflattiva negli ultimi mesi. Seguono salute, ristorazione e tempo libero, mentre solo dopo si incontrano le spese per l’abbigliamento, per le comunicazioni, per l’istruzione e per la cultura.
A influenzare le aspettative degli italiani sono le prospettive sul futuro e la percezione di una spirale inflazionistica senza una fine all’orizzonte. Il 72% degli intervistati immagina un trend dei prezzi in aumento anche in futuro. In particolare, il 63% è convinto che i prezzi dei prodotti al supermercato aumenteranno ancora nel corso dei prossimi sei mesi.
(da “Sole 24 Ore”)
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