TRUMP NON DÀ MISSILI ALL’UCRAINA PERCHÉ NON NE HA PIÙ PER SÉ : LA FORNITURA DI RAZZI È DIMINUITA DI TRE VOLTE RISPETTO AL 2025, E I RUSSI CONTINUANO A MARTELLARE CON LE STRAGI DI CIVILI. IL GUAIO È CHE GLI AMERICANI HANNO USATO TUTTI I MISSILI PER LA GUERRA IN IRAN
SECONDO LA CNN, LE SCORTE DI INTERCETTORI THAAD SI SONO RIDOTTE DELL’80% E QUELLE DEI PATRIOT DELLA METÀ – A QUESTO PUNTO, SARÀ INEVITABILE CONCEDERE LA LICENZA AGLI UCRAINI, COSÌ SE LI PRODUCONO DA SOLI (E MAGARI LI RIVENDONO PURE…)
Il conflitto con l’Iran sta esercitando una pressione senza precedenti sulle scorte di missili statunitensi, raggiungendo livelli “pericolosamente bassi”. Le operazioni militari, riporta la Cnn, hanno portato all’uso di parte considerevole degli intercettori per la difesa aerea più avanzati, spingendo Washington a rivalutare i rischi di una campagna prolungata.
Le forze armate Usa hanno impiegato quasi l’80% degli intercettori Thaad e circa la metà di quelli Patriot rispetto alle scorte pre-conflitto. Nelle ostilità, l’esercito ha usato praticamente tutti i missili terra-terra a lungo raggio a guida di precisione a sua disposizione.
La Cnn ha aggiunto che la riduzione delle scorte di intercettori, unita alle valutazioni d’intelligence e alle pressioni degli alleati del Golfo, preoccupati per la propria difesa aerea, ha contribuito a convincere alcuni dei principali consiglieri del presidente Donald Trump a sostenere l’annullamento della vasta operazione militare prevista per lo scorso fine settimana.
Il Center for Strategic and International Studies ha stimato che, prima dell’inizio della guerra contro l’Iran, gli Stati Uniti disponessero di circa 2.200 missili Patriot (relativi alle due varianti più moderne della piattaforma) e 452 missili Thaad.
Anche i Paesi del Golfo hanno espresso nuove preoccupazioni su come la carenza di sistemi di difesa aerea potrebbe influire sulla loro capacità di contrasto di eventuali rappresaglie iraniane, qualora Trump decidesse di intensificare il conflitto in corso.
Diversi di questi Paesi fanno affidamento sui sistemi di difesa aerea statunitensi e hanno riconosciuto che la carenza di scorte potrebbe ostacolare la loro capacità di intercettare attacchi missilistici e di droni provenienti dall’Iran, in particolare se dovessero diventare bersagli in risposta a un’escalation americana.
La questione delle scorte è emersa nuovamente prima della decisione del presidente, presa lo scorso fine settimana, di annullare nuovi attacchi contro l’Iran: si tratta almeno della seconda volta nelle ultime settimane in cui gli alti consiglieri militari di Trump hanno espresso preoccupazioni specifiche riguardo alla riduzione delle munizioni statunitensi chiave, nel corso di discussioni su una possibile escalation del conflitto con l’Iran.
“Le forze armate americane sono le più potenti al mondo e dispongono di tutto il necessario per agire nel momento e nel luogo scelti dal presidente – ha commentato il portavoce del Pentagono, Sean Parnell -. Abbiamo condotto con successo numerose operazioni sotto diversi comandi operativi, garantendo al contempo che le forze armate statunitensi dispongano di un vasto arsenale di capacità per proteggere il nostro personale e i nostri interessi”.
(da agenzie)
Leave a Reply