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LA PATACCA LASCERA’ IL SEGNO SULLA GIACCHETTA DEL MANDANTE: COMUNQUE VADA, SARANNO ELEZIONI

Settembre 24th, 2010 Riccardo Fucile

IL MINISTRO DI ST. LUCIA AVREBBE DETTO CHE IL DOCUMENTO E’ VERO, MA HA STRANAMENTE RINVIATO OGNI SPIEGAZIONE… TROPPI ELEMENTI FANNO RITENERE CHE MENTA: LA MAGISTRATURA ITALIANA FARA’ CHIAREZZA…. LA CASA DI MONTECARLO VALEVA 270.000 EURO ED E’ STATA VENDUTA A 300.000 EURO

Partiamo dal quadro generale.
Non c’è giornale che oggi non commentasse la vicenda del documento in cui il ministro della Giustizia di St Lucia avrebbe definito   “titolare effettivo” della società  Timara il Tulliani come una evidente patacca.
C’è chi, andando oltre, e sulla base di una attendibile ricostruzione giornalistica, ha titolato “Quella verità  che accusa il Cavaliere”.
Si tratta del pezzo di Giuseppe D’Avanzo su “Repubblica” che ben riassume alcuni lati oscuri della vicenda e che riproduciamo al termine di queste righe.
Sono note poi le denunce da parte degli uomini di Fini che hanno sostenuto che il documento sia stato predisposto da personaggi vicini al premier e che vedrebbe coinvolti anche uomini dei servizi.
Quindi che il documento sia un falso è la tesi sostenuta da molti.
La risposta ad una domanda in tal senso (‘quel documento è vero o falso?’) sarebbe venuta dal ministro Rudolph Francis, dalla Svizzera, raggiunto telefonicamente dal Fatto Quotidiano, che lo ha intervistato.
“E’ vero, la prossima settimana rilasceremo un comunicato ufficiale su questa materia” avrebbe detto il ministro, confermando invece che il documento sia attendibile.                                         Ora è chiaro che se il ministro confermasse che la lettera è sua dovrà  anche dare spiegazioni su quanto affermato e soprattutto dimostrare che quanto ha scritto corrisponda a verità , se invece dicesse altro andranno parimenti valutate le sue dichiarazioni.
In ogni caso la magistratura italiana vorrà  a quel punto fare tutte le verifiche necessarie.
Qua si parla di un ministro, tanto per capirci, che quando era funzionario pubblico è stato censurato in un documento delle Sec, l’Autorità  di controllo della borsa americana, in manier poco lusinghiera, visto che occupandosi di prestiti veloci, annoverava un tasso di insolvenza del 25% sui prestiti del suo ufficio.
Un ministro che frequenta la viceconsole onoraria italiana, ma la tiene all’oscuro delle presunta lettera, di cui non sa nulla neanche il portavoce del destinatario, il primo ministro.
Una lettera scritta su carta diversa da quella usata dal Governo di St Lucia, che via mail viene spedita a un giornalista dell’Honduras che poi gira la mail a due giornalisti di Santo Domingo che la pubblicano sul sito.
Altra mail a Dagospia che la pesca tra 100 mail e la pubblica.
Questi sono stati gli strani passaggi in base alle varie testimonianze.
Nel frattempo arriva a Roma la perizia allegata per la messa a bilancio di An della casa di Montecarlo, certificata da società  monegasca, in tempi non sosopetti: la valutazione nel 2002 fu di 270.000 euro, venduta sei anni dopo per 300.000, quindi con un margine di guadagno, nonostante lo stato di degrado in cui versava.
Ci vorrà  ancora del tempo per chiarire la vicenda del dossier e di chi la costruito.
A chi esulta perchè le dichiarazioni del ministro di St Lucia dimostrebbero la “colpevolezza di Fini” (quale poi non è chiaro, visto che non parla di lui, ma del cognato), consigliamo l’acquisto di un antidepressivo che servirà  loro presto.
Per due ragioni molto semplici.
Tulliani non è il proprietario della casa e non ha nulla a che vedere con le due società  estere e quindi è impossibile dimostare l’opposto in tribunale: Fini è infatti tranquillissimo sotto questo aspetto perchè ha in mano il risultato di accertamenti e verifiche.
In secondo luogo sono stati i servizi americani a fornire a Fini le prove che dossieraggio c’è stato, ovvero “su chi, come e quando”, altrimenti Bocchino sarebbe stato più prudente.
Non ci vorrebbe molto a capirlo, neanche per i berlusconiani più ottusi.
Che non sono pochi. Continua »

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RAI FAZIOSA, NON C’E’ PLURALISMO: PARTE LA MOZIONE DEI FINIANI CONTRO MINZOLINI E MASI

Settembre 24th, 2010 Riccardo Fucile

IL TG DI REGIME DI MINZOLINI CROLLA AL 23,6%, TELESPETTATORI IN FUGA VERSO IL TG DI MENTANA: LA FAZIOSITA’ NON PAGA… FUTURO E LIBERTA’ PRESENTA UNA MOZIONE PERCHE’ SIA GARANTITA LA IMPARZIALITA’… TRA FINI E MINZOLINI   TELEFONATE FINITE A INSULTI

Una mozione per garantire il pluralismo in Rai perchè “è stato superato ogni limite di faziosità  e siamo arrivati a un punto di non ritorno”.
Per fare buon peso, anche un esposto ad Agcom “per verificare la violazione della normativa vigente in materia di pluralismo, correttezza e completezza dell’informazione da parte dei Tg mandati in onda da Mediaset”.
Si è aperto il nuovo   fronte della guerra di posizione dei finiani con obiettivo Minzolini e Masi, i due maggiori imputati.
Già  Fini a Mirrabello aveva sottolineato che “i telegiornali, salvo nobili eccezioni, sebrano fotocopie dei fogli d’ordine del Pdl”.
Quasi a confermare la validità  di tale tesi, Minzolini quel giorno si era superato: non aveva mandato in diretta il discorso di Fini, ma lo aveva fatto commentare in studio da due politici super partes, ovvero entrambi berlusconiani.
Come dimenticare poi le quotidiani censure ad avvenimenti, il colpevole silenzio sui problemi del post terremoto all’Aquila, i suoi fazioni editoriali. Atteggiamento che ora il Tg1 sta pagando in termini di ascolto con un crollo al 23,6%, uno dei punti più bassi mai raggiunto da un Tg Rai.
La mozione si concentrerà  anche sull’operato di Masi e sulla sua ultima circolare che gli attribuisce una sorta di supervisione sui programmi. Denunciano i finiani: “Ha introdotto un elemento non previsto dalle regole, il direttore generale diventa una specie di superautore col potere di fare e disfare le scalette dei programmi”.
I finiani si appellano alle regole già  scritte e contenute nel contratto di servizio e nelle disposizioni della Vigilanza, regole che garantiscono pluralismo, imparzialità  e neutralità “.
In pratica le norme ci sarebbero ma non vengono rispettate.
E la mozione che verrà  presentata a fine mese impegna il governo a rispettare le regole previste dal contratto di servizio, contratto che deve essere firmato da Rai e governo prima della fine dell’anno.
Un parlamentare vicino a Fini ha confidato che in questi mesi più di una telefonata tra Fini e Minzolini è finita a insulti, ancor prima della vicenda della casa di Montecarlo.
D’altronde ristabilire un minimo di obiettività  e pluralismo nell’informazione televisiva è una battaglia decisiva per i finiani perchè se il premier ha in mano 5 Tg su 6   condiziona pesantemente l’informazione.
E non si è mai visto un direttore che nei suoi editoriali parteggi così spudoratamente per il premier in carica.
Non a caso molti osservatori vedono in questa mozione un’altra occasione di scontro pericoloso per il governo.
Pdl e Lega resterebbero sole di fronte ad una mozione che andrà  posta in votazione.

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NON E’ UNA BARZELLETTA, E’ UNA QUESTIONE DI DEMOCRAZIA

Settembre 24th, 2010 Riccardo Fucile

IL CORSIVO DEL FINIANO FILIPPO ROSSI SU FAREFUTURO: LA DEMOCRAZIA DECLINATA DA BERLUSCONI E’ QUELLA   IN CUI VI E’ CHI ORDINA E CHI OBBEDISCE, CHI HA DIRITTI E CHI NO, CHI E’ INTOCCABILE E CHI TOCCABILISSIMO…E DOVE LA LEGGE NON E’ PIU’ UGUALE PER TUTTI… ANCHE LE COMICHE FINALI DEVONO AVERE UN LIMITE

Cerchiamo di andare per ordine.
Perchè a forza di essere pacati, a forza di essere moderati, a forza di essere equilibrati, si rischia di non capire quel che sta succedendo davvero, si rischia di non capire la posta in gioco.
Che non è — forse è il caso di metterlo in chiaro una volta per tutte — una questione di poltrone.
È, piuttosto, una questione di libertà  e di democrazia.
Una questione altamente politica, della miglior politica: quella che cerca di tracciare il sentiero che porta al futuro del paese.
Un futuro migliore di questa fanghiglia, di questo pantano d’interessi privati. Andiamo per ordine, allora. Perchè niente è ininfluente.
E non può essere, tantomeno, ininfluente nella storia d’Italia questa estate durante la quale — l’abbiamo scritto e lo riscriveremo fino alla noia — un plotone d’esecuzione mediatico agli ordini di Silvio Berlusconi, agli ordini del presidente del Consiglio, agli ordini del più potente editore del paese, ha cercato di distruggere l’alleato scomodo, l’alleato che si era permesso di dire, semplicemente, “io non sono d’accordo”.
Non sarà  un caso se nei giorni scorsi Berlusconi ha ricevuto Vittorio Feltri e Alessandro Sallusti.
Cosa si sono detti? Perchè li ha dovuti incontrare?
Consigli editoriali? Un caffè tra vecchi amici?
È finito il tempo delle barzellette.
E anche le comiche finali devono avere un limite: di decoro, d’intelligenza, di verità .
E invece non è finita.
Perchè non può essere ininfluente se qualcuno, un proprietario di un’azienda-partito, pretende di declinare il suo personalissimo concetto di democrazia. Una democrazia tutta particolare in cui c’è chi ordina e chi obbedisce, chi è intoccabile e chi è toccabilissimo.
Chi ha diritti e chi no.
E non è nemmeno ininfluente se la legge non è più uguale per tutti, se il garantismo vale a corrente alternata: garantisti con gli amici, giustizialisti con i nemici.
Garantisti con i condannati per mafia, giustizialisti la dove non c’è l’ombra di un reato.
Tutto questo è o non è un problema democratico?
Un’emergenza democratica?
I soliti noti risponderanno ovviamente di no, che tutto è normale, che tutto va bene, che tutto è limpido,   che non può essere che così.
Contenti del loro consenso totalitario.
Noi, umilmente, non siamo d’accordo.

Filppo Rossi
FareFuturo

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FINI HA LE PROVE: “DOSSIER FALSO FATTO DA UOMO VICINO AL PREMIER”. SILVIO LO SAPEVA IL GIORNO PRIMA: “LO FOTTIAMO”

Settembre 23rd, 2010 Riccardo Fucile

BOCCHINO: “IL FALSO DOCUMENTO CONTRO FINI E’ STATO PRODOTTO AD ARTE DA UNA PERSONA MOLTO VICINA AL PREMIER CHE HA GIRATO PER IL SUDAMERICA: ABBIAMO LE PROVE, FAREMO IL NOME AL MOMENTO OPPORTUNO”… LE INCAUTE PAROLE DEL PREMIER IL GIORNO PRIMA

“Il dossier è stato prodotto ad arte da un persona molto vicina a Berlusconi che ha girato per il Sudamerica di cui al momento opportuno saprete il nome”.
Con queste parole Italo Bocchino gela i giornalisti che gli chiedevano una replica alle affermazioni del premier, sdegnato per gli attacchi ai servizi.
E il suo collega Carmelo Briguglio aggiunge: “Rinviamo al mittente le accuse di irresponsabilità , che la Presidenza del Consiglio farebbe bene a indirizzare ad altri destinatari nelle immediate vicinanze”.
Va ricordato che era iniziato il giorno prima il tam tam del nuovo tarocco-scoop di Feltri, sull’asse Santo Domingo-Italia ed era arrivato alle orecchie di Fini il racconto di un Berlusconi che se ne vantava parlandone ai suoi: “Lo fottiamo un’altra volta”.
Fini ha avuto riscontri precisi all’operazione di dossier costruiti contro di lui e ha pure in mano la certezza più importante: il cognato non c’entra nulla con le società  acquirenti della famosa casa di Montecarlo.
E ora il mandante del killeraggio è alle corde, mentre Fini prepara un colpo clamoroso.
Ma di questo parleremo domani.

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BERLUSCONI E’ CONFUSO: “DIFFAMATORIO CHIAMARE IN CAUSA I SERVIZI SEGRETI” . PECCATO LO AVESSE SCRITTO “IL GIORNALE”

Settembre 23rd, 2010 Riccardo Fucile

AUTOGOL DEL PREMIER: SI DIFENDE DIMENTICANDO CHE IL 17 SETTEMBRE A PAGINA 3 FU PROPRIO “IL GIORNALE”   A PARLARNE… FELTRI, MA COSA GLI COMBINI? AVVISALO ALMENO….

“Falso e diffamatorio chiamare in causa i servizi segreti”.
L’obiettivo della nota ufficiale di Palazzo Chigi è chiaro: Gianfranco Fini e Fli che ieri, a proposito degli articoli sul Giornale, avevano parlato di “azioni di dossieraggio contro di noi”.
La presidenza del Consiglio, visti i giornali che riportano con grande evidenza le accuse contro i servizi, utilizzati secondo loro “per colpire la terza carica dello Stato”, prova a chiudere il tappullo, ma peggiora la situazione.
“Le illazioni, le voci e le congetture apparse su alcuni quotidiani in relazione ad una presunta attività  di dossieraggio sono assolutamente false, diffamatorie e destituite di ogni fondamento”, scrivono a Palazzo Chigi.
Ma Italo Bocchino, capogruppo di Fli replica: “Nessuno ha mai dubitato della lealtà  istituzionale dei nostri   apparati di sicurezza. Il problema semmai è avere certezza che, come accaduto in passato, non ci siano azioni torbide, illegali, deviate che, come tali, non sono certo a conoscenza dei vertici. E questa certezza purtroppo non la può avere nessuno, come dimostrano tante vicende anche recenti (vedi Pio Pompa)”.
Nella nota ufficiale il premier ha anche detto: “Di fronte alla gravità  di queste insinuazioni la Presidenza del Consiglio non può non denunciare la totale irresponsabilità  di chi diffonde voci siffatte solo per ragioni di polemica politica, ben sapendo che esse non hanno il minimo fondamento».
Non si fa attendere la replica di Futuro e Libertà .
«Palazzo Chigi – replica con una nota del capogruppo Italo Bocchino – ha fatto benissimo a definire irresponsabili le illazioni, apparse per la prima volta su Il Giornale della famiglia Berlusconi il giorno 17 settembre a pagina 3, circa il coinvolgimento dei nostri servizi di Intelligence in operazioni di dossieraggio politico-scandalistico.
Eh sì, fu proprio il Giornale a scrivere questi concetti ora ritenuti diffamatori, tanto da far porre stamane a diversi quotidiani la domanda:
“È vero, come ha scritto il Giornale il 17 settembre scorso a pag. 3 che sono stati inviati a Santa Lucia agenti dei Servizi e della Guardia di finanza, e chi li ha mandati?”
E ancora: “È vero – come ha scritto Libero – che «c’è un rapporto personale tra l’ex primo ministro di Santa Lucia e Silvio Berlusconi» che «deve far tremare Fini”?”
Invece che convocare vertici coi subcolonnelli Gasparri e La Russa, il premier farebbe bene ad atttivare il proprio ufficio stampa onde evitare brutte figure.
Anche perchè Feltri si potrebbe risentire di essere stato definito “diffamatore e irresponsabile” dal premier.
Cadere colpito da fuoco amico sarebbe imbarazzante: almeno non prima di aver percepito lo stipendio.

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QUANDO SILVIO ACQUISTO’ UNA CASA EX INA, A META’ DEL VALORE DI MERCATO, PER UNA EX VELINA POI ASSUNTA IN RAI

Settembre 23rd, 2010 Riccardo Fucile

HA COMPRATO UNA CASA IN DANNO DEL CONTRIBUENTE PERCHE’ PAGATA IL 50%, HA PIAZZATO L’AMICA IN RAI E GLI ITALIANI LE PAGANO LO STIPENDIO… SECONDO IL CODICE FELTRI, BERLUSCONI DOVREBBE DIMETTERSI: A QUANDO LA RACCOLTA FIRME?

La bomba deflagrò nell’agosto del 2007, quando L’Espresso rese di pubblico dominio una vicenda: alcuni immobili di proprietà  di Enti dello Stato, pochi anni prima erano stati acquistati a prezzi stracciati da taluni politici.
Da Casini a Mastella, da Violante a Mancino, da Veltroni a Maura Cossutta: l’elenco dei beneficiari di quella che fu ribattezzata “svendopoli” era assolutamente bipartisan.
Come lo sdegno che la vicenda suscitò nei cittadini.
Da quella lista, però, mancava un nome: quello di Silvio Berlusconi.
Il quale, nel 2004, al pari degli altri illustri colleghi partecipò alla “grande abbuffata immobiliare“ acquistando, mediante una propria società  (la Idra),   “un superattico alla Balduina, una bella zona di Roma, per un prezzo scontato del 50 per cento rispetto al valore di mercato”.
Superattico munito di cinque camere da letto distribuite su due piani, quattro bagni, un megasalone e una terrazza con tripla esposizione.
Non certo un tugurio.
La cosa interessante è che l’immobile, quando fu comperato da Silvio (e così almeno fino al gennaio del 2009), era nella disponibilità  di un’ex velina di Striscia la Notizia, tale Sonia Grey (all’anagrafe: Sonia Colone).
Di fronte alla possibilità  di acquistare l’appartamento, intervenne l’immobiliare di Berlusconi che provvedette direttamente, facendo un affare, visto che pagò il 50% del valore dell’immobile.
E Sonia Grey potè restare serenamente nell’appartamento grazie alla lunga “amicizia” con il premier e in attesa delle sue visite.   Come si gridò (anche da destra) alla scandalo per la tariffa scontata nei confronti dei politici che penalizzava, trattandosi di ente pubblico, le casse dello Stato, ci stupiamo che nessun giornale vicino al premier non abbia sollevata allora la questione etica, chiesto dimissioni o raccolto firme.
La Grey nel frattempo, dopo un lungo periodo di “buio televisivo”, in concomitanza della vittoria del Cav. alle Politiche del 2001 era riuscita a ritornare in video, grazie a Mamma Rai.
Da quel momento, la sua carriera — sull’emittente pubblica — non si è più arrestata (come racconta il sito di Viale Mazzini):
“Dal 2002 al 2008 ha condotto “Notti Mondiali” 2002 su Rai1, “Uno Mattina Estate” nel 2002, “Mezzogiorno in famiglia” nel 2002/2003 su Rai2, “Uno Mattina Estate” nel 2003 su Rai1. Nel 2003-2004 conduce “Unomattina Sabato e Domenica”, nel 2004-2005 “Uno Mattina”, nel 2005-2006 , su Rai1, “In forma con Sonia”, nel 2006 “Sabato e Domenica… la tv che fa bene alla salute” e “Sabato e Domenica Estate”. Nel 2007 conduce il Premio Massimo Troisi e, sempre nel 2007-2008, “Sabato e Domenica… la tv che fa bene alla salute”. Nel 2008 conduce su Rai1 il “Concerto per ragazzi di strada”. Il 2008-2009 la vede nuovamente conduttrice di “Sabato e Domenica… la tv che fa bene alla salute”. Inoltre nel 2008 conduce lo speciale su Rai1: “La notte dei leoni”.
Ma non finisce qui, perchè da quest’anno la Grey approderà  addirittura a Domenica In (come ha rivelato quest’estate a Davide Maggio):
“Condurrò la fascia centrale di Domenica In. Il programma partirà  con Massimo Giletti che mi lascerà  la linea alle 15.55 e poi andrò avanti io sino alle 16.25, quando sarà  la volta di Lorella Cuccarini”.
A proposito di Mediaset, le chiede il giormalista,   cosa è rimasto in Sonia Grey dell’infermiera sexy di Striscia la Notizia?
“Ritengo che tutto il mio percorso professionale sia un bagaglio esperienziale importante. Penso che la mia crescita personale come donna e come persona sia andata di pari passo col mio percorso televisivo. Ricordo quel periodo con molto affetto. Fortunatamente poi la strada è stata lunga ed oltre ad usare le mie caratteristiche estetiche mi son messa a lavorare su altre caratteristiche altrettanto utili”.
Infatti.

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I SERVIZI SEGRETI AMERICANI AVVISARONO FINI: A SANTO DOMINGO MOVIMENTI DI UOMINI E SOLDI PER COSTRUIRE FALSI DOSSIER

Settembre 23rd, 2010 Riccardo Fucile

GLI 007 AMERICANI SI ERANO ACCORTI CHE UNA REGIA OCCULTA STAVA OPERANDO PER GETTARE DISCREDITO SUL PRESIDENTE DELLA CAMERA… LA VICECONSOLE ITALIANA A SANTA LUCIA: “IL MINISTRO FRANCIS, SE AVESSE FIRMATO UNA LETTERA DEL GENERE, MI AVREBBE AVVISATA” …. IL PORTAVOCE DEL PRIMO MINISTRO: “MAI SENTITO PARLARE, NON NE SAPPIAMO NULLA”…E IERI SERA LA NOTIZIA E’ SPARITA DAL SITO DEL GIORNALE “EL NACIONAL”

Ormai è chiaro: c’è una “manina” dietro il falso dossier pubblicato da due giornali di Santo Domingo e ripreso da alcune testate italiane.
Una “manina” appartenente direttamente o indirettamente ai servizi segreti italiani che nei giorni scorsi si è recata a Santa Lucia per confezionare la falsa lettera contro Fini.
Una “manina” che non è sfuggita ai servizi segreti americani che hanno mandato una segnalazione informale al Presidente della Camera in persona, in cui avvertono di uno strano giro di uomini e soldi finalizzati a creare un falso dossier per screditarlo.
Non a caso quegli stessi americani che non vedono di buon occhio le mosse di Berlusconi da quando Obama siede alla Casa Bianca.
Ma non è tutto.
IL “Corriere della Sera”   è riuscito a intervistare il viceconsole italiano nell’isola di Santa Lucia, Maria Piccinin Thom, che esprime forti dubbi sull’autenticità  della lettera del ministro della Giustizia Francis: “Con i computer si possono ormai fare miracoli. Il ministro Francis è un mio amico, è molto strano che non mi abbia avvisata di questa iniziativa, chi avvia indagini su questioni italiane si rivolge a me. E poi è stato eletto da poco, è in piena campagna elettorale: mi pare curioso che la priama cosa cui va a pensare, appena insediato, sia un’inchiesta sulla casa di Montecarlo”.
Il telegiornale de La 7 è riuscita poi a contattare il portavoce del primo ministro di Santa Lucia, Stephenson King, che è caduto dalle nuvole: “Non ne so niente, non ne avevo mai sentito parlare prima, faremo delle verifiche”.
E dopo poche ore “casualmente” iero sera il sito del giornale “El Nacional” ha fatto sparire l’articolo incriminato.
Ricordiamo anche che l’attuale editore de “El Nacional” è Ramon Baez Figueroa, casualmente proprietario delle reti televisivi Telecanal e Supercanal con forti interessi nel campo della comunicazione.

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ECCO COME GLI UOMINI DI BERLUSCONI HANNO COSTRUITO IL FINTO DOCUMENTO SU FINI

Settembre 23rd, 2010 Riccardo Fucile

UOMINI DEI SERVIZI A ST.LUCIA PER SOVRINTENDERE ALL’OPERAZIONE, INVIATI DE IL GIORNALE, DOCUMENTI FALSI… LE AMICIZIE DEL PREMIER A ST. LUCIA, LA VIA SCELTA PER FAR USCIRE IL FALSO DOCUMENTO, LA RIUNIONE LA SERA PRIMA TRA BERLUSCONI, FELTRI, SALLUSTRI E LA BOCCETTA

“Ecco come gli uomini del premier hanno manovrato la macchina del fango”: l’articolo di Giuseppe D’Avanzo che ricostruisce i fatti sul falso scoop da St.Lucia

Ora, tra Berlusconi e Fini, tutto ritorna in alto mare. Come prima. Se è possibile, peggio di prima. Molto peggio.
Va per aria la pace concordata per scrivere insieme una legge immunitaria costituzionale e quindi la road map che avrebbe consentito al governo di vivacchiare per lo meno fino ai primi mesi del 2012 quando il referendum confermativo avrebbe dovuto decidere il destino della legislatura.
Che cosa è accaduto?
Perchè il presidente della Camera ha chiesto ai suoi “ambasciatori” Italo Bocchino e Giulia Bongiorno di chiudere ogni canale di comunicazione e trattativa con il ministro della Giustizia Alfano e l’avvocato del Cavaliere Ghedini? Quali evidenze hanno convinto Fini che quella trattativa politico-legislativa è una falsa trattativa, una trappola, soltanto un modo per temporeggiare in attesa che si concluda il character assassination; una parentesi tattica per dar modo agli “assassini politici” di concludere il lavoro sporco di demolizione di ogni affidabilità  pubblica del co-fondatore del Popolo della Libertà ?
La risposta che si raccoglie negli ambienti vicini al presidente della Camera non è ambigua: “Fini ha qualche prova e la ragionevole certezza che le informazioni distruttive che ogni giorno vengono pubblicate da il Giornale e Libero, controllati dal presidente del Consiglio, sono fabbricate in un circuito che fa capo direttamente a Silvio Berlusconi”.
Fini, nel pomeriggio di ieri, può dire ai suoi “ambasciatori” che quel che gli viene riferito, quel che gli viene mostrato, quel che ha accertato con indagini private non lascia spazio al dubbio.
Gli uomini più esposti nell’aggressione riferiscono passo dopo passo del loro lavoro e delle loro mosse al Cavaliere.
Che martedì, alla vigilia del titolo “Fini ha mentito, ecco le prove”, ha incontrato Vittorio Feltri e Alessandro Sallusti, i “sicari” del Giornale, e ieri Amedeo Laboccetta, il parlamentare del Pdl, vecchio esponente napoletano di An, capace di “muovere le cose” nei Caraibi grazie all’influenza di Francesco Corallo. Altro nome chiave – Francesco Corallo – di questa storia.
Figlio di Gaetano, detto Tanino, latitante catanese legato al boss di Cosa Nostra Nitto Santapaola, Francesco Corallo è nei Caraibi “l’imperatore di Saint Maarten”, dove gestisce con attività  collegate a Santo Domingo alberghi, un giornale, quattro casinò con l’Atlantis World, multinazionale off-shore, partner dei nostri Monopoli di Stato nel business (complessivamente 4 miliardi di euro) delle slot machines ufficiali.
Le mani che s’intravedono nella “macchina del fango” che muove contro Fini da mesi sono di Berlusconi, Feltri, Angelucci (editore di Libero), Laboccetta (Corallo), dicono senza cautela gli uomini del presidente della Camera.
“Non è più il tempo della prudenza. Abbiamo sufficienti informazioni per poter ricostruire che cosa è accaduto e per responsabilità  di chi”.
Gli uomini di Fini hanno isolato otto questioni “decisive per capire” e Flavia Perina, direttore del Secolo d’Italia, le ha ordinate come se fossero domande.
“È vero, come ha scritto Libero che c’è un rapporto personale tra l’ex primo ministro di Santa Lucia e Silvio Berlusconi che “deve far tremare Fini” (nell’isola di Santa Lucia è registrata la società  proprietaria dell’appartamento di Montecarlo affittato dal cognato di Fini, ndr)?
È vero, come ha scritto il Giornale il 17 settembre scorso che sono stati inviati a Santa Lucia agenti dei Servizi e della Guardia di finanza, e chi li ha mandati?
È vero che a Santa Lucia ci sono, e da tempo, inviati della testata di Paolo Berlusconi, il Giornale e del mondadoriano Panorama?
E’ vero che la lettera di Rudolph Francis, con la dicitura “riservata e confidenziale” è stata fatta filtrare alla stampa estera attraverso un sito di Santo Domingo, località  di residenza – guarda caso – di Luciano Gaucci?
E’ solo una coincidenza che Gaucci sia la “mina vagante” della stagione dei talk show, indicato negli scorsi giorni come possibile ospite eccellente di Matrix, l’Ultima Parola e persino Quelli che il calcio?
Cosa significa l’ambigua nota in coda alla lettera di Francis “le nostre indagini restano in corso in una prospettiva di una determinazione finale”?
E ancora, come è immaginabile che il ministro di un paradiso fiscale giudichi “pubblicità  negativa” la segretezza delle società  off-shore, posto che essa è il principale motivo per cui il suo Paese sta in piedi?
Dice niente a nessuno il fatto che l’attuale editore di El National, Ramon Baez Figueroa, sia anche proprietario di diverse reti televisive come Telecanal e Supercanal?”.
Gli otto dubbi retorici consentono di ricostruire il puzzle che, benchè ancora monco, Gianfranco Fini ha sotto gli occhi.
Indagini private gli hanno confermato che Giancarlo Tulliani non è il proprietario dell’appartamento di Montecarlo.
Sospiro di sollievo: il giovane cognato avrebbe sempre potuto mentirgli ostinatamente, e fino ad oggi.
Con la certezza dell’estraneità  di Tulliani, Fini ha potuto sistemare meglio le altre tessere del mosaico.
Si è chiesto: ma è ragionevole che un’isola (Santa Lucia) che vive con la leva della sua legislazione offshore si dia da fare per svelare i nomi dei proprietari di una società  registrata in quel paradiso fiscale? Un non-sense.
Epperò perchè il ministro di Giustizia scrive che è Tulliani il proprietario delle sue società  sospette? Ma è vero che questo ha scritto quel ministro? E’ autentica quella lettera o su carta intestata (autentica) è stata sovrapposto un testo apocrifo?
La lettera se la sono rigirata a lungo tra le mani, ieri, Giulia Bongiorno e Italo Bocchino e hanno concluso che o la lettera è del tutto falsa o, anche se non lo è, non aggiunge nulla di nuovo a quel che si sa perchè conferma che, secondo fonti monegasche, Giancarlo Tulliani è il “beneficiario dell’appartamento” che potrebbe voler dire soltanto che Tulliani è – bella scoperta, a questo punto – l’affittuario dell’immobile.
Gianfranco Fini è apparso più interessato a ricostruire, con le informazioni che ha a disposizione, lungo quale canale e con quali protagonisti quella lettera manipolata si sia messa in movimento consapevole che il mandante dell’assassinio politico provochi la fuga di notizie rimanendo al di fuori della mischia.
Dicono che sul tavolo intorno a cui Fini ha incontrato i suoi collaboratori sia rimasto a lungo un foglio, presto annotato con nomi, frecce, connessioni. Lo si può ricostruire così.
Uomini dei servizi segreti o della Guardia di finanza raggiungono Santa Lucia (la notizia è del Giornale).
Devono soltanto sovrintendere che “le cose vadano nel verso giusto”, che quel ministro di Giustizia dica quel che deve o fornisca le lettere con intestazione originale che necessitano.
E’ stato lo stesso Silvio Berlusconi a predisporre le cose potendo contare sul “rapporto personale tra l’ex ministro di Santa Lucia e il nostro presidente del Consiglio”.
Un legame (notizia di Libero) che “deve far tremare Fini”.
Bene, viene confezionato il falso.
Ora deve arrivare in Italia senza l’impronta digitale del mandante.
Bisogna seguire le frecce sul foglio dinanzi a Gianfranco Fini.
Da Santa Lucia la lettera farlocca (o ambigua) arriva su un sito e poi nelle redazioni di due giornali di Santo Domingo.
Da qui afferrata come per una pesca miracolosa dal sito Dagospia.
Ora – gli uomini di Fini chiedono – chi ispira Dagospia?
Credono di saperlo. Anzi, dicono di saperlo con certezza: “Dagospia, sostenuto dai finanziamenti di Eni ed Enel, è governato nelle informazioni più sensibili da Luigi Bisignani, il piduista, l’uomo delle nomine delicate, braccio destro operativo di Gianni Letta dal suo ufficio di piazza Mignanelli”.
Da Dagospia l’informazione manipolata slitterà  sulle prime pagine di Giornale e Libero. Che potranno dire: abbiamo rilanciato soltanto una notizia pubblicata dalla stampa internazionale.
Una menzogna che tace e copre e manipola quanto ormai è chiaro a tutti dal character assassination di Veronica Lario, Dino Boffo, Raimondo Mesiano, Piero Marrazzo e ancora prima di Piero Fassino. Continua »

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LA LEGGE NON E’ UGUALE PER TUTTI: LA CAMERA SALVA BERLUSCONI ANCHE DALLE QUERELE

Settembre 23rd, 2010 Riccardo Fucile

DICHIARATO “NON PROCESSABILE” PER AVER INVITATO GLI INDUSTRIALI A NON DARE PUBBLICITA’ AL GRUPPO ESPRESSO… STESSA ASSOLUZIONE PREVENTIVA PER AVER DATO DEL BUGIARDO A DI PIETRO IN MERITO ALLA SUA LAUREA… I CITTADINI NORMALI NE RISPONDONO IN TRIBUNALE, IL CHE NON IMPLICA UNA CONDANNA: LUI NON CI VA NEPPURE, COSI’ RISOLVE IL PROBLEMA

L’aula di Montecitorio ha deliberato l’insindacabilità  delle dichiarazioni di Silvio Berlusconi in occasione del convegno dei giovani di Confindustria, tenutosi a Santa Margherita Ligure il 13 giugno 2009.
E’ stato infatti approvato il parere della giunta di negare l’autorizzazione a procedere richiesta dal tribunale di Milano nell’ambito del procedimento civile aperto sulla richiesta di risarcimento danni “per concorrenza sleale” da parte del gruppo Espresso.
Il Cavaliere, davanti alla platea dei giovani industriali, aveva attaccato il gruppo Espresso, “colpevole” di creare un clima di pessimismo nel Paese. “La situazione della crisi – aveva detto il premier – è quella che conoscete. Bisognerebbe non avere un’opposizione e dei media che tutti i giorni cantano la canzone del pessimismo, del disfattismo, del catastrofismo”.
Un attacco che si era chiuso con l’esortazione agli industriali a far la loro parte, ovvero “a non dare pubblicità  a chi si comporta così”.
La Camera, inoltre, ha respinto la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del premier per gli attacchi al leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, durante ‘Porta a Porta’.
Berlusconi aveva definito bugiardo l’ex pm, mettendo in discussione la validità  della sua laurea.
Se il premier ne era cosi certo, quale migliore occasione per dimostrare in tribunale che la chiacchierata laurea di Di Pietro era taroccata?
Ha perso un’occasione per farlo forse?
O ha preferito lanciare il sasso e ritrarre la mano?
Al di là  delle valutazioni politiche e del confronto anche duro ed acceso, è legittimo cercare di danneggiare un altro gruppo editoriale concorrente invitando la platea degli industriali a boicottarne la raccolta pubblicitaria?
Anche questo stava scritto nel programma del Pdl?
E a che pagina era indicato che i processi personali si evitano?
La regola vale per tutti i rappresentanti del Pdl o solo per il premier?
Scusate ma non riusciamo a trovarlo nel programma.
E questa sarebbe una destra?
Ma dov’è finita la destra che poteva camminare a testa alta, senza tacchi e cerone?
Dov’è finita la destra del popolo, dei cittadini onesti, la destra della solidarietà , della legalità , della difesa delle istituzioni, dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, la destra anti-Casta e anti-privilegi?

argomento: Berlusconi, Giustizia, la casta, Parlamento, PdL, Politica, radici e valori | 1 Commento »

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