IL MARANZA BIANCO E BIONDO
IL RIPUDIO DI TRUMP DA PARTE DEI SOVRANISTI NOSTRANI CHE HANNO MANDATO AVANTI IL BULLO DEL GRUPPO, IL MARANZA DEI MILIARDARI E ORA CHE E’ TORNATO LACERO E PESTO SI RICHIAMANO ALLA DEMOCRAZIA LIBERALE
È piuttosto divertente il ripudio di Trump da parte di noti trumpisti, anche nostrani, che
d’improvviso, come per incanto, si richiamano ai valori della democrazia liberale.
È come se avessero mandato avanti quello manesco, il bullo del gruppo, il maranza dei miliardari (bianco e biondo, così sono i maranza ricchi). E vedendolo tornare a casa lacero e pesto, per darsi un contegno scuotono la testa: benedetto figliolo, non te l’avevamo detto che non è questa la maniera di fare politica?
No, non glielo avevate detto. Esattamente al contrario, vi eravate messi in testa il cappellino Maga, o indossato la tshirt “Dio Patria Famiglia”. E ci avevate spiegato, a noi mediocri benpensanti dem, che l’aggressività, le intimidazioni, gli insulti, la prevaricazione, sono solo una maniera schietta, non ipocrita, di fare politica. Che il popolo non è fatto per le smancerie e i minuetti, il popolo parla dritto e parla chiaro. Che non è razzismo, braccare gli immigrati come prede da snidare: è ordine pubblico. È autodifesa.
E quell’omone volgare che, appena insediato, disse «fanno tutti la fila per baciarmi il culo», lo avete applaudito e lo avete raccontato, sui vostri giornali diretti e schietti, come il campione della Nuova Politica, quella che non sa cosa farsene delle bellurie della democrazia e delle fisime dei radical chic.
Beh, ce ne fosse uno, dei trumpisti italiani, che rivendica di averlo applaudito, e aggiunge di essere dispiaciuto della sua sconfitta. E ce ne fosse uno, dei repubblicani americani che lo hanno blandito e subìto per puro codismo nei confronti del vincente, che adesso, da perdente, ha il buon gusto di difenderlo.
(da Repubblica)
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