Marzo 30th, 2013 Riccardo Fucile
“IL LEADER PD PIU’ AUTOREVOLE DI ALTRI E POI LA FIDUCIA SI PUO’ SEMPRE REVOCARE”
A rompere il muro del falso unanimismo, costruito ad arte per la stampa e riflesso condizionato di un Movimento che si sente sotto assedio, è stata la mano alzata timidamente da una senatrice gentile e ragionevole, sconosciuta ai più.
Nella sala damascata di Palazzo Madama, Alessandra Bencini, infermiera di Firenze, ha fatto un gesto semplice, democratico: ha votato in difformità dalla maggioranza dei suoi colleghi.
Un braccio alzato contro 52 immobili.
Gesto considerato quasi un tabù nel Movimento di Grillo, tanto da venire nascosto pudicamente, come fosse vergogna, insieme a quello di altri 4 omologhi del Senato. Gesto che lei stessa fatica a rivendicare, negando un’intervista vera, perchè per i 5 Stelle «la fanno solo i capigruppo».
Alla fine, però, accetta di parlare, sia pure malvolentieri, spossata dal peso che sopporta.
E con una prospettiva nebulosa, risolta provvisoriamente qualche ora dopo dalla rinuncia di Bersani: «Se dovessi votare in Aula una mozione di fiducia? Non lo so, non ho deciso. Dovrei riparlarne con i colleghi. Lo so che in caso di voto difforme alla decisione del gruppo rischierei l’espulsione. Ma prima di finire dentro la gogna mediatica, se davvero dovessi votare diversamente, rimetterei il mandato. Del resto non voglio fare la parlamentare a lungo, ho un lavoro che mi piace».
La Bencini non ha subito processi: «I colleghi non mi hanno fatto ostracismo, nè mi hanno tolto il saluto. Mi hanno chiesto di spiegare le mie ragioni».
Ed eccole: «Ho votato sì alla mozione “se Bersani ci presenta una buona squadra si discute o no?”.
Perchè penso che si possa essere intransigenti in modo positivo.
Aprirsi a un dialogo con le altre forze. È vero che abbiamo sempre detto che non facciamo alleanze con nessuno, ma bisogna pur partire, uscire dallo stallo. Serve uno start up. E la fiducia si può sempre revocare».
La Bencini ha un atteggiamento aperto, forse un po’ ingenuo, forse no: «Io sono fatta così. Sono una persona positiva, ottimista. Certe dinamiche oscure non le capisco. Tendo a fidarmi. E mi fido più a sinistra che a destra. Bersani lo vedo più autorevole, meno compromesso di altri».
Del resto la sua provenienza è quella: «Ho votato Pds, Prodi e Bertinotti, prima che facesse quel bel servizio al centrosinistra. Poi ho votato Pd e l’ultima volta Italia dei Valori».
Al Movimento 5 Stelle si avvicina nel 2007.
Gli spettacoli di Grillo la commuovono: «Beppe mi faceva ridere e piangere. Mi dicevo: ma in che Paese siamo?».
L’avvicinamento vero è con i meet up: «Lì ho incontrato persone tranquille, non invasate, dentro un contesto sociale, non sfigati nullafacenti».
Bocciata nel 2009 alle Comunali («ero una riempilista»), la Bencini prende 126 voti alle Parlamentarie: «Non c’era una gran corsa a candidarsi, a quei tempi. Servivano donne per fare equilibrio ed eccomi qui».
Ed eccoci qui, in Senato: «Esperienza abbastanza traumatica, per una abituata a stare in sala operatoria per le emergenze H24. E poi le mie conoscenze sono limitate all’ambito sanitario, inutile nasconderlo. Ho un gran vuoto: c’è da lavorare per riempirlo, bisogna studiare».
Lei ci prova, con passione: «Si può fare tutto, se c’è buona volontà e buona fede». Anche perchè c’è da cambiare il Paese: «Io non me ne vo’ dall’Italia. Voglio tornare a fare l’infermiera in un Paese migliore».
Un governo, prima o poi, ci vuole: «Se il capo dello Stato ci presenterà un candidato credibile, con una buona squadra, perchè non provare?».
A lei piacerebbe un premier come Salvatore Settis: «Ho amato molto il suo libro, “Azione popolare per il bene comune”».
Comincia così: «Indignarsi non basta». La Bencini tiene in alto il braccio. Anche se è faticoso e ti espone agli sguardi degli altri.
Un braccio alzato per dire che si potrebbe fare di più: «Però non so. Sono inesperta, gli altri ne sanno più di me. Forse sono io che sbaglio. Forse sono io che non capisco».
Alessandro Trocino
(da “il Corriere della Sera”)
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Marzo 30th, 2013 Riccardo Fucile
ECCO L’ELENCO DI CHI CONTINUA A MANTENERE DOPPI INCARICHI
Senatore e consigliere regionale, Senatore e assessore, Senatore e sindaco. 
E le combinazioni possono essere anche più fantasiose ancora.
Si può arrivare perfino a tre incarichi istituzionali svolti in contemporanea (da far invidia a Padre Pio, in quanto a dono dell’ubiquità ).
In un momento storico in cui il tema dei “tagli ai costi della politica” è una priorità (reale o solo di facciata), ci sono parlamentari che percepiscono stipendi, indennità , gettoni di presenza e vitalizi mentre siedono comodamente su due o più poltrone. Senza contare i rimborsi per le spese per alloggio, per il vitto, per lo staff.
E se proprio dovesse capitare di dover pagare, non mancano diffuse scontistiche o, talvolta, con ti gratis offerti dai ristoratori compiacenti.
I parlamentari, senatori o deputati che siano, non possono presiedere più di un seggio istituzionale.
Lo dice il 122mo articolo della Costituzione. lo ribadiscono gli articoli 1 e 2 della legge 60/1953 (almeno nel loro senso generale), l’articolo 62 del decreto legislativo 267/2000 e lo afferma a più riprese anche la Corte Costituzionale.
Eppure, ci risulta che siano più di trenta i Senatori che non si accontentano di una sola “cadrega“.
Senatori “incostituzionali“, per così dire:
Aiello Pietro PDL Senatore; Assessore regionale (Calabria)
Albertini Gabriele Con Monti per l’Italia Senatore; Parlamentare europeo
Arrigoni Paolo Lega Nord Senatore Sindaco Calolziocorte (LC); Consigliere della Provincia di Lecco
Bellot Raffaela Lega Nord Senatore; Consigliere comunale a Pedavena (BL)
Bilardi Giovanni Grande Sud Senatore; Consigliere regionale in Calabria
Bisinelli Patrizia Lega Nord Senatore; Consigliere comunale a Castelfranco Veneto
Bitonci Massimo Lega Nord Senatore; Consigliere comunale a Cittadella (PD)
Briglia Claudio PD Senatore; Sindaco di Crevalcore (BO)
Candiani Stefano Lega Nord Senatore; Consigliere Comunale a Tradate (VA)
Cardinali Valerdia PD Senatore; Assessore comunale a Perugia
Cardini Antonio PDL Senatore; Assessore regionale in Calabria
Cassano Massimo PDL Senatore; Assessore regionale in Puglia
Centinaio Gianmarco PDL Senatore; Assessore comunale a Pavia
Cirrinnà Monica PDL Senatore; Consigliere comunale a Roma
Compagnone Giuseppe PDL Senatore; Sindaco di Grammichele (CT)
Consiglio Nunziante Lega Nord Senatore; Assessore comunale di Cazzano Sant’Andrea (BG)
D’Adda Erica PD Senatore; Consigliere comunale di Busto Arsizio (VA)
D’Anna Vincenco PDL Senatore; Consigliere comunale di Santa Maria a Vico (CE)
De Monte Isabella PD Senatore; Sindaco di Pontebba (UD)
Garavaglia Massimo Lega Nord Senatore; Consigliere comunale di Marcallo con Casone
Mantovani Mario PDL Senatore; Sindaco comunale di Arconate (MI)
Bruni Francesco PDL Senatore; Consigliere della Provincia di Lecce, Consigliere comunale a Otranto
Chiavaroli Federica PDL Senatore; Consigliere comunale a Pescara
Cucca Giuseppe Luigi Salvatore PD Senatore; Consigliere regionale in Sardegna
Dalla Tor Mario PDL Senatore; Vicepresidente della Provincia di Venezia
Faviero Nicoletta PD Senatore; Consigliere comunale a Biella
Ferrara Elena PD Senatore; Consigliere comunale a Oleggio
Fornaro Federico PD Senatore; Sindaco di Castelletto D’Orba; Consigliere della Provincia ad Alessandria
Fravezzi Vittorio Aut (SVP,UV,PATT,UPT) PSI Senatore, Sindaco di Dro, Componente del Consiglio delle Autonomie della Provincia Autonoma di Trento
Iurlaro Pietro PDL Senatore; Consigliere comunale di Francavilla Fontana; Consigliere regionale in Puglia
Langella Pietro PDL Senatore, Assessore nella Provincia di Napoli
Laniece Albert Aut (SVP,UV,PATT,UPT) PSI Senatore, Assessore regionale in Valle D’Aosta
Manassero Patrizia PD Senatore, Consigliere comunale a Cuneo
Munearo Emanuela Lega Nord Senato, Consigliere comunale Ledinara
Manarin Marco PDL Senato; Consigliere comunale di Padova
Panizza Franco Aut (SVP,UV,PATT,UPT) PSI Senato; Assessore Provincia autonoma di Trento
Piccoli Giovanni PDL Senato; Sindaco di Sedico
Spilabotte Maria PD Senato; Consigliere comunale a Frosinone
Stefà no Dario Sinistra Ecologia e Libertà Senato; Assessore regionale in Puglia
Susta Gianluca Scelta civica per l’Italia Senato; Deputato europeo
Uras Luciano Sinistra Ecologia e Libertà Senato; Consigliere regionale in Sardegna
Zizza Vittorio PDL Senato; Sindaco di Carovigno
Che facciamo? Cambiamo la Costituzione o cambiamo i Senatori?
Andrea Montefiori
(da “byoblu.com“)
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Marzo 30th, 2013 Riccardo Fucile
PENSANDO A NUOVE ELEZIONI MEGLIO LA PLATEA DELLA DE FILIPPI CHE I TALK SHOW POLITICI
Prima il mistero, nato in mattinata con un tweet di Paolo Calvani, responsabile comunicazione di Mediaset: «Sorpresa: Matteo Renzi sarà presto ospite di un noto programma tv di intrattenimento di prima serata».
Nel primo pomeriggio la soluzione, con la risposta al «dove e quando».
Il sindaco di Firenze sarà ospite della prima puntata della nuova edizione di «Amici 12», il programma di Maria De Filippi in onda su Canale 5 dal 6 aprile.
La trasmissione sarà però registrata domani sera.
Ma che ci andrà a fare «il rottamatore» tra i ragazzi di Maria?
Escluso che balli, improbabile che canti, risponderà alle domande dei ragazzi sui temi dell’impegno politico e amministrativo.
Una mossa a sorpresa per cercare di essere vicino alle nuove generazioni con la partecipazione a una delle trasmissioni più amate dagli under 30.
Inutile dire che la scelta di Renzi ha scatenato prima stupore e poi le ironie, specie sul web, soprattutto sulle motivazioni che hanno spinto il politico ad accettare l’invito della De Filippi. Detrattori e sostenitori, però, sono concordi che si tratta della prima mossa di una nuova campagna elettorale.
È proprio il numero di telespettatori ad aver convinto il rottamatore a salire su un palco per lui inconsueto.
«Amici» serale può contare su una platea che non è mai scesa sotto i cinque milioni di telespettatori e con il cast di stelle previste quest’anno in giuria o come ospiti, Renzi si assicura il risultato della visibilità massima.
Ormai ospite fisso nei principali talk show politici non è la prima volta che il sindaco toscano accetta di frequentare la tv «leggera».
In passato era intervenuto a «Quelli che» su Rai2 e «Il Volo in diretta» su Rai3.
Dai corridoi degli studi Elios, quartier generale della trasmissione c’è soddisfazione per la presenza del dirigente Pd che conosce bene il mondo di «Amici».
Il successo del programma è, tra l’altro, il miglior esempio di trasversalità .
Dai ragazzini di 14 anni alle madri di 45 sino alle nonne di settant’anni tutti vengono catturati dalle avventure musicali e danzanti dei giovani allievi.
«È un’occasione per vedere all’opera dei giovani talenti – dice una delle signore del pubblico che da anni frequenta lo studio – e quando li guardo è un po’ come se applaudissi mio figlio, piangessi o mi arrabbiassi per lui».
È anche a queste mamme che Renzi parlerà sabato sera, conscio della loro importanza per perseguire un obiettivo: la crescita della sua popolarità presso un pubblico in parte lontano dalla vecchia politica.
Luca Dondoni
(da “La Stampa“)
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