Agosto 10th, 2018 Riccardo Fucile
700 TONNELLATE DI RIFIUTI SONO ANCORA ALLA STAZIONE DI ROMA SMISTAMENTO
Un treno che ha a bordo 700 tonnellate di monnezza fermo a Villa Spada da due mesi. Si tratta
dei rifiuti prodotti in un giorno e mezzo dai romani e doveva andare in Germania nell’ambito degli accordi stipulati da AMA per bruciare i rifiuti di una città che non è autosufficiente nonostante una delle TARI più alte d’Italia.
Ma è ancora lì alla stazione Roma Smistamento sulla Salaria a causa di un contenzioso con ENKI che, secondo le ultime notizie trapelate dal Campidoglio, doveva essere risolto.
E invece è ancora lì. Il problema, racconta oggi il Messaggero, è che l’intesa era basata su un prezzo, 130 euro a tonnellata, che non è più attuale perchè il mercato è cambiato, le tariffe sono lievitate a causa della concorrenza della Gran Bretagna in cerca di impianti.
C’è un contenzioso in corso tra Enki ed Ama, uno dei tanti che le partecipate romane si trovano a dover affrontare, ma questo ha avuto un effetto devastante.
Che si va a incrociare con il problema più annoso della zona, ovvero quello del TMB Nuovo Salario.
Il presidente del III municipio di Roma Giovanni Caudo, che ieri pomeriggio ha fatto un sopralluogo, va all’attacco: “Fortunatamente il treno non è maleodorante — riferisce — evidentemente perchè non contiene umido”. In ogni caso il suo j’accuse è forte e riconducibile sempre all’impianto di trattamento meccanico biologico al Salario: “Si è passato il limite, siamo all’irresponsabilità totale, i cittadini del Municipio III e ormai anche quelli del II Municipio sono infestati dai miasmi dell’impianto di trattamento dei rifiuti indifferenziati che si trova sulla Salaria, a poche centinaia di metri dalle case e dalle finestre di migliaia di cittadini”.
Già , perchè il TMB Nuovo Salario viene utilizzato, e non da oggi, come discarica.
Nel 2016 al Salario si lavoravano in media circa 300 t/giorno, nel 2017 si è passati a oltre 520 t/g, un incremento che avviene a fronte di un calo della quantità di rifiuto indifferenziato (-26.300 t). Per avere un’idea, si è passati da una media di circa 60 camion al giorno che entrano al Salario a quasi 90 camion al giorno, uno ogni 7 minuti.
Il problema del treno è stato affrontato finalmente ieri da AMA dopo le dichiarazioni di Caudo. Manco a dirlo, garantendo una soluzione a breve: «I rifiuti contenuti nel treno presente presso la stazione ferroviaria Roma Smistamento saranno inviati a corretto smaltimento nei prossimi giorni.
Sono state attivate da parte di tutti i soggetti interessati (Germania, Regione, Ama) tutte le azioni per dare soluzione ad una situazione imprevista ed imprevedibile. Il treno è rimasto fermo per intervenuta indisponibilità dell’Autorità di destino (Germania)».
Intanto il TMB è ancora pieno ben al di sopra della normale portata. E ad agosto di solito viene svuotato per l’aumento di produzione che ci si aspetta a settembre. Invece per adesso è rimasto ancora tutto così. In attesa dell’emergenza.
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 10th, 2018 Riccardo Fucile
DALL’ACCOMPAGNAMENTO ALLA FRONTIERA ALL’ALLONTANAMENTO VOLONTARIO FINO AL REATO DI CLANDESTINITA’ CON OBBLIGO DELL’AZIONE PENALE: NORME SBAGLIATE E INAPPLICABILI, MA NESSUNO HA IL CORAGGIO DI CAMBIARLE
Nei giorni scorsi abbiamo seguito un paio di rimpatri forzati, uno in Tunisia e uno in Nigeria.
Non abbiamo ancora parlato del perchè è così difficile rimandare a casa chi non ha il diritto di rimanere nel nostro Paese.
Immaginate di dover scrivere una legge sull’immigrazione per impedire di risolvere il problema dei clandestini. Una legge che impedisca, di fatto, l’espulsione degli irregolari.
Lasciate perdere, non perdete tempo. Quella legge esiste già . Si chiama Bossi-Fini. Se è molto difficile espellere le persone lo dobbiamo proprio a quella legge e alle norme successive.
Non ci credete? Rileggiamo la storia di questo Paese in tema di espulsioni. Cominciando con il numero degli irregolari in Italia.
Il valore è passato dalle 750 mila unità del 2002 alle 491 mila del 2017. A partire dal 2011 si è avuta un’importante riduzione, per poi riguadagnare numerosità dopo il 2013, per effetto della crescita degli sbarchi.
Tenete conto che nel frattempo la popolazione straniera regolarmente residente in Italia è notevolmente aumentata.
Da meno di un milione e mezzo nel 2002, a più di tre milioni e mezzo nel 2010, a cinque milioni nel 2017.
Dal 2,4% nel 2002, al 6,2% nel 2010, all’8,3% nel 2017.
A partire dagli anni ottanta ci sono state sanatorie, regolarizzazioni e decreti flussi. Per esempio i 647mila immigrati regolarizzati con legge Bossi-Fini (legge 189/2002). E’ stata la sanatoria più ampia mai realizzata in Europa. (credo uguagliata da una spagnola nel 2005).
Il decreto flussi del 2006 portò in Italia 170.000 cittadini stranieri. Visto che le domande erano state (come sempre) molte di più, ci fu il decreto flussi del governo Prodi che regolarizzò le domande eccedenti (altri 350.000).
Dopo il numero di irregolari, vediamo ora il numero delle espulsioni.
Con l’introduzione della legge Bossi-Fini del 2002 è diventato sempre più difficile espellere gli irregolari.
Il motivo? Perchè la Bossi-Fini contiene qualcosa di irrealizzabile. Per la legge tutte le espulsioni vanno effettuate con accompagnamento alla frontiera. E non è possibile. Per i costi esorbitanti e perchè mancavano (mancano tutt’ora) accordi con tutti i Paesi di provenienza.
Si potevano peggiorare le cose? Certo. Visto che non si riusciva ad espellere la gente, nel 2011 pensarono bene di introdurre un decreto legge, l’89/2011. Quel decreto sostituì, all’espulsione forzata, l’allontanamento volontario.
Non è tutto. Nel frattempo nel 2009 si erano inventati il reato di clandestinità .
Con una differenza rispetto agli altri paesi. L’obbligatorietà dell’azione penale. E ci hanno messo pure un’ammenda. Che nessuno è in grado di pagare.
Con il reato di clandestinità deve esserci un processo anche quando magari c’è una minima possibilità di espulsione immediata. Nel frattempo nessuno può essere messo in carcere nemmeno in via temporanea con l’arresto. Tutti in giro in attesa del processo.
La Bossi-Fini è una legge sbagliata. Ha ridotto notevolmente la possibilità di espellere i clandestini. Per non parlare della altre norme, come il foglio di via e il reato di clandestinità .
Il problema vero però è un altro. Tutti sanno che quelle norme sono sbagliate o inapplicabili. Ma nessuno si preoccuperà mai di cambiarle.
Quelle norme, per ragioni politiche, sono state fatte passare come autentici cani da guardia contro l’immigrazione illegale. E la gente ci ha creduto. E vi dirò di più.
I clandestini in Italia sono effettivamente un problema. Quando diventano schiavi nei campi o quando vengono arruolati nella criminalità . O quando sono costretti, senza alternative, a delinquere anche solo per mangiare.
E’ giunto il momento di smetterla di usarli come capri espiatori per i propri tornaconti politici. E fare nuove leggi. Che mettano al primo posto la soluzione del problema, e non il proprio consenso e il numero dei voti alla prossima tornata elettorale.
Va beh, come non detto.
Johannes Bà¼ckler
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 10th, 2018 Riccardo Fucile
AOSTA, ARRESTATI TRE ITALIANI, PAGAVANO I MINORENNI FINO A 200 EURO
Li adescavano online con la promessa di guadagnare 50, 100, 200 euro. Incuranti del fatto che
fossero appena adolescenti.
La contropartita era un rapporto sessuale che veniva organizzato sul web attraverso siti specializzati.
Per gli incontri, dove si consumavano i rapporti, venivano scelti sempre luoghi diversi ovviamente nascosti e appartati. Erano tutti minorenni i ragazzi adescati da una banda di tre malviventi arrestati oggi dalla Polizia di Aosta.
L’attività di indagine, iniziata nel 2017 e condotta anche attraverso strumenti informatici e telematici, ha permesso di appurare l’esistenza di una rete di prostituzione minorile di cui gli arrestati hanno ripetutamente approfittato pur essendo a conoscenza dell’età delle vittime.
Gli incontri venivano organizzati tramite annunci on line su siti web specializzati. A fronte delle prestazioni sessuali, i giovani erano pagati con una somma variabile, dai 50 ai 200 euro.
Le modalità di approccio e la forte probabilità di reiterazione dei reati hanno portato all’emissione delle misure cautelari. I tre sono stati condotti in carcere. I tre arrestati, in base alle indagini della polizia, avevano conosciuto online i minorenni.
Si tratta di adolescenti che all’epoca dei fatti avevano almeno 14 anni. Nessuno di loro era in particolare situazione di disagio sociale o familiare.
Tra i destinatari di ordinanza di custodia cautelare c’è anche chi è residente fuori dalla Valle d’Aosta. I tre arrestati non formavano un’organizzazione e forse non si conoscevano neppure. Le indagini della Squadra mobile di Aosta sono state coordinate dalla procura di Torino.
(da agenzie)
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Agosto 10th, 2018 Riccardo Fucile
LA VITTIMA E’ UNA MANAGER DI ALTA MODA FRANCESE, IL VIOLENTATORE UN CITTADINO AMERICANO
Non solo l’abuso, ma per commettere la violenza la vittima è stata drogata con la cosiddetta polverina dello stupro e quindi violentata in una suite di uno degli hotel di lusso di Capri.
I fatti sarebbero avvenuti una ventina di giorni fa, come si racconta su “Il Mattino”, e a denunciarli è stata una manager di un’azienda di alta moda francese di 33 anni che da tempo passa le sue vacanze nell’isola.
La donna ha denunciato al Commissariato un cittadino americano, nel frattempo rientrato in patria, e vi sarebbero diversi riscontri, tra l’altro la turista è stata sottoposta ad analisi e controlli medici.
Dopo la terribila vicenda dello stupro del branco a Sorrento, un’altra violenza in un grande albergo.
L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Barbara Aprea e vede impegnati polizia e carabinieri. Acquisite le immagini delle telecamere di sorveglianza sia all’interno che all’esterno dell’hotel.
(da Globalist)
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Agosto 10th, 2018 Riccardo Fucile
UN INCUBO DURATO DUE ANNI, SEI IN MANETTE
Ha subito per due anni. Da quando aveva 14 anni. Due anni di inferno. 
Ridotta in schiavitù e stuprata dal branco a Vasto, in provincia di Chieti. La vittima è una sedicenne che ha avuto il coraggio di denunciare l’accaduto ai carabinieri.
Dal racconto è emerso che sei suoi coetanei la costringevano ad avere rapporti sessuali sotto la minaccia di pubblicare foto e video ripresi a sua insaputa durante le violenze.
I primi due sono stati arrestati a giugno: rinchiusi nell’istituto per minori di Casal del Marmo di Roma, sono accusati tra l’altro di concorso in riduzione in schiavitù, violenza sessuale di gruppo e cessione di stupefacenti.
Oggi altri quattro schifosi – due di Vasto, gli altri di San Salvo e Paglieta – sono stati posti agli arresti domiciliari: tre hanno 17 anni e uno solo è diventato da poco maggiorenne. A incastrare gli stupratori, nell’ambito dell’inchiesta della procura dei minori dell’Aquila le immagini conservate sui cellulari che li ritraggono durante le violenze alla ragazzina che avvenivano in garage, in campagna e locali abbandonati
La 16enne, ha riferito il maggiore Amedeo Consales dei Carabinieri di Vasto, grazie al consiglio di un’amica, alla quale solo in parte era riuscita a raccontare del dramma, si è rivolta ai militari dell’Arma. La madre della vittima era invece completamente all’oscuro del fatto.
Tutto è partito alla fine dell’estate del 2016. Come ha raccontato ai carabinieri, la ragazzina, all’epoca 14enne, ha iniziato una relazione con un coetaneo di poco più grande. I primissimi approcci sono stati ripresi a sua insaputa con un cellulare, così il giovane ha iniziato a usare il video come arma di ricatto per avere prestazioni a sfondo sessuale in seguito insieme ad altri minorenni.
In un’occasione alla giovane è stata data anche della cannabis per disinibirla e una nuova ulteriore foto a sua insaputa è stata scattata e usata come nuovo strumento di ricatto.
(da Globalist)
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