Destra di Popolo.net

TERZO VALICO: I VOLTAGABBANA GRILLINI HANNO CAMBIATO IDEA

Novembre 12th, 2018 Riccardo Fucile

IN CAMPAGNA ELETTORALE DI MAIO DISSE: CHE “ANDAVA MESSO DA PARTE”… ORA I CINQUESTELLE LIGURI ELETTI CON I VOTI DEI “NO TERZO VALICO” ANNUNCIANO IL SI’

Il sì del governo al Terzo Valico è imminente.
Nonostante la sparizione dei soldi per il finanziamento dal Decreto Genova, l’infrastruttura oggetto — come la TAV — dell’analisi costi-benefici non sarà  ostacolata dal MoVimento 5 Stelle perchè “ormai tornare indietro costerebbe più che continuare”.
Ovvero, per lo stesso motivo per il quale è arrivato l’ok al TAP nonostante le promesse elettorali.
Si profilano all’orizzonte quindi nuove contestazioni dagli attivisti per la consigliera regionale Alice Salvatore, già  presa di mira di recente come la ministra Lezzi dai No TAP: impossibile per loro dimenticare quando in campagna elettorale Di Maio promise di fermare i lavori del Terzo Valico dei Giovi (TAV Tortona-Novi Ligure-Genova).
In campagna elettorale Di Maio disse che il Terzo Valico “andava messo da parte” e gli andava preferito “il potenziamento della linea attuale Genova-Milano”.
Invece   l’opera infrastrutturale ferroviaria, già  realizzata per il 40% e finanziata per i 5/6 verrà  completata: al di là  dell’esito dell’indagine della commissione “costi-benefici”, il ministro Danilo Toninelli è pronto a confermare l’”imprimatur” all’opera.
La Repubblica Genova racconta oggi che la portavoce regionale del Movimento Cinque Stelle starebbe nelle ultime ore comunicando febbrilmente con i suoi per cercare di spiegare, in effetti, come poter “digerire” e soprattutto “far digerire” il via libera a 5   Stelle al Terzo Valico all’elettorato che li ha votati anche per la loro irresolubile posizione.
Una via d’uscita, secondo la strategia della Salvatore, potrebbe essere rappresentata dalle penali, che dovrebbero essere pagate nel caso in cui l’opera venisse bloccata. Recitando dunque lo stesso canovaccio già  visto con il gasdotto Tap, per cui il vicepremier Luigi Di Maio ha dichiarato di essere costretto a dare il via libera all’opera proprio per le altissime penali che il governo dovrebbe pagare, costringendolo, in caso di stop, a definanziare, addirittura, il reddito di cittadinanza.
Ovviamente delle penali si poteva sapere ben prima della campagna elettorale e ovviamente nonostante ciò si è promesso a vanvera come se non ci fosse un domani.
Ma se va bene agli italiani, va bene a tutti.

(da “NextQuotidiano”)

argomento: Costume | Commenta »

COME HA FATTO DI MAIO A DIVENTARE GIORNALISTA?

Novembre 12th, 2018 Riccardo Fucile

DOVE HA SCRITTO I 70 ARTICOLI RICHIESTI E DOVE SONO LE RICEVUJTE DI PAGAMENTO PER I PEZZI CHE AVREBBE SCRITTO?… SENZA QUELLI NON SI PUO’ DIVENTARE GIORNALISTI PUBBLICISTI

Dopo l’assoluzione in primo grado della sindaca di Roma Virginia Raggi Luigi Di Maio si è lasciato andare ed è tornato — come da tradizione del MoVimento 5 Stelle — a prendersela con quegli “infimi sciacalli” dei giornalisti.
Il Capo Politico del MoVimento 5 Stelle ha scritto sull’house organ del partito che sulla Raggi sono state scritte pagine e pagine di fake news da parte di «giornalisti di inchiesta diventati cani da riporto di mafia capitale, direttori di testata sull’orlo di una crisi di nervi, scrittori di libri contro “la casta” diventati inviati speciali del potere costituito».
Curiosamente Di Maio non fa nessun esempio di fake news sulla Raggi e alcun nome dei presunti sciacalli.
Quella dei giornalisti del resto è una categoria assai varia alla quale appartengono diversi pentastellati, a partire dal capo della comunicazione Rocco Casalino (giornalista professionista dal 2007) fino all’ex giornalista Mediaset (e oggi senatore) Emilio Carelli passando per Gianluigi Paragone, già  direttore de La Padania, il quotidiano — che riceveva finanziamenti pubblici — della Lega Nord.
Del resto è noto che per il M5S i giornalisti sono servi solo quando si candidano con gli altri partiti.
Non figurano tra gli iscritti all’albo invece l’ex Iena Dino Giarrusso e l’ex deputato Alessandro Di Battista oggi autore di prestigiosi “reportage” per il Fatto Quotidiano che in un vecchio curriculum scriveva “dal 2011 collaboro come giornalista con il blog di Beppe Grillo”.
Tra i giornalisti pubblicisti del MoVimento 5 Stelle figura anche un certo Luigi Di Maio, iscritto all’Ordine dei giornalisti della Campania, nato il 06 luglio 1986 e iscritto all’albo dal 4 ottobre 2007.
Non è un caso di omonimia, è proprio lui come del resto si evince dal sito della Camera e dai curricula pubblicati in questi anni dall’attuale vicepremier, ministro del Lavoro e ministro dello Sviluppo Economico.
Ad esempio nello scarno curriculum pubblicato sul sito del MISE Di Maio scrive di essersi iscritto nel 2007 all’Ordine dei giornalisti come giornalista pubblicista.
Più dettagliata la descrizione fornita su Rousseau dove il futuro Capo Politico del M5S fa sapere di aver scritto, in qualità  di pubblicista, di fatti di cronaca locale.
Non sappiamo però dove e per quale testata Luigi Di Maio abbia scritto.
Fino ad ora l’unico articolo emerso dal Web è quello — datato maggio 2010 e pubblicato sul giornalino dell’associazione universitaria da lui fondata — nel quale tesseva le lodi del liberismo e della flessibilità .
Qualche giorno fa il Giornale ci informava che il vicepremier avrebbe “mosso i primi passi nel giornalismo con un settimanale locale, Paese Futuro, che ha sede a Pomigliano d’Arco“.
Potrebbe essere questo il giornale dove Di Maio scriveva di cronaca locale visto che ha sede proprio nella sua città  natale?
Il settimanale — una testata edita inizialmente da PF Information Soc. Coop. (fino al 2010) e successivamente da Eco Media Srl (fino al 2013) — ha però cessato le pubblicazioni nel 2013.
Su Internet rimangono poche tracce, il sito è offline e ovviamente l’account Twitter risulta fermo al novembre del 2013.
Qualcosa è possibile reperire tramite servizi di archiviazione come WebArchive ma al momento non sono spuntati fuori articoli firmati da Luigi Di Maio.
Eppure ce ne dovrebbero essere perchè in base a quanto previsto dall’Ordine dei Giornalisti della Campania per poter presentare la domanda di iscrizione è necessario indicare gli ultimi due anni di collaborazioni giornalistiche (che non devono essere necessariamente svolte presso la stessa testata) la copia delle ricevute di tutti i compensi giornalistici (ovvero non vale lavorare e scrivere gratis) e l’elenco firmato dal direttore di almeno 70 articoli firmati o siglati.
Insomma il futuro pubblicista non è tenuto a superare l’esame (quello è riservato invece ai giornalisti professionisti) ma deve in ogni caso dimostrare di aver scritto una certa quantità  (non impressionante) di articolo nell’arco di due anni e di aver ricevuto un compenso per il lavoro svolto.
Su Facebook c’è un profilo personale “Paese Futuro Paolo” che sembra collegato al settimanale.
Le uniche notizie su Di Maio però sono quelle riguardanti la sua elezione a vicepresidente della Camera (anche perchè poco dopo il giornale ha cessato le pubblicazioni) a parte un post del settembre 2012 che dà  notizia della presentazione del film documentario “Il commercio a Pomigliano D’Arco” già  citato nel curriculum del vicepremier su Rousseau.
Leggendo quel poco che si può trovare su WebArchive riguardo a Il Paese Futuro però non ci sono prove concrete che — come scrive il Giornale — Luigi Di Maio abbia lavorato proprio presso quella testata, che non è certo l’unica ad occuparsi di cronaca locale.
Il dubbio lo può sciogliere a quel punto solo Luigi Di Maio che in nome della trasparenza e dell’onestà  potrebbe farci leggere quello che ha scritto e indicare per quale giornale ha lavorato prima di intraprendere la sua sfolgorante carriera di redattore di liste di proscrizione di giornalisti nemici del MoVimento 5 Stelle. Facendolo potrebbe senza dubbio salvare qualcuno di quelli che Di Battista (in un post condiviso da Di Maio su Facebook) definisce «pennivendoli che non si prostituiscono neppure per necessità , ma solo per viltà ».
Nel frattempo il consiglio di disciplina dell’Ordine dei Giornalisti della Campania si riunirà  nel corso della settimana per esaminare il deferimento di Luigi Di Maio, giornalista pubblicista, proposto dal presidente dell’Ordine della Campania, Ottavio Lucarelli.

(da “NextQuotidiano”)

argomento: Costume | Commenta »

ANDATE IN PENSIONE CON QUOTA 100? RICEVERETE DAL 5% AL 34% IN MENO. E IL COSTO SALE DA 7 A 13 MILIARDI

Novembre 12th, 2018 Riccardo Fucile

SE NON ARRIVATE A FINE MESE, TUTTI A PRANZO E CENA DA SALVINI… MA IL SERVIZIO STIRO CAMICIE E’ SOSPESO, COMPRATEVI IL FERRO E PROVVEDETE DA SOLI

La finestra di “quota 100” che il governo si prepara ad aprire nel 2019 per permettere di andare in pensione in anticipo rispetto ai requisiti attualmente in vigore rischia di costare caro ai futuri pensionandi.
I conti li ha fatti l’Ufficio Parlamentare di Bilancio che in audizione oggi sulla Manovra ha provato a simulare gli effetti dell’entrata in vigore della misura.
Secondo le stime dell’Upb, il taglio all’importo può variare da un minimo del 5,06% in caso di pensionamento con un solo anno di anticipo rispetto alla Legge Fornero, fino a un massimo del 34,17% nel caso di anticipo di 6 anni.
Una sforbiciata che dipende inevitabilmente dalla minor quota di contributi versata che concorre alla formazione dell’assegno: per questo la riduzione è maggiore più sono gli anni di anticipo alla pensione.
La scorsa settimana, interpellato direttamente sulla questione a “Otto e mezzo”, il ministro dell’Interno Matteo Salvini aveva escluso qualsiasi tipo di riduzione degli importi. “Non ci sarà  nessuna penalizzazione”, aveva detto. “Non ho capito da dove esca” questa simulazione, aveva aggiunto.
Il riferimento della domanda era alle stime già  comunicate dal presidente dell’Inps Tito Boeri, secondo cui ad esempio un lavoratore medio della Pa, andando in pensione a 62 anzichè a 67 anni, avrebbe visto il proprio assegno ridursi di circa 500 euro.
In ogni caso, ha spiegato l’Upb, proprio a fronte di queste penalizzazioni è esclusa che l’intera platea potenziale di possibili beneficiari di quota 100 – pari a 437 mila persone – decida di scegliere il pensionamento anticipato.
Anche perchè – ha rilevato l’Upb- in questo caso la spesa necessaria ammonterebbe a oltre 13 miliardi, circa il doppio di quanto stanziato in Manovra.
“Questa stima – ha chiarito il presidente dell’Upb Giuseppe Pisauro – non è ovviamente direttamente confrontabile con le risorse stanziate nel Fondo per la revisione del sistema pensionistico per vari fattori: dal tasso di sostituzione dei potenziali pensionati con nuovi lavoratori attivi a valutazioni di carattere soggettivo (condizione di salute o penosità  del lavoro) o oggettivo (tasso di sostituzione tra reddito e pensione, divieto di cumulo tra pensione e altri redditi, altre forme di penalizzazione)”.
Quindi se da un lato quasi mezzo milione potranno, in teoria, andare in pensione prima, una combinazione di fattori, tra cui proprio la penalizzazione dell’assegno, dovrebbe convincere una parte a restare al lavoro.
Un concetto chiarito dallo stesso Pisauro rispondendo alle domande dei parlamentari: Nella stima del governo – ha detto – “è incorporata l’idea che la metà ” delle persone che potrebbe utilizzare la misura “non vada in pensione”.

(da “La Repubblica”)

argomento: Pensioni | Commenta »

LA LEGA VUOLE 400 ITALIANI MORTI IN PIU’ SULLE STRADE: COSA DICONO GLI STUDI SULL’AUMENTO DEL LIMITE DI VELOCITA’ A 150 KM ORARI

Novembre 12th, 2018 Riccardo Fucile

L’ESEMPIO FRANCESE PROVA LA TEORIA: PIU’ VITTIME E INCIDENTI

E’ dal 2001, il progetto era dell’allora ministro Lunardi, che si discute di alzare il limite in autostrada a 150 orari.
Già  oggi l’articolo 142 del Codice della Strada prevede la possibilità  di elevare il limite a 150 km in particolari condizioni di sicurezza sulle autostrade a tre corsie.
La decisione dovrebbe essere presa dagli enti proprietari o concessionari delle autostrade, ma non l’hanno mai decisa. Perchè? E che succederebbe se si alzassero i limiti? Ecco punto per punto l’analisi della nostra inchiesta.
La teoria ci spiega che aumenterebbero incidenti e feriti. In un Paese grande come l’Italia parliamo di almeno 400 morti in più se si alzasse la velocità  media di 5 km/h. Tesi dimostrata dall’esempio francese che abbassando i limiti ha ridotto drasticamente morti e feriti.
Ma andiamo per gradi.
Il professor Claude Got, già  presidente del Consiglio scientifico di CEESAR (Centre Europèen d’Etudes de sècuritè et d’Analyse des risques) e membro anziano del Comitato di esperti presso il Consiglio Nazionale della sicurezza stradale francese, sulla rivista “Sciences et Avenir” lo scorso luglio ha spiegato che “In Francia ridurre la velocità  massima di 10 km/h, permetterà  di salvare mediamente 400 vite all’anno, a patto che la misura centri l’obiettivo di abbassare la velocità  media di almeno 5 km/h. Le vite salvate saranno 200 se la media si abbasserà  di 2 o 3 km/h. Tutto dipenderà  dal modo in cui la legge sarà  applicata. Per esempio, se sarà  tollerato l’utilizzo di dispositivi di rilevamento di postazioni radar, l’efficacia sulla riduzione della mortalità  sarà  inferiore”.
Lo studio di Claude Got arrivava a queste conclusioni elaborando in chiave moderna il Salomon, del 1964, effettuato su un   campione di 10.000 veicoli incidentati e fondato sui rapporti di polizia stilati, che parte dalle tracce lasciate sul campo del sinistro (ad esempio i segni degli pneumatici), concentrandosi sulla velocità  dei mezzi in una situazione di incidente per studiare il tempo di reazione del conducente al momento in cui realizza il pericolo
Ma anche studiando le statistiche relative alla la velocità  della vettura al momento dell’impatto, concentrandosi sulla frazione di secondo in cui l’incidente si concretizza, per analizzare la deformazione dei veicoli al momento in cui colpiscono l’ostacolo: si tratta del sistema utilizzato nei crashtest dei costruttori.
Infine, il terzo studio preso in esame da Got è un modello puramente statistico e calcola il rischio di incidente basato sulla velocità  media dei veicoli in un determinato tratto di strada.
“Il legame tra velocità  e incidenti — conclude il professore – è provato da almeno 115 studi scientifici che esistono, sono noti al mondo scientifico e che si fondano tutti su tre distinti modelli matematici”.
I dati diffusi dall’istituto DESTATIS non sono incoraggianti, per i difensori della libertà  di correre, e non solo per le questioni di inquinamento atmosferico.
Un rapporto del 2008 del Consiglio europeo per la sicurezza dei trasporti (CTSE), aveva infatti rilevato che dei 645 decessi stradali in Germania nel 2006, il 67% si era verificato su tratti autostradali senza limiti permanenti, nei quali però sono frequenti interventi giornalieri di limitazione della velocità  da remoto in relazione alle condizioni di traffico o meteo.
Ciò indica —e il dato andrebbe allineato con la quantità  di ore “limitate”, come suggerì a suo tempo l’ETSC (European Transport Safety Council) — che questi tratti sono assolutamente più pericolosi. Infatti solo il 33% delle vittime si era all’epoca verificato sui tratti limitati.
Sembra incredibile ma proprio l’Italia, con l’introduzione del Tutor — e quindi con il drastico abbattimento della velocità  medie delle autostrade — è diventata la prova che più velocità  è uguale a più morti e feriti.
Ma la scientificità  della tesi non era precisa.
E qui si arriva al clamoroso e recente caso francese: qui è stato abbassato il limite e tutta la situazione è stata messa sotto stretto controllo dall’Osservatorio interministeriale.
Così dopo aver spostato sul circa 400mila km di strade secondarie (quelle a doppio senso di marcia e prive di securvia centrale) il limite da 90 a 80 km/h; la velocità  media rilevata sui veicoli in transito sulle strade oggetto di sperimentazione è scesa di 4,7 km/h, portando a un immediato abbassamento sia dell’incidentalità  che delle conseguenze fisiche sulle persone (conducenti, passeggeri, altri utenti inseriti nei contesti della circolazione), portando un deciso miglioramento in termini costi-benefici.
Ecco i dati dell’Osservatorio interministeriale della sicurezza stradale (ONISR): le vittime a luglio sono diminuite del 5,5%, mentre in agosto il decremento è stato molto più marcato, arrivando al -15,5%.
Nei 31 giorni di luglio le lenzuola bianche stese sull’asfalto sono state 324, mentre nello stesso periodo dello scorso anno le forze di polizia francesi avevano verbalizzato 343 decessi. Scende anche il numero di persone ferite, in tutto 6.651 (-2%) e il numero di lesioni trattate in ospedale con ricoveri superiori a 3 giorni, con 2.469 referti stilati (-10,5%)
A beneficiare del calo generalizzato sono stati automobilisti e pedoni, mentre motociclisti e   ciclisti hanno visto crescere il loro tributo di sangue alla strada, facendo segnare il peggior risultato degli ultimi 5 anni.
Questa tendenza nefasta per moto e bici è stata rilevata anche nel mese di agosto, periodo nel quale, tuttavia, è proseguito il costante abbassamento di tutti gli indici statistici generali: insomma, si muore di meno.
Le vittime complessive sono state 251, mentre nello stesso mese del 2018 il bollettino era arrivato a 297 uccisioni: 46 persone in più sono tornate a casa sane e salve.
È un abbassamento molto importante, come già  detto del 15,5%, che inciderà  molto sull’andamento annuale francese, già  molto importante nel primo semestre dell’anno. 5.395 feriti complessivi (contro i 5.523 di agosto 2017, pari al -2,1%) e 2.082 ricoveri ospedalieri per ferite gravi (nello stesso mese dello scorso anno erano stati 2.402, 320 in più). Quest’ultimo dato fa dunque scendere questa voce del bollettino del 13,3%.
Ma torniamo all’Italia.
Se aumentano i sinistri, magari anche di lieve entità  parallelamente ci sarebbero più code e rallentamenti, quindi si correrebbe di più per fermarsi più spesso, è indubitabile. Senza contare che aumenterebbe il differenziale di velocità  fra veicoli.
Accadrà  di vedere un camion che va in sorpasso ad 82 km/h rispetto ad un altro che va ad 80. Il che significa che per un paio di km le due corsie di destra e centrale saranno occupate e nella terza di sorpasso si butteranno tutti compresi quelli che viaggeranno ad almeno 157 km/h senza sanzione e gli altri che non se ne preoccupano.
La differenza da 130 a 150 km/h comporta un aumento percentuale della velocità  di solo il 15%, ma l’energia accumulata aumenta del 33%.
Un esempio? L’energia da riassorbire a 130 km/h e pari a 130×130=16.900 punti. A 150 è pari a 150×150=22.500 punti, +33%.
Lo spazio di frenata cambia radicalmente.   A 130 con strada asciutta ci servono circa 90 metri a 150 ne servono circa 120. Con strada bagnata a 130 sono necessari 130 metri per fermarsi. A 150 oltre 170.
Viaggiare a 150 invece che a 130 comporta, a seconda delle auto, un incremento dei consumi di circa il 30 per cento in più. E i maggiori consumi si trasformano ovviamente in maggiori emissioni.
Infine il capitolo “favorevoli e contrari”, per ora non si può fare: essendo un argomento spinoso fino ad oggi nessuno si è pronunciato. Solo l’Asaps si è schierata. “L’elevazione del limite — ci ha spiegato il presidente Giordano Biserni – non porterà  concretamente nessun vantaggio, ma comporterà  solo svantaggi: più consumi, più inquinamento, più rischi di incidenti e inutili e spesso inesistenti guadagni di tempo”.
“E in Germania poi – conclude Biserni – il numero di persone uccise in incidenti stradali sulle autostrade tedesche senza limite di velocità  è aumentato drasticamente, sfidando le previsioni di un calo costante man mano che le auto diventano più sicure. Anche il numero di tamponamenti autostradali è aumentato.

(da “La Repubblica”)

argomento: denuncia | Commenta »

LA REALTA’ PENNIVENDOLA E PUTTANA

Novembre 12th, 2018 Riccardo Fucile

IL GOMBLOTTO CONTRO IL GOVERNO DEL GAMBIAMENTO

Oramai non ci sono più dubbi: l’Italia è vittima di un complotto globale.
Se vale la regola di Agatha Christie secondo cui “un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, tre indizi sono una prova”, allora la valanga di prove che hanno colpito l’economia del Belpaese non lasciano adito a dubbi.
Da quando si è insediata al governo la compagine gialloverde sono precipitati tutti gli indici macroeconomici lasciando presagire un futuro periglioso per i coraggiosi abitanti della penisola.
I nostri audaci eroi devono combattere strenuamente contro le forze del male coalizzate contro il Paese più bello del mondo e contro la dieta mediterranea e domani risponderanno picche al perfido Juncker e al maligno Moscovici che pretendono la riscrittura della legge di bilancio entro il 13 novembre. Tzè.
L’ardimentoso popolo italiano va avanti felice, incurante di questi soloni che vogliono metterlo in guardia dal muro contro cui sta andando a sbattere. L’impavido Tria non può piegarsi alla sciocca e bieca matematica dei numeri.
Se la realtà  è contro di noi, peggio per lei. In pochi mesi il complotto si è manifestato attraverso:
a) Crescita della disoccupazione
b) Diminuzione dei consumi
c) Caduta dell’indice PMI
d) Rallentamento della produzione industriale
e) La fine del QE
f) Il downgrade delle agenzie di rating
g) La stagnazione della crescita nel terzo trimestre
h) L’aumento del deficit
i) L’aumento dei licenziamenti
j) La diminuzione dei contratti di somministrazione (di cui Giggino si vanta)
k) Le stime al ribasso del Fondo Monetario internazionale
l) Lo spread aumentato di circa 150 punti base
m) Le previsioni della Commissione Europea
n) L’angolo giro che insiste a voler essere di 360°
Sulle previsioni della Commissione aggiungiamo un paio di parole. Le previsioni, si sa, non vengono mai rispettate; a maggior ragione quando sono fatte col chiaro intento truffaldino di privare un popolo del suo sacrosanto diritto alla felicità .
Negli ultimi anni quelle della commissione hanno centrato la crescita del PIL solo nel 2015 (0,8%), cannando dello 0,2% quelle 2016 e 2017 (1.1% contro 0.9% nel primo caso, e 1.3% contro 1.5% nel secondo).
Come ci si può fidare di un istituto che centra le previsioni con un’approssimazione del 28%, quando il nostro governo le centra con approssimazione del 50%?
L’Italia l’anno prossimo crescerà  dell’1,6%. La realtà  pennivendola e puttana se ne faccia una ragione.

(da “NextQuotidiano”)

argomento: denuncia | Commenta »

SCHEDATO DALLA POLIZIA CON MIA FIGLIA: BENVENUTI NEL REGIME DEL CAMBIAMENTO

Novembre 12th, 2018 Riccardo Fucile

LA FOTOINDENTIFICAZIONE DEGLI OPPOSITORI : DALL’OCCUPAZIONE DEL LICEO VIRGILIO AI CORTEI… COME NEI REGIMI MILITARI

La fotoidentificazione dei possibili oppositori al “cambiamento”, magari cominciando dai più giovani, sembrerebbe tra le priorità  del Governo dello stesso, che ha ovviamente in Matteo Salvini il proprio instancabile frontman.
Un lavoro meticoloso di polizia, come dire, preventivo, sorvegliare e, all’occorrenza, punire.
Ovviamente il precipitato ultimo di questa prassi serve a creare, se non accrescere, l’ideale biblioteca di Babele, in questo caso visiva, delle foto segnaletiche, da Scelba a Cossiga, a Salvini, appunto, per restare nell’ambito della cronaca dell’Italia repubblicana.
Non sarà  certamente un compito da pionieri, intendiamoci; nella storia della fotografia, il momento e soprattutto lo spazio occupato dalle foto a uso “giudiziario”, comprende uno sconfinato appezzamento burocratico, scaffali infiniti…
Dal pericolo pubblico numero uno americano John Dillinger a Benito Mussolini, quando questi era ancora un agitatore socialista, sciarpa e capelli.
Un oggetto di interesse perfino artistico, se, addirittura, anni fa, a Roma, il gallerista-collezionista Giuseppe Casetti, dopo averne per caso rinvenuto un enorme mucchio nei cassonetti municipali, ritenne di fare di tutto ciò una mostra: un catasto di facce in bianco e nero, non sempre patibolari, alcune perfino celebri, come lo scatto, altrettanto segnaletico, del pittore Mario Schifano, arrestato per “possesso di sostanze stupefacenti”.
L’intero corpus dell’esposizione si ritrovò tuttavia a essere tragicamente sequestrato dagli inviati della Questura il giorno stesso della vernice, così in seguito a un articolo entusiastico di Filippo Ceccarelli che su “Repubblica” dava notizia dell’evento nelle pagine della cultura.
Anni fa, continuando nella cronistoria sul tema, addirittura a un mercato delle pulci di Barcellona mi è personalmente accaduto di trovare alcuni album fotografici, già  in uso presso gli archivi di polizia cittadini, dove ogni volume, sul suo dorso, era contrassegnato dalle “caratteristiche criminali” dei soggetti censiti, dai “Carteristas”, cioè borseggiatori, agli “Invertidos”, povere facce di camerieri e perfino un prete tra i catturati dal flash e indicati come reprobi.
E ancora, lo scopro adesso, un giornalista, Giacomo Papi, ha raccolto in volume le foto segnaletiche di molti soggetti famosi: Bill Gates fermato per guida senza patente, Frank Sinatra per “seduzione di donna sposata”, Malcolm X per furto, e poi Al Pacino, Sacco e Vanzetti, Vallanzasca, Pacciani, Hugh Grant, Al Capone, Pertini, Cesare Pavese, Mata Hari, Michael Jackson e infine le povere inermi vittime sia di Auschwitz sia dei gulag.
Ora, fino a pochi giorni fa, personalmente non avrei mai immaginato di entrare anch’io, sia pure per via indiretta, in quel genere di quadreria “politica”, lo ritenevo anzi un posto immeritato.
Poi invece, un sabato mattina, non sono ancora le otto, quando ricevo una telefonata da mia figlia, che ha trascorso la notte al liceo “Virgilio” di Roma: “Papà  – dice – devi venire subito a prendermi, la polizia è appena entrata e ha disoccupato la scuola, adesso ci stanno identificando”.
Quando la raggiungo, trovo via Giulia, strada citata da Gioachino Belli per la “Commaraccia secca”, sbarrata dai cellulari, e ovunque agenti, soprattutto in borghese. Al momento di andar via, dopo l’identificazione nero si bianco, sullo sfondo monumentale del portone, ci vien chiesto di metterci in posa: noi, i genitori, e la minore, la carta di identità  visibile con i suoi dati anagrafici a favore dell’obiettivo, non ricordo adesso se si trattava di macchina fotografica o piuttosto videocamera, ma Daguerre o Lumière, resta l’interrogativo poliziesco sull’intera questione, soprattutto riferito ai diritti fondamentali di democrazia. Ed è forse un nodo repressivo.
Confesso che al momento dello scatto, per un istante almeno, ho pensato di sollevare il pugno chiuso, così come aveva fatto Jane Fonda nel 1970, la sua foto segnaletica è infatti dovuta alla partecipazione a un corteo contro la guerra del Vietnam.
Forse non l’ho fatto soltanto pensando che si trattasse di un gesto “desueto”, che avrebbe sicuramente suscitato un moto di implicito scherno da parte dei poliziotti lì presenti.
Tornando verso casa ho avuto però la brutta sensazione di quanto sia inquietante la prassi di schedare le persone con modalità  che sembrerebbe, appunto, preventiva, una convinzione che nei giorni successivi si è fatta sempre più strada.
Quasi sia in corso d’opera l’intento di fondare un nuovo archivio aggiornato destinato a chi non voglia riconciliarsi con il progetto neo-autoritario, ma sì, chiamiamoli pure “sovversivi”, sia in atto sia potenziali, così tra le priorità  di un governo che nella persona del suo ministro dell’Interno, conosce soprattutto la povertà  culturale delle parole e dei verbi di genere strettamente securitari.
È accaduto infatti che molti manifestanti che con il pullman giungevano nei giorni scorsi a Roma per la manifestazione antirazzista siano stati intercettati lungo la via e dunque fermati identificati e a loro volta fotografati.
Sia quelli provenienti dalla Liguria sia gli altri dalla Toscana, i passeggeri fatti scendere, fotografati, controllati gli striscioni, perquisiti, come riferiscono molti partecipanti.
Fermati prima di Roma, dopo il casello, filmati a uno a uno. Anche Emergency fa sapere che cinque bus del Movimento migranti e rifugiati di Caserta sono stati a loro volta fermati sempre dalle forze dell’ordine e dirottati verso la campagna dove tutte le persone vengono controllate una a una. A
nche i manifestanti di Torino raccontano di essere stati fotografati tutti alla partenza. Idem i bus da Napoli, sempre per controlli prima di entrare a Roma.
Sabato scorso, infatti, proprio in piazza Esedra, dove si raccoglieva il corteo in questione, non ho potuto fare a meno di notare che la Digos aveva portato in piazza, accanto agli uomini in assetto antisommossa, anche i suoi Cartier-Bresson, i suoi Avedon , i suoi Weegee, forse anche le sue Tina Modotti.
Stavano lì a scattare e ancora scattare, un fatto che non è sfuggito all’organizzazione del corteo, non a caso uno di loro è un certo punto, impugnando il megafono, ha detto loro: “Fotografateci, fotografateci pure, è una vita che ci fotografate, eppure dovreste saperlo già  chi siamo”.
Voglio sperare che si tratti soltanto di un semplice aggiornamento destinato alle semplice passione collezionistica, diportistica del ministro dell’Interno Salvini per la fotografia, un genere ulteriore, quello delle foto segnaletiche, che questi immagini di affiancare agli scatti di still life e alla istantanee paesaggistiche, e magari perfino ai suoi selfie ora in tenuta da escursionista ora a bordo piscina ora da passeggiata sul bagniasciuga ora da sagra ora da funerale di Stato ora perfino da semplice probabile abbiocco post coitum.

(da “La Repubblica”)

argomento: denuncia | Commenta »

FOGNA CONTINUA: ARBITRO DI TERZA CATEGORIA INSULTA UN GIOCATORE SENEGALESE, LA SQUADRA LASCIA IL CAMPO

Novembre 12th, 2018 Riccardo Fucile

IL DIRETTORE DI GARA: “QUI COMANDIAMO NOI”

«Questi devono imparare a comportarsi bene perchè siamo in Italia e qui comando io»: l’arbitro di Kosmos Strangolagalli — Real Vico è stato accusato dai giocatori della squadra ospite di aver insultato con toni razzisti uno dei suoi giocatori, un cittadino senegalese.
La partita vedeva gli ospiti vincere 2 a 1 e il giocatore ha avuto un diverbio con gli avversari accusati di perdere tempo.
La storia la racconta oggi Repubblica Roma:
La Real Vico nel Lazio stava giocando sabato contro il Kosmos Strangolagalli. Una partita in trasferta tra le squadre di due paesi della Ciociaria. Quando mancavano dieci minuti alla fine dell’incontro, un giocatore del Real Vico, di nazionalità  senegalese, doveva tirare una punizione. La squadra, bloccata sul 2-1, cercava almeno il pareggio. Ritenendo che l’arbitro stesse impiegando troppo tempo a fischiare, il giocatore lo avrebbe sollecitato, ricevendo però un’ammonizione. Tutto nella norma.
Quando il capitano ha chiesto spiegazioni sono però venute fuori frasi razziste. «Questi vengono dall’Africa. Sono storti, ma io li raddrizzo», avrebbe anche aggiunto l’arbitro.
E il Real Vico ha abbandonato il campo. I giocatori si sono tolti le magliette e sono rientrati negli spogliatoi. Gara sospesa.
«Riteniamo — dichiarano dalla società  di Vico nel Lazio — che il direttore di gara abbia offeso in modo non convenzionale un nostro giocatore senegalese. I giocatori e la dirigenza tutta hanno ritenuto opportuno abbandonare il terreno di gioco».
La Real Vico nel Lazio, che ha contattato la Federazione spiegando le ragioni che hanno spinto la squadra a non ultimare la partita, nella quinta giornata di campionato, attende ora le decisioni del giudice sportivo, a cui l’arbitro dovrà  fornire la sua versione dei fatti.

(da agenzie)

argomento: Razzismo | Commenta »

BARBARA LEZZI SI ARRABBIA CON MARCO TRAVAGLIO

Novembre 12th, 2018 Riccardo Fucile

DOPO IL VIDEO IN CUI PARLA DI 370 GRADI, IL DIRETTORE DEL FATTO L’AVEVA CHIAMATA “OTTUSANGOLO”

La ministra per il Sud e per gli asciugamani sul TAP Barbara Lezzi è molto arrabbiata con Marco Travaglio. E non ha paura di dirlo, visto che lo dice di lunedì e di primo mattino su Facebook .
Quale la ragione di cotanta arrabbiatura?
Dovete sapere che nei giorni scorsi Barbara Lezzi è finita sulla graticola perchè durante un’intervista a L’Aria che tira ha risposto a una domanda sulla divulgazione scientifica che il MoVimento 5 Stelle vorrebbe “controllare” o “gestire” dicendo che è necessario “informare a trecentosettanta gradi il cittadino” (secondo la versione dell’Internet), mentre lei giura e spergiura di aver detto 360.
Ma in tutto ciò cosa c’entra Marco Travaglio? Lo sventurato stamattina in apertura del suo pezzo sul Fatto Quotidiano ha avuto l’ardire di sfotterla un po’, chiamandola “Ottusangola”:
La Lezzi non ci ha visto più e ha sfoderato la sua migliore arma dialettica, ovvero la strategia dello specchio specchietto, già  molto in voga negli asili e magnificamente sintetizzata dal romano Ce sarai pappappero: “Marco Travaglio, Ottusangolo è chi scrive senza informarsi dalla fonte originale pur di fare la battutina da quattro soldi. Gente da gregge, a 400°”.
Wow, gliele ha cantate!!!

(da “NextQuotidiano”)

argomento: Costume | Commenta »

PIU’ TASSE ALLE IMPRESE E RISCHIO RECESSIONE: L’ISTAT FA A PEZZI LA MANOVRA DEL POPOLO

Novembre 12th, 2018 Riccardo Fucile

“SERVE CRESCITA A + 0,4% NEL QUARTO TRIMESTRE”

L’ISTAT fa a pezzi la Manovra del Popolo. Il presidente facente funzione dell’istituto Maurizio Franzini nell’audizione sulla manovra alla Camera lanciato una serie di allarmi sulla crescita nel 2019 — mettendo così in dubbio le previsioni del governo -, sull’aumento delle tasse alle imprese e sullo scarso appeal del reddito di cittadinanza rispetto all’incremento del PIL.
Franzini ha spiegato che il mutato scenario economico potrebbe influire sui saldi di finanza pubblica, in modo marginale per il 2018 ma in misura più tangibile per gli anni successivi.
Senza pronunciare la parola “recessione”, il presidente ha detto che l’indicatore anticipatore registra un’ulteriore flessione e, dunque, prelude alla persistenza di una fase di debolezza del ciclo economico.
E visto che la crescita è stata nulla nel terzo trimestre “un termini meccanici sarebbe necessaria una variazione congiunturale del Pil pari a +0,4% nel quarto trimestre dell’anno in corso per raggiungere gli obiettivi di crescita presenti nella Nota di aggiornamento al Def per il 2018”.
Non solo: l’ISTAT ha calcolato anche un aumento delle tasse per la maggioranza delle imprese a causa della Manovra del Popolo: “Nel complesso i provvedimenti” sulla tassazione delle imprese “generano una riduzione del debito di imposta Ires per il 7% delle imprese, mentre per più di un terzo tale debito risulta in aumento.
L’aggravio medio di imposta è pari al 2,1%: l’introduzione della mini-Ires (-1,7%) non compensa gli effetti dell’abrogazione dell’Ace (+2,3%) e della mancata proroga del maxi-ammortamento (+1,5%)“, secondo una serie di calcoli che erano stati già  anticipati dai commercialisti.
Un altro tema che è stato toccato e quello dell’apporto del reddito di cittadinanza al Prodotto interno lordo: “Sotto l’ipotesi che il Reddito di cittadinanza corrisponda a un aumento dei trasferimenti pubblici pari a circa 9 miliardi, secondo le simulazioni effettuate il Pil registrerebbe un aumento dello 0,2% rispetto allo scenario base. Questa reattività  potrebbe essere più elevata, e pari allo 0,3%, nel caso in cui si consideri l’impatto del Reddito di cittadinanza come uno shock diretto sui consumi delle famiglie”, ha detto Franzini.
“Il modello dell’ISTAT stima un incremento del Pil pari allo 0,7% in corrispondenza di un aumento della spesa pubblica pari all’1% del Prodotto interno lordo. L’effetto del beneficio sul Pil terminerebbe dopo 5 anni, quando la riduzione dell’output gap e il conseguente aumento dei prezzi annullerebbero gli effetti positivi della spesa pubblica. Gli effetti positivi di questo scenario sono raggiunti sotto l’ipotesi che nello stesso periodo non si verifichino peggioramenti delle condizioni di politica monetaria, ovvero che non ci siano aumenti dei tassi di interesse di breve termine”.
Dalla Corte dei conti sono arrivati invece rilievi sulle scelte di allocazione dei fondi. La “polarizzazione” delle risorse su “limitati interventi”, decisa dal governo per la manovra del 2019, ha evidenziato il presidente Angelo Buscema si “traduce in una carenza di risorse per affrontare nodi irrisolti e garantire un adeguato livello di servizi in comparti essenziali per la collettività “. Secondo i magistrati contabili “occorrerebbe, infine, una più incisiva azione sul fronte della razionalizzazione della spesa nelle sue componenti meno funzionali al sostegno della crescita”.

(da “NextQuotidiano”)

argomento: economia | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.583)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.530)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.786)
    • governo (5.801)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (39.373)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.684)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Maggio 2026 (233)
    • Aprile 2026 (591)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Novembre 2018
    L M M G V S D
     1234
    567891011
    12131415161718
    19202122232425
    2627282930  
    « Ott   Dic »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • GIULI NON HA RETTO ALL’ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO, VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO
    • “GIORGIA LA ‘SCIAMANA’ OGGI È IN TERRA INCOGNITA”: MASSIMO GIANNINI NEL SUO NUOVO LIBRO TRATTEGGIA L’ASCESA E LA CADUTA DELLA (EX?) “TRUMPETTA” MELONI: “LE COSE NON SONO ANDATE COME SPERAVA. L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA L’HA FATTA A PEZZI LA CORTE COSTITUZIONALE, IL PREMIERATO FORTE È FINITO SU UN BINARIO MORIBONDO, LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE TRA GIUDICI E PM È STATA BOCCIATA DAL POPOLO SOVRANO”
    • IL CAOS AL MINISTERO DELLA CULTURA ARRIVA SUL “TIMES”: IL QUOTIDIANO LONDINESE METTE IN FILA TUTTI I DISASTRI DI ALESSANDRO GIULI, FINO AD ARRIVARE AL LICENZIAMENTO DEL “MINISTRO OMBRA”, IL FEDELISSIMO DI FAZZOLARI, EMANUELE MERLINO
    • SONDAGGIO WINPOLL; SI RIDUCE IL DISTACCO TRA FDI (26,6%) E PD (23%), MENTRE ELLY SCHLEIN PRENDE IL VOLO SU CONTE IN CASO PRIMARIE: 61% CONTRO 39%
    • COSI’ LA GRECIA SI E’ RESA COMPLICE DELLO STATO TERRORISTA DI ISRAELE NELL’ASSALTO ALLE NAVI DELLA FLOTILLA
    • TRUMP MONETIZZA SU TUTTO, ANCHE SULLE GRAZIE PRESIDENZIALI: PER USCIRE DI PRIGIONE, BASTA SGANCIARE TRA UNO E SEI MILIONI DI DOLLARI AI MEMBRI DEL “CERCHIO MAGICO” DEL PRESIDENTE
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA