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CONTE ESPRIME VICINANZA AL POPOLO LIBANESE E I CAZZARI SOVRANISTI RISPONDONO “PRIMA GLI ITALIANI”

Agosto 5th, 2020 Riccardo Fucile

NEANCHE DI FRONTE A UNA IMMANE TRAGEDIA GLI PSICOPATICI RAZZISTI RIACQUISTANO UN MINIMO DI DIGNITA’ UMANA

Dopo la terribile esplosione di ieri a Beirut Giuseppe Conte ha espresso solidarietà  al Libano spiegando che l’Italia farà  il possibile per fornire il proprio sostegno e il proprio aiuto.
Nonostante Conte informi che a Beirut ci sono anche degli italiani (ad esempio i militari della Brigata Sassari, ma ci sono anche civili) molti commentatori, per fortuna non tutti, utilizzano la possibilità  di rispondere al premier per farfugliare quattro parole in croce sentite e lette nel peggiori bar sovranisti.
Ci sono quelli che capiscono solo che se non sei italiano sei immigrato e quindi se gli parli di libanesi risponde che l’Italia deve “rimpatriare l’immigrazione”.
Ma c’è anche chi parte dal presupposto che Conte le promesse non le sappia mantenere, come ha già  dimostrato qui da noi. Non come quell’illustre statista che ha abbassato le accise della benzina non appena è andato al governo
E poi Giuseppi si permette di andare in vacanza quindi non può essere elogiato. Non fa mica come chi si mette a giocare con le biglie sulle spiagge di Milano Marittima. Quelle non sono vacanze, è lavoro!
Poi ci sono quelli che “ho anche amici libanesi”, ovvero che sono dispiaciuti ma prima bisogna pensare agli italiani.
C’è chi lo dice con un po’ di garbo e chi invece non ha nessun pudore e spiega chiaramente che gli interessa solo dei “connazionali”.
Un’altra sottospecie di sovranista è quello specializzato in economia. Non possiamo aiutare i libanesi perchè non abbiamo soldi causa emergenza coronavirus.
Segue una rassegna di “pensa agli italiani”, dove c’è tutto e il contrario di tutto:
Del resto in questi ultimi mesi abbiamo visto dilagare il razzismo contro i cinesi che ci “portavano il virus” e poi gli elogi per i cinesi che venivano in Italia ad aiutarci con il virus. E non dimentichiamoci quando il premier albanese mandò qui in aiuto i suoi medici. Allora fu un fiorire di “bene, bravo, bis”, magari proprio da quelli che gli albanesi non li hanno mai potuti vedere. Allora non c’era nessuno che diceva rimanete a casa vostra fino a che quelli bisognosi di aiuto eravamo noi. Non siamo diventati migliori.

(da “NextQuotidiano”)

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E IL SOTTOSEGRETARIO M5S DI STEFANO ABBRACCIA “I NOSTRI AMICI LIBICI” PER L’ESPLOSIONE IN LIBANO

Agosto 5th, 2020 Riccardo Fucile

PIOVONO LE PRESE IN GIRO PER LO SVARIONE E SI CORREGGE, MA FA PURE IL RISENTITO

Il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano ieri sera ha pubblicato un tweet dove, riferendosi all’esplosione di Beirut, ha mandato un abbraccio “ai nostri amici libici”.
Il tweet, pubblicato in nottata, è stato cancellato successivamente e ripubblicato in forma corretta.
Non solo: quando è partita la presa in giro degli utenti per il macroscopico errore Di Stefano si è anche risentito.
E ha apostrofato chi lo sfotteva con l’epiteto di “fenomeni”, già  caro all’ex compagno di governo Matteo Salvini.

(da agenzie)

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“LASCIATE BEIRUT”: ALMENO 100 MORTI, ALTRI 100 DISPERSI E 4.000 FERITI NELL’ESPLOSIONE

Agosto 5th, 2020 Riccardo Fucile

IL TRAGICO BILANCIO DELLA CROCE ROSSA

Sale il bilancio delle vittime a Beirut, in Libano, con la Croce rossa che parla di oltre 100 morti. Secondo quanto riportato dai media, George Kettaneh, un funzionario della Croce Rossa libanese, ha dichiarato che almeno 100 persone sono state uccise e oltre 4.000 ferite nella massiccia esplosione.
Il ministro della salute libanese Hamad Hasan consiglia a chiunque possa di andare via da Beirut, devastata ieri da due potenti esplosioni che hanno causato almeno 78 morti e 4.000 feriti. Hasan – citato dai media locali – afferma infatti che materiali pericolosi sprigionatisi nell’aria dopo le deflagrazioni potrebbero avere effetti a lungo termine mortali.
A provocare le esplosioni che hanno dilaniato Beirut, nel Libano, è stato un carico di nitrato di ammonio di oltre 2700 tonnellate che era conservato in un magazzino nei pressi del porto dopo esser stato confiscato sei anni fa.
Il ministro degli interni Mohammed Fahmi ha riferito spiegando che da una prima ricostruzione il nitrato di ammonio sarebbe stato posizionato nel magazzino dopo esser stato sequestrato da una nave mercantile nel 2014.
Testimoni riferito di aver visto una nuvola arancione come quella che appare quando viene rilasciato gas tossico di biossido di azoto dopo un’esplosione che coinvolge nitrati e nel Paese è forte la preoccupazione anche per le tossine presenti ora nell’aria.
Donald Trump afferma che secondo quanto appreso da fonti della Difesa statunitense le terribili esplosioni avvenute a Beirut, in Libano, potrebbero esser state causate da causato da una bomba.
Il presidente degli Stati Uniti, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca ha detto di aver incontrato alcuni generali secondo i quali si sarebbe trattato di un’esplosione indotta, di “un attacco, provocato da un qualche tipo di bomba”.
I funzionari libanesi affermano di non aver determinato la causa dell’esplosione, che ha distrutto gran parte di un porto e danneggiato edifici in tutta la capitale, causando almeno 78 morti e oltre 4000 feriti.
Accuse incrociate. Israele ha fatto sapere che non ha nulla a che vedere con la terrificante esplosione avvenuta nel porto di Beirut, ma una fonte dello Stato ebraico ha tenuto a sottolineare che, secondo informazioni non corroborate, il magazzino presso cui è avvenuta la deflagrazione che ha causato decine di morti e migliaia di feriti, veniva utilizzato da Hezbollah, il movimento sciita filo-iraniano che ha sempre giocato un ruolo di spicco nella politica libanese.
Fonti di Hezbollah attribuiscono invece ad un sabotaggio israeliano la responsabilità  della potente esplosione che ha sconvolto Beirut, causando almeno 73 morti e 2.750 feriti. Secondo quanto apprende l’Adnkronos, le milizie sciite filoiraniane ritengono possibile che le due esplosioni consecutive che hanno interessato il deposito n. 12 del porto di Beirut siano state causate da un’azione di sabotaggio di Israele.
La versione ufficiale riferisce di un esplosione di un deposito di fuochi di artificio o di nitrato di ammonio, causata da un incendio. Fonti di intelligence occidentali contattate in precedenza dall’Adnkronos ritengono che ad esplodere potrebbe essere stato un deposito di armi di Hezbollah

(da agenzie)

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AL VICESINDACO LEGHISTA DI FERRARA HANNO PIGNORATO LO STIPENDIO: HA UN DEBITO DI 50.000 EURO CON IL FISCO

Agosto 4th, 2020 Riccardo Fucile

E ANCHE ALTRI DUE NEI CONFRONTI DI UN SUO EX AVVOCATO E DI UNA CITTADINA PER ALTRI 20.000 EURO

Nicola Naomo Lodi, vicesindaco di Ferrara per la Lega, secondo quanto scrive il sito Estense.com ha rinunciato a parte del suo stipendio. Ma non si tratta di uno di quei gesti in favore di microimprese e cittadini che in questi anni sono andati tanto di moda. Il compenso di Naomo sarebbe stato pignorato per un debito con l’Agenzia delle Entrate di quasi 50mila euro. E non solo.
Infatti, come spiega Estense, il debito totale di Nicola Lodi ammonterebbe a quasi 70mila euro nei confronti oltre che del fisco anche di privati, che per vedersi restituite le somme che gli spettavano hanno dovuto ricorrere alle vie legali:
A luglio, su richiesta del tribunale, è lo stesso settore Risorse umane del Comune di Ferrara che deve scrivere al giudice delle esecuzioni.
Il dirigente spiega che Lodi percepisce da mesi solo una parte dei 3.227,46 euro netti che gli sono riconosciuti come indennità  di funzione.
Dal 1° febbraio 2020, infatti, in seguito a un atto di pignoramento presso terzi dell’Agenzia delle Entrate, per un ammontare di 49.229,06 euro, l’importo netto mensile che gli spetta si è ridotto a 2.766,26, in quanto un settimo del suo stipendio (pari a 461,20 euro) è assegnato provvisoriamente al creditore.
Oltre all’Agenzia delle Entrate anche un ex legale di Lodi e una cittadina di Ferrara sono creditori in attesa:
Il suo ex legale gli chiede 7mila euro, che comprendono parcella e spese di giudizio, cui si aggiungono 1336 euro per compensi di esecuzione e accessori, spese di registro e interessi
Ma la lista dei creditori che hanno proceduto contro Naomo continua. Ci sono anche 13.544,89 euro (oltre a interessi e 1.000 euro di spese di esecuzione oltre accessori e spese generali) dovuti a una cittadina di Ferrara.
A completare il racconto un particolare importante. Naomo avrebbe potuto evitare il pignoramento e il coinvolgimento del comune di Ferrara.
Sarebbe bastato, come gli era stato precisato dall’ufficiale giudiziario a febbraio, pagare un sesto della cifra.
Ma a luglio ancora non è stato versato niente. Rendendo così esecutivo il decurtamento dello stipendio fino all’estinzione del debito.

(da agenzie)

argomento: denuncia | Commenta »

VENEZIA, SCRITTA RAZZISTA DAVANTI AI CANCELLI DELL’AZIENDA CHE RISPONDE CON STRISCIONI CHE INNEGGIANO ALL’ACCOGLIENZA

Agosto 4th, 2020 Riccardo Fucile

LA SOCIETA’, CHE IMPIEGA 900 DIPENDENTI DI 29 NAZIONALITA’ DIVERSE, HA REPLICATO A MODO SUO

La scritta razzista, tracciata a caratteri cubitali sull’asfalto, è apparsa poche ore fa davanti ai cancelli di una azienda del Veneziano nota per la sua impronta multiculturale: «Niggers go home», «Ne**i andate a casa», si leggeva sulla strada prima che la scritta venisse cancellata.
L’azienda in questione si chiama Pixartprinting, ha sede a Quarto d’Altino, è attiva nel mercato della tipografia e, nota il Corriere del Veneto, impiega 900 persone da ogni parte del mondo.
Come ha sottolineato il Ceo Paolo Roatta, in azienda ci sono dipendenti di 29 nazionalità  diverse: spagnoli, portoghesi, serbi, ghanesi, indiani, tunisini.
Il 30% della forza lavoro in Pixartprinting è straniero. L’azienda ha anche allestito al proprio interno una piccola sala di preghiera, a testimonianza del fatto che persone di ogni estrazione culturale e religiosa qui trovano il loro spazio.
«La pandemia ha colpito anche qui, ovviamente», hanno detto alla testata dagli uffici centrali, «ma non abbiamo lasciato nessuno a casa, anzi abbiamo richiamato 180 dipendenti dalla cassa integrazione per convertire parte della produzione in mascherine e ammortizzare come meglio potevamo la difficoltà ».
Chiunque sia il responsabile del gesto — è stata aperta un’inchiesta in seguito alla segnalazione ad autorità  cittadine e forze dell’ordine -, l’azienda non ha esitato a prendere posizione a difesa della propria vocazione.
La produzione tipografica di Pixartprinting ha preparato striscioni che inneggiano all’accoglienza e all’inclusività , da esporre sui cancelli. «Per noi il concetto di inclusione significa non fare discriminazione di sesso, età , nazionalità , religione, etnia, disabilità , orientamento sessuale o politico», ha commentato Roatta al Corriere del Veneto.

(da agenzie)

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LAMORGESE OTTIENE DALLA TUNISIA LA RIPRESA PIENA DEI VOLI CHARTER PER I RIMPATRI, DUE ALLA SETTIMANA

Agosto 4th, 2020 Riccardo Fucile

SARANNO 320 AL MESE I TUNISINI CHE VERRANNO RIMPATRIATI, MA SI DOVEVANO METTERE SUL PIATTO SOLDI   VERI PER OTTENERE DI PIU’, INVECE CHE REGALARLI AI CRIMINALI DELLA GUARDIA COSTIERA LIBICA

Il Viminale fa sapere che dal 10 agosto riprenderanno i voli charter dei tunisini che sbarcano in Italia e che erano stati interrotti durante il lockdown.
Il ministero dell’Interno precisa anche che i voli rispetteranno gli accordi attualmente in vigore con il governo di Tunisi.
Partiranno due aerei a settimana, ognuno con un massimo di 40 persone a bordo, per un totale di 80 rimpatri a settimana. Dal 16 luglio sono già  stati effettuati cinque voli, con i quali sono stati rimpatriati circa 95 tunisini. Il governo di Tunisi aveva chiesto di non far salire più di 20 cittadini per ogni volo.
Dal 10 agosto invece si tornerà  ai numeri previsti dagli accordi (320 al mese)Il ministero dell’Interno specifica anche che dall’1 giugno al 3 agosto sono state rimpatriate complessivamente 266 persone, 116 in Tunisia e 103 in Albania.

(da agenzie)

argomento: governo | Commenta »

“IL CORONAVIRUS NON ESISTE? TU CHE TI SCANSI QUANDO DICO CHE L’HO AVUTO, GUARDATI ALLO SPECCHIO E SPUTATI IN FACCIA”

Agosto 4th, 2020 Riccardo Fucile

ROBERTO RACCONTA IN UN POST LA SUA DRAMMATICA ESPERIENZA

Roberto Perruccio è un utente di Facebook che ha raccontato in un post di grande impatto emotivo la sua esperienza con il Coronavirus SARS-COV-2 e con COVID-19 per mettere in guardia chi dice che la malattia non esiste o è una semplice influenza:
Quello nella foto sono io il 18 marzo. Ero al giorno 26 di positività  al Covid. Ne avevo davanti altri 14. Ero al giorno 24 senza vedere mio figlio. Ne avevo avanti altri 36. Ero al giorno 33 senza vedere la mia compagna. Ne avevo davanti altri 57. Ero al giorno 42 senza vedere i miei genitori. Ne avevo davanti altri 138. Ero stanco, solo, incazzatissimo. I sintomi più forti erano passati, ma il disagio di essere stato così male c’era ancora. Bello forte. Tu che credi che questo virus non esista, che però ti scansi di un metro quando ti dico che l’ho avuto, guardala bene questa foto. Poi guardati allo specchio e sputati in faccia.
Ma parliamo di cose vere. I miei anticorpi stanno calando. A maggio avevo 12.1 IgG A giugno 10.1 A Luglio 9.8 Ora vedremo ad agosto. Ma se continua così, entro la fine dell’anno avrò perso la mia copertura. E dedico questa info a chi ora dice “Ma sì, prendiamocelo tutti questo virus, così poi siamo immuni”. Eh no. L’immunità  perenne non esiste. E la durata degli anticorpi cambia da persona a persona. C’è chi li ha già  persi. Non fatevi idee vostre su questo virus.
Non state a sentire quei cazzari che si ergono a tuttologi alla disperata ricerca di un pulpito. Chiedete a noi che ne siamo usciti e che ci stiamo facendo studiare per capirci qualcosa. Non mordiamo e non siamo contagiosi. Però, che facce un po’ sceme fate quando dico che ho avuto il Covid. Manco raccontassi una barzelletta. Risvegliamoci un po’ tutti che la soglia dell’attenzione mi sembra un po’ bassina.

(da agenzie)

argomento: denuncia | Commenta »

IL CAPO DELLA PROTEZIONE CIVILE DI GRADO CHE AUSPICA I FORNI CREMATORI PER I MIGRANTI

Agosto 4th, 2020 Riccardo Fucile

INDOVINATE COME E’ ANDATA A FINIRE: HA RIMOSSO IL POST E SI E’ SCUSATO, COME TUTTI I CUOR DI LEONE SOVRANISTI

“Non preoccupatevi, stiamo organizzando gli squadroni della morte e nel giro di due giorni riportiamo la normalità . Quattro taniche di benzina e si accende il forno crematorio, così non rompono più”. Il post choc è apparso sulla pagina Facebook di Giuliano Felluga, responsabile della Protezione civile di Grado.
Nell’ex caserma Cavarzerani di Udine è scoppiata una protesta, innescata da circa 500 migranti, contro una uteriore proroga della quarantena molto discutibile imposta dal sindaco di Udine, Pietro Fontanini (Lega Nord).
Felluga ha avanzato sul social la sua “proposta” per sedare i disordini, scatenando una pioggia di critiche.
Molti lo hanno accusato di razzismo, finchè non è arrivata la marcia indietro.
Felluga ha eliminato un post e ne pubblicato un altro: “Chiedo scusa per quello che ho scritto, chi mi conosce sa già  che non lo penso. E’ stato uno sfogo rilasciato senza pensare”.

(da agenzie)

argomento: criminalità | Commenta »

IL BONUS DEL 20% SUL CONTO DEL RISTORANTE CUI STA PENSANDO IL GOVERNO

Agosto 4th, 2020 Riccardo Fucile

IN INGHILTERRA PAGHI LA META’ E IL RISTORATORE VIENE RIMBORSATO IN 5 GIORNI… IN ITALIA PAGHI TUTTO E IL GOVERNO TI RIMBORSERA’ IL 20% MENSILMENTE O A NATALE

C’è un Paese, una volta in Europa, dove se entri nei ristoranti o nei bar e consumi, lo fai a metà  prezzo e il governo rimborsa la restante parte ai ristoratori e ai baristi entro cinque giorni.
Il sistema funziona dal lunedì al mercoledì e ha come obiettivo quello di tirare su un settore ammazzato dagli effetti della pandemia.
“Il settore è un ingrediente vitale della nostra economia”, dice il governo di quel Paese, “quindi godetevi l’estate in sicurezza sostenendo i vostri ristoranti preferiti e noi pagheremo metà  del conto”. La partecipazione al programma di sconti è volontaria, ma se si aderisce online poi si affigge il poster in bella vista sulle vetrine e si aspetta i clienti.
C’è un altro Paese, ancora in Europa, che alle prese col medesimo problema, l’emergenza economica, lo svuotamento dei centri delle città , i locali in crisi, sta discutendo in queste ore come risolvere il complicato sudoku.
In questo Paese, se le discussioni dovessero produrre le misure di cui si ha qualche anticipazione, e queste dovessero convergere in un decreto legge, probabilmente finirà  così: a settembre vai in un ristorante o in un bar e paghi l’intero conto, però parte della spesa sostenuta – sembra dal 20 al 30 per cento – ti sarà  restituita sul conto corrente a fine mese, o come pare, a dicembre, in una sorta di ‘bonus Natale’ che ti potrà  tornare utile per le spese delle feste.
Sul tavolo del governo di questo Paese, che sta pensando anche a un’apposita app dove registrarsi (ricorda qualcosa?), c’è anche l’ipotesi che lo sconto sia più sostanzioso se sei andato a cena in locale in centro, ma si è depositata anche la grana del cosiddetto cashless, ossia se queste cene debbano essere pagate, per essere parzialmente rimborsate, a fine mese o a Natale, con bancomat o carte di credito, ma la moneta elettronica non sembra piacere molto alle associazioni di categoria dei commercianti che chiedono la necessità  di ridurre i costi delle commissioni sui pagamenti Pos.
Nel primo Paese, l’Inghilterra, non mancano le critiche al piano del governo che si chiama “Eat out to help out”. Una goccia nel mare, dicono gli inglesi, che avrebbero voluto anche l’esclusione dello junk food, il cibo poco salutare di fast food e catene varie che hanno aderito in massa, in contrasto con l’emergenza obesità .
Però intanto, pur per qualche giorno a settimana, chi ha pochi soldi a disposizione, può provare a spenderli. Non ci sono buoni, app o voucher, paghi con sonore sterline e vieni rimborsato in sonore sterline.
Nel secondo Paese, l’Italia, dove tutto è maledettamente complicato, si spera in un rimborso sotto l’albero, da godersi ascoltando il discorso di fine anno del presidente Mattarella, per spese sostenute in autunno da chi avrà  soldi da spendere dopo l’estate. Sempre che in autunno, facendo tutti gli scongiuri, non arrivi la seconda ondata del maledetto virus e nuovi devastanti lockdown e si debba ripartire da zero, sia nella vita quotidiana che nel gioco dell’oca dei bonus governativi.

(da “Huffingtonpost”)

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