Luglio 14th, 2021 Riccardo Fucile
E CON QUESTI SOGGETTI QUALCUNO VUOLE MEDIARE? NO, GRAZIE, CON OMOFOBI E RAZZISTI NON SI DISCUTE PIU’
Simone Pillon in un passaggio del suo intervento in Senato ieri non ha solo rilanciato la bufala dell’utero in affitto se passa il DDL Zan ma si è anche inventato che i bambini verrebbero acquistati su internet
Sapevate che si possono acquistare bambini su internet? Lo ha detto ieri in Senato Simone Pillon durante il dibattito sul DDL Zan. Ora rimane solo da chiarire se ci vuole anche Amazon Prime per la consegna
In un clima da stadio un passaggio dell’intervento di Simone Pillon ha fatto sobbalzare dalla sedia più di una person
Il senatore della Lega nel suo intervento aveva detto “Siamo qui a discutere di questo ddl contro cui hanno alzato la voce non solo pericolose associazioni omofobe, ma anche tanti moderati”
“Chiedo ai colleghi” che sono a favore del ddl Zan “se sarà ancora possibile parlare contro il matrimonio dello stesso sesso o dichiararsi contrari alla maternità surrogata o se tutto questo sarà letto come istigazione alla discriminazione…”, aveva spiegato Pillon affermando che anche l’articolo 21 della Costituzione fosse violato.
Poi il voto non gli ha dato ragione. E l’apoteosi è arrivata quando il senatore ha detto: “L’attenzione del legislatore deve privilegiare i diritti del bambino che ha diritto alla mamma e al papà e ha diritto a non essere acquistato su internet”.
Pillon come in altre occasione ha non solo rilanciato la bufala della maternità per altri in Italia se passasse il ddl Zan, ma lo ha fatto anche inventandosi una pratica inesistente in tutto il pianeta.
Oltretutto una statistica di qualche anno fa, ma ancora attuale, rilevava come ad avvalersi del cosiddetto “utero in affitto” fossero nella maggioranza le coppie etero.
E quindi cosa c’entrerebbero “le coppie same sex”, come le chiama Pillon?
(da NextQuotidiano)
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Luglio 14th, 2021 Riccardo Fucile
L’INGHILTERRA MIGLIORE SI RIBELLA IN DIFESA DI UNA GRANDE UOMO CHE HA RACCOLTO 25 MILIONI DI EURO IN PIENA PANDEMIA PER ASSICURARE UN PASTO AI POVERI
“Non so come ho fatto a sbagliare quel rigore. Segno sempre, anche nei sogni. Ma
in me sentivo qualcosa che non andava prima di calciare. Mi scuso con tutto il Paese. Ma non mi scuserò mai per quello che sono”.
Come si fa a non voler bene a Marcus Rashford?
Come si fa a oltraggiare questo ragazzo, d’oro come l’attuale generazione di giovani fenomeni inglesi? Come si fa a odiarlo e ricoprirlo di insulti razzisti dopo la beneficenza degli ultimi anni?
Come si fa a sfregiare il murale per lui nella sua Manchester, dopo un rigore sbagliato nella finale che pur avrebbe riscattato 55 anni di agonia calcistica inglese?
A soli 23 anni, oltre alla classe in campo, Rashford ha già ottenuto successi straordinari con le sue campagne online: ha costretto Boris Johnson a dare più pasti gratis ai bambini poveri per cui ha raccolto 25 milioni di euro, ha fatto il volontario nelle banche del cibo, lotta contro il razzismo, ha scritto “You’re a Champion”, un libro bestseller motivazionale per bambini perché “la lettura mi ha salvato la vita”.
Rashford non ha dimenticato quando mamma Melania, di origine caraibica, ha cresciuto lui e altri tre figli da sola alla periferia di Manchester: “Poteva comprarci solo uno yogurt a testa, altre volte il cibo a tavola non c’era. Ha lavorato tantissimo per non farci mancare niente e farmi entrare nell’accademia United a 11 anni”.
E allora, cosa volete ancora da questo ragazzo? Ieri pomeriggio, al suo murale deturpato a Manchester, arriva Alex, un ragazzino in sedia a rotelle. Lascia anche lui un messaggio: “Marcus, sei un vero campione”.
È una interminabile processione di amore e rispetto, così lontana dagli stereotipi superficiali sugli inglesi “antipatici” o “violenti”, e che esprime la vera anima di questo Paese: una marea di cuori, bandiere e lettere travolge il murale.
“Eroe”, “Leggenda”, “Idolo”. Rashford quasi scoppia a piangere, poi twitta le lettere ricevute da altri bambini: “Mi chiamo Dexter, ho 9 anni. Marcus, non preoccuparti per il rigore. Sei sempre il nostro mito”.
Perché questa è e sarà una nazionale straordinaria, di giovani, campioni e attivisti. Jordan Henderson del Liverpool ha fatto campagna contro omofobia e transfobia.
Il capitano Harry Kane ha indossato la fascia da capitano arcobaleno.
L’altra stella Raheem Sterling, uno cui hanno ucciso il padre a due anni in Giamaica, è in prima linea contro il razzismo. Il pilota sette volte campione del Mondo, Lewis Hamilton posta una foto: “Orgoglioso di voi”.
Questo attivismo al governo Johnson non piace. Quando, dopo Black Lives Matter, Rashford e compagni hanno iniziato a inginocchiarsi contro il razzismo, la ministra dell’Interno Priti Patel l’ha definita con sprezzo una “politica gestuale”.
Johnson non ha mai condannato i fischi di quei tifosi inglesi contro i giocatori in ginocchio. E così l’altro ieri il difensore Mings ha sbottato e accusato il governo di ipocrisia: “Adesso fate finta di essere disgustati, quando avete aizzato tutto quello che abbiamo combattuto sinora”.
Come si fa a non amare questi “Tre Leoni” di classe, ideali e principi, in un calcio dove i club spesso silenziano i propri giocatori?
Per qualcuno questa nazionale è la vera opposizione politica a Johnson. Ma loro, Rashford e compagni, pensano molto più in grande: “Vogliamo rendere il mondo migliore”, ci disse qualche settimana fa Marcus, “e così anche noi ci sentiamo migliori”. Corri, ragazzo. Corri.
(da NextQuotidiano)
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Luglio 14th, 2021 Riccardo Fucile
QUANTI CONTAGI E QUANTI MORTI CI COSTERA’ LA CATTIVA GESTIONE DELLA VICENDA DELLA SFILATA SUL BUS SCOPERTO?… LA FIGC SMENTISCE MA DI FATTO CONFERMA CHE LO STATO SI E’ CALATO LE BRAGHE NEL TIMORE DI ESSERE IMPOPOLARE NEL VIETARE L’ASSURDA SFILATA
La risposta della Federcalcio al prefetto di Roma, Piantedosi, che, di fatto, accusa la Figc di aver messo in piazza una sfilata non autorizzata per i festeggiamenti azzurri e soprattutto, sottolinea che a decidere sono stati i due giocatori simbolo della Nazionale Chiellini e Bonucci è pacata nei toni e nei modi, ma decisa nei contenuti.
Così dopo la premessa “non è nostra intenzione alimentare polemiche. Abbiamo sempre lavorato per l’unità e continueremo a farlo, la Federazione è sempre stata responsabile, ma soprattutto rispettosa delle istituzioni e dei tifosi italiani” sottolinea quanti tifosi fossero già per strada e in piazza nonostante l’autobus coperto.
“All’arrivo davanti a Palazzo Chigi, ritenuto che la situazione non fosse più gestibile in quanto il bus coperto non aveva dissuaso i tifosi, reiteravamo ancora la richiesta, a questo punto condivisa dalle istituzioni, per un breve tragitto con il bus scoperto, anche nell’ottica di tutela dell’incolumità dei calciatori e per non deludere le migliaia di persone che si erano già riversate nel centro”.
A parte che nessuno minacciava la incolumità dei calciatori, è la conferma della mentalità per cui è più importante “non deludere qualche migliaia di tifosi” che tutelare la salute loro e di coloro che nei giorni seguenti sono entrati in contatto con loro.
E così è arrivata la vittoria della nazionale, di Bonucci e Chiellini, anche fuori dal campo: l’autobus scoperto, con cui la nazionale ha attraversato il centro di Roma tra ali di folla, anche se inizialmente non era autorizzato dalla Prefettura, è stato autorizzato in quel momento vista la situazione in strada e grazie all’intervento energico dei due difensori azzurri.
“Interpretando il sentimento popolare – continua la federcalcio nella nota – nei giorni che hanno preceduto la finale di Wembley la FIGC ha chiesto l’autorizzazione, sempre negata, per i festeggiamenti di un eventuale successo europeo.
“Senza alternative percorribili, la FIGC ha organizzato il ritorno della squadra a Firenze presso il Centro Tecnico di Coverciano per l’immediato scioglimento della delegazione. Il rientro su Roma è stato previsto solo dopo aver ricevuto i graditi inviti da parte del Capo dello Stato e del Presidente del Consiglio dei Ministri”
E che: “Dopo la cerimonia al Quirinale, su richiesta della squadra, che ha visto in pochi minuti aumentare la folla nel percorso fino a Palazzo Chigi, è stata reiterata l’istanza per poter utilizzare il bus scoperto, preparato preventivamente per ogni evenienza, al fine di condividere l’immensa felicità per un successo sportivo di questa portata con le migliaia di persone già ammassate per le strade”.
Gli errori:
1) aver reso pubblico il tragitto e la visita dei giocatori al Quirinale e a Palazzo Ghigi
2) non aver reso noto che i due avvenimenti si sarebbero svolti in forma privata e senza ulteriori passaggi
3) aver fatto pressione per una sfilata per cui si era già predisposto addirittura il bus scoperto
4) aver ceduto a all’aut aut di cittadini giocatori che altrimenti sarebbero rientrati a Coverciano
5) aver condotto una trattativa con lo Stato per mettere a repentaglio la salute dei cittadini, quando bastava annunciare l’immediato scioglimento della missione azzurra per le rispettive destinazioni
6) uno Stato che si rispetti non cede a pressioni, applica le norme, anche quando sono “impopolari”.
7) i contagi e i morti sulla coscienza di chi peseranno?
(da agenzie)
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Luglio 14th, 2021 Riccardo Fucile
GIUSTO LIMITARE GLI ACCESSI A CHI LIMITA IL DIRITTO ALLA SALUTE DEI CITTADINI
Il green pass come greandpeace, come ritorno alla pace della nostra esistenza. Non
so voi, ma dopo un anno infernale, fra morti, malati gravi, lockdown, restrizioni di ogni genere, mascherine all’aperto, coprifuoco, vita che non è vita, la stanchezza e l’oppressione per tutto questo prendono il sopravvento.
E accuso, sì accuso, chi si dice esausto e arrabbiato per l’incubo che stiamo vivendo, però poi no, il vaccino no, perché non si sa cosa c’è dentro, salvo poi andare in farmacia a prendersi qualsiasi cosa, senza leggere il bugiardino e spesso chiedendo al farmacista di chiudere un occhio perché sprovvisto di ricetta.
Perché se metti una moneta dove te l’hanno inoculato, questa rimane attaccata a causa di chissà quale inquietante tecnologia sia stata inoculata.
Una volta per tutte: se aumentano i contagi per la variante Delta, solo in parte non è colpa dei mancati vaccini (che coprono dal contagio al 60-70 per cento), ma se aumentano casi gravi e morti per questa variante, è al 100 per cento colpa di chi non s’immunizza, poiché l’immunizzazione stessa scongiura nella quasi totalità i colpi durissimi del virus.
Chi non si vaccina per partito preso è e sarà dunque responsabile se saremo costretti a nuove chiusure, a nuove limitazioni alle nostre libertà fondamentali, a una vita che non è vita.
Nè può reclamare la libertà di scelta e allo stesso tempo la libertà di circolazione, come se nulla fosse: le due cose, in questa drammatica situazione, sono inconciliabili.
Dunque, lo confesso: da persona liberista e liberale, questa volta condivido la scelta di Macron.
Il vaccino e il tampone negativo devono essere il lasciapassare per poter accedere in bar, ristoranti, stadi e qualsiasi altro luogo pubblico.
Non ti vaccini? Ti assumi la scelta di passare le giornate nelle stesse orribili condizioni dell’ultimo anno e mezzo, permettendo a tutti gli altri il ritorno a un’esistenza quanto possibile normale.
Da bambini ci insegnavano: la nostra libertà finisce quando comincia la libertà degli altri.
E la libertà dei no vax termina esattamente al confine con il diritto di tutti gli altri, che sono la stragrande maggioranza, di condurre una vita normale, un ritorno all’ante-Covid.
Termina esattamente quando questo comportamento mette a rischio la salute dei più deboli, la nostra economia, il nostro futuro.
Quindi, se appare eccessivo l’obbligo vaccinale, molto più ragionevole, e auspicabile, è limitare gli accessi nei luoghi pubblici di chi, con le sue scelte, limita il diritto alla salute dei cittadini.
Che ognuno, con le sue libere scelte si assuma la responsabilità e le conseguenze di come dovrà vivere.
(da Huffingtonpost)
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Luglio 14th, 2021 Riccardo Fucile
IL 61% DEI FRANCESI APPOGGIA LE MISURE DEL PRESIDENTE… IN ITALIA PERMETTIAMO ASSEMBRAMENTI DI MIGLIAIA DI PERSONE SENZA MASCHERINE
Dopo gli annunci dell’altro ieri sera del presidente Emmanuel Macron sull’estensione dell’obbligo di green pass a bar, ristoranti, trasporti, continua la corsa sfrenata dei francesi al vaccino.
Secondo quanto scrive LCI, sono circa 2 milioni le prenotazioni fatte dall’altro ieri sera, di cui 1,7 milioni sulla piattaforma Doctolib oltre 150.000 su Maiia e 100.000 su Keldoc.
Intanto, secondo un sondaggio Odoxa per Le Figaro, il 61% dei francesi appoggia le misure annunciate da Macron per scongiurare il rischio di una quarta ondata legata alla variante Delta.
(da agenzie)
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Luglio 14th, 2021 Riccardo Fucile
SE NON SAI FAR RISPETTARE LA LEGGE ALLORA DIMETTITI
“Avevamo negato il permesso a festeggiare la vittoria dell’Italia agli Europei
sull’autobus scoperto, ma i patti non sono stati rispettati”.
Sono le parole del prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, al Corriere della Sera, commentando i festeggiamenti della Nazionale per le vie della capitale dello scorso lunedì. Piantedosi teme “le possibili conseguenze che potrebbero verificarsi nelle prossime settimane, nonostante il grandissimo lavoro svolto”.
Il prefetto spiega di aver convocato, prima della finale degli Europei, un comitato per l’ordine e la sicurezza, in cui era stato detto alla Figc che i festeggiamenti sull’autobus scoperto non sarebbero stati consentiti.
La Federazione non ha però rispettato i patti. “Venerdì scorso abbiamo convocato un comitato per l’ordine e la sicurezza. Io – racconta – avevo concordato la linea con la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese e con il capo della polizia Lamberto Giannini. La riunione era proprio per decidere che cosa fare e per questo abbiamo coinvolto direttamente anche la Figc che chiedeva di consentire agli atleti della Nazionale di fare un giro per Roma su un autobus scoperto, ma è stato spiegato chiaramente che non era possibile e che non potevamo autorizzarli”.
Piantedosi afferma che la Figc aveva proposto una soluzione alternativa all’autobus. Una pedana da montare in Piazza del Popolo. Una soluzione che era stata condivisa dal prefetto.
“Dovevamo gestire il passaggio dal Quirinale a Palazzo Chigi cercando di conciliarlo con le esigenze di sicurezza legate alla pandemia e dunque evitare in ogni modo assembramenti – continua Piantedosi – Lunedì mattina la Figc ha riproposto diverse soluzioni, ultima delle quali quella di utilizzare una pedana da montare in piazza del Popolo, in pieno centro a Roma, dove far salire i giocatori per festeggiare con i tifosi. Abbiamo ritenuto che potesse essere una mediazione praticabile perché ci consentiva di tenere sotto controllo la folla in un unico luogo, verificando anche che le persone indossassero le mascherine come prevede il decreto in vigore quando ci sono gli assembramenti. Nel primo pomeriggio di lunedì abbiamo avuto altri contatti diretti con lo staff della Figc che ha rinnovato la richiesta di poter utilizzare l’autobus scoperto. Abbiamo spiegato a tutti che le valutazioni non erano cambiate”.
Il prefetto racconta che la pedana alla fine non era stata montata. “Abbiamo pensato che avrebbero fatto fermare i giocatori davanti a Palazzo Chigi dopo l’incontro con il presidente del Consiglio Mario Draghi. Ci avevano assicurato – continua – che il trasferimento sarebbe avvenuto con un autobus coperto. Invece poco dopo l’uscita dal Quirinale si è aggregato un autobus scoperto con la livrea e le scritte dedicate ai campioni d’Europa”.
Piantedosi spiega che a quel punto, dallo staff del presidente Gravina “hanno sostenuto che c’era comunque già molta folla per le strade ed era forte intenzione dei calciatori di proseguire i festeggiamenti con l’effettuazione di un giro su un autobus scoperto. C’erano migliaia di persone in attesa del giro in autobus, vietarlo avrebbe potuto creare problemi di ordine pubblico”.
Piantedosi sottolinea come gli stessi calciatori Chiellini e Bonucci abbiano espresso la loro intenzione di girare sull’autobus scoperto al personale in servizio d’ordine.
A quel punto, dunque, il prefetto racconta di non aver potuto “fare altro che prendere atto della situazione e gestirla nel miglior modo possibile”. “La complessità e la delicatezza è testimoniata dalle immagini da cui si può vedere che praticamente solo le forze di polizia indossavano la mascherina. Tutto quello che è successo ci ha profondamente amareggiati – conclude Piantedosi – da un anno, anche nei periodi più difficili, a Roma abbiamo sempre cercato di applicare le misure anti-Covid stimolando la collaborazione dei cittadini e delle categorie produttive piuttosto che imporre misure draconiane. Mi auguro che l’Italia l’anno prossimo vinca i Mondiali per avere gli stessi festeggiamenti: tratteremo direttamente con i calciatori”.
(da agenzie)
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Luglio 14th, 2021 Riccardo Fucile
FINISCE 136 A 135, SI VA AVANTI TRA MOLTE ASSENZE (ANCHE NEL CENTRODESTRA)… FARAONE INVECE DI VERGOGNARSI SE LA PRENDE CON CHI HA FILMATO IL SUO APPLAUSO A SALVINI
Il Senato non ha approvato la sospensiva al ddl Zan, presentata da Lega e Fi.
I contrari sono stati 136 senatori, a favore sono stati in 135. Nessun astenuto.
Il partito di Matteo Salvini e i forzisti chiedevano di sospendere l’esame in Aula del ddl Zan e invece la discussione va avanti.
Ma il leader della Lega avverte: “Se Letta e il Pd insistono a non voler ascoltare, dialogare e trovare una soluzione, la legge è morta”.
La pensa allo stesso modo anche il presidente dei senatori di Italia Viva, Davide Faraone: “Questo voto dimostra chiaramente quello che diciamo da tempo, o si cambia rotta o il ddl Zan va a fondo. Il Pd e il M5S hanno il dovere morale di discutere e trovare soluzioni. Se continuano ad arroccarsi saranno responsabili davanti al Paese di questo fallimento”.
Oggi è il secondo giorno in Senato per il disegno di legge contro l’omotransfobia. L’Aula, dalle 9.30, ha ripreso i lavori in vista del voto delle sospensive, poi dopo la bocciatura, è iniziata la discussione generale del provvedimento che proseguirà fino alle 20.
Pallottoliere alla mano, da Fratelli d’Italia filtra l’irritazione per le assenze del centrodestra in Aula, durante il voto. I conti, infatti, sembrano dimostrare che senza le sette assenze tra Fi e Lega, il voto dell’Aula avrebbe avuto esito diverso, e la sospensiva, invece di essere bocciata con un voto di scarto (136 a 135) sarebbe passata. Ieri il Senato, con 124 voti a favore, 136 no e quattro astenuti, ha bocciato le pregiudiziale di costituzionalità avanzate da Lega e Fratelli d’Italia. Il centrosinistra quindi ha retto ma sembrano essere aumentati i perplessi. A illustrare la richiesta di sospensiva è stato, questa mattina, il senatore di Forza Italia, Giacomo Caliendo.
Erano in tutto tre le questioni sospensive presentate al Senato sul disegno di legge contro l’omotrannsfobia. Due a prima firma Forza Italia (la capogruppo Bernini e del vicepresidente vicario del gruppo Malan) e una a prima firma del capogruppo della Lega Massimiliano Romeo. Le questioni sospensive miravano a sospendere l’esame in Aula del ddl Zan. “Il Senato delibera di sospendere l’iter di approvazione del presente ddl e rinviarlo fino al 27 luglio 2021, per consentire alla commissione di esperire la fase emendatizia”, recita il testo leghista.
Davide Faraone, presidente dei senatori di Iv, in Aula ha accusato la senatrice dem Monica Cirinnà per aver pubblicato un video dove si vede lo stesso senatore renziano applaudire l’intervento di Matteo Salvini.
(da agenzie)
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Luglio 13th, 2021 Riccardo Fucile
IL GRANDE STORICO SPIEGA COSA VUOL DIRE ESSERE DI “DESTRA SOCIALE” … “I DUE MALI: LA CONCENTRAZIONE DELLA RICCHEZZA IN MANO DI POCHI E LA POLITICA RIDOTTA A COMITATO D’AFFARI DELLA FINANZA”
Non solo uno fra i più grandi esperti del Medioevo a livello mondiale. Franco
Cardini è anche autore di pamphlet polemici sulla contemporaneità.
A TPI, spiega le radici dei mali dell’Europa e ci mette in guardia dalla vera e unica minaccia per l’Occidente: non l’Islam, ma il capitalismo incontrollato.
Ieri come oggi, l’Europa rischia di essere schiacciata ancora una volta dalle grandi potenze mondiali. Soltanto una vera unione politica e non una mera alleanza economica potrà, forse, cambiare le sorti del vecchio continente.
Qualche giorno fa, Di Battista ha dichiarato che i maggiori problemi dell’Africa derivano dalle conseguenze della colonizzazione operata dalla Francia. Lei da storico come valuta questa affermazione?
I problemi dell’Africa derivano non tanto e non solo dalla colonizzazione (francese, inglese, tedesca, belga, portoghese, spagnola, italiana) e dalla decolonizzazione, quanto dalla ricolonizzazione, che in parte è stata solo una prosecuzione dell’aspetto socioeconomico della colonizzazione. Inoltre, derivano dall’assenza di una regolamentazione internazionale sull’attività delle lobbies multinazionali che agiscono liberamente nel continente, in genere con il consenso di governi locali corrotti e sostenuti a livello internazionale da quelli dei vecchi padroni coloniali. Basterebbe fare in modo che una modesta e ragionevole quota-parte dei proventi per attività agricole, minerarie, estrattive e via dicendo, che finiscono nelle tasche degli azionisti, fosse invece impiegata per lo sviluppo dell’economia locale. Per questo sarebbe necessaria un’assemblea Onu che potesse assumere risoluzioni non soggette al veto delle superpotenze membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, a turno protettrici degli interessi delle lobbies.
Insieme a Sergio Valzania, ha scritto un libro intitolato “La pace mancata. La conferenza di Parigi e le sue conseguenze” (Mondadori, 2018). Nel testo viene sottolineato come negli anni successivi alla Prima guerra mondiale si sia persa l’occasione di stabilire un equilibrio internazionale duraturo. Secondo lei, qual è stato l’errore più grande?
Difficile dirlo, data la quantità e l’enormità degli errori-crimini commessi in quella sede. Ne cito solo tre: 1) L’aver preteso che la Germania si assumesse formalmente la responsabilità di unica provocatrice della guerra ’14-’18 e l’averla caricata di colossali debiti di guerra, nel momento stesso nel quale le si toglieva la sovranità sui bacini minerari ferro-carboniferi dell’area renana, che da soli avrebbero potuto consentirle di pagare quei debiti. 2) L’aver consolidato nel vicino Oriente un sistema nato dal tradimento che Francia e Inghilterra avevano perpetrato ai danni degli arabi con il patto Sykes-Picot, dalla leggerezza con la quale era stato trattato il tema dell’impianto delle colonie sioniste e dall’aver fornito insieme con le concessioni petrolifere alla dinastia araba wahhabita dei beni Saudi la possibilità di assumere un’egemonia petroliera universale. 3) L’aver tradotto (e tradito) il principio wilsoniano dell’indipendenza di tutti i popoli in un sistema di crisi inevitabili, stabilendo arbitrariamente dei nuovi paesi egemoni (la Serbia nel Balcani, la Boemia nell’area mediodanubiana) e creando quindi le basi per nuovi squilibri. L’egoismo francese e inglese e il pacifismo nevrotico di Wilson furono le cause remote forse, ma dirette, della Seconda guerra mondiale. Hitler non è stato inventato né da Wagner a Bayreuth, né dalle fumose birrerie di Monaco: lo hanno inventato nella pace di Parigi, assassina di tutte le paci future fino ad oggi.
Con fatica, invece, dopo la Seconda guerra mondiale si è arrivati lentamente alla costruzione dell’Unione Europea. L’UE può essere considerata un’organizzazione che garantisce la pace?
L’Unione Europea è un soggetto con poteri di tipo economico-finanziario. Avevamo bisogno e confidavamo in un nuovo soggetto politico unitario, a carattere federale o confederale. In quanto europeisti, siamo stati ingannati: Robert Schuman capì per tempo che si sarebbe trattato di un organismo politicamente inutile. Uno stato federale o confederale europeo avrebbe potuto servire da ago della bilancia tra USA e URSS durante la Guerra fredda e proporsi come protagonista per l’equilibrio in settori mondiali nevralgici come il vicino Oriente. Così com’è, non può far nulla, con l’aggravante che negli ultimi anni l’UE è stata arbitrariamente collegata con la NATO; con il risultato di renderla funzionale a una politica che si è rivelata, negli ultimi trent’anni, come incautamente aggressiva e ferocemente violenta (alludo ai Balcani, al vicino Oriente)
A maggio si voterà proprio per le elezioni europee. Pensa che una vittoria dei movimenti populisti e di destra potrebbe portare alla disintegrazione dell’Unione?
Potrebbe portare a una sua ridefinizione: ma sono scettico al riguardo. Se l’UE non ha saputo resistere alla pressione delle “lobbies” finanziarie e industriali che l’hanno indotta negli ultimi anni a scelte sempre sfavorevoli ai popoli, una sua cancellazione lascerebbe ogni singolo stato indebolito e preda dei giganti della borsa e delle banche.
Lei ha sostenuto di essere stato da giovane un “fascista immaginario”, cosa significa?
Tra il ’53, anno di Trieste italiana, e il ’56, anno della rivolta ungherese, mi convinsi – da adolescente militante nell’Azione cattolica – che l’Europa avesse bisogno di un anticomunismo duro e intransigente. Mi parve allora che nella storia otto-novecentesca solo il fascismo, sia pure con mezzi che già da allora non approvavo, avesse provato a trasformare il coacervo delle popolazioni italiane in un popolo dotato di una sua dignità e di una sua identità (per quanto allora tale parola non fosse di moda). Astraendo largamente (per immaturità e per ignoranza) dalla realtà politica e dalle conseguenze, incontrai personaggi e letture che mi tracciarono l’immagine di un fascismo dedito tutto alla costruzione della dignità nazionale e alla conciliazione tra le classi nel nome della giustizia sociale. Mi figuravo il fascismo come veramente quello che”Il corriere dei Piccoli” proponeva ai balilla: una forza civica fata di onore, di lealtà, di coraggio, di disinteresse, di solidarietà con i poveri. Tra ’56 e il ’65 m’impegnai nelle formazioni del MSI cercando di trasformare quel movimento in gran parte vuoto e nostalgico in un partito che assumesse il suo ruolo in una società caratterizzata da ampie riforme socializzatrici e da un sistema che garantisse al tempo stesso dignità di base per tutti (quindi giustizia sociale) e seria selezione delle élites a vantaggio della società. Al tempo stesso, sognavo la metabolizzazione dal nazionalismo anticomunista del MSI a un patriottismo europeo fautore dell’unione continentale e in grado di difenderne indipendenza ed equilibrio, ponendosi a metà strada fra il liberal-capitalismo statunitense e il socialismo sovietico.
Scriveva Drieu La Rochelle, che definirsi di destra o di sinistra è un modo per confessare la propria imbecillità. Tuttavia, oggi, non crede che coloro che rifiutano tali etichette appartengano solitamente alla destra?
Sì, nella misura in cui essere “di sinistra” ha un valore in genere più preciso e determinato (giustizia sociale, libertà a livello mondiale), mentre la cosiddetta “destra” è ben più fumosa (ne esiste una liberale, una cattolica, una sociale e così via). Io, ad esempio, sono senza dubbio uomo “di destra” sotto il profilo politico- culturale (senso dello Stato e del dovere, fiducia nell’ordine pubblico, rispetto per le tradizioni, auspicio di uno Stato forte anche sotto il profilo militare), ma decisamente “di sinistra” sotto quello socioeconomico (stato sociale, controllo attento dell’iniziativa privata, lotta all’accumulo capitalistico e alla sperequazione sociale).
Di recente, lei ha pubblicato un testo intitolato “Neofascismo e neoantifascismo” (La Vela, 2018), dove scrive che l’antifascismo odierno non è necessariamente un valore. Ci può chiarire quest’affermazione?
Dichiararsi anti-qualcosa, per sua natura non è mai un valore. È necessario circoscrivere con chiarezza per quali ragioni e in che senso si è contro qualcosa.
Oggi esistono, mi pare, molte forme di antifascismo e ciascuna di loro si definisce assoluta, ma in realtà esiste un antifascismo di segno cattolico, di segno liberista, quello riconducibile ai modelli radicali e quello d’origine socialista o comunista.
Questi non coincidono affatto né nella loro rispettiva valutazione del fascismo né in quelli che per loro sono essenzialmente antifascisti; inoltre, danno tutti del fascismo (o dei fascismi) una valutazione eurocentrica, che astrae da quel che è avvenuto negli altri continenti dove, con il colonialismo e il postcolonialismo-neocolonialismo, le responsabilità del liberismo e del “socialismo reale” sono state immense. A ciò non si rimedia certo qualificando come “fascismo” tutto ciò che non ci piace.
Lo scorso secolo è stato costellato da orrori perpetrati da regimi di ogni colore. Oggi si tende a voler comparare il comunismo e il nazifascismo. Lei cosa ne pensa? È davvero possibile comparare e appiattire due ideologie con così opposte visioni del mondo?
Siamo sicuri che fossero così opposte? Possiamo davvero fingere di non riconoscerne, ad esempio, una sia pur non totale e assoluta comune radice nel socialismo? Abbiamo valutato appieno il senso del cosiddetto “totalitarismo” valutandolo non sbrigativamente come la veste moderna della violenza e della repressione assoluta, ma considerandolo nella prospettiva del tentativo (magari fallito) di risolvere quella questione sociale e culturale posta dalla”civiltà di massa”. Nei confronti di quest’ultima, il liberismo classico aveva fallito alla vigilia del 1914 e il neoliberismo sta fallendo adesso, rifiutandosi di vedere che le radici di tutti i mali, i tarli che rodono il mondo dall’interno e minacciano davvero pace e sopravvivenza dell’umanità, sono la mostruosa concentrazione della ricchezza in poche mani, la riduzione della politica a “comitato d’affari” dell’economia e della finanza e il generale impoverimento delle masse di fronte al pugno di super-ricchi concentrati in pochissime famiglie e “lobbies”, al riparo da qualunque controllo civile e legale.
Da cattolico oltreché da storico, lei ha scritto molto anche sull’Islam, spiegando che non è una minaccia. Anzi. Allora, qual è il vero pericolo per l’Occidente?
La sua resa etica e culturale dinanzi al perverso meccanismo produzione-consumo-profitto, la sua incapacità di radicarsi in una nuova Civiltà dei Princìpi, insomma – come aveva ben detto Erich Fromm – il prevalere della”Civiltà dell’Avere” sulla “Civiltà dell’Essere”.
Sebbene sia spesso considerata l’epoca più oscura della storia umana, il Medioevo, almeno negli anni che vanno dal 1200 fino al 1500, è stato un periodo nel quale si è sperimentata una convivenza pacifica fra l’Occidente e l’Oriente musulmano. È d’accordo?
Le convivenze sono fatte sempre di molte cose: di scambi economici, di scambi culturali, di scambi religiosi. Anche la guerra è uno scambio. Nel Basso Medioevo, le guerre erano moltissime e come sempre crudeli, ma non esisteva la “guerra totale”.
D’altronde il Basso Medioevo, invertendo i rapporti tra produzione e consumo (facendo quindi sì che, contrariamente a quello che fino ad allora era accaduto in tutte le culture, fossero i produttori a egemonizzare i consumatori e non viceversa) aveva avviato il processo di “cancellazione del senso del limite” che fu il vero motore della Modernità. Oggi siamo alla fine di quel ciclo: Zygmunt Bauman lo ha compreso bene, parlando di una “Modernità liquida”.
(da TPI)
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Luglio 13th, 2021 Riccardo Fucile
E FINISCE PRESA IN GIRO SUI SOCIAL QUANDO SI ERGE A PALADINA DELLE “LIBERTA’ PERSONALI”
Giorgia Meloni risponde a Macron attraverso una citazione di George Orwell, iter piuttosto cervellotico ma vero.
In queste ore il tema dell’obbligo vaccinale è tornato di moda, a far scattare la querelle sono state le parole del Presidente francese Emmanuel Macron che vuole imporre in tutto il paese il green pass per l’ingresso a ristoranti e mezzi di trasporto. Sul tema è piombata come un falco Giorgia Meloni, i cui consensi sono in ascesa da mesi ormai. Lei, più di Salvini, offre casa a populisti e nazionalisti.
La Meloni accompagna la sua considerazione, inevitabilmente ammiccante verso i no-vax, ad una citazione di grande cultura. Il riferimento è al celebre romanzo dell’autore inglese, 1984. Il nesso tra le due cose rimane comunque un mistero.
La grande popolarità della leader di Fratelli d’Italia, per fortuna, si è infranta sul buon senso dei cittadini del web. Infatti dopo il suo tweet complottista, in tanti sono stati gli utenti che si sono opposti.
Mariagiovanna 46
“La mia situazione di malata oncologica vorrebbe la libertà di non avere il terrore di essere contagiata da un non vaccinato
Tra i follower della Meloni, più di qualcuno ha provato a spiegare quanto importante sia procedere con le vaccinazioni di massa nell’interesse di tutti. Tra i contestatori, anche suoi supporters che richiamano la leader e i suoi sostenitori alla responsabilità.
“LGiovangiacomo
stavolta non riesco ad essere d’accordo. c’è una pandemia in corso con raggelanti novax e campagne di disinformazione che hanno portato molti a non vaccinarsi…liberi di non farlo…ma per colpa loro si chiuderà tutto di nuovo…quale è il modo per tenere aperto?
Tra i tweet di risposta più interessanti, anche quello di chi ricorda alla Meloni l’incoerenza della sua linea sulle libertà personali. Spesso tradita al momento del voto
Meloni: “L’idea di utilizzare il green pass per poter partecipare alla vita sociale è raggelante, è l’ultimo passo verso la realizzazione di una società orwelliana. Una follia anticostituzionale che Fratelli d’Italia respinge con forza. Per noi la libertà individuale è sacra e inviolabile”
“Giulia Blasi
Ottimo il riferimento alle libertà individuali, quindi voterete a favore di eutanasia, suicidio assistito, cannabis legale, abrogazione della legge 40, abolizione dell’obiezione di coscienza all’IVG, matrimonio paritario e adozione per coppie omosessuali e per single, giusto?”
(da agenzie)
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