Agosto 12th, 2021 Riccardo Fucile
DOPO AVER FIRMATO LA RICHIESTA DEL RINVIO A GIUDIZIO LAURA BASSANI E’ STATA TRASFERITA A SASSARI… ORA PESA LA CARENZA DI ORGANICI
L’inchiesta su Ciro Grillo e i suoi tre amici, accusati di stupro di gruppo su due ragazze, perde pezzi. Pochi giorni fa è stata trasferita dalla Procura di Tempio Pausania alla Procura dei Minori di Sassari Laura Bassani, la pm che ha coordinato, con il procuratore capo Gregorio Capasso, l’inchiesta sulle presunte violenze sessuali in Costa Smeralda.
Nel dare la notizia, l’agenzia Adnkronos precisa che l’indagine si è conclusa e ora il fascicolo è davanti al giudice per le udienze preliminari, che entro l’anno dovrà decidere se rinviare a giudizio il figlio di Beppe Grillo Ciro, Vittorio Lauria, Francesco Corsiglia ed Edoardo Capitta, come chiesto dalla Procura.
Un’inchiesta finita sotto i riflettori soprattutto per il nome di uno dei protagonisti, Ciro Grillo, figlio del fondatore del M5S, e i contraccolpi che il caso ha avuto (o avrà) sull’attività politica del Movimento.
I fatti risalgono a due anni fa, quando in Costa Smeralda, secondo il racconto di una delle due ragazze, dopo una serata in un locale di Porto Cervo, a casa del figlio di Beppe Grillo, dove fu invitata, sarebbe stata violentata. Lo stupro avrebbe riguardato solo lei, mentre all’amica, come emergerebbe da alcune fotografie e da un video, i quattro avrebbero appoggiato i genitali sul viso, mentre la ragazza dormiva.
I pm, dopo avere chiuso l’indagine una prima volta, nel novembre 2020, un anno e mezzo dopo la denuncia, hanno poi riaperto l’inchiesta e chiusa dopo poche settimane con la richiesta di rinvio a giudizio per violenza sessuale di gruppo. Accuse sempre respinte dagli imputati che parlano di “sesso consenziente”.
Adesso, nell’udienza preliminare, il procuratore in persona sarà costretto a presentarsi da solo in aula, davanti alla gup Caterina Interlandi.
Il decreto ministeriale di trasferimento della pm Laura Bassani è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 31 luglio scorso e comunicato alla Procura di Tempio Pausania il 3 agosto. La magistrata il 4 agosto ha preso già possesso del suo nuovo ufficio di Sassari. E ora il procuratore Capasso, che ha firmato con la pm la richiesta di rinvio a giudizio dei quattro giovani, lamenta la carenza di organici che potrebbe mettere a rischio anche il processo a Ciro Grillo e ai suoi amici
“Come sarà sostituita Bassani nei procedimenti in corso? Non è questo il punto – dice Capasso – la Procura di Tempio ha un carico di lavoro enorme e molti processi impegnativi. Il vero problema è che l’intero ruolo, cosi come i turni di reperibilità e le udienze della collega Bassani, andranno ora redistribuiti tra i pochi magistrati rimasti in servizio. Non mi piace guardarmi indietro e rievocare vicende che hanno messo a dura prova il nostro Ufficio e che sono note a tutti, ma i fascicoli rimasti aperti sono oltre mille”.
(da agenzie)
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Agosto 12th, 2021 Riccardo Fucile
LA BRUTTA FINE DELL’AVVOCATO DI TRUMP IN DIFFICOLTA’ ECONOMICA SOMMERSO DA DENUNCE PER DIFFAMAZIONE E CAUSE MILIARDARIE
L’ex sindaco di New York è in difficoltà economica ed è sbarcato sulla piattaforma
Cameo che permette di vendere brevi video a pagamento
«Ciao, sono Rudy Giuliani. Se vuoi parlare di qualcosa, se c’è una storia che vorresti ascoltare, o mandare un messaggio a qualcuno, sarei felice di farlo».
L’ex sindaco di New York City ed ex legale di Donald Trump si è reinventato: oggi pare essere diventato una sorta di spin doctor digitale sulla piattaforma Cameo dove offrirà le sue prestazioni a partire da 199 dollari, dagli auguri per un parente a consigli professionali.
Nell’ultimo periodo Giuliani stava attraversando difficoltà economiche e quindi sembrerebbe essersi messo in gioco sul sito che offre questo tipo di scambio, come già fanno anche altri personaggi dello spettacolo americano e anche italiano.
Il declino di uno degli avvocati più importanti della Grande Mela sono arrivate anche con la causa da 1,3 miliardi di dollari avviata per diffamazione dalla Dominion Voting Systems, quando Giuliani dichiarò che la piattaforma di voto online aveva «rubato» voti a Trump favorendo Biden.
(da agenzie)
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Agosto 12th, 2021 Riccardo Fucile
L’ANNO SCORSO L’80% DELLE AZIENDE ISPEZIONATE NON ERA IN REGOLA… “CAPORALATO DIFFUSO ANCHE NELLA LOGISTICA E NELL’EDILIZIA”
Il 100% delle decine di aziende tra Prato e Milano ispezionate nell’ultima settimana dall’Ispettorato nazionale del lavoro è risultato «irregolare».
A riferirlo è stato il nuovo direttore dell’Inl, il magistrato Bruno Giordano. Giordano ha evidenziato come il fenomeno sia «particolarmente diffuso nelle piccole e medie imprese che rappresentano quasi il 90% del tessuto produttivo italiano» e che le irregolarità e il lavoro nero, spesso, si celano «nelle zone a più alta attività del Centro e del Nord e non nelle aree depresse del Sud». «Su scala nazione, nel 2020, il 79,3% delle aziende ispezionate dall’Ispettorato del lavoro aveva presentato delle irregolarità», ha osservato ancora il direttore dell’Inl.
E per far fronte a questi illeciti, così come allo sfruttamento e al fenomeno del caporalato, Giordano ha comunicato che è già entrata in azione una specifica task force dell’Inl che, con la collaborazione del nucleo tutela del Lavoro dei carabinieri e dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim), effettua quotidianamente decine di controlli al giorno su scala regionale.
Giordano ha poi sottolineato che «il fenomeno del caporalato non è esclusivamente legato alle attività agricole, ma è diffuso anche nei settori della logistica, dell’edilizia e nella gig economy».
A ciò si aggiungono i drammatici dati sui morti sul lavoro in Italia: nel primo semestre del 2021, secondo i dati diffusi dall’inali, 538 persone hanno perso la vita mentre lavoravano. Giordano, per i prossimi mesi, conta di metter in atto «una strategia chirurgica nell’individuare le imprese da controllare, con più ispezioni e mirate», grazie anche a 2.000 nuovi ispettori che andranno a implementare l’attuale organico. Nella strategia del nuovo Capo dell’Ispettorato è presente anche «l’interoperabilità delle banche dati con gli altri enti di vigilanza, come l’Inps, l’Inail e anche le Asl e ad una nuova struttura ispettiva centralizzata e territoriale».
E a margine della cerimonia d’insediamento del nuovo direttore dell’Inl, il ministro del lavoro Andrea Orlando ha sottolineato come sia divenuto ormai improrogabile il tempo di «agire» sulle irregolarità e gli illeciti, «anche perché – ha proseguito il ministro – il mondo del lavoro sta cambiando in fretta: basti a pensare al caporalato non più legato ai settori tradizionali, agricoltura e edilizia ma che è esploso anche nella logistica e tra i rider». «Il nostro lavoro è centrato su due pericoli diversi – ha proseguito il ministro del Lavoro -. Da un lato il lavoro nero che riguarda praticamente tutti i settori anche se la maggior parte delle violazioni sono nel manifatturiero, nell’alberghiero e nella ristorazione. E poi gli infortuni: il primo tra i settori e quello dell’edilizia. Il fenomeno riguarda soprattutto le piccole e medie imprese che sono quelle più suscettibili di distrazione dalle regole: orari, contratti, tutti fattori che spesso sono concause con gli infortuni».
«Il lavoro nero – ha sottolineato Orlando – è sempre insicuro, ma gli infortuni capitano anche dove c’è un lavoro regolare, come ad esempio negli ultimi casi di cronaca. In questi casi si è trattato di infortuni in luoghi regolari, ma dove si è verificata mancanza di formazione, o orari di lavoro lunghi, o un uso inadeguato di attrezzature e macchinari: lo spaccato italiano è questo». Su questi fronti, l’obiettivo dell’esecutivo è dunque quello di «scovare e cercare i settori e le aziende in cui questi fenomeni si verificano con maggiore frequenza e maggiore gravità. Per fare questo dovremo avere del personale preparato. Intendo avviare entro l’autunno la scuola di formazione per i nuovi ispettori».
(da agenzie)
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Agosto 12th, 2021 Riccardo Fucile
NAPOLI HA IL CUORE GRANDE E CONOSCE LA SOLIDARIETA’
Era poggiato sul muretto del lungomare di Napoli. Alle sue spalle il Castel dell’Ovo e
quella lingua di mare che lambisce il capoluogo campano.
A un certo punto ecco arrivare un cameriere che gli dona un pasto. Il bel gesto è stato immortalato dallo smartphone di un passante ed è una boccata d’ossigeno in una fase storica in cui l’intolleranza e il razzismo hanno acciecato menti e coscienze.
Il filmato è stato condiviso sui social anche dallo scrittore Pasquale de Falco ed è diventato immediatamente virale. Le immagini mostrano il cameriere che attraversa la strada con in mano del cibo. Una volta arrivato sull’altro lato della strada, quello che si affaccia sul golfo di Napoli, dona al ragazzo poggiato sul muretto qualcosa da mangiare. Poi, dopo il bel gesto, torna all’interno del locale in cui lavora.
Le immagini del cameriere offre pranzo a un ragazzo bisognoso sono diventate virali. Il tutto è stato accompagnato da commenti che sottolineano la bontà del gesto e il fatto che al Sud la solidarietà sia quotidiana nei confronti di chi è in difficoltà, anche se spesso non viene immortalate e ripresa dagli smartphone.
Perché quanto fatto dal dipendente di quel ristorante è la punta dell’iceberg troppo spesso sommerso dall’egoismo di chi non riesce a vedere oltre la siepe del proprio orticello.
Ed è un qualcosa che Napoli conosce bene. Non a caso, infatti, proprio nella città partenopea è nato il famoso “caffè sospeso” con i clienti che lasciano ai baristi i soldi per pagare il caffè a una persona che non può permettersi neanche quello.
Un gesto di civiltà che riconcilia con il vero senso di solidarietà che, troppo spesso, è solo a parole.
(da NextQuotidiano)
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Agosto 12th, 2021 Riccardo Fucile
“IN ITALIA CI VORREBBE UN PO’ DI DISCIPLINA”
Un paragone esemplificativo, già utilizzato anche dai Maneskin, per definire i comportamenti, gli atteggiamenti e le motivazioni che soffiano nelle vele dei negazionisti di qualsiasi cosa.
Anche il famoso fotografo Oliviero Toscani si scaglia contro chi dice “no” a tutto, paragonando i no vax e i no Green Pass ai terrapiattisti.
“Il Green Pass è una cosa minima, è veramente un problema minimo – ha detto Oliviero Toscani in collegamento con Stasera Italia (su Rete4) -. È incredibile come si perda tempo a discutere sempre su tutto. Questi anti-vax e anti-Green Pass mi ricordano i terrapiattisti. Sono uguali. Hanno la stessa veemenza nel dirti che quel che dicono loro è giusto. Io credo che ci voglia un po’ di disciplina. Ci vuole in questo momento un po’ di disciplina. E bisogna ascoltare gli esperti e gli scienziati”.
Un paragone calzante. Spesso e volentieri, infatti, sui social si spingono teorie del complotto e della cospirazione legate a qualsiasi cosa.
La maggior parte degli utenti che ammiccano al mondo no vax (ora declinato anche nella versione no Green Pass) citano persone e fonti a caso (tipo il “mio cugino”, oppure “un amico di mio cugino mi ha detto”).
Dinamiche che ricordano molto da vicino l’universo dei terrapiattisti, coloro i quali credono (tra le tante cose) che la sfericità – o per meglio dire, il geoide – del nostro Pianeta sia un’invenzione dei famosissimi Poteri Forti.
Secondo loro ci sono barriere ai confini del mondo, come fosse una sorta di Truman Show (con e senza telecamere). Ed è a questo che fa riferimento (anche) Oliviero Toscani.
(da agenzie)
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Agosto 12th, 2021 Riccardo Fucile
A ZONA BIANCA SU RETE4 IL TRASFORMISTA DEL BAGAGLINO DICE TUTTO E IL CONTRARIO DI TUTTO
Dire tutto e il contrario di tutto, per accontentare alcuni e non scontentare altri.
Prosegue il cammino di un Matteo Salvini “di lotta e di governo”, con dichiarazioni che sono contraddittorie tra di loro sui vaccini, sul Green Pass e anche sul lavoro del generale Figliuolo.
E mercoledì sera, ospite di Zona Bianca (su Rete4) è andato in scena l’ennesimo capitolo di questo romanzo ciclico in cui il leghista, nel tentativo di rispondere nel modo più neutro alle domande, si arrampica sugli specchi.
Uno dei temi principali toccati dal segretario del Carroccio, in collegamento dalla Calabria, è stato quello del vaccino declinato in molte sfaccettature.
Il conduttore, Giuseppe Brindisi, chiede a Salvini un commento sulla lettera inviata dal Commissario straordinario Figliuolo alle Regioni per accelerare la campagna di immunizzazione dei più giovani (chiedendo vaccinazioni, per la fascia 12-18, senza prenotazione a partire dal 16 agosto). Ed è lì che iniziano le contraddizioni.
Il leader della Lega ha prima detto che il generale sta facendo un lavoro egregio, poi cita esperti (senza mai fare nomi) che in realtà chiedono prudenza sull’immunizzazione dei minori.
Ma è sicuro di quel che dice? Il suo continuo ammiccamento allo scetticismo anti-vaccinale, infatti, lo porta a non citare e non valutare le posizioni reali su questo tema. Per esempio, la Società Italiana di Pediatria spinge affinché sia intensificata la campagna di immunizzazione nei confronti dei più piccoli.
“La Società Italiana di Pediatria avverte l’esigenza di beneficiare di uno specifico intervento di prevenzione vaccinale Covid19 per l’eta pediatrica. In questo modo, sarà possibile permettere di prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenute da varianti emergenti con maggiore trasmissibilità”. Queste sono le parole degli esperti che il leader della Lega ha deciso di non citare.
Insomma, da una parte il “governo” che lo spinge a non poter dare giudizi negativi sull’operato di Figliuolo (dopo aver “bombardato” per mese il suo predecessore Domenico Arcuri), dall’altra la “lotta” che sembra essere più in linea con le sue convinzioni (ai posteri l’ardua sentenza sul fatto che siano “posizioni elettorali” o personali).
Ma lo spirito di Alberto da Giussano prosegue poco dopo, quando si dice contrario all’obbligo di vaccinazione per gli insegnanti (altro tema al centro dell’agenda dell’esecutivo e della struttura commissariale).
E c’è anche il tema dei tamponi gratuiti, una battaglia diventata un mantra delle dichiarazioni del segretario del Carroccio. Durante la sua intervista a Zona Bianca, infatti, Salvini ha esaltato l’assessore siciliano Samonà per aver dato il via libera ai test gratis esaltando anche la “grande responsabilità” con cui i cittadini italiani (non vaccinati) si stiano sottoponendo ai tamponi (per poter utilizzare il Green Pass senza immunizzazione).
Peccato che non abbia citato l’esempio opposto dato da Luca Zaia in Veneto che, nei giorni scorsi, ha abolito i test gratuiti proprio per evitare quel che – anche oggi – viene esaltato da Salvini.
(da NextQuotidiano)
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Agosto 11th, 2021 Riccardo Fucile
TIMORI DI CONTESTAZIONI DEI “NORDISTI” PER SALVINI… LA MELONI IN IMBARAZZO PERCHE’ DOVREBBE INVITARE COME OSPITI AVVERSARI POLITICI IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE
Le solite feste di partito, quest’anno no. Ne resiste soltanto una, la Festa dell’Unità. E le altre? Niente Pontida. Niente Atreju.
Che pure erano diventati appuntamenti fissi e cruciali della cerimonia politica, bussole per capire le strategie dei leader e dei partiti.
Bisognerà aspettare, forse, il prossimo anno per queste due feste da migliaia di persone.
Colpa del Covid che non va via? «Non è tanto questo», ammettono nella Lega, anche se distanziare e contingentare la massa dei militanti appassionatissimi che di solito si riversano su quel pratone carichi di tutto, tra birre, corna celtiche e tanto sudore, sarebbe esercizio non facile.
E allora perché niente Pontida? Perché la base è la base e nelle feste già celebrate, per esempio quella di Cervia, i toni di lotta, i proclami identitari, sono stati apprezzati dalla base più di quelli misurati, governativi, giorgettiani, draghisti.
Popolo incontrollabile, rischi di creare problemi alla stabilità – una cosa è Salvini che attacca la Lamorgese, e un’altra è un’intera folla che grida di nuovo Nord, Nord, Nord e solo Nord o che mostra tutte le divisioni di un mondo leghista che in questa fase è un po’ spaesato tra voglia di lotta e costrizione di governo.
I parlamentari non fanno che dire: «Nessuna informazione su Pontida, stavolta salta». Eppure è strano perché il rito del sacro pratone potrebbe fungere, come lo è stato altre volte, da perfetto volano elettorale per il voto di ottobre.
«Il problema è che siamo divisi», dicono diversi parlamentari: «C’è un nordismo di ritorno, una rinnovata voglia di quell’autonomismo finito ingiustamente in soffitta, che potrebbero rovinare la festa». E anche l’immagine del Carroccio che sta al governo ma che vive il governo – non è il caso di Giorgetti ma di molti altri sì, e di quasi tutti nella base – come una camicia di forza.
Tra gli organizzatori delle Pontide degli anni scorsi c’è chi ironizza: «Finiremo per andare alle feste dell’Unità». Quelle ci sono.
Con Conte super-ospite alla festa nazionale di Bologna, il 10 settembre, ma la voglia diffusa di invitare il leader M5S in tutte le feste dell’Unità minori sparse sul territorio – a riprova di come il popolo dem ami il capo degli stellati – viene frenata dal quartier generale: «I 5 stelle sono nostri alleati, ma non esageriamo… ».
E comunque il fatto che resistono le feste dell’Unità, mentre le altre no, è anche perché quello è il partito del congresso permanente e le feste servono anche per preparare nuove leadership.
Se Letta non vince nel collegio di Siena, e se per lui le amministrative vanno male, ne trarrà le conseguenze (parole sue), ovvero potrebbe mollare. E guarda caso quello che aspira al suo posto, Stefano Bonaccini, sarà il più presente nelle feste dell’Unità: non solo a Bologna ma in Toscana, Marche, Liguria, a Modena (sua città) insieme a Prodi. In tutto, 40 date. E non solo per amore del palco.
Guardando di nuovo a destra, ecco la mancata Atreju. «Non si fa perché siamo impegnati tutti nella campagna elettorale in tutti i territori dove si vota», è la spiegazione di Giorgia Meloni. Eppure la super-festa iper-mediatica (basti pensare all’arrivo di Orban nell’ultima edizione pre-Covid) sarebbe stata una vetrina elettorale per il voto a Roma stupenda.
Ma è una festa in cui parlano tutti e ci sono tanti invitati degli altri partiti, mica possiamo regalare loro un palco in pieno scontro elettorale!», dicono in FdI.
Quanto ad Atreju, c’è chi in FdI con bonaria malizia così interpreta la sospensione. Sarebbe la riprova che Giorgia non vuole candidarsi (anche se non ha ancora ufficialmente sciolto la riserva) capolista nel voto di Roma.
Sennò, non avrebbe rinunciato a un’occasione mediatica così ghiotta e capace di proiettarla anche internazionalmente come nuova madrina della Capitale.
(da il Messaggero)
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Agosto 11th, 2021 Riccardo Fucile
AL DI LA’ DI ALESSANDRA CHE RECENTEMENTE SI E’ SCHIERATA PER IL DDL ZAN, E’ LA VECCHIA STORIA DELLA DESTRA SERVA DEL CAPITALISMO SENZA LIMITI CHE NON TOLLERA CHE ESISTA UNA DESTRA SOCIALE
Giorgio Gaber si interrogava chiedendo: “Ma cos’è la destra? Cos’è la sinistra?”. 
Una domanda atavica che, spesso e volentieri, ha portato a larghe interpretazioni sulla base di ideali con etichette.
E oggi, un po’ a sorpresa, Alessandra Mussolini sostiene, infatti, di essere una ragazza di sinistra.
La 58enne, che oltre a essere nipote di Benito Mussolini ha occupato gli scranni del Parlamento (e anche dell’Europarlamento) da qualche tempo fatto sue molte battaglie tipiche della sinistra. Ultima quella sul ddl Zan e le adozioni alle coppie omosessuali.
Nella sua intervista rilasciata alla rivista Vanity Fair, Alessandra Mussolini non solo conferma questa sua svolta, ma la rivendica . E la conferma arriverebbe dalle sue battaglie che, però, poco hanno a che vedere con i partiti scelti durante la sua lunga vita politica.
Rispondendo a una chiara domanda della giornalista – “Avrebbe mai potuto essere una ragazza di sinistra, se avesse voluto?” -, l’ex europarlamentare, deputata e senatrice (tra Forza Italia, Movimento Sociale Italiano, Azione Sociale, Alleanza Nazionale e Popolo delle Libertà) ha risposto laconicamente: “Ma lo sono! Sono una diversamente ragazza che ha fatto battaglie nelle quali ha creduto, al di là dei colori”.
E’ la vecchia storia della diversità tra una destra sociale e una destra economica, per non parlare di quella xenofoba sovranista.
Quella attuale è una destra prona agli interessi dei poteri forti, bigotta, fondata sull’individualismo e sull’egoismo, provincialotta e becera, razzista e negatrice dei diritti civili.
In altri tempi erano i padroni delle ferriere e delle miniere, i latifondisti che sfruttavano la manodopera, se non fosse stato per Mussolini (piaccia o non piaccia) tanti ragazzini non avrebbero mai visto il mare (grazie alle colonie estive) e avrebbero continuato a essere sfruttati nei campi.
I sovranisti sono il peggio del peggio ma sono lo specchio di una parte degli Italiani che pensa solo ai cazzi propri e a mettere soldi nel materasso, finchè il buon Dio non li richiama a sè.
Per fortuna a destra c’e’ chi ha un’altra sensibilità sociale e una visione del mondo che coniuga senso dello Stato e solidarietà verso i più deboli, onestà e rifiuto dei compromessi, rispetto delle diversità e meritocrazia.
Non esistono temi “di sinistra” o “di destra”, esistono diritti e doveri per tutti i cittadini che si riconoscono in una “comunità nazionale”, ponendo in primo piano la riduzione delle diseguaglianze e la prospettiva di una Europa unita.
Tutto il resto è vecchio ciarpame.
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Agosto 11th, 2021 Riccardo Fucile
QUANDO TUTTO VIENE UTILIZZATO PER CARPIRE QUATTRO VOTI RAZZISTI
La Lega è salita sul carro del vincitore, ma senza leggere le sue dichiarazioni nella loro interezza. Nelle ultime ore, infatti, i profili social di quelli che vengono definiti “sovranisti” (comprese le testate molto vicine, quasi come una coppia di fatto, al Carroccio e a Fratelli d’Italia) stanno riprendendo – solo parzialmente – alcune parole di un’intervista di Marcell Jacobs riportare dal quotidiano il Foglio.
Il tema è quello caldo, caldissimo, dello Ius Soli. L’atleta – che si è appena laureato campione olimpico nei 100 metri e con la squadra della staffetta 4X100 italiana – ha chiesto di non essere strumentalizzato e anche per questo non vuole parlare di questo tema. Un concetto che, probabilmente, non hanno spiegato bene a Matteo Salvini.
Questo è quello che compare sulla bacheca Instagram di Matteo Salvini e anche nei titoli di quotidiani come Libero.
Ma cosa ha detto veramente Marcell Jacobs nella sua intervista a Il Foglio?
Domande e risposte sono riportate anche sull’edizione online del giornale fondato da Giuliano Ferrara e diretto da Claudio Cerasa. E queste sono le sue esatte risposte da leggere e capire.
Ecco, mister Jacobs, che ne pensa dello ius soli?
“Non mi interessa, non sono preparato. Non voglio essere usato”.
Ma come: tutti la rincorrono.
“Sono ignorante in materia, e francamente mi interessa il giusto”.
Non si sente dunque un simbolo?
“Sono arrivato lunedì sera. Non ho letto nulla su questo argomento. Direi cose per accontentare o scontentare qualcuno. Faccio l’atleta. Voglio essere un simbolo per quello che faccio in pista”.
Cosa ha detto, dunque, Marcell Jacobs sullo Ius soli? L’atleta italiano dice di non essere preparato sull’argomento – sottolineando, tra le righe, come sia stato invaso da domande fin dal suo ritorno in Italia – e di non voler essere usato dalla politica.
Anzi, dice proprio di essere “ignorante in materia”.
Inoltre, l’atleta della Polizia sottolinea di non aver letto nulla su questo argomento e quindi non si espone.
Certo, potrebbe essere criticato per non aver preso posizione, ma meglio non esporsi se non si è a conoscenza di un tema così delicato. Insomma, chiede di non essere strumentalizzato. Eppure Salvini si vanta di tutto ciò strumentalizzandolo
(da NextQuotidiano)
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