Agosto 11th, 2021 Riccardo Fucile
E C’E’ CHI REPLICA: “PARLI TU CHE NON HAI MAI FATTO UN CAZZO IN VITA TUA”
Se non fosse vero ci sarebbe da ridere. E invece l’ha proprio detto: “Sul Reddito di
Cittadinanza guardiamo i numeri, quanti posti di lavoro ha creato in Campania? Quanti ne ha distrutto? Sono in contatto quotidiano con imprenditori che non trovano personale perché si sentono dire che è più comodo star casa a non fare nulla. Uno strumento che doveva creare lavoro, crea problemi e lavoro nero. Stare a casa per tre anni con 548 euro di media è un insulto a chi si alza alle sei di mattina per guadagnare la stessa cifra andando a lavorare”.
Così Matteo Salvini, in visita alla caserma Ferrari-Orsi della brigata bersaglieri Garibaldi di Caserta.
Inevitabile allora che il leader della Lega diventasse nella giornata di ieri oggetto di numerose critiche
“Salvini, il più noto fancazzista della politica italiana, se la prende col reddito di cittadinanza, perché secondo lui 548 euro al mese sarebbero un insulto a chi si alza alle 6 per andare a lavorare. L’insulto vero sono i suoi 15mila euro con tassi di assenteismo da licenziamento in tronco” replicano sui social.
E ancora: “L’attacco di Salvini verso chi percepisce il Reddito di cittadinanza è fuori luogo, fino allo squallore. Tenta di alimentare una guerra nella parte più debole ed esposta della società davvero vergognosa”
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Agosto 11th, 2021 Riccardo Fucile
GIA’ LITIGANO A DUE ANNI DALLE ELEZIONI: “VOGLIONO ESCLUDERMI? LO DICANO PRIMA”
Si guardano in cagnesco perché vale il principio che il più furbo frega l’altro visto che dalle parti sovraniste la parola solidarietà suona come una parolaccia.
“Credo ancora nel centrodestra. Noi possiamo anche discutere e qualche volta litigare, ma la nostra visione del mondo è sostanzialmente compatibile. Io voglio cambiare le cose e so che posso farlo solo con chi la pensa come me”. Lo dice il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni durante una intervista a Il Giornale.
Chi farebbe il presidente del Consiglio se il Centrodestra nel 2023 vincesse le elezioni?
“Il capo del partito che prende più voti”, risponde Meloni che spiega: “Se Forza Italia e Lega vogliono presentarsi uniti, devono dirlo prima del voto. Non si cambiano le regole a partita in corso. Nel 2018 ho chiesto più volte a Mattarella, insistendo, che a Salvini fosse affidato l’incarico di formare il governo. Era lui l’uomo di punta della coalizione, perché lo dicevano i numeri, i voti. Non è che adesso si cambiano i patti perché i sondaggi non sono favorevoli agli altri”.
Come si sta all’opposizione? “Non è una posizione comoda -risponde Meloni- Le garanzie che di solito tutelano le opposizioni per noi valgono un po’ di meno”.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Agosto 11th, 2021 Riccardo Fucile
IL PRESIDENTE DI FIPE: “LO CONTROLLEREMO SOLO SE INVECE CHE UN UOMO E’ INTESTATO A UNA DONNA O SE UN VENTENNE MOSTRA IL GREEN PASS DI UN OTTANTENNE”
Green pass e basta o green pass con carta d’identità? Il nodo in parte è stato sciolto
dalla circolare del Viminale che ha fatto tirare un sospiro di sollievo agli esercenti di bar, ristoranti e hotel. Infatti, prima del chiarimento del ministero, sembrava che i titolari degli esercizi, o chi per loro, dovessero controllare insieme alla carta verde anche un documento che confermasse i dati anagrafici del cliente.
Ora invece, come spiega ad HuffPost il presidente di Fipe-Confcommercio Lino Enrico Stoppani, la situazione è più chiara e soddisfacente.
“Adesso è chiaro che noi esercenti dovremo controllare la carta d’identità solo in due casi limite: se c’è una chiara discrepanza d’età tra ciò che è scritto sul green pass e la persona che ci troviamo davanti oppure nel caso in cui un uomo ci presenti la certificazione con il nome di una donna o viceversa”.
Per il presidente, dunque, “i controlli approfonditi è giusto che siano in capo solamente alle forze dell’ordine”.
Oltre al doppio controllo riservato ai soli casi limite, Stoppani aggiunge che anche sulla responsabilità, e di conseguenza sul rischio multe, il ministero dell’Interno è andato incontro alle loro richieste: “Per fortuna è stato ribaltato il concetto di responsabilità spostandolo verso il cliente – spiega -, salvo il mancato controllo sui casi cosiddetti palesi. Quindi ci troviamo di fatto davanti a un’autocertificazione, su cui noi avevamo spinto fin dall’inizio per evitare problemi organizzativi alle imprese”.
(da Huffingtonpost)
argomento: Politica | Commenta »
Agosto 11th, 2021 Riccardo Fucile
I PARLAMENTARI DIANO L’ESEMPIO INVECE DI FARE CHIACCHIERE… E CHI LAVORA NELLE ISTITUZIONI IMPARI A RISPETTARE IL PROSSIMO
Da giovanissimo motociclista, vissi male l’approvazione della legge che nel 1986 introdusse l’obbligo del casco. Da tabagista adulto, vissi male la legge che nel 2003 introdusse il divieto di fumo nei locali chiusi.
Vissi male quelle leggi perché comprimevano le mie libertà, ma ne compresi la ratio e senza indugi accettai queste improvvise limitazioni al mio libero arbitrio.
Non che fossi convinto fino in fondo della bontà di simili norme più o meno ispirate alla tutela costituzionale della salute pubblica, ma essendo evidentemente valide per tutti le feci anche mie. Di sicuro non sarei stato così remissivo se la legge del 1986 avesse esentato i parlamentari dall’obbligo del casco o se quella del 2003 fosse stata derogata per i locali della Camera dei deputati o per quelli del Senato della Repubblica.
È per questo che, ritenendo doveroso che il legislatore dia il buon esempio, considero opportuno che l’obbligo di green pass imposto a ristoranti, musei, sale da concerto e simili riguardi anche gli ambienti parlamentari.
Prevedo l’obiezione: l’obbligo limiterebbe l’esercizio di una funzione costituzionale primaria. È vero. Ma pur ritenendo essenziale l’autodichia delle Camere, e non considerando affatto che gli eletti dal popolo debbano avere gli stessi diritti e gli stessi doveri dei cittadini comuni, ritengo comunque appropriato sollecitare il collegio dei questori dei due rami del Parlamento ad introdurre l’obbligo di green pass per accedere all’aula e alle commissioni. Simbolicamente, è la cosa giusta da fare.
Volendo poi passare dal piano simbolico a quello sostanziale, è evidente che l’obbligo sanitario andrebbe esteso anche al personale che frequenta i due palazzi. So che i sindacati interni resistono, ma avendo previsto il green pass per i dipendenti di aziende private, per il personale sanitario e, ora, per quello scolastico, davvero non si capirebbe il senso di un’eventuale esenzione per chi lavora in un luogo affollato
Andrea Cangini
senatore di Forza Italia
argomento: Politica | Commenta »
Agosto 11th, 2021 Riccardo Fucile
ULTRACONSERVATORE E’ TRA I CAPOFILA DELL’OPPOSIZIONE CURIALE A PAPA FRANCESCO… INVECE DI AFFIDARSI AL SIGNORE ORA ACCETTA LE CURE
Ora sarà curato mentre – se fosse stato coerente – avrebbe dovuto rinunciare alle
cure e affidarsi al signore. Il cardinale statunitense Raymond Leo Burke, vocalmente scettico nei confronti dei vaccini, è risultato positivo al coronavirus ed è sotto cure mediche.
“Sia lodato Gesù Cristo”, scrive il porporato su Twitter. “Desidero informarvi che sono recentemente risultato positivo al cirus Covid-19. Grazie a Dio sto riposando comodamente e sto ricevendo cure mediche eccellenti. Pregate per me per favore mentre inizio la mia guarigione. Crediamo nella Divina provvidenza. Dio vi benedica”.
Nel corso delle scorse ore si era diffusa sui social network la notizia che il porporato era positivo al Covid, ma la sorella del cardinale l’aveva smentita.
Burke è stato prefetto della Segnatura apostolica e risiede tuttora a Roma.
Ultraconservatore, è tra i capofila dell’oppo: “sizione curiale a papa Francesco, oltre ad essere stato un entusiasta sostenitore dell’ex presidente statunitense Donald Trump ed un critico indefesso del presidente Joe Biden.
In un incontro a Roma del maggio 2020, riportato dal sito tradizionalista Lifesitenews, esprimeva tutti i suoi dubbi nei confronti del vaccino anti-Covid: “Deve essere chiaro che la stessa vaccinazione non può essere imposta, in modo totalitario, ai cittadini”, affermava Burke, che riportava anche l’opinione di alcuni secondo i quali “una sorta di microchip che deve essere posto sotto la pelle di ogni persona, in modo che in qualsiasi momento possa essere controllata dallo Stato in merito alla salute e ad altre questioni che possiamo solo immaginare”.
Ad ogni modo, “deve essere chiaro che non è mai moralmente giustificato sviluppare vaccini tramite l’uso di linee cellulare di feti abortiti”, una posizione smentita l’anno scorso dalla congregazione per la Dottrina della fede.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Agosto 11th, 2021 Riccardo Fucile
FACEBOOK HA RIMOSSO DIVERSI ACCOUNT COLLEGATI A MOSCA CHE STAVANO DIFFONDENDO DISINFORMAZIONE SUI VACCINI
Vi ricordate di Amin, protagonista della pagina social Et ça se dit Médecin che diffonde informazioni scientifiche e che era stato contattato da una misteriosa agenzia – chiamata Fazze – che gli avrebbe offerto del denaro se avesse parlato male del vaccino Pfizer?
Ora, a quanto pare, Facebook ha individuato delle connessioni tra questo (e altri episodi analoghi che si sono verificati in Francia, ma anche in Germania) e una rete di account russi che realizzavano post di disinformazione sui vaccini, soprattutto sui social network di India, Usa e America Latina.
Facebook ha rimosso centinaia di account che stavano compiendo una sistematica operazione di disinformazione. Ieri, il social network di Mark Zuckerberg lo ha comunicato attraverso il suo report sul comportamento coordinato di alcuni utenti che è stato definito anomalo dai vertici della società di Menlo Park.
Si parla di account che operavano dal territorio russo e che, a quanto pare, avrebbero diffuso diverse notizie fake in merito ai vaccini. In totale, sarebbero stati 65 account Facebook e 243 account Instagram a incrociare il controllo del social network di Zuckerberg e a essere completamente rimossi, in virtù della loro attività sospetta.
Secondo Facebook, i tentativi di disinformazione messi in atto da questi account non sono andati a buon fine, così come non era andato a buon fine una precedente ondata di fake news (questa volta diretta contro il vaccino AstraZeneca), iniziata addirittura nel 2020, quando ancora si parlava soltanto della fase sperimentale del vaccino contro il coronavirus.
Sempre secondo Menlo Park, al momento, Fazze – come agenzia di comunicazione – non avrebbe più accesso alla pubblicazione su Facebook.
(da Giornalettismo)
argomento: Politica | Commenta »
Agosto 11th, 2021 Riccardo Fucile
A 22 ANNI E’ TRA I PIU’ FORTI MEZZOFONDISTI D’EUROPA, CORRE DA “ITALIANO EQUIPARATO”… IL PADRE L’HA CHIESTA DA 4 ANNI MA E’ STATA NEGATA PERCHE’ AL REDDITO FAMILIARE MANCANO 300 EURO
Abdelhakim Elliasmine detto Hakim ha 22 anni, vive in Italia da 15. I suoi genitori
sono di nazionalità marocchina, ha i documenti in regola e un diploma di perito elettronico.
Ma soprattutto è tra i più forti giovani mezzofondisti d’Europa grazie al suo 1’46” sugli 800 metri. Ed è la prova vivente di quello che ha denunciato il presidente del Coni Giovanni Malagò sullo ius soli sportivo: attende la cittadinanza da anni e nel frattempo non può partecipare alle competizioni internazionali.
Nonostante un cursus honorum di tutto rispetto, visto che ha vinto dieci titoli nazionali, sei medaglie d’argento e sette di bronzo: «Aspetto una risposta da due anni, sognavo che arrivasse prima degli Europei di Tallin ma niente».
Hakim corre da «italiano equiparato», spiega oggi il Corriere della Sera, ma per lo Stato resta un cittadino marocchino: «Non posso vestire la maglia azzurra o arruolarmi in un gruppo sportivo militare».
Achille Ventura, presidente dell’Atletica Bergamo, disegna i percorsi di una storia talmente ridicola da non sembrare nemmeno vera: «Il padre di Hakim ha presentato domanda di cittadinanza quando lui aveva 18 anni. Respinta perché dal reddito familiare mancavano 300 euro. Nel 2019 il presidente della Fidal Giomi ha chiesto per lui al ministero la cittadinanza per alti meriti sportivi in base alla legge 91/1992. Solo un mese fa siamo riusciti ad avere la conferma che la pratica è stata ricevuta».
Ma la storia non è certo finita qui: «Dall’ufficio del sottosegretario Ivan Scalfarotto ci hanno suggerito di presentare di nuovo quella di cittadinanza tradizionale».
Adesso Hakim deve scegliere tra l’atletica e il lavoro: «Il 30% dei giovani che fa atletica è nato in Italia ma non ha la cittadinanza. Sono forti e motivati ma così ce li perdiamo per strada. Naturalizzare chi ha un lontano avo italiano e non parla la nostra lingua è più facile che per un ragazzo nato qui e che si esprime in bergamasco».
(da Open)
argomento: Politica | Commenta »
Agosto 11th, 2021 Riccardo Fucile
“CI VOGLIONO CONTRIBUTI PUBBLICI PER AIUTARE I DISOCCUPATI A CONSEGUIRE LA PATENTE”
«Nove ore al giorno per 5 giorni a 3mila euro netti al mese, tutto in regola». È questa
l’offerta di lavoro di Gerardo Napoli, 49 anni, amministratore di un’impresa di trasporto alimentare nel Salernitano, che in un’intervista al Corriere della Sera lancia l’appello perché per quei 60 posti disponibili «non trovo nessuno».
Il caso della scarsità di autisti nel settore era già emerso in un articolo pubblicato ieri dal Sole 24 Ore, dove la Anita, l’Associazione Nazionale Imprese Trasporti Automobilistici, lanciava l’allarme di una crisi che in Italia vede le aziende in cerca di 17mila posizioni nel prossimo biennio.
A ribadire la necessità di questi posti è lo stesso Napoli, che sottolinea come il giro di affari generato dall’impresa che gestisce sia «limitato dalla mancanza di personale». Secondo l’amministratore, uno dei motivi che ostacola le assunzioni è la patente E, necessaria per guidare i camion.
«Per prenderla servono 6mila euro circa e sei mesi di studio. Non tutti hanno la costanza e i soldi».
La stessa Anita aveva proposto di favorire gli ingressi di extracomunitari muniti di patente, una prospettiva che lo stesso Napoli non esita a definire «una strada».
«Ci sono tanti ucraini e kazaki pronti a fare questo mestiere», afferma, «dopo un anno di lavoro devono ottenere la Cqc, la carta di qualificazione del conducente. Verrebbero impiegati con il contratto italiano della logistica, sul piano dei costi per noi non cambia niente».
Lo step della licenza, tuttavia, rimane un passaggio che devono eseguire i candidati autisti. «Non possiamo farci carico noi del costo della patente», afferma Napoli, che facendo due calcoli stima che in caso contrario «per 60 lavoratori sarebbero 360 mila euro! di investimento, «troppo oneroso, per di più con il rischio che presto il lavoratore si licenzi per passare a un concorrente».
Napoli rimarca anche la possibilità di «un investimento pubblico per aiutare disoccupati in uscita da un’azienda in crisi a conseguire la patente».
(da Open)
argomento: Politica | Commenta »
Agosto 11th, 2021 Riccardo Fucile
L’ALLARME DEL SEGRETARIO DEI MEDICI DI MEDICINA GENERALE: “IL SISTEMA E’ A MAGLIE LARGHE, SIAMO IN DIFFICOLTA'”
“Le richieste di esenzione dai vaccini iniziano ad arrivare e la circolare ministeriale,
piena di condizionali e di deroghe, non fornisce alcuna soluzione. Medici e pazienti sono stati abbandonati, senza indicazioni precise. Intanto, in questo sistema a maglie larghe, rischiano di infilarsi i No Vax che senza fare il vaccino vogliono comunque il Green Pass”.
A parlare all’HuffPost è Silvestro Scotti, segretario generale di Fimmg – Federazione Italiana Medici di Medicina Generale.
“La certificazione di esenzione alla vaccinazione viene rilasciata nel caso in cui la vaccinazione stessa venga omessa o differita per la presenza di specifiche condizioni cliniche documentate, che la controindichino in maniera permanente o temporanea”, si legge nella Circolare del Ministero della Salute diffusa la scorsa settimana. Ma il testo, sottolinea Scotti, è vago e genera problemi di gestione e valutazione.
La questione non è nuova: “Il problema era già emerso quando, nell’ambito dell’immunizzazione del personale sanitario, era stata concessa la possibilità di essere esentati a medici e infermieri. All’epoca, la Fimmg aveva inviato una nota al Ministero della Salute e all’Istituto Superiore di Sanità per chiedere una lista dettagliata delle patologie, con tanto di codici, che ci permettesse di individuare le persone che avevano effettivamente diritto all’esenzione. A distanza di mesi, non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Adesso, come allora, tutto è lasciato alla determinazione del singolo”.
Come se ne esce?
“Ribadisco che bisognava stilare una lista con tutti i codici di esenzione riferiti alle malattie, proprio come si è fatto con le patologie che hanno avuto priorità per la vaccinazione anti-Covid. Invece non c’è uniformità, si lascia addirittura spazio alle determinazioni delle singole Regioni. In queste condizioni, senza indicazioni precise, il medico potrebbe essere addirittura imputato di falsa certificazione. Bisognerà dunque cercare di documentare il diritto all’esenzione ai massimi livelli, ma il paziente rischia di essere rimbalzato a destra e a manca”.
Ci spieghi.
“Se il medico di medicina generale non ha competenze rispetto ad una particolare patologia, magari rara, dovrà chiedere la consulenza di uno specialista generando costi aggiuntivi, che non si capisce a chi debbano essere a carico. Peraltro, in questo ping pong tra professionisti, non si saprà più chi è il soggetto deputato a rilasciare il certificato di esenzione”.
Il rischio è che questo sistema a maglie larghe si inseriscano i No Vax, che vogliono il Green Pass senza ricevere il vaccino?
“Assolutamente sì. Le faccio qualche esempio banale: nel caso una paziente affermi di essere nei primi mesi di gravidanza – condizione che concede l’esenzione – prima di rilasciare il certificato devo chiedere consulenza a un collega ginecologo? Se viene da me la mamma di un bambino piccolo e sostiene di essere in allattamento, posso io andare a verificare se è vero o se invece acquista latte artificiale? I casi possono essere tantissimi. Per non parlare del rischio falsificazione di referti attestanti una particolare patologia o condizione da parte di pazienti non onesti”.
Ma l’esenzione dal vaccino equivale al Green Pass?
“Un altro punto assolutamente poco chiaro, a cui nessuno sta prestando attenzione è il fatto che, nel momento in cui è esentato, il paziente ha bisogno di ottenere anche il Green Pass. A cosa serve aver previsto l’esenzione se il paziente – che non ha la possibilità di effettuare vaccinazione e va considerato soggetto protetto dalla collettività per una ragione oggettiva – in teoria potrebbe dover presentare un risultato negativo al test molecolare/antigenico ogni 48 ore? Il paziente esentato andrebbe registrato sulla piattaforma nazionale come soggetto non idoneo a ricevere il vaccino, allora i suoi dati risulterebbero caricati e in questo modo potrebbe scaricare il certificato verde. Ma non è chiaro chi dovrebbe occuparsi di svolgere compito: il problema rimanda ai medici vaccinatori, ma non tutti i medici di base lo sono e non hanno a disposizione le credenziali per poter accedere alla piattaforma. Non credo sia fattibile mettere in piedi un hub dedicato esclusivamente agli esenti. Il problema è che le stanze dei bottoni sembrano vivere in un mondo virtuale, lontano anni luce dalla realtà e dalle sue problematiche”.
A proposito: i pazienti si rivolgono a voi anche per problemi tecnici legati all’ottenimento del Green Pass?
“Purtroppo sì. A moltissimi pazienti che non riescono ad ottenere il certificato verde viene detto ‘si rivolga al suo medico di famiglia’, ma noi non abbiamo alcuna possibilità di risolvere certi problemi tecnici e non abbiamo neanche una ‘linea rossa’ a cui rivolgerci. In caso di errori non esiste un centro di assistenza tecnica dedicato, né per i cittadini né per i medici: abbiamo le mani legate. Credo che la struttura commissariale dovrebbe iniziare a prestare attenzione a questo aspetto. È estate, siamo ad agosto, al momento il Green Pass viene richiesto anzitutto per questioni ‘ludiche’, legate alle partenze e all’accesso ai luoghi pubblici. Ma settembre è vicino: dinanzi all’ipotesi di un Green Pass necessario anche per accedere ai luoghi di lavoro, è prevedibile una situazione di caos generale. Potremmo ritrovarci a fronteggiare una marea di persone che, pur avendo atti e documenti validi all’ottenimento della certificazione verde perché vaccinati o guariti, non riescono ad ottenerla a causa di errori tecnici. Chi si curerà di loro?”.
Quanto è complesso gestire tutto questo, tenendo in piedi l’attività di studio?
“Alcuni pazienti ci chiedono perfino cosa si può o non si può fare con il Green Pass. È evidente che i funzionari che avrebbero il compito di suggerire alla politica soluzioni a questi problemi, non conoscono neanche i concetti di base legati alla responsabilità connessa alla funzione medica, nonché la distinzione tra questa e tra una funzione amministrativa. Non si può accettare una visione della medicina generale di carattere ‘impiegatizio’, una medicina generale che si vorrebbe costringere a sottrarre altro tempo all’assistenza dei pazienti per adempiere a funzioni amministrative che nulla hanno a che fare con la pratica medica. Questa situazione va indubbiamente a gravare sull’attività di studio, già molto complessa per la gestione ordinaria del virus e la necessaria presa in carico delle cronicità
(da Huffingtonpost)
argomento: Politica | Commenta »