Agosto 5th, 2021 Riccardo Fucile
L’ESCLUSIVO CLUB DEI DEPUTATI NON RICEVE FONDI DAL 2016, RAMPELLI CI PROVA MA POI BATTE IN RITIRATA… E QUESTA SAREBBE LA SEDICENTE DESTRA SOCIALE
Di primo acchito quel che verrebbe da pensare è che se il Circolo di Montecitorio
non si finanzia dal 2013 un motivo ci sarà.
Eppure c’è chi oggi, in piena crisi economica post-pandemia, vuole a tutti i costi che le casse della Camera dei Deputati tornino a foraggiare l’esclusivo “club” di parlamentari e dipendenti.
Lo si legge chiaramente nell’ordine del giorno presentato solo pochi giorni fa dal deputato di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli
Ma partiamo da principio.
Il Circolo Montecitorio, ricorda il meloniano nell’atto istituzionale, è stato “fondato nel 1937 dal personale dell’amministrazione della Camera” e da molti anni è una “associazione sportiva dilettantistica senza fine di lucro, persegue finalità sociali e culturali con proprie iniziative a favore di categorie fragili, anziani e minori, anche in collaborazione con il competente municipio”.
Ciononostante il 20 settembre 2012, il contributo ordinario annuale a favore del Circolo è stato ridotto a 100 mila euro a decorrere dall’anno 2013, “ed è stato poi ulteriormente e progressivamente abbattuto a decorrere dal primo giugno 2013, per cessare del tutto a decorrere dal primo giugno 2016”.
Un cataclisma, secondo alcuni parlamentari dato che da allora “tutte le spese relative alla gestione del Circolo per impianti sportivi, strutture e spazi destinati al sociale sono sostenute dai soli soci, con il rischio evidente di un loro decadimento e dell’impossibilità di proseguire nelle attività sociali e culturali tanto per il circuito proprio della Camera dei depurati e suoi dipendenti, quanto per quelle aperte al territorio”.
La domanda sorge spontanea: ma quali sono le attività, tra le altre cose, del Circolo? Di tutto di più tra palestra, campi da calcio e da tennis e piscine. E poi ancora paddle, yoga, “corsi di ballo serali”. Aperti a tutti? Non proprio.
Secondo quanto si legge sullo statuto al Circolo possono iscriversi, facendone richiesta scritta i “dipendenti in servizio e in quiescenza della Camera dei deputati”, “i deputati e i senatori della Repubblica”, gli ex onorevoli, e poi soci aggregati e cioè “gli orfani, il coniuge superstite di dipendenti e di ex dipendenti della Camera dei deputati, dopo espressa delibera del Consiglio direttivo; coloro che svolgono attività lavorativa continuativa nell’ambito della Camera dei deputati, dopo espressa delibera del Consiglio direttivo; giornalisti parlamentari, dopo espressa delibera del Consiglio direttivo; soggetti esterni all’Amministrazione della Camera dei deputati la cui domanda di iscrizione sia accompagnata da lettera di presentazione di un Socio”.
Non proprio chiunque, insomma.
Eppure, ricorda Rampelli, il Circolo Montecitorio si è distinto anche per una marea di eventi nel sociale. Tutto vero. Ma siccome i soci non sono proprio diseredati e considerando il periodo di crisi economica che stiamo vivendo, ci si chiede se non sia il caso che a badare alle spese del Circolo sia il Circolo stesso.
O magari, ancora, potrebbero essere tagliate alcune delle attività “ludiche” interne per lasciar posto a quelle sociali.
Niente di tutto questo: Rampelli nel suo atto invita a “valutare l’opportunità di riscrivere nel bilancio della Camera, a decorrere dal prossimo esercizio, un contributo annuale a favore del Circolo Montecitorio, finalizzato alla conservazione di questa antica tradizione affinché non sia cancellata ma semmai arricchita”.
Risultato? Su esortazione del questore M5S Francesco D’Uva, Rampelli ha ritirato l’ordine del giorno. In attesa, forse, di tempi migliori.
(da La Notizia)
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Agosto 5th, 2021 Riccardo Fucile
“UNA CLASSE DIRIGENTE SENZA IDEE E SENZA VISIONE CHE SI FA GUIDARE DAI PROPRI FOLLOWER”
“Un centrodestra così meglio perderlo che trovarlo”, sancisce Claudio Cerasa sul Foglio. Aggiungendo che un centrodestra così rappresenta “una classe dirigente senza idee, senza orizzonti, senza prospettive, senza visione, inadatta a mediare, incapace di fare sintesi, decisa a farsi guidare dai propri follower senza provare minimamente a guidarli e desiderosa infine di presentarsi di fronte agli elettori con il profilo incosciente di chi è pronto a rinunciare a ogni principio di responsabilità pur di raggranellare un voto in più”.
La verità? La suggerisce lo stesso Cerasa nel suo articolo. Il centrodestra è da “vaccinare”, il centrodestra è un “corpo politico” affetto da un virus che lo rende sempre più un “corpo morto”, un morto vivente con il solo e irrazionale scopo di uccidere la buona politica, quella fatta di scelte strategiche, di decisioni responsabili, di visioni future.
Ma come è nata questa maledetta pandemia, tutta italiana, fatta di pericolosa propaganda populista? Dove è il nostro Wuhan? La causa di tutto questo?
Matteo Salvini e Giorgia Meloni, sarebbe facile rispondere. Ma no, davvero troppo facile. Bisogna andare più a fondo.
I due leader della destra sovranista italiana sono al limite i pazienti zero, gli untori oggi leader indiscussi di un esercito di zombie infettati di odio e paura.
No, la responsabilità vera di tutto questo va cercata nell’assenza della buona politica, nel vuoto assoluto di cordoni “sanitari”, di minime regole di igiene culturale e ideologica. Per troppi anni tutto è stato possibile e tutto giustificabile. Ogni zozzeria e nefandezza ideologica veniva accettata quando non addirittura applaudita. Ogni rantolo estremista veniva visto con accondiscendenza. Qualsiasi piaga morale non veniva curata ma, anzi, giustificata. Nessuna accortezza, nessuna prevenzione.
Il virus di oggi è nato nella politica malsana di ieri. Salvini e Meloni non sono altro che il frutto malato della superficiale e arrendevole indulgenza di ieri.
Cosa fare a questo punto? In primo luogo riconoscere la malattia come tale, senza stupidi negazionismi. Ed é già tardi, perché il virus estremista esiste, eccome se esiste. Ed è anche normale che gli untori, chi guadagna dalla morte della buona politica, lo neghino con tutte le loro forze: loro vivono della malattia stessa, se ne nutrono, hanno il terrore che qualcuno la combatta davvero. O che addirittura trovi l’antidoto per sconfiggerla.
Riconoscere la malattia e combatterla con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione. Il vaccino della cultura, intanto. E poi la medicina di un governo che finalmente decide con razionalità senza fare lurida propaganda.
Basta? No, non può bastare. Bisogna essere più duri ancora: la destra sana, che per fortuna c’è ancora trasversalmente in tutti i partiti dell’attuale alleanza, deve espellere il virus estremista. Sarà magari doloroso come tutte le amputazioni, ma se non lo facciamo la cancrena dei morti viventi prima o poi prenderà il sopravvento.
(da Huffingtonpost)
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Agosto 5th, 2021 Riccardo Fucile
UNA BUONUSCITA DI 4 MILIONI DI EURO APPROVATA ALL’UNANIMITA’
|Un regalo di Ferragosto da quasi quattro milioni di euro. È quello che si sono
fatti i consiglieri regionali della Puglia, con un emendamento approvato all’unanimità nell’ultima seduta prima della pausa estiva.
Un emendamento “per articolo aggiuntivo” con la firma di tutti i capigruppo, di maggioranza e opposizione, inserito nel ddl sui debiti fuori bilancio che in aula non è stato esplicitato nei contenuti né oggetto di discussione.
Per comprendere il senso politico di questa scelta è necessario tornare al novembre 2012, quando l’allora governo regionale guidato da Nichi Vendola votò per l’abolizione dei vitalizi e, con la stessa norma, abolì l’istituto dell’assegno di fine mandato con decorrenza dal primo gennaio 2013. Con effetto retroattivo, quindi recuperando tutto quello che fino ad oggi la Regione ha risparmiato, l’indennità è stata ora ripristinata, proprio a partire dal primo gennaio 2013.
A fine mandato a consiglieri e assessori spetteranno circa 35 mila 500 euro per l’intera legislatura (pari all’indennità mensile lorda di 7.100 euro moltiplicata per gli anni di mandato). Considerando che i consiglieri sono 50 (fino al 2015 erano 70) e gli assessori dieci, l’esborso totale per le casse regionali per questi 8 anni si aggira intorno ai 4 milioni di euro.
Una norma che sarebbe passata inosservata se a sollevare la polemica, giorni dopo l’approvazione, non fosse intervenuta la consigliera pentastellata Antonella Laricchia, che a quella seduta era assente.
Mentre tutti gli altri, da Fratelli d’Italia al Pd, passando per Lega e lo stesso Movimento 5 Stelle, tutti firmatari dell’emendamento, parlano di “misura riconosciuta in tutte le Regioni” che ogni consigliere legittimamente “come ogni lavoratore percepirà alla fine del mandato”. “I lavoratori sono tutti uguali, compresi noi” conferma il leghista Davide Bellomo. I grillini pugliesi annunciano però che “sarà ridotta – dice la capogruppo Grazia Di Bari – come avviene per le indennità che percepiamo da consigliere”.
Ma la collega di partito grida comunque allo “scandalo”. “Non si tratta di una normale liquidazione, come stanno cercando di far passare – dice Laricchia – , dal momento che i soldi saranno versati solo dalla Regione, mentre normalmente sono i lavoratori ad accantonare una quota mensile del loro stipendio per il tfr. Uno scandalo, specie in un momento di crisi economica come quella che stiamo vivendo, dovuta alla pandemia, in cui tanti cittadini hanno perso il lavoro e non riescono ad arrivare a fine mese. La politica invece di trovare i soldi per loro li ha trovati per se stessa”.
(da agenzie)
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Agosto 5th, 2021 Riccardo Fucile
RENATO FARINA E’ IL NUOVO CONSULENTE DI BRUNETTA
In passato lavorava contemporaneamente come giornalista, ma anche come collaboratore retribuito dai servizi segreti militari italiani (Sismi) con il nome in codice “Betulla”, oggi l’ex deputato del Popolo della libertà Renato Farina è stato “assunto” al ministero della Pubblica amministrazione da Renato Brunetta.
La giornalista de Il Fatto Quotidiano Ilaria Proietti ha scovato il nome del giornalista “spia” tra le tabelle della presidenza del Consiglio che lo classificano dirigente con funzioni di consigliere giuridico del ministro Brunetta. Sul sito del ministero risulta invece consigliere per la comunicazione istituzionale delle pubbliche amministrazioni.
Ma qual è il problema con Renato Farina? L’ex direttore di Libero, oggi nello staff del ministro del “governo dei migliori”, in passato, come lui stesso ammise, si era messo al servizio del Sismi dell’allora direttore Niccolò Pollari e dell’ex funzionario dell’intelligence Pio Pompa fornendo informazioni e pubblicando notizie false in cambio di denaro.
Come la notizia di “un inesistente video sulla morte in Iraq del giornalista Enzo Baldoni” – ricorda Il Fatto – e per tentare di spiare i magistrati di Milano Armando Spataro e Ferdinando Pomarici che indagavano sul sequestro Cia dell’imam Abu Omar. Per favoreggiamento dei rapitori di Abu Omar Farina patteggiò una condanna a sei mesi poi convertita in una pena pecuniaria.-
Una volta scoperto il suo rapporto con i servizi, l’Ordine dei giornalisti lombardo sospese Farina per un anno con l’accusa di aver pubblicato notizie false in cambio di denaro dal Sismi. L’Odg definì il comportamento del giornalista “incompatibile con tutte le norme deontologiche della professione per aver provocato un gravissimo discredito alla categoria”.
In vista della possibile radiazione dall’Albo, nel 2007 Renato Farina si cancellò di sua iniziativa, salvo poi chiedere di ritornare alla professione. Nel 2014 gli è stato infatti ridato il tesserino. Oggi è ancora firma di Libero ma anche neo consulente del ministero di Brunetta, nonostante i tanti intoppi delle passate vicende giudiziarie.
(da La Notizia)
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Agosto 5th, 2021 Riccardo Fucile
“SU BUS E METRO BASTEREBBE L’OBBLIGO DI MASCHERINA FFP2”
“Green pass per salire sull’autobus e in metropolitana? Basterebbe l’obbligo di
mascherina Ffp2. Con la variante delta possiamo scordarci l’immunità di gregge”. Sono le parole del professor Andrea Crisanti a L’aria che tira – Estate, in vista dell’arrivo del green pass che dal 6 agosto sarà obbligatorio in Italia per accedere ad attività commerciali -come ristoranti al chiuso- e servizi. In base alle regole, per il momento il green pass non riguarda il trasporto pubblico.
“Gli unici sistemi covid free hanno raggiunto questo obiettivo con il tracciamento e con il controllo, non con il vaccino. I vaccini da soli non bastano, non mi stanco di ripeterlo. Non offrono una garanzia al 100%: le persone vaccinate si possono ammalare, non sappiamo quanto dura la protezione e non possiamo escludere che emergano varianti resistenti al vaccino. Le persone resistono per ipocrisie, omissioni e poca chiarezza nella comunicazione. All’inizio è stato detto che serviva quasi un atto di fede nei confronti della vaccinazione, sono stati commessi errori disastrosi nella comunicazione”, afferma.
Sull’ipotesi di una terza dose di vaccino, il virologo afferma che “non sappiamo quanto dura l’immunità” dopo l’infezione o dopo la vaccinazione. “Non credo che gli anticorpi dureranno più di 12-18 mesi. Israele ha iniziato a somministrare la terza dose nelle persone più a rischio, avremo dati da valutare”, dice.
Capitolo green pass: “Il green pass non è uno strumento di sanità pubblica, non esiste nessuna prova che il green pass modifichi la trasmissione del virus. E’ uno strumento per convincere le persone a vaccinarsi: tutto qui”, afferma Crisanti. Il green pass va utilizzato per l’accesso ai mezzi pubblici? “Basterebbe mettere l’obbligo di mascherine Ffp2 su autobus e metropolitane. Le mascherine Ffp2 abbattono la trasmissione del virus del 98%: non c’è un’altra misura che abbia un effetto simile”.
(da agenzie)
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Agosto 5th, 2021 Riccardo Fucile
I CASI CONTINUANO A SALIRE
Sono 7.230 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 6.596.
Sono invece 27 le vittime in un giorno (ieri erano state 21).
Sono 212.227 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia. Ieri erano stati 215.748. Il tasso di positività è del 3,4%, in aumento rispetto al 3% di ieri.
’I nuovi casi settimanali – dichiara Nino Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe – continuano a salire, seppur a un ritmo meno sostenuto rispetto alla settimana precedente, ma rimangono indubbiamente sottostimati dall’insufficiente attività di testing e dalla mancata ripresa del tracciamento dei contatti.
Sono 268 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per il Covid in Italia, 8 in più rispetto a ieri nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri, secondo i dati del ministero della Salute, sono 25 (ieri erano 14). I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 2.409, in aumento di cento unità rispetto a ieri.
(da agenzie)
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Agosto 5th, 2021 Riccardo Fucile
PIPPI E’ UN GRANDE SINDACO, EMILIANO HA IL CORAGGIO E L’ONESTA’ DI AMMETTERLO, ALTRI NO
“Mi autosospendo dal partito democratico, in attesa di un chiarimento non più
rinviabile e che, mi auguro, possa avvenire il più presto possibile”.
Lo dichiara, in una nota, il senatore pugliese del Pd Dario Stefàno che ha inviato una lettera ai vertici pugliesi e nazionali del partito.
Il dissenso si è concretizzato in un commento lasciato dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, a un post del primo cittadino di Nardò Pippi Mellone con cui “ha confermato un chiaro endorsement alla sua ricandidatura a sindaco di Nardò”.
“Inutile sottolineare che Mellone è notoriamente un militante di movimenti di estrema destra. Inutile ricordare anche che il Pd a Nardò è parte attiva di un’altra coalizione”, spiega. “Non censuro Emiliano, ma non condivido – evidenzia -. E credo che si possa, si debba, stigmatizzare il silenzio del Pd davanti a comportamenti così evidenti e dinanzi a tali anomalie”.
“In bocca al lupo al sindaco che ha aperto la mia mente per tutelare i lavoratori delle campagne pugliesi con l’ordinanza di divieto di lavoro nelle ore più calde. Al sindaco che ha fatto cadere i miei pregiudizi ideologici, che mi ha insegnato a unire anziché a dividere. Al sindaco e all’amico leale che mi ha sempre aiutato quando ho avuto bisogno di lui. Al sindaco che mi ha provato che politica e amicizia non possono essere disgiunte – aveva scritto su Facebook qualche ora prima il governatore Emiliano riferendosi a Mellone
E ancora: “Andiamo avanti insieme, con le braccia aperte pronte a stringere tutta l’umanità senza distinzioni di razza, di religione e di idee, dimostrando che anche il punto di partenza più difficile e sbagliato può diventare l’inizio di una storia piena di eguaglianza, di giustizia e di libertà. In bocca al lupo Pippi!!! Forza Nardò!!!”.
(da La Repubblica)
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Agosto 5th, 2021 Riccardo Fucile
CERTIFICATO OBBLIGATORIO PER PROF, STUDENTI UNIVERSITARI E TRASPORTI LUNGHI
Matteo Salvini alla fine abbassa le sue pretese sul tema della scuola, spinto da ragioni di realpolitik e anche di armonia interna alla Lega.
Nonostante il tentativo di dura opposizione leghista, la carta verde per tutto il personale non docente e per i professori, che vorranno varcare la soglia delle scuole, sarà obbligatoria.
Lo stesso discorso vale per i professori universitari e in questo caso anche per gli studenti. Non si parla di vaccinazione obbligatoria ma del certificato che attesti l’avvenuta vaccinazione o un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti. Durante la Cabina di regia della maggioranza, a cui ha partecipato Massimo Garavaglia in rappresentanza della Lega, è arrivato il via libera a questo pacchetto di misure che sarà ratificato dal Consiglio dei ministri.
Resta fuori il tema del lavoro e sono invece passate le misure, richieste sempre dalla Lega, per quanto riguarda gli alberghi. I clienti che vorranno mangiare nei ristoranti degli hotel al chiuso non dovranno mostrare il certificato vaccinale.
Che Salvini, contrario all’inizio sia all’obbligo vaccinale sia al Green pass, avesse cambiato rotta, costretto ad ammorbidirsi sulla scuola, lo si era intuito anche dalle ultime sue dichiarazioni, in cui era sparito il tema degli insegnanti.
Ha parlato piuttosto di alberghi, trasporti e prezzi più bassi per i tamponi, dicendo che erano queste le richieste portate al tavolo dalla Lega.
Il premier Mario Draghi per tenere insieme la maggioranza e raggiungere un compromesso con la Lega concedendo loro qualcosa, come ha fatto sul tema della Giustizia con i 5Stelle, ha quindi escluso dal Green pass i clienti degli alberghi che vogliono mangiare al chiuso.
Ma il passaggio più importante attorno al quale si sta consumando ancora l’ultimo scontro riguarda il trasporto a lunga percorrenza. Una delle richieste della Lega, così da accettare il Green pass per gli insegnanti, era che il certificato verde per i mezzi di trasporto a lunga percorrenza entrasse in vigore a settembre, quando la stagione estiva sarà finita. Ma per gli altri partiti di maggioranza ciò rappresentava un rischio troppo grande.
Quindi le due date in ballo, su cui stanno discutendo le Regioni, sono fine agosto o primo settembre. Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale non sarà richiesta la carta verde, anche perché sarebbero complicati i controlli, e sale all′80 per cento la capienza dei mezzi.
Infine i prezzi dei tamponi saranno più bassi ma non gratis, perché renderli gratuiti, è il ragionamento fatto dal governo, rischierebbe di essere disincentivante rispetto alla campagna vaccinale.
(da Huffingtonpost)
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Agosto 5th, 2021 Riccardo Fucile
TUTTE LE RISPOSTE AI DUBBI
Conto alla rovescia per l’entrata in vigore del Green pass. 
La certificazione verde, che ci verrà richiesta all’ingresso di determinati luoghi (cinema, palestre, teatri o ristoranti, nel caso in cui volessimo mangiare al chiuso, e per tante altre attività) diventerà la nostra migliore amica e dovremo abituarci a tenerla sempre con noi. Potremo esibirla in formato cartaceo o digitale.
Ma chi sarà a controllare che i cittadini al di sopra dei 12 anni abbiano tutte le carte in regola (ovvero siano completamente vaccinati, abbiano ricevuto da almeno 15 giorni la prima dose di vaccino, che siano risultati negativi a un tampone effettuato 48 ore prima, o che siano guariti dal Covid da non più di sei mesi)?
Oltre al Green pass, quali altri documenti potranno essere richiesti?
Ecco la risposta ad alcune domande “pratiche”, per la nostra nuova vita con la certificazione.
Chi sarà autorizzato a richiedere il Green pass?
Inutile storcere il naso di fronte alla richiesta di un ristoratore o del titolare di una palestra. Entrambi sono autorizzati a chiederci la certificazione verde. Oltre alle forze dell’ordine, potranno infatti procedere al controllo del Green pass tutti i titolari o i gestori dei servizi e delle attività in cui è obbligatorio. L’operazione avverrà tramite l’utilizzo di VerificaC19, l’applicazione nazionale che permette di verificare la validità delle certificazioni, anche senza connessione internet.
Quale altro documento dovremo esibire oltre al Green pass?
Sul Green pass non c’è la foto dell’utente, ma solo il Qr code, il nome e cognome e la data delle vaccinazioni o del tampone effettuato. Proprio per questo motivo è difficile per chi verifica accertarsi che l’identità sia giusta: i Green pass potrebbero benissimo essere stati falsificati o scambiati. I verificatori potranno dunque richiedere l’esibizione di un documento di identità, per controllare la corrispondenza dei dati anagrafici mostrati dall’applicazione.
Come funziona l’app Verifica C19?
Nei prossimi giorni potremmo vedere i titolari dei locali sfoderare il loro smartphone e puntarlo sul nostro Green pass. Il ministero della Salute ha infatti messo a punto un’applicazione, chiamata Verifica C19, deputata proprio al controllo delle certificazioni.
L’app è intuitiva e facilissima da usare: ai “verificatori” basterà inquadrare il QR code del Green Pass (che si può esibire sia in formato cartaceo che digitale) con l’applicazione, che ne legge le informazioni e poi con un sistema a semaforo dice se la persona che lo esibisce è in regola oppure no.
Sulla schermata appare un segno verde in caso affermativo o rosso se il Green pass è scaduto o non in regola. Contemporaneamente compaiono i dati dell’intestatario, cioè nome e data di nascita, che la persona deputata al controllo deve verificare ulteriormente chiedendo di esibire la carta di identità.
Come conservare il Green pass in formato digitale?
Qualora si abbia timore di perdere la certificazione o di dimenticarla a casa, è possibile avere sempre a portata di mano il Green pass servendosi del proprio smartphone. Scaricando il Qr code è possibile salvarlo nella galleria telefonica, come una qualsiasi altra immagine. Basterà poi esibirlo, anche senza connessione Internet. Anche l’app IO e l’app Immuni conservano il Qr code in formato digitale.
Chi sarà esentato dal presentare il Green pass?
La certificazione di esenzione alla vaccinazione anti SARS-COV-2 viene rilasciata “nel caso in cui la vaccinazione stessa venga omessa o differita per la presenza di specifiche condizioni cliniche documentate, che la controindichino in maniera permanente o temporanea”. Lo stabilisce la circolare del ministero della Salute ‘Certificazioni di esenzione alla vaccinazione anti-COVID’. Le certificazioni di esenzione alla vaccinazione Covid potranno essere rilasciate in formato cartaceo e potranno avere una validità massima fino al 30 settembre 2021, salvo ulteriori disposizioni. La durata di validità, “sulla base delle valutazioni cliniche, verrà aggiornata quando sarà avviato il sistema nazionale per l’emissione digitale delle stesse per consentirne la verifica digitale”. Temporaneamente e fino al 30 settembre, sono validi i certificati di esclusione vaccinale già emessi dai Servizi Sanitari Regionali.
(da La Repubblica)
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