Agosto 22nd, 2021 Riccardo Fucile
MORTI, FERITI E DISPERAZIONE TRA LA FOLLA CHE CERCA DI FUGGIRE
Sono immagini di disperazione quelle che arrivano dall’aeroporto di Kabul.
All’esterno dello scalo di Hamid Karzai migliaia di persone continuano a cercare di aprirsi un varco per fuggire dall’Afghanistan, a sette giorni dalla caduta della capitale nelle mani dei talebani.
Secondo quanto riferito in mattinata dal ministero della Difesa britannico, all’esterno dell’aeroporto di Kabul si sono registrati sette decessi: erano tutti civili afgani. E nelle immagini raccolte ieri da Stuart Ramsay, corrispondente di Sky News dall’Afghanistan, e riprese anche dal New York Times, si vedono centinaia e centinaia di persone all’esterno dello scalo della capitale afgana, accalcate, mentre chiedono a a gran voce di essere evacuate dal Paese.
Nella calca molti sono rimasti feriti, alcuni in modo fatale, mentre venivano travolti e schiacciati dalle persone che spingevano per cercare di accedere ai terminal aeroportuali.
Nelle immagini, diversi soldati cercano di mantenere l’ordine nello scalo. Ma presto sono dovuti intervenire per soccorrere i civili afgani rimasti feriti nella calca. In alcune immagini si vedono i soldati che trasportano in braccio i feriti lontano dalla folla, mentre versano dell’acqua sulla loro fronte e tentano di rianimarli e scongiurare la disidratazione. Altri soldati, invece, coprono con dei teli bianchi quanti rimasti vittime durante il tentativo di fuga. In sottofondo, le urla e il pianto dei bambini.
(da agenzie)
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Agosto 22nd, 2021 Riccardo Fucile
L’EROINA DIVENTERA’ CENTRALE NELLO SCACCHIERE DEGLI AFFARI CRIMINALI DI MAFIE ITALIANE E INTERNAZIONALI
L’Afghanistan non sarà più un narco-Stato per la coltivazione del papavero da
oppio e per il traffico mondiale della droga. Sono le parole pronunciate dal portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid, durante una conferenza stampa tenutasi il 17 agosto ultimo scorso a Kabul.
Sarà proprio così? Con il ritorno al potere dei talebani cosa accadrà realmente nello scacchiere internazionale dei traffici di stupefacenti? Non possiamo rispondere con certezza a questa domanda. Possiamo però guardare al passato per provare a fare una previsione attendibile nel presente.
Negli ultimi trent’anni in Afghanistan la produzione e il traffico di stupefacenti sono stati sempre in continuo aumento. Unica eccezione quando Pino Arlacchi come direttore esecutivo dell’UNDCP (Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo delle droghe e la prevenzione del crimine) riuscì a far diminuire, per un breve periodo, le colture di oppio in Afghanistan.
Un oceano di droga che attraverso l’antica “Via della Seta”, dove una volta passavano convogli carichi di tessuti, spezie, gemme, è arrivato e arriva tuttora soprattutto in Europa.
Difficile davvero prevedere cosa accadrà ora. Con la nuova presa del potere da parte dei talebani il 16 agosto 2021, dopo venti anni di guerra, il problema si ripresenterà sia per le Nazioni Unite, sia per ciascuno dei singoli Stati membri dell’Unione europea. È un problema di non poco conto poiché nonostante questo cambio di Governo, il traffico illecito di droga resta sempre la principale fonte di reddito per il Paese asiatico
A questo quadro generale certamente non ottimistico, si deve aggiungere l’interesse delle mafie italiane (ndrangheta, camorra, mafia siciliana e mafie pugliesi) e di quelle internazionali (mafia russa, cinese, turca e giapponese, in primis) che prenderanno – se non l’hanno già fatto – i dovuti contatti con chi amministrerà il potere nei prossimi anni.
Il mercato della droga per produrre profitti va organizzato meticolosamente e la partecipazione di diversi attori, (mafie, politici, funzionari pubblici e trafficanti), che svolgono diversi ruoli nella filiera, è indispensabile.
I talebani non vogliono assolutamente la scomparsa delle piantagioni di papavero. Non gradiscono soltanto la presenza delle mafie che, giocoforza, gestiscono i traffici e la distribuzione. Speriamo soltanto che dalla nuova riorganizzazione non nasca un nuovo “Narco-Stato” più potente del precedente, poiché, se ciò dovesse accadere, inonderebbe ancor di più di droga l’intero pianeta.
Non dimentichiamoci che l’Afghanistan produce il 90% dell’oppio illegale al mondo. Sostanza da cui si ricavano appunto l’eroina e tanti altri stupefacenti che consentono l’arricchimento immediato per tante persone.
L’eroina talebana tornerà a essere nuovamente centrale nello scacchiere degli affari criminali di ’ndrangheta, camorra, mafia siciliana e pugliese poiché l’oppio afgano è tantissimo ed è molto più a buon mercato rispetto a quello dell’America latina. L’eroina che circola in Italia è totalmente importata.
Da oggi potrà tornare centrale il percorso dei Balcani che ha la sua origine proprio dall’Afghanistan attraverso la Turchia e l’Albania. Il nuovo arrivo dei talebani, quindi, potrebbe cambiare di nuovo lo scacchiere dei traffici internazionali di stupefacenti per il sol fatto della maggiore convenienza economica.
Le mafie si spostano dove fanno affari e hanno maggiore convenienza. Non crediamo alla favoletta che l’oppio per i talebani sia contrario all’Islam. Quando in passato furono al potere, guadagnavano circa cento milioni di dollari l’anno. È molto improbabile, se non impossibile, che talebani oggi al potere rinuncino ai loro ingenti profitti sfruttando la parte più debole e cioè i coltivatori. Presto ci saranno accordi tra chi gestirà il potere e le mafie mondiali interessate al nuovo business.
Mia opinione personale: produzione e traffici aumenteranno ancora. Questo se non altro per la sempre crescente domanda di sostanze stupefacenti richiesta dai mercati di morte in ogni parte del globo. La questione della produzione e del traffico di droga in Afghanistan è particolarmente complessa, non solo perché coinvolge molteplici attori, tra cui, con un ruolo da protagoniste, certamente le mafie coinvolte in questo nuovo mercato, ma perché il nuovo mercato coinvolgerà anche i Paesi confinanti (Pakistan, Iran, Turchia, Cina) che con la presenza degli Stati Uniti erano stati in parte emarginati. Da oggi, quella zona di territorio rischia di tornare a essere fuori controllo.
Le soluzioni richiederebbero intervento immediato e ad ampio spettro d’azione (riforme sociali, giustizia, economia) da parte della Comunità internazionale (in vent’anni è stato fatto poco o nulla) pena una nuova inondazione di eroina, come accadde negli anni ’80, ma, questa volta, con conseguenze sicuramente più devastanti. Non credo purtroppo ci sarà alcun nuovo intervento. I mercati di morte, ancora una volta, saranno fuori controllo in una zona infetta tenuta a lungo isolata.
Questa zona infetta ora però è di nuovo accessibile a tutti e questo sarà il vero problema da affrontare. Noi europei, in primis, dovremo farci i conti e mi auguro non a caro prezzo in termini economici e soprattutto di vite umane.
(da Huffingtonpost)
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Agosto 21st, 2021 Riccardo Fucile
CENTINAIA IN CODA GIA’ DUE ORE PRIMA DELL’APERTURA: “VOLA ALTO, TI ABBRACCIAMO PER SEMPRE”
Circa 3mila persone si sono recate già alla camera ardente di Gino Strada, il fondatore di Emergency, aperta sabato a Milano.
L’urna con le ceneri del medico si trova nella sede milanese dell’Ong, in via Santa Croce. Tra i primi a rendere omaggio è stato il sindaco Giuseppe Sala, che al suo arrivo a “Casa Emergency” ha detto: “Sono qui nella duplice veste di sindaco e di amico. Con me ho tanti ricordi di momenti vissuti assieme”.
“Di Gino apprezzavo quello che ha fatto, ma secondo me aveva una caratteristica particolare: conoscendo molta gente importante, che ha fatto cose, che ha avuto vite significative – ha aggiunto il primo cittadino di Milano -, lui non parlava mai al passato, non sentiva mai il bisogno di dire ‘ho fatto’, ‘ho detto’, ma guardava sempre avanti, guardava al futuro e in questo era veramente straordinario e unico”.
A proposito invece della possibilità che la città di Milano possa dedicare una via o un luogo a Gino Strada, Sala ha risposto: “Ho sentito la moglie e la presidente di Emergency in questi giorni, ma abbiamo deciso per ora di pensare solo a questa giornata. Credo che sia importante dedicargli qualcosa che rimanga, ma anche un momento di ricordo, come credo abbia voluto lui. Un momento anche allegro, anche vivo. Però ci penseremo a valle di questa giornata”.
Fin dal primo pomeriggio centinaia di persone si sono messe in coda sotto il sole in attesa dell’apertura della camera ardente, per l’ultimo saluto a Strada.
Si sono visti la vicesindaca Anna Scavuzzo, l’ex presidente dell’Inter Massimo Moratti accompagnato dalla moglie Milly e dal figlio Angelomario, l’attore Flavio Insinna, il segretario della Cgil Maurizio Landini, il presidente del gruppo Abele-Libera, accolto da uno scroscio di applausi, don Luigi Ciotti, il sottosegretario ai rapporti internazionali della Regione Lombardia Alan Rizzi, l’ex leader di Democrazia proletaria Mario Capanna. La camera ardente sarà visitabile domenica dalle 10 alle 22 e lunedì dalle 10 alle 14.
“Strada ha creato comunità di valori forti” Rossella Miccio, presidente di Emergency, ha commentato così la lunga fila di persone in attesa di dare l’ultimo saluto a Strada: “Gino ha saputo creare una comunità di persone legate da principi e valori forti che vanno al di la’ delle barriere, dei colori della pelle e delle religioni. Credo che questo sia davvero il messaggio forte che ci lascia e che ci impegniamo a portare avanti”. Presente anche Don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione antimafia Libera. “Se c’è una parola che Gino Strada pronuncerebbe oggi, sarebbe ‘coraggiò e ‘urgenza’, perché quello che sta succedendo ha bisogno di una risposta immediata da parte di tutti con responsabilità”, ha detto dopo la sua visita. “Questa coda urla che è necessario essere attenti a sostenere e incoraggiare”, ha aggiunto don Ciotti. “Ho visto che tante persone, tanti volontari, che sono venuti qui contro quell’olocausto che si sta consumando nei nostri mari. Ci sono degli olocausti che hanno bisogno del nostro impegno, della nostra responsabilità, lo chiediamo alla politica, perché questa è un’Europa che fa più cassa comune che casa comune”, ha aggiunto. “Il mio modo per rendere viva la sua memoria è fare in modo che non diventi cronaca, ma diventi testimonianza per graffiare di più le coscienze anche per rispetto con quello che sta succedendo in questo momento”.
(da agenzie)
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Agosto 21st, 2021 Riccardo Fucile
ATTI VANDALICI IN EMILIA ROMAGNA E TOSCANA
Dopo le fake news, sono iniziati veri e propri assalti agli hub vaccinali e minacce ai
medici che si rifiutano di rilasciare false certificazioni per evitare di fare il vaccino.
I no vax sono una minoranza nel Paese, ma rumorosa e in parte pericolosa.
Ieri lo Spallanzani di Roma ha fatto sapere che l’82% dei pazienti ricoverati per Covid è non vaccinato e solo il 6% è composto dai vaccinati con doppia dose.
Dati che dovrebbero stroncare sul nascere qualsiasi discussione sul farmaco contro il virus, ma timorosi, complottisti e portatori di oscuri interessi non cedono, mettendo a rischio se stessi e anche gli altri.
I BLITZ.
Ignoti, la notte scorsa, hanno imbrattato con scritte “no vax” i muri esterni del Mandela Forum di Firenze che, da quando è iniziata la campagna vaccinale, è diventato l’hub del capoluogo toscano per la somministrazione dei vaccini. Un episodio su cui sta indagando la Digos e subito condannato dal governatore Eugenio Giani. Blitz analoghi sono stati inoltre compiuti ai danni degli hub vaccinali in Emilia Romagna, alla Fiera di Cesena, all’Esp di Ravenna e alla sede spoke di San Pietro In Vincoli. Strutture imbrattate da scritte e simboli che hanno danneggiato la segnaletica e la cartellonistica posta all’esterno delle stesse. “C’è qualcosa che non funziona nella testa di chi si rende protagonista di gesti così incivili. Siamo più forti di qualsiasi coglione perché per fortuna gli emiliano-romagnoli stanno vaccinandosi in tanti”, ha affermato il governatore Stefano Bonaccini.
FUORI DI TESTA.
C’è chi sta andando anche oltre. Diversi no vax non vogliono subire restrizioni, vogliono circolare liberamente e allo stesso tempo non vogliono vaccinarsi. Per superare i paletti rappresentati dal Green Pass, molti di loro stanno quindi addirittura minacciando i medici, per cercare di farsi rilasciare una falsa certificazione attestante patologie che non consentono la vaccinazione. Un fenomeno inquietante, per cui venti senatori dem hanno presentato un’interrogazione al ministro della salute Roberto Speranza (nella foto).
“Chiediamo al ministro di dare solidarietà attiva ai medici di famiglia che subiscono minacce e intimidazioni da no vax e negazionisti solo perché applicano le regole e non si piegano a richieste improprie di rilasciare certificati di esenzione dalla vaccinazione anti-Covid-19”, ha dichiarato la senatrice Tatjana Rojc, del Pd. “Il ministro della salute – hanno specificato la senatrice Rojc e gli altri 19 senatori – chiarisca in modo definitivo e inequivocabile che il rilascio della certificazione di esenzione alla vaccinazione anti Sars-Cov-2, da parte dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta non è discrezionale ma è subordinato esclusivamente alla presenza di patologie preesistenti già documentate e specificatamente elencate nella menzionata circolare ministeriale”.
(da agenzie)
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Agosto 21st, 2021 Riccardo Fucile
ALMENO TRE I MORTI NELLA CALCA
In Afghanistan le operazioni di evacuazione proseguono a rilento. All’esterno dell’aeroporto Hamid Karzai migliaia di persone attendono nella speranza di riuscire a salire a bordo di un volo per lasciare il Paese, con i talebani che continuano a ostacolare l’accesso allo scalo.
Nella mattina di oggi, 21 agosto, è arrivato a Kabul il leader talebano Abdul Ghani Baradar, annunciando l’intenzione di formare un governo «inclusivo», mentre nel Paese non si fermano i raid verso i civili e i rastrellamenti casa per casa alla ricerca dei collaboratori internazionali e dell’ex governo afgano.
La situazione all’aeroporto di Kabul è stata definita un «pandemonio assoluto» e «almeno tre» sono i corpi ritrovati senza vita per la ressa fuori.
I soldati britannici, viene riferito da Sky News, cercano di aiutare uomini, donne e bambini stretti nella calca di chi tenta disperatamente di entrare nello scalo afgano per provare a fuggire, dopo la presa del potere da parte dei talebani. Gli stessi talebani, chiarisce comunque Sky, «sono stati molti cooperativi, portando via i corpi».
I primi segni di cedimento riguardo la sicurezza dell’aeroporto arrivano dalla Svizzera che ha rinviato un volo charter per l’Uzbekistan per aiutare le operazioni di evacuazione dall’Afghanistan, spiegando che nelle ultime ore c’è stato un «peggioramento» che ha ostacolato l’accesso a terra all’aeroporto di Kabul.
«La situazione della sicurezza intorno all’aeroporto di Kabul è peggiorata notevolmente nelle ultime ore. Un gran numero di persone davanti all’aeroporto e scontri a volte violenti ostacolano l’accesso all’aeroporto di Kabul», si legge in una nota del ministero degli Esteri svizzero, riportata da Ansa.
Allo stesso modo anche l’ambasciata Usa in Afghanistan ha emesso un avviso di sicurezza consigliando ai cittadini americani di evitare di recarsi all’aeroporto di Kabul. E parla di «potenziali minacce alla sicurezza fuori dai cancelli» dell’aeroporto. «Stiamo consigliando ai cittadini statunitensi di evitare di recarsi in aeroporto e di evitare i cancelli aeroportuali in questo momento a meno che non si ricevano istruzioni individuali da un rappresentante del governo degli Stati Uniti per farlo», ha detto.Dall’Europa arriva l’appello della presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen sul tema sei reinsediamenti. «Chiedo a tutti i Paesi che hanno partecipato alla missione in Afghanistan, europei e non, di offrire abbastanza quote per i reinsediamenti e percorsi sicuri, in modo che si possa garantire rifugio a quanti ne hanno bisogno. Siamo pronti ad aiutare gli Stati membri dell’Ue» che accoglieranno.
(da agenzie)
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Agosto 21st, 2021 Riccardo Fucile
CONVIENE SOLO A BERLUSCONI E ORA SALVINI HA PAURA
L’incontro in Sardegna era stato annunciato in pompa magna con tanto di “first
lady” al seguito ma in realtà il rendez vous tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini non è andato oltre i soliti “bla bla bla” di rito.
E meno male che secondo il leader della Lega si sarebbe dovuto chiudere l’accordo per la federazione con Forza Italia entro il mese di agosto.
Ma si sa, così va la politica italiana: chiacchiere fin troppe, fatti pari a zero. Anche stavolta, insomma, concretamente non si è deciso assolutamente niente.
“È stata fatta circolare qualche velina scritta piuttosto bene ma di fatto non è cambiato nulla rispetto al passato e difficilmente cambierà qualcosa nell’immediato futuro”, spiega un big del “centrodestra di governo” molto vicino al dossier, uno di quelli abituato a fare da “pontiere” tra i due partiti.
Ci sono ancora troppe resistenze all’interno e persino i leader non hanno ancora ben chiara la linea da intraprendere oscillando tra partito unico, liste uniche, federazione, confederazione e chi più ne ha più ne metta.
A via Bellerio poi sono spaventatissimi dalla penuria di seggi che ci sarà alle prossime politiche, complice anche il taglio dei parlamentari (e i sondaggi non buoni): “Già molti dei nostri resteranno fuori, come possiamo imbarcare quelli di Forza Italia?”.
Ovvio che l’unico che ha tutto da guadagnarci da questa operazione, se mai si farà, è Silvio Berlusconi che, grazie ai seggi della Lega, metterebbe in sicurezza la propria la propria creatura politica ma soprattutto il mondo Mediaset, mettendola nelle mani di un rinnovato centrodestra affiliato ai Popolari europei.
E Giorgia Meloni? La leader dell’opposizione di fare “pari e patta” con i suoi amici-nemici che stanno al governo non ne vuol proprio sapere: “Per quale motivo dovremmo rinunciare a coltivare il nostro spazio, a crescere ulteriormente nei sondaggi?”, spiegano da Fratelli d’Italia. “Solo per far contento Silvio Berlusconi?”.
Insomma, l’alleanza che secondo Salvini e Berlusconi doveva essere fatta entro fine agosto è ancora in alto mare e per ora rimane solamente un sogno di mezza estate.
(da TPI)
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Agosto 21st, 2021 Riccardo Fucile
LOPALCO: “E’ EPIDEMIA COLPOSA”
Dopo essere risultati positivi al Coronavirus in seguito al tampone si danno alla macchia, spegnendo i telefoni e rendendosi irreperibili.
Tra tutte le Regioni d’Italia potrebbero essere migliaia. Lo fanno per sfuggire alla quarantena e, come spiega Il Messaggero, salvare le vacanze.
Solo in Veneto ne hanno contati 783: tutti contagiati, tutti spariti dai radar. A Roma le segnalazioni sono oltre 250 da inizio agosto.
Ma dopo le telefonate a vuoto della Asl, iniziano a scattare le denunce. «Chi è consapevole di essere positivo e si sottrae alla quarantena va incontro a un rischio penale», ha spiegato al quotidiano romano Alessio D’Amato, l’assessore alla Sanità del Lazio.
«Omettere i dati nella consapevolezza di essere positivi significa avvantaggiare il virus e questo sicuramente può dare adito a una colposità». Il braccio destro di Nicola Zingaretti ha poi sottolineato che «è un fenomeno che ci preoccupa perché rende difficile il contact tracing, fondamentale per ridurre i contagi».
Numeri di telefono e indirizzi falsi
Tra i trucchi per evitare l’isolamento, c’è chi ha dato i numeri di telefono falsi e chi ha inventato il proprio indirizzo di casa. Per la maggior parte dei positivi che fuggono alla quarantena, la soluzione è non rispondere alle chiamate della Asl.
In alcune Regioni le autorità hanno perciò scelto la linea dura, non fermandosi alla segreteria telefonica che scatta dall’altra parte della cornetta del telefono. Come spiega il governatore dell’Abruzzo, Marco Marsilio: «Violare l’isolamento da contagiati è un atto estremamente grave, per questo da parte delle nostre Asl c’è la massima severità, ogni caso è stato denunciato alle forze dell’ordine e sarà così in futuro». L’Asl dell’Aquila ha già spedito due segnalazioni alla Questura. «Ma dopo l’intervento della Polizia, in genere queste persone collaborano», ha raccontato il direttore dell’unità di Epidemiologia dell’Asl Abruzzo 1, Enrico Giansante.
Multe fino a 3mila euro
Chi viola la quarantena rischia una sanzione amministrativa, che va dai 400 ai 3mila euro. Ma l’assessore alla Sanità della Puglia, Pier Luigi Lopalco, ipotizza «il reato di epidemia colposa, perché se non si rispetta l’isolamento, sapendo di essere positivi, c’è un articolo apposito del codice penale».
E aggiunge: «Abbiamo una convenzione ad hoc con le forze dell’ordine gli agenti ci aiutano a rintracciare i positivi che non si presentano. Stiamo parlando di un comportamento molto pericoloso: se viene meno il tracciamento, salta il controllo del focolaio epidemico. È un atto contro i propri affetti, ma anche contro la comunità».
(da Open)
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Agosto 21st, 2021 Riccardo Fucile
“IL NOSTRO PROBLEMA SONO I 4 MILIONI DI OVER 50 NON VACCINATI”
Obbligo vaccinale per tutti e da subito. Dalle colonne de La Stampa, l’immunologa
Antonella Viola chiede a gran voce che sia estesa a tutti i cittadini l’obbligatorietà della vaccinazione anti-Covid.
«I dati sono essenziali nella scienza e lo sono anche per guidare tutti noi, cittadini e governi, nel prendere le decisioni più giuste», si legge nel suo intervento. «Tuttavia, in una condizione in continua evoluzione come una pandemia virale, i dati devono essere, da un lato, costantemente aggiornati sulla base delle nuove evidenze scientifiche e, dall’altro, devono saper essere interpretati». Secondo l’immunologa Viola, «in questi giorni, entrambi gli aspetti sono carenti e, dunque, molte persone faticano a comprendere che i vaccini stanno funzionando bene e che non c’è davvero spazio per esitare: bisogna fare presto e vaccinarci tutti».
La strategia a cui si sta puntando, spiega Viola, «è quella di vaccinare con una terza dose. Francamente non credo che i dati scientifici a oggi (e sottolineo a oggi) supportino l’uso generalizzato di terze dosi, se non nei casi di fragilità». Secondo l’immunologa, la terza dose per tutti priverebbe di vaccini quei Paesi ancora indietro con l’immunizzazione.
Inoltre «non risolverebbe il nostro problema, quello degli oltre 4 milioni di over 50 non vaccinati». «Sarebbe più utile – continua Viola – che il governo imponesse l’obbligo vaccinale a tutti gli adulti. Siamo da troppo tempo in una situazione di emergenza e non possiamo permetterci un altro anno di ricoveri e chiusure».
(da agenzie)
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Agosto 21st, 2021 Riccardo Fucile
E’ TUTTORA IN FUGA E RICERCATO
La cosa buona di questo episodio è che fortunatamente non ci sono stati danni a persone, ma poteva andare molto peggio.
Infastidito perché invitato a indossare la mascherina per entrare nel supermercato, ha avuto una lite con l’addetto alla sicurezza del punto vendita.
In un primo momento l’uomo se ne è andato, ma poco dopo è tornato armato ed ha sparato un colpo di pistola contro il vigilante che, fortunatamente, non è stato colpito.
L’episodio è avvenuto attorno alle 20 di venerdì sera a Finocchio, borgata alla periferia di Roma. Il proiettile ha infranto una delle vetrate del supermercato.
Secondo quanto raccontato dall’addetto alla sicurezza, l’aggressore, che si è poi dato alla fuga, è un italiano e non un cliente abituale.
Sull’episodio indaga la polizia del commissariato Casilino che ha acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza.
(da agenzie)
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