L’ASSEDIO DEM A ELLY: “RINUNCIA A PALAZZO CHIGI E VAI AGLI ESTERI”. FRANCESCHINI AVREBBE PROPOSTO A ELLY SCHLEIN DI FARE IL MINISTRO DEGLI ESTERI, PER POI AVERE UN RUOLO NELLA SCELTA DEL PROSSIMO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, MA ELLY BRUCIA D’AMBIZIONE: VUOLE A TUTTI I COSTI PALAZZO CHIGI ED E’ PRONTA A ORGANIZZARE LE PRIMARIE A FEBBRAIO 2027
LA SEGRETARIA DEL PD STILERÀ LE LISTE DEI CANDIDATI E NESSUNO VUOLE CORRERE IL RISCHIO DI VEDERSI ESTROMETTERE PER UNA CONGIURA ANDATA A VUOTO … NEL PD ALLORA SI RAGIONA SUL PIANO B: SPINGERE PER LA DISCESA IN CAMPO DI SILVIA SALIS
“Ci vorrebbe una bella congiura di palazzo. Peccato che nessuno è in grado di organizzarla”.
La battuta – che poi è battuta fino a un certo punto – gira tra big e parlamentari del Pd. E si riferisce al fatto che molti evocano un passo di lato, un passo indietro, una rinuncia di Elly Schlein alla corsa come candidata premier.
Raccontano che sarebbe toccato a Dario Franceschini farsi ambasciatore di timori e proposte, condivisi da molti, in primis da Goffredo Bettini.
L’ex ministro, alla ricerca costante di una soluzione, le avrebbe fatto capire che può fare qualsiasi cosa in alternativa. Magari, il ministro degli Esteri, e poi giocare un ruolo essenziale nella scelta del presidente della Repubblica, con possibilità di essere la prima a indicare un nome.
E in questi giorni c’è pure chi mette sul tavolo Pier Luigi Bersani come “terzo nome”. Una sorta di garanzia che non le precluderebbe il futuro. Ma lei non ci sente. Anzi a chi glielo chiede continua a rispondere che è pronta a fare le primarie a febbraio.
Non solo nella destra del partito, ma anche in chi sperava in scelte più radicali. L’intervista al Foglio non è piaciuta a molti. E sabato prossimo ci sarà un dibattito alla festa dell’unità di Villalunga tra Stefano Bonaccini e Silvia Salis. Confronto che si arricchisce di significato. Tanto più visto che i due hanno un rapporto consolidato.
Bonaccini, presidente del Pd ed entrato in maggioranza qualche mese fa, è di quelli perennemente in mezzo al guado rispetto alla segretaria. Se da una parte non crede che sia la candidata ideale per Palazzo Chigi, dall’altra pensa – come molti – che alla fine il centrosinistra vincerà comunque le elezioni perché Roberto Vannacci non sarà in coalizione con Giorgia Meloni.
Insomma, per inerzia e demeriti altrui. Dunque, è combattuto tra la necessità di trovare un’alternativa a Schlein e il fatto che – se lei arriva a Palazzo Chigi – lui può ottenere un ruolo, magari un ministero di punta. Ragionamenti che fanno in molti, a tutti i livelli. Perché la segretaria del Pd farà le liste e nessuno vuole rischiare di vedersi estromettere per una congiura andata a vuoto.
E dunque è una guerra di nervi, tra Schlein che resiste e gli altri che cercano di logorarla. Per riuscirci dovrebbero trovare una soluzione, che passa da un possibile segretario alternativo e a quel punto provare a sfiduciarla in direzione. O rischiare tutti insieme di puntare su un nome alternativo. Salis. Mentre cercano una soluzione, tra i congiurati in crisi continua il pressing. E pure le battute: “Se rinuncia a fare la candidata premier, può fare tutto, anche il ct della Nazionale”.
(da Domani)
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