Novembre 28th, 2021 Riccardo Fucile
IL CANCELLIERE: “L’OPPOSIZIONE E’ NO VAX, ANTISCIENZA E ALIMENTA PAURE COLLETTIVE. SENZA OBBLIGO VACCINALE NON NE USCIREMO MAI”
Alexander Schallenberg, cancelliere dell’Austria, in un’intervista al Corriere della Sera
spiega che “la peculiarità austriaca nella pandemia è la presenza in Parlamento di una forza politica che agisce in modo irresponsabile contro la scienza e alimenta le paure collettive”. Interpellato sull’obbligo vaccinale, spiega: “I numeri del contagio crescevano in modo esponenziale”.
“Quanto alla vaccinazione obbligatoria – aggiunge -, forse ho sperato troppo a lungo che si potessero convincere quanti più austriaci possibile a farlo volontariamente. Sfortunatamente non ha funzionato e con una quota del 66% di vaccinati sull’intera popolazione non usciremo mai dal circolo vizioso”.
“La maggior differenza tra l’Austria e gli altri Paesi europei è che il terzo partito del nostro Parlamento sia apertamente e vocalmente contro la vaccinazione, negando che sia il solo biglietto d’uscita dalla pandemia”. L’idea è che l’obbligo “scatti dal 1° febbraio 2022. Prima, tutti quelli non vaccinati riceveranno una notifica che li invita a farlo. Chi non lo fa entro quella data dovrà pagare una multa salata. Ma per me è l’extrema ratio”, chiarisce.
Poi, un passaggio sulla riforma del Patto di Stabilità: “Siamo tutti in una situazione straordinaria ed è stato giusto sospenderlo. Ma le ragioni della sua esistenza sono ancora lì. Per questo dobbiamo tornare alla disciplina di bilancio”.
(da agenzie)
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Novembre 28th, 2021 Riccardo Fucile
SOLO ORA SCATTANO I TAMPONI AI PASSEGGERI DEL VOLO
Saranno controllati solo ora i passeggeri che erano con il dipendente dell’Eni risultato positivo alla variante sudafricana sul volo dal Mozambico a Roma dell’11 novembre scorso
Resta l’incognita sulla possibile diffusione della variante Omicron ad altri soggetti in Italia oltre a quello scoperto nel dipendente dell’Eni rientrato in Italia dal Mozambico. E soprattutto i dubbi legati in particolare al tempo già trascorso che si riesce a individuare con sufficiente precisione tutti i possibili contagi di Coronavirus che il suo passaggio in Italia possa aver generato.
L’uomo si trova in isolamento nella sua casa in provincia di Caserta assieme al resto della sua famiglia, rimasta contagiata dopo il suo arrivo.
Le verifiche però sul percorso fatto dall’uomo dovrebbero proseguire ripercorrendo a ritroso i suoi spostamenti, così da tracciare e individuare possibili nuovi contagi che dovranno essere messi in isolamento.
Una prima verifica sarà disposta sui passeggeri che con lui viaggiavano sul volo dal Mozambico a Roma Fiumicino l’11 novembre. Come ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, tutti i passeggeri saranno sottoposti a tampone.
Ma spetterà al ministero della Sanità prima fornire i nominativi alle autorità sanitarie laziali attraverso le carte di imbarco. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo non avrebbe avuto altri contatti stretti al suo rientro, dovuto a un controllo medico disposto dalla sua azienda e già previsto a Milano.
(da agenzie)
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Novembre 28th, 2021 Riccardo Fucile
LO STORICO: “SIAMO COME CRICETI SU UNA RUOTA O COME MARINAI DI NOTTE IN MEZZO AL MARE”
Muoio dalla voglia di dire a Franco Cardini che ha scritto un libro strepitoso. “Beato
lei. A me non piace per niente”. Ma come? “L’unico dei miei libri che mi piaciucchia è ‘L’appetito dell’Imperatore’. Gli altri, niente. E più recenti sono, meno mi piacciono”.
A proposito di appetito, siamo in un ristorante, a Roma, e ordina subito un’amatriciana. “Tanto più che il mio medico me lo sconsiglierebbe”. Poi mi avverte che farà una cosa oscena. “Mettere l’acqua nel vino è una vecchia abitudine che ho preso da mia nonna. È una magia. Il vino dura di più e ne bevo meno”.
Non bisogna dargli retta né col vino, né coi giudizi sul suo ultimo libro.
“Le dimore di Dio” (Mulino) è un racconto davvero strepitoso non solo delle moltissime case che l’uomo ha costruito in onore di Dio, ma anche della tenace insistenza con cui l’ha fatto nei secoli. Templi, Chiese, Sinagoghe, Moschee. Perché tutti gli uomini e le donne, in ogni tempo, in ogni luogo, in ogni forma, hanno ripetuto questo gesto? “Escluderei sia stato Dio ad aver avuto bisogno di loro”.
Franco Cardini è un professore di storia medievale e guarda il mondo contemporaneo con distaccato buonumore.
“Può darsi che Dio troverà una dimora anche nei computer. Chi può dirlo”. Nel frattempo, ci sono i posti in cui ha dimorato già. “Il fatto che Dio sia in cielo, in terra e in ogni luogo, come dice il catechismo di Pio X, non esclude l’esistenza di spazi che Dio privilegia, posti in cui Egli si manifesta con più intensità che in altri. I luoghi citati dalle Sacre Scritture, per esempio”.
Già usare la parola Dio, in un articolo di giornale che sarà pubblicato online, mette in allarme. Non c’è Dio, scriveva Cioran, che sopravviva al sorriso dello spirito. Che è poi la specialità della rete: prendere per il culo tutto. “Ma è anche vero il contrario”, dice Cardini. “Non c’è sarcasmo, ironia e cinismo che sopravvivano al cospetto di Dio. Si può negare, rifiutare, bestemmiare, dileggiare Dio: tutto ciò fa parte della nostra nullità, mentre la sua gloria non ne viene neppure sfigurata”.
Basta una sensazione per dire che Dio è lì, presente?
Ma lei ha idea di quante cose ci siano in una sensazione?
Non capisco cosa intenda dire.
Che la maggior parte dei trattati teologici, di tutte e tre le religioni monoteiste, prendono le mosse dalle sensazioni. Perché la sensazione è ciò che si avverte nel corpo e nella mente. Non è l’oggetto, non è la presenza stessa di Dio.
Ma non le sembra, comunque, un punto di partenza effimero?
Se lei dà una martellata su un dito a un bambino, il bambino urlerà. Ma se lei gli chiede cosa ha provato, il bambino le risponderà che ha provato dolore solo se in precedenza gli ha insegnato a dare quel nome a quella sensazione. Altrimenti, non saprà cosa risponderle. Vale la stessa cosa per la presenza di Dio. Ci sono intere culture nate per decifrarla.
È roba da intellettuali?
No. Mia nonna, che era una contadina, avvertiva la presenza di Dio con più intensità di quanto non l’avverta io. Ne sono sicuro. Nella mia mente Dio è subito associato alle opere di Michelangelo, l’al di là alla cupola della Moschea blu di Istanbul. È un’immagine mediata dall’arte, dalla cultura. Un filtro tra me e questa presenza. Che, però, può essere avvertita anche senza mediazioni, direttamente.
Lei dove l’ha provata di più?
Erano i primi giorni di aprile del 2005 ed era morto Giovanni Paolo II. Io sono un cattolico normale e mi trovavo a Roma, in un albergo vicino San Pietro. Andai a dare un’occhiata alla veglia e finì che senza accorgermene passai la notte lì. Non mi apparve l’Arcangelo Gabriele. Eppure la Basilica, la folla, la preghiera, il cappuccino e il cornetto all’alba. Avvertii intensamente che Dio era lì.
Tutto qui?
Ma Dio non si può immaginare, figurarsi se si può dire. Qualsiasi tentativo di farlo è destinato al fallimento. L’unico modo di parlarne è non attribuirgli niente di speciale.
Allora perché gli uomini gli hanno dedicato le opere più straordinarie?
Prima che Dio diventasse uno, attraverso il monoteismo, la divinità era ovunque. In particolare, nei luoghi in cui si esprimeva la potenza della natura. Poi la presenza di Dio, il solo e unico Dio, comincia a manifestarsi in luoghi precisi. Il Tempio di Gerusalemme, modello successivo di tutte le Chiese e Moschee costruite nel mondo, venne edificato sulla collina del Moriah, a nord est di Sion, sul cosiddetto Monte della Dimora. Il luogo dove in precedenza Dio aveva impiantato il giardino dell’Eden.
Quindi Sinagoghe, Chiese, Moschee sono porzioni di Paradiso?
Sono certamente un modello architettonico e artistico del Paradiso.
Come si può immaginare il Paradiso se nessuno lo ha mai visto?
Immaginarlo si può eccome, tanto è vero che è stato immaginato da tutte le religioni, e questo esclude che sia inimmaginabile.
Ma può essere come lo immaginiamo?
Paolo VI, una volta, disse che chi aveva perduto un animale caro in Paradiso lo avrebbe ritrovato. Mi sono sempre chiesto come, in che forma. L’uomo immagina il Paradiso per analogia. L’ha accostato al piacere erotico, alla serenità mentale, alla sazietà fisica. Ma c’è un buco che non riusciremo mai a colmare: è come sarà tutto questo senza più il corpo. Qui finisce l’immaginazione e comincia l’inimmaginabile.
Lei crede che ci andrà in Paradiso?
Ho troppa stima di Dio per pensare che sia stato ferito dal male che ho fatto in Terra, cioè quelle tre o quattro fesserie di cui sarò chiamato a rispondere.
Se è così, allora, ci andremo tutti.
Mia nonna raccontava che una notte, durante la seconda guerra mondiale, andò in Chiesa. Era illuminata solamente dalla fiammella delle candele e, nella semi oscurità, riconobbe il profilo di un uomo che pregava. Quando l’uomo si alzò e le passò vicino vide che sulla giacca aveva le mostrine delle SS. Era un soldato nazista. E si spaventò tremendamente. Non faceva altro che raccontarlo. E raccontava che quando lo disse in famiglia, si stupirono tutti. Le dissero: ‘Ora anche i nazisti pregano?’.
E lei?
Rispose che quelli erano affari tra quell’uomo e Dio. E non saprei come rispondere meglio alla domanda che mi ha fatto su chi andrà in Paradiso.
In Chiesa, però, oggi non ci va nessuno. Nemmeno i nazisti.
E crede che questo dispiaccia a Dio?
Io volevo sapere se dispiace a lei.
Senz’altro le Chiese non sono state fatte per rimanere vuote. Le Cattedrali medievali, addirittura, erano costruite per ospitare l’intera popolazione di una certa città. Così veniva stabilita la loro grandezza. A Natale e a Pasqua si riempivano completamente.
Ma oggi che sono vuote, secondo lei, c’è ancora la presenza di Dio, o anche Dio ha smesso di essere lì?
Dio non scompare perché scompaiono gli uomini che vanno in cerca della sua presenza. Certo, là dove si avverte la presenza di Dio, l’uomo funziona come un ripetitore radio. Trasmette il segnale. Lo diffonde. Lo amplifica. Se non c’è nessuno, nessuno lo sentirà.
Ma è possibile che Dio oggi sia andato altrove?
Dove?
L’uomo non ha smesso di adorare. Idee, capi, star.
Nel Novecento, l’uomo ha avuto delle divinità politiche: la classe, la nazione, che erano dei surrogati di Dio. Oggi sono culti – se così vogliamo chiamarli – a cui manca completamente la trascendenza. Tutto rimane qui, tremendamente con i piedi per terra. Non c’è teologia, non c’è alterità.
È necessariamente un male?
Il movimento di liberazione dell’uomo da Dio è cominciato molti anni fa, direi nel 1400. Oggi si è compiuto fino in fondo. L’uomo è completamente libero. Ma assomiglia a quel criceto che sale su una ruota e corre a perdifiato, rimanendo sempre fermo nello stesso posto.
Perché?
Perché il vuoto lasciato da Dio nella vita dell’uomo è stato via via riempito dalla ricerca di una soddisfazione senza nome. L’uomo ne agguanta una, la sperimenta, ma poi ne vuole subito un’altra, e poi un’altra ancora, senza riuscire mai a essere soddisfatto.
Perché pensa che prima lo era?
Innanzitutto, cerco di pensare il meno possibile. Preferisco guardare i dati oggettivi, come mi insegnano le discipline che studio.
E i dati le dicono che prima l’uomo stava meglio?
Questo sarebbe un giudizio di valore. E non è quello il punto.
Allora qual è?
Che l’uomo si è liberato di Dio, oggi la sua libertà è assoluta. Il problema è che non sa cosa farsene. È come un marinaio che si trova, di notte, in mezzo al mare. L’acqua calma. Infinite rotte a disposizione. Ma non ha più stelle in cielo che gli diano un senso dell’orientamento.
(da Huffingtonpost)
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Novembre 28th, 2021 Riccardo Fucile
IL VIAGGIO DI FRANCESCO GIOVEDI A CIPRO E GRECIA… RIPORTERA’ CON SE’ 50 PROFUGHI CON UN CORRIDOIO UMANITARIO
Il Papa parte giovedì alla volta di Cipro e Grecia. Più tempo a Cipro che in Grecia, in verità. Perché tanti giorni dedicati all’isola divisa a metà con la Turchia? Come ama fare Francesco, è attraverso i “piccoli” che vuole dare un messaggio universale.
Il viaggio, dal 2 al 6 dicembre, è un vero pellegrinaggio alle radici dell’Europa, come ha sottolineato lo stesso Pontefice nel videomessaggio pubblicato ieri.
Un viaggio che indica la necessità più che di una ripartenza, di una vera e propria resurrezione. Secondo la mitologia della Grecia classica, dalla spuma delle acque mediterranee di Cipro emerse Afrodite, dea della bellezza e dell’amore, in sostanza dea della vita.
“A Petra tou Romiou,” un grosso scoglio, segna il suo luogo leggendario di nascita, a metà strada tra Limassol e Pathos. Paphos (patrimonio culturale mondiale dell’Unesco) , capitale di Cipro ai tempi dell’impero romano, è la città dove nel 47 dopo Cristo gli apostoli Paolo (San Paolo, proprio lui) e Barnaba, sbarcati sull’isola, convertirono il proconsole Sergius Paulus. Cosicché Cipro fu anche la prima provincia dell’Impero ad essere governata da un cristiano.
A Cipro, Paolo e Barnaba (nato lì, patrono dell’isola che in seguito evangelizzò Milano) incontrarono San Lazzaro (il fratello di Marta e Maria che era stato “svegliato” dalla morte da parte di Gesù), che si era trasferito a Cipro, il santo maggiormente venerato dai cristiani ciprioti, a cui è dedicata la più antica basilica bizantina dell’isola, ora ortodossa, a Larnaca. San Lazzaro, Lazzaro di Betania, che proprio quest’anno Papa Francesco ha associato alla memoria liturgica della sorella Marta, con quella di Maria, da celebrarsi il 29 luglio, ne fu il primo vescovo e a Larnaca è stata ritrovata la sua seconda tomba (visto che dalla prima era uscito vivo) e i suoi resti già nel 600 dopo Cristo
La storia insomma ha fatto di Cipro, un luogo di resurrezione personale e sociale, persino istituzionale. Ponte d’Europa con il Medio Oriente e Israele da una parte e l’Asia dall’altra, Cipro è segnata dalle contraddizioni. Resiste l’ultimo muro d’Europa, la Green Line che separa la parte turca da quella greca. Ma anche le contraddizioni sono destinate ad essere erose dalla storia. Quel Muro negli ultimi anni è diventato estremamente “poroso” e attraversato da migliaia di migranti che dal Medioriente anelano di raggiungere l’Europa, la ragazza così bella, che secondo la mitologia greca, fece innamorare di sé lo stesso Zeus.
Cipro e Grecia vogliono dire Mar Mediterraneo, mare nostrum, come ha ripetuto anche ieri Francesco. Un mare che in tanti dall’Africa e dall’Asia attraversano per raggiungerci e sfuggire a fame, miseria, assenza di futuro. E ancora una volta una leggenda (minoritaria) sulla sorte di San Lazzaro di Cipro ci insegna qualcosa per l’oggi. San Lazzaro di Betania non sarebbe morto a Cipro, ma con le sue sorelle sarebbe partito su una nave senza remi e senza vele approdando attraverso il Mediterraneo a Marsiglia, di cui sarebbe stato il primo vescovo, martirizzato sotto l’imperatore Nerone. Una barca senza vela e senza remi, come quella di tanti profughi di oggi. Cinquanta di loro raggiungeranno l’Italia con un corridoio umanitario voluto dal Papa, poco prima del prossimo Natale.
(da agenzie)
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Novembre 28th, 2021 Riccardo Fucile
SOLITI INSULTI A GOVERNO E GIORNALISTI
Un centinaio di persone si sono date appuntamento in piazza Duomo a Milano per
protestare contro il green pass. “La gente come noi non molla mai” e “Libertà” sono gli slogan che scandiscono il ritmo della protesta intervallata da insulti contro il premier Mario Draghi e il ministro della Salute Roberto Speranza.
La protesta è stata prontamente ‘interrotta’ dall’intervento di polizia e carabinieri che ha circondato i manifestanti e ha impedito qualsiasi possibilità di corteo. “Vergogna” è il grido che si alza all’indirizzo delle divise. Lo fa sapere l’Adnkronos.
“Nel corso del pomeriggio in cui a Milano si sono svolti un presidio preavvisato all’Arco della Pace e una manifestazione non preavvisata in piazza Duomo dalla quale circa 150 persone si sono mosse verso corso di Porta Ticinese, la Polizia di Stato ha identificato 100 persone delle quali 9 saranno denunciate per manifestazione non preavvisata, violenza privata e interruzione di servizio pubblico. Sono in corso ulteriori accertamenti nei confronti dei partecipanti alla manifestazione non preavvisata per eventuali provvedimenti dell’autorità giudiziaria e per sanzioni amministrative anche per il mancato utilizzo delle mascherine”, ha fatto sapere la Questura di Milano.
Dal vicepresidente di Confcommercio Milano, Mario Peserico, è arrivato un appello alla responsabilità: “Il diciannovesimo sabato di proteste No Green Pass nel centro di Milano ha provocato ancora disagi a cittadini e imprese. Per l’ennesima volta chiediamo che prevalga un senso di responsabilità comune per far rientrare queste proteste nel perimetro della legalità. È assurdo, infatti, che si debbano colpire l’economia e la società in una situazione ancora di forte difficoltà per il perdurare della pandemia”.
Su Telegram, dove come sempre è partito il passaparola, si prevedevano un milione di persone. A scriverlo nelle chat Zeno Molgora, il 28enne perquisito e indagato proprio per l’organizzazione delle proteste milanesi.
(da agenzie)
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Novembre 27th, 2021 Riccardo Fucile
SCELTO PERSONALMENTE DA SALVINI COME DOCENTE ALLA SCUOLA DI FORMAZIONE POLITICA DEL CARROCCIO
Francesco Rotondi, l’avvocato milanese che si vantava sui social del premio ricevuto per aver ottenuto il licenziamento dei 420 operai della Gkn è un consulente della Lega Nord scelto personalmente da Matteo Salvini nonché docente alla Scuola di formazione politica del Carroccio.
Rotondi è il fondatore dello studio LabLaw Studio Legale Rotondi & Partners che nelle ultime ore ha ottenuto una enorme, suo malgrado, popolarità grazie ad un post sui social ufficiali dello studio in cui, assieme ai suoi collaboratori annunciava con orgoglio di aver ottenuto il premio «Studio dell’anno Lavoro» ai «TopLegal Awards 2021 con questa motivazione: «Stimato per la proattività e la lungimiranza con cui affianca i clienti. Come nell’assistenza a Gkn per la chiusura dello stabilimento fiorentino e l’esubero di circa 430 dipendenti”.
La pagina Fb dello studio legale è adesso irraggiungibile, in seguito alle polemiche divampate immediatamente.
“Non so voi, ma io sono davvero disgustato”, ha twittato il sindaco di Firenze Dario Nardella. Più sarcastica la replica della Fiom di Firenze: “A noi e ai lavoratori Gkn daranno il premio Nobel”, scrive il sindacato, secondo cui ”è offensivo che si vinca un premio per aver messo 422 persone sull’orlo del licenziamento. Chissà cosa spetterà a noi che contro di loro abbiamo presentato e vinto un ricorso in Tribunale per atteggiamento antisindacale! Un grazie ai nostri avvocati Stramaccia e Focareta”.
Sarcastico anche il Collettivo di Fabbrica Gkn: “A noi pare che contro la Fiom di Firenze – hanno scritto gli operai su Facebook, riferendosi alla sentenza di settembre del tribunale del Lavoro – avete perso non uno ma due articoli 28, la fabbrica ad oggi non è chiusa, e per quanto ci riguarda abbiamo avuto modo di apprezzare la vostra discutibile presenza in sede sindacale dove non ci sembra abbiate tenuto testa a quattro operai in croce nell’assistere un liquidatore in sede sindacale senza nemmeno forse sapere che forma hanno i nostri semiassi”.
“Quando leggo dichiarazioni di questo genere sono felice di avere valori diversi e di rappresentare una politica distante da tutto questo”. Così, su twitter, la viceministra allo Sviluppo econimico Alessandra Todde, commenta il tweet dello studio legale che assiste Gkn Driveline Firenze, LabLaw studio legale otondi&Parters, cher ha suscitato polemiche
“Non penso sia giusto vantarsi di un licenziamento in Italia, ci deve far riflettere tutti non solo se sia giusto o non sia giusto, ma come sia possibile che diventi quasi normale che uno rivendichi il fatto di aver assistito quel tipo di licenziamento, perché sappiamo che i licenziamenti fanno parte della dinamica”. Ha detto il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha commentato a margine della VI Conferenza nazionale sulle dipendenze, l’assegnazione del premio TopLegal Awards 2021 Studio dell’anno – Lavoro a lLabLaw che ha assistito Gkn nei licenziamenti.
“Può anche essere necessario che uno debba fare quello nella propria attività professionale, ma che addirittura diventi una cosa per cui ci si mette una medaglia, interroga tutti, dobbiamo capire a che punto sia cambiata la percezione comune di questi fenomeni. Dobbiamo riflettere su una società in cui diventa una medaglia avere assistito una multinazionale nel licenziamento in tronco di lavoratori, dobbiamo riflettere se è un merito o un elemento che provoca riprovazione sociale”, ha sottolineato Orlando.
Il ministro ha poi aggiunto: “Nella vertenza ci sono delle offerte in campo, per fortuna siamo andati oltre i whatsapp, si è aperta un’interlocuzione per rilevare l’azienda, ora vediamo se quelle offerte sono congrue, lo dovranno vedere gli enti locali, il sindacato, le parti sociali nel loro insieme”.
(da agenzie)
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Novembre 27th, 2021 Riccardo Fucile
CHI HA AIUTATO ANZIANI, CHI HA SALVATO UN AMICO DAL SUICIDIO, CHI HA CONDIVISO LA BORSA DI STUDIO: C’E’ UNA ITALIA DI CUI ESSERE ORGOGLIOSI
Sono 30 gli attestati d’onore di Alfiere della Repubblica che il presidente della
Repubblica Sergio Mattarella ha voluto conferire a giovani che, lo scorso anno, si sono contraddistinti per i più svariati motivi.
Sono state assegnate anche tre targhe per azioni collettive nell’ambito dell’agricoltura sostenibile (all’Istituto d’Istruzione Superiore “ITG-ITI” di Vibo Valentia), di comunicazione digitale (a Radioimmaginaria di Bologna) e di impegno in un’impresa sociale in un carcere minorile (al laboratorio Artigianale “Cotti in Fragranza” del Carcere Minorile di Malaspina di Palermo). Tra i premiati molti ragazzi che si sono spesi nel corso della pandemia del Coronavirus.
Giovanni Buttafava, ad esempio, ha aiutato le persone anziane e con difficoltà di movimento consegnando a domicilio spesa e farmaci.
Tommaso Capuano ha fatto doposcuola ai bambini e si è occupato di distribuire abbigliamento e pacchi alimentari alle persone più deboli.
Lorenzo Cerutti, invece, ha consentito agli anziani di prenotare i vaccini con le piattaforme online così come Francesco Tortora che li ha aiutati persino nelle procedure per il rilascio del Green pass.
Giulia Galieti, infine, ha realizzato un video a sostegno della vaccinazione anti-Covid quando ancora la campagna era in fase di avvio e non si sapeva come avrebbero risposto i giovani alla «chiamata» al vaccino.
C’è anche Maria Ester Contrera, di Palermo, che ha conseguito la maturità da un letto d’ospedale. Ha una rara patologia che la costringe a lunghi ricoveri.
Daniele De Angelis, invece, ha consentito ai suoi cugini più piccoli di seguire la didattica a distanza nonostante l’assenza da casa dei genitori che, da infermieri, erano impegnati nella lotta al Covid tra le corsie d’ospedale.
Infine ci sono le storie di Luca Ragosa e Betsalot Dereje Negatu. Il primo ha salvato un amico che stava per buttarsi dalla finestra della classe: il compagno stava per suicidarsi quando, senza alcuna esitazione, Luca lo ha trattenuto, mettendo a rischio la propria vita.
La seconda, invece, originaria dell’Etiopia, ha voluto dividere la borsa di studio con la sua migliore amica.
(da agenzie)
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Novembre 27th, 2021 Riccardo Fucile
IL SINDACO: “SIAMO OLTRE IL 100% PERCHE’ ABBIAMO VACCINATO ANCHE PERSONE CHE VENGONO DA VILLAGGI VICINI”
In un periodo storico in cui i no vax cercano di lasciare il proprio segno, in Italia si erge un paesino siciliano con il 104% di vaccinati contro il Covid. A celebrare oggi l’exploit di Palazzo Adriano, Comune di 2.100 abitanti nell’area metropolitana di Palermo, è il Guardian.
“Sembra una statistica impossibile, ma qui sono state vaccinate anche persone che non sono ufficialmente residenti o provenienti dai villaggi vicini”, ha raccontato con orgoglio il sindaco, Nicolò Granà.
Il segreto del successo di questa comunità, dove è stato girato il film “Nuovo Cinema Paradiso”, sta nel fatto che qui si conoscono tutti e molti sono imparentati. Il sindaco e i suoi assessori hanno incoraggiato i concittadini, è stato creato un gruppo WhatsApp per rispondere alle domande.
“Al centro vaccinale c’era un’aria di festa. La gente ha capito che il vaccino era uno scudo a protezione della comunità”, ha spiegato il sindaco.
(da agenzie)
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Novembre 27th, 2021 Riccardo Fucile
FRANCO MASINI, CARDIOLOGO IN SUDAN: “I CONTAGI AUMENTANO, GLI OSPEDALI ARRANCANO E LA CAMPAGNA VACCINALE NON ESISTE”
Non c’è più niente di letterario, oggi, a Khartoum. 
Nel Sudan raccontato da Abdelaziz Baraka Sakin – che ne narra i conflitti di classe più che di etnia, come fatto con il celebre Il Messia del Darfur – va in scena un’analisi macroscopica e tragicamente estemporanea del conflitto fra il Nord e il Sud del Mondo. Il primo impegnato a fronteggiare a suon di lockdown e di imposizioni il fronte no-vax, il secondo dedito alla spasmodica ricerca di quei vaccini promessi e mai consegnati.
“Siamo di fronte a suicidio sanitario” mi spiega dal Centro di cardiochirurgia Salam a Khartoum il responsabile Franco Masini. Cardiologo, 70enne, originario di Parma dove è stato anche responsabile dell’unità di terapia coronarica locale, da quando è andato in pensione nel 2018 lavora a tempo pieno con Emergency.
“In Sudan – prosegue Masini – ci sono state varie fasi della pandemia. C’è stato un lockdown, più annunciato che praticato. Adesso il Paese sta scoprendo le insidie del Covid-19”.
In che senso?
Prima non c’era una grande preoccupazione, ma ora le cose stanno cambiando. Durante questi anni il centro Salam, l’unico che grazie Emergency fornisce assistenza cardiochirurgica gratuita in tutta l’Africa, è sempre rimasto aperto. Abbiamo continuato a fare interventi, riducendo il lavoro, ma cercando sempre di fare attenzione ad arginare il Covid-19. La sua entrata fra le nostre mura sarebbe un disastro.
Ci siete riusciti?
Fino ad adesso sì, grazie anche ai tamponi molecolari. Se prima riscontravamo pochi positivi la settimana, addirittura nessuno durante il periodo estivo, le cose ora sono diverse. Da due mesi è aumentato in modo esponenziale il numero di contagi: tutti i giorni troviamo uno o due pazienti positivi, che inviamo ai centri Covid-19 del territorio. Per la maggior parte, circa l’80%, sono asintomatici.
Qual è la situazione sanitaria in Sudan oggi?
Drammatica. Le terapie intensive sono piene e la mortalità è in salita.
La campagna vaccinale come procede?
Non procede. Qui è vaccinato solo l’1,3% della popolazione e non arrivano più dosi, nonostante le promesse. Noi abbiamo vaccinato solo il personale dell’ospedale, circa 440 persone dei quali 40 di provenienza internazionale. Da aprile abbiamo fatto tre campagne vaccinali: una ad aprile/maggio e una ad agosto/settembre con AstraZeneca, e una due settimane fa con Johnson&Johnson. Il programma Covax sostenuto dal Governo aveva promesso milioni di dosi, ne sono arrivate solo una percentuale irrisoria. Il Sudan ha 44milioni di abitanti, e fino ad oggi sono state inoculate solo 1 milione e mezzo di dosi.
Come se lo spiega?
Non ci rendiamo conto, purtroppo, che l’avidità dei Paesi ricchi sarà un suicidio a lungo andare. Il Sudafrica è il paese dell’Africa che vaccina di più, ha somministrato dosi al 24% della popolazione, mentre nel resto del continente la percentuale di vaccinati è bassissima. Siamo di fronte a circa l’1-2% degli abitanti. Così però il Covid-19 non si ferma.
Ha ragione: non si ferma.
Questo è il vero scandalo! Da un anno promettono vaccini che non arrivano. Non capisco perché, ora che hanno raggiunto il profitto, le industrie farmaceutiche non liberino i brevetti. Dovrebbero essere resi disponibili: tutti dovrebbero avere la possibilità di essere immunizzati.
Quali sono le conseguenze?
Favoriamo la diffusione di nuove varianti. Meno gente è protetta, più le varianti si moltiplicano.
In questi giorni l’allarme, lanciato dagli scienziati africani, è relativo alla variante Omicron riscontrata proprio in Sudafrica.
È la meno simile alle variazioni esaminate durante la pandemia. Anche per questo vaccinare la popolazione di tutto il mondo, non solo quella Occidentale, è fondamentale. Siamo di fronte a una visione molto miope delle cose. Non è possibile disinteressarsi del 98% della popolazione africana solo perché non ha i fondi per sostenere gli acquisti. Poi, dovrebbe essere anche un discorso egoistico.
In che senso egoistico?
Lo ribadisco: la pandemia può essere fermata solo se viene stoppata in tutto il pianeta. Non esistono barriere contro un virus. Si possono chiudere le frontiere, ma il recente presente ci ha dimostrato che è inutile. Rischiamo che le varianti si moltiplichino all’infinito.
La situazione in Africa, dove vive il 17% della popolazione mondiale, è dunque disastrosa.
Qui è come se fossimo a un mese prima la scoperta del vaccino. Qui non esiste la possibilità di curarsi e quelli un po’ più ricchi sono andati a farsi somministrare le dosi nei paesi del Golfo.
Dunque al momento non ci sono no-vax in Sudan?
No. Anzi sì. Qui sono novax perché non c’è il vaccino.
Siamo di fronte a un paradosso. In Europa al momento grandi sforzi sono concentrati per convincere le persone a vaccinarsi, mentre in Africa non c’è modo di accedere alle dosi. Com’è l’Italia vista dal Sudan?
Insomma… Si fa un po’ fatica a capirla. Per quanto si provi a comprendere le motivazioni personali di chi non si vaccina, non si coglie perché, dove i mezzi ci sono, non si utilizzino tutti. Anche per la questione tamponi qui è molto complicato: sono poco diffusi, i numeri si aggirano intorno ai 1500/2000 al giorno e tracciare il Covid-19 diventa impossibile. Se la situazione va avanti così non sarà facile.
So che deve tornare in sala operatoria, prima mi toglie una curiosità?
Se posso.
Lei ha 70 anni. Invece di godersi la pensione, ha scelto di andare in Sudan.
Perché condividevo, e condivido ogni giorno, il monito di Gino Strada: creare e offrire gratuitamente assistenza in strutture di alta qualità. Strutture in cui vorremmo essere curati noi stessi, e le persone a cui vogliamo bene. Secondo me la sanità non ha niente a che fare con il profitto. Noi qui al centro Salam curiamo pazienti da quasi trenta paesi di tutta l’Africa e ogni cosa è gratuita. Le visite che facciamo, l’intervento e le cure per tutta la vita. Credo che la sanità, come diceva sempre Gino, sia un campo in cui il profitto non dovrebbe avere spazio.
Non è così però.
Ne stiamo avendo la prova anche da questa lunga pandemia.
Posso confessarle che trovo qualcosa di eroico in lei?
Non esageriamo. Io mi sento soltanto un medico.
(da Huffingtonpost)
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