Destra di Popolo.net

TROPPI POLITICI AI FUNERALI: “NON ABBIAMO PIU’ POSTI”

Aprile 25th, 2025 Riccardo Fucile

LA CORSA DI PARLAMENTARI E MINISTRI MANDA IN TILT IL VATICANO: ”VENITE SOLI, SENZA SCORTA E COMPAGNI/E”

Esserci. A prescindere. Una foto, anche se in ventesima fila, magari non lontano dai “grandi del mondo”, val bene un funerale. Dopo la corsia preferenziale per accedere alla salma di papa Francesco, in queste ore tra Camera e Senato i partiti si stanno organizzando per partecipare al funerale a San Pietro di domani mattina alle 10. L’appuntamento dell’anno: il governo stima che possano arrivare oltre 2 milioni di pellegrini e 200 delegazioni da tutto il mondo. L’elenco dei partecipanti sarà chiuso domani sera dal Cerimoniale del Vaticano che deciderà anche i posti a sedere.
Ma in queste ore la Santa Sede ha un problema ulteriore rispetto a evitare “guai” diplomatici (come quello tra Cina e Taiwan o la lontananza tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky): far entrare tutti i parlamentari che vogliono partecipare alle esequie nell’area “autorità”. Oltre ai cardinali, ai vescovi, all’area “Vip” e a quella dei capi di Stato e di governo (con annessi
accompagnatori e accompagnatrici), infatti, ce ne sarà una dedicata anche alle autorità semplici, cioè quelle politiche extra rispetto alle alte cariche dello Stato. Questa sarà riservata, anche, ai parlamentari.
Negli ultimi giorni, come è successo per dare l’ultimo saluto alla salma del papa, l’Ufficio del Cerimoniale della Camera e del Senato ha chiesto ufficialmente a tutti i gruppi parlamentari di indicare chi fosse interessato a partecipare alla celebrazione di domani. A loro volta i capigruppo di Camera e Senato hanno chiesto ai parlamentari di dare o meno la propria disponibilità. E, secondo diverse fonti a conoscenza della questione, le risposte sarebbero state tantissime. In alcuni casi – come per Alleanza Verdi e Sinistra – la delegazione sarà ristretta e limitata ai leader e ai capigruppo di Camera e Senato, ma in altri c’è la corsa a partecipare alle esequie. Ci saranno quindi delegazioni dei singoli partiti composte da più deputati e senatori. E non sarà un problema se molti parlamentari finiranno molto lontani dalle prime file: l’importante è esserci. E magari essere inquadrati in mondovisione vicini al ciuffo iconico del presidente americano Donald Trump o alla mimetica del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Lo stesso sta succedendo con ministri e sottosegretari. Tra le alte cariche dello Stato, infatti, ci sarà una delegazione ad hoc dell’esecutivo composta dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dal sottosegretario Alfredo Mantovano e dai due vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani. Ma l’Ufficio del Cerimoniale di Palazzo Chigi ha chiesto anche ai ministri e ai sottosegretari interessati, e anche qui saranno in molti a partecipare: l’esecutivo dovrebbe esserci quasi al completo.
Risposte che hanno mandato in tilt l’Ufficio del Cerimoniale della Santa Sede che si sta scervellando per organizzare i posti, che restano comunque limitati. Intanto è stata trovata una prima soluzione: agli esponenti di governo è stata mandata una comunicazione in cui si chiede espressamente di presentarsi da soli, senza la scorta e senza accompagnatori (quindi niente famiglie al seguito) per evitare di occupare altri posti.
Anche le regole saranno stringenti: parlamentari, ministri e sottosegretari che vorranno partecipare alla cerimonia dovranno presentarsi domani mattina entro e non oltre le 8.30, un’ora e mezza prima dell’inizio, alla porta Perugino (in via della Stazione Vaticana) com’è avvenuto in questi giorni per tutti i parlamentari
che volessero vedere la salma del pontefice saltando la fila dei pellegrini che sono venuti da tutto il mondo e che hanno dovuto attendere anche due ore fuori da San Pietro per dare l’ultimo saluto al Papa. Qualcuno, tra i parlamentari che hanno avuto la corsia preferenziale, si è presentato anche con la famiglia.
(da ilfattoquotidiano.it)

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LA MASCALZONATA DI TRUMP: UN FINTO NEGOZIATO PER PIEGARE LE GINOCCHIA ALL’UCRAINA

Aprile 25th, 2025 Riccardo Fucile

COME RAGIONA UN FARABUTTO COME TRUMP

La logica senza logica che guida l’America nel non negoziato per la pace. Come è possibile non capire che l’unica lingua diplomatica accettabile è quella di Kallas, di von der Leyen, di Starmer, di Sikorsky e di Macron?
Come ragiona un farabutto come Trump? Ci sono le elezioni nel novembre del 2024 e devo vincerle a tutti i costi altrimenti rischio bancarotta e galera. Immigrazione e dazi e la promessa di svellere la democrazia istituzionale nella logica dello strongman e altre sconcezze dai risvolti grotteschi non bastano. Del mio Grand Guignol deve far parte anche il destino di un popolo europeo aggredito e delle alleanze che gli hanno permesso per tre anni di resistere a un dittatore paranoico che ha deciso di credersi il nuovo Zar di tutte le Russie. Il Papa ha già chiesto agli ucraini di alzare bandiera bianca. L’opinione pubblica internazionale è frastornata dalle sanzioni e da tre anni di guerra dalla quale non sembra facile uscire vista la preponderanza militare e politica della Federazione russa, potenza nucleare, e dei suoi ricatti blindati e dei bagni di sangue che ha imposto ai confini della Nato ricevendone una risposta gradualista e inefficace per quanto tenace. Che devo fare? Devo promettere la fine della guerra in ventiquattr’ore. Devo promettere un accordo, un deal, che mi consacri principe della pace anche ingiusta, pace per il nostro tempo. Devo insistere su un falso, un fake della storiografia dei “se”: ci fossi stato io alla Casa Bianca, la guerra non sarebbe mai cominciata. La colpa è del predecessore, di Biden, che oltre tutto era un presidente illegittimo. Passando all’azione dopo aver vinto, il farabutto assume in toto la posizione dell’aggressore, si mette d’accordo con lui
per una soluzione che suoni vittoria dell’invasione, maltratta il presunto perdente, cerca di umiliare gli alleati transatlantici e europei archiviando un equilibrio tra democrazie e autocrazie che ha fatto epoca dalla fine dell’ultima guerra mondiale a oggi, offre a Putin tutto quello che è in grado di dargli, e se potesse gli porterebbe la testa di Zelensky su una guantiera d’argento portata dal cameriere Witkoff, interrompe la fornitura d’armi e d’intelligence a intermittenza all’alleato in battaglia, manda il capo della Cia a concordare i passi necessari con l’Fsb, alimenta le balle micidiali di una potenza che, coperta da inesistenti cessate il fuoco e da un negoziato truccato dai somari di Caligola nel deserto d’Arabia, continua a bombardare con decine di missili Kyiv e altre città, centrali, ospedali, trattorie, piazze di un paese libero che vuole mettere in ginocchio, magari poi dice che quel tale bombardamento Putin avrebbe potuto risparmiarselo, non era necessario, non in questo momento, non conviene alla mia immagine e alla mia nuova amicizia con lo Zar e i suoi cortigiani, che un accordo capestro a vantaggio di Mosca dovrebbe consacrare. Poi torna a scagliarsi contro il presunto perdente, al quale nel frattempo vuole estorcere un contratto di sfruttamento di risorse minerarie, boicotta i tentativi di trattativa seria a Londra e a Parigi, e dopo avere gettato nel caos l’economia-mondo in forme sgangherate che fanno tremare borse e mercati e gonfiano le borse sua e dei suoi complici, ecco che minaccia di sfilarsi dalla trattativa – abbiamo scherzato – se l’Ucraina non si piega ai Diktat del Cremlino, che non ha problemi a sigillare con la sua ceralacca diplomatica la totale consonanza tra la propria visione trionfalistica delle cose e quella di Trump, il farabutto, appunto.
Da invidiare la bonarietà con cui il nostro ministro degli Esteri continua a ripetere, una filastrocca che non convince nessuno e credo nemmeno lui: l’Italia è al fianco e a sostegno di questa mascalzonata che è il finto negoziato per piegare le ginocchia dell’Ucraina. Ma a fianco di che cosa, di grazia? Come è possibile non capire che l’unica lingua diplomatica accettabile è quella di Kallas, di von der Leyen, di Starmer, di Sikorsky e di Macron? Nel corso dei fatidici cento giorni in occidente, in quel che resta della sua impalcatura democratica e liberale, tra coloro che intendono difendere con garanzie serie l’Ucraina e l’Europa da un delirio di grande potenza imperialista basato sull’uso cinico della forza, si è cercato in ogni modo di ricondurre a una qualche logica geopolitica il più sfacciato tradimento o voltafaccia nella storia delle alleanze
che si ricordi da molti decenni. Impossibile, bisognerà cominciare a dirlo chiaro e tondo. L’unica logica della mascalzonata è la mascalzonaggine, che poi sia figlia di un narcisismo impazzito e di un carattere egomaniaco che mette in imbarazzo tutti tranne i soci di stretta osservanza riuniti nella chat di Signal, questo è solo un dettaglio. Sta finendo il tempo delle esitazioni e delle indulgenze, fare senza e contro questa presidenza di abissale farabuttaggine è diventato imperativo per tutti in Europa e in quella parte di mondo che non vuole consegnarsi a un destino di vassallaggine e di irrilevanza totale, nelle mani di un branco di canaglie.
Giuliano Ferrara
(da ilfoglio.it)

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ECCO IL SOGNO AMERICANO: I RICCHI SEMPRE PIU’ RICCHI, I POVERI SEMPRE PIU’ POVERI

Aprile 25th, 2025 Riccardo Fucile

L’ARTICOLO DEL WALL STREET JOURNAL

I più ricchi sono diventati ancora più ricchi e controllano una quota record della ricchezza americana. Nuovi dati suggeriscono che nel 2024 è stato creato un patrimonio di 1.000 miliardi di dollari solo per le 19 famiglie più ricche degli Stati Uniti. Si tratta di un valore superiore a quello dell’intera economia svizzera
Ci sono voluti quattro decenni perché la quota di ricchezza totale delle famiglie americane detenuta dallo 0,00001% più ricco della popolazione passasse dallo 0,1% del 1982, quando 11 famiglie costituivano questo ristretto gruppo, all’1,2% del 2023, secondo un’analisi di Gabriel Zucman, economista dell’Università della California, Berkeley e della Paris School of Economics – scrive il WSJ.
In un solo anno, alla fine del 2024, la quota della ricchezza totale delle famiglie statunitensi detenuta dallo 0,00001% più ricco, ovvero quelle 19 famiglie, è balzata all’1,8%, pari a circa 2,6 trilioni di dollari. Si tratta del più grande aumento annuale mai registrato, secondo Zucman.Il patrimonio totale delle famiglie statunitensi era pari a circa 148.000 miliardi di dollari alla fine del 2024, secondo una misura utilizzata da Zucman che sottrae il valore dei beni di lusso e delle pensioni non finanziate dalla stima del patrimonio delle famiglie della Federal Reserve.
Il patrimonio netto medio di tutti i gruppi è aumentato dal terzo trimestre del 1990, in linea con la crescita dell’economia statunitense. La crescita della ricchezza degli americani più ricchi ha superato di gran lunga quella di tutti gli
altri gruppi di ricchezza degli Stati Uniti.
I gestori patrimoniali affermano che il boom del mercato azionario nel 2024 ha alimentato la creazione di ricchezza ai vertici, dopo i guadagni già considerevoli dell’anno precedente. Insieme, questi due anni hanno rappresentato i migliori anni consecutivi dell’S&P 500 in un quarto di secolo. (I mercati sono crollati da quando il presidente Trump ha scatenato una guerra commerciale globale, drammatizzando la natura volatile della ricchezza dei più ricchi tra i ricchi. Con gran parte della loro ricchezza legata al mercato azionario, il loro patrimonio netto può oscillare di miliardi ogni giorno).
Secondo la ricerca di Zucman, lo 0,00001% più ricco degli Stati Uniti possiede un patrimonio netto di almeno 45 miliardi di dollari per famiglia e include Elon Musk, Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Bill Gates, Warren Buffett e l’investitore di private equity Stephen Schwarzman. Altri ricercatori hanno soprannominato coloro che possiedono una ricchezza di tale portata “supermiliardari”.
La crescita della ricchezza tra i ricchi ha creato nuovi miliardari in tutto il mondo, e in particolare negli Stati Uniti.
La banca privata JPMorgan Chase stima che i miliardari statunitensi fossero quasi 2.000 lo scorso anno, in aumento rispetto ai circa 1.400 del 2021, quando ha iniziato a monitorare i miliardari. La società di dati patrimoniali Altrata, invece, stima che nel 2023, l’anno più recente per cui dispone di dati, i miliardari saranno 1.050, in aumento rispetto ai 975 del 2021. Altrata calcola che il loro patrimonio totale nel 2023 si avvicinerà ai 4,9 trilioni di dollari.
Secondo il World Inequality Database, nel 2023 l’1% più ricco degli Stati Uniti deteneva il 34,8% della ricchezza totale delle famiglie statunitensi. In confronto, l’1% più ricco del Regno Unito deteneva il 21,3% della ricchezza totale del Paese. In Francia, l’1% più ricco deteneva il 27,2% e in Germania il 27,6%.
Più una famiglia era ricca nel 1990, più rapidamente ha accumulato ricchezza negli anni successivi. Mentre l’1% più ricco ha aumentato la propria quota di ricchezza totale delle famiglie, tutti gli altri gruppi di ricchezza degli Stati Uniti hanno visto diminuire la propria quota.
Secondo un’analisi dei dati della Federal Reserve condotta da Steven Fazzari, economista della Washington University di St. Louis, una famiglia appartenente allo 0,1% più ricco (circa 133.000 famiglie con un patrimonio di almeno 46,3
milioni di dollari ciascuna) ha accumulato in media 3,4 milioni di dollari all’anno dal terzo trimestre del 1990, in dollari del 2024. In confronto, la ricchezza del resto dell’1% più ricco, circa 1,2 milioni di famiglie con un patrimonio di almeno 11,2 milioni di dollari ciascuna, è cresciuta in media di 450.000 dollari all’anno per famiglia.
(da Wall Street Journal)

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“PER ME ERA GIUSTO NON ANDARE ALL’INSEDIAMENTO DI TRUMP”: MICHELLE OBAMA SPIEGA PERCHÉ NON SI È PRESENTATA ALLA CERIMONIA DELLO SCORSO 20 GENNAIO

Aprile 25th, 2025 Riccardo Fucile

“VOLEVO DARE L’ESEMPIO ALLE MIE FIGLIE. VOGLIO CHE INIZINO A PRATICARE FIN DA ORA L’ARTE DI DIRE ‘NO’” … BRAVA MICHELLE, NON SI ONORANO I CRIMINALI

Michelle Obama ha parlato per la prima volta della sua decisione di non andare all’insediamento di Donald Trump, il 20 gennaio, e dieci giorni prima ai funerale di Jimmy Carter dove avrebbe dovuto essere seduta accanto al tycoon.
Nella puntata del 23 aprile del suo podcast “IMO with Michelle Obama and Craig Robinson”, che l’ex first lady conduce insieme al fratello, ha spiegato che “la mia decisione di non andare è stata accolta con scherno e critiche e siccome la gente non capiva perché mi fossi rifiutato hanno detto per scontato che il mio matrimonio stesse andando in pezzi”.
“Mentre io sto solo cercando di fare la scelta giusta per me”, ha detto confessando di aver fatto “tutto il possibile per non fare ciò che era percepito come giusto, ma per fare ciò che era giusto per me: è stato difficile”. Michelle ha anche rivelato di aver dovuto “praticamente ingannare” se stessa non preparandosi per l’evento.
“Io ho sempre un vestito pronto per ogni occasione, anche quando viaggio, nel caso salti fuori qualcosa, ma quella volta non l’ho cercato, non l’ho voluto. Ho detto al mio team: non ci vado”. L’ex first lady ha anche detto che parte della sua motivazione era dare l’esempio alle sue figlie Malia, 26 anni, e Sasha, 23 anni. “Voglio che inizino a praticare fin da ora l’arte di dire ‘no'”.
(da agenzie)

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“HARVARD È UN’ISTITUZIONE ANTISEMITA E DI ESTREMA SINISTRA: È UNA MINACCIA PER LA DEMOCRAZIA” : IL DELIRIO DI TRUMP

Aprile 25th, 2025 Riccardo Fucile

L’ATENEO FONDATO NEL 1636, IMPROVVISAMENTE E’ DIVENTATO CENTRO DI PERICOLOSI “SOVVERSIVI”: LA CROCIATA DI “THE DONALD” NEI CONFRONTI DI HARVARD: L’UNIVERSITÀ DI BOSTON NON ACCETTA DI MODIFICARE LE SUE POLITICHE SECONDO I DIKTAT DEL PRESIDENTE

“Harvard è un’istituzione antisemita e di estrema sinistra, come tante altre, con studenti provenienti da tutto il mondo che vogliono fare a pezzi il nostro Paese.” Lo scrive Donald Trump su Truth nell’ennesimo attacco al college. “Harvard è una minaccia per la democrazia”, ha detto ancora.
L’Harvard Crimson, il giornale studentesco di Harvard, una delle università più prestigiose d’America, sta affrontando una crisi senza precedenti nei suoi 152 anni di storia. Come riporta il Wall Street Journal sempre più studenti, soprattutto stranieri, chiedono la rimozione dei loro nomi dagli articoli per paura di ritorsioni da parte delle autorità per l’immigrazione dopo la stretta sui visti di Donald Trump
La svolta è arrivata dopo il caso di Rumeysa Ozturk, la studentessa turca fermata e privata del visto per aver co-firmato un articolo pro-Palestina. E cosi’ ora alcuni studenti di Harvard chiedono la rimozione della loro firma da vecchi editoriali, altri domandano ai redattori di cancellare interi articoli dai siti web. Secondo la presidente del Crimson, McKenna McKrell, 21 anni, questi appelli sono aumentati vertiginosamente: la pubblicazione, spiega, ha recentemente ricevuto 10 richieste in due settimane, una delle quali riguardava un articolo pubblicato più di dieci anni fa.
(da agenzie)

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TANTO RUMORE PER NULLA: LA PROCURA DI CAGLIARI HA CHIESTO L’ANNULLAMENTO DELLA DECADENZA PER LA PRESIDENTE DELLA REGIONE SARDEGNA, ALESSANDRA TODDE, ACCUSATA DI IRREGOLARITA’ NELLA RENDICONTAZIONE DELLA CAMPAGNA ELETTORALE

Aprile 25th, 2025 Riccardo Fucile

CHIESTA ANCHE UNA RIDUZIONE DELLA MULTA DA 40MILA EURO INFLITTA ALLA GOVERNATRICE PENTASTELLATA

Niente decadenza per la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde. Lo chiede la procura di Cagliari che, in quanto materia elettorale, è parte in causa nel procedimento apertosi davanti al tribunale ordinario sul ricorso presentato dai legali della governatrice contro l’ordinanza-ingiunzione emessa dal collegio regionale di garanzia della Corte d’Appello del capoluogo sardo.
A confermare questa richiesta è l’avvocato Benedetto Ballero che aggiunge di aver chiesto di “confermare la sanzione pecuniaria nella misura inferiore che il collegio vorrà determinare”. Il collegio regionale di garanzia aveva contestato alla governatrice irregolarità nel rendiconto delle spese della campagna pentastellata per il voto del febbraio 2024, determinando non solo un’ordinanza-ingiunzione di decadenza al consiglio regionale ma anche una sanzione a carico della presidente di 40mila euro.
E proprio lo stesso collegio, che aveva presentato opposizione al ricorso della presidente Todde, dovrà essere ricostituito dopo che la presidente, Gemma Cucca, che era anche presidente della Corte d’Appello, è andata in pensione.

(da agenzie)

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RAI, CHE MANICOMIO! L’AD ROSSI CHE CERCA UN COMPROMESSO COL SUO NEMICO, IL LEGHISTA MARANO

Aprile 25th, 2025 Riccardo Fucile

IL DIRETTORE DEL TG1 CHIOCCI CHE SFILA AL GOFFO ROSSI IL TESTIMONE DI PUNTO DI RIFERIMENTO IN RAI DI TELE-MELONI

La Rai meloniana è diventata un suk di veleni, ostilità e doppi giochi: se l’amministratore delegato, il goffo Giampaolo Rossi, punta a ridimensionare l’abilità di potere del direttore del Tg1, Gian Marco Chiocci, quest’ultimo sta sfilando giorno dopo giorno a Bruno Vespa il testimone di giornalista di riferimento della premier.
Il quasi 81enne “Bru-neo”, sempre più indispettito per la tarda ora a cui va in onda “Porta a Porta”, con nefaste conseguenze sul numero di spettatori, non è più il punto di riferimento di Tele-Meloni.
Un tempo la Ducetta batteva i tacchi quando lo zio Bruno chiamava. Ora, invece, si fa desiderare e mantiene contatti pressoché quotidiani con i sonagli di Chiocci, a cui ha rapidamente concesso una dichiarazione in esclusiva, due ore dopo la morte del Papa.
Chiocci può contare sulla stima del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari. Una “protezione” da Palazzo Chigi, per il direttore del Tg1, che ha “allertato” lo stesso Giampaolo Rossi.
L’amministratore delegato della Rai, sentendosi ai margini delle attenzioni del Governo, sta cercando di “coprirsi” all’interno di Viale Mazzini. Vuoi vedere che dopo i dispettucci con Antonio Marano sulle ultime nomine (Rossi spingeva la “piddina” Calandrelli su Rai pubblicità, Marano voleva Gianfranco Zinzilli), Rossi finirà per trovare un compromesso sulle le ultime nomine rimaste sul tavolo con il Presidente ad interim, in quota Lega…
(da agenzie)

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L’ELEZIONE DEL PAPA È A RISCHIO INTERFERENZA: TRA FAKE NEWS E PRESSIONI, NELLA CAPPELLA SISTINA C’È ARIA DI COMPLOTTONE

Aprile 24th, 2025 Riccardo Fucile

GIÀ NEL 2019 ERANO EMERSE LE MANOVRE DELLA FRONDA TURBO-CONSERVATRICE DEGLI STATI UNITI PER ORIENTARE IL FUTURO CONCLAVE … UN GRUPPO AVEVA PREPARATO UN’OPERAZIONE CHIAMATA “RED HAT REPORT”, CON UN MILIONE DI BUDGET, PER “DOSSIERARE” OGNI CARDINALE ELETTORE,… LE CALUNNIE PER TENTARE DI FAR FUORI BERGOGLIO NEL 2013

Di per sé, in otto secoli di Conclavi propriamente detti, non sarebbe una novità. L’ultima volta era accaduto il 2 agosto 1903, il secondo giorno del Conclave, quando il cardinale Jan Puzyna di Cracovia, a quel tempo sotto il dominio austriaco, pronunciò l’esclusiva, ovvero il veto dell’imperatore Francesco Giuseppe contro il cardinale Mariano Rampolla del Tindaro, già segretario di Stato di Leone XIII, perché era filofrancese.
Lo ius exclusivae , ossia il diritto di veto esercitato di fatto dalle potenze cattoliche, venne poi abolito dal Papa neoeletto, il patriarca di Venezia Giuseppe Sarto, che prese il nome di Pio X e pochi mesi più tardi, con la Costituzione apostolica Commissum Nobis del 20 gennaio 1904, mise le cose in chiaro: veniva condannato ogni intervento esterno sul Conclave, anche «sotto forma di semplice desiderio», e si prevedeva la scomunica latae sententiae , cioè automatica, per chiunque se ne fosse fatto latore o interprete.
Mariano Rampolla del Tindaro
Tutto molto chiaro, la commissione istituita da Sarto che aveva preparato il documento — fondandosi sulle ricerche di un giovane ma brillante minutante della segreteria di Stato, il ventisettenne Eugenio Pacelli, futuro papa Pio XII — fece un ottimo lavoro.
Non è finito, il tempo delle interferenze. Anche le calunnie per tentare di eliminare candidati sgraditi ci sono sempre state e basterebbe, nell’ultimo Conclave del 2013, la faccenda del polmone di Jorge Mario Bergoglio. Prima dell’elezione si sparse la voce che avesse un polmone solo, alcuni cardinali glielo chiesero al Conclave.
Giuseppe Sarto – Pio X
Non era vero: nel 1957, a 21 anni, aveva subito l’asportazione del lobo superiore del polmone destro a causa di tre cisti e nel frattempo «il polmone destro si è espanso fino a occupare tutto l’emitorace omolaterale» aveva spiegato lui stesso. Ma quelle erano ancora chiacchiere, anche se le calunnie possono essere tenaci e molti, dopo dodici anni di pontificato e la morte, ne restano tuttora convinti.
Il problema è che oggi le possibilità di diffondere notizie false si sono moltiplicate. Si può colpire un candidato in modo ancora più efficace, diffondendo menzogne: sulla salute, o magari sostenendo che ha coperto dei pedofili, o ancora peggio.
Il Conclave viene convocato tra i 15 e i 20 giorni dalla morte del Pontefice, quanto basta per diffondere un sospetto.
Il pontificato di Bergoglio ha conosciuto una resistenza tradizionalista in Rete ben organizzata e finanziata. Ha il suo epicentro nei settori più conservatori della Chiesa degli Usa.
Nel 2019 uscì in Francia un libro del giornalista Nicolas Senèze sullo «scisma americano», intitolato Come l’America vuole cambiare Papa . Vi si ricostruivano con acribia le manovre condotte dalla «galassia» dell’estrema destra cattolica Usa per orientare un nuovo Conclave.
Carlo Maria Vigano
Un «gruppo per un miglior governo della Chiesa» aveva presentato a possibili donatori un’operazione chiamata «Red hat report» che aveva un milione di budget per stilare «nel giro di due anni» un dossier per ogni cardinale elettore, puntando su accuse e voci di «abusi», «corruzione» eccetera. Uno degli obiettivi era modificare i profili Wikipedia dei cardinali: «Se l’avessimo fatto prima, forse non avremmo avuto papa Francesco».
La stessa galassia aveva diffuso il cosiddetto «dossier» contro Bergoglio di Carlo Maria Viganò, nel frattempo scomunicato: negli Usa ci pensò il National catholic register che fa parte della rete di Ewtn ( Eternal word television network ), epicentro mediatico dell’opposizione. A dicembre è stato aperto un sito, The College of Cardinals Report che presenta i ritratti di alcuni «papabili» anche come «risorsa per i membri del sacro collegio».
La Santa Sede ha potenziato i siti Vaticannews.va e Vatican.va , con notizie, documentazioni, biografie. Il pericolo, del resto, può arrivare da attacchi hacker anonimi. I cardinali elettori vivono i giorni del Conclave isolati tra Santa Marta e la Sistina: ambienti schermati, niente cellulari né pc. Ma tutto questo non vale nei giorni precedenti.

(da Corriere della Sera)

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IL FUNERALE DI PAPA FRANCESCO È STATO PAGATO DA PIERSILVIO BERLUSCONI? NEL TESTAMENTO DI BERGOGLIO SI FA UN RIFERIMENTO A UN ANONIMO “BENEFATTORE”, CHE HA PROVVEDUTO A PAGARE PER LA SEPOLTURA A SANTA MARIA MAGGIORE DEL PONTEFICE

Aprile 24th, 2025 Riccardo Fucile

L’IMPORTANTE COPERTURA DELLE RETI MEDIASET DURANTE L’ULTIMO RICOVERO AL GEMELLI DEL PAPA … AL MOMENTO DELLA MORTE DI BERGOGLIO, BERLUSCONI JR HA MANDATO UNA MAIL A TUTTI I DIPENDENTI ELOGIANDO L’OPERATO DEL PONTEFICE

Chi è il misterioso benefattore che pagherà la sepoltura nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore di Papa Francesco? Nel testamento diffuso dalla sala stampa vaticana, infatti, c’è un riferimento alle spese per la preparazione della tomba del Pontefice. Ma Rolandas Makrickas, l’arciprete coadiutore della basilica papale di Santa Maria Maggiore, che ha ricevuto tutte le istruzioni per disporre della somma, si è chiuso nel silenzio.
Secondo ‘Affaritaliani.it’ la rosa degli ‘indiziati’ si sarebbe ridotta a due persone.
Si parla con insistenza di un lascito testamentario voluto da Silvio Berlusconi e affidato al secondogenito Piersilvio. In alternativa, la donazione (si parla di una cifra pari a un milione di euro) sarebbe arrivata dalla Corona di Spagna, voluta da Re Felipe VI e dalla Regina Letizia per ricordare la devozione del Paese alla Chiesa e alla Madonna.
Ma l’ipotesi Berlusconi, scrive Affaritaliani.it viene accreditata dai più visto lo sforzo di copertura delle reti Mediaset durante la malattia del Papa e dal momento della sua morte. Piersilvio Berlusconi ha mandato una mail a tutti i dipendenti elogiando professionalità e impegno ma anche tempestività, garbo e rigore, ”all’altezza del ruolo che siamo chiamati a svolgere”.
Il segreto sul benefattore, comunque, rimane ufficialmente custodito nel conto corrente bancario della Popolare di Sondrio, intestato al Capitolo di Santa Maria Maggiore con ‘causale’ Donazione Basilica Papale di Santa Maria Maggiore. Lo stesso Iban che viene usato per le donazioni delle persone ”qualunque”.

(da agenzie)

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