“L’ATTENTATO A TRUMP? UN PAZZO HA SPARATO A UN ALTRO PAZZO”
IL ROMANZIERE SHALOM AUSLANDER: “NEL FRATTEMPO I SOCIOPATICI TECH-BRO CHE HANNO RESO POSSIBILE AI FOLLI DI CONTROLLARE IL MONDO SE LA RIDONO”
«Un pazzo ha cercato di uccidere un folle. Immagino che scopriranno che il pazzo leggeva, ascoltava e guardava altri pazzi – nei podcast, su Twitter, su TikTok, ecc… – il che, data l’insondabile stronzaggine del folle, ha reso le azioni del pazzo perfettamente logiche ai suoi occhi». Usa il sarcasmo il romanziere e scrittore Shalom Auslander per parlare dell’attentato a Donald Trump durante il gala dei corrispondenti a Washington con La Stampa.
Il pazzo, il folle, i sociopatici tech-bro
Secondo lo scrittore il destino è già scritto: «Quindi parleremo per un po’ di quello che è successo, finché il folle non farà la prossima cosa da folle e il prossimo pazzo non farà la prossima cosa da pazzo, mentre nel frattempo i sociopatici tech-bro che hanno reso possibile ai folli e ai pazzi di controllare il nostro mondo se la ridono. Ma è solo una mia supposizione». E poi: «Alla gente piace dire che la satira è morta, ma lo dicono da secoli. Quello che è morto sono il giudizio e la prospettiva; quindi, la satira ultimamente tende a colpire i bersagli sbagliati. Non mi interessa che Donald Trump sia arancione, mi interessa che l’America sia governata da oligarchi sociopatici che distruggerebbero chiunque per un dollaro in più. La satira non è morta, è solo pigra»
Deliziosa escalation di violenza
E intanto «stiamo assistendo a una deliziosa escalation di violenza», aggiunge. «Non in Italia, ma qui negli Stati Uniti lo è sempre stata. Siamo l’unico Paese che ha più armi da fuoco che abitanti. Ehi, ma almeno siamo i Numeri Uno in qualcosa. Forza America! Se volete batterci nelle sparatorie di massa, dovete darvi una mossa. Siamo molto avanti: immersi ne sangue fino alle ginocchia e stufi fino alla morte di pensieri e preghiere». Su Trump, spiega, «nella comunità dei folli,
l’obiettivo è essere il più grande folle possibile. Lui è molto in vista in quella comunità, ma io sono stanco». E sui sondaggi: «Ho 56 anni e non sono mai stato chiamato, non ho mai ricevuto messaggi o sono mai stato contattato via e-mail per rispondere a un sondaggio su un presidente. Mai. Nessuno che conosco ha mai ricevuto una chiamata del genere. Chi stanno chiamando i sondaggisti che producono questi dati? I folli, i pazzi o i sociopatici? Va dichiarato da qualche parte nel modulo a quale di queste categorie si appartiene?».
(da agenzie)
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