IL MIRACOLO ECONOMICO DELLA MELONI: SIAMO SEMPRE PIU’ POVERI! LA CARITAS SCATTA UNA FOTOGRAFIA IMPIETOSA SULLO STATO DI INDIGENZA ECONOMICA VISSUTO DA MOLTE PERSONE IN ITALIA
A CHIEDERE UN SOSTEGNO ALL’ORGANIZZAZIONE PASTORALE DELLA CHIESA CATTOLICA CI SONO SEMPRE PIU’ FAMIGLIE CON MINORI A CARICO E ANZIANI SOLI IN DIFFICOLTA’ …AL NORD LE RICHIESTE DI AIUTO PROVENGONO SOPRATTUTTO DAGLI IMMIGRATI MENTRE AL SUD IL DATO SI INVERTE CON UNA PREVALENZA DI CITTADINI ITALIANI
Chiedono aiuto per mettere insieme il cibo per la cena, per trovare un lavoro o un posto dove
stare. Nella metà dei casi sono famiglie con minori a carico, uno su tre è un lavoratore povero. Ma crescono in maniera esponenziale anche gli anziani soli in difficoltà. È una fotografia impietosa quella contenuta nel Report statistico 2026 sulla povertà in Italia di Caritas Italiana.
Cittadini sempre più poveri, sempre più a lungo. I dati segnalano infatti un record dal 2019 della povertà cronica e della sua intensità, indicando un progressivo allontanamento delle persone dalla soglia minima di benessere economico.
È il dato più alto che abbiamo registrato negli ultimi anni. Nel 2019 c’era stato un calo, poi dalla pandemia in poi c’è stato un incremento costante. Il fenomeno riguarda molto gli stranieri ma sempre di più anche gli italiani». Per questo i ricercatori definiscono la povertà in Italia non un’eccezionalità ma una «strutturale normalità».
Nello specifico, il numero delle persone sostenute dalla rete Caritas nel 2025 è cresciuta dell’1,7% rispetto al 2024: un aumento più contenuto rispetto al passato, ma che di fatto cristallizza una crescita costante del fenomeno, in cui non si registrano flessioni negli ultimi cinque anni.
La condizione di indigenza, dunque, oltre a essere duratura è sempre più radicata, diventando stabile soprattutto nella vita di molte famiglie. Sul totale il 56 per cento sono stranieri e il 41% italiani. Nelle regioni del Nord la domanda è più alta tra gli§ immigrati (60%) mentre al Sud il dato si inverte con un’utenza prevalentemente italiana.
Ad essere particolarmente colpiti sono gli anziani: in dieci anni il numero degli over 65 raggiunti dalla rete Caritas è aumentato del 191%, a fronte di una crescita complessiva dell’utenza pari al 48%. Con l’avanzare dell’età, alla povertà economica si aggiunge la fragilità sanitaria e l’isolamento sociale. Le persone sole sono passate, nello stesso arco temporale, dal 23,8% al 32,9%.
Tra gli altri aspetti evidenziati c’è l’acuirsi dei bisogni sanitari (+69%), compresi quelli di natura psicologica, e la presenza sempre più rilevante dei cosiddetti lavoratori poveri. Una condizione che assume particolare rilievo nelle fasce centrali di età, raggiungendo il 31,7% delle persone tra i 35-44enni e il 31% tra i 45-54enni.
«Si tratta di persone occupate nell’edilizia, di ambulanti, lavoratori della logistica o tuttofare. Tra le donne spiccano le occupate nei servizi di cura, colf e badanti – spiega ancora De Lauso -. Pur avendo un’occupazione si trovano in una situazione di vulnerabilità economica e sociale. E questo è un fenomeno sempre più preoccupante.
Nel 2015 gli utenti erano per la maggior parte disoccupati, mentre gli occupati erano il 13%. Ora tra i 35 e 55 anni superano il 30 per cento del totale. Questo è dovuto alle retribuzioni basse e alla stagnazione dei salari».
In difficoltà risultano anche molte famiglie con figli minori, che rappresentano più della metà delle richieste d’aiuto (52%). Dal dossier, emerge poi con forza il problema abitativo, non soltanto nella forma più estrema della mancanza di una dimora (sono state oltre 24mila le persone “senza tetto” incontrate), ma anche nelle crescenti difficoltà legate alla gestione della casa: dagli affitti alle utenze difficili da pagare fino alle condizioni abitative precarie o inadeguate.
(da La Stampa)
Leave a Reply