PAPA LEONE A LAMPEDUSA, LA PREGHIERA SULLE TOMBE DEI MIGRANTI: “IL MONDO SIA PIU’ UMANO”
IL MONITO: “L’EUROPA E’ CHIAMATA A UNA RESPONSABILITA’ EPOCALE”
«Non sono venuto a fare discorsi, ma a celebrare l’eucaristia, segno supremo della presenza di
Cristo in mezzo a noi. Questo è un luogo in cui, più che le parole, parlano i gesti. Ma i gesti, per essere umani, hanno bisogno di un cuore. Per questo ci siamo radunati qui: per attingere da Cristo l’amore che solo Lui può darci, perché il mondo di oggi e di domani sia più umano, per tutti». Tredici anni dopo Francesco, Papa Leone XIV torna a Lampedusa per rilanciare anche da qui – dopo che nemmeno un mese fa lo aveva fatto nel porto di Arguineguin a Gran Canaria – il suo messaggio a favore dell’accoglienza e della dignità umana di ogni uomo e donna, anche se migrante.
L’appello all’Europa
«Da questo estremo lembo d’Europa nel Mediterraneo, si vede meglio la chiamata epocale che il fenomeno migratorio rivolge alle società europee», ha dichiarato il pontefice. «L’Europa possiede un potenziale unico, che le deriva dalla sua storia e dalla sua cultura, e quindi una pari responsabilità. Per la sua posizione geografica e per il suo assetto istituzionale, l’Europa è in grado di affrontare la crisi in modo organico, inserendo il primo soccorso in un piano strategico di lungo periodo per accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e, al tempo stesso, lavorare per lo sviluppo, così che nessuno sia costretto a emigrare», ha aggiunto.
(da agenzie)
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