MILANO, NUOVA TANGENTOPOLI SU EXPO: SETTE ARRESTI, SPUNTANO GREGANTI E FRIGERIO, CHIESTO L’ARRESTO DEL SEN. GRILLO DI FORZA ITALIA
DUECENTO UOMINI DELLA GUARDIA DI FINANZA IMPEGNATI DALL’ALBA NEL BLITZ… CHIESTO L’ARRESTO PER IL SENATORE PDL GRILLO…”CENE DA BERLUSCONI AD ARCORE E CONTATTI CON PREVITI”
E’ scattato alle prime luci della mattina a Milano un blitz che ricorda i temi e i nomi di Tangentopoli.
Sono sette gli ordini di cattura e riguardano anche alcuni appalti dell’Expo che erano stati pilotati da quella che per i pubblici ministeri è un’associazione per delinquere.
Le intercettazioni, che vengono definite «clamorose», arrivano fino alle ultime settimane del 2014: è un alto dirigente dell’Expo, il 48 enne Angelo Paris, il pubblico ufficiale che racconta ai faccendieri come «favorire» nelle gare un loro costruttore di riferimento.
Ma l’aspetto più incredibile, reale e concreto, è che a tessere la tela dei faccendieri sono niente meno che Primo Greganti, un tempo il famoso ‘Compagno G’, che rifiutò ogni collaborazione con i magistrati ai tempi di Mani Pulite, e Gianstefano Frigerio, ex segretario regionale della Democrazia cristiana, finito in carcere, poi fatto eleggere in Forza Italia e cacciato dal parlamento quando le condanne sono passate in giudicato.
Era lui ad avere contatti con Berlusconi, spesso non per telefono, bensì con messaggi scritti e recapitati a mano.
Un ordine di custodia cautelare riguarda anche il senatore pdl Luigi Grillo, già finito in varie indagini, Sergio Cattozzo, una sorta di longa manus di Frigerio, e il potente costruttore Enrico Maltauro.
E’ Grillo che porta un altro manager (non arrestato) a casa di Cesare Previti.
C’è anche l’avvocato romano, condannato per corruzione dei giudici a favore di Berlusconi, nelle oltre 600 pagine dell’ordinanza di custodia: non risulta indagato e sembra rivestire il ruolo di uno che può «fare nomi» e aiutare per ottenere incarichi pubblici importanti. I magistrati dell’accusa chiedevano molti più arresti di quelli concessi dal gip.
E la Procura di Milano lancia un segnale molto forte: il suo «monitoraggio» degli affari loschi è capillare anche su Expo.
Paris è accusato di associazione per delinquere e turbativa d’asta.
Uno degli appalti pilotati riguarda le case per le delegazioni straniere. Un altro è il famoso e discusso progetto delle ‘Vie d’acqua’.
Paris, secondo le indagini, era stato sponsorizzato dalla «squadra» dei faccendieri anche presso Silvio Berlusconi, tanto da essere invitato a una cena di lavoro ad Arcore alla presenza dell’ex presidente del consiglio.
E’ sempre lui che, nel febbraio 2014, aveva partecipato ad Arcore a una cena con Berlusconi. Un altro ordine di custodia è nei confronti di Antonio Rognoni, ex capo di Infrastrutture Lombarde, già agli arresti domiciliari su richiesta del procuratore Alfredo Robledo.
Ma che cosa facevano insieme l’ex comunista Greganti, ormai settantenne, e l’ex dc 75enne Frigerio?
Di certo trafficavano sul fronte degli appalti e si dividevano una percentuale delle tangenti. Appalti su parecchi ospedali lombardi, da quello di Melegnano al San Carlo di Milano, ma anche in Expo. Le tangenti venivano pagate sottoforma di contratti di consulenza. Tranne che per Frigerio, il quale non vuole lasciare tracce scritte del denaro che prende.
La guardia di finanza è impegnata con 200 uomini nell’inchiesta dei pubblici ministeri del pool antimafia Claudio Gittardi e anticorruzione Antonio D’Alessio, coordinata da Ilda Boccassini e dallo stesso procuratore capo Edmondo Bruti Liberati.
A dar vita al blitz sono stati i rapporti occulti tra uomini della ‘ndrangheta e la sanità lombarda. Un troncone d’indagine aveva portato all’arresto di Massimo Guarischi, molto vicino all’ex governatore lombardo Roberto Formigoni.
(da “La Repubblica”)
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