RICORDATE LA TASSAZIONE AGEVOLATA PER I PENSIONATI STRANIERI CHE SI TRASFERISCONO AL SUD VOLUTA DA SALVINI?
UN GRANDE SUCCESSO: HANNO ADERITO APPENA 48 PERSONE… ALTRO CHE MODELLO PORTOGALLO
Attirare i pensionati dall’estero e convincerli a ripopolare i paesi del Sud Italia.
Era un piano perfetto quello di Matteo Salvini, appoggiato dal governo gialloverde guidato da Giuseppe Conte alla sua prima vita politica.
Il punto di partenza era chiaro: perché lasciare a Spagna e Portogallo l’esodo dei pensionati? Basta inserire una tassazione agevolata e anche l’Italia diventerà una metà perfetta per trascorrere gli anni di meritato riposo.
Così la proposta fu inserita nella Legge di Bilancio approvata il 31 ottobre 2018, con i decreti attuativi che arrivarono solo in piena primavera.
I pensionati di fonte estera (stranieri e non) hanno diritto ad una tassazione sostitutiva del 7% se trasferiscono la propria residenza in un comune dell’Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise, Sardegna, Sicilia o Puglia con meno di 20mila abitanti.
Il ministero dell’Economia ha pubblicato ieri i dati delle dichiarazioni dei redditi Irpef e Iva per l’anno 2019, il primo in cui l’opzione era in vigore.
Il risultato, però, non è affatto quello previsto: “Questo regime ha avuto al momento un impatto molto modesto – scrive il Tesoro in una nota – dalle dichiarazioni risultano meno di 50 soggetti che dichiarano reddito da pensione estera per un importo di 992mila euro e altri redditi di fonte estera per un ammontare di 1,8 milioni di euro, mentre l’imposta sostitutiva dichiarata è di oltre 127mila euro”.
Insomma, la proposta di Salvini si è rivelata un grande flop.
L’idea di creare una “zona di esenzione fiscale anche in Italia”, come twittava lui stesso nell’estate del 2018 (quando era vicepremier e titolare del Viminale), non ha praticamente raccolto risultati.
L’idea, che tra l’altro era condivisa anche da Fratelli d’Italia, ha attirato appena 48 pensionati dall’estero.
(da agenzie)
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