ALTRO CHE TORNARE AL VIMINALE: SALVINI DOVREBBE ANDARE A LOURDES! I RITARDI DI IERI SULLA LINEA FERROVIARIA TRA MILANO E BOLOGNA SONO L’ULTIMO DEI PROBLEMI PER IL MINISTRO DEI TRASPORTI, TRA L’INCHIESTA SUL PONTE SULLO STRETTO, LA SUA “ZARINA” ELISABETTA PELLEGRINI INDAGATA PER LE OLIMPIADI MILANO-CORTINA, OLTRE AI SOMMOVIMENTI NELLA LEGA E ALLA RIVOLTA DEI GOVERNATORI DEL NORD
ELLY SCHLEIN ATTACCA: “È UN MINISTRO CHE SI OCCUPA DI TUTTO, FUORCHÉ DELLE SUE RESPONSABILITÀ” – SALVINI FA TRAPELARE “IRRITAZIONE” E CHIEDE A FS L’ENNESIMO REPORT SULLE LE CAUSE PIÙ FREQUENTI DI GUASTI, INCIDENTI E CONSEGUENTI RITARDI
Dev’essere difficile, in questo periodo, essere Matteo Salvini. Il ministro dei Trasporti e leader della Lega da una parte è assediato dai governatori del Nord che gli chiedono di riformare il partito, dall’altra sente il fiato sul collo di Roberto Vannacci che sale nei sondaggi e punta al sorpasso.
Ci sono poi le preoccupazioni legate al Piano Casa, alle amministrative milanesi, al Ponte sullo Stretto. Tanto che verrebbe quasi da dimenticarsi dell’andamento dei treni sulla rete nazionale, se non fosse l’ennesima giornata di mostruosi ritardi.
Una spina che dopo 4 anni al ministero, in vista delle elezioni politiche del prossimo anno, Salvini non vuole più avere conficcata nel fianco. Così anche lui, come i passeggeri che osservano con il naso in sù la tabella dei ritardi in stazione, vuole mostrare al mondo la sua «irritazione».
Lo smartphone del ministro dei Trasporti inizia a squillare per colpa di un guasto sulla linea dell’alta velocità tra Milano e Bologna. I minuti di ritardo si accumulano. Venti, cinquanta, cento. Il centrosinistra lo attacca. «Un’altra giornata d’inferno»,
dicono dal Pd. I Cinque stelle ci mettono il carico: «I passeggeri farebbero la ola se Salvini traslocasse al Viminale». Lui incassa, ma è livido.
Ci sono tre treni da spostare sulla linea tra Piacenza e Melegnano, che è rimasta senza alimentazione perché si è staccato il cavo dell’alta tensione.
Quando Salvini si trova davanti a sé l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Stefano Donnarumma, arrivato al ministero per partecipare alla firma di un accordo con l’Arabia Saudita, non si tiene più: vuole sapere quali siano le cause dei guasti. Il tono della conversazione, con Donnarumma, è sereno, ma il leader leghista si è stancato di essere un bersaglio.
Sull’efficienza della rete ferroviaria, in vista delle elezioni del prossimo anno, vuole una svolta. Dice di capire che gli investimenti e i lavori sulla rete possano provocare dei rallentamenti, ma anche di essersi stancato di prendere tutte le colpe. Vuole un report che evidenzi quali sono le cause più frequenti di guasti, incidenti e conseguenti ritardi.
Con la speranza, magari, che non sia solo colpa del suo ministero.
Il problema sulla linea Milano-Bologna da cui tutto era originato si risolverà poco dopo le 16 – e si esclude che il danno sia doloso, è stato un tipo di incidente nemmeno così raro, dicono da Fs -, ma ormai il fiume salviniano è esondato.
Alle 18, nonostante si sia tutto risolto e i treni siano tornati a circolare, il ministro lascia comunque trapelare la sua «irritazione» nei confronti di Trenitalia e di Italo.
A rispondergli, stavolta, è la leader del Pd Elly Schlein. Che ha gioco facile: «Sono gli italiani a essere irritati con Salvini», lo punge.
(da agenzie)
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