Destra di Popolo.net

L’ITALIA PAGA IN INTERESSI SUL DEBITO IL DOPPIO DEL RESTO DELL’AREA EURO

Gennaio 16th, 2013 Riccardo Fucile

IL RAPPORTO CIVICUM-POLITECNICO DI MILANO: IL CONFRONTO CON GLI ALTRI BIG

Avete presente il bilancio dello Stato italiano? No?
Più che giustificato: è complicato e tenuto oscuro dallo Stato stesso, che nulla fa per renderlo trasparente ai cittadini.
Il guaio che si aggiunge al guaio è che anche gran parte dei candidati che si proporranno alle elezioni del 24 e 25 febbraio non ne sanno molto.
E piuttosto confusi – comunque decisi a mantenerlo nel regno del misterioso – appaiono i partiti quando ne parlano.
Quando cioè avanzano programmi e proposte che riguardano la voce entrate (le tasse) e la voce uscite (la spesa pubblica): il cuore del governare, l’essenza della sovranità , quello per cui chiedono voti.
Rendere leggibile il bilancio pubblico e magari metterlo a confronto con quello di altri Paesi è dunque un primo passo per stabilire di cosa si parla e per togliere i veli dietro ai quali, il giorno dopo essere eletti, governanti e legislatori smettono di rispondere ai cittadini.
Per esempio, ci è chiaro cosa significa il nostro debito pubblico?
Significa che nel 2010 ogni italiano ha pagato 1.143 euro di interessi su di esso: tanto quanto per l’Istruzione.
Vuole cioè dire che debito è uguale a tasse: immediate (gli interessi) e differite (qualcuno lo dovrà  ripagare, cioè i cittadini di domani).
Ed è sottrazione di risorse a investimenti e servizi. In aggregato, nel 2010 l’Italia ha speso per interessi sul debito il 4,4% della ricchezza prodotta (Pil): la Germania solo il 2,6%, la Gran Bretagna il 2,9%.
Vista l’opacità  dei numeri dello Stato, Civicum – un’associazione non politica che si batte per migliorare la trasparenza dell’Amministrazione pubblica – e il Politecnico di Milano hanno lavorato per disboscare e rendere leggibili i conti dello Stato.
E per confrontarli con quelli di Germania, Spagna, Francia e Gran Bretagna.
E per questa ragione il Corriere della Sera propone una parte del loro studio: all’interno di una serie di iniziative (La prova dei fatti) che sta prendendo – e prenderà  sempre più intensamente con l’avvicinarsi delle elezioni – per stabilire non solo la credibilità  dei programmi dei partiti ma anche per misurarne il loro effetto su economia reale e conti dello Stato.
I numeri su cui hanno lavorato Civicum e Politecnico, in parte riportati nella tabella in pagina, sono riferiti all’anno 2010: da allora alcune voci hanno subito variazioni; ciò nonostante, la distribuzione della spesa tra i servizi prodotti dallo Stato e tra le funzioni da esso svolte non ha subito cambiamenti significativi.
«Immaginiamo una famiglia di quattro persone che guadagna centomila euro lordi l’anno, cioè 8.300 euro al mese – calcola il presidente di Civicum, Federico Sassoli de Bianchi – All’Amministrazione pubblica ne versa circa 44 mila, ai quali ne vanno aggiunti quattromila di nuovo debito pubblico (la differenza tra uscite ed entrate) che prima o poi dovrà  pagare. Alla famiglia restano 52 mila euro all’anno, 4.300 al mese. Gli italiani percepiscono correttamente che a fronte di 4.300 euro netti al mese ne hanno dati quattromila allo Stato? L’Imu è stata percepita perchè la si è dovuta calcolare e pagare. Ma le imposte indirette, i contributi, le imposte dirette dei dipendenti e spesso quelle versate come sostituti d’imposta non si vedono».
È opportuno metterle in chiaro.
Perchè, sostiene Sassoli, «siamo tutti azionisti dello Stato, ma lo Stato è l’unica società  che non dà  rendiconti interpretabili: il nostro obiettivo è promuovere la trasparenza in un Paese che tende all’opacità ».
Dalla tabella si vede che nel 2010 lo Stato ha prelevato da ogni cittadino 11.860 euro, tra tasse e contributi sociali.
E per ogni cittadino ne ha spesi 12.965, oltre che per servire il debito per servizi pubblici, Difesa, Ordine pubblico, Sanità , Istruzione e via dicendo, soprattutto Welfare. (La differenza, 1.105 euro, è stata in sostanza nuovo debito).
I confronti con i bilanci degli altri Stati possono stimolare molte riflessioni.
Il rettore del Politecnico di Milano, Giovanni Azzone, ne sottolinea due. «Innanzitutto, l’importanza della crescita economica. Come si vede dalla tabella, la Germania ha una spesa pubblica pro capite di quasi 14.500 euro, contro i meno di 13 mila dell’Italia. Ma avendo un Pil pro capite di cinquemila euro più alto del nostro, la percentuale di spesa pubblica rispetto al Pil è più bassa, 47,5% contro il nostro 50,4%».
Anche per questo è decisivo fare ripartire la crescita.
La seconda riflessione di Azzone riguarda la composizione della spesa dello Stato. «Sotto la voce Protezione sociale – dice – l’Italia è il Paese che spende di più per malattia, disabilità , anzianità , in sostanza per pensioni, il 18,3% del Pil: addirittura più della Francia (17,7%) e molto più di Gran Bretagna (11,5), Germania (14,8), Spagna (12,3).
Dall’altra parte, spende molto meno in aiuti ai disoccupati e in sostegno alle famiglia, in contrasto con le dichiarazioni che i politici fanno in campagna elettorale.
C’è qualche riequilibrio da fare, qui: anzi, direi che serve un ripensamento del Welfare. E qualcosa da fare ci sarebbe anche per l’Istruzione universitaria, dove l’Italia spende (lo 0,4% del Pil) meno della metà  degli altri Paesi»
Mettere in termini chiari il bilancio pubblico – cioè mostrare in modo trasparente come vengono utilizzati i nostri denari – dovrebbe essere compito dello Stato. In effetti, sia Sassoli sia Azzone si augurano che in un futuro non lontano lo faccia attraverso un istituto, un’agenzia, un centro studi, come avviene in altri Paesi.
Intanto hanno elaborato queste tabelle sulle quali ognuno può vedere i flussi in entrata e uscita.
E Civicum vi ha aggiunto alcune domande (nel box in pagina) ai candidati del 24 e 25 febbraio.
Tanto per sapere di cosa parliamo.

Danilo Taino
(da “il Corriere della Sera“)

argomento: denuncia, economia | Commenta »

REDDITOMETRO AL VIA, DA MARZO IL NUOVO GIRO DI VITE

Gennaio 16th, 2013 Riccardo Fucile

SOTTO LA LENTE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE I REDDITI DEL 2009

È la novità  fiscale del 2013: il redditometro, nuovo strumento dell’Agenzia delle Entrate per contrastare il fenomeno dell’evasione.
Che da subito si è attirato le critiche dei tecnici e i timori dei contribuenti.
A essere messi sotto la lente dei funzionari del Fisco saranno i redditi relativi agli anni di imposta a partire dal 2009 (quindi per le dichiarazioni dal 2010).
Le verifiche fatte utilizzando il redditometro partiranno invece da marzo.
Come funziona
Grazie a un più efficace incrocio tra le informazioni delle diverse banche dati della pubblica amministrazione e a oltre cento diverse voci di spesa, sarà  più facile stimare il reddito e confrontarlo con quanto effettivamente speso.
E non si tratta solo di beni di lusso come aerei, yacht o gioielli: a finire nel redditometro sono anche spese «innocue» come il pagamento di asili nido o master universitari, abbonamenti alla pay tv o donazioni in beneficenza.
Insomma, tutto quanto possa mettere in luce una discrepanza tra quanto si dichiara e il proprio tenore di vita.
La funzione matematica alla base del redditometro prende come riferimento cinque aree geografiche (Nord-Est, Nord-Ovest, Centro, Sud, Isole), undici tipi di nuclei familiari (famiglie con figli o senza, monoparentali, nuclei giovani o meno giovani) e oltre cento voci di spesa divise in sette categorie.
I redditi dichiarati verranno confrontati con le spese sostenute nell’anno di riferimento. In caso di incompatibilità  scatteranno le verifiche, ma solo in presenza di scostamenti tra spese e reddito significativi, superiori al 20%.
Ma il redditometro non è l’unica novità  di cui i contribuenti dovranno tenere conto.
Beni in uso a familiari e soci
Entro il 31 marzo, ad esempio, si dovrà  comunicare l’elenco dei beni in uso ai soci.
La misura riguarda gli imprenditori che devono rendere noti i dati anagrafici dei soci o dei familiari che hanno ricevuto in godimento i beni dell’impresa.
Una norma che ben si integra con l’impianto del redditometro che prevede una giustificazione per le spese sostenute e della provenienza dei redditi relativi.
L’obbligo della comunicazione si estende anche ai finanziamenti e alle capitalizzazioni effettuati dai soci nei confronti della società  concedente.
Non vanno denunciati beni e finanziamenti il cui valore sia inferiore ai 3 mila euro, a meno che non rientrino nelle categorie “autovettura, unità  da diporto, aeromobile, immobile”.
I dati sui conti correnti
In primavera, anche se non è ancora possibile stabilire una data, scatterà  un altro provvedimento molto temuto: la comunicazione da parte delle banche dei conti correnti dei clienti.
Finora si aspettava il via libera del Garante per la privacy (che ha espresso parere positivo). Adesso spetta al direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, firmare il provvedimento che stabilirà  le date entro cui le banche dovranno provvedere all’adempimento e attraverso quale canale di invio.
Elenco clienti e fornitori
L’ultima novità  riguarda la reintroduzione dell’obbligo per le società  di tenere un elenco di clienti e fornitori.
Doveva entrare in vigore ad aprile, poi si è deciso per un rinvio in attesa di risolvere alcuni problemi tecnici e discutere le modalità  con le quali reintrodurlo.
La ratio del provvedimento è quella di tracciare tutti i rapporti economici di un’impresa.
Il 2013 si annuncia quindi ricco di “comunicazioni” con l’Agenzia delle entrate.
Il contraddittorio riguarderà  però in particolare il redditometro.
Poichè la legge prevede che spetterà  al contribuente l’onere della prova per dimostrare che le spese sono state finanziate con redditi diversi da quelli posseduti nel periodo d’imposta oppure che sono esenti o frutto di eredità .
Inoltre sarà  contestabile il totale delle spese attribuite dal fisco.
Un’ardua battaglia: il destino del contribuente (evasore oppure onesto pagatore di tasse) dipenderà  da studi statistici, magari difficilmente contestabili o considerabili non pertinenti al proprio caso specifico.

Rosaria Talarico

argomento: Costume, denuncia, economia | Commenta »

L’UE DIFENDE MONTI: “IN ITALIA POLITICHE PRUDENTI SOLO DA UN ANNO”

Gennaio 12th, 2013 Riccardo Fucile

“A SETTEMBRE 2011 L’ITALIA AVEVA POLITICHE NON COERENTI CON GLI IMPEGNI DI BILANCIO”… “DA NOVEMBRE 2011 HA AVVIATO OPERAZIONI DI CONSOLIDAMENTO”

Il problema dell’Italia “è precisamente che a settembre 2011 aveva politiche non coerenti con gli impegni di bilancio”.
Il commissario agli Affari economici e monetari dell’Unione Europea, Olli Rehn, individua negli errori del passato la causa delle difficoltà  del nostro Paese e ribadisce il proprio sostegno al governo di Mario Monti.
Solo “da novembre 2011″, infatti, l’Italia “ha avviato misure di consolidamento più solide e prudenti”, che hanno provocato la discesa dei rendimenti e che “facilitano il ritorno della fiducia”.
Ora, ribadisce, ”L’Italia è diventato un Paese molto più stabile e sicuro dai rischi”.
“La tensione sui mercati — ricorda il commissario nell’intervista pubblicata dal quotidiano tedesco Handelsblatt – si è allentata, basta guardare all’Italia dove gli spread sui bond a dieci anni si sono dimezzati dall’autunno 2011, un risparmio di circa tre miliardi solo per il primo anno”.
Sul tema oggetto delle polemiche più accese negli ultimi tempi, l’Imu, Rehn ha detto che “non è pericoloso rivederla”, ma auspica “che l’Italia resti sul binario del consolidamento prudente di bilancio per ottenere il pareggio”, stando “lontana da acque agitate”.
Secondo il commissario, “l’economia dell’eurozona è ancora debole” e “i mesi a venire saranno ancora difficili”, perchè “i cittadini continuano a sentire l’impatto della crisi”.
La ripresa, secondo Rehn, avverrà  “solo nel 2014″.
Il commissario ha poi voluto escludere un taglio del debito di Cipro, che sta negoziando con l’Unione europea e il Fondo monetario internazionale un piano di salvataggio.
“Non è un’opzione”, ha assicurato Rehn, chiedendo a Nicosia di combattere il riciclaggio di denaro, applicando le leggi approvate recentemente dal governo dell’isola.

argomento: economia, Europa | Commenta »

LISTA MONTI TRA CAOS E FLOP: POTERI FORTI TUTTI CON BERSANI

Gennaio 10th, 2013 Riccardo Fucile

IL PROFESSORE ALLARMATO PER LA FUGA DA CONFINDUSTRIA VERSO IL PD

Fiat a parte, i cosiddetti poteri forti, o almeno le parti più forti delle singole categorie, si stanno schierando con il Pd e Pier Luigi Bersani.
Le ragioni sono due: che il Pd e il centrosinistra continuano a guidare i sondaggi e che il progetto di Mario Monti si snatura di giorno in giorno, ormai mutato in una semplice riedizione del fallimentare
Terzo Polo sull’asse Udc-Fli.
Le liste montiane saranno ufficializzate forse già  domani, ma da quanto si conosce è già  chiara la tendenza.
Prendiamo Confindustria: con il Pd si è schierato Giampaolo Galli che è stato silurato da direttore generale con l’arrivo di Giorgio Squinzi alla guida degli imprenditori, ma gode di molta stima nell’apparato e ha ottimi rapporti con una lobby pesante come quella dell’Ania, le assicurazioni, che ha diretto in passato.
Monti ha arruolato Alberto Bombassei ed Ernesto Auci, il primo candidato sconfitto alla presidenza (di poco, ma poi non è riuscito a diventare un polo alternativo dentro l’associazione), Auci ex direttore e ad del Sole 24 Ore e poi responsabile relazioni istituzionali di Fiat.
Entrambi, il primo per cultura e rapporti di fornitura (i freni Brembo), l’altro per carriera, sono considerati uomini Fiat.
E il Lingotto non è più in Confindustria.
Il Pd — tramite Matteo Renzi — si è assicurato (gratis) il sapere organizzativo e manageriale della costosa McKinsey, arruolando uno dei vertici italiani, Yoram Gutgeld.
Anche Monti può contare su una figura in grado di tenere i rapporti con il potere milanese, l’ex direttore delle relazioni esterne di Rcs Lelio Alfonso.
Ma la McKinsey è la McKinsey.
Nella carta stampata Bersani si è preso uno dei giornalisti economici più influenti d’Italia, Massimo Mucchetti, che sul Corriere della Sera ha spesso difeso le ragioni di Unipol (coop rosse, prima potenza finanziaria della galassia bersaniana) quando si voleva prendere la Fonsai dei Ligresti.
E poi è arrivato a disegnare scenari — per ora mai realizzati — di fusioni tra Unicredit e Intesa e poi tra Fs e Alitalia.
Da parte sua Monti ha preso il direttore del Tempo Mario Sechi, con un profilo molto più politico e meno legato agli ambienti della finanza e della grande impresa.
Pure i sindacati che contano sono con Bersani: Guglielmo Epifani sarà  pure un uomo di un’altra stagione, ma da ex segretario della Cgil ha conservato parecchia influenza sul primo sindacato italiano.
E se Raffaele Bonanni si è presto defilato dal progetto montiano per rimanere nella Cisl, il suo numero due Giorgio Santini dovendo scegliere alla fine è andato con Bersani.
E al premier per conquistare il “mondo del lavoro” non resta che spendere il nome di Luigi Marino, leader della Confcooperative.
Che però, prima che montiano, è amico da sempre di Pier Ferdinando Casini.
Persino tra gli intellettuali si replica lo stesso schema: a Monti alcuni professori di prestigio, da Michele Ainis allo storico Andrea Romano che dirige Italia Futura.
A Bersani invece uno come Carlo Galli, politologo meno noto al grande pubblico ma che vanta un solido radicamento a Bologna, dove è una delle colonne dell’associazione (prodiana) del Mulino.
La lista che doveva essere di professori e società  civile, con un po’ di politici, si sta snaturando.
Basta vedere il listone montiano del Senato: in Lombardia Gabriele Albertini soffia la prima posizione a Pietro Ichino (perchè l’ex sindaco di Milano è l’unica speranza di far perdere il Pdl).
Nelle Marche capolista sarà  Linda Lanziollotta, ex Api.
In Emilia il primo sarà  Marino (voluto da Casini), il secondo un altro Udc, Mauro Libè. Il montiano Giuliano Cazzola, tra i primi ad aderire, è stato retrocesso al terzo posto, ammesso che accetti.
Il Lazio è andato ai finiani, capolista sarà  Giulia Bongiorno, mentre Puglia e Veneto sono state destinate a Sant’Egidio, che ha sempre più potere contrattuale.
Del Pdl non resta più nulla tranne Mario Mauro, che ieri si è dimesso dal partito (“un tragico errore l’alleanza con la Lega”) per andare col premier.
Non si candida Alfredo Mantovano — in Puglia non gli si trovava un buon posto — via anche Beppe Pisanu, per i troppi mandati e perchè voleva contendere a Casini la presidenza del Senato.
Fuori Franco Frattini. Sparito anche Corrado Passera, in polemica, e il ministro Andrea Riccardi non si candida.
Tutti cominciano a sentire odore di flop

(da “il Fatto Quotidiano“)

argomento: Bersani, economia, Monti | Commenta »

TUTTI VOGLIONO TAGLIARE LE TASSE, INTANTO LE AUMENTANO: DAL 44,7% SI PASSA AL 45,3%

Gennaio 4th, 2013 Riccardo Fucile

RECORD DELLE IMPOSTE: AUMENTANO RIFIUTI, IRPEF REGIONALE, INPS, MA IL GROSSO SARà€ SULLA CASA

Mario Monti, intervenendo alla trasmissione Radio Anch’io sottolinea la necessità  di ridurre di almeno un punto la pressione fiscale in Italia.
Ma è stato il suo governo a portarla ai massimi livelli, il 45,3 per cento rispetto al 44,7 dell’anno precedente.
Il 2013 potrebbe andare ancora peggio per effetto delle disposizioni che rinviano all’anno appena cominciato gran parte degli aumenti e generando così un anno di tasse davvero da incubo.
Tasse che, tra l’altro, scaricano i loro effetti su coloro che già  pagano il dovuto sottoponendosi ai vari sacrifici richiesti.
Soprattutto per questi potrebbe quindi avverarsi l’annuncio fatto il 31 dicembre da Angela Merkel secondo cui “il 2013 sarà  un anno peggiore di quello che l’ha preceduto”.
Vediamo alcune delle principali nuove tasse o aumenti di tasse previsti.
LA TARES.
Una tassa nuova di zecca è la Tares, tassa sui rifiuti e servizi urbani, che scatta dal 1 gennaio e assorbe la Tarsu (Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani) e la Tia (tariffa di igiene ambientale).
Si configura come un’ennesima tassa sugli immobili parametrata alle loro dimensioni anche se a pagarla non sarà  il proprietario ma il residente (ma per l’80% delle case italiane si tratta della stessa persona).
Riguarderà  tutti coloro che “posseggono, occupano o detengano locali atti a produrre rifiuti”.
Ma servirà  anche per la manutenzione delle strade e la loro illuminazione.
Secondo la Uil la tassa aggiungerà  un aumento di 80 euro l’anno ai 225 euro medi già  pagati quest’anno. Si arriverà  quindi a una media di 305 euro.
AUTOSTRADE.
Gli incrementi medi nazionali per la rete autostradale saranno di circa il 3%.
Se in alcune tratte gli aumenti sono congelati (Milano- Torino, Brescia-Padova e la Tirrenica) in altre i rincari sono pesanti.
Sale del 14,4% il Raccordo autostradale della Valle d’Aosta, del 13,55% il Passante di Mestre, del 12,63 le Autovie Venete, del 7,39% l’Autostrada della Cisa e del 7,56 la Strada dei Parchi. Più contenuti gli aumenti sull’autostrada dei Fiori (+3,7%) , sulla Torino- Savona (+2,24%), sull’autostrada ligure-toscana (3,93%) e su quella del Brennero (1,21%).
Autostrade per l’Italia avrà  un aumento medio dei pedaggi pari al 3,47%.
Beffa ulteriore per chi ha il Telepass nella regione Campania dove pagherà  dieci centesimi in più su tutte le tratte, anche per chi percorre pochi chilometri. L’aumento colpirà  soprattutto i pendolari.
BANCA, POSTA, TOBIN TAX.
L’imposta di bollo sui conti deposito, i buoni postali cartacei e quelli dematerializzati aumenta dallo 0,10 allo 0,15% l’anno.
Viene inoltre abolito il tetto di 1200 euro che fino all’anno scorso poneva un limite all’aumento.
Resta invece fisso il valore minimo da pagare, 34,20 euro. Esenti i titoli di risparmio più ‘popolari’ come i Buoni postali fruttiferi con rimborso inferiore a 5 mila euro, i fondi pensione e quelli sanitari.
Da segnalare anche il rincaro delle lettere (0,7 euro) e delle raccomandate 3,60 euro) Dal 1 marzo, invece, si pagherà  la Tobin tax, imposta sul trasferimento di azioni e altri prodotti finanziari. L’importo dovuto sarà  dello 0,12% fino alla fine dell’anno per poi ridursi allo 0,1% nel 2014. Sui mercato non regolamentati l’imposta sale allo 0,22% nel 2013 e allo 0,2 nel 2014.
SALE L’IVA.
Dal 1 luglio è previsto l’aumento dell’Iva ordinaria dal 21 al 22%.
La misura, già  definita dal governo Berlusconi nell’ultima finanziaria messa a punto dal ministro Tremonti, è stata ribadita dal governo Monti.
Tra le voci che saranno coinvolte dagli aumenti, i beni di elettronica e i capi di abbigliamento.
ARRIVA L’IVIE.
Scatta l’imposta sul valore degli immobili situati all’estero
L’imposta si determina applicando un’aliquota dello 0,76% alla base imponibile, rappresentata dal valore dell’immobile, da desumere dall’atto d’acquisto o dai contratti.
È prevista un’aliquota ridotta dello 0,4%, analogamente a quanto accade per l’Imu, per gli immobili adibiti ad abitazione principale, da parte di coloro che lavorano all’estero per lo Stato italiano o per un suo ente, e solo limitatamente al periodo in cui questa prestazione lavorativa viene svolta. Inoltre anche a questo caso si applicano le analoghe detrazioni di 200 euro e di 50 euro per ogni figlio minore di 26 anni che vive abitualmente nell’abitazione.
IRPEF REGIONALE PIÙ CARA.
Sale l’addizionale Irpef regionale per le Regioni impegnate nei piani di rientro dal deficit sanitario e che possono portare l’aliquota fino al 2,33% (che sale al 2,63 per Campania, Calabria e Molise).
Sono esclusi dagli aumenti coloro che hanno redditi fino a 15mila euro ma l’esclusione scatta solo dal 2014.
Per quanto riguarda i Comuni, invece, anche quelli tra i mille e i cinquemila abitanti saranno compresi nel Patto di stabilità  che vincola spese e blocca le assunzioni.
LUCE E GAS.
Da aprile 2013 viene riformato il metodo di aggiornamento della componente ‘materia prima’ del gas per le famiglie e le piccole e medie imprese nel regime di maggior tutela.
Secondo le stime la riduzione delle tariffe potrebbe essere del 6-7% per un cliente medio. Il saldo però rischia di essere pari a zero (se non negativo) visto che nel primo trimestre le tariffe del gas aumenteranno dell’1,7%.
Dovrebbero scendere, dell’ 1,4% quelle della luce.
MULTE E RC AUTO.
Con il nuovo anno scatta l’adeguamento biennale delle multe stradali all’inflazione. L’aumento stimato è del 5,7%.
L’aumento medio sulle polizze sarà  del 5%, circa 61 euro in più per automobilista. Aumenta il divieto di sosta (da 39 a 41 euro) l’eccesso di velocità  (da 159 a 168 euro) il telefonino alla guida per cui si dovrà  pagare 161 euro invece di 152.
CANONE RAI.
Sarà  di 113,50 euro ”importo per il 2013, con un aumento di 1,50 euro rispetto al 2012.
ALIQUOTE INPS.
Le aliquote contributive per artigiani e commercianti aumentano dalle attuali 21,75 e 21,84%, dello 0,45 per ogni anno fino a raggiungere il 24%. Anche le aliquote del settore agricoltura saranno rideterminate per raggiungere la medesima cifra nel 2018.

(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: economia | Commenta »

DIMEZZARE LA DISTANZA DAL BUND FARA’ RISPARMIARE 50 MILIARDI DI EURO ALLO STATO

Gennaio 4th, 2013 Riccardo Fucile

MA PER FAMIGLIE E IMPRESE I TASSI D’INTERESSE SONO CRESCIUTI

Il prezzo è stato altissimo: tre manovre per 82 miliardi in un anno e una pressione fiscale cresciuta dal 42,5 al 44,7% in dodici mesi.
La missione però – almeno per ora – è compiuta: lo spettro del caro spread è stato esorcizzato.
E il crollo del differenziale tra Btp e Bund («un imbroglio» per Berlusconi) dai 575 punti dell’era del Cavaliere ai 283 di chiusura ieri regala all’Italia risparmi potenziali di 50 miliardi in tre anni e una bella boccata d’ossigeno alla vigilia delle elezioni. In attesa messianica che i benefici del calo dei tassi, già  evidenti nei conti del Tesoro, si facciano sentire nelle tasche di famiglie e imprese.
I RISPARMI DELLO STATO
Quanto vale lo spread per le casse dello Stato è evidente nei numeri.
A fine 2011, con l’Italia nella bufera e la forbice tra i decennali tricolori e quelli tedeschi a quota 501, via XX settembre era stata costretta a pagare interessi del 3,25% per riuscire a collocare sul mercato i Bot semestrali.
Oggi l’aria è cambiata, “l’imbroglio” viaggia 200 punti più in basso.
E una settimana fa 8,5 miliardi degli stessi titoli sono stati venduti senza difficoltà  con un tasso crollato allo 0,94%.
Solo su quest’operazione, facendo i conti della serva, il Tesoro ha risparmiato 200 milioni.
E visto che la voce degli interessi sul debito è una delle principale uscite del-l’Italia Spa (nel 2012 sono stati pari a 86 miliardi, il 5,5% del Pil, otto in più dell’anno prima) ogni centesimo di calo dello spread si traduce istantaneamente in un ritorno netto per i conti tricolori: 100 basis point di differenziale in meno tra Bund e Btp – calcola Banca d’Italia – regalano all’Italia 3,1 miliardi di risparmi sul servizio del debito il primo anno, 6,2 il secondo e 8 il terzo.
Come dire che il dimezzamento dello spread ci ha evitato un salasso di una cinquantina di miliardi in più in tre anni.
L’emergenza, naturalmente, non è alle spalle.
A far calare la febbre dei Btp, oltre al lavoro del governo Monti, è stato il bazooka di Mario Draghi: l’iniezione di mille miliardi di liquidità  nel sistema e il varo dello scudo salva spread che hanno fatto respirare tutti i titoli dei Paesi in difficoltà .
La crisi dei debiti sovrani però non è risolta e non a caso il Tesoro ha deciso di approfittare di questa tregua e del ritorno degli investitori stranieri (nelle ultime aste avrebbero acquistato circa il 40% di Bot e Btp) per riorganizzare il nostro debito pubblico.
Obiettivo: riallungarne la “vita”.
A fine 2011 la scadenza media della nostra esposizione era di 7,2 anni.
Adesso, complice l’emissione di molti titoli a breve per non pagare interessi stellari, è scesa a 6,5.
Approfittando di un 2013 di aste “leggere” – quest’anno sono previsti 400 miliardi di emissioni contro i 440 dello scorso anno – si proverà  a rialzare l’asticella verso i sette anni.
IL REBUS DI FAMIGLIE E IMPRESE
L’Italia, insomma, festeggia il mini-spread.
Gli italiani, per ora, un po’ meno.
L’onda lunga dei cali dei tassi non è arrivata ancora a lambire le tasche di famiglie e imprese.
I rendimenti dei nostri titoli di Stato sono crollati, quelli dei mutui no. Il costo medio di un prestito per comprare casa, certifica Banca d’Italia, è salito dal 3,4% del 2010 al 4,2% di oggi.
Perchè? Perchè le banche – malgrado l’aiutino di Draghi – faticano a finanziarsi a prezzi accettabili e hanno aumentato dall’1,5% di tre anni fa al 4,1% lo spread che applicano all’Euribor a tre mesi, il parametro su cui si calcolano gli interessi dei prestiti per la casa.
Risultato: l’Euribor è crollato, ma i consumatori pagano oggi tassi superiori di 80 centesimi rispetto a quelli di fine 2010, quando lo spread viaggiava ai livelli attuali. Stesso discorso per le imprese che, causa caro- tassi, nel 2012 hanno pagato un pedaggio di 15 miliardi di interessi in più al rialzo dei tassi.
Cento punti di spread in meno, dice via Nazionale, dovrebbero tradursi in tre mesi in una riduzione di 70 centesimi del costo del loro debito.
E invece “nisba”: a novembre 2011 – quando lo spread era a quota 575 – gli imprenditori tricolori pagavano interessi medi (dati Bce) del 5,85%.
Oggi, con il differenziale a 283, siamo poco sotto a questo livello da incubo

Ettore Livini
(da “La Repubblica“)

argomento: economia | Commenta »

CONTI PUBBLICI, MIGLIORA IL DEFICIT

Gennaio 4th, 2013 Riccardo Fucile

NEL 2012 SI FERMA A QUOTA 48,5 MILIARDI

Conti pubblici in miglioramento.
Il fabbisogno del 2012, secondo i dati provvisori diffusi ieri dal ministero dell’Economia, ammonta a circa 48,5 miliardi, 15,2 miliardi in meno rispetto all’anno precedente che aveva chiuso con un fabbisogno annuo di circa 63,8 miliardi.
È un risultato significativo, oltre mezzo punto di Pil che pone le condizioni per il raggiungimento del pareggio di bilancio.
Tuttavia, come precisato nel comunicato del Mef, è stato ottenuto soprattutto per l’andamento più favorevole degli incassi fiscali.
Al netto del versamento al capitale Esm (European Stability Mechanism), rileva il Tesoro, il fabbisogno dell’anno si sarebbe attestato a circa 42,8 miliardi.
Inoltre, rispetto al valore riportato nella nota di aggiornamento del documento di economia e finanza (Def), pari a 45,4 miliardi, il fabbisogno del 2012 risulta superiore di circa 3 miliardi per effetto dell’anticipazione, al mese di dicembre, del pagamento delle quote dei mutui da parte delle amministrazioni centrali e degli Enti territoriali alla Cassa depositi e prestiti.
Per quanto riguarda il dato mensile, relativo a dicembre 2012, si segnala un avanzo del settore statale provvisoriamente determinato in circa 14,1 miliardi, maggiore di circa 8,4 miliardi rispetto a quello realizzato nel dicembre 2011 che fu di circa 5,6 miliardi.
In particolare, si legge nella nota del ministero dell’Economia, dal lato degli incassi nel mese di dicembre è da segnalare il buon andamento delle entrate fiscali, il versamento per circa 400 milioni di tributi, contributi previdenziali e assistenziali e premi per l’assicurazione obbligatoria, sospesi per favorire il superamento delle conseguenze del sisma del maggio 2012 e l’incasso di 13,5 miliardi di imposta municipale unica.
Si è realizzato, inoltre, l’introito di circa 1,7 miliardi di euro per la vendita di quote Sace e Simest alla Cassa depositi e prestiti.
Dal lato dei pagamenti, rispetto all’analogo mese di dicembre 2011, si segnalano l’aumento della spesa per interessi e il pagamento delle quote dei mutui da parte delle amministrazioni centrali e degli Enti territoriali alla Cassa depositi e prestiti che nell’anno 2011 slittarono al mese di gennaio 2012 per una diversa calendarizzazione. Se il ministero avesse rispettato quelle scadenze, il fabbisogno del 2012 sarebbe stato ancora migliore.

(da “il Corriere della Sera“)

argomento: economia | Commenta »

IL GOVERNO TRACCIA IL BILANCIO E ANNUNCIA: “OBIETTIVO ABBASSARE DI UN PUNTO LE TASSE”

Gennaio 2nd, 2013 Riccardo Fucile

SI PARTE DALLA “RIDUZIONE FISCALE INIZIANDO DALLE ALIQUOTE PIU’ BASSE PER DARE RESPIRO ALLE FASCE PIU’ DEBOLI”… “NON CEDERE ALLE LOBBY E LIBERALIZZAZIONI”

A due giorni dalla nota di palazzo Chigi che tracciava un auto-elogio sull’efficacia dei provvedimenti adottati dall’esecutivo Monti, il governo diffonde il documento “Analisi di un anno“, in ci si dice che “l’azione è appena iniziata”.
Primo capitolo: le tasse.
“L’obiettivo è di ridurre di un punto e progressivamente la pressione fiscale, iniziando dalle aliquote più basse per dare respiro alle fasce più deboli”.
Bisogna però completare la delega fiscale: la non approvazione “lascia una lacuna da colmare al più presto”.
Poi si parla di spending review: “Non bisogna fare passi indietro e soprattutto non bisogna cedere alle sirene delle lobby e di chi non vuole rinunciare ai propri privilegi”. Collegamento diretto con le liberalizzazioni: ”Un settore in cui sui avverte la necessità  di aprire alla concorrenza sono i servizi pubblici locali” gestiti in gran parte in modo diretto con un risultato di “un servizio spesso scadente che pagano i cittadini e le stesse amministrazioni.
Prendendo atto dell’esito del referendum corre investire ancora, e molto, nel comparto delle risorse idriche e nei settori in cui ci sono maggiori spazi di apertura alla concorrenza: i trasporti pubblici e i rifiuti”.
Dopo aver ricordato le misure adottate, il governo non nasconde il disappunto sul fatto che “per il settore della distribuzione dei carburanti la proposta del governo, che prevedeva la possibilità  di aggregazioni dei gestori degli impianti di distribuzione, è stata cancellata durante la conversione in Parlamento”.
“Per rimuovere ogni vincolo all’apertura di nuovi impianti di distribuzione — viene spiegato — dovranno essere vietati tutti gli obblighi asimmetrici (ad esempio la dotazione di impianti fotovoltaici e di videosorveglianza) e le limitazioni alla localizzazione degli impianti completamente automatizzati”.
Viene affrontato anche il capitolo banche e assicurazioni: “Anche qui sono i cittadini i primi a pagare le conseguenze della mancata attuazione delle riforme. Nel settore bancario bisogna pensare alla separazione tra BancoPosta e Poste Italiane per sottrarci alle preoccupazioni concorrenziali che riguardano l’abbinamento effettuato dagli intermediari finanziari delle polizze assicurative ai contratti di finanziamento”.
“Nel settore assicurativo — prosegue poi l’analisi — il governo è a buon punto. Ma la disciplina delle clausole anticoncorrenziali nella responsabilità  civile auto deve essere integrata e completata. Dobbiamo impedire che si instaurino rapporti di esclusiva tra compagnie e agenti e rimuovere gli ostacoli alla collaborazione tra gli intermediari che appartengono a differenti reti distributive.

(da “il Fatto Quotidiano“)

argomento: economia | Commenta »

I RE DEL MATTONE CONTROLLANO STAMPA E VOTI

Dicembre 28th, 2012 Riccardo Fucile

DESTRA, SINISTRA E CEMENTO

Su una cosa destra e sinistra sono d’accordo: il cemento.
La parola “ambiente” ha uno strapuntino nei programmi, ma poi, alla prova dei fatti, amministrazioni e governi di qualsiasi colore — eccetto Verdi, Cinque Stelle e magari quel che resta dei comunisti — votano “sì”.
Costruire.
Che siano colossali operazioni immobiliari, porticcioli, autostrade, piste di aeroporti o perfino rifugi di montagna che ricordano basi spaziali.
Addio alle bandiere rosse o azzurre, sui megaprogetti sventolano quelle grigie del partito del cemento.
Chiarificatrice la definizione del sindaco di Sarzana (Pd), Massimo Caleo, in pista per il Parlamento: “Noi siamo per la conservazione attiva”. Che nel suo caso significa un porticciolo da quasi mille posti piu’ case, negozi, eccetera, proprio alle foci del fiume Magra che ogni anno provoca alluvioni.
Resta la domanda: che cosa spinge chi governa a puntare sull’industria del mattone?
Miopia, talvolta.
In Veneto ci sono interi paesi di case vuote.
In Italia c’è un record di proprietari di abitazioni mentre la popolazione continua a calare (in alcune cittadine delle nostre Alpi il 95% delle case sono vuote) e acquista sempre meno immobili (a causa della crisi e delle tasse).
Difficile pensare che si vogliano dare abitazioni ai bisognosi, perchè in Italia solo il 4% degli appartamenti nuovi sono destinati all’edilizia convenzionata (nel nord Europa si arriva al 25%). Per costruire quattro case popolari bisogna realizzarne sei volte piu’ che altrove.
Il cemento come motore dell’economia e del lavoro? Falso.
Questo settore offre occupazione a breve termine — legata alla realizzazione del progetto — e di solito poco qualificata.
Ma il mattone rischia anche di divorare la principale industria del nostro Paese: il turismo che produce il 15% del Pil.
Insomma, preservare il paesaggio conviene anche economicamente.
Ma allora perche’ l’Italia punta sul cemento? Miopia, appunto.
O peggio: i grandi costruttori hanno santi in paradiso, anzi in Parlamento.
Tra i grandi imprenditori autostradali ecco esponenti del centrodestra.
Al Nord tra i costruttori invece dominano le cooperative dette “rosse”.
Insomma, sostenere il cemento conviene.
Anche politicamente: molti re del mattone hanno le mani nell’editoria, dai giornali locali ai colossi nazionali.
Sostenerli potrebbe voler dire garantirsi l’appoggio dell’informazione.
Cioè voti. Siamo sempre lì.

(da “Il Fatto Quotidiano“)

argomento: economia | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.583)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.530)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.786)
    • governo (5.801)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (39.120)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.684)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Aprile 2026 (571)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Aprile 2026
    L M M G V S D
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    27282930  
    « Mar    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • “L’ADOZIONE DEL BAMBINO DI NICOLE MINETTI È ALTAMENTE IRREGOLARE”: I MEDIA URUGUAIANI SI SVEGLIANO E RIVELANO I LEGAMI OPACHI TRA L’EX IGIENISTA DENTALE E IL SUO COMPAGNO, GIUSEPPE CIPRIANI, CON L’ISTITUTO INAU DI MALDONADO: I BAMBINI DELL’ORGANIZZAZIONE AVREBBERO VISITATO PIÙ VOLTE IL RANCH DELLA COPPIA A MALDONADO
    • PER I LAVORATORI LA FREGATURA È SEMPRE DIETRO L’ANGOL:PUR DI NON INTRODURRE IL SALARIO MINIMO CHIESTO DALLE OPPOSIZIONI, NEL DECRETO “PRIMO MAGGIO”, IL GOVERNO INTRODUCE IL CONCETTO DI “SALARIO GIUSTO”, OVVERO QUELLO FISSATO DAI CONTRATTI DI CATEGORIA STIPULATI DA SINDACATI PRINCIPALI
    • “SUL CASO VENEZI LA DESTRA È VITTIMA DELLA SUA STESSA PROPAGANDA”. IL CORTOCIRCUITO DI “ALCUNI COMMENTATORI DELLA DESTRA PRÊT-À-PENSER
    • “SENZA CONSENSO È STUPRO”: L’EUROPARLAMENTO CHIEDE UNA LEGGE UE SULLA VIOLENZA SESSUALE BASATA SULL’ASSENZA DI CONSENSO
    • DOPO LA VENEZI, CONTINUA LA FAIDA IN LAGUNA: IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA INVIA GLI ISPETTORI A VENEZIA PER LE AUTORIZZAZIONI CONCESSE ALLA FEDERAZIONE RUSSA PER LA RIAPERTURA DEL LORO PADIGLIONE ALLA BIENNALE
    • CONTI PUBBLICI ED ECONOMIA SONO IL VERO FALLIMENTO DEL GOVERNO MELONI
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA