Luglio 14th, 2017 Riccardo Fucile
INCOSTITUZIONALE PAGARE SPESE A INDAGATI: E’ MATERIA DI STATO… SULL’ALLARME SICUREZZA SECONDO SCHIAFFONE PER IL CENTRODESTRA DOPO L’AMMISSIONE DEL SINDACO BUCCI SUL CALO DEI REATI A GENOVA
La legge della Regione Liguria del 5 luglio dell’anno scorso, con cui la Regione stessa si fa carico delle spese processuali dei cittadini che vengono incriminati per eccesso di legittima difesa dopo aver reagito ad una aggressione, viola l’articolo 117 della Costituzione nella parte che attribuisce allo Stato competenza esclusiva nella materia “ordine pubblico e sicurezza”.
Lo ha stabilito la Consulta con una decisione depositata oggi.
Per il centro destra ligure che sul tema della sicurezza aveva fortemente puntato durante la campagna elettorale, poi vinta, per il sindaco di Genova, è la seconda “sconfita” in pochi giorni
La prima è di quanto il neo sindaco Marco Bucci, alla sua prima partecipazione in Prefettura al Comitato dell’ordine e della sicurezza pubblica, all’uscita aveva dovuto ammettere che a “Genova i reati sono in calo”.
Insomma tutto quell’allarme su Genova come il Bronx era pura propaganda perchè i numeri ufficiali raccontano un’altra realtà .
Naturalmente un conto è la sicurezza reale un’altra quella percepita sulla quale si costruiscono anche le fortune elettorali
Per quanto riguarda la legge sul sostegno a chi veniva indagato per eccesso di legittima difesa, una posizione condivisa con i governatori leghisti di Lombardia e Veneto, la disposizione impugnata dal presidente del Consiglio stabilisce che “la Regione prevede il patrocinio a proprie spese nei procedimenti penali per la difesa dei cittadini che, vittime di un delitto contro il patrimonio o contro la persona, siano indagati per aver commesso un delitto per eccesso colposo in legittima difesa, ovvero assolti per la sussistenza dell’esimente della legittima difesa”
Secondo la Corte costituzionale, la disposizione in questione non interferisce con la materia “ordinamento penale”, perchè “la disposizione non incide su fattispecie penali, non modifica i presupposti per l’applicazione di norme penali, non introduce nuove cause di esenzione dalla responsabilità penale, nè produce effetti sanzionatori ulteriori conseguenti alla commissione di un reato”: però si ripercuote sulla materia “ordine pubblico e sicurezza”.
“Attraverso regole che incidono sul patrocinio nel processo penale, la norma risulta, infatti – scrive la Corte – funzionalmente servente rispetto a scelte in tema di sicurezza, per le quali le Regioni non hanno competenza”.
La Consulta sottolinea che “è qui in questione la concessione di un sostegno economico ai cittadini che, vittime di un delitto contro il patrimonio o contro la persona, affrontano un procedimento penale con l’accusa di aver colposamente ecceduto i limiti della legittima difesa. Tale concessione è manifestazione di un indirizzo regionale in tema di prevenzione dei reati e di contrasto alla criminalità , materia che la costante giurisprudenza di questa Corte ha sempre considerato riservata allo Stato”.
“Attraverso il sostegno economico nel procedimento e nel processo è, infatti, incoraggiato (o non scoraggiato), in ambito regionale, il ricorso alla ‘ragion fattasi'”, conclude la Consulta, dichiarando – per questa parte – l’illegittimità costituzionale della legge della Liguria.
Sulla bocciautura intervengono i consiglieri regionali del Pd Luca Garibaldi (vicecapogruppo) e Raffaella Paita (capogruppo). “Non poteva essere altrimenti – sottolinea Paita – visti i palesi profili di incostituzionalità della norma, come il Partito Democratico aveva già evidenziato in commissione e in aula”. La maggioranza, però, spiega Garibaldi, che è stato anche relatore di minoranza, “ha voluto forzare ugualmente le regole e approvare una legge ideologica, pur sapendo che sarebbe stata respinta dalla Consulta. Oltre a essere l’ennesima legge della Giunta Toti a venire bocciata – conclude il vice capogruppo del Pd – la norma sulla legittima difesa prevedeva anche uno stanziamento di 20 mila euro, che il centrodestra aveva tolto a progetti per la sicurezza urbana ben più concreti. Una figuraccia e un danno per tutti”.
(da “La Repubblica”)
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Luglio 13th, 2017 Riccardo Fucile
IL PROGETTO COINVOLGEREBBE 200 PROFUGHI… HANNO GIA’ ADERITO TRENTA ESERCIZI COMMERCIALI E L’IDEA SPOPOLA IN RETE
“Il tavolo è già pronto per essere apparecchiato. Un posto in più e un pranzo gratuito per i migranti che lavoreranno per tenere pulito il centro storico.
La proposta arriva dai ristoratori, pronti a offrire i loro piatti, a chi contribuirà a strappare le erbacce a bordo strada, ridipingere le panchine e cancellare le scritte sui muri.
Una nuova alleanza che parte dall’idea di Damian Ranasinghe, titolare del ristorante Soho a pochi passi dal Porto Antico, che in poche ore ha già raccolto l’adesione di una trentina di colleghi.
In ballo un progetto che potrebbe coinvolgere circa 200 migranti da impiegare proprio nel centro storico con lavori socialmente utili.
«Siamo tutti dalla stessa parte – racconta il ristoratore – Per chi ci aiuterà a tenere pulito il centro storico e riqualificarlo la porta sarà sempre aperta. È un piccolo gesto per ringraziare i ragazzi e per rilanciare la nostra categoria che spesso viene associata solo al mugugno e ai luoghi comuni».
Un’iniziativa che ha preso piede soprattutto in rete.
Ieri mattina Damian Ranasinghe ha pubblicato su Facebook un post diretto a Marco Bucci. “Caro sindaco, sono disposto a offrire io il pasto a tutti quelli che puliranno la zona dove noi abbiamo le attività commerciali. (Zona piazza Fossatello e via al ponte Calvi). Facciamo parlare di noi per queste attività invece della “torta di riso” taggando i colleghi e chiedendo il loro supporto.
Tanti i ristoratori che hanno già risposto, dai fratelli di Maio di Don Cola ad Andrea Scala, titolare di un locale a Porta Soprana che rilancia: “Caro sindaco, sono deluso di avere così tanta spazzatura vicino al locale, che puzza da morire e manda via i clienti – scrive su Facebook – Sfido chiunque a starci vicino. Pensi un po’ mangiare a pochi metri i nostri piatti”.
E risponde all’appello anche Alessandro Cavo, presidente Fepag Genova. «Stiamo valutando di aderire alla proposta del pranzo gratis come associazione – spiega – Io sono già pronto a partecipare. È un modo per migliorare il sistema dell’accoglienza, chi ama Genova e si dà da fare per rendere più accogliente il centro storico più grande d’Europa è sempre bene accolto, questa ne è la dimostrazione. E da queste parti il lavoro non manca di certo, c’è ancora molto da fare”.
I ristoratori segnalano da una parte la mancanza di chiarezza sulle regole comportamentali, dai rifiuti abbandonati per strada alla mancanza di bidoni dei rifiuti a bordo strada. “Dall’altra servono sanzioni per chi le regole non le rispetta – conclude Cavo – Il meccanismo è semplice ed efficace. Basta applicarlo”.
(da “il Secolo XIX”)
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Luglio 13th, 2017 Riccardo Fucile
MA IL DATO SI RIFERISCE ALLA RETRIBUZIONE MEDIA DEI LAVORATORI DIPENDENTI, SENZA DISTINGUERE TRA I DIVERSI TIPI DI LAVORO… METTERE INSIEME OPERAI E MACELLAI, INGEGNERI E DOCENTI E FARE UNA MEDIA NON HA ALCUN VALORE: I CONTRATTI NAZIONALI RENDONO I COSTI DI GENOVA PARI A QUELLI DELLE ALTRE CITTA’
Genova è il posto ideale per investire, «per un’azienda che vuole guadagnare, e guadagnare
bene». Perchè il costo del lavoro è più basso che altrove in Italia, dice il sindaco Marco Bucci, ma non solo. «Ci sono tutti gli elementi per attirare investimenti ma siamo straordinari nel non farlo sapere in giro».
Bucci lancia la sfida durante la cerimonia dell’Indipendence day, davanti alla piccola comunità americana stretta attorno al Console Generale degli Stati Uniti per il Nord Italia, Philip T. Reeker: invitato a chiarire i motivi per investire su Genova, Bucci inanella tre punti.
«Perchè il costo del lavoro è più basso che altrove, inferiore del 10% rispetto Milano, del 30% rispetto alla Francia e molto di più rispetto all’America – dice – e perchè ci sono straordinarie professionalità , che vengono anche dalla tradizione industriale, e una qualità della vita decisamente alta».
L’analisi di Bucci parte dal costo del lavoro: Genova non è la Cina, i contratti di categoria sono nazionali.
Possibile che produrre ai piedi della Lanterna sia una garanzia di risparmio? E soprattutto: se è così, è un dato positivo che i genovesi guadagnino meno, e non poco, di chi svolge gli stessi lavori altrove?
«Le risultanze di un’indagine che abbiamo svolto a fine 2016 – dice Guido Conforti , responsabile del Centro Studi di Confindustria – si basano sulle retribuzioni ed è relativo al complesso dell’occupazione e non a casi specifici, come può essere la retribuzione media di un ingegnere o di un manager».
Tradotto: il confronto della retribuzione lorda per i lavoratori dipendenti di sette grandi città dice che un ipotetico signor Parodi guadagna mediamente 28.950 euro e spiccioli all’anno, un piemontese ne guadagna mediamente 900 in più e il milanese evocato da Bucci avrà in busta paga, a fine dicembre, 3.500 euro più del genovese. Questo dato però non distingue affatto la tipologia di lavoro e mette insieme il macellaio e l’ingegnere, il professore di liceo e l’astrofisico.
Insomma non è per nulla attendibile sostenere che a parità di medesimo lavoro a Genova si guadagni di meno, semplicemente in altre città ci sono occupazioni più remurative che a Genova.
(da “il Secolo XIX”)
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Luglio 11th, 2017 Riccardo Fucile
BOCCIATA LA NOMINA DEL LUMBARD MACCARINI, CAPO DELLA SEGRETERIA DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA… FINISCE 17-14, FDI VOTA CON LE OPPOSIZIONI
Prima importante spaccatura politica all’interno della maggioranza di centrodestra che governa
la Regione e i tre capoluoghi Savona, Spezia e Genova.
E’ accaduto oggi in Regione, dove Fratelli d’Italia ha fatto saltare la nomina di Marzio Maccarini a membro del Consiglio dell’Istituto per la Ricerca sul Cancro.
Il motivo – secondo il Movimento 5 Stelle, primo a segnalare il caso, sta nel fatto che il partito più a destra della maggioranza mal sopporta la “colonizzazione” della sanità ligure da parte della Lombardia.
Maccarini, 47 anni, è capo della segreteria della presidenza del Consiglio regionale della Lombardia.
«Al di là del curriculum di altissimo livello, penso sia più opportuno, nell’interesse dei pazienti liguri, scegliere persone competenti che ben conoscono il territorio e le problematiche della nostra sanità , anzichè cercare fuori regione professionalità , seppur di indiscutibile valore», è il commento di Rosso, medico e presidente della commissione Sanità in Regione Liguria.
«In Liguria — continua Rosso — in ambito sanitario, abbiamo persone competenti, serie e capaci, che conoscono molto bene la situazione della sanità della nostra regione, le problematiche connesse a una popolazione anziana che deve essere seguita con la massima attenzione e sensibilità nei bisogni sanitari quotidiani. Penso che ora sia il momento di valorizzare i nostri professionisti, senza doverli cercare in altre regioni».
«La maggioranza di centrodestra – scrivono i 5 Stelle in una nota – si spacca fragorosamente in Commissione sulle nomine nella Sanità e finisce sotto per 17 a 14 sul voto per la nomina. Decisivi i voti contrari di Matteo Rosso e dell’assessore Berrino (rappresentato dallo stesso Rosso) che finalmente, dopo due anni, hanno rialzato la testa contro il fiorire di nomine di lumbard in tutti i settori regionali, Sanità in testa. Meglio tardi che mai! Dietro le dichiarazioni di facciata, la maggioranza è nel caos totale, attraversata da scissioni e correnti interne tra partiti ormai sotto gli occhi di tutti. Lo spoils system messo in atto da Toti a beneficio degli amici lumbard è scoppiato tra le mani dello stesso centrodestra. E ora si apre una crisi di governo su cui va fatta al più presto chiarezza».
Anche i consiglieri regionali Pd Raffaella Paita e Valter Ferrando danno una lettura simile a quella dei 5 Stelle sull’accaduto: «La maggioranza è andata sotto in Commissione I di fronte all’ennesima nomina lombarda in sanità . Questa volta, infatti, di fronte all’ennesima imposizione dei cugini lombardi il consigliere regionale di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Sanità Matteo Rosso si è ribellato e ha votato contro (in accordo col vicepresidente Pd Valter Ferrando, stanco di questa continua mortificazione delle competenze liguri), provocando la bocciatura del parere, visto che ai suoi voti si sono sommati quelli del Pd e del resto della minoranza. Premesso che per noi Rosso ha fatto benissimo a opporsi a questa nomina, che dimostra ancora una volta la disistima da parte di Toti e co. nei confronti delle competenze liguri (un’ossessione ai limiti del persecutorio), c’è da dire che la tanto decantata unità della maggioranza di centrodestra è evidentemente una foglia di fico, prontamente caduta dopo le elezioni amministrative di giugno. Ne vedremo delle belle».
(da “il Secolo XIX”)
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Luglio 11th, 2017 Riccardo Fucile
LA PROPAGANDA LEGHISTA LA PAGANO I CONTRIBUENTI, TAGLIATI I FONDI AI COMUNI CHE VOLEVANO REALIZZARE INIZIATIVE IN PROPRIO
Centomila euro di fondi pubblici per portare il giornalista e conduttore Paolo Del Debbio e il suo
format televisivo nelle piazze della Liguria.
Quattro serate, per adesso: una ieri ad Alassio, il 17 luglio a Santa Margherita Ligure, il 24 luglio a Genova e il 31 luglio ad Ameglia.
Ma la spesa per patrocinare l’evento non è di quelle che passano inosservate. «Ma una quota, credo più o meno vicina a quella che abbiamo messo noi, viene pagata da degli sponsor privati», spiega Toti.
Certamente Del Debbio, uomo di punta dell’informazione Mediaset (come lo era Toti, ex direttore di “Studio Aperto”) e cachet milionario, fa parte della “compagnia di giro” del nuovo e vincente centrodestra targato Toti-Salvini.
Una specie di fiancheggiatore sul fronte culturale, capace di creare – grazie alle trasmissione di successo su Rete 4, “Dalla vostra parte”, “Quinta colonna” – una sorta di “egemonia” sul piano del discorso pubblico della becerodestra.
Nel corso degli ultimi anni Del Debbio è stato tirato in ballo più volte: come possibile candidato sindaco sempre a Milano, o addirittura come papabile leader della coalizione del centrodestra a livello nazionale.
Lui, molto legato anche al segretario della Lega, ha sempre declinato ogni invito. «Mi diverto troppo a fare quello che faccio, chi me lo fa fare di buttarmi in politica?», la risposta classica a chi gli chiede se mai cambierà idea.
Tra gli ospiti della prima puntata, la forzista Elisabetta Gardini (Forza Italia), Daniela Santanchè (Forza Italia anche lei) e il direttore di Rete4 Mario Giordano.
«Anzichè distribuire cifre minime a pioggia come è stato fatto in passato – dice Toti – abbiamo deciso di dare una coerenza ai progetti culturali, di intrattenimento così come abbiamo fatto con il Red carpet. Invece di rispondere alle numerose richieste dei comuni per contribuire agli spettacoli che organizzano, abbiamo fatto l’opposto: abbiamo preso una manifestazione nazionale e la portiamo sul territorio».
I quattro comuni coinvolti metteranno a disposizione del tour di Del Debbio palco, apparecchiature e ospitalità degli invitati.
Del Debbio aprì la vincente campagna elettorale di Marco Bucci per il comune di Genova, lo scorso aprile, con una lunga intervista pubblica
Del Debbio quindi diventa l’inventore di uno spettacolo itinerante pagato con i soldi pubblici che farà le veci degli eventi sul territorio che volevano mettere su i sindaci liguri. I quali, c’è da scommetterlo, saranno entusiasti dell’ideona del governatore.
(da agenzie)
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Luglio 10th, 2017 Riccardo Fucile
NEI PRIMI 4 MESI DELL’ANNO SONO PASSATE DA 202 A 159, IL DATO PIU’ BASSO DEGLI ULTIMI DUE ANNI…CERTO CHE LA “PERCEZIONE DI SICUREZZA” AUMENTEREBBE SE SI DIFFONDESSERO I DATI REALI E NON LE BALLE PADANE
E adesso pover’uomo? 
Appena insediato a Palazzo Tursi con il 25% dei consensi dei genovesi, lo zio d’America in salsa leghista aveva dovuto ammettere che a Genova “i reati sono effettivamente diminuiti, ma bisogna agire sulla percezione di sicurezza” segnalando in particolare come reato diffuso quello delle truffe agli anziani a cui la sua Giunta avrebbe dato risposta (come non si sa, visto che per i reati è competente la locale Questura).
Dopo una campagna elettorale basata sulla “sicurezza”, quasi che Genova fosse il Bronx, il sindaco Bucci si era aggrappato almeno all’odioso reato degli anziani abbindolati da truffatori di pochi scrupoli.
Ma oggi è arrivata la ferale notizia rappresentata dai numeri forniti dalla Divisione Anticrimine della questura di Genova che raccoglie le denunce di ogni forza di polizia nella provincia di Genova.
Confrontando i primi 4 mesi risulta che quest’anno sono stati segnalati 159 raggiri ai cittadini mentre nel 2016 erano stati 202.
Il calo è più evidente analizzando gli ultimi 2 mesi in esame quest’anno: marzo e aprile infatti registrano 37 e 21 truffe che sono i numeri più bassi in assoluto segnalati nei medi degli ultimi due anni presi in esame.
I numeri sulle truffe agli anziani sono stati resi noti dal dirigente dell’Ufficio Prevenzione Generale della questura di Genova Alessandra Bucci, giusto per la precisione.
Insomma non solo i reati in generale sono diminuiti in città del 10%, ma proprio quello indicato da Bucci come ultima spiaggia è pure calato del 20%.
Peggio non poteva andare.
Con una osservazione finale che ci sentiamo di suggerirgli: la “percezione di sicurezza” aumenterebbe se si diffondessero i dati reali e non le balle elettorale per carpire la buona fede altrui.
(da agenzie)
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Luglio 9th, 2017 Riccardo Fucile
I COMMERCIANTI PULISCONO PIAZZA MANIN… VICESINDACO E ASSESSORE PENSANO DI ESSERE ANCORA ALL’OPPOSIZIONE: DEVONO MANDARE GLI ADDETTI, NON FARSI LA FOTO RICORDO
Lo zio d’America sarà anche un manager, ma dovrebbe fornire ai suoi assessori il manuale delle
competenze nella P.A. e non accontentarsi del manuale Cencelli con cui li ha dovuti lottizzare tra i famelici partiti del centrodestra, in crisi di astinenza da poltrone da decenni.
Lo spot va in onda stavolta in Piazza Manin, zona bene di Genova, approfittando di una iniziativa del neonato Civ “Manin e Dintorni” che ha organizzato una giornata dedicata alla pulizia dei giardinetti della piccola piazza (non più sporca di tante altre di Genova).
Racconta il Secolo XIX:
L’appuntamento era per le 8 nei giardini della piazza, chiusa e presidiata dalla Municipale (neanche fosse prevista la visita di Trump n.d.r.) per consentire ai volontari di lavorare senza timore di auto: presenti, oltre alla cinquantina di commercianti che hanno fondato il nuovo civ, anche la neo assessore al Commercio e al Turismo, Paola Bordilli, che in t-shirt bianca dell’associazione e bermuda ha imbracciato il rastrello e si è messa a raccattare foglie. Intorno alle 11 è arrivato anche il vicesindaco Stefano Balleari. I lavori, in programma sino alle 16, sono iniziati tra l’entusiasmo generale, con decine di palloncini colorati. “La speranza è che la pulizia di oggi, cui ne seguirà un’altra in autunno, contribuisca a rendere lo spazio più vivibile per i più piccoli” commentano quelli del Civ.
Tra i propositi del nuovo Civ, proseguire l’opera di rilancio del tessuto commerciale del quartiere, coinvolgendo non soltanto i negozianti, ma anche i residenti, in attività ed eventi.
In pratica su una iniziativa programmata da tempo, hanno pensato bene di metterci il cappello due esponenti della Giunta Bucci.
Ma sorge spontanea una domanda: gli operatori ecologici e il servizio giardini non dipendono forse dal Comune?
E se i giardini sono sporchi chi avrebbe dovuto provvedere?
Forse gli stessi che sono andati in mattinata a farsi lo spottone raccattando due foglie?
Il compito di un amministratore è quello di coordinare gli interventi dei dipendenti comunali o quello di farsi selfie celebrativi della propria inefficienza, visto che l’intervento non sarebbe stato necessario se il Comune avesse provveduto a quanto di sua competenza?
O forse siamo entrati nella fase della “rumenta di lotta e di governo” secondo convenienza.
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Luglio 9th, 2017 Riccardo Fucile
GENOVA DEGRADATA DALLA LEGA: AUMENTANO GLI INCIDENTI MORTALI, VIGILI AGLI INCROCI NON SE NE VEDONO E L’ASSESSORE CHE VIVE SU MARTE SI DIVERTE A FARE LO SCERIFFO
Arrivano gli “sceriffi” del centro storico, così i bamboccioni padani possono passare dalle letture e
dai film western alla pratica per ripristinare “il decoro” di Genova, in verità messo più in pericolo dalle ruberie delle “spese pazze” in Regione per cui sono sotto processo i due loro maggiori esponenti locali, che da qualche ambulante di colore che non rompe le palle a nessuno.
La solita marchetta a qualche bottegaio amico che pensa che il calo delle vendite sia dovuto non alla crisi economica ma alla presenza del “nero”, tanto per capirci.
Quindi ecco lo spottone della giunta Bucci che invece che creare i 30.000 posti di lavoro promessi, si appunta la stella da sceriffo al petto annunciando “pattuglie triplicate e dedicate specificamente al contrasto dell’abusivismo e del degrado”
In una città dove i reati sono calati, come ha dovuto ammettere a denti stretti lo stesso Bucci, dopo aver sostenuto tutto il contrario in campagna elettorale, ma dove “bisogna aumentare la percezione di sicurezza dei cittadini” (ovvero prenderli per il culo).
Da domani quindi “la polizia municipale si muoverà secondo un nuovo piano operativo stilato dal comandante Giacomo Tinella: più pattuglie “miste” (controllo del territorio e controllo dell’abusivismo) ma, ammette Tinella, “ciò comporterà meno controllo del traffico”. Tradotto: meno vigili agli incroci, meno multe per infrazioni al codice della strada.
In una città dove quasi ogni giorno si registra un incidente grave o mortale e i passanti corrono seri rischi di essere travolti, i guerrieri padani si divertono a dare la caccia a qualche disperato che stende un lenzuolo per ricavare di che mangiare e sbarcare il lunario.
Sembra di tornare ai tempi delle ronde padane quando una piccola corte di miracoli si aggirava di notte per la città con il fotografo al seguito e la scorta della polizia incazzata perchè doveva pure proteggerli.
Ora l’impresentabile “assessore ai bottegai” annuncia: “venerdì faremo un blitz antidroga nei luoghi della movida”.
Ma non aveva già detto che lo avrebbe fatto venerdi scorso?
Forse non ha trovato la scorta della polizia e ha paura di andare da solo come fanno tutti i genovesi senza che accada nulla?”
In compenso parla sempre di migliorare il “decoro” di Piazza della Vittoria, va beh l’hanno capito tutti che abiti lì, cercheremo di passare altrove per evitare brutti incontri.
(da agenzie)
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Luglio 7th, 2017 Riccardo Fucile
VIAGGIO DEL SECOLO XIX TRA IL POPOLO DELLA STRADA COSTRETTO A CHIEDERE L’ELEMOSINA… E C’E’ ANCHE CHI DICE: “DUE MESI FA BUCCI MI HA DETTO CHE MI AVREBBE TROVATO UN LAVORO E IO L’HO VOTATO”
Le notizie della politica arrivano presto anche in strada, tra gli operatori e tra i clochard. E arriva anche la notizia dell’ordinanza annunciata dal neosindaco Marco Bucci per contrastare «accattonaggio molesto» e «bivacchi» al termine della sua prima partecipazione al comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza.
Ma basta fare un giro in centro per restare spiazzati, parli con una dozzina clochard e scopri che per loro non è un problema: «molesti», forse, sono altri
All’opposto, per tanti commercianti del centro il problema principale «è il senso di degrado che avanza».
La via della nuova povert�
Da piazza De Ferrari a Brignole, ieri pomeriggio. Non è facile capire come possano essere tradotte in pratica le parole «elemosina molesta» e «bivacchi per strada».
Passi alle cinque del pomeriggio sotto il Ponte Monumentale e incontri una donna dell’Est seduta con un bicchiere in mano. È molesta? «Se qualcuno mi vuole dare, prendo e ringrazio. Ma non insisto», dice con un sorriso.
Dal lato opposto, c’è un uomo sulla cinquantina, i vestiti sdruciti e la barba incolta, che dorme sdraiato a terra immobile, la gente passa e nemmeno lo vede.
Il confine tra ciò che è molesto e ciò che scuote le coscienze, a volte, è sottile.
Ciro, 60 anni («Il cognome no, i miei figli al sud non sanno nulla della vita che sto facendo») da quando ha perso il lavoro suona nel sottopasso della stazione: «Elaboro le canzoni di Vasco Rossi e dei Genesis – racconta- e se qualcuno mi dà qualcosa lo ringrazio».
Franz Cuccomarino, il giovane ai giardini di Brignole, precisa che « bivaccare per me significa ubriacarsi, essere rumorosi e creare problemi: io invece sto solo riposando». Sotto ai portici dell’Accademia a De Ferrari.
Giuseppe Del Sole, 53 anni, dice di essere fiducioso. «Due mesi fa Bucci ha detto che mi darà lavoro e io l’ho votato». Del Sole, che racconta di avere un passato come dipendente pubblico, ne è sicuro: «No, la sua non poteva essere solo una promessa elettorale».
(da “il Secolo XIX”)
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