Destra di Popolo.net

LE POLIZZE SULLA VITA SONO DUE, ROMEO INDICO’ COME CAUSALE UNA RELAZIONE CON LA RAGGI (CHE NEGA)

Febbraio 3rd, 2017 Riccardo Fucile

I MAGISTRATI: “ALLO STATO ATTUALE, LE POLIZZE IN SE’ PENALMENTE NON RILEVANTI”

Sono due le polizze vita stipulate da Salvatore Romeo con beneficiaria, in caso di morte, Virginia Raggi. Una da 30 mila euro stipulata nel gennaio 2016 e priva di scadenza, l’altra da 3000 euro con scadenza 2019.
Per gli inquirenti non costituirebbero fatto penalmente rilevante in quanto non emergerebbe un’utilità  corruttiva. Si tratta di polizze da investimento che non presuppongo la controfirma del beneficiario.
Intanto sono stati ricostruiti nella loro quasi interezza i flussi finanziari di Romeo, i soldi da lui investiti nelle polizze assicurative vita e quelli risparmiati a partire almeno dal 2000 e poi affidati a dei fondi.
I magistrati che indagano sulle nomine in Campidoglio e che hanno interrogato giovedì Raggi sottolineano di essere in attesa di una memoria difensiva della prima cittadina su una serie di aspetti che sono stati toccati nel corso dell’atto istruttorio.
A piazzale Clodio si fa registrare sia “molta determinazione” sia altrettanta “prudenza” perchè si stanno conducendo accertamenti a partire dall’8 gennaio quando sono arrivati i documenti trasmessi dall’Anac e non si vogliono fare dei buchi nell’acqua.
Il pm Francesco Dall’Olio ed il procuratore aggiunto Paolo Ielo ribadiscono che il “90% delle chat filtrate sui giornali in questi ultimi giorni” o non sono agli atti d’indagine oppure vengono ritenute non riferibili all’inchiesta.
Comunque non può esser considerata corruzione la vicenda delle polizze. I contratti all’esame degli inquirenti firmati da Romeo prevedono in caso di “premorienza” del contraente, beneficiaria la Raggi. La sindaca lo ha scoperto giovedì sera davanti ai pm. Una polizza è da circa 30 mila euro ed è stata stipulata nel gennaio 2016 e risulta priva di scadenza; l’altra da tremila euro con scadenza 2019.
Raggi davanti ai pm è “caduta dalle nuvole”. Per i magistrati allo stato, riguardo a queste modalità  di investimento non sarebbero emersi fatti di rilevanza penale. “Si tratta di polizze da investimento che non presuppongo la controfirma del beneficiario”, si aggiunge.
La prima cittadina, quando ha visto i contratti firmati da Romeo e preso visione della “causale” relativa ad una presunta relazione personale, si sarebbe messa a ridere.
Gli inquirenti definiscono “farlocchi” o di pura fantasia anche i giustificativi usati da Romeo per altri contratti. Sono sette le polizze (con altri beneficiari) accese presso la San Paolo per un valore complessivo di 92 mila euro. Polizze per oltre 40mila euro sono state stipulate presso altri istituti bancari.
Rispetto al ruolo rivestito dall’ex capo del personale del Campidoglio, finito poi in carcere per altra vicenda, Raggi dice: “Raffaele marra mi apriva le porte del comune di Roma, è un profondo conoscitore della macchina amministrativa”.
Sempre su Marra, Raggi ha aggiunto che fu Salvatore Romeo, vecchio militante M5s, a presentarglielo. Su Daniele Frongia c’è la fiducia e solidarietà  con Raggi per il cammino politico effettuato assieme.

(da “Huffingtonpost”)

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“VI SPIEGO IL GIOCHINO DELLE POLIZZE VITA”: IL GRILLINO RIBELLE BERTOLA SVELA COSI SI CELA DIETRO IL CASO RAGGI

Febbraio 3rd, 2017 Riccardo Fucile

“SONO CONTENITORI DI SOLDI DA INVESTIRE, SE UNO VUOLE UN FAVORE DAL FUTURO SINDACO LO NOMINA BENEFICIARIO”

“Visto che molti non capiscono la vicenda Raggi-Romeo vi spiego come funziona il giochino delle polizze vita”. Vittorio Bertola, uno dei fondatori del Movimento 5 Stelle a Torino, ex consigliere comunale, considerato da sempre vicinissimo a Gianroberto Casaleggio e a Beppe Grillo, inizia così un lungo post sul proprio profilo Facebook in cui si propone di chiarire ai propri seguaci i contorni dell’ultimo scandalo che ha colpito la sindaca Virginia Raggi.
“Il passaggio di denaro tramite una polizza vita è molto meno tracciabile di una mazzetta in contanti”, mette subito in chiaro Bertola, che dopo le ultime amministrative è entrato in polemica con i vecchi compagni e il nuovo corso grillino.
“Da parecchi anni — esordisce il dissidente cinquestelle torinese — si sono diffuse polizze vita che lo sono solo di nome; in realtà  sono contenitori di soldi da investire, che però godono delle agevolazioni fiscali delle polizze vita. In particolare — chiarisce Bertola — sono impignorabili e permettono di nominare un beneficiario anche diverso dai propri eredi, il quale riceverà  i soldi senza pagare le tasse che ci sarebbero sulla successione o sul pagamento di una fattura o di un reddito, e senza tutti i controlli su bonifici o pagamenti in contanti di importo elevato. Molte di queste polizze permettono inoltre il riscatto, pur pagando una penale, anche se l’assicurato non è morto; basta che sia trascorso qualche anno”.
Una volta chiariti tutti gli aspetti tecnici del meccanismo Bertola tira le somme e prova, dunque, ad applicarlo al caso Romeo-Raggi:
“Detto quindi che la vicenda è tutta da chiarire e che bisognerà  capire i dettagli della polizza e gli altri fatti — mette le mani avanti il fondatore del M5S torinese — il giochino poteva funzionare così: io che voglio un favore dal futuro sindaco di Roma, prima delle elezioni prendo una polizza e lo nomino come beneficiario; dopodichè, se lui vince e mi fa il favore, io faccio passare il tempo minimo necessario e poi riscatto la polizza e lui incassa, altrimenti cambio di nuovo il beneficiario e mi tengo i soldi senza alcuna spesa. Se poi volessi essere sicuro, prima delle elezioni potrei fare la stessa cosa verso esponenti di partiti diversi, così posso poi fare il giochino chiunque sia a vincere”.
Bertola riconosce che “non sarebbe necessario che il beneficiario (la sindaca Raggi, ndr) sia d’accordo o lo sappia, ma sarebbe piuttosto strano — ragiona — che io, neo-sindaca di Roma, nominassi come mio braccio destro di totale fiducia uno che mi vuole talmente male da cercare di ricattarmi a mia insaputa; e se fossi sotto ricatto, sarebbe piuttosto strano che, una volta scoperto, invece di andare a denunciarlo io gli triplicassi lo stipendio”.
Sulla base di quali prove Bertola sostiene tutto questo?
Interpellato il grillino della prima ora Bertola si limita a dire: “Conosco molte persone del Movimento a Roma e il legame tra Romeo e la Raggi è sempre stato molto chiacchierato”. E “trovare una spiegazione limpida per questa storia è difficile”.

(da “La Repubblica”)

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GIUNTA RAGGI, TESORETTI SEGRETI E RICATTI CHE LEGANO IL NUOVO POTERE AI VECCHI PADRONI DI ROMA

Febbraio 3rd, 2017 Riccardo Fucile

SE LA POLIZZA FOSSE ANCHE STATA DONATA PER UN LEGAME PRIVATO, ESISTEREBBE COMUNQUE UN CONFLITTO DI INTERESSI PER LA PROMOZIONE DI ROMEO… E I FONDI DA DOVE PROVENGONO?

Finisce come in un mesto dèjà  vu di una stagione lontana, quella della Milano di Mani Pulite.
La sindaca Virginia Raggi che, passata mezzanotte, piegata da un interrogatorio fiume per abuso di ufficio e falso ideologico, lascia un ufficio della Direzione Anticrimine della Polizia di Stato dove è entrata con il sole.
Inseguita dallo schianto dell’ennesimo, miserabile segreto, custodito dai “quattro amici al bar” (così aveva battezzato la chat chi si era preso Roma). Una polizza sulla vita di 30 mila euro di cui era beneficiaria e accesa da Salvatore Romeo nel gennaio 2016, sei mesi prima che lei, la “beneficiata”, nel frattempo diventata sindaca, gli triplicasse lo stipendio di dipendente comunale e lo nominasse capo della sua Segreteria. In barba a pareri, opportunità , o, più semplicemente, decenza.
Ora dunque si capisce perchè, come si dice da queste parti, “andavano per tetti” i “quattro amici al bar”.
Lei, Romeo, l’ubiquo e ingombrante Raffaele Marra, il fido Daniele Frongia. Non per godere dell’aria del Campidoglio. Ma perchè il cemento che li teneva insieme era ed è evidentemente inconfessabile. Innanzitutto a una parte del Movimento Cinque Stelle. Ora si capisce perchè Raffaele Marra poteva trafficare per conto e a beneficio del fratello Renato (promosso a capo del dipartimento turismo), chiedendo e ottenendo dalla Raggi che ci mettesse la faccia, perchè Marra sapeva bene di come trafficasse la Raggi per conto di Romeo.
Ecco perchè, come a un tavolo di bari tenuto insieme dal ricatto, Raffaele Marra e Salvatore Romeo posavano a padroni del Campidoglio, tracotanti e triviali.
Perchè il primo, sibillino, diceva da libero e fa intendere da galeotto “se parlo io viene giù tutto”. E il secondo, Romeo, di Marra era la controfigura.
Per dirla come la diceva Salvatore Buzzi in una delle più celebri intercettazioni di “Mafia Capitale”, “perchè la mano destra lava la sinistra e tutte e due lavano il viso”.
Altro che Carneade questo Salvatore Romeo.
Si scopre ora – dalle contestazioni mosse durante l’interrogatorio del Procuratore aggiunto Paolo Ielo e anticipate ieri pomeriggio on-line dall’Espresso e dal Fatto mentre la deposizione era in corso – che il tipo era seduto su un tesoretto di 90 mila euro che alimentava almeno tre polizze vita.
Tutte accese prima che la Raggi sbaragliasse a colpi di dossier l’avversario Marcello De Vito nelle comunarie e tutte a beneficio di altrettanti militanti del Movimento Cinque Stelle. Tra loro, la Raggi
Una generosità  piuttosto singolare per un signore che all’epoca guadagnava 39 mila euro l’anno. Dunque, perchè accendere quelle polizze? E, soprattutto, con quali soldi? O con i soldi di chi? E, in questo caso, per garantirsi quale ritorno?
Si racconta ora negli ambienti Cinque Stelle che la ragione fosse nel legame privato, privatissimo, tra la Raggi e Romeo. Che la politica “non c’entri” e quella polizza (accesa nel 2013 e modificata nel beneficiario, la Raggi, nel gennaio 2016) fosse il gesto generoso di un uomo a beneficio di una donna che aveva a cuore nell’eventualità  gli fosse sopravvissuta.
Il che comunque affosserebbe la sindaca più di quanto già  non lo sia. Perchè all’abuso della nomina di Renato Marra si aggiungerebbe ora quella di Salvatore Romeo, per l’appunto. Promosso e triplicato nel reddito tacendo un legame privato e dunque in pieno conflitto di interesse. Perchè, insomma, a “familismo” si sommerebbe altro “familismo”.
Ma le cose potrebbero anche non stare così. E allora ci sarebbe una sola altra spiegazione plausibile.
Quella polizza, come le altre accese da Romeo, potrebbero avere un’origine – diciamo così – non privata, ma politica. Il che non cambierebbe il quadro giudiziario del conflitto di interesse della sindaca, ma, per certi aspetti, ne deturperebbe ulteriormente la figura politica.
Se infatti quelle tre polizze erano una “fiche” puntata su una delle anime del Movimento cinquestelle romano – quella “nero fumo”, quella che doveva garantirsi un serbatoio di voti a destra – perchè prevalesse sulla cordata De Vito-Lombardi, se erano la contropartita per sigillare un patto politico, questo significherebbe che qualcuno, e sarà  interessante scoprire chi, usò Romeo come terminale e garante di impegni con quel sistema di poteri e relazioni che, a Roma, ha nomi e indirizzi.
Che, del resto, in questi sette mesi sono affiorati, ogni qual volta è stata bucata la quinta di cartapesta alzata dalla sindaca a difesa di scelte politiche incomprensibili. E dietro le quali hanno fatto regolarmente capolino qualche cliente dello studio Sammarco, la rete dei legami di destra di Marra.
E a cui, a ben vedere, era tutt’altro che estraneo lo stesso Romeo.
Non più tardi del 24 gennaio scorso, sentito come testimone nell’aula bunker del carcere di Rebibbia nel processo Mafia Capitale, Romeo viene infatti incalzato da una significativa domanda del pm Luca Tescaroli: “Che rapporti ha avuto con il sindaco Alemanno?”. “L’ho incontrato una sola volta in vita mia”, rincula lui, specificando che l’occasione era stata la sua partecipazione a un’assemblea dell’Ama, la municipalizzata dei rifiuti, per una nomina in consiglio di amministrazione.
“Diciamo che le cose non stanno esattamente così. Che quel ricordo è un po’ riduttivo”, chiosa una fonte investigativa. Che, insomma, i rapporti con la destra di Romeo, uomo per altro nato a sinistra, fossero più strutturati. Non fosse altro perchè in quegli anni di Alemanno Raffaele Marra è il capo del dipartimento Casa e Romeo è funzionario alle aziende partecipate di cui, nel 2013, Marra sarà  capo.
Una coppia che diventerà  il cerchio magico di Virginia. E, ora, il suo cerchio di fuoco. Anche se questa non è una storia da acrobati.

(da “La Repubblica”)

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PARLAMENTARI E BASE GRILLINA SI RIBELLANO: “BASTA DIFENDERLA, E’ UNA DELINQUENTE SERIALE”

Febbraio 3rd, 2017 Riccardo Fucile

LA UMORISTICA TESI PER CUI LA   POLIZZA SAREBBE UN CASO DI “AMORE NON CORRISPOSTO”… MA LA TESTA PER LEI FINISCE CHE LA PERDERA’ IL MOVIMENTO A FORZA DI LEGGERE CAZZATE… ORA SI TEME L’ACCUSA DI CORRUZIONE E ASSOCIAZIONE A DELINQUERE

La linea resta quella della difesa oltranza. “A spada tratta”,   spiega chi ha parlato con i vertici dei Cinquestelle.
Virginia Raggi sarebbe innocente: non sapeva della polizza stipulata da Salvatore Romeo. Si tratterebbe di un caso di “amore non corrisposto”, una polizza regalata a sua insaputa da un uomo che aveva perso la testa per lei.
È questa la linea tracciata ieri sera nella war room del Movimento, con i capi della comunicazione e Luigi Di Maio in stretto contatto con Beppe Grillo e Davide Casaleggio. L’atto d’amore di un uomo solo che pochi mesi dopo è stato promosso dalla sindaca a capo della sua segreteria politica, con uno stipendio triplicato (ridotto dopo i rilievi dell’Anac, ma comunque rimasto intorno ai 90mila euro).
Tutto questo è sufficiente per fare dire “basta” a gran parte del Movimento, i parlamentari sono sgomenti e arrabbiati.
La tesi dei giornali contro, della macchinazione dei poteri forti, è buona da spacciare nei talk show, ma sempre più difficile da sostenere.
Perfino per chi – come Alessando Di Battista – è stato grande sponsor della sindaca, ma ieri ripeteva: “Deve spiegare, così non la reggiamo”.
Il sangue freddo è mantenuto invece a Milano. “E certo, Davide Casaleggio si crede Dio – sbotta un parlamentare – al di sopra di tutto, anche della legge. Esattamente come Virginia”. Un eletto mette in fila i fatti, poi chiede: “Cos’altro dobbiamo scoprire?”.
Ed ecco i fatti: “L’omissione dello studio Previti nel curriculum con cui ha presentato la sua candidatura, quella sul ruolo di presidente della società  di Gloria Rojo, la segretaria dell’ex ad Ama Panzironi, finito in Mafia Capitale. E ancora il dossieraggio contro il rivale Marcello De Vito, la difesa strenua d Raffaele Marra anche dopo la richiesta di Beppe Grillo di allontanarlo. La promozione di Romeo. Quella di Renato Marra, fratello di Raffaele, a dirigente dell’assessorato al Turismo in barba a qualsiasi norma sul conflitto di interessi, e con un altro vantaggio economico di circa 20mila euro l’anno”.
Malumori serpeggiano anche nella base, come si legge nei commenti in calce al blog di Grillo e al profilo Facebook della sindaca.
“C’è qualcuno che mi può intestare una polizza? – ironizza un’attivista sulla pagina Fb di Raggi – ricambierò con un incarico prestigioso il tutto onestamente”. Le fa eco un’altra sostenitrice: “Ma chi abbiamo eletto? Mi fermo qui altrimenti mi parte l’insulto e non ho nessuna voglia di polemizzare con chi ha ancora voglia di difenderla”.
Le frasi che circolano sulla sindaca in queste ore tra i parlamentari del Movimento vanno da “è una delinquente seriale” a “bisogna farle fare un corso da quelli bravi, almeno così non si faceva scoprire”.
Roberta Lombardi aspetta le scuse di un gruppo che l’ha ostracizzata quando – unica – dopo il dossieraggio su de Vito fatto insieme a Daniele Frongia ed Enrico Stefano ha chiesto: “Cacciamo questi tre”.
Di Maio è turbato, ma segue la linea dei vertici e chiede di mantenere la calma. Roberto Fico, Paola Taverna, Nicola Morra e il fronte che ha smesso di fare sconti a Raggi fin dalla bugia sul caso Muraro rimane silenzioso in attesa di sviluppi giudiziari.
Gli unici che – ha detta di chi ha parlato con il leader – possano costringerlo a un passo che non vuole fare prima delle elezioni politiche. Ma che se scattasse l’accusa di corruzione, o peggio, di voto di scambio e associazione a delinquere, decreterebbe la fine dell’esperienza del Movimento 5 Stelle a Roma. E un serio danno per la corsa al governo del Paese.

(da “La Repubblica”)

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LE MENZOGNE SERIALI DELLA SINDACA CHE NON SA

Febbraio 3rd, 2017 Riccardo Fucile

UNA CATENA DI OMISSIONI E DISSIMULAZIONI IN CUI IL M5S E’ ANNEGATO

Non è dato sapere quanti cittadini romani e quanti italiani in genere siano nella struggente condizione di Virginia Raggi, beneficiari dunque di una polizza sulla vita di un amico, un familiare, un fidanzato o fidanzata, a loro insaputa.
Nè quanti uomini dal cuore grande in quella di Salvatore Romeo, pronto a dividere denari di ignota origine con amici e fidanzate, e a sua insaputa, naturalmente non certo per questo, beneficiati da un invidiabile e fiabesco lieto fine per cui quell’atto di silenziosa generosità  viene compensato con uno stipendio quintuplicato e la consegna delle chiavi del Potere in Campidoglio.
Quel che, al contrario, è certo e resterà  indimenticabile, è il siparietto notturno, di fronte alla porta carraia della Direzione Centrale Anticrimine, con cui, dopo la mezzanotte, con un sorriso da fatina, la sindaca pensa di mandare a nanna i cittadini della città  che amministra – per inciso, la Capitale del Paese – e il resto di Italia che la guarda.
L’interrogatorio è stato, va da sè, “sereno”.
Lei, va da sè, ha “chiarito tutto” e, poichè “a Roma c’è molto lavoro da fare e da portare avanti” e “ci sono indagini in corso”, non c’è tempo, nè è opportuno perdere quei cinque, dieci minuti, per rispondere una volta per tutte a quelle due o tre domande sul suo conflitto di interesse.
Quello grande come un macigno che la accompagna dal primo giorno dell’insediamento. Che l’ha impiccata a due figuri come Raffaele Marra e Salvatore Romeo (“gli amici al bar”) e ai loro non luminosi destini.
Che le è costata l’accusa di abuso di ufficio e falso ideologico. E che, detto per inciso, da otto mesi, tiene in ostaggio Roma e la gestione della cosa pubblica, costrette al coma farmacologico.
Ora, basterebbe questa mattina leggere con attenzione su Repubblica le parole di Alessandra Bonaccorsi, ex fidanzata di Salvatore Romeo, a sua volta beneficiata nel 2013 dalla stessa polizza vita dell’uomo dal cuore grande, per scoprire che il nostro amava informare della sua premura.
E, dunque, liquidare le parole della sindaca fatina per quel che sono. L’ennesima menzogna. Interrogandosi, contestualmente, sulla sinistra mimica facciale, sullo straniante e scisso tono della voce, con cui quelle menzogne vengono da mesi proposte all’opinione pubblica, prima ancora che al Movimento che della “trasparenza” ha fatto la sua bandiera.
Come ogni bugiardo seriale – dal caso Minenna-Ranieri, a quello Muraro e Marra – la Raggi è condannata a espungere sistematicamente la verità  dei fatti dal suo discorso pubblico, perchè se pronunciata, la verità  avrebbe l’effetto di illuminare d’incanto la catena di omissioni, dissimulazioni in cui l’avventura Cinque Stelle in Campidoglio è stata annegata.
Un prezzo che la Raggi e chi le è rimasto intorno non possono pagare. Per convenienza politica di bottega. Per paura. Per ignavia militante.
Vedremo nelle prossime ore il responso che il Vate del Movimento vorrà  dare all’ennesimo twist del caso Raggi.
Ma quel sorriso sinistro di ieri notte, la mimica del corpo, a Beppe Grillo, che è animale da palcoscenico, dovrebbero suggerire che la faccenda si fa di ora in ora più seria. E, per certi aspetti, drammatica.
Ormai persino a prescindere dal codice penale.
La Raggi non lascerà  il Campidoglio per nessuna ragione al mondo. O, almeno, non lo farà  di sua spontanea volontà .
Perchè sa quale buio la attende il giorno in cui dovesse richiudersi per sempre alle spalle la porta dell’ufficio con l’affaccio sul più bel panorama del mondo. Di più.
Se costretta dalla sfiducia del Movimento, la Raggi trascinerà  dietro di sè i suoi carnefici politici.
Va da sè, con un sorriso. “Good night” e “good luck”, buonanotte e buona fortuna, al Movimento Cinque Stelle.
E, naturalmente, a Roma.

(da “La Repubblica”)

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RAGGI E LA POLIZZA “A SUA INSAPUTA”: “NON PENSO A DIMISSIONI”

Febbraio 3rd, 2017 Riccardo Fucile

E GRILLO SEMPRE PIU’ COMICO: “AMMINISTRAZIONE CORAGGIOSA”

“Mi sento ancora nel Movimento e non penso affatto alle dimissioni”. Così la sindaca di Roma Virginia Raggi uscendo di casa il giorno dopo l’interrogatorio fiume davanti ai magistrati nell’ambito dell’inchiesta sulla nomina del fratello di Raffaele Marra, ex capo del personale del Campidoglio, che la vede indagata per falso e abuso e la scoperta della polizza assicurativa sulla vita intestata alla sindaca da Salvatore Romeo, il suo ex capo segreteria.
“Se ho la fiducia del M5s? Direi di si”, ha aggiunto Raggi al suo arrivo in Comune   “Se sono pronta ad essere sfiduciata? Non è un ipotesi reale”.
La sindaca ha spiegato di aver sentito Beppe Grillo e a una domanda su cosa le avesse detto ha risposto scherzando: “Che ha fatto polize per tutti”. “La polizza? Non ne sapevo nulla, queste polizze possono essere fatte senza informare il beneficiario, non devono essere controfirmate”, ha spiegato Raggi.
A chi le chiedeva se si sentisse come l’ex ministro Scajola per la polizza a “sua insaputa” Raggi ha detto: “queste polizze posso essere fatte senza che il beneficiario lo sappia”.
Intanto , l’ex capo della segreteria politica di Virginia Raggi Salvatore Romeo si trincera dietro il silenzio. Romeo, che avrebbe intestato una polizza vita da 30 mila euro alla futura prima cittadina nel gennaio 2016, quando lei era tra i candidati M5S, ha risposto all’Ansa con una frase secca: “Per ora non parlo, sto organizzando una difesa”.
Intanto fonti vicine alla sindaca fanno sapere che l’interrogatorio di ieri ha riguardato esclusivamente i due capi di imputazione, per cui è indagata (falso e abuso d’ufficio per la nomina di Renato Marra a capo della Direzione Turismo del Campidoglio). Sollecitata sulla questione della polizza stipulata da Romeo la Raggi si sarebbe limitata a rispondere “non ne so nulla”.
Intanto questa mattina sul blog di Beppe Grillo non compare ancora alcun riferimento diretto alle ultime vicende della sindaca di Roma. Ma in uno dei due post con cui è stata aggiornata l’home page questa mattina non sfugge il sostegno alla prima cittadina della Capitale.
Quella di Virginia Raggi viene definita “un’amministrazione coraggiosa”.

(da “La Repubblica”)

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CONCLUSO L’INTERROGATORIO DELLA RAGGI, E’ DURATO QUASI NOVE ORE

Febbraio 3rd, 2017 Riccardo Fucile

LA BASE: “ORA BASTA, ALTRIMENTI DIVENTIAMO MOVIMENTO CINQUERAGGI INVECE CHE CINQUESTELLE”

Un interrogatorio fiume durato più di otto ore e mezza in un ufficio di periferia della polizia. In mezzo le rivelazioni sulla polizza vita accesa dal suo ex braccio destro, poi promosso con stipendio triplicato.
Per Virginia Raggi quella di oggi è stata probabilmente la giornata più lunga da quando è stata eletta in Campidoglio. E non solo perchè dalle ore 14 ha risposto alle domande del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del sostituto Francesco Dall’Olio. Negli uffici del Polo investigativo della polizia sulla Tuscolana, nella periferia di Roma, i due pm hanno interrogato per quasi nove ore di fila la sindaca sulla nomina alla vertice del dipartimento Turismo di Renato Marra, fratello dell’ex capo del personale del Campidoglio, Raffaele. Una vicenda che ha portato Raggi ad essere indagata per falso e abuso d’ufficio.
Alla prima cittadina, però, i magistrati hanno fatto anche altre domande.
Per esempio hanno chiesto cosa sapeva della polizza sulla vita accesa da Salvatore Romeo e a lei intestata nel gennaio del 2016, quando era solo una consigliera comunale del M5s.
Sei mesi dopo Raggi sarebbe stata eletta sindaca, promuovendo subito Romeo al vertice della sua segreteria con uno stipendio triplicato: da 39mila a 110 mila euro. Cifra poi diminuita a 93mila euro lordi all’anno dopo l’intervento dell’Anac di Raffaele Cantone, mentre Romeo lascerà  l’incarico di capo della segreteria di Raggi soltanto il 17 dicembre 2016 dopo l’arresto dell’amico Raffaele Marra.
Proprio la notizia sulla polizza ha infiammato il clima all’interno del Movimento 5 Stelle. “I rapporti tra Virginia Raggi e Salvatore Romeo? “Dovete chiedere ai diretti interessati”, ha detto Marcello De Vito, il presidente dell’Assemblea capitolina che così ha risposto a chi gli chiedeva dei rapporti tra la sindaca e il suo ex capo della segreteria politica.
De Vito ha spiegato di non sapere “assolutamente nulla” della polizza, mentre alla domanda sulla possibile esistenza di un dossier per screditarlo ad opera di una parte di M5S, il presidente dell’Assemblea capitolina ha risposto: “Io penso alla tutela del M5S e a fare il mio ruolo come ho fatto in questi mesi e come farò anche domani”.
All’oscuro sull’esistenza dell’assicurazione sono anche due consiglieri comunali del M5s a Roma. “Vedremo quello che succederà  e poi faremo le valutazioni. Della polizza non so nulla”, dice il capogruppo grillino in Campidoglio, Paolo Ferrara. “Verificheremo, non ne so nulla. Stiamo lavorando e c’è tantissimo da fare, i consiglieri non possono fare l’ispettore Derrick e notare i rapporti tra le persone”, commenta il consigliere comunale Pietro Calabrese. Di tenore diverso, invece, il commento del deputato Andrea Colletti che su facebook posta l’articolo con la notizia della polizza e scrive: “Su questo non dovrebbe riferire solo al Pm — qualora fosse vero — ma a tutti noi”.
La vicenda dell’assicurazione sulla vita, in pratica, rischia di essere l’ultima goccia nei rapporti tra la prima cittadina e alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle, che sarebbero pronti a chiedere l’intervento di Beppe Grillo sulla questione.
Secondo l’agenzia Adnkronos, infatti, il gruppo degli “ortodossi” pentastellati sono pronti a chiedere un intervento del Garante, ovvero di Grillo, “a tutela dell’immagine del Movimento”.
“Grillo interverrà  ma se non dovesse farlo a breve, gli chiederemo un intervento senza se e senza ma, ne va del futuro del Movimento”, dicono all’agenzia di stampa le stesse persone che si erano schierati contro la prima cittadina già  dopo l’arresto di Raffaele Marra.
“Altrimenti, se si tira dritto anche stavolta — afferma una deputata romana — questo diventa davvero il Movimento 5 Raggi, altro che stelle”.
Sempre secondo la stessa agenzia, tra l’altro, Grillo e Davide Casaleggio avrebbero contattato legali, per comprendere i risvolti giudiziari di questa nuova vicenda, ma anche esperti, per capire meccanismi e funzionalità  delle polizze assicurative che sarebbero state intestate a sindaca ed altri esponenti M5S.
All’attacco ovviamente gli esponenti del Pd, che hanno addirittura coniato l’hashtag #polizzadiscambio per commentare la vicenda.
“Penso sia proprio il caso di cominciare a dire un po’ di verità  sulla cricca Raggi Marra Romeo #polizzadiscambio”, scrive su twitter la deputata Alessia Morani, mentre Alessia Rotta, sullo stesso social network, chiama in causa i big pentastellati:”Su Raggi e Romeo e la loro #Polizzadiscambio niente da dire Di Maio e Di Battista? Beppe ha il telefono staccato? Ah già , è #omertà omertà ”.
Matteo Orfini, invece, mette nel mirino i vertici del Movimento “Aumentano le vicende da spiegare ma Raggi scappa dal confronto — dice il presidente del Pd — non chiarisce nulla e nel frattempo la città  è bloccata e paralizzata, un disastro amministrativo. Siamo di fronte a una situazione abbastanza diffusa, questo rapporto discutibile tra Raggi e la destra peggiore della città  la stiamo denunciando già  dalla campagna, da Muraro a Marra abbiamo segnalato tutto e siamo sempre stati insultati. Non solo la sindaca però, perchè chi ha coperto Raggi, da Beppe Grillo in giù, è corresponsabile di questa situazione”

(da “il Fatto Quotidiano”)

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RAGGI ANCORA SOTTO INTERROGATORIO, GLI ORTODOSSI CHIEDONO A GRILLO LA SUA SOSPENSIONE

Febbraio 2nd, 2017 Riccardo Fucile

IL CASO POLIZZE DI ROMEO FA ESPLODERE IL M5S, ISCRITTI FURIOSI, GRILLO E CASALEGGIO PRENDONO TEMPO

Un interrogatorio fiume con colpo di scena. Proprio mentre il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il sostituito Francesco Dall’Olio pongono a Virginia Raggi una domanda dopo l’altra, in quanto indagata per abuso d’ufficio e falso nell’ambito delle nomine, si viene a sapere, grazie a un articolo dell’Espresso, che la Procura sta facendo chiarezza anche su una polizza vita a favore del sindaco di Roma stipulata dal fedelissimo Salvatore Romeo nel gennaio 2016.
Si tratta di un investimento di 30mila euro di cui Raggi ha beneficiato. Qualche mese dopo, ad agosto, Romeo viene promosso capo della segreteria e il suo stipendio viene triplicato
Convocata dalla Procura, non in Tribunale ma negli uffici della polizia al Polo Tuscolano nella speranza di tenere lontani taccuini e telecamere, Raggi si ritrova a dover rispondere non solo sulla nomina a capo del dipartimento Turismo del fratello di Raffaele Marra, ex braccio destro del sindaco ora in carcere, ma anche della polizza vita che le è stata regalata dall’altro suo fedelissimo, che Grillo ha voluto che venisse allontanato subito dopo l’arresto di Marra. L’argomento della polizza è stato oggetto di domanda ma non di contestazione
Attorno al sindaco di Roma c’è quindi un grande caso giudiziario ma c’è anche un enorme caso politico.
Non è stata ancora chiusa la vicenda sul presunto dossier redatto da Raggi, insieme a Daniele Frongia ed Enrico Stefà no, per far fuori Marcello De Vito dalle comunarie, che ora Beppe Grillo si trova a fare i conti con questa nuova storia. I più ortodossi chiedono al leader M5S di accelerare, anzi vorrebbero che fosse Grillo stesso a prendere in mano la situazione e a tutelare l’immagine del Movimento sospendendola da M5S nell’attesa che il sindaco chiarisca i fatti che le vengono contestati. “Altrimenti – afferma una deputata romana all’Adnkronos – questo diventa davvero il ‘Movimento 5 Raggi’ altrochè che stelle”. E se la sindaca dovesse sostenere di essere all’oscuro della presunta polizza a suo favore? “Intestata a sua insaputa? No, grazie. Non ci stiamo a fare gli Scajola di turno”.
In tanti, nelle chat interne dei deputati e dei senatori, si chiedono se Raggi abbia preso nuovamente in giro Grillo e se era a conoscenza del fatto che la Procura, come scrive L’Espresso, stesse indagando anche sulle polizze e quindi se lo ha tenuto nascosto o meno al leader. In Campidoglio, i consiglieri sembrano scioccati.
L’assessore Paolo Berdini, a domanda precisa, risponde: “Questo non me lo potete chiedere”. Il presidente dell’assemblea capitolina De Vito, amareggiato senza dubbio dalla lettura delle chat della Raggi contro di lui, dice che non ne sapeva nulla e di “chiedere ai diretti interessati”.
Anche il capogruppo Paolo Ferrara ne era all’oscuro: “Di questo non so nulla. Vedremo quello che succederà  e poi faremo le valutazioni”.
I contatti tra Grillo e Davide Casaleggio, sulla linea Genova-Milano, sono frenetici. Si attende cosa scriverà  Virginia Raggi su Facebook e come e se chiarirà  la vicenda della polizza.
Al momento le strade che i vertici del partito stanno vagliando sono due: o dire che Romeo è già  stato allontanato e che il Campidoglio ha intrapreso un nuovo corso oppure sottoporre il caso al giudizio della Rete ed eventualmente sospendere il sindaco.
Se Grillo dovesse decidere per la prima via, la guerra interna che gli ortodossi scateneranno sarà  senza esclusione di colpi.
Intanto i vertici del Movimento hanno contattato legali, per comprendere i risvolti giudiziari di questa nuova vicenda, ma anche esperti, per capire meccanismi e funzionalità  delle polizze assicurative che sarebbero state intestate a sindaca ed altri esponenti M5S.
Cercano quindi una via d’uscita ma la tensione resta alta, anche perchè i ‘duri e puri’ del M5S sono pronti a dare battaglia, indipendentemente dalla difesa portata avanti della prima cittadina.

(da “Huffingtonpost”)

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SCOPPIA LA BOMBA: UNA POLIZZA DA 30.000 EURO PER LA RAGGI, IL REGALO DI ROMEO ALLA CANDIDATA SINDACA. E QUALCHE MESE DOPO LA RAGGI LO PROMUOVE TRIPLICANDOGLI LO STIPENDIO

Febbraio 2nd, 2017 Riccardo Fucile

LA PROCURA INDAGA SU ALTRE POLIZZE A FAVORE DI DIRIGENTI GRILLINI… LA GIUNTA ORA RISCHIA DI ESSERE TRAVOLTA

Salvatore Romeo, il fedelissimo di Virginia Raggi diventato capo della segreteria della sindaca lo scorso agosto, nel gennaio del 2016 è andato dal suo promotore finanziario e gli ha indicato un nuovo beneficiario per alcune polizze vita da lui sottoscritte qualche tempo prima, con un investimento di 30 mila euro.
Nome e cognome del fortunato: “Virginia Raggi”.
Qualche mese dopo la strana operazione finanziaria (le polizze vita in genere vengono fatte a favore di parenti, mogli e figli) è proprio la Raggi, diventata da poco sindaca di Roma, a promuovere Romeo triplicandogli lo stipendio.
La connection della polizza da 30 mila euro, scoperta dagli inquirenti che stanno indagando sulle nomine della sindaca grillina e che L’Espresso è in grado di rivelare, rischia ora di precipitare la Raggi e il suo pupillo in un nuovo, e più profondo, abisso. Politico e giudiziario.
Perchè evidenzia come la procedura borderline con cui Romeo è stato nominato segretario del primo cittadino (il funzionario capitolino, con uno stipendio da 39 mila euro lordi l’anno, si è prima messo in aspettativa e poi è stato riassunto dall’amica a 110 mila euro l’anno, scesi a 93 dopo polemiche di fuoco e l’intervento dell’Anac di Raffaele Cantone) si è realizzata in presenza di pregressi legami economici tra la sindaca e il suo collaboratore.
Così, dopo l’accertamento patrimoniale effettuato dalla polizia, sia Romeo, su la cui nomina i pm indagano da mesi, sia la sindaca, che finora è indagata per abuso d’ufficio e falso solo per la vicenda della nomina del fratello di Raffaele Marra a capo del dipartimento per il Turismo, rischiano di vedersi improvvisamente aprire un nuovo, e più pericoloso, fronte giudiziario.
Il do ut des, se non spiegato da giustificazioni plausibili, rischia di portare a contestazioni molto più gravi dell’abuso d’ufficio.
«Come mai Romeo, dimessosi dopo gli arresti di Marra a metà  dicembre, ha immobilizzato 30 mila euro in una polizza vita, la cui beneficiaria è Virginia Raggi?», si chiedono da qualche giorno gli inquirenti dopo aver avuto accesso ai documenti bancari del funzionario grillino.
Difficile, per ora, dare una risposta esauriente alla curiosa operazione finanziaria. Anche perchè Romeo non ha investito denari solo nella polizza vita di cui è beneficiaria la sindaca: dal 2013 in poi, da quando si è reinventato un’attivista del Movimento Cinque Stelle diventando riferimento imprescindibile della Raggi e dell’assessore (ed ex vicesindaco) Daniele Frongia, Romeo ha investito circa 100 mila euro su una decine di polizze vita.
I cui beneficiari, ancora una volta, non sono parenti e cugini, ma altri soggetti. Tra cui politici e altri attivisti del movimento: tra i beneficiari delle polizze di Romeo ci sono, per esempio, tal Andrea Castiglione (online c’è un omonimo che animava nel 2013 il meet up del M5S del comune di Fonte Nuova, a due passi da Roma), un consigliere grillino del VII Municipio e tale Alessandra Bonaccorsi. Il sospetto è che possa trattarsi dell’ex consigliere VIII Municipio eletta nel M5S che a febbraio 2016, prima del voto alle comunali, è passata con la Lista Marchini.
I magistrati romani stanno adesso cercando di capire la struttura dei business finanziari di Romeo (che non risulta sia ricco di famiglia), se i soldi fossero davvero i suoi o fossero investimenti fatti per conto terzi, oltre a studiare le clausole delle polizze in merito ai beneficiari.
Secondo ipotesi di scuola che circolano tra chi è vicino al dossier, ma che restano ancora tutta da verificare, gli investimenti in polizze potrebbero nascondere tentativi di infiltrare e condizionare le “comunarie” organizzate dal Movimento Cinque Stelle che individuarono il candidato sindaco di Roma.
Comunarie che Virginia Raggi vinse con 1.764 voti, superando Marcello De Vito, secondo classificato, di poche centinaia di preferenze.
Primarie grilline, va ricordato, che come ha già  scritto l’Espresso lo scorso dicembre furono pesantemente inquinate dal dossier fasullo presentato da Raggi e Frongia contro Marcello De Vito.
Una macchina del fango guidata da mani esperte (secondo Roberta Lombardi dietro il dossier che screditò De Vito potrebbe addirittura esserci dietro Marra, per adesso la procura ha aperto un fascicolo senza iscrivere nessuno) che azzoppò la candidatura dell’attuale presidente del consiglio capitolino lanciando quella della Raggi.
In quest’ottica tornano di moda le parole di Carla Raineri, ex capo di gabinetto silurato dalla Raggi e nemica giurata dei dioscuri Romeo e Marra, che qualche settimana fa ha detto sibillina: «Marra e Romeo hanno portato una montagna di voti alla Raggi, poi sono passati all’incasso, come avviene in questi casi. Però, forse, la questione non si limita solo a questo. Ho la sensazione che ci sia anche di più».
Possibile che la sindaca non sapesse che Romeo la aveva fatta beneficiaria di una polizza vita da 30 mila euro?
Non lo sappiamo, e non sappiamo ancora se la procura ha contestato durante l’interrogatorio la questione delle polizze.
È certo però che il legame tra i due fedelissimi Romeo-Marra e la sindaca è rimasto indissolubile per mesi. Contro tutto e contro tutti.
Virginia ha scavato la sua fossa politica (e giudiziaria) dallo scorso settembre, da quando ha difeso Marra a spada tratta di fronte alle inchieste dell’Espresso , che evidenziavano i favori economici ottenuti dall’ex dirigente di Alemanno dal costruttore Sergio Scarpellini, un’inchiesta giornalistica che ha poi portato a quella giudiziaria e all’arresto di entrambi lo scorso dicembre.
La Raggi ha poi protetto Romeo con la stessa veemenza. Tanto che molti hanno ipotizzato che dietro il rapporto strettissimo ci fossero ricatti indicibili.
Tra la vicenda Marra e quella della polizza vita a suo favore, la partita di Virginia e dell’intero Movimento Cinque Stelle è alla stretta finale.
Le bugie dette sono troppe, le spaccature interne non più risanabili.
Si vedrà  se Beppe Grillo avrà  ancora la forza e la voglia di difendere la sua sindaca, o se la abbandonerà  al suo destino.

Emiliano Fittipaldi
(da “L’Espresso”)

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