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BEPPE GRILLO, LE FIRME FALSE A PALERMO E IL POLIZIOTTO DELLA DIGOS AMICO CHE HA CURATO LE INDAGINI

Ottobre 31st, 2016 Riccardo Fucile

IL SERVIZIO DELLE IENE SVELA I RAPPORTI TRA GIOVANNI PAMPILLONIA E I CINQUESTELLE… UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE ACCUSA: “ECCO PERCHE’ IN UN PRIMO TEMPO E’ STATO TUTTO ARCHIVIATO”

Si chiama Giovanni Pampillonia, viene presentato come un poliziotto della Digos e secondo il servizio andato in onda alle Iene ieri sera avrebbe un rapporto speciale con Beppe Grillo, tanto da averlo accompagnato al mercato di Palermo durante Italia5Stelle oltre ad aver fatto da scorta a Virginia Raggi durante la comparsata alla manifestazione palermitana.
Sarebbe anche cugino di secondo grado di Francesco Menallo, candidato con i 5 Stelle all’epoca della candidatura alle amministrative di Palermo con Riccardo Nuti sindaco.
E la sua storia si va naturalmente a incrociare con quella delle firme false a 5 Stelle, rivelato da un servizio delle Iene e che è scoppiato in mano ai grillini dopo l’intervento di Grillo che sul blog ha ringraziato le Iene e il professor Vincenzo Pintagro, che ha contribuito a far scoppiare il caso.
Le Iene citano poi un’interrogazione in Senato presentata dal famigerato senatore Bartolomeo Pepe. Questo si scrive nell’interrogazione:
A denunciare l’increscioso accaduto alla Digos fu un attivista di cui si ignorerebbero le generalità . In seno alle indagini, venne convocato il professor Vincenzo Pintagro, militante della prima ora del M5S, indicato dal querelante come testimone dei fatti contestati ad un deputato in carica del Movimento 5 Stelle e a Samanta Busalacchi, dipendente di segreteria del M5S presso l’Assemblea regionale siciliana; l’indagine, da quel che è dato sapere, venne archiviata per assenza di prove. D’altronde, i moduli della lista con le firme originali sono stati rinvenuti solo in tempi recenti. Ma una nuova traccia significativa, a parere dell’interrogante, emerge dalla segnalazione anonima pervenuta al programma televisivo: le indagini furono condotte da agenti di Polizia in amicizia con due politici in carica del Movimento 5 Stelle.
In particolare, si annovera il commissario della Digos di cui, nel documento inviato, non si ricordano le generalità  ma si riporta la descrizione fisica: alto, con naso lungo, irregolarità  nei tratti del volto e la somiglianza all’attore Antonio De Curtis, in arte Totò.
Tale descrizione potrebbe essere associata, secondo indiscrezioni di stampa al commissario G.P., ex dirigente della Digos di Trapani, dal 2009 stabile presso gli uffici della Digos di Palermo, presente anche durante la manifestazione “Italia 5 Stelle” che si è svolta nel capoluogo della regione nel mese di settembre, e individuato nel cordone di protezione al sindaco di Roma Virginia Raggi, ripreso nelle immagini balzate agli onori della cronaca per le violenze esercitate dagli attivisti del M5S contro i giornalisti presenti all’evento.
Inoltre, subito dopo la deposizione presso gli uffici della Digos, il professor Vincenzo Pintagro ha dichiarato di essere stato raggiunto telefonicamente da alcuni militanti del M5S di Palermo venuti immediatamente a conoscenza della sua testimonianza, presumibilmente in violazione del segreto d’ufficio e professionale ai sensi dell’art. 622 del codice penale;
Secondo l’accusa nel 2012, come racconta il professor Francesco Pintagro, candidato a Palermo, le liste per raccogliere le firme necessarie alle presentazione della candidatura di Riccardo Nuti detto Il Grillo a sindaco della città  contengono un errore formale: la data di nascita di uno dei candidati dice che è nato a Palermo e invece è nato a Corleone.
Nel M5S — in quello che Grillo chiamerà  “dramma dell’ignoranza” — se ne accorgono e decidono di ricopiare le firme su moduli corretti; Pintagro all’epoca protesta, poi la storia si chiude lì finchè nel 2013 qualcuno non segnala tutto alla procura: la Digos indaga, sente il professore e archivia tutto.
Per una ragione: non si trova il foglio con le firme e il luogo di nascita sbagliato del candidato.
A settembre, però, e guarda caso proprio quando stanno per partire le Comunarie per la scelta del candidato, arriva una nuova segnalazione in procura stavolta corredata del foglio. Non solo.
L’anonimo segnalatore (o gli anonimi segnalatori) avverte anche le Iene, che a settembre si mettono alla ricerca dei parlamentari all’epoca protagonisti per chiedere un commento: Claudia Mannino, Samantha Busalacchi e Riccardo Nuti si negano alle telecamere del programma; intanto l’accesso agli atti va a buon fine e nella seconda puntata dell’inchiesta di Filippo Roma vengono ascoltati due periti del tribunale di Milano che certificano la falsità  del foglio presentato dai 5 Stelle.
A questo punto Mannino e Nuti annunciano querele nei confronti del professor Pintagro, ma Beppe Grillo sul blog pubblica un post nel quale ringrazia le Iene e chi ha denunciato il caso e annuncia provvedimenti disciplinari nei confronti degli eventuali colpevoli.
Il caso scoppia, per coincidenza, proprio mentre si stava avviando la procedura delle comunarie per scegliere il candidato sindaco in città .
E si annunciavano particolarmente interessanti visto che a contendersi la candidatura a sindaco erano due correnti palermitane molto forti e un outsider che avrebbe potuto sparigliare il tavolo grazie alla sua popolarità .
Questa inchiesta arriva proprio nel momento cruciale, ovvero quando ci si misura con il voto degli attivisti e dopo una vigilia tormentata, con accuse e tentativi di eliminare qualcuno in corsa.

(da “NextQuotidiano“)

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“SULLA MAGNITUDO CI RACCONTANO FAVOLETTE”: INTERVISTA ALLA SENATRICE CHE IMBARAZZA IL M5S

Ottobre 31st, 2016 Riccardo Fucile

ENZA BLUNDO, PER PROTESTA CONTRO IL MOVIMENTO CHE L’HA SCARICATA, HA SOSPESO LA RENDICONTAZIONE: “SE CERCANO UN MOTIVO PER CACCIARMI GLIELO DO”

«Mi sono stufata di questo comportamento del gruppo, che non prende posizione. Ho sospeso la rendicontazione e se non mi riconfermano me ne vado».
Chiede scusa pubblicamente per il post sul presunto declassamento del sisma di Norcia per non risarcire i danneggiati (“parole dettate dall’emotività ” verga su Facebook) ma non arretra di un millimetro sulle presunte cospirazioni dietro la rilevazione dei terremoti («se vogliamo continuare a credere alle favolette…»).
La senatrice Enza Blundo non è nuova alle gaffe: le sue sortite imbarazzano il Movimento cinque stelle e all’Aquila, dove abita, uno dei meet up chiede da tempo la sua testa.
Ad agosto, ad esempio, dopo l’arresto per ‘ndrangheta del parlamentare Stefano Caridi, cinguettò di essere “in attesa di consegnare tutti gli altri corrotti a partire da Zanda”, il capogruppo Pd.
Polemiche, accuse, e anche in quel caso tweet cancellato.
In occasione del ddl Cirinnà  dal M5S le diedero dell’omofoba per alcuni emendamenti poi ritirati. Maestra di scuola elementare, appena eletta in Parlamento inciampò sul numero dei deputati: “Cinque o seicento”.
L’hanno ricoperta di critiche per quel post sul sisma declassato per ragioni economiche. Anche il Movimento ha preso le distanze…
«C’è stato un linciaggio mediatico. Per una piccola cosa che uno posta ritenuta sbagliata ti sottopongono a questo tipo di attacchi mediatici, quando posti cose importanti che hai fatto non ti si fila nessuno: questa è la rete».
Ma che si trattasse di una bufala era già  emerso dopo il terremoto di Amatrice.
«Non ci avevo fatto caso, ero impegnata su altro… Ci sono momenti in cui le situazioni di tensione emotiva, rabbia e indignazione sono talmente tanto pressanti che sbotti e non ti controlli più».
Lei è una senatrice e per di più aquilana: non dovrebbero essere due motivi ulteriori per mostrare calma e sangue freddo quando si parla di terremoti?
«Ero nella mia casa al sesto piano nella frazione di Pettino e 7.1 di magnitudo mi sembrava abbastanza credibile. Poi sento che dicono 6.1. Premesso che so per certo che all’Aquila non era 5.8, mi sono detta: “Più evidente di così!”. E ho scritto quel post».
L’Ingv ha spiegato le motivazioni per cui possono cambiare i numeri.
«Loro diranno quello che vogliono… Dopo due ore hanno cambiato la registrazione, quando sul sito scrivono che entro 15 minuti sono in grado di dare la precisa individuazione della scossa e del grado. A distanza di chilometri e chilometri dall’epicentro, hanno registrato subito la magnitudine e non l’hanno mai cambiata. Come mai? Se poi vogliamo continuare a credere alle favolette, crediamoci…».
Le sue parole sono in ogni caso parse fuori luogo.
«Riconosco il mio errore e che spesso ci sono momenti in cui reagisco per emotività ».
A luglio dopo l’arresto per ‘ndrangheta del senatore Caridi, diede a Zanda del corrotto…
«Mi riferivo a lui come capogruppo Pd e non come persona, anche se era equivocabile».
È comunque un’accusa grave in assenza di prove…
«Quante volte hanno insultato Berlusconi e nessuno ha mai fatto tutte ‘ste commedie? Il Pd fa presto a fare questo tipo di sollevamenti, si arrabbiano perchè dicono che li denigriamo. E quando Zanda ci ha accusato di essere incompetenti? E quante volte hanno attaccato i nostri capigruppo Crimi o Gaetti?».
Anche il M5S ha preso le distanze da lei. Si sente scaricata?
«Ho chiamato la comunicazione del Senato ma Rocco (Casalino, ndr) non mi ha risposto. Ho parlato con una sua collega e loro mi hanno detto “non ti preoccupare, ci pensiamo noi”. Poi si sono dissociati perchè hanno visto che la cosa danneggiava il Movimento e mi hanno chiesto di togliere anche il tweet».
A L’Aquila uno dei meet up chiede da tempo la sua testa. Ora la cacceranno?
«Non lo so, lo voglio capire anch’io. Voglio vederci chiaro, tanto che ho sospeso la rendicontazione che dovevo concludere ieri. Voglio vedere che intendono fare e capire con chiarezza come la pensano. Se vogliono dei motivi per cacciarmi, glieli do. Mi sono stufata di questo comportamento del gruppo che non prende posizione. Mi sono rotta le scatole di lavorare tanto senza essere riconosciuta nel lavoro che faccio e poi essere attaccata appena inciampo. Quindi o mi riconfermano o me ne vado».

Paolo Fantauzzi
(da “L’Espresso”)

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UN ALTRO POST INFAME DI UNA GRILLINA: “RAI CAMBIA LA MAGNITUDO PER INTERESSI ECONOMICI DEL GOVERNO”

Ottobre 30th, 2016 Riccardo Fucile

PIOGGIA DI CRITICHE E INSULTI, ALLA FINE LO CAMBIA… IL PARTITO: “NON CI RAPPRESENTA”… MA IN PARLAMENTO QUESTI ELEMENTI LI AVETE PORTATI VOI

Non era passata nemmeno un’ora dalla fortissima scossa che ha colpito il Centro Italia, vicino a Norcia, che la grillina Enza Blundo ha deciso di parlare e di dar voce alla teoria complottista secondo cui le autorità  ‘guidano’ la magnitudo dichiarata di un sisma per non risarcire le vittime.
“Il Tg1 apre dichiarando una scossa di 7.1 e poi la declassa a 6.1! Ancora menzogne per interessi economici del governo”, scrive la Blundo come dimostra questo screenshot.
Poi Blundo deve essersi resa conto di ciò che aveva detto, e ha cambiato il suo post aggiungendo anche la solidarietà  con le popolazioni colpite, che è diventato: “Il Tg1 apre dichiarando una scossa di 7.1 e poi la declassa a 6.1! Quello che mi preoccupa è la finzione mediatica, perchè può fare danni maggiori del sisma stesso! Massima solidarietà  e vicinanza per tutti coloro che sono stati danneggiati”.
Va ricordato che, riguardo alla teoria che la magnitudo viene abbassata per ridurre i costi economici per il governo e che fa riferimento a un decreto varato da Monti nel 2012, i risarcimenti non vengono calcolati sulla magnitudo (scala Richter) ma sui danni (scala Mercalli).
Le parole della senatrice Blundo hanno sollevato reazioni nel mondo politico e sui social.
Oltre alla pioggia di critiche è arrivata anche una presa di distanza da parte dei pentastellati.
“Il post pubblicato dalla senatrice Enza Blundo non rappresenta in alcun modo il pensiero dei gruppi parlamentari M5S di Camera e Senato e dell’intero Movimento”, hanno fatto sapere i capigruppo M5S di Camera e Senato Giulia Grillo e Luigi Gaetti.   “A seguito del violento terremoto che stamane ha colpito nuovamente il centro Italia, ribadiamo la nostra vicinanza alle persone colpite e sentiamo con forza il senso di responsabilità  a cui tutti siamo chiamati”, hanno aggiunto Grullo e Gaetti.
Esposito: “Neanche dramma ferma follia senatrice m5s”.  
“Ma neanche il dramma di migliaia di nostri concittadini ferma la follia di questa senatrice del #m5s basta basta basta”. Lo scrive su twitter il senatore pd   Stefano Esposito, commentando il post.
Bonaccini: “Si vergogni”: “Blundo senatrice m5s si vergogni di tale indecenza. In Emilia danni case e imprese risarciti al 100% e terremoti del 2012 furono 5.9 E 5.8”, ha scritto su Twitter Stefano Bonaccini, presidente Regione Emilia Romagna
Marcucci: “Fandonie e cattivo gusto”.
Dello stesso tenore anche la dichiarazione a caldo del senatore Pd Andrea Marcucci: “Sono parole vergognose quelle scritte dalla senatrice Enza Blundo, a pochi minuti di distanza da una scossa violentissima di terremoto.Per la seconda volta un parlamentare m5s si distingue per le fandonie ed il cattivo gusto, commentando a caldo una tragedia”.
Tidei (Pd):”Strumentalizazione senza limiti”.
Sdegnata la reazione della deputata del Pd, Marietta Tidei. “La senatrice parla di terremoti addomesticati per non risarcire i danneggiati al 100%: la strumentalizzazione dei 5 Stelle non conosce limiti neppure di fronte al dolore delle popolazioni che stamattina si sono risvegliate in un nuovo incubo dopo quello degli scorsi giorni”.
Mentana: “Non speculiamo sulla pelle della gente”.
“Purtroppo puntuale è ricominciato il balletto sulla magnitudo “abbassata ad arte per non risarcire” – scrive su Facebook Enrico Mentana, direttore del tg di La7 -. Bufala già  smontata qui dopo il terremoto del 24 agosto. Non speculiamo sulla pelle della gente, per favore. Spiace vedere che ci è cascata anche una senatrice, Enza Blundo del M5S. Crollano meraviglie della nostra storia, si temono perdite umane, centinaia di migliaia di persone non dormiranno più a casa loro per chissà  quanto tempo. Le fesserie possono attendere, se proprio non si riesce a farne a meno”.
Ascani (Pd): “Porta rispetto”.
“Cancella questo tweet e porta rispetto alla nostra terra e alla nostra gente”, scrive la deputata Pd Anna Ascani.
Chi è.
Enza Bludo, maestra elementare di 52 anni, è nata a Castel di Sangro ed è stata eletta senatrice nelle liste del Movimento 5 Stelle nel 2013. In passato è già  stata protagonista di episodi controversi: nello scorso agosto, pochi minuti dopo il voto con cui l’Aula di Palazzo Madama aveva deciso di dare il via libera all’arresto del senatore Stefano Caridi di Gal, l’esponente pentastellata aveva postato un tweet in cui attaccava il capogruppo del Pd alla Camera Luigi Zanda: “Abbiamo votato per consegnare il Senatore Caridi alla magistratura, in attesa di consegnare tutti gli altri corrotti a partire da Zanda”.
Dopo l’indignata reazione di molti esponenti del Pd la senatrice aveva cancellato il tweet ed era intervenuta in aula per porgere le proprie scuse al capogruppo dem.
Alla ripresa dei lavori ha preso la parola per definire il tweet “ambiguo” in cui, è vero, era citato Zanda anche se “assolutamente non era riferito a lui”.

(da agenzie)

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VOTO M5S, L’AVVOCATO DEGLI ESPULSI: “IL NUOVO NON STATUTO SI PUO’ IMPUGNARE GIA’ DOMANI”

Ottobre 28th, 2016 Riccardo Fucile

IL NUOVO REGOLAMENTO M5S NON HA RAGGIUNTO NEMMENO LA MAGGIORANZA ASSOLUTA DEGLI AVENTI DIRITTO, NON SOLO IL QUORUM

L’avvocato Lorenzo Borrè, legale degli espulsi di Roma e Milano, non perde tempo e commenta a caldo il flop della consultazione on line del M5S sul non statuto.
Il nuovo regolamento del M5S votato dagli attivisti non solo non centra l’obiettivo del 75% dei votanti — che secondo il codice civile andava raggiunte — ma non raggiunge nemmeno la maggioranza assoluta degli aventi diritti al voto.
Il blog del leader 5 Stelle invitava infatti la Rete a scegliere tra due opzioni di Regolamento: uno con espulsioni, l’altro con sospensione ‘a vita’ nei casi più gravi. “Nessuno dei due regolamenti — fa notare all’Adnkronos Borrè — ha ottenuto il voto favorevole della maggioranza degli iscritti: siamo a 61.071 per uno e 21.535 per l’altro, a fronte di 135.023 aventi diritto. Quindi il regolamento più votato ha ottenuto un quorum inferiore al 50% e, di conseguenza, certamente inidoneo a modificare lo Statuto”.
Cosa intende dire l’avvocato?
Beppe Grillo ha annunciato che 87mila sono stati i partecipanti al voto e che il 70% di essi ha votato per una delle due opzioni di modifica. Ovvero circa 61mila persone.
Il voto del 50% +1 degli iscritti ammonta a 67511. Non si arriva quindi al 50% + 1. Borrè racconta poi di essere pronto a rappresentare alcuni iscritti in un’azione collettiva contro il regolamento votato oggi: una sorta di ‘class action’ per la quale “si stanno già  raccogliendo fondi“.
Un ricorso, spiega, può essere intentato subito: “Non è necessario aspettare di essere espulsi o sospesi per ricorrere: il nuovo Non Statuto si potrebbe impugnare già  domani. Alcuni miei assistiti mi hanno già  chiamato e stanno valutando il da farsi: il ricorso giudiziario resta l’extrema ratio per far valere i propri diritti visto che la mediazione di una convocazione assembleare per discutere e varare un nuovo Statuto e Regolamento a norma di legge è stata negata”.
Per l’avvocato, infatti, “al di là  del quorum il vizio di procedura resta” e quello più evidente è quello che attiene “al merito della questione: sono state fatte votare, come la società  di controllo conferma, due diverse versioni di regolamento e, contemporaneamente, la modifica al Non Statuto che doveva recepire una delle due versioni di regolamento, non sapendo però quale sarebbe stata votata”.
In pratica sul voto al Non Statuto si tratterebbe del classico caso di un voto su un documento con “una norma in bianco”.
In secondo luogo “resta il connubio storico e illegittimo tra le due diverse associazioni M5s: il regolamento approvato, ad esempio, prevede che i componenti del comitato di appello siano determinati da un consiglio direttivo che non è previsto dall’associazione del 2009 (quella che ha come soci gli attivisti iscritti) ma da quella del 2012” composta da tre persone: Grillo, suo nipote e il notaio.
“A mio modo di vedere non è possibile che un’associazione indichi quali debbano essere i componenti di un organismo ad un’altra associazione. Capisco che può sembrare esagerato ma è come se il Pd dicesse a Forza Italia come deve nominare i suoi organismi” spiega il legale.

(da agenzie)

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FIRME FALSE A BOLOGNA: E I CINQUESTELLE STANNO A GUARDARE

Ottobre 28th, 2016 Riccardo Fucile

LA MAIL INTERNA DOVE SI INVITAVA AL SILENZIO STAMPA … E IN RETE LE IMMAGINI DELLE FIRME RACCOLTE AL CIRCO MASSIMO A ROMA E UTILIZZATE PER LE REGIONALI IN EMILIA ROMAGNA

Ieri il consigliere comunale di Bologna Massimo Bugani (M5S) intervistato a proposito della questione delle presunte irregolarità  durante la raccolta delle firme per la presentazione della lista del Cinque Stelle alle elezioni regionali dell’Emilia Romagna del 2014 ribadiva la sua fiducia nell’operato della magistratura e dichiarava di essere a disposizione degli inquirenti per eventuali chiarimenti sulla vicenda. Bugani inoltre adombrava l’ipotesi di un complotto, a suo dire ordito ai suoi danni da alcuni amici dell’ex consigliere regionale pentastellato Andrea Defranceschi che non era stato ricandidato ed era stato espulso dal partito di Beppe Grillo.
Ma dopo due anni di indagini condotte dalla Pm Michela Guidi e partite in seguito ad un esposto depositato da due attivisti del MoVimento di Monzuno, Stefano Adani e Paolo Pasquino la Procura di Bologna sembra avere in mano sufficienti elementi per procedere — al momento contro ignoti — per il reato di violazione di un articolo della legge elettorale che riguarda chi forma falsamente liste di elettori o di candidati.
Nel frattempo un articolo di Caterina Giusberti pubblicato oggi sull’edizione locale di Repubblica porta alla luce un altro aspetto della vicenda: si tratta dell’indicazione a non commentare sia online che con la stampa la notizia dell’esposto.
L’ordine, diffuso via mail nell’autunno 2014, è riportato in una serie di email circolate ad inizio novembre di quell’anno dopo la diffusione della notizia riguardo l’esposto presentato da Adani e Pasquino.
In una prima mail, inviata l’1 novembre si invita a NON rispondere ad alcun tipo di domanda o commento sull’argomento dell’esposto “per non contribuire a nostra volta a dare visibilità  ad un evento che si vuole strumentalizzare, invece che lasciare che trovi soluzione seguendo il naturale percorso istituzionale“.
Insomma,   poco più che un invito — in vista delle elezioni — stare allineati e coperti per evitare il fuoco nemico.
Una delle risposte a questa email, che pare sia circolata non tra gli attivisti ma tra le “alte sfere” del MoVimento in Emilia Romagna qualcuno rispose aggiungendo una considerazione circa il trattamento da riservare ai due attivisti di Monzuno: per quanto se lo meriterebbero sarebbe molto più saggio NON espellerli fino alla data delle elezioni, per non trasformarli da vigliacchi ad eroi.
Per inciso i due attivisti, minacciati di querela da Bugani (querela che non è mai stata depositata) non sono mai stati espulsi dal MoVimento.
A proposito della vicenda delle email Stefano Adani ha scritto poco fa un post su Facebook
Oggi leggo su Repubblica di una mail che mi riguarda. Premesso che non mi sentirò mai un vigliacco per aver denunciato quello che secondo me era un reato, poi sarà  la magistratura a decidere se in effetti lo era o meno ( anche se indiscrezioni di stampa di questi giorni fanno supporre che avessi visto bene) Premesso che i controlli in occasioni delle raccolte firme eravamo noi del M5S a farli agli altri, primi a puntare il dito e urlare quando verificavamo irregolarità . Premesso che le censure, richieste di silenzio, richieste di oblio mi hanno sempre fatto schifo e ogni volta che mi sono arrivate…ho urlato più forte! Premesso che non è stato necessario espellermi ” dopo le elezioni” ( per non turbare la campagna elettorale) me ne sono andato io prima.
Saluti omertosi a tutti i grillini che leggeranno questo mio post.
Uno degli episodi contestati è la raccolta firme per le regionali dell’Emilia Romagna avvenuta a Roma durante l’evento al Circo Massimo si svolse il 10, 11 e 12 ottobre 2014.
In quell’occasione in alcuni banchetti allestiti dagli attivisti dell’Emilia Romagna vennero raccolte le firme per le candidature; firme irregolari dal momento che sono state raccolte al di fuori del territorio di riferimento.
Una delle prove è l’immagine dove si vede un’attivista del M5S confermare di essere a Roma (presumibilmente all’interno di uno dei gazebo della sezione regionale del MoVimento) a raccogliere le firme.
Un’altra prova invece è uno screenshot di uno scambio avvenuto proprio sulla bacheca di Massimo Bugani in un post che invitava a recarsi a firmare per la presentazione della lista alle regionali.
Sotto al post di Bugani un attivista commenta annunciando con entusiasmo di aver firmato già  al Circo Massimo, commento al quale anche lo stesso Bugani ha messo il “mi piace”.

(da “NetxQuotidiano”)

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VIRTUALE O REALE LA PIAZZA CINQUESTELLE SI SVUOTA

Ottobre 28th, 2016 Riccardo Fucile

DOPO LA SCARSA PARTECIPAZIONE ALLE PROTESTE A MONTECITORIO E AL VOTO SUL NON STATUTO, IL M5S TEME LA DISAFFEZIONE DELLA BASE

La partecipazione grillina non raggiunge quota 100mila, cioè il 75% degli iscritti. E il flop nel voto per il ‘Non statuto M5S’ diventa subito presso i big e i vertici pentastellati una sorta di psicodramma.
Ormai da giorni il traffico telefonico Milano-Roma è intensissimo e molto agitato. Non a caso è stato chiesto a tutti i parlamentari di mettere online video e appelli per invitare al voto.
Lo stesso Davide Casaleggio è sceso in campo in prima persona per provare a portare l’asticella più in alto possibile. Oggi ognuno, nello studio Casaleggio, in quello che un tempo era il Direttorio, nella villa genovese di Beppe Grillo e negli uffici romani di deputati e senatori, ha la sua spiegazione e fa il suo ragionamento.
La morale però è una sola: “In piazza martedì contro il PD che non ha voluto tagliarsi gli stipendi c’erano non più di 150 persone, e adesso anche le votazioni sul blog sono andate al di sotto delle aspettative”, dice chi in questi giorni è stato in stretto contatto con Milano. “Abbiamo litigato troppo tra di noi e i nostri attivisti si sono allontanati?”, si chiedono negli uffici del Movimento a Montecitorio.
Il leader 5Stelle, ufficialmente, prova a infondere entusiasmo per stoppare quello che nei 5Stelle è già  un caso, cioè la forte astensione, che si era registrata anche alle comunarie ma che adesso pesa molto più trattandosi del voto sulle regole, quindi sulla struttura stessa, sull’anima del Movimento.
“Record mondiale di partecipanti. Il Movimento 5 Stelle – scrive Grillo – è sempre stato contrario alla logica del quorum. Per noi chi partecipa e si attiva conta e ha il diritto di prendere decisioni”. Lo stesso ragionamento lo fa Roberta Lombardi che ricorda: “Noi 5Stelle abbiamo anche presentato un emendamento per abolire il quorum, conta chi ha voglia di partecipare”.
Non tutti però tra i 5Stelle la pensano così.
La piazza di martedì è stato un campanello d’allarme: “Stiamo perdendo attivisti, quindi la base”, teme un deputato deluso soprattutto dalla piazza vuota di martedì.
La paura è quella di raccogliere solo il voto di protesta, che un giorno c’è è quello dopo può non esserci più.
Vengono citati i casi delle comunarie, cioè le selezioni online per la scelta dei candidati alle amministrative.
Ad esempio Roma: 3.862 votanti su circa 9500 iscritti. “Alle votazioni sul blog ha partecipato molto meno della metà  degli iscritti eppure Virginia ha stravinto le elezioni”, fa notare un deputato romano: “In pratica abbiamo una base debole ma molte molte persone che credono in noi. Almeno per ora”.
A Milano quando si è trattato di confermare Gianluca Corrado come candidato sindaco hanno votato 876 iscritti. Napoli è andata peggio delle altre: 574 votanti su oltre 5mila iscritti.
Tuttavia c’è anche un altro problema, che in tanti sottolineano: “Molto iscritti in realtà  non hanno mai votato nè mai partecipato. Di sono iscritti molti anni fa ma non possono considerarsi attivisti”.
Ed è per questo che i vertici 5Stelle stanno ragionando da giorni se e come cancellare dal blog chi nei fatti fa salire il numero dei censiti ma è come se non ci fosse.
Un modo per uscire dall’angolo e far partire una nuova campagna di iscrizioni in vista delle politiche.

(da “Huffingtonpost”)

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FLOP GRILLO: IL VOTO SUL NON STATUTO SI FERMA AL 64%

Ottobre 28th, 2016 Riccardo Fucile

GRILLO: “CODICILLI NON CI FERMERANNO”…L’AVVOCATO DEGLI ESPULSI: “VOTAZIONE IRREGOLARE, QUESTA E’ DEMOCRAZIA DA AVATAR, E’ FINITO IL TEMPO DEL PRINCIPE SCIOLTO DALLA LEGGE, SIAMO SOLO ALL’INIZIO”

Sul blog di Beppe Grillo sono stati pubblicati i risultati della consultazione tra gli iscritti per apportare le modifiche al Regolamento e al Non Statuto.
Hanno votato 87.213 persone, il 64,4% degli abilitati al voto. L’obiettivo quorum era il 75 per cento e quindi non è stato raggiunto.
“Oltre il 90% di chi ha votato si è espresso a favore dell’aggiornamento del Non Statuto e del Regolamento e più del 70% per il Regolamento nella sua versione con le espulsioni” annuncia il blog di Beppe Grillo.
“Faremo in modo che questa chiara volontà  venga rispettata in ossequio alle leggi attuali: i nostri avvocati sono già  al lavoro per questo”, scrive Grillo.
“Processi, burocrazie, codici e codicilli – si legge – non possono fermarci perchè siamo uniti e compatti verso lo stesso obiettivo. Il MoVimento 5 Stelle trova difficoltà  a essere riconosciuto dalle leggi attuali perchè la sua struttura e organizzazione è molto più innovativa e avanzata di quelle regolamentate dai codici”
Il quorum per l’aggiornamento dello statuto di associazioni non riconosciute è stabilito dal Codice civile e il timore è che gli espulsi possano fare ricorso contro il Movimento.
Se i vertici M5s dicono di essere tranquilli, diversa è la versione dell’avvocato Lorenzo Borrè che ha guidato la battaglia degli espulsi in tribunale nei mesi scorsi. “Non basta dichiarare”, ha detto all’agenzia Adnkronos, “che processi, codici e codicilli non possono fermare il Movimento per impedire un riscontro giudiziario della validità  della votazione, nessuno è al di sopra della legge. Sono finiti i tempi del principe ex legibus absolutus”, cioè sciolto dalla legge.
Secondo Borrè Grillo disegna “una democrazia Avatar”: “La questione del quorum è meramente residuale: le criticità  o meglio i vizi della votazione, e nello specifico dei quesiti rivolti ai votanti, emergono dal riepilogo fatti dalla società  di verifica. Che confermano che il voto ha riguardato contemporaneamente la scelta di due diverse versioni del regolamento e l’inserimento della più votata nel testo del non statuto con conseguente indeterminabilità  dell’oggetto della modifica al momento del voto. E questa è solo la punta dell’iceberg”, avverte il legale che, con la sua battaglia, ha indotto il Movimento a dotarsi di nuove regole.
“Altre questioni riguardano i criteri di limitazione del diritto al voto ai soli iscritti dopo il 1 gennaio 2016, nonchè la compressione di alcuni diritti in capo ai soggetti passibili di sanzioni disciplinari previste dalla nuove regole. Rimane poi ancora da capire come sia stato possibile verificare che tutti i 135mila iscritti abbiano ricevuto l’invito al voto. A monte di tutto, oltre al quorum è mancato l’elemento centrale della democrazia assembleare e cioè la discussione. Rendendo il tutto, una democrazia a dimensione di Avatar che non prevede la partecipazione diretta dei cittadini alla formazione dei processi decisionali”.

(da agenzie)

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FARSA M5S, MISTERO QUORUM NEL VOTO SULLO STATUTO: NON SI DEVE SAPERE CHE E’ STATO UN FLOP?

Ottobre 28th, 2016 Riccardo Fucile

UNA VOTAZIONE SENZA CONTROLLO DI AUTORITA’ TERZA CHE VALORE PUO’ AVERE?… SPUNTA L’IDEA DI UN UN CONGRESSO

“Ragazzi, se davvero non raggiungiamo il quorum perdiamo la faccia”. Quando due sere fa Beppe Grillo chiude la missione romana, la preoccupazione è massima.
Il flop nelle votazioni sul nuovo regolamento del Movimento è un’ipotesi concreta. “Siamo indietro, rischiamo di non farcela “.
Il leader fa il punto con lo staff milanese che tutto gestisce, compreso il prezioso scrigno di Rousseau che ospita lo scrutinio. Studiano insieme ogni possibile contromisura, nel caso in cui non si raggiunga quota 75% dei votanti.
E lo staff definisce la linea: “Il quorum non serve”.
I risultati ufficiali sono attesi per oggi. In ballo ci sono le nuove regole, pensate anche per far da “scudo” contro eventuali ricorsi degli espulsi.
Il problema è che per blindare le novità  c’è bisogno di portare alle urne (telematiche) circa centomila elettori, il 75% del totale degli iscritti.
Così, almeno, sostengono i legali di alcuni ex grillini, citando un’ordinanza del Tribunale di Napoli.
Un’impresa a forte rischio, che ha spinto la Casaleggio associati a concedersi due giorni tra la chiusura delle urne e la pubblicazione dei risultati.
La ragione? Per consentire a un ente esterno (quale non si sa) – spiegano – di certificare il voto e ridurre il rischio di attacchi informatici.
I più pessimisti, a dire il vero, considerano difficile anche solo superare il 50% dei votanti. Sembra pensarlo anche Grillo, che infatti nell’ultimo giorno di votazioni ha tentato di scuotere l’ambiente: “Vi prego di votare”.
Ma da dove nasce la questione quorum?
L’attuale regolamento prevede una soglia assai più bassa: “Un terzo degli iscritti”, recita. Un gruppo di espulsi napoletani, però, ha portato la questione in tribunale. “Con un’ordinanza cautelare – spiega il loro legale, Lorenzo Borrè – il giudice ha stabilito che il regolamento non è valido. E che in assenza di regole sulle modifiche statutarie vale il codice civile, che richiede il parere del 75% degli iscritti alle associazioni non riconosciute per rendere valida ogni revisione”.
Per adesso nella galassia grillina prevale soprattutto l’imbarazzo: “Non voglio parlare di noi ora”, dribbla la questione Danilo Toninelli.
L’unica che si espone è Roberta Lombardi: “Vedremo cosa succederà  in tribunale, se le nuove regole non dovessero passare. Finora i giudici non sono entrati molto nel merito”. Il dubbio, però, si è ormai fatto strada: “Per le modifiche serve il 75% ammette il deputato Vittorio Ferraresi – credo l’abbiano detto i giudici ” .
E se il regolamento dovesse davvero saltare? Tutto diventerebbe possibile, anche l’ipotesi caldeggiata dagli espulsi reintegrati di tutt’Italia – di indire assemblee fisiche degli iscritti per fissare nuove regole.
“Può essere – ammette Lombardi – ma studiamo varie soluzioni e per ora non ne parlo”. Che tutto non finisca con un infuocato congresso in perfetto stile Prima Repubblica?

(da “La Repubblica”)

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M5S, L’OMBRA DEL NON VOTO SUL NON STATUTO: STASERA SCADE IL TERMINE E SI TEME IL FLOP

Ottobre 26th, 2016 Riccardo Fucile

POI QUALCUNO UN GIORNO CI DIRA’ CHE ATTENDIBILITA’ POSSONO AVERE QUESTE VOTAZIONI SENZA CONTROLLO DI TERZI

Un appello, l’ennesimo in questi giorni. Un richiamo agli iscritti del Movimento 5 Stelle che risuona come un campanello d’allarme: “Vota sul Non Statuto per l’eternità  del Movimento”, scrive Beppe Grillo sul suo blog quando mancano ormai poche ore allo scadere del tempo, fissato per le 21 di stasera, e quando la paura di non raggiungere il quorum del 75% aumenta di ora in ora.
All’indomani della mezza delusione per una manifestazione poco partecipata in piazza Montecitorio contro quei parlamentari – Pd in primis – che non si sono voluti dimezzare lo stipendio, rinviando in Commissione la proposta di legge M5S sui costi della politica, il leader 5 Stelle ricompare con una preghiera accorata: “Vi prego di andare e di votare. Anche se perdete dieci minuti, sono dieci minuti del vostro passo per un grande passo per l’umanità . L’aveva detto qualcun altro ‘piccolo passo, grande passo’. È un piccolo momento per dare l’eternità  al Movimento 5 Stelle”.
Al di là  della citazione spaziale, nell’ultima settimana c’è stata una carrellata di appelli al voto per chiedere agli iscritti al blog di esprimere la loro preferenza su come modificare le regole del Movimento.
Si sono esposti praticamente tutti: da Alessandro Di Battista a Roberto Fico, passando per Danilo Toninelli.
Lo spettro del flop è talmente forte che, al termine della seduta della Camera sulla proposta del taglio degli stipendi dei parlamentari, anche Davide Casaleggio si è esposto personalmente sul blog rivolgendosi direttamente agli iscritti: “Se non la hai ancora fatto, vota subito. Con questo voto si decide che direzione potrà  prendere il Movimento dal punto di vista organizzativo e come potrà  difendersi dagli attacchi che si stanno intensificando e si intensificheranno sempre più mano mano che ci avvicineremo alle elezioni politiche e alla possibilità  di governare questo Paese”.
Tra le righe del post del figlio del fondatore M5S si intravede un ‘piano B’ da mettere in atto se la votazione non raggiungerà  il quorum fissato.
E infatti scrive riferendosi al numero dei votanti: “A seconda che siano sopra un terzo, sopra la metà , sopra i tre quarti o addirittura la totalità  degli iscritti, maggiori saranno le nostre difese dagli attacchi giudiziari e politici. Hanno iniziato modificando le regole per la competizione elettorale e non possiamo sapere fino a che punto arriveranno pur di non far andare il Movimento 5 Stelle al governo”.
In sostanza, il voto sarà  comunque valido, ma il non raggiungimento del 75% dei votanti rischia di aprire una nuova crepa in un Movimento che è già  una polveriera.

(da “Hufffingtonpost”)

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